Il nuovo Piano regionale
di azione ambientale ( PRAA )
2007 – 2010

gli indirizzi generali ( contesto, finalità, obiettivi, risorse )
sostenibilità ambientale e sviluppo economico

focus sulla provincia di Livorno

ambiente e sistema costiero, incremento delle aree protette, tutela della
biodiversità terrestre e marina, recupero dell’equilibrio idrogeologico del
territorio, riduzione dell’inquinamento atmosferico, riduzione del grado
di incidente rilevante nel settore industriale, bonifica dei siti inquinati, tutela
della qualità delle acque interne e costiere, le politiche energetiche

recupero dell’erosione costiera

promozione di un uso razionale e
sostenibile della risorsa idrica

le risorse finanziarie disponibili

Seminario pubblico
promosso dai Gruppi consiliari regionali toscani
e dalle Federazioni livornesi dei Democratici
di sinistra e della Margherita

Lunedì 28 Maggio 2007
ore 16,30 – ore 19,30
Palazzetto dei Congressi
Piazza Guerrazzi
CECINA

PROGRAMMA

ore 16,30
apertura dei lavori e consegna dei
materiali del Seminario

ore 16,40

introduce
Virgilio Simonti
Vicepresidente della Commissione ambiente e territorio
della Regione toscana

ore 17

dibattito

ore 19

conclude
Erasmo D’Angelis
Presidente della Commissione ambiente e territorio
della Regione toscana

coordina
Roberto Brilli
della Federazione livornese DS

Alla data del 26 Maggio hanno già preannunciato il proprio
contributo alla discussione:

Fabio Di Bonito
Coordinatore provinciale della Margherita
Paolo Pacini
Sindaco di Cecina e Presidente di ATO 5 Toscana Costa ( acqua )
Alessandro Cosimi
Sindaco di Livorno e Presidente di ATO 4 ( gestione dei rifiuti )
Rocco Garufo
Assessore all’ambiente della Provincia di Livorno
Alessandro Nenci
Sindaco di Rosignano Marittimo
Gian Marco Iardella
del Comitato provinciale dell’Ulivo
Andrea Scardigli
Assessore all’ambiente del Comune di Collesalvetti
Alberto Balestri
Presidente del Circolo culturale della Costa Ovest “ Giorgio e Mila Malerbi “
Elisa Cecchini
Assessore all’ambiente del Comune di S .Vincenzo
I rappresentanti
delle segreterie confederali CGIL, CISL e UIL di Livorno
Michele Amadori
Ricercatore del CNR
Marco Ruggeri
Segretario della Federazione livornese DS

Parteciperanno sindaci, amministratori provinciali e
comunali, dirigenti di partito, sindacalisti, esperti,
dirigenti pubblici e privati

Sono stati invitati i rappresentanti delle Associazioni sindacali,
economiche, ambientaliste, sociali e di categoria della provincia di Livorno.

Il Seminario è aperto a tutti i cittadini.

Info:

Segreteria gruppo Ds Regione Toscana 055.2387625.
Segreteria gruppo La Margherita Regione toscana
tel. 055.238.7284/7378/7581.
Federazione Ds Livorno 0586.219348.
Coordinamento provinciale della Margherita 0586. 899160.

In via preventiva eventuali domande, richieste di intervento o contributi
possono essere trasmessi ai seguenti indirizzi: robertobrilli@alice.it
oppure al FAX 0586.890237.

