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| Comunicato
unitario dei
responsabili dei
dipartimenti economici
DS e Margherita
delle Federazioni
livornesi |
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| L’intesa raggiunta tra il Governo e le organizzazioni sindacali sulla questione delle pensioni rappresenta un successo del metodo della concertazione e di una linea politica basata sulla scelta del cambiamento e sul senso di responsabilità.
Viene, altresì, premiata, in primo luogo, la determinazione del Presidente del Consiglio Romano Prodi e del Ministro del Lavoro Cesare Damiano.
Altrettanto importante è stato il contributo delle grandi organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL.
Finalmente è stato abbattuto l’iniquo scalone Maroni che in un solo giorno avrebbe aumentato l’età per le pensioni di anzianità addirittura di tre anni.
La nuova soluzione trovata garantisce, in un quadro di equità, le legittime esigenze dei lavoratori e il necessario equilibrio finanziario del sistema previdenziale pubblico.
L’oggettiva esigenza di promuovere una più lunga permanenza al lavoro è stata coniugata, in termini ragionevoli, con un processo di effettiva gradualità e con l’allargamento della platea dei lavori usuranti.
Sono stati tutelati sia i lavoratori prossimi alla pensione, sia i lavoratori più giovani.
Questo accordo completa una intesa più complessiva raggiunta nei giorni precedenti con le parti sociali su alcuni punti significativi quali la rivalutazione delle pensioni più basse per 3 milioni e 300 mila persone; l’attivazione di importanti interventi di tutela dei giovani; il miglioramento delle protezioni sociali per l’insieme dei cittadini e dei lavoratori.
Le decisioni assunte costituiscono una tappa di un impegno più generale finalizzato allo sviluppo economico e dell’occupazione, al superamento della precarietà nei rapporti di lavoro, a un rinnovamento complessivo della società italiana.
Anche le vicende di questi giorni e di queste ore evidenziano la differenza fondamentale tra il centrosinistra che intende avviare con equilibrio il cambiamento e la destra che invece ha perseguito quando era al governo solo e soltanto l’esclusione sociale.
Possiamo comprendere i motivi della dialettica in corso, ma l’accordo – obiettivamente - non può che essere apprezzato dall’insieme delle forze del centrosinistra poiché, per vincere le sfide che ci stanno davanti, è indispensabile una più alto livello di unità e coesione del Governo Prodi.
Il responsabile DS del
dipartimento economia e lavoro: Roberto Brilli;
Il responsabile della Margherita:
della commissione economia e lavoro: Giovanni Giannone.
Livorno, 21 Luglio 2007. |
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| Documento dei DS sulla tragedia di Stagno |
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| Livorno, 11 agosto 2007.
I Democratici di Sinistra della Federazione livornese esprimono il proprio dolore per la tragedia che ha coinvolto un gruppo di immigrati rumeni con la morte di 4 bambini nel rogo della baracca nella quale vivevano, alla periferia della città.
Questa tragedia ripropone alla politica e alla istituzioni la necessità di adeguare continuamente le proprie conoscenze e le scelte conseguenti su una realtà sociale, come quella dell’immigrazione, in continua evoluzione. I problemi di accoglienza e inserimento non sono mai risolti una volta per tutte e, nonostante vedano il Comune di Livorno impegnato con politiche di grande attenzione, sensibilità, costante presenza sul territorio con azioni volte a garantire sicurezza e diritti, tragedie come quelle di ieri sollecitano le coscienze di tutti noi ad interrogarci e a cercare risposte adeguate.
Condividiamo pienamente la scelta del Sindaco Cosimi di sospendere le manifestazioni di Effetto Venezia e di proclamare una giornata di lutto cittadino in occasioni dei funerali delle 4 giovani vittime, perché a Livorno i valori della vita umana e della solidarietà devono rimanere alla base della nostra convivenza civile.
L’Ufficio Stampa
della Federazione Ds di Livorno |
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| Stralci dal
Manifesto
del
lavoro |
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| “ Il Partito Democratico deve essere un grande partito del lavoro e rappresentare politicamente il valore del lavoro in quanto massima espressione della personalità, della creatività, dell’ingegno umano oltre che della dignità della persona “
“ I riformisti ribadiscono il valore centrale del lavoro nell’economia e nella società secondo le indicazioni costituzionali, e quindi riaffermano la piena e buona occupazione come obiettivo prioritario dell’azione riformatrice. Questo obiettivo deve caratterizzare le politiche del Partito democratico, la cui sollecita costituzione i riformisti ritengono necessaria per il futuro del paese. Per perseguire tale obiettivo non bastano politiche isolate; occorre riconsiderare in un disegno unitario l’intero quadro delle politiche economiche e sociali del paese alla luce delle radicali trasformazioni intervenute nel lavoro e nella società rispetto al secolo scorso “
“ I valori comuni delle tradizioni riformiste socialdemocratiche, cattolico-democratica e liberale - solidarietà, diritti e tutele, sicurezza e la stessa dignità del lavoro - vanno reinterpretati per contrastare le spinte alla frammentazione dei lavori, per dare risposta all’incertezze e alle disuguaglianze sociali indotte dalla concorrenza globale, per ridare senso allo sviluppo e al lavoro.
