Titolo
Comunicato Stampa. Livorno16 luglio 2007

Il dibattito che si è aperto attorno alla proposta di P.O.T. presentato dall’Autorità Portuale, ha visto focalizzare in questi giorni la discussione molto sulle riparazioni navali e sull’annosa questioni dei bacini di carenaggio.

Questa mia nota ha lo scopo di evitarne una estremizzazione tra due fuochi opposti ed egualmente sbagliati. Da una parte il piano industriale di Azimut, che se ho capito bene, tende ad esclusivizzare l’uso dei bacini, e dall’altra li si vuole utilizzare per fermare il progetto della Porta a Mare.

Fissiamo alcuni obiettivi:
ú Le riparazioni navali sono un asset indispensabile per garantire competitività al porto di Livorno, lo sono state storicamente, lo saranno anche in futuro.
ú Gli standard di qualità del lavoro che ruotano attorno alle riparazioni navali sono assolutamente insoddisfacenti.
ú Discutere della questione dei bacini deve essere legato all’obiettivo di costruire, favorire, la creazione di un sistema delle riparazioni che faccia sinergie e che concentri le proprie attività. Basta fare un giro nel porto per capire che è difficile produrre qualità con la miriade di cantierini sparsi nelle banchine libere del porto commerciale.
ú Le riparazioni degli yacht. Sono uno degli elementi necessari per provare a chiudere, qui a Livorno, la filiera produttiva della nautica da diporto e dare consistenza alla terza gamba del progetto industriale alla base del quale si è chiusa la vicenda del Cantiere F.lli Orlando.
ú La scelta della Porta a Mare e quella di un partner industriale come Azimut non è stata solo una scelta dovuta alla necessità di allora, ma una scelta di sviluppo urbanistico e di riqualificazione, per altro già previsto anche prima della crisi del Cantiere, la prima, una scelta di riconversione produttiva, la seconda. Entrambe sinergiche, ed in linea con ciò che gradualmente si prova a fare anche per le successive crisi industriali, come quella della Delphi: riconvertire il nostro sistema produttivo, per continuare ad avere un sistema industriale e produttivo.
Fissati questi punti, si capisce che il P.O.T. è solo un passaggio, perchè la soluzione definitiva la si potrà trovare solo attraverso una riflessione su un assetto più funzionale dell’intero porto, che non esclude a priori l’attuale allocazione, ma che pone un obiettivo chiaro al PRG del porto: trovare uno spazio ed una forma per tenere insieme queste realtà produttive indispensabili, per l’economia del porto e lo sviluppo della città. Dobbiamo anche avere presente che trattandosi di beni demaniali e di investimenti dello stato, senza una regia del Governo è impensabile articolare qualunque proposta. Il che non vuol dire rinviare, ma incominciare a dare delle risposte all’interno di un progetto, sapendo che il tavolo governativo sulla crisi del cantiere, il P.O.T. ed il piano regolatore del porto, sono passaggi obbligati per dare una soluzione, non nell’estemporaneità delle polemiche, ma in un progetto di città.
Infine, credo che non sia affatto peregrino discutere di una società di gestione dei bacini, che sia pubblico privata, che sia un ente snello, e regolatore dell’utilizzo del bene, ma con due punti essenziali: per partecipare, ci vogliono i piani industriali per le riparazioni degli yacht, ma anche delle navi e, cosa più importante, per dare una risposta seria al tema della qualità del lavoro, per accedere ai bacini ci vogliono lavoratori che siano in regola, dal punto di vista contributivo e con gli standard della sicurezza, altrimenti si sta fuori dal cancello.
Vorrei evitare di fare polemica, ma credo che discutere attorno a questi obiettivi, sia un modo per fare dei passi in avanti e consentire alle istituzioni di avanzare proposte serie per contribuire a rilanciare questa città.

Marco Ruggeri
Segretario della federazione DS di Livorno
Documento della Federazione livornese e della Sezione componentistica auto del Democratici di sinistra.