Il PRAA è consultabile al sito della Regione toscana:
http://servizi.regione.toscana.it/praa/
E’ certo importante individuare i percorsi, fissare le modalità più valide perchè la costruzione del partito democratico veda assicurata attorno a sé la più ampia adesione popolare e rappresenti essa stessa un fatto significativo di rigenerazione politica, di riforma del sistema politico.Ma insieme a questo,anzi proprio per garantire ciò, è necessario nello stesso tempo affrontare i problemi reali, la cui soluzione dovrebbe rappresentare lo scopo di ogni e qualsiasi politica.
Ed i problemi che preoccupano ed affannano milioni di donne ed uomini li conosciamo bene:il lavoro che manca, l’incertezza del futuro, il costo della vita, la scarsa efficienza dei servizi, un assetto statale inefficiente, costoso che sta generando una insofferenza crescente nell’opinione pubblica.
Lo stato di salute del nostro pianeta è oggetto di crescente interesse e preoccupazione.
Si sta facendo strada la consapevolezza dell’entità delle conseguenze provocate sulle nostre condizioni di vita ,attuali e future,dai mutamenti climatici.
E’ del resto indicativo se quanti hanno attualmente le più alte responsabilità di governo nel mondo collochino questi temi in cima ad ogni agenda politica.
Si e’ fatta strada la convinzione circa la necessità di mettere in campo e tempestivamente misure efficaci per ridurre le emissioni climalteranti ,per rallentare il riscaldamento del pianeta, più in generale per invertire una rotta che rischia di divenire rovinosa in pochi decenni.
Certo in questa direzione c’e’ ancora molto da fare,c’e’ da mutare modelli di vita convincimenti e costumi radicatesi nel tempo.
Nuove e più efficaci azioni volte ad assicurare uno sviluppo sostenibile non possono non rappresentare le priorità della nostra azione di governo in toscana come nella nostra provincia.
Sono stati recentemente presentati in consiglio regionale i risultati degli studi riguardanti i mutamenti climatici di questo ultimo decennio in toscana.
In sintesi i dati più significativi riguardano:
ú Una netta riduzione della piovosità
ú Una significativa estensione del territorio interessato da questo fenomeno
ú Un aumento medio della temperatura di 3 gradi.
Ancora più recentemente il Consiglio regionale ha approvato una legge con la quale è stato dichiarato lo stato di emergenza idrica idropotabile in toscana.
Scopo del provvedimento accelerare, snellire le procedure per la realizzazione di tutti quegli interventi volti a prevenire l’insorgere di situazioni di emergenza idrica.
Il provvedimento naturalmente non esaurisce ma anzi sollecita una risposta più ampia, di sistema, alla esigenza non più differibile di assicurare un governo sostenibile della risorsa acqua.
Occorrono misure più efficaci per ridurre gli sprechi, per orientare diversamente usi e costumi, per destinare ingenti risorse alla modernizzazione del sistema infrastrutturale (30.000 km di acquedotti in toscana)
Con l’approvazione del P.R.S.E. del P.R.A.A. ,l’adozione e prossima approvazione del P.I.T. e l’approvazione del piano energetico la Toscana ha definito un disegno organico di sviluppo .

Il P.R.A.A. e’ lo strumento di attuazione del P.R.S., persegue finalità di tutela, valorizzazione e conservazione delle risorse ambientali in una prospettiva di sviluppo sostenibile e duraturo.
Ha come riferimenti internazionali il piano di azione di Johannesburg,
Il VI programma di azione ambientale della U.E. è lo strumento che deve assicurare una forte integrazione tra i diversi settori (sviluppo, territorio, strategie ambientali).
Il P.R.A.A. punta a valorizzare i punti forti, ad aggredire le debolezze e le criticità dei nostri territori, ed individua quattro grandi aree di intervento:
ú Cambiamenti climatici
ú Natura biodiversità e difesa del suolo
ú Ambiente e salute
ú Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione rifiuti
Quattordici sono, all’interno di queste aree, i macro-obiettivi.
Il P.R.A.A. definisce ventiquattro zone di criticità ambientale nelle quali sono comprese le quattro aree critiche della nostra provincia
Livorno
Piombino
Val di Cecina
Arcipelago toscano
Per tutte queste aree gli interventi finalizzati sono previsti a partire dal 2008, dopo ulteriori approfondimenti, con l’esclusione di quattro aree critiche della toscana
ú Tratta Firenze Bologna alta velocita’
ú Fiume Arno messa in sicurezza
ú Arcipelago toscano
ú Val di cecina
Per le quali gli interventi sono previsti da subito.
I quattordici macro-obiettivi in riferimento alla nostra provincia si traducono in :
1) - riduzione emissioni gas serra
attuazione protocollo di Kjoto
riduzione consumi energetici
sviluppo fonti alternative
Già in altre occasioni abbiamo messo in evidenza il contributo e le condizioni perchè questo possa realizzarsi, che la nostra provincia può dare ad una politica regionale che punti a ridurre la dipendenza dal petrolio attraverso l’incremento dell’uso del gas naturale, realizzando le infrastrutture necessarie (metanodotto, rigassificatori), diversificando le fonti di approvvigionamento ed, attraverso la riconversione delle centrali Enel di Livorno e Piombino, riducendo la quantità di emissioni ed incrementando la disponibilità energetica della Toscana.
Lo stesso sviluppo delle fonti rinnovabili (energia eolica) può trovare applicazione nella nostra provincia.
2) - Aumentare la percentuale delle aree protette, migliorare la gestione e conservare la biodiversità terrestre e marina.
La provincia di Livorno comprende 17 delle 98 aree protette della toscana.

