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| “ Piattaforma logistica costiera,
masterplan dei porti, grandi infrastrutture di trasporto
e prospettive economiche generali della provincia “
comunicazioni di
Roberto Brilli
al Seminario
promosso dal Gruppo consiliare regionale,
dalla Federazione Val di Cornia – Elba
e dalla Federazione livornese
dei Democratici di sinistra
sul nuovo Piano di Indirizzo Territoriale
( PIT ) della Regione toscana.
Livorno, 23 Febbraio 2007. |
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| La prima questione da mettere in evidenza è rappresentata dalla forte crescita del Prodotto Interno Lordo registratasi negli ultimi anni a livello mondiale.
Nel 2004, rispetto all’anno precedente, vi è stato un incremento del 5,3%; nel 2005 l’incremento è stato del 4,9%; nel 2006 è arrivato al 5,1%. Le previsioni per i prossimi anni sono ancora più ottimistiche.
La crescita economica mondiale – evidenziata dagli incrementi dei PIL annuali – è un dato fondamentale, positivo, capace di alimentare speranze per il futuro.
Il mondo, infatti, ha bisogno di svilupparsi sul piano economico ancora di più al fine di debellare la fame, la povertà, le malattie che mietono decine e decine di milioni di morti nelle aree geografiche più sfortunate e povere.
Il mondo, considerato nel suo complesso, ha bisogno di svilupparsi sul piano economico ancora di più al fine di garantire almeno una vita dignitosa a tutti i suoi abitanti.
L’incremento del PIL mondiale, però, è soltanto il risultato finale, di sintesi della crescita globale dietro cui permane una forte differenziazione dei ritmi di sviluppo dei diversi continenti e delle diverse aree geografiche del pianeta.
L’Africa, salvo poche eccezioni, ampie zone dell’Asia e dell’America latina non sono state finora in grado di uscire dalla marginalità economica e dall’area della povertà.
Altre zone del mondo ( come la Cina e l’India in Asia, ma anche il Brasile in America latina ), invece, hanno registrato tassi di sviluppo davvero rilevanti, spesso a due cifre.
In modo particolare la Cina la quale non solo aumenta ogni anno la propria capacità di creare ricchezza economica interna, ma si configura sempre di più come una grande potenza economica e commerciale sul piano internazionale.
Questi ritmi di sviluppo dei paesi emergenti, naturalmente, non devono farci dimenticare la persistente distanza tra il loro tenore di vita e quello dei paesi più avanzati, non devono offuscare la consapevolezza delle loro contraddizioni e dei loro squilibri sociali interni, non devono impedirci, infine, di vedere i gravi costi sociali, umani e ambientali che al loro interno si sono accumulati nel tempo.
Resta, comunque, il fatto straordinario di una crescita impetuosa dell’economia globale che, da un lato, è un presupposto indispensabile per livelli più alti di giustizia sociale all’interno del pianeta; e, dall’altro lato, è una grande occasione e una grande opportunità per dare corpo e sostanza a una più forte politica di cooperazione internazionale su iniziativa dell’Occidente industrializzato.
I Paesi economicamente più forti, quindi, non solo non devono avere paura del nuovo che emerge su scala planetaria, ma possono e devono rafforzarsi al proprio interno attrezzandosi, sul piano mentale, sul piano materiale, sul piano dell’innovazione tecnologica per assegnare una nuova centralità alla cooperazione internazionale.
Quando l’economia reale del mondo cresce, crescono ancora di più i commerci internazionali; e quando i commerci internazionali crescono, si sviluppano a un ritmo ancora più sostenuto quelli marittimi.
I Paesi del Mediterraneo, e tra questi prima di tutto l’Italia, dunque hanno una grande occasione storica da raccogliere e mettere a frutto.
Il centrodestra che ha governato dal 2001 fino a metà del 2006 ha sprecato questa grande occasione a differenza di quanto hanno fatto altri Paesi europei come la Francia, la Spagna o quelli del centro-nord i quali hanno fatto grandi investimenti nei settori della portualità e dei trasporti.