Sulla base di una forte e costante iniziativa unitaria dei lavoratori, del movimento sindacale, della Regione toscana, dell’Amministrazione comunale di Livorno, delle Istituzioni locali e del Governo nazionale è stato possibile, in questi mesi, ottenere la cassa integrazione per i dipendenti e mantenere aperta la prospettiva di una adeguata reindustrializzazione dell’area ex-Delphi.
Non era affatto scontato che questo avvenisse dopo l’inaccettabile decisione presa oramai da più di un anno dalla multinazionale americana di abbandonare all’improvviso l’unità produttiva livornese, dove oltre a un consistente indotto erano impiegati circa 400 dipendenti; tale decisione è stata assunta senza preoccupazione alcuna per le inevitabili conseguenze che ne sarebbero derivate per la vita dei lavoratori e per la tenuta del tessuto economico della città e della sua area territoriale.

Nell’iniziativa politica a difesa del lavoro hanno indubbiamente svolto un importante ruolo costruttivo sia gli Enti locali e la Regione toscana, sia il Governo nazionale.
In particolare per merito dell’azione portata avanti in modo costante dal Ministero dello sviluppo economico e, prima di tutto, dal Ministro Pierluigi Bersani è stato possibile realizzare un confronto con tutti i soggetti interessati a partire dalla proprietà dell’area ( FIAT ) e da quegli interlocutori ( come Rossignolo ) che hanno manifestato interesse e disponibilità a intervenire con un nuovo progetto industriale.

Le preoccupazioni recentemente riconfermate dai lavoratori e dai sindacati, con le conseguenti iniziative in corso, sono più che comprensibili e legittime in funzione della assoluta necessità di garantire la continuità della cassa integrazione e di dare uno sbocco rapido e positivo alla questione del progetto industriale da realizzare, in qualsiasi caso, nell’area ex-Delphi.

I Democratici di sinistra, insieme a tutte le altre forze coinvolte in questa difficile e importante battaglia per la difesa del lavoro, sono impegnati fino in fondo per contribuire a una soluzione positiva del grave problema ancora aperto.

La reindustrializzazione della ex-Delphi è indispensabile per offrire uno sbocco lavorativo a chi l’ha perso, per determinare le condizioni oggettive per rendere più solida la stessa prospettiva per la TRW, per salvaguardare – attraverso un adeguato processo di innovazione tecnologica nei processi e nei prodotti – l’insieme del comparto della componentistica auto che è così largamente presente nell’area vasta livornese e che deve continuare ad essere uno degli assi dello sviluppo industriale del nostro territorio.

In questa ottica vanno affrontati e definiti, nei tempi più rapidi possibili, i vari problemi sul tappeto: conclusiva fattibilità industriale e finanziaria del progetto di nuova industrializzazione, questione degli affitti e delle bonifiche, sostegno economico e valorizzazione delle risorse umane.
Nessuno può tirarsi indietro: non lo può fare la Delphi, non lo può fare la proprietà dell’area, non lo possono fare tutti i soggetti interessati.
Un contributo in questa direzione può e deve venire dalla stessa Confindustria ai diversi livelli di responsabilità territoriale.

I DS, mentre mettono in cantiere la convocazione di una Assemblea cittadina con i lavoratori Delphi e TRW , si attiveranno da subito in tutte le direzioni necessarie.

Il presente documento, oltre a essere diffuso tra i lavoratori, verrà trasmesso a tutti gli interlocutori e a tutti soggetti interessati ( Ministeri competenti, Regione toscana, Enti locali, Organizzazioni sindacali, Confindustria ai vari livelli, Organizzazioni economiche, sociali e di categoria del territorio ).



Livorno, 12 Giugno 2007.


ú La Federazione livornese DS
ú La sezione DS della componentistica auto.
La relazione introduttiva di questo incontro pubblico sarà svolta da Virgilio Simonti, Vicepresidente della Commissione ambiente e assetto del territorio della Regione toscana.
Il mio compito, pertanto, è più limitato e più semplice.
Ed è quello di fare soltanto alcune considerazioni politiche e organizzative per presentare questo dibattito.

