1928

CAMIONABILE da ASSAB a DESSIÈ e ZONA FRANCA nel PORTO di ASSAB

Il Regno d'Italia e l'Impero Etiopico hanno convenuto e stipulato la seguente convenzione:

Art. 1. - Questa Convenzione è fatta per due scopi: la costruzione di una strada automobilistica da Assab a Dessiè e la concessione al governo Etiopico di una zona franca nel porto di Assab. Questi due obblighi dovranno essere inseparabilmente adempiuti.

Art. 2. - Allo scopo di ampliare il commercio fra i due paesi il il Governo Etiopico costruirà il tratto di detta strada in territorio etiopico da Dessiè fino al confine italiano verso Assab.

Il Governo Etiopico potrà costruire a proprie spese il tratto di strada del suo territorio oppure a mezzo di una Società cui esso Governo Etiopico si riserva di concedere con atto da esso stesso definito tale costruzione.

Se i lavori saranno eseguiti a mezzo di una Compagnia, il Governo Etiopico potrà partecipare a tale Compagnia in qualità di azionista.

Art. 3. - Per il trasporto delle merci e dei passeggeri con automezzi sulla strada camionistica Assab-Dessie, sarà formata una compagnia italo etiopica. Il Governo Etiopico potrà fornire direttamente la sua quota dei capitale della Compagnia, o farla sottoscrivere per azioni da altri. Soltanto questa Compagnia italo etiopica avrà la concessione del trasporto delle merci e dei passeggeri su questa strada e ciò non verrà concesso ad altre Compagnie.

Art. 4. - Nel porto di Assab il Governo italiano darà in concessione al Governo Etiopico per anni centotrenta una zona di terreno in località conveniente all'approdo delle navi nell'interno della città od all'esterno di essa, secondo la scelta che il Governo Etiopico farà fra le due zone propostegli dal Governo Italiano.

La superficie della zona sarà di seimila metri quadrati se nell'interno della città, e di trentamila metri quadrati se all'esterno di essa. Il Governo Etiopico potrà mutare secondo la convenienza la lunghezza o la larghezza di questa zona. E ciò ad esclusione del mare.

Se in avvenire la zona franca prescelta dal Governo Etiopico risulti insufficiente allo sviluppo degli interessi Etiopici, il Governo Italiano accoglierà benevolmente una domanda da parte del Governo Etiopico per l'aumento di detta zona.

Tuttavia, se la zona prescelta sarà quella dei seimila metri quadrati l'aumento dell'estensione sarà soltanto quale risulterà possibile in relazione alla località stessa, data la scarsa disponibilità di terreno di quel settore. Questa zona di terreno sarà completamente delimitata da una commissione di esperti scelti dai due governi, ed si confini di essa saranno posti dei segnali.

Per tale zona concessagli il Governo Etiopico pagherà al Governo Italiano annualmente un tallero Maria Teresa d'affitto.

Il Governo Etiopico potrà costruire nella zona franca un deposito di merci che saranno esenti da qualsivoglia dazio doganale, le altre opere che saranno necessarie, approntarvi ogni utile lavoro, metterla in valore in modo da ampliare gli utili pecuniari che possono essere ricavati, e farvi ogni cosa conveniente o di speciale utilità.

Il Governo Etiopico avrà facoltà di costruire sull'area del deposito, o in un collegamento con essa mediante un passaggio da stabilirsi, un pontile a mare ad uso dell'Etiopia. Al detto pontile potranno approdare le navi del Governo Etiopico e le navi di commercio degli altri Stati. Il Governo Etiopico avrà un diritto di passaggio, per tutto ciò che farà transitare dal pontile al deposito su indicato, e da esso al punto di intersezione del confine italo-etiopico con la strada che sarà costruita secondo e sotto riserva dell'osservanza delle Convenzioni Internazionali.

Art. 5. - Prima che si inizino i lavori pel compimento degli obblighi derivanti dalla presente convenzione, la Commissione degli esperti, di cui all'articolo 4, definirà quanto segue:

Primo. - Stabilirà tutte le questioni circa i lavori e le spese per i lavori seguenti:

a) il lavoro della strada, la sua organizzazione ed il modo di metterla in valore;

b) la costituzione della Società per i trasporti automobilistici, la questione delle entrate e quella degli obblighi che dovranno essere adempiuti dalla Compagnia;

c) quanto è necessario alla costituzione ed alla manutenzione della strada,

d) la scelta dei tecnici e degli operai specialisti per i lavori;

e) le tasse e dogane da pagare per la strada.

Secondo. - Stabilirà i regolamenti locali, tutta la competenza giudiziaria e quanto è connesso con l'applicazione dell'art. 6 per la zona franca.

Art. 6. - Pur non portando alcuna limitazione all'applicazione delle leggi e dei regolamenti italiani, le contestazioni sorte fra i funzionari dei Governo Etiopico che dimorino nella zona franca potranno essere giudicate dal locale rappresentante di quel Governo, secondo norme e disposizioni emanate dallo stesso Governo Etiopico.

Art. 7. - Gli impegni della presente Convenzione diventeranno reciprocamente efficienti quando le Alte Parti contraenti abbiano entrambe eseguiti i rispettivi obblighi e quando i due Governi avranno approvato le conclusioni della Commissione degli esperti.

Art. 8. - Le disposizioni della presente convenzione avranno vigore per tutta la durata della concessione della zona franca. Tuttavia se durante questo tempo le Altre Parti contraenti lo riterranno necessario, potranno d'accordo modificare le disposizioni, secondo le possibilità e le opportunità del momento.

Art. 9. - Allo scadere di questa convenzione il Governo Etiopico avrà la facoltà dal Governo Italiano di conservare in proprietà privata, alla condizione degli altri proprietari terrieri di Assab, tutti gli immobili da esso costruiti nella zona franca concessagli nel porto di Assab.

Art. 10. - Allo scadere della presente Convenzione i due Stati contraenti potranno d'accordo rinnovarla.

Addis-Abeba, 2 agosto 1928, Anno VI (il giorno 26 del mese di hamlè dell'anno 1921 della Misericordia).

(L. S.) GIULIANO CORA

L'erede al trono d'Etiopia

(L. S.) TAFARI MACONNEN

 

Il trattato non fu attuato e la strada venne costruita dagli italiani dal 1936 al 1939.