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DUCATI MONDIALE

 

 

Il 2007 partiva con molte incognite, il regolamento limita la cilindrata a 800cc e porta a 21 i litri massimi di benzina per terminare la gara, normalmente la Honda si avvantaggia parecchio quando ci sono questi cambi, senza contare che queste modifiche se le è cucite addosso, basta infatti togliere un cilindro al suo 5 cilindri 990 cc. ed il gioco è fatto.  La Yamaha non è altrettanto reattiva, ma ha Valentino Rossi, oltretutto con grandi propositi di riscatto, e questo basta per inserirla nella lotta per il titolo.  I test invernali sembrano confermare tutto con la Ducati che alterna buone prestazioni a "buchi" preoccupanti e che quindi sembra destinata ancora a vincere qualche gara ma niente più.  Kawasaki e Suzuki sembrano ancora acerbe, la casa di Hamamatsu sfodera buone prestazioni ma i riflettori sono rivolti altrove, su quella RC 212 V che sembra cucita appositamente su Pedrosa e sulla M1 di Valentino.

Arriva la prima gara e il mondo dei motori è scosso da un terremoto, una scossa chiamata Desmosedici che ha il suo epicentro in Australia a Kurri Kurri, da lì infatti proviene Casey Stoner, il fulmine australiano che cavalca il tuono italiano, una storia già vista in Superbike.  La moto italiana ridicolizza le sue pari nipponiche con velocità sul rettilineo superiori di 12 Km/h rispetto alla Honda e di quasi 20 rispetto alla Yamaha, come previsto Rossi mette una pezza, ma il giovane canguro coglie la prima delle sue dieci vittorie stagionali.  La stagione prosegue alla grande per la Ducati e Stoner che vincono tre delle prime quattro gare ma qualcuno non è contento e il paddock mormora, Valentino dice che la Desmosedici sembra ancora mille di cilindrata, gole profonde sussurrano di benzina nascosta nei tubi del telaio ed ecco puntuali le ispezioni sulla moto italiana, tutto naturalmente è in regola così Preziosi e compagnia si prendono una bella rivincita.

A questo punto il circus torna in Europa e sulle piste guidate del vecchio continente tutti si aspettano il ritorno del Dottore, ma il canguro continua a saltare e il Razzo Italiano a volare, il binomio vince in Spagna e in Inghilterra a Donington, su una pista senza rettilinei e con l'asfalto bagnato, curiosamente la svolta della stagione arriva su una pista dove la Bridgestone è in evidente affanno, in Germania Casey arranca ma Rossi per cercare un possibile recupero cade, ormai è chiaro che la moto è competitiva su tutte le piste, dove non vince arriva a podio e domina anche a Laguna Seca nel regno degli americani.  Sulla pista dove nessuno aveva battuto Nicky Hayden con le Motogp Stoner mostra una superiorità schiacciante e insieme alle vittorie di Brno e Misano forma un tris che spenge le residue speranze di Honda e Yamaha di lottare per il mondiale, ormai è chiaro a tutti che il titolo è in mano a Casey e la sua Ducati Desmosedici.  Ma i guai possono essere sempre dietro l'angolo e la squadra intera rimane concentrata la massimo fino la Giappone dove il sogno di inizio stagione diventa realtà, in una gara strana mezza bagnata e mezza asciutta con le Michelin dirompenti sull'asciutto e le Bridgestone superiori sul bagnato, vince Loris Capirossi (ancora a secco di vittorie nel 2007) e un sesto posto consegna il titolo a Casey.

La vittoria diventa totale in Australia, agli antipodi con una esaltante doppietta di Stoner e Capirossi la Ducati conquista i titoli mondiali Costruttori e Team mettendo il sigillo ad una stagione esaltante!  C'è ancora il tempo di una vittoria in Malesia e poi tutti a Valencia dove un grande Pedrosa con una Honda che ha recuperato il gap di inizio stagione vince e strappa Rossi il secondo posto in campionato.

 

 

 

 

 


 

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