3) - Il P.R.A.A. prevede 289 milioni di euro per il mantenimento ed il recupero dell’equilibrio idrogeologico e dell’erosione costiera
60 milioni di euro e’ la parte dell’investimento per l’erosione costiera
4) -Ridurre la percentuale della popolazione esposta ad inquinamento atmosferico.
Se la situazione dell’inquinamento atmosferico per i principali inquinanti appare accettabile, meno confortanti sono i dati sugli idrocarburi policiclici aromatici associati alle emissioni che provengono dagli impianti di distillazione del coke dello stabilimento siderurgico.
Il P.R.A.A. prevede un miglioramento della rete di rilevamento della qualità dell’aria della provincia.
Il P.R.A.A. prevede inoltre un intervento rivolto alla promozione della mobilità sostenibile. Parte di un progetto più complessivo
In toscana con investimento di 18milioni di euro.
5) - Buona parte delle 60 aziende classificate a rischio di incidente rilevante sono concentrate proprio nella provincia di Livorno.
Per l’obiettivo di ridurre il grado di incidente rilevante nel settore industriale il P.R.A.A. destina 3.500.000= di euro
6) - Bonifica dei siti inquinanti e ripristino delle aree minerarie dismesse.
L’investimento complessivo del P.R.A.A. è di €. 52.055.253=
7) -Tutela delle acque interne e costiere e promozione dell’uso sostenibile della risorsa idrica.
Prevede un totale di risorse pari a 79.000.000= di euro da destinarsi in gran parte a politiche di salvaguardia della costa attraverso interventi tesi a:
ú Razionalizzazione e riduzione dei prelievi
ú Adeguamento alla direttiva europea “acque di balneazione”
ú Mantenimento e miglioramento dello stato qualitativo delle acque costiere e della risorsa mare in generale
ú Recupero e valorizzazione del patrimonio storico, culturale ed ambientale legato alle acque
Già il piano di tutela delle acque della Regione Toscana del gennaio 2005 aveva messo in evidenza come criticità che interessavano lo stato della risorsa idrica superficiale e sotterranea della Val di Cecina e della fascia costiera tra Rosignano e San Vincenzo:
A) Una contaminazione diffusa delle acque sotterranee da cloruri dovuta a fenomeni di ingressione di acqua marina
B) Inquinamento diffuso da nitrati
C) Contaminazione da boro, arsenico, trielina e mercurio
D) Sovrasfruttamento delle falde sottomarine costiere e della falda alluvionale del fiume Cecina
Nell’ultimo anno si è inoltre preso conoscenza di una contaminazione diffusa nei corpi idrici sotterranei da cromo esavalente che interessa una zona compresa tra i comuni di Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci.
Fenomeno le cui cause non sono ancora note.
Gli uffici della Regione stanno predisponendo gli atti amministrativi per la redazione di una collaborazione di ricerca per determinare le cause della contaminazione da cromo esavalente in acque sotterranee.
La regione nei mesi scorsi ha attivato provvedimenti per la protezione della risorsa ad uso idropotabile del bacino del fiume Cecina.