Una svolta positiva è stata impressa dal mese di maggio dello scorso anno dal Governo Prodi il quale, in coerenza con il programma dell’Unione intitolato “ Per il bene dell’Italia “, ha messo al centro della propria azione le politiche di rilancio della cooperazione economica e commerciale internazionale proponendosi, da un lato, l’affermazione di un nuovo ruolo politico dell’Italia nello scenario mondiale; e, dall’altro lato, una modernizzazione del Paese nei campi delle infrastrutture di trasporto, della portualità e della logistica senza cui i buoni propositi diventerebbero aria fritta.
Ci auguriamo che la crisi di governo apertasi ieri si risolva bene, su basi solide e in tempi rapidi per corrispondere, sempre con la guida di Romano Prodi, ai bisogni più profondi dei cittadini e del Paese, ma anche per avviare a soluzione i problemi che stanno al centro dell’attenzione di questo nostro Seminario.
Nel programma dell’Unione e in quello del primo Governo Prodi di questa legislatura è indicato un obiettivo strategico assolutamente prioritario. Ed è questo: “ Trasformare e sviluppare l’Italia, nel suo complesso, come piattaforma logistica del mediterraneo “ al fine di creare robusti e duraturi collegamenti commerciali, marittimi, aeroportuali, telematici, in primo luogo, con i Paesi che si affacciano sullo stesso mar mediterraneo che nel 2010 diventerà zona di libero scambio e, più in generale, con tutte le aree geografiche del mondo per far crescere il benessere loro e nostro.
In questi pochi mesi di attività il Governo e la maggioranza si sono mossi in questa direzione.Con la Legge finanziaria per il 2007 sono state attivate risorse pari a circa 7 miliardi di euro per le ferrovie e il sistema stradale al fine di colmare i buchi ricevuti in eredità e di rimettere in moto grandi progetti come quello dell’Alta velocità/ Alta capacità i quali, come è noto, hanno grandissima importanza per le prospettive dell’intera toscana.
Inoltre è stato rilanciato un nuovo impegno per la portualità, la intermodalità, la logistica nella sua accezione più ampia, il settore dei trasporti aerei.
In questa sede ci preme evidenziare che con la Finanziaria vigente è stato eliminato il tetto del 2 % sulla spesa per investimento delle Autorità portuali imposto dalle ultime finanziarie approvate dal centrodestra ed è stato, inoltre, avviato il riconoscimento dell’autonomia finanziaria delle stesse Autorità portuali.
Con questi due provvedimenti contenuti nella finanziaria 2007 si sono sbloccati investimenti delle Autorità portuali pari a 1.400 milioni di Euro che diventano quasi 2.000 milioni di Euro se si aggiungono altre risorse attivate con la manovra.
Questo nuovo quadro normativo permette all’Autorità portuale di Livorno di sbloccare circa 65 milioni di Euro che diventano circa 110 milioni di Euro con altre risorse attivate.
In proporzione analoghi effetti positivi si registrano anche a livello dell’Autorità portuale di Piombino.
Sempre la Finanziaria per il 2007 ha sbloccato – con un compromesso accettabile - la questione dei dragaggi portuali.
Inoltre, anche se in questo caso su iniziativa del Gruppo dell’Ulivo al Senato ( Senatori Mazzarello, Filippi e altri ) è stato presentato un disegno di legge per la riforma della Legge 84 del 1994 finalizzata ad adeguare alle nuove esigenze emerse un importante impianto normativo che negli ultimi 12 anni ha rinnovato in termini positivi l’assetto portuale.
L’esigenza prioritaria è quella di ristabilire un corretto rapporto tra porti e città, tra i diversi livelli di responsabilità istituzionale, tra la pianificazione urbana e la programmazione territoriale delle aree portuali e retroportuali.
Effettuando, al tempo stesso, una riflessione sul sistema delle concessioni.