Per questo motivo i riformisti sottolineano l’importanza prioritaria della crescita; non di una crescita qualsiasi, ma di uno sviluppo sostenibile e di qualità; perché solo questo permette di ottenere benessere diffuso e un lavoro di qualità per tutti; il lavoro precario di oggi è anche prodotto di una economia di bassa qualità, di una crescita frenata e di imprese fragili “
Il testo integrale del Manifesto del lavoro è scaricabile dai siti web dei DS:
http://www.dsonline.it/ ( home page, conosci i DS, dipartimento economia e lavoro, area lavoro )
http://www.dslivorno.it/ |
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| Comunicato
della Federazione
livornese
DS
sulla pienezza delle funzioni
della sezione
dell'economia
marittima |
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| Al quotidiano IL TIRRENO.
Le notizie apparse sulla cronaca livornese del quotidiano Il Tirreno del 12 Luglio in rapporto alla Sezione DS dell’economia marittima sono del tutto infondate.
In conseguenza del voto per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Compagnia Portuale non si sono verificate dimissioni; né del segretario politico, né dell’esecutivo della Sezione dei Democratici di sinistra.
La Sezione dell’economia marittima ( segretario, esecutivo e comitato direttivo ) è nella pienezza delle proprie funzioni, senza limitazione alcuna.
Come è costume di una forza seria e responsabile, quale è quella rappresentata dai Democratici di sinistra, dopo il rinnovo dell’organo amministrativo della Compagnia, si è aperta una larga discussione democratica, non solo sull’esito del voto, ma anche e prima di tutto sui nuovi compiti che stanno davanti al nostro partito e all’intero arco delle forze di sinistra e progressiste per concorrere alla qualificazione e allo sviluppo del Porto di Livorno valorizzando, in questa prospettiva, il ruolo di tutti i soggetti istituzionali, imprenditoriali e sociali interessati.
I DS sono parte integrante e fondamentale dell’accordo unitario definito prima del voto e successivamente confermato, in larga misura, dai lavoratori portuali.
La Sezione, d’intesa con la Federazione e l’Unione comunale di Livorno, ha altresì colto la necessità di superare limiti che pure si sono manifestati e di rafforzare il partito e la sua capacità di iniziativa politica nella nuova e complessa fase che vivono sia il Paese, sia il mondo dei trasporti e delle attività portuali.
In questa ottica, pertanto, nell’ultima riunione del Comitato direttivo della Sezione, è stato deciso all’unanimità di costituire una commissione ristretta che avrà il compito di aprire un confronto con le forze interessate, da concludere entro la prima decade di Settembre, al fine di individuare meglio contenuti e modalità per il rafforzamento organizzativo del partito e della sua capacità di azione politica.
In particolare ci si propone l’obiettivo di estendere il rapporto con l’articolato mondo del lavoro portuale e, quindi, di rendere ancora più robusta la presenza di lavoratori attivi nelle strutture e nelle articolazioni della Sezione dell’economia marittima.
La Federazione livornese dei
Democratici di sinistra
Livorno, 12 Luglio 2007. |
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| Il FORUM
sul lavoro
è stato attivato anche nella
città e nella provincia
di Livorno |
| ATTIVO
dei
lavoratori
per l’apertura di un Forum di discussione e di impegni sui problemi del lavoro
venerdì
29 Giugno 2007
alle ore 17
presso la Sala della
Federazione livornese DS
( via Fagiuoli n. 6 ) |
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| PROGRAMMA DELL’ATTIVO
ore 17
consegna dei documenti sulle
politiche del lavoro
ore 17,15
presenta l’incontro
Roberto Brilli
responsabile del dipartimento economia e lavoro della Federazione livornese DS
ore 17,30
inizio della discussione
comunicazioni di
Gianfranco Simoncini
assessore regionale all’istruzione, al lavoro e alla formazione professionale
Marcello Canovaro
assessore provinciale alle attività produttive, al lavoro e alla formazione professionale
Marco Filippi
Senatore
tra gli altri sono previsti
i seguenti interventi:
Piero Nocchi
segretario provinciale della CGIL
Piero Rinforzi
segretario provinciale della UILM
Sergio Fondi
segretario provinciale della FIM CISL
parteciperà
Marco Ruggeri
segretario della Federazione livornese DS |
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| Presentazione di
Roberto Brilli
responsabile del dipartimento
economia e lavoro
della Federazione livornese DS
Abbiamo ritenuto opportuno e necessario convocare questa riunione dell’Attivo delle lavoratrici e dei lavoratori, in forma aperta e pubblica, per avviare e sviluppare una discussione, che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi intendiamo rendere diffusa e di massa, sul Manifesto del lavoro, elaborato a livello nazionale, dai Democratici di sinistra e dalla Margherita; sull’attuale momento politico e parlamentare del Paese, con un particolare riferimento alla concertazione in corso tra Governo e parti sociali e alla necessità di un effettivo rilancio del Governo Prodi; sul processo di costruzione del Partito democratico che proprio in questi giorni, e in particolare modo l’altro ieri con il discorso di Veltroni, ha registrato una forte accelerazione.