Sono in fase di approntamento accordi di programma per la riduzione dei prelievi attraverso il riuso e per il miglioramento della qualità degli scarichi attraverso la riduzione e l’abbattimento di mercurio e solidi sospesi.
AGRICOLTURA
La relazione di Susanna Cenni all'apertura di Coltivare il futuro.
Dalla conferenza uno scatto in avanti di tutto il comparto.
L'assessore evidenzia i capisaldi del sistema toscano per affrontare il cambiamento: qualità, innovazione, diversificazione, rafforzamento delle filiere
FIRENZE
Conferenza regionale dell'agricoltura. 14 - 15 Dicembre 2006.

Sintesi della relazione introduttiva dell'assessore Susanna Cenni.

“Quello che vi propongo è uno scatto in avanti, un colpo di reni complessivo di tutto il comparto per affrontare nel migliore dei modi questa fase di grande cambiamento”. E’ questo l’invito che l’assessore regionale all’agricoltura Susanna Cenni ha rivolto ai rappresentanti del mondo agricolo e rurale toscano presenti alla conferenza regionale del comparto, che si è aperta stamani al Palazzo dei congressi di Firenze. “Vorrei – ha aggiunto nella sua relazione - che da questa assise emergesse soprattutto la consapevolezza che non possiamo vivere di rendita, che anche se abbiamo costruito in molti settori una posizione solida, questo non è ancora o non sarà, a breve, più sufficiente. Questa conferenza dovrà servire non solo a riflettere sui cambiamenti velocissimi e profondi che stanno avvenendo in Europa e nel mondo intero ma soprattutto a non farci cogliere impreparati e a reagire abbandonando, laddove esistano, posizioni difensive, presentandoci con rinnovata autorevolezza”.
A dieci anni dall’ultima conferenza regionale (Agricola ’96) l’assessore ha evidenziato come sia mutato, oggi, il concetto stesso di agricoltura. I numeri economici relativi alle produzioni, per quanto significativi (i 2,5 miliardi di valore aggiunto di produzioni, le 90mila aziende attive, gli 1,4 miliardi di export di prodotti agroalimentari) non bastano più a definire il comparto; il settore primario oggi muove molti altri ambiti: fanno parte di questo mondo i 700mila ettari di paesaggi agricoli e le migliaia di km di strade bianche come le decine di spot che li immortalano, le migliaia di etichette di vini, oli, formaggi che rappresentano nel mondo l’immagine della Toscana e il suo stile di vita come gli asili nido e i servizi per gli anziani dei piccoli centri rurali realizzati con i fondi per lo sviluppo rurale. “Agricoltura in Toscana – sono parole dell’assessore - significa non solo produzione di alimenti ma anche ospitalità turistica, gestione del territorio e dell’ambiente, significa alimentazione all’insegna della qualità e della tipicità, significa rispondere alle esigenze della società moderna in termini di qualità della vita. Per questo con questa conferenza l’agricoltura vuol rompere il guscio e parlare a tutta la società toscana” . Orizzonti allargati, temi che si aprono ma, secondo l’assessore, con un filo conduttore capace di tenerli tutti insieme: la ricerca della competività. “E’ la competitività l’elemento necessario per garantire un futuro ai prodotti toscani, all’attività agricola e agrindustriale, alla conservazione e allo sviluppo dei territori rurali”. “La nostra convinzione – ha proseguito - è che la competizione con i Paesi emergenti non potrà basarsi sui prezzi e sulla produttività fisica: non ci sono né le condizioni naturali né tanto meno quelle strutturali. La nostra sfida è quella di perseguire una competitività che scelga la diversità biologica e culturale rispetto all’omogeneizzazione, l’agroecologia rispetto all’abuso della chimica, la qualità rispetto alla quantità, la diversificazione rispetto alla specializzazione. E’ con questa attenzione alla qualità e alla tipicità su scala locale, che possiamo affrontare e superare le sfide di un mercato globalizzato”.
Sono quattro, per Susanna Cenni, i capisaldi capaci di sostenere la ricerca della competitività per la Toscana: qualità, politiche di filiera, multifunzionalità e diversificazione, innovazione. Ed è su questi punti di fondo che, anche alla conferenza, sarà necessario confrontarsi per giungere a un patto condiviso fra tutti gli attori del sistema.
