1908

DEFINIZIONE dei CONFINI tra SOMALIA ITALIANA e l'ETIOPIA

S. M. Vittorio Emanuele III, Re d'Italia in nome Suo ed in nome dei Suoi Successori, per mezzo del Suo Rappresentante in Addis Abeba, conte Giuseppe Colli di Felizzano, capitano di cavalleria, e Sua Maestą Menelick II Re dei Re d'Etiopia in nome Suo e dei Suoi Successori, volendo sistemare in modo definitivo la frontiera tra i possedimenti italiani della Somalia e le provincie dell'impero Etiopico, hanno stabilito di firmare la seguente convenzione:

Art. 1. - La linea di frontiera tra i possedimenti italiani della Somalia e le provincie dell'Impero etiopico, parte da Dolo alla confluenza del Daua e del Ganale, si dirige verso est per le sorgenti dei Maidaba e continua fino all'Uebi Scebeli seguendo i limiti territoriali fra le tribł di Rohaneri che restano alla dipendenza dell'Abissinia.

Art. 2. - Il punto di frontiera sull'Uebi Scebeli sarą al punto di confine fra il territorio della tribł di Baddi-Addi che resta alla dipendenza dell'Italia ed il territorio della tribł a monte dei Baddi Addi che resta alla dipendenza dell'Abissinia.

Art. 3. - Le tribł sulla sinistra dei Giuba, quella di Rahannin e quelle sull'Uebi-Scebeli a valle del punto di frontiera saranno alla dipendenza dell'Italia. Le tribł di Digodia; di Afgab, di Dejedjedi e tutte le altre che si trovano a nord della linea di frontiera, saranno alla dipendenza dell'Abissinia.

Art. 4 - Dall'Uebi-Scebeli la frontiera si dirige verso nord-est secondo il traccialo accettato dal governo italiano nel 1897. Tutto il territorio appartenente alle tribł verso la costa rimarrą alla dipendenza dell'Italia: tutto il territorio di Ogaden e tutto quello delle tribł verso Ogaden rimarrą alla dipendenza dell'Abissinia.

Art. 5. - I due governi si impegnano a fissare praticamente sul terreno nel pił breve tempo la suddetta linea di frontiera.

Art. 6. - I due governi s'impegnano formalmente a non esercitare alcuna ingerenza oltre la linea di frontiera e a non permettere alle tribł loro dipendenti di passare la frontiera per commettere delle violenze a danno delle tribł che si trovano dall'altra parte della medesima; ma se sorgessero delle questioni o degli incidenti tra o a causa delle tribł limitrofe alla frontiera, i due governi di comune accordo li risolverebbero.

Art. 7. - I due governi si impegnano reciprocamente a non fare e a non permettere da parte dei loro dipendenti alcuna azione che possa essere causa di questioni o di incidenti o possa turbare la tranquillitą delle tribł di frontiera.

Art. 8. - La presente convenzione sarą, per quanto riguarda l'Italia. sottoposta all'approvazione del Parlamento del Regno e ratificata da S. M. il Re.

Fatta in duplice copia e di identico tenore nelle due lingue italiana ed amharica. Una delle copie resta nelle mani del Governo etiopico.

Addis Abeba, 16 maggio 1908

(seguono le firme)