La Regione toscana proprio in queste ultimi tempi ha avviato un percorso di impostazione, di approfondimento e di discussione per arrivare nell’arco di alcuni mesi all’approvazione del nuovo “ Piano energetico regionale “ essendo quello precedente, del 2000, oramai non più adeguato in rapporto ai problemi emersi e alle nuove normative europee e nazionali in materia.

Verso la metà di Gennaio il Consiglio regionale toscano, infatti, ha approvato il Documento preliminare per il nuovo Piano energetico e una mozione di indirizzo.

Sulla base di questi documenti di carattere preliminare si intende, pertanto, promuovere e stimolare la più ampia partecipazione democratica al fine di predisporre il nuovo Piano energetico regionale il quale sarà, senza alcun dubbio, un importante strumento di programmazione in un comparto, quello energetico, così strettamente connesso alle questioni più generali della tutela ambientale e dello sviluppo economico.

Il documento preliminare non è assolutamente esaustivo ( vari esponenti dell’AAMPS ci hanno peraltro segnalato un mancato riferimento alla questione dei Termovalorizzatori ), e non è neppure un indice completo, ma è la base su cui avviare un lavoro elaborativi.

In questo contesto il Gruppo consiliare regionale, la Federazione livornese e la Federazione Val di Cornia – Isola d’Elba dei Democratici di sinistra hanno ritenuto utile organizzare l’incontro pubblico di oggi al quale sono stati invitati i rappresentanti delle Istituzioni locali, delle Associazioni sindacali ed economiche della provincia di Livorno, delle Aziende e, più in generale, i cittadini interessati e sensibili a queste problematiche.

In Toscana, come del resto nel Paese, il consumo complessivo di energia ( settori produttivi, trasporti, usi domestici ) è superiore alla produzione e alla disponibilità della stessa.
Occorre, pertanto, un riequilibrio tra consumo, produzione e disponibilità.
L’obiettivo strategico generale, in una rigorosa logica di sostenibilità ambientale dello sviluppo, è quello di un aumento della produzione e della disponibilità di energia operando, al tempo stesso, per la riduzione degli sprechi e delle dispersioni.
In modo particolare ci si propone: un aumento della produzione e della disponibilità di energia nel rispetto dei vincoli di Kyoto; un aumento forte del risparmio e dell’efficienza energetica; una crescente diversificazione delle fonti di approvvigionamento; un incremento molto accentuato delle produzioni da fonti rinnovabili; un ammodernamento delle infrastrutture, delle reti e dei servizi.

Tutto questo per contribuire, partendo dalle nostre responsabilità locali e regionali, sia al contenimento e alla riduzione dei costi di produzione e quindi dei prezzi e delle tariffe; sia al più alto grado possibile di autonomia energetica del nostro Paese.

La provincia di Livorno, la quale svolge da molto tempo una funzione primaria in campo energetico in Toscana, è interessata in modo diretto alla elaborazione e alla definizione del nuovo piano regionale.

Nella provincia di Livorno sono allocate due Centrali termoelettriche dell’ENEL ( una a Livorno e l’altra a Piombino ); esistono, inoltre, impianti di produzione energetica all’interno di alcuni grandi complessi industriali.

Sempre con riferimento alla provincia di Livorno, nel tempo sono stati prospettati, da soggetti diversi, tre rilevanti interventi: la realizzazione di una piattaforma di rigassificazione off-shore al largo e di fronte alla costa pisano-livornese; la realizzazione di un impianto di rigassificazione a Rosignano Solvay connesso al ciclo industriale del sito; la costruzione di un grande metanodotto che, via mare, dal nordafrica arriva a Piombino per poi proseguire oltre.
Su questi tre progetti, e in modo particolare sui primi due, si è sviluppata una dialettica tra le diverse posizioni spesso segnate da forti passioni ed emozioni.

Per quanto riguarda il progetto GALSI ( metanodotto Algeria – Sardegna – Piombino ) è essenziale, come si chiede in sede regionale e locale, che l’attraversamento della Toscana si coniughi con possibilità di crescita e di sviluppo dei territori.