Una discussione su tre questioni indubbiamente distinte tra di loro e che è bene tenere distinte poiché non sono meccanicamente sovrapponibili; ma che al tempo stesso sono collegate da un filo logico e politico.
Sulla base della discussione, e quindi con la messa a punto di impianti ideali e di progetti politici, ci proponiamo infine di rilanciare, con realismo e al tempo stesso con determinazione, una iniziativa di rafforzamento o di ricostituzione della presenza della politica nei luoghi di lavoro della nostra città e della nostra provincia.
Quando diciamo politica, in questo caso, ci riferiamo alla necessità di un rinnovato ruolo delle strutture di base dei Democratici di sinistra, oggi; e, domani, del Partito democratico, all’interno delle principali unità produttive e di servizio.
Le problematiche che abbiamo messo al centro di questo Attivo, dunque, sono molteplici; per evitare dispersioni e per rendere più efficace e razionale il nostro incontro di stasera si svolgeranno, nel corso della discussione, tre comunicazioni specifiche.
Di Gianfranco Simoncini, assessore regionale all’istruzione, alla formazione e al lavoro sul tema: “ Il Manifesto del lavoro e le politiche portate avanti dal Governo nazionale e dalla Regione toscana “. Di Marcello Canovaro, assessore provinciale alle attività produttive, al lavoro e alla formazione professionale, sul tema: “ Le politiche attive del lavoro nella città e nella provincia di Livorno “. Del senatore Marco Filippi sull’attuale momento politico e parlamentare e sulle prospettive del Partito democratico.
Sono, inoltre, previsti gli interventi di dirigenti sindacali che ringraziamo per la loro presenza. Di Piero Nocchi, segretario provinciale della CGIL; di Piero Rinforzi, segretario provinciale della UILM; e di Sergio Fondi, segretario provinciale della FIM CISL.
Naturalmente auspichiamo, con un impegno alla sintesi da parte di tutti, una discussione aperta a coloro che lo vorranno.
Il mio compito non è quello di fare una relazione introduttiva organica che non ci sarà; ma solo quello di fare semplicemente una breve presentazione.
Se dovessimo individuare una formula o uno slogan capaci di dare il senso fondamentale del messaggio e dell’impegno da far uscire da questa riunione non avrei dubbi affermando: “ Prima di tutto il lavoro “.
Non a caso nel processo di costruzione del Partito democratico ci stanno dentro o alla base due o tre documenti elaborati a livello nazionale dai Democratici di sinistra e dalla Margherita; uno di questi due o tre documenti ha un titolo di per sé significativo “ Manifesto del lavoro “.
Dunque le forze promotrici del nuovo soggetto politico progressista e riformista di cui l’Italia ha bisogno, hanno avvertito prima di tutto l’esigenza di cimentarsi sulle questioni afferenti il mondo del lavoro, le istanze e le aspettative dei lavoratori, la tutela e la promozione dei diritti di chi un lavoro già ce l’ha e di chi, come avviene in gran parte per i giovani e le donne, un lavoro non ce l’ha oppure ce l’ha in forme talmente precarie e instabili da renderlo motivo di incertezza, preoccupazione e talvolta di vera e propria sofferenza.
Il principale torto sociale che è stato fatto in questi anni alle nuove generazioni ( ma non solo a loro ) è stato quello di sconquassare i bisogni elementari alla sicurezza e alla pienezza degli impegni introducendo forme selvagge di precarietà nei rapporti di lavoro che non possono essere accettabili in una società civile poiché il lavoro non è una merce come le altre ( come la coca cola o le scarpe che si comprano liberamente con i soldi e poi, esauritosi il loro ciclo di vita, si smaltiscono nelle modalità tecnicamente più efficaci ), ma è una qualità e una funzione peculiare della natura umana il cui uso deve essere disciplinato da regole certe e civili capaci di valorizzarne creatività, possibilità e potenzialità.
Questa precarietà voluta da classi dirigenti miopi e dal centrodestra, non ha niente a che fare con la possibile flessibilità regolata e contrattata.
Giustamente nella parte iniziale e introduttiva del Manifesto del lavoro sta scritto con chiarezza quanto segue: “ Il Partito Democratico deve essere un grande partito del lavoro e rappresentare politicamente il valore del lavoro in quanto massima espressione della personalità, della creatività, dell’ingegno umano oltre che della dignità della persona “.
