 |
| Contro l'ipotesi di chiusura della Sede livornese della Banca d'Italia |
|
| Documento della Federazione livornese DS
contro la minacciata chiusura della Sede livornese della Banca d’Italia.
La difesa di una continuità di presenza sul territorio della Sede livornese della Banca d’Italia deve rappresentare un impegno unitario e un obiettivo condiviso del più largo schieramento possibile di forze sindacali, sociali, economiche e politiche della nostra città e della nostra provincia.
Le Istituzioni elettive locali ( Provincia e Comuni ), la Regione toscana, le rappresentanze democratiche alla Camera e al Senato, tutti i soggetti interessati come sempre possono svolgere un ruolo importante in una iniziativa di carattere non municipalistico, ma corrispondente agli interessi generali.
In tal modo è possibile dare un sostegno effettivo all’azione intrapresa dai dipendenti locali della Banca d’Italia nei termini indicati nel loro documento del 22 Marzo.
A livello nazionale la Direzione ha aperto un confronto negoziale con le organizzazioni sindacali sul progetto di ristrutturazione e di riorganizzazione dell’Istituto, sia a livello centrale che periferico, derivante dal nuovo assetto delle Banche centrali operanti nei Paesi dell’Unione europea e, in particolare, nell’area euro.
Pur non essendosi ancora concluso e nonostante le dichiarazioni sulla stampa del Direttore centrale secondo le quali le proposte sono e restano modificabili, determina e alimenta senza alcun dubbio un allarme fondato il fatto che nel corso del confronto stesso con i sindacati sia stata esplicitamente indicata la prospettiva, da attuare nel medio termine, di una chiusura della Sede livornese della Banca d’Italia.
La netta contrarietà a una simile prospettiva deriva sia da ragioni di metodo che di merito. Sul piano del metodo non può essere accettabile l’ipotesi della soppressione di una importante struttura sul territorio annunciata peraltro senza un dovuto confronto preventivo con le Istituzioni locali che lo rappresentano sul piano degli interessi generali.
Sul piano del merito le ragioni che sostengono la difesa della struttura sono concrete e importanti: Livorno è l’unica città italiana non capoluogo di regione che ospita da oltre un secolo una Sede e non una semplice filiale della Banca d’Italia; la nostra città, per peso e funzioni economiche, è la seconda della toscana; il nostro territorio provinciale è caratterizzato da una ricca presenza di attività industriali, economiche, creditizie, finanziarie, logistiche e portuali le cui prospettive di sviluppo richiedono una molteplicità di servizi tra cui quelli della Banca d’Italia.
In particolare vogliamo evidenziare l’importanza della costruzione della Piattaforma logistica costiera – considerata una priorità strategica per l’intera Regione e per il Paese – la quale vede e richiede un ruolo centrale di guida della città e della provincia di Livorno.
Quindi, da parte nostra, non vi è alcuna difesa di sapore localistico, tanto più debole quando ci si trova di fronte a progetti di riorganizzazione nazionale la cui responsabilità ricade sui proponenti.
La difesa della struttura locale parte dalla consapevolezza della necessaria affermazione di una linea di qualificazione della Sede livornese della Banca d’Italia le cui attività e le cui funzioni possono essere rese corrispondenti alle nuove esigenze emerse o delineabili.
Infine, non può essere affatto sottovalutata l’importanza del mantenimento sul territorio di qualificati posti di lavoro ( dipendenti in generale e dirigenza locale) la cui entità numerica complessiva negli ultimi anni è stata ridimensionata in assenza di una strategia nazionale di rilancio – su basi innovative – dell’Istituto.
La serietà e il prestigio dell’Istituzione nazionale Banca d’Italia, che tutti giustamente riconoscono, ci fanno sperare in un confronto utile e costruttivo della dirigenza centrale con le organizzazioni sindacali e le Amministrazioni locali capace di determinare la serenità necessaria e di risolvere in termini positivi i problemi aperti.
Livorno, 27 Marzo 2007.
La Federazione livornese
dei Democratici di sinistra |
|
|
 |
 |
| Banca d'Italia. Il sindaco Cosimi a fianco dei dipendenti |
|
|
 |
| Solidarietà ai dipendenti ed impegno nel seguire costantemente la vicenda sono stati espressi questi mattina dal sindaco Alessandro Cosimi nel corso di un incontro a palazzo comunale con una delegazione di lavoratori della Banca d’Italia.
In un momento molto delicato per la sede livornese dell’Istituto che, secondo il piano di riorganizzazione interna , dovrebbe chiudere i battenti, Cosimi ha sostenuto l’importanza del permanere della Banca nella nostra città. “La sede bancaria – ha sottolineato – è uno strumento di controllo del territorio, di vigilanza del risparmio e rappresenta un centro studi di ricerca economica e statistica di cui la città non può essere privata.”
Livorno, 12 Aprile 2007. |
|
|
 |
| Ipotesi di chiusura della sede livornese della Banca d'Italia.
Delegazione di lavoratori a Palazzo Granducale |
|
| Una delegazione di dipendenti della sede livornese della Banca d'Italia è stata ricevuta stamani, a Palazzo Granducale, dal presidente Kutufà. All'incontro ha partecipato il senatore Marco Filippi.
I lavoratori hanno espresso preoccupazione per il progetto di riorganizzazione dei servizi decentrati, predisposto dai vertici di Bankitalia, che prevede la chiusura di numerose sedi provinciali, tra le quali anche quella di Livorno.
