1906

ACCORDO tra ETIOPIA, ITALIA, FRANCIA e INGHILTERRA

La RECIPROCA TUTELA e la FERROVIA di GIBUTI

Il comune interesse della Francia, Gran Bretagna e dell'Italia essendo quello di mantenere intatta l'integrità dell'Etiopia, di prevenire ogni specie di turbamento nelle condizioni politiche dell'Impero di Etiopia, di giungere a una intesa comune in ciò che concerne la loro condotte in caso di un cambiamento di situazioni che potrebbero prodursi in Etiopia, e di provvedere acciocché, dalla azione di tre Stati, proteggenti i loro rispettivi interessi sia nei possedimenti Britannici, Francesi e Italiani confinanti con l'Etiopia che nella stessa Etiopia, non risultino danni pregiudizievoli agli interessi di una qualsiasi delle tre Potenze, la Francia, la Gran Bretagna e l'Italia danno la toro approvazione all'Accordo seguente:

Art. 1. - La Francia la Gran Bretagna e l'Italia sono d'accordo nel mantenere lo status quo politico e territoriale in Etiopia tale quale è determinato dallo stato degli affari attualmente esistenti e dagli Accordi seguenti:

a) i Protocolli Anglo-Italiani del 24 marzo e del 16 aprite 1891 e del 6 maggio 1894, e gli accordi susseguenti che li hanno modificati, comprese le riserve formulate dal Governo Francese a questo proposito nel 1897 e 1895;

b) la convenzione Anglo-Etiopica del 14 maggio 1897 e i suoi annessi;

c) il trattato Anglo-Etiopico del 1 luglio 1900;

d) il trattato Anglo-Etiopico del 16 maggio 1902;

e) la nota annessa al trattato precedente del 16 maggio 1902;

f) la convenzione del 15 marzo tra la Francia e i Dannakils;

g) l'accordo Franco-Inglese del 2-9 febbraio 1888;

h) i protocolli Franco-Italiani del 24 gennaio 1900 e del 10 luglio 1901 per la delimitazione dei possedimenti italiani e francesi nel litorale del Mar Rosso e il Golfo di Aden;

i) la convenzione Franco-Etiopica per le frontiere, del 20 marzo 1897. È convenuto che le diverse convenzioni menzionate nel presente articolo non ledono in alcun modo i diritti sovrani dell'Imperatore dell'Abissinia e in nulla modificano i rapporti fra le tre potenze e l'Impero Etiopico tali quali sono stipulati nel presente Accordo.

Art. 2. - Per le domande di concessioni agricole, commerciali e industriali in Etiopia, le tre potenze daranno come istruzione ai loro Rappresentanti d'agire in tal modo che le

concessioni che saranno accordate nell'interesse d'uno dei tre stati non nuocciano agli interessi degli altri due.

Art. 3. - Se competizioni o cambiamenti interni si producessero in Etiopia i rappresentanti della Francia, della Gran Bretagna, e dell'Italia, manterrebbero un atteggiamento di neutralità, astenendosi da ogni intervento negli affari del paese e limitandosi a esercitare l'azione che sarebbe di comune accordo considerata necessaria per la protezione delle Legazioni, delle strade e delle proprietà degli stranieri e dell'interesse comune delle tre Potenze.

In tutti i casi nessuno dei tre governi interverrà in una misura e in una maniera qualunque, se non dopo un accordo con gli altri due.

Art. 4. - Nel caso in cui gli avvenimenti venissero a turbare lo status quo preveduto dall'articolo primo la Francia, la Gran Bretagna e l'Italia faranno tutti i loro sforzi per mantenere l'integrità dell'Etiopia. In tutti i casi, basandosi sugli accordi enumerati nel detto articolo, esse si metteranno d'accordo per salvaguardare:

a) gli interessi della Gran Bretagna e dell'Egitto nel bacino del Nilo e più particolarmente per quello che concerne il convogliamento delle acque di questo fiume e dei suoi affluenti (tale interessamento è giustificato dagli interessi locali) sotto riserva degli interessi italiani menzionati al paragrafo b.

b) gli interessi dell'Italia in Etiopia, in rapporto all'Eritrea e al Somaliland (compreso il Benedir) e più specialmente per quello che concerne l'Interland dei suoi possedimenti e l'unione territoriale tra essi e l'ovest di Addis Abeba.

c) gli interessi della Francia in Etiopia in rapporto al protettorato francese della costa dei Somali, all'Interland di questo protettorato e della zona necessaria alla costruzione e al traffico della ferrovia che va da Gibuti ad Addis Abeba.

Art. 5. - Il governo francese comunica ai governi Britannico e Italiano:

I) L'atto di concessione della ferrovia franco-etiopica del 3 marzo 1894;

II) Una comunicazione dell'Imperatore Menelick in data 8 agosto 1904 di cui è annessa la traduzione al presente Accordo e che invita la compagnia concessionaria a costruire il secondo tronco da Dirè Daua a Addis Abeba.

 Art. 6. - I tre governi sono d'accordo perché la ferrovia di Gibuti sia prolungata da Dirè Daua ad Addis Abeba con eventuali diramazioni verso Harrar eseguite sia dalla compagnia della Ferrovia Etiopica in virtù degli atti enumerati nell'articolo precedente, sia da tutte le altre compagnie private francesi che ad essa saranno sostituite con il consenso del governo francese: alla condizione che i Nazionali dei tre paesi godranno, sia per le questioni di commercio che di transito, di un trattamento assolutamente uguale allo stesso tempo sulla ferrovia e nel porto di Gibuti. Le merci non sopporteranno alcun diritto fiscale di transito a vantaggio della colonia e del Tesoro francese.

Art. 7. - Il governo francese darà il suo contributo affinché un rappresentante inglese, un rappresentante italiano ed uno dell'Imperatore di Abissinia facciano parte del Consiglio di Amministrazione di quella delle compagnie francesi che sarà incaricata dell'esecuzione e dell'esercizio della ferrovia da Gibuti ad Addis Abeba. È stabilito reciprocamente che i governi inglese e italiano daranno il loro concorso perchè un posto di amministrazione sia ugualmente assicurato alle medesime condizioni ad un rappresentante francese in ogni società inglese o italiana che sarà stata formata o si formerà per la costruzione o l'esercizio di una ferrovia che va da un punto qualunque dell'Abissinia a un punto qualunque di un territorio inglese o italiano. Ugualmente è inteso che gli abitanti delle tre nazioni godranno per le questioni di commercio o di transito un trattamento assolutamente uguale sulle ferrovie che fossero costruite da società inglesi o italiane. Le mercanzie non sopporteranno alcun diritto fiscale di transito a vantaggio delle Colonie e detta