Questa frase è una buona premessa di principio da cui derivano valutazioni sullo stato attuale dei rapporti di lavoro ( dove stanno prevalendo da qualche anno i contratti a termine e i contratti atipici che si prolungano senza fine in particolare per i giovani ); e da cui derivano, in modo particolare, proposte generali e specifiche per ripristinare un quadro di civiltà nell’impiego pubblico e privato.
Il Manifesto del lavoro esprime un indirizzo complessivo finalizzato al superaramento effettivo di un precariato oramai non più accettabile; a una riforma del welfare e degli ammortizzatori sociali in grado di tutelare i diritti di chi lavora e la pensione per chi è vicino al traguardo e per chi è ancora lontano come i giovani precari di oggi; a un rilancio delle politiche del lavoro e della formazione; alla difesa e al miglioramento del reddito dei lavoratori; all’affermazione del diritto alla buona occupazione e quindi a un lavoro stabile, qualificato sul piano professionale ed equamente retribuito.
In questa ottica assume una valore centrale l’azione volta al sostegno e al rilancio della contrattazione e della concertazione e, quindi, alla valorizzazione nelle imprese e sul territorio del ruolo dei lavoratori e del movimento sindacale.
Nel Manifesto, giustamente, si evidenzia l’esigenza prioritaria di promuovere e garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro dove, invece, negli ultimi anni sia nel Paese che nella provincia di Livorno, sono avvenuti incidenti talvolta mortali che, come non manca mai di sottolineare il Presidente Napolitano, sono assolutamente inaccettabili da parte di una comunità civile.
Proprio ieri nella città di Livorno, sul Porto, è avvenuto un nuovo e grave incidente sul lavoro che si aggiunge a una catena oramai troppo lunga; mentre esprimiamo la nostra solidarietà al lavoratore colpito e alla sua famiglia, facendogli i più sinceri auguri di rapida guarigione, non possiamo che associarci alla battaglia dei sindacati per rimuovere tutte le situazioni di pericolo e garantire la piena sicurezza in tutti i luoghi di lavoro.
Inoltre non può che essere evidenziata l’importanza della legge delega sulla sicurezza nei luoghi di lavoro recentemente approvata dal Senato della Repubblica.
Quindi nel Manifesto per il lavoro ci sono molte proposte concrete che danno il senso di una svolta.
Naturalmente questa nuova politica per il lavoro la concepiamo strettamente connessa con le politiche più generali per determinare nel nostro Paese, dopo un lungo periodo di declino, una nuova fase di crescita economica - nel segno della giustizia sociale - la quale presuppone risanamento finanziario, rilancio degli investimenti nelle infrastrutture, innovazione continua per elevare la produttività delle singole unità produttive e del sistema Paese impegnato in una difficile sfida di fronte ai processi della globalizzazione.
Non vi sono alternative accettabili. Prima di tutto occorre ridare dignità contrattuale, retributiva, sociale al lavoro.
Anche sul piano culturale, dopo la deriva di questi anni, occorre riassegnare al lavoro
la centralità e il valore che merita e che gli viene esplicitamente riconosciuto dalla Costituzione della Repubblica italiana.
In queste ultime settimane è emersa, specialmente dopo i risultati negativi delle recenti elezioni amministrative svoltesi in una parte del Paese, una difficoltà reale del Governo Prodi connessa, in primo luogo anche se non esclusivamente, alla limitatezza e alle contraddizioni della sua maggioranza politica e parlamentare.
A nostro avviso in questi 12 mesi il Governo nazionale ha operato bene raggiungendo risultati significativi come l’avvio del risanamento finanziario, la ripresa della crescita – dopo un quinquennio di recessione o stagnazione – del Prodotto interno lordo; l’avvio delle liberalizzazioni laddove è necessario.
Nonostante questi risultati, le difficoltà a cui accennavo prima, però permangono.
Queste difficoltà possono e devono essere superate come testimonia la dinamica di questi giorni. La candidatura di Veltroni alle primarie del 14 Ottobre per la guida del nascente Partito democratico ha già alimentato un nuovo clima di entusiasmo e di fiducia che resterà solido anche nella auspicabile prospettiva di una competizione politica tra più candidati.
Occorre uno scatto in avanti del Governo nazionale. Un collegamento più forte, da una parte, con i bisogni dei ceti popolari; e, dall’altra parte, con le esigenze ritenute valide dei ceti produttivi e laboriosi del Paese.
Noi ci auguriamo che la concertazione tra Governo, sindacati e parti sociali prosegua proficuamente perché ciò corrisponde agli interessi profondi del mondo del lavoro e del Paese. Questa concertazione ha già registrato in questi giorni intese importanti ( rivalutazioni delle pensioni più basse, risorse per il welfare e la riforma degli ammortizzatori sociali, il rilancio degli investimenti pubblici ed altro ancora ); come è noto è rimasta aperta la questione dello “ scalone Maroni “ la quale, però, nei prossimi giorni, dovrà essere di nuovo affrontata e risolta con un “ compromesso intelligente “, come ha detto qualcuno, capace, da una parte, di dare il senso percepibile di un effettivo superamento di uno scalone iniquo e punitivo; e, dall’altra parte, consapevole della necessità oggettiva di introdurre innovazioni nel sistema pensionistico che guardino, al tempo stesso, ai diritti dei pensionati di oggi e ai diritti dei pensionati di domani.