A chiarire la posizione dei lavoratori è stato Guido Pellegrino, della segreteria nazionale della Cgil, il quale, sottolineando il ruolo anche istituzionale delle sedi decentrate della Banca d'Italia, ha evidenziato il fatto che il progetto di riorganizzazione è stato deciso senza alcun confronto preventivo con i sindacati e con le istituzioni locali.
Pellegrino, dopo aver brevemente illustrato le funzioni ed i servizi svolti attualmente dalla sede di Livorno, alcuni dei quali - ha spiegato - non delegabili ad altri soggetti, ha fornito una serie di ipotesi per lo sviluppo di ulteriori servizi, soprattutto nell'ambito delle attività di controllo e vigilanza.
Il senatore Filippi ha garantito il proprio interessamento, in tutte le sedi, affinché vengano accolte le richieste dei lavoratori.
Il presidente Kutufà, assicurando che l'Amministrazione Provinciale segue con attenzione la vicenda, si è impegnato a riferire la questione in Giunta ed in Consiglio e a prendere le iniziative necessarie di concerto con le altre istituzioni locali. (s.m.)
Livorno, 2 aprile 2007 |
|
|
 |
|
|
 |
 |
| BANCA d'ITALIA. Comunicato stampa delle lavoratrici e dei lavoratori. |
|
| In un recente incontro nazionale con le organizzazioni sindacali, la Direzione della Banca d'Italia ha presentato un piano generale di ristrutturazione dell'Istituto che prevede, nel tempo, la chiusura di molte filiali e la riorganizzazione di ciò che rimane.
Tale impostazione è stata riconfermata in diverse interviste del Direttore e di altri dirigenti nazionali della Banca d'Italia.
In questo contesto generale, capovolgendo informazioni e notizie che circolavano da alcuni mesi negli ambienti più interessati, è stata prospettata la chiusura - entro un determinato periodo di tempo - anche della Sede di Livorno della Banca d'Italia dove attualmente sono impiegate alcune decine di lavoratrici e di lavoratori.
Deve essere evidenziato che Livorno è da sempre l'unica città non capoluogo di regione dove è presente una Sede della Banca d'Italia; mentre in tutte le altre città non capoluogo di regione sono presenti soltanto delle Filiali.
La struttura di Livorno della Banca d'Italia ha avuto e ha saputo conservare il rango di Sede per importanti ragioni ascrivibili al passato della nostra città la quale, infatti, ha avuto, tra le altre, le seguenti caratteristiche storiche:
1. ha ospitato la Banca Nazionale Toscana fondata nel 1857 che, insieme alla Banca Toscana di Credito di Firenze, aveva il privilegio di emettere biglietti;
2. godeva già nel 1893 - anno in cui la Banca Nazionale del Regno si fuse con i due Istituti toscani per dar vita alla Banca d'Italia - di un florido livello di vita derivante da una fiorente e frenetica attività commerciale dovuta al Porto che già all'epoca era tra i più importanti del mediterraneo;
3. è stata la prima città in Italia e una delle prime in Europa ad avvalersi delle " Stanze dei Pubblici Pagamenti " che hanno rappresentato una moderna e importante funzione innovativa per le Sedi della Banca d'Italia;
4. è stata, sin dalle origini, una città cosmopolita dove la pacifica convivenza di comunità e persone con diversi orientamenti religiosi, culturali e politici ha irrobustito il tessuto civile alimentando, al tempo stesso, dinamismo economico e creazione di ricchezza.
A distanza di quasi 115 anni dalla fondazione dell'Istituto, e con l'attuale dirigenza nazionale, si assiste purtroppo a un grave tentativo di capovolgimento di un processo storico e della situazione attuale.
La Sede di Livorno è stata inserita, dentro il piano nazionale di ristrutturazione, nel gruppo delle Filiali toscane da chiudere mantenendo, invece, la Sede di Firenze, come ovvio, la Filiale di Pisa e, forse, anche quelle di Arezzo e Lucca.
Tutto questo deve far riflettere ( non solo i lavoratori oggi dipendenti locali dell'Istituto ) poiché se la storia ci ha consentito il rango di Sede, il presente ( almeno nella testa della dirigenza nazionale dell'Istituto ) non ci consente neppure di conservare la " Banca " sul territorio.
Qualora questo disegno si concretizzasse, avremmo un ulteriore indebolimento del tessuto economico della città ( a cui hanno già contribuito le vicende di vari istituti locali di credito ).
La partita, però, non si è conclusa; deve essere ancora giocata.
Sia a livello nazionale per discutere e contrattare il piano generale di riorganizzazione che può assumere impostazioni diverse da quelle fin qui prospettate.
Sia a livello locale dove l'obiettivo prioritario deve essere il mantenimento di una struttura della Banca d’Italia in quanto Sede dotata delle necessarie caratteristiche di modernitàe di efficienza.
Le lavoratrici e i lavoratori della Sede livornese sono in allerta e in agitazione e intendono fare quanto necessario; in particolare nell'immediato si propongono quanto segue:
1. chiedere incontri urgenti sia al Sindaco Alessandro Cosimi, sia al Presidente della Provincia Giorgio Kutufà al fine di esporre la situazione e sollecitare una iniziativa degli Enti locali e della Regione toscana;
2. trasmettere il presente documento al Presidente della Giunta regionale toscana Claudio Martini per sollecitarlo a farsi promotore di una adeguata azione di carattere regionale;
3. coinvolgere le strutture di categoria e confederali delle organizzazioni sindacali.
Livorno, 22 Marzo 2007.
Le lavoratrici e i lavoratori della Sede di Livorno
della Banca d'Italia.
( seguono le firme ) |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
|