Per quanto riguarda i rigassificatori occorre, prima di tutto, partire da una valutazione preliminare.Da un punto di vista generale, a nostro avviso, i rigassificatori ( ossia gli impianti che, dopo aver raccolto la materia prima trasportata mediante vettori marittimi, trasformano il GNL, gas naturale liquido, in gas naturale allo stato aeriforme ), sono strumenti utili e necessari per ridurre la dipendenza eccessiva dell’Italia dai principali produttori esteri poiché permettono una diversificazione delle fonti di approvvigionamento e degli stessi produttori.
Naturalmente in questo campo sostanzialmente nuovo per l’Italia, ma non per altri importanti paese europei ed extraeuropei, occorre una programmazione nazionale e regionale delle scelte di allocazione le quali sono, sempre e in qualsiasi caso, vincolate alle condizioni di rispetto delle norme e dei parametri di sicurezza e di salute pubblica.
Queste condizioni, se i contesti geografici e i progetti esecutivi lo consentono come può essere certificato a seguito di accurati studi tecnici e di impatto ambientale predisposti dai soggetti competenti, possono essere garantite come e più di quanto avvenga per altri impianti industriali.
Non può essere, perciò, accettabile una chiusura pregiudiziale o di tipo ideologico rispetto ad interventi industriali e infrastrutturali che possono migliorare il quadro generale delle disponibilità e l’autonomia energetica dell’Italia.

Dopo un lungo iter nazionale, regionale e locale è stata concessa l’autorizzazione generale da parte del CIPE per la costruzione dell’impianto off-shore al largo della costa pisano – livornese.
La realizzazione di tale impianto, pertanto, non avviene sulla base dell’improvvisazione, ma a seguito delle necessarie verifiche economiche, tecniche e ambientali che hanno evidenziato la fattibilità e la possibilità di gestione del rigassificatore garantendo la completa sicurezza dei cittadini e il pieno rispetto del contesto naturale.
Con il rigassificatore, oltre a contribuire a una più adeguata politica energetica del Paese e a una sua maggiore autonomia internazionale, si estende, con un progetto innovativo, la base produttiva e di servizio dell’area vasta determinando nuove e più favorevoli condizioni per lo sviluppo economico in senso lato; per ridurre i costi energetici a favore delle imprese e dei cittadini; per la conversione a metano della Centrale Enel di Livorno e per incrementare l’uso del gas naturale nelle Aziende.

Sono, invece, ancora in corso le procedute di verifica tecnico – ambientale in relazione al progetto presentato da Solvay, BP ed Edison per la realizzazione di un impianto di rigassificazione da costruire a terra in stretta connessione con il ciclo industriale del comparto chimico di Rosignano Solvay.

Anche in rapporto a questo progetto occorre, pertanto, assumere e mantenere con coerenza un atteggiamento non pregiudiziale, ma costruttivo, oggettivo, basato esclusivamente sulle verifiche tecnico – ambientali in fase di svolgimento.

Riuscendo ad evitare, al tempo stesso, concorrenze tra territori o semplificazioni aritmetiche.

Noi continuiamo a credere che l’unità dei cittadini ( almeno della grande maggioranza ), dell’Ulivo e dell’Unione di centro sinistra possono e devono crescere sulla base di programmi e progetti giusti e corrispondenti alle vere esigenze del territorio e del Paese.

Su questi temi può e deve continuare il confronto pubblico tra le forze politiche e con tutti gli interlocutori interessati nell’auspicio che l’ascolto sia reciproco e non finalizzato all’immobilismo.

L’altra grande questione che si pone a livello locale è rappresentata dalla necessaria riconversione verso combustibili più ecologici delle due Centrali ENEL di Livorno e Piombino.

Fino a oggi l’ENEL, nonostante gli impegni a suo tempo assunti, ad esempio per quanto riguarda Livorno, non ha operato di conseguenza.

Da qualche giorno, però, stanno emergendo segnali e ipotesi incoraggianti che evidenziano nuove opportunità e nuove possibilità.

Mi riferisco all’interessamento manifestato da Endesa in rapporto alla conversione a metano della Centrale ENEL di Livorno nel quadro di un impegno più generale del Gruppo spagnolo sia nel progetto OLT, si a livello del territorio.