Proprio ieri il Governo ha approvato il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria ( DPEF ) e un decreto che ridistribuisce l’extragettito ottenuto anche per merito della lotta all’evasione fiscale.
Per la prima volta si dà e non si toglie agli italiani, come ha evidenziato Prodi.
Oltre a risorse destinate al risanamento finanziario dello Stato, sono state attivate risorse pari a 6,5 miliardi di euro per onorare gli accordi con i sindacati, per favorire le pensioni basse, i giovani precari, la riforma del welfare e degli ammortizzatori sociale, il rilancio degli investimenti.
Non è poco.
Per andare avanti occorre però determinazione di volontà e di linea politica. La sinistra di governo non si identifica né con l’apologia liberista di mercato, né con un massimalismo che nei fatti diventa conservatore.
C’ è materia per discutere e agire.
Per questo – e mi avvio alle conclusioni – è necessario recuperare uno spazio della politica, nel senso delle forze politiche, all’interno dei luoghi di lavoro; di tutti i principali luoghi di lavoro: fabbriche, pubblica amministrazione, unità di servizio.
I DS hanno una tradizione di presenza e di ruolo; non priva di debolezze o di problemi; e anche laddove siamo storicamente più forti talvolta non mancano le difficoltà come hanno evidenziato le recenti elezioni alla Compagnia portuale per il rinnovo del Consiglio di amministrazione.
Dobbiamo quindi rafforzare o ricostituire una presenza politica, mettendo subito la nostra forza al servizio della costruzione del Partito democratico in tutti i luoghi di lavoro. Nella distinzione dei ruoli questo sarà utile anche per il movimento sindacale il cui ruolo è fondamentale per la tutela dei diritti dei lavoratori e per uno sviluppo equo del Paese.
Che cosa ci proponiamo di fare in concreto?
Abbiamo distribuito un documento dove sono contenute varie proposte. Non le riprendo negli aspetti particolari.
Prima di tutto occorre promuovere una larga discussione sul Manifesto del lavoro raccogliendo adesioni formali, stimolando contributi anche critici e migliorativi del testo, aprendo – da ora alla fine di Settembre – un Forum sul lavoro capace di svolgere confronti, iniziative e di attivare un circuito e un sistema di relazioni.
Lo faremo non da soli, ma con la Margherita ( la quale è già impegnata in questo senso ) e insieme a tutte le forze disponibili e interessate poiché la costruzione del Forum deve andare oltre i partiti e coinvolgere tutte le forze disponibili.
La prossima settimana si svolgerà un incontro tra la nostra Federazione e il Comitato provinciale della Margherita per la stesura di un documento comune sul Manifesto del lavoro, sul Forum e sul programma di attività.
Sulla base della discussione di stasera, di altri suggerimenti e delle idee che scaturiranno dall’incontro con la Margherita della prossima settimana produrremo materiali operativi a sostegno della campagna sul lavoro e del Forum.
Qualche punto fermo c’è già.
Il 20 Luglio ci sarà una iniziativa alla Festa dell’Unità di Livorno con il Ministro del lavoro Cesare Damiano.
A metà settembre faremo una iniziativa del Forum provinciale con esponenti politici e sindacali impegnati a livello nazionale, regionale e locale.
Parteciperemo al Forum regionale, in fase di attivazione e al Forum nazionale che si concluderà il 22 Settembre.
Dovremo utilizzare strumenti tradizionali ( assemblee, incontri ); ma anche quelli elettronici.
Dai prossimi giorni fino a Settembre dovremo diffondere il testo del Manifesto del lavoro nelle unità produttive e di servizio; e convocare almeno un Assemblea aperta in rapporto ai principali luoghi di lavoro.
Da stasera intendiamo operare per la costituzione, da concludere entro Settembre, di un Consiglio federale delle lavoratrici e dei lavoratori per il Partito democratico che sia capace di rappresentare le forze politiche presenti nelle Aziende e gli esponenti del movimento sindacale che si riconoscono nel progetto.
Il lavoro da valorizzare, naturalmente, non è solo quello dipendente ( anche se quello dipendente continua ad avere una sensibile incidenza ), ma è anche quello autonomo, quello delle professioni, quello connesso all’autogestione e all’autoimpresa.
Non lo possiamo fare stasera; ma dovremo trovare i modi per valorizzare e coinvolgere le varie forme di lavoro, tutte importanti per far crescere e rinnovare il Paese.