Ma prima delle norme singole e delle normative complessive ha pesato un nuovo modo di governare che ha portato finalmente, dopo tre lunghissimi anni di commissariamento ingiustificato e dannoso, al di là delle persone coinvolte, alla nomina di una guida legittima e autorevole dell’Autorità portuale di Livorno la quale, in pochi mesi, è già stata in grado di imprimere nuovo slancio e nuovi impulsi al lavoro e al ruolo del Porto.
Negli ultimi mesi delegazioni dell’Italia, della Toscana e della stessa nostra provincia hanno visitato proficuamente regioni, città e scali portuali della Cina verificando e toccando con mano le grandi possibilità di relazioni e di business con un Paese sconfinato, le cui cifre possono far girare la testa.
Nuove grandi navi cinesi sono venute qui, a Livorno, riuscendo ad attraccare; e nuove prospettive di collegamento commerciale si sono delineate.
Ma anche queste ultime esperienze confermano che un Porto efficiente e funzionale è indispensabile; da solo, però, non è assolutamente sufficiente nell’era moderna della globalizzazione e dei grandi commerci internazionali.
Lo sapevamo da tempo e ora lo sappiamo anche meglio.
Oggi, per recepire, per sviluppare, per organizzare nuovi traffici, occorre un ampio e moderno sistema territoriale e di trasporti basato su una rete unitaria, integrata e coordinata di infrastrutture lineari e puntuali, di servizi, di tecnologie, di capacità gestionali e di momenti produttivi.
Non sono un tecnico, ma credo che tutto questo si chiami logistica integrata.
Tutto questo compone una Piattaforma logistica territoriale.
Nel territorio complessivo in cui operiamo ( da anni giustamente lo chiamiamo Area Vasta ) abbiamo due porti importanti: quello di Livorno e quello di Piombino; abbiamo l’aeroporto di Pisa, il Centro interportuale di Guasticce e l’Autoparco Il Faldo; abbiamo già oggi una rete infrastrutturale, ferroviaria e stradale, non indifferente, per la quale sono stati predisposti progetti di sviluppo; abbiamo un tessuto economico e produttivo che resiste nonostante tutto; e, in modo particolare, abbiamo risorse umane e imprenditoriali disponibili e un invidiabile contesto ambientale e geografico.
E, in rapporto all’economia marittima, è corretto aggiungere il Porto di Carrara, il sistema dei Porti e degli approdi turistici e la filiera produttiva della nautica da diporto.
Il nostro territorio, in una ottica di Area Vasta, è quindi la sede naturale della Piattaforma logistica costiera della regione toscana.
Non è più tempo di artificiose e inutili distinzioni. Oramai sono remote e ci stanno alle spalle.
La regione toscana, nel suo complesso, per svilupparsi, per tornare a crescere e a competere ha bisogno della valorizzazione e della crescita economica e funzionale della fascia costiera; e la fascia costiera per avere una solida prospettiva di sviluppo ha bisogno di essere parte integrante e attiva della regione toscana.
Gli organi istituzionali e politici della nostra Regione oramai da tempo hanno elaborato un progetto generale e un programma concreto che assegnano alla Piattaforma logistica costiera un valore strategico per lo sviluppo generale della Toscana.
Gli atti fondamentali di programmazione e di pianificazione regionale confermano la fondatezza di queste affermazioni.
Nel Piano Regionale di Sviluppo ( PRS ) l’opzione a sostegno della logistica assume carattere di centralità. Nel PRS è contenuto un Progetto Integrato Regionale ( PIR 1.8 intitolato: “ sviluppo della Piattaforma logistica costiera “ ).
In questo PIR è testualmente affermato : “ Il programma di governo conferma l’interesse della regione di dotare il territorio di un sistema integrato ed efficiente di infrastrutture che consentano al sistema produttivo toscano di competere con le sfide imposte dai nuovi scenari economici globali.
E’ centrale in questa strategia sviluppare la Piattaforma logistica costiera promovendo l’integrazione del territorio toscano con le reti transeuropee di trasporto, incentivando il trasporto ferroviario, il sistema portuale e aeroportuale, le autostrade del mare, le vie navigabili interne e il trasporto breve marittimo “.