Spesso i problemi sul tappeto travalicano competenze e poteri locali e regionali.
Diventa pertanto decisivo che nel percorso di definizione del nuovo piano di indirizzo energetico regionale sia incluso il momento del confronto con il Governo nazionale affinché le scelte conclusive, almeno quelle maggiori, siano concertate con i soggetti nazionali interessati per renderle poi effettivamente operative.

Anche nella nostra provincia devono essere valorizzati ( laddove già esistono ) o creati centri di ricerca in campo energetico.

Una svolta, nel senso di una crescita sensibile e percepibile, deve essere impressa alla diffusione delle produzioni da fonti rinnovabili ( sole, vento, biomasse, altro ).

Già da tempo, e lo ribadiamo oggi, abbiamo espresso la convinzione che l’ampio territorio su cui insiste il Centro interportuale di Guasticce e l’altro ampio territorio dedicato alle attività portuali e marittime possono e devono diventare le sedi di grandi progetti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili ( sole e vento ).

Più in generale occorre un progetto unitario e organico, sempre nel campo delle energie rinnovabili, che coinvolga tendenzialmente l’intera area vasta costiera ( entro cui è collocata la provincia di Livorno ) e sul quale potrebbero legittimamente concentrarsi risorse pubbliche a sostegno dello sviluppo e dell’innovazione di una provincia che ha finora contribuito e intende continuare a contribuire in modo rilevante a una coerente politica energetica regionale e nazionale.

Come vedete le questioni aperte sono molteplici ( e io ne ho citato solo alcune ); la problematica afferente il nuovo Piano energetico regionale è ancora più ampia e complessa; la sensibilità dell’opinione pubblica è diffusa e sta crescendo.

Specialmente dopo la pubblicazione degli ultimi rapporti internazionali e nazionali sulle mutazioni in corso del clima, per effetto delle attività dannose dell’uomo, le quali rischiano seriamente di compromettere l’avvenire del Pianeta Terra se non si interverrà con il massimo della decisione e dell’impegno.

Il nostro partito non intende limitarsi all’incontro di oggi.
Faremo altre iniziative nei prossimi giorni e nei prossimi mesi.
Perché c’è molto da discutere e c’è molto da fare.

Lunedì 12 Febbraio, alle ore 21, alla Camera di commercio di Livorno, promossa dalla Federazione livornese DS, si svolgerà una manifestazione pubblica, sui temi dell’energia e dello sviluppo, alla quale parteciperanno il Ministro Pierluigi Bersani, il Presidente della Regione toscana Claudio Martini, il segretario della nostra Federazione Marco Ruggeri e il Sindaco di Livorno Alessandro Cosimi.

Dette queste cose, voglio ringraziare infine tutti voi che avete ritenuto opportuno essere presenti; un ringraziamento quindi ai cittadini, agli amministratori locali, ai rappresentanti di associazioni e di aziende; un ringraziamento particolare ai rappresentanti della stampa e a Paolo Cocchi, Presidente del Gruppo consiliare regionale toscano che trarrà le conclusioni di questo incontro.
Le Giunte della Provincia di Livorno, del Comune di Livorno e del Comune di Collesalvetti, riunite congiuntamente in data odierna, hanno deliberato il seguente documento che rappresenta una sintesi della discussione avvenuta e, pertanto, diviene una prima risposta coordinata e condivisa di governo del territorio identificato nel SEL livornese.

L’intento è quello di supportare l’accelerazione politica istituzionale per la realizzazione della Piattaforma Logistico Costiera così come indicato dalla Regione Toscana.

A tal fine si deve intendere il progetto della Piattaforma Logistico Costiera come un progetto complesso, al cui interno si inseriscono lo sviluppo delle attività logistiche e delle infrastrutture necessarie, lo sviluppo delle aree industriali, lo sviluppo delle aree naturalistiche e la salvaguardia delle aree urbane.