Qualità innanzitutto. Anzi di più, ‘qualità globale’, perché, ha spiegato l’assessore, oggi per noi non bastano più le sole caratteristiche organolettiche a definire la qualità di un prodotto, occorre anche che chi lo ha prodotto abbia rispettato l’ambiente (per esempio non utlizzando Ogm), seguito basilari norme etiche sul lavoro, e mantenuto uno stretto legame col territorio (magari aderendo alle apposite certificazioni di provenienza). “Un prodotto di qualità deve essere non solo buono ma anche pulito e giusto”, ha sintetizzato l’assessore riprendendo una definizione del presidente di Slow Food Carlo Petrini.
Ma oggi per vincere la sfida dei mercati, la qualità è una condizione necessaria ma non più sufficiente: in una realtà caratterizzata da aziende di piccole e piccolissime dimensioni (di media 8,8 ettari a azienda) si impone uno sforzo di raccordo tra i soggetti e all’interno della catena produttiva, al fine di raccordare l’offerta. “Oggi, salvo rari esempi, i legami fra i vari soggetti delle varie filiere sono deboli e spesso vi sono situazioni conflittuali. Non ce lo possiamo permettere. Bisogna creare sinergie ed intese che portino benefici a tutti, privilegiare il finanziamento di quegli interventi che propongono progetti e strategie condivise”. E’ così, secondo l’assessore, che si possono aprire nuovi spazi su mercati oggi preclusi a molti piccoli produttori (è il caso della grande distribuzione). Rafforzamento delle filiere dunque o, come nuova chance, accorciamento delle stesse attraverso il potenziamento e la messa in rete di iniziative per la vendita diretta dei prodotti, dai mercatali agli spacci contadini (il progetto cosiddetto di ‘filiera corta’ partirà all’inizio del 2007).
Terzo caposaldo individuato dall’assessore, l’innovazione: “Dobbiamo essere in grado – ha detto - di fornire agli imprenditori toscani soluzioni tecnologiche capaci di diminuire i costi aziendali ma anche di creare o migliorare prodotti per sostenere soprattutto la strada della qualità. Dobbiamo anche far sì che ciò che di valido viene messo a punto negli ambienti della ricerca possa essere più rapidamente trasferito al mondo agricolo e, di contro, segnalare quali sono le esigenze prioritarie del mondo produttivo perché si possano sviluppare sempre più progetti comuni”.
L’innovazione può aprire nuove strade allargando le attività delle aziende agricole. Ecco il quarto punto: la diversificazione, cioè la possibilità per l’imprenditore agricolo di avere nuove fonti di reddito e di migliorare la vivibilità del proprio spazio rurale attraverso il varo di nuove attività. L’agriturismo, ha spiegato l’assessore, è stata una chance che la Toscana ha saputo cogliere con chiaroveggenza, ma ora si aprono anche nuove opportunità: è il caso delle colture no food che possiono offrire all’agricoltore toscano la possibilità di diventare produttore di energia, ma anche attivare nuove filiere produttive, per esempio nel settore delle biomasse legnose, vista anche l’eccezionale presenza di materia prima disponibile.
Ecco, dunque, emergere, nelle parole dell’assessore il volto futuro dell’agricoltura toscana, un volto non da inventare, ma che già affiora, in molti ambiti dinamici del nostro comparto: “La nostra esperienza ci mostra già oggi che le imprese di maggiore successo sono quelle che hanno saputo interpretare al meglio lo spirito della multifunzionalità, facendo attenzione ai cicli naturali, alla biodiversità, al rapporto tra impresa e territorio, e curando aspetti fondamentali come la comunicazione con i clienti e con l’ambiente istituzionale”. Non a caso a questo modello si avvicinano più facilmente gli imprenditori (e le imprenditrici) più giovani, introducendo nell’agricoltura sia le energie e le idee degli under 40, sia la creatività e la sensibilità tipiche del mondo femminile. Queste nuove energie, ha concluso l’assessore sono determinanti per ‘coltivare nel miglior modo il nostro futuro: anche perché - ha spiegato- in questo settore, forse di più che in altri, è determinante la risorsa umana, gli uomini e le donne e la passione per una terra antica, preziosa, densa di storia, di cultura e di tradizioni. Come la nostra”. (mo)
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