Nel PIR, inoltre, si indicano gli obiettivi infrastrutturali da perseguire e le risorse regionali, nazionali e comunitarie attivabili nel periodo temporale 2007 – 2010 ( pari a circa 2.028 milioni di euro ).
Nel Piano di Indirizzo Territoriale ( PIT ), con la sua nuova impostazione evidenziata nella introduzione generale di Virgilio Simonti, si compiono ulteriori passi avanti approfondendo e particolareggiando le precedenti scelte strategiche.
Inoltre, come è stato già ricordato, fa parte integrante del PIT il Master Plan dei Porti toscani il quale, oltre a contenere una ricca elaborazione in materia di economia marittima, rappresenta un progetto generale di qualificazione e sviluppo del sistema portuale toscano a supporto della Piattaforma logistica costiera.
Infine, in data 11 Gennaio 2007, a conclusione sul Convegno sul Master Plan dei Porti svoltosi proprio nella nostra città, è stato sottoscritto un importante “ Accordo di programma per lo sviluppo dell’area costiera Pisa – Livorno “ dove in modo dettagliato sono indicati impegni e obiettivi precisi.
Tale accordo è stato firmato da tutti i soggetti interessati ( Regione, Province, Comuni, Camere di commercio, Autorità portuale, Autorità di bacino del fiume Arno, Ente Parco di Migliarino ).
E, ancora, non deve essere neppure smarrita l’importanza dell’altro Master Plan contenuto nel PIT, quello del comparto aeroportuale toscano nel quale viene evidenziato il ruolo strategico dell’Aeroporto Galilei di Pisa sia nel trasporto passeggeri, sia nel trasporto merci. Anche la qualificazione e lo sviluppo di questa importante infrastruttura sono essenziali per il pieno decollo della Piattaforma logistica costiera.
La Regione indubbiamente ha fatto un buon lavoro. Questo è stato possibile anche per l’attività progettuale e amministrativa portato avanti nel tempo sia dall’Amministrazione provinciale, sia dalle principali Amministrazioni comunali del nostro territorio.
In particolare voglio ricordare le molteplici iniziative svolte dalla Provincia di Livorno sulle questioni della logistica e dei trasporti e il lavoro attivato, in collaborazione con i Comuni, per la definizione entro questo mandato amministrativo, del nuovo Piano Territoriale di Coordinamento ( PTC ).
La Piattaforma logistica costiera, in buona misura è diventata realtà concreta, in evoluzione; ora però occorre completare il processo affinché diventi un potente motore dello sviluppo locale, regionale e nazionale.
Dal complesso dei progetti e dei programmi fin qui ricordati emergono alcuni obiettivi fondamentali a cui possiamo fare un brevissimo cenno senza entrare troppo nel merito.
In primo luogo diventa assolutamente indispensabile adeguare, potenziare e sviluppare il porto di Livorno in quanto grande porto di valenza regionale, nazionale e internazionale.
L’Autorità portuale, sebbene insediata da poche settimane, si è già mossa nella giusta direzione sia in rapporto alle questioni di emergenza, sia in rapporto alle questioni di prospettiva.
La prima questione urgente che si pone è quella dell’adeguamento dei fondali, a partire dal canale di accesso, al fine di permettere l’ingresso e l’attracco dei nuovi e più grandi vettori marittimi che hanno un pescaggio più profondo.
Occorre, quindi, operare per un adeguamento, per una razionalizzazione e per una qualificazione dell’assetto operativo, funzionale e infrastrutturale del porto ( banchine, piazzali, servizi, assetti generali ) procedendo, come più volte ha affermato il Presidente Piccini, ad una articolazione dello scalo labronico per grandi aree funzionali.
In questa ottica diventa fondamentale la realizzazione, nei tempi più rapidi possibili, di una adeguata rete di trasporto ferroviario all’interno del porto collegata direttamente alla direttrice tirrenica, al Centro interportuale di Guasticce e al nodo di Pisa al fine di garantire i grandi collegamenti di cui parleremo tra poco.
Uno strumento importante per l’adeguamento e il potenziamento del porto è rappresentato dal nuovo Piano operativo triennale ( POT ) in fase di elaborazione attraverso il quale è possibile legare immediatezza e prospettiva.
Il porto, senza alcun dubbio, ha bisogno di una visione più generale e di una prospettiva più complessiva.
Per questo è importante la scelta compiuta di procedere alla definizione del nuovo Piano Regolatore Portuale ( quello in vigore è del 1953 ) il quale deve essere concepito e costruito in quanto parte integrante della pianificazione urbanistica e territoriale della città e dell’area vasta costiera.
Il porto, infatti, ha bisogno di una integrazione con il tessuto urbano, di una razionalizzazione di funzioni e spazi operativi ( distinzione tra le diverse tipologie di traffici delle merci e tra il traffico merci e quello passeggeri ), di una nuova fase di crescita a mare ( Darsena europa ).
Diventa, inoltre, evidente la necessità di avere una visione unitaria dell’insieme dell’economia marittima del nostro territorio ( rapporto tra porto commerciale e porto turistico la cui costruzione è prevista nell’ambito della Porta a mare; rapporto tra porto commerciale, sistema dei bacini di carenaggio, cantieristica per la nautica; ruolo e assetti delle attività di pesca ).
Il porto negli anni si è sviluppato acquisendo traffici e creando nuove attività per merito dei suoi operatori e dei lavoratori associati in una cooperazione intelligente e dotata di grande spirito imprenditoriale.
Nel 2005 si è registrato un aumento dei traffici del porto di Livorno rispetto al 2004; sia in relazione alla movimentazione delle merci ( 28 milioni di tonnellate pari a un incremento del 4,3 % ), sia in relazione al traffico passeggeri ( 2.050.994 persone in transito pari a un incremento del 3,0 % ).
Traffico merci nel porto di Livorno.Variazioni 2005/2004 e 2004/2003
2004/2003 2005/2004
Merci in contenitore 21,8 - 0,9
Merci in colli e numero 7,5 - 5,0
Merci su rotabili e RoRo 3,5 12,9
Totale merci varie 10,7 4,8
Rinfuse liquide - 3,5 5,8
Rinfuse solide - 4,8 - 11,3
Totale merci rinfuse - 3,7 3,4
TOTALE 5,1 4,3
Fonte : IRPET : elaborazione su dati dell’Autorità portuale di Livorno.
Nonostante questi risultati positivi si deve, però, evidenziare che anche il nostro Porto, come altri grandi porti italiani, ha avuto un ritmo di sviluppo, negli ultimi 5 o 6 anni, sensibilmente inferiore a quello registrato dai porti del Nord Europa e dai porti spagnoli e francesi.
Quello di Livorno è un grande Porto che non ha una specializzazione in un unico settore di traffici o di merci; ma è cresciuto e può continuare a crescere sia nel comparto della movimentazione merci ( container, rinfuse, RoRo, altro ), sia nel comparto del traffico passeggeri ( traghetti e crociere ).
Può e deve crescere anche in rapporto con le autostrade del mare a cui ha sempre fatto riferimento il Presidente Ciampi.
E’ pertanto evidente, sulla base dell’esperienza accumulata, la sua vocazione multipourpose ( multiservizi ) e il suo assetto come bridge intermodale internazionale costituente una vera e propria piastra logistica portuale ( definibile nel suo complesso come Piattaforma Europa ).
Ma anche il Porto di Livorno, come del resto gli altri grandi Porti nazionali, se vuole fronteggiare con successo le nuove sfide dell’economia globale, non può rinchiudersi in un isolamento operativo e funzionale segnato esclusivamente dalla competizione con altri scali marittimi territorialmente vicini.
Il Porto di Piombino, specializzato nella movimentazione di prodotti connessi al ciclo industriale e nel traffico passeggeri, può essere un interlocutore importante.