Per lo sviluppo economico di questo territorio si ritiene indispensabile una politica che, concordata da istituzioni, aziende e categorie di quest’area, si rapporti con tutta l’area regionale e con il paese e che sia in grado di creare le condizioni per il consolidamento delle attività esistenti e determini gli elementi per l’attrazione e lo sviluppo di possibili attività a più alto valore aggiunto, per le quali le aree di insediamento ed i servizi, che debbono essere offerti, fanno la differenza sul piano della competizione tra territori.

L’obiettivo è uno sviluppo economico di lunga durata e in grado di generare occupazione di qualità, innovazione e reddito.
Una ricchezza da ridistribuire al fine di ottenere una giusta equità sociale, una ricchezza che possa mantenere una equilibrata qualità della vita di cui le condizioni di lavoro, con il rispetto della vita e dei diritti e di chi lavora, sono gli elementi essenziali.

Gli atti e le azioni che in questi ultimi tempi sono stati realizzati, hanno determinato maggiori condizioni rispetto al passato, sul piano politico ed amministrativo, per la realizzazione degli obiettivi sopra definiti come il P.R.S. (Programma Regionale di Sviluppo), la proposta adottata dal Consiglio Regionale del P.I.T. (Piano d’Indirizzo Territoriale), gli accordi ed i protocolli programmatici che sono stati sottoscritti per la piattaforma logistica costiera, il P.A.S.L. (Piano di Azione per Sviluppo Locale) della Provincia di Livorno, firmato in data 12 giugno 2007 e il percorso iniziato con l’avvio del procedimento del P.T.C. (Piano Territoriale di Coordinamento). Significativa, a riguardo, è stata la conferenza economica di Collesalvetti svoltasi il 9/07/07.

Al fine di rendere operativa e realizzabile la decisione politica riguardante l’Area Sistema, deve essere attuata una metodologia di lavoro che consenta l’approfondimento dei temi e l’indicazione dei percorsi da fare e degli obiettivi da realizzare, al fine di accelerare i tempi nella definizione del lavoro ancora da compiere per la parte che compete congiuntamente alle tre Amministrazioni.

In primo luogo, fermo restando le prerogative definite dalla legge 84/94, con particolare riferimento alla redazione del P.R.G.P. (Piano Regolatore Generale del Porto), è indispensabile dare vita ad un confronto specifico sul nuovo piano regolatore del porto con l’Autorità Portuale, considerate le implicazioni che questo ha con l’insieme dell’Area Sistema, tanto più essendo condivisa la scelta dello sviluppo del porto verso il mare.

Agli scopi di cui sopra, ed avvalendosi della documentazione preparatoria, si concorda di attivare nell’immediato tavoli specifici riguardanti:

- la piattaforma logistica costiera, e tutto ciò che essa comporta dal punto di vista della pianificazione del territorio, degli interventi strutturali ed infrastrutturali, di messa in sicurezza idraulica e di tutela delle aree urbane del territorio interessato;
- politica ed interventi definiti sul piano energetico e dei rifiuti;
- politica territoriale sul piano industriale;
- parco dei monti livornesi come risorsa integrata alla politica economica del territorio in sinergia con l’Area Sistema;
- formazione rete dei saperi e coesione sociale.

Al fine di avere una visione di insieme del lavoro da realizzare ed un coordinamento dei tavoli specifici, si rende necessaria la costituzione di una struttura tecnica che svolga funzioni di Ufficio di Scopo, che raccordi le diverse Amministrazioni interessate e con Esse si rapporti.

Il Presidente della Provincia, il Sindaco di Livorno, Il Sindaco di Collesalvetti si impegnano, entro il mese di Luglio, ad indicare, per le proprie parti, i tecnici ed i rispettivi responsabili politici, nonché la struttura tecnica sopra richiamata, affinché a partire dal mese di Settembre si inizi il lavoro dei tavoli specifici ed entro il mese di Dicembre si riconvochi la riunione delle Giunte congiunte per una prima valutazione del lavoro svolto.

Tutto ciò premesso le Amministrazioni concorrono con la Regione Toscana ad individuare modalità e tempi per la realizzazione degli obiettivi stabiliti.

Il Presidente della Provincia di Livorno

Il Sindaco di Livorno

Il Sindaco di Collesalvetti

Collesalvetti 17/07/07
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