Livorno, 29 Giugno 2007. |
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| ATTIVO
dei
lavoratori
Giovedì
13 Settembre 2007
alle ore 17
presso la Sala della
Federazione livornese DS
( via Fagiuoli n. 6 )
introduce
Federico Mirabelli
responsabile della Commissione lavoro della Federazione
conclude
Roberto Brilli
responsabile del Dipartimento economia e lavoro della Federazione |
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| il manifesto
del lavoro
alla base della costruzione politica, sociale e ideale del Partito democratico
il Protocollo su
previdenza, lavoro e competitivita’
valore e contenuti
per un Partito
Democratico radicato nei luoghi di lavoro
il contributo indispensabile delle Sezioni e di tutte le forze impegnate nel movimento sindacale |
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| Valorizzazione delle riparazioni navali e questione dei bacini nell'ambito del Porto di Livorno |
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| Comunicato Stampa. Livorno16 luglio 2007
Il dibattito che si è aperto attorno alla proposta di P.O.T. presentato dall’Autorità Portuale, ha visto focalizzare in questi giorni la discussione molto sulle riparazioni navali e sull’annosa questioni dei bacini di carenaggio.
Questa mia nota ha lo scopo di evitarne una estremizzazione tra due fuochi opposti ed egualmente sbagliati. Da una parte il piano industriale di Azimut, che se ho capito bene, tende ad esclusivizzare l’uso dei bacini, e dall’altra li si vuole utilizzare per fermare il progetto della Porta a Mare.
Fissiamo alcuni obiettivi:
ú Le riparazioni navali sono un asset indispensabile per garantire competitività al porto di Livorno, lo sono state storicamente, lo saranno anche in futuro.
ú Gli standard di qualità del lavoro che ruotano attorno alle riparazioni navali sono assolutamente insoddisfacenti.
ú Discutere della questione dei bacini deve essere legato all’obiettivo di costruire, favorire, la creazione di un sistema delle riparazioni che faccia sinergie e che concentri le proprie attività. Basta fare un giro nel porto per capire che è difficile produrre qualità con la miriade di cantierini sparsi nelle banchine libere del porto commerciale.
ú Le riparazioni degli yacht. Sono uno degli elementi necessari per provare a chiudere, qui a Livorno, la filiera produttiva della nautica da diporto e dare consistenza alla terza gamba del progetto industriale alla base del quale si è chiusa la vicenda del Cantiere F.lli Orlando.
ú La scelta della Porta a Mare e quella di un partner industriale come Azimut non è stata solo una scelta dovuta alla necessità di allora, ma una scelta di sviluppo urbanistico e di riqualificazione, per altro già previsto anche prima della crisi del Cantiere, la prima, una scelta di riconversione produttiva, la seconda. Entrambe sinergiche, ed in linea con ciò che gradualmente si prova a fare anche per le successive crisi industriali, come quella della Delphi: riconvertire il nostro sistema produttivo, per continuare ad avere un sistema industriale e produttivo.
Fissati questi punti, si capisce che il P.O.T. è solo un passaggio, perchè la soluzione definitiva la si potrà trovare solo attraverso una riflessione su un assetto più funzionale dell’intero porto, che non esclude a priori l’attuale allocazione, ma che pone un obiettivo chiaro al PRG del porto: trovare uno spazio ed una forma per tenere insieme queste realtà produttive indispensabili, per l’economia del porto e lo sviluppo della città. Dobbiamo anche avere presente che trattandosi di beni demaniali e di investimenti dello stato, senza una regia del Governo è impensabile articolare qualunque proposta. Il che non vuol dire rinviare, ma incominciare a dare delle risposte all’interno di un progetto, sapendo che il tavolo governativo sulla crisi del cantiere, il P.O.T. ed il piano regolatore del porto, sono passaggi obbligati per dare una soluzione, non nell’estemporaneità delle polemiche, ma in un progetto di città.
Infine, credo che non sia affatto peregrino discutere di una società di gestione dei bacini, che sia pubblico privata, che sia un ente snello, e regolatore dell’utilizzo del bene, ma con due punti essenziali: per partecipare, ci vogliono i piani industriali per le riparazioni degli yacht, ma anche delle navi e, cosa più importante, per dare una risposta seria al tema della qualità del lavoro, per accedere ai bacini ci vogliono lavoratori che siano in regola, dal punto di vista contributivo e con gli standard della sicurezza, altrimenti si sta fuori dal cancello.
Vorrei evitare di fare polemica, ma credo che discutere attorno a questi obiettivi, sia un modo per fare dei passi in avanti e consentire alle istituzioni di avanzare proposte serie per contribuire a rilanciare questa città.
Marco Ruggeri
Segretario della federazione DS di Livorno |
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| Per la reindustrializzazione
della exDelphi
e per il rilancio della
componentistica
auto a Livorno
Documento della Federazione livornese e della sezione componentistica auto dei Democratici di sinistra.
Livorno, 12 Giugno 2007. |
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| Documento della Federazione livornese e della Sezione componentistica auto del Democratici di sinistra.