Occorre, pertanto, realizzare ancora di più di quanto sia finora avvenuto un rapporto collaborativo tra i due scali marittimi della provincia di Livorno.
Altrettanto vale per il Porto di Carrara.
Dunque, come viene indicato nel Master Plan, Carrara e Piombino sono Porti specializzati che possono operare in un’ottica di integrazione con Livorno acquisendo buone possibilità per lo SSS.
Da un punto di vista imprenditoriale e operativo, aggiungiamo noi, occorre recuperare anche la dimensione e l’ottica del sistema portuale dell’Alto tirreno ( Piombino, Livorno, Carrara, La Spezia, Genova ) che, pertanto, va costruito nei fatti con i possibili momenti collaborativi e con le possibili sinergie.
Le grandi infrastrutture di trasporto.
Il sistema portuale toscano per respirare e guardare al futuro ha bisogno di collegarsi ai grandi corridoi transeuropei ( in particolare il corridoio I e il corridoio V ).
Come? Attraverso quali infrastrutture?
La risposta è chiara: attraverso l’assetto ferroviario, stradale e autostradale da tempo indicato dalle Istituzioni e dal territorio.
Ferrovie.
Le infrastrutture ferroviarie interne al Porto, come abbiamo già evidenziato, devono essere collegate direttamente al Centro interportuale di Guasticce e al nodo di Pisa al fine di inserire in modo veloce ed efficiente i flussi di traffico sia nella direttrice tirrenica ( nord / sud ) che deve essere potenziata, sia nell’ Alta velocità / Alta capacità in fase di costruzione nella tratta Bologna – Firenze, la quale – in rapporto alla logistica – dovrebbe diventare operativa entro il 2008.
Questi assi ferroviari sono decisivi anche per il Porto di Piombino.
Strade.
Altrettanto importanti sono i collegamenti autostradali e superstradali dei Porti di Livorno e di Piombino sia con la Firenze – Pisa – Livorno, sia con il corridoio tirrenico.
La piena realizzazione del corridoio plurimodale tirrenico rappresenta una assoluta priorità per la regione toscana e per il nostro territorio.
Il nostro territorio oggi non può che mettere l’accento sulla esigenza di sbloccare in senso formale e in senso operativo la questione della realizzazione dell’autostrada Rosignano – Grosseto – Civitavecchia ( lunghezza: 210 chilometri; costo: 3.000 milioni di Euro; tempi previsti di ultimazione: 2.014; tracciato definito dalla Regione ), ribadendo che con tale opera si andrebbe a completare uno dei pochi tratti autostradali ancora mancanti a livello nazionale.
Il Presidente della Società incaricata per la realizzazione del tratto autostradale lo scorso mese ha dichiarato che la SAT oramai dispone di un piano per la realizzazione dell’opera esclusivamente attraverso il projet financing ( utilizzo delle tariffe dei pedaggi per la remunerazione del capitale investito ) e che in tale piano sono previste le opere con forza richieste dalla Regione e dagli Enti locali ( tratto Marroccone – Chioma della superstrada Livorno - Grosseto, collegamento con il Porto di Piombino, altri interventi ).
Proprio sui quotidiani di oggi si fa riferimento a una intesa raggiunta, su iniziativa della Regione toscana, con il Ministro delle infrastrutture.
E’ una buona notizia che ci auguriamo sia preliminare alla definitiva soluzione del problema.
Sulla Due Mari, opera importante e indispensabile, interverrà Stelio Montomoli con la sua comunicazione.
Il Centro interportuale di Guasticce
La rete infrastrutturale di cui abbiamo fin qui parlato dà respiro e prospettive al Centro interportuale di Guasticce che in questi anni è cresciuto in modo evidente e che ora si appresta a compiere ulteriori passi avanti ( dotandosi, in primo luogo, del necessario assetto ferroviario ) al fine di qualificarsi come realtà operativa intermodale al centro, non solo fisicamente, della Piattaforma logistica costiera.
Un problema importante sul tappeto, oltre alle sinergie da costruire con il Centro logistico di Gonfianti, è quello relativo alla natura e agli assetti societari e ai conseguenti effetti operativi.
In stretta connessione, infine, riemerge l’importanza delle necessarie azioni per rendere navigabili le vie d’acqua presenti sul territorio ( a partire dallo Scolmatore d’Arno ) e per la sistemazione idraulica dell’area.
Considerazioni conclusive
Per la concretizzazione dei progetti solo in parte indicati nella presente comunicazione occorrono grandi capacità elaborative e imprenditoriali, ingenti risorse finanziarie pubbliche e private, una concertazione degli sforzi e degli impegni.
Nell’accordo di programma dell’11 Gennaio si parla di Coordinamento funzionale della Piattaforma logistica costiera.
Abbiamo sicuramente bisogno di grandi soggetti che investano in un progetto che ha già dimostrato validità economica.
Un progetto complessivo che noi intendiamo realizzare in termini di sostenibilità sociale e ambientale; in grado di allargare la base occupazionale, offrendo lavoro qualificato e stabile.
Per questo ci convince l’idea di concretizzare sul Porto, al Centro interportuale, nell’ambito della Piattaforma logistica costiera un grande piano per lo sviluppo di produzioni energetiche basate su fonti rinnovabili ( sole, vento, biocombustibili ).
La logistica non è solo attività di servizio; può e deve attivare momenti manifatturieri, produttivi, integrati nel ciclo delle movimentazioni e manipolazioni.
Nella provincia di Livorno ci proponiamo, in senso più generale, di consolidare, qualificare e allargare la base industriale, produttiva e di servizio anche incentivando la nascita di nuove imprese; operando sempre in un’ottica di corretta programmazione territoriale.
La provincia di Livorno dispone di due leve importanti per il perseguimento di questo obiettivo generale: il suo apparato energetico e il suo apparato logistico.
L’energia e la logistica possono essere davvero alimentatori per la l’attrazione e la nascita di nuove imprese.
Utilizzando in questo impegno le capacità e le competenze delle Università, dei Centri di ricerca, del sapere e dei saperi perché oggi sviluppo, conoscenza e cultura non possono che marciare insieme. |
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| Seminario sulle
autostrade del mare
( Livorno 14 Giugno 2007 ) |
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| ( dal sito web della Provincia di Livorno )
Porti, Logistica, Infrastrutture: Masterplan della Logistica
Autostrade del mare: giovedì seminario della Provincia“Le autostrade del mare e le procedure per la movimentazione delle merci” è il tema del terzo seminario della Provincia sulla logistica.L’iniziativa si svolgerà giovedì 14 giugno, alle 9.30, al Chiostro Francescano in via delle Galere, e si inserisce nel ciclo di approfondimenti promosso dall’assessorato ai porti e trasporti, finalizzato alla elaborazione del Master Plan della logistica. L’iniziativa si svolge alla vigilia della seconda conferenza regionale sulla Toscana del Mare, in agenda il 15 giugno all’Accademia Navale di Livorno, ove è previsto un confronto sulla politica marittima integrata della Regione.Il seminario, coordinato da Mauro Penco, assessore provinciale ai trasporti, porti e Tpl, sarà aperto dai saluti del presidente Giorgio Kutufà. Interverranno Luigi Benedetto Martina, direttore dell’Agenzia delle dogane di Livorno, Salvatore Giuffrè, comandante della Capitaneria di Porto di Livorno, Roberto Nardi, presidente della Camera di Commercio, Roberto Alberti, presidente della Spedimar, Paul Kypriamou, responsabile dell’ufficio studi e relazioni esterne del Grimaldi Group, Francesco Ercolani, direttore ufficio studi della Cemat. Parteciperanno i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Piero Nocchi, Giovanni Pardini e Marco Morelli. (s.m.) Livorno, 12 giugno 2007
Per maggiori informazioni si possono consultare le pagine del settore Porti e Logistica |
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