Sulla base di una forte e costante iniziativa unitaria dei lavoratori, del movimento sindacale, della Regione toscana, dell’Amministrazione comunale di Livorno, delle Istituzioni locali e del Governo nazionale è stato possibile, in questi mesi, ottenere la cassa integrazione per i dipendenti e mantenere aperta la prospettiva di una adeguata reindustrializzazione dell’area ex-Delphi.
Non era affatto scontato che questo avvenisse dopo l’inaccettabile decisione presa oramai da più di un anno dalla multinazionale americana di abbandonare all’improvviso l’unità produttiva livornese, dove oltre a un consistente indotto erano impiegati circa 400 dipendenti; tale decisione è stata assunta senza preoccupazione alcuna per le inevitabili conseguenze che ne sarebbero derivate per la vita dei lavoratori e per la tenuta del tessuto economico della città e della sua area territoriale.
Nell’iniziativa politica a difesa del lavoro hanno indubbiamente svolto un importante ruolo costruttivo sia gli Enti locali e la Regione toscana, sia il Governo nazionale.
In particolare per merito dell’azione portata avanti in modo costante dal Ministero dello sviluppo economico e, prima di tutto, dal Ministro Pierluigi Bersani è stato possibile realizzare un confronto con tutti i soggetti interessati a partire dalla proprietà dell’area ( FIAT ) e da quegli interlocutori ( come Rossignolo ) che hanno manifestato interesse e disponibilità a intervenire con un nuovo progetto industriale.
Le preoccupazioni recentemente riconfermate dai lavoratori e dai sindacati, con le conseguenti iniziative in corso, sono più che comprensibili e legittime in funzione della assoluta necessità di garantire la continuità della cassa integrazione e di dare uno sbocco rapido e positivo alla questione del progetto industriale da realizzare, in qualsiasi caso, nell’area ex-Delphi.
I Democratici di sinistra, insieme a tutte le altre forze coinvolte in questa difficile e importante battaglia per la difesa del lavoro, sono impegnati fino in fondo per contribuire a una soluzione positiva del grave problema ancora aperto.
La reindustrializzazione della ex-Delphi è indispensabile per offrire uno sbocco lavorativo a chi l’ha perso, per determinare le condizioni oggettive per rendere più solida la stessa prospettiva per la TRW, per salvaguardare – attraverso un adeguato processo di innovazione tecnologica nei processi e nei prodotti – l’insieme del comparto della componentistica auto che è così largamente presente nell’area vasta livornese e che deve continuare ad essere uno degli assi dello sviluppo industriale del nostro territorio.
In questa ottica vanno affrontati e definiti, nei tempi più rapidi possibili, i vari problemi sul tappeto: conclusiva fattibilità industriale e finanziaria del progetto di nuova industrializzazione, questione degli affitti e delle bonifiche, sostegno economico e valorizzazione delle risorse umane.
Nessuno può tirarsi indietro: non lo può fare la Delphi, non lo può fare la proprietà dell’area, non lo possono fare tutti i soggetti interessati.
Un contributo in questa direzione può e deve venire dalla stessa Confindustria ai diversi livelli di responsabilità territoriale.
I DS, mentre mettono in cantiere la convocazione di una Assemblea cittadina con i lavoratori Delphi e TRW , si attiveranno da subito in tutte le direzioni necessarie.
Il presente documento, oltre a essere diffuso tra i lavoratori, verrà trasmesso a tutti gli interlocutori e a tutti soggetti interessati ( Ministeri competenti, Regione toscana, Enti locali, Organizzazioni sindacali, Confindustria ai vari livelli, Organizzazioni economiche, sociali e di categoria del territorio ).
Livorno, 12 Giugno 2007.
ú La Federazione livornese DS
ú La sezione DS della componentistica auto. |
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| Per migliorare le nostre capacità di comunicazione abbiamo ritenuto giusto utilizzare un servizio ( gratuito ) che alice ci mette a disposizione.
Per questo abbiamo attivato un nostro sito web gestibile nell’ambito di una programma operativo e grafico predefinito e vincolato.
Nei fatti questo sito, pur essendo personale nel senso che è necessariamente connesso a un abbonato ad alice adsl, può diventare, in primo luogo anche se non esclusivamente, lo strumento di informazione e di dialogo del dipartimento economico della Federazione livornese dei Democratici di sinistra.
Naturalmente siamo pienamente consapevoli del carattere limitato dell’iniziativa da noi assunta. Ma, come si dice, è un passo avanti.
Inoltre ci preme sottolineare che, se ne avremo le capacità, intendiamo proseguire sulla strada di arricchire la strumentazione per migliorare i rapporti di informazione, comunicazione e dialogo.
Infatti, a brevissima scadenza, ci proponiamo di concretizzare una nostra vecchia idea: quella di dar vita a una pubblicazione online accessibile non solo attraverso i siti internet disponibili, ma anche e forse in primo luogo attraverso la posta elettronica.
Per questo motivo, al fine di rendere unitaria l’offerta comunicativa e al fine di facilitarne l’identificazione, abbiamo dato e daremo vita, oggi, a questo sito web e, domani, alla preannunciata pubblicazione online, con lo stesso titolo: “ Prospettive livornesi “ e con lo stesso sottotitolo: “ la fascia costiera toscana nell’era della globalizzazione “.
Per saperne di più...vai all'articolo a fondo pagina...
Grazie per l'attenzione. |
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| Per migliorare le nostre capacità di comunicazione abbiamo ritenuto giusto utilizzare un servizio ( gratuito ) che alice ci mette a disposizione.
Per questo abbiamo attivato un nostro sito web gestibile nell’ambito di una programma operativo e grafico predefinito e vincolato.
Nei fatti questo sito, pur essendo personale, può diventare, in primo luogo anche se non esclusivamente, lo strumento di informazione e di dialogo del dipartimento economico della Federazione livornese dei Democratici di sinistra.
Naturalmente siamo pienamente consapevoli del carattere limitato dell’iniziativa da noi assunta. Ma, come si dice, è un passo avanti.
Inoltre ci preme sottolineare che, se ne avremo le capacità, intendiamo proseguire sulla strada di arricchire la strumentazione per migliorare i rapporti di informazione, comunicazione e dialogo.
Infatti, a brevissima scadenza, ci proponiamo di concretizzare una nostra vecchia idea: quella di dar vita a una pubblicazione online accessibile non solo attraverso i siti internet disponibili, ma anche e forse in primo luogo attraverso la posta elettronica.
Per questo motivo, al fine di rendere unitaria l’offerta comunicativa e al fine di facilitarne l’identificazione, abbiamo dato e daremo vita, oggi, a questo sito web e, domani, alla preannunciata pubblicazione online, con lo stesso titolo: “ Prospettive livornesi “ e con lo stesso sottotitolo: “ la fascia costiera toscana nell’era della globalizzazione “.
Perché la base di tutto il nostro ragionamento è chiara e semplice: occorre concretezza, e per questo vogliamo legarci alle problematiche afferenti le prospettive della nostra città; ma, al tempo stesso, non ci si può e non ci si deve confinare in anacronistici confini municipali o, ancora peggio, municipalistici.
Livorno fa parte della fascia costiera toscana ( una vera area territoriale vasta e articolata ) la quale, a sua volta, è parte decisiva della regione toscana.
Lo sviluppo di Livorno e della fascia costiera ha bisogno dello sviluppo della regione toscana, così come lo sviluppo della regione toscana ha bisogno dello sviluppo di Livorno e della fascia costiera.
La fascia costiera è parte integrante della regione.
Lo hanno ben capito le Istituzioni locali e la Regione in quanto ente di governo.
Soltanto attraverso questa integrazione sarà possibile affrontare e vincere le sfide economiche, sociali e culturali che i processi di globalizzazione ci pongono davanti.
Per fare, c’ bisogno di idee, di approfondimento dei problemi concreti e delle questioni più generali, di socializzazione delle conoscenze, di dialogo, di ricerca in ampi rapporti di confronto.
Senza conformismi; perché c’è anche bisogno, almeno ogni tanto, di lanciare qualche utile provocazione intellettuale e politica.
Chi scrive ha condiviso l’idea e il progetto del partito democratico; noi questo partito, da costruire, l’abbiamo concepito come una grande forza unitaria, progressista, riformatrice e riformista; come la nuova forma di una sinistra democratica, moderna, di governo, plurale e pluralista capace di stimolare la partecipazione dei lavoratori, dei giovani e dei cittadini alla vita politica del Paese e dei territori non per gestire o contemplare l’esistente, ma per cambiare le cose in modo effettivo e profondo.
Se sarà questo il partito democratico corrisponderà agli interessi reali del Paese i quali coincidono con tanti campi che appartengono la lavoro e all’iniziativa della politica.
L’autoriforma e la semplificazione del sistema politico; la elaborazione e l’attuazione di un serio progetto di modernizzazione e di rinnovamento del Paese nel segno della giustizia sociale, dell’affermazione dei diritti sociali e civili, della laicità dello Stato; l’affermazione di una politica di pace e di cooperazione internazionale.
Per questo è necessario, a nostro avviso, che il nuovo partito democratico sia organicamente collegato e quindi parte integrante del partito socialista europeo e dell’internazionale socialista in quanto organizzazioni politiche sopranazionali costruite su basi programmatiche e non ideologiche.
Se non fosse questo non avrebbe valide prospettive.
L’operazione può e deve riuscire.
Anche in questa ottica possono risultare utili strumenti nuovi di comunicazione e di discussione collegati a grandi opzioni politiche, ma, al tempo stesso, autonomi; con l’unica ambizione di partecipare alla vita politica, economica, sociale e culturale con spirito libero, responsabile e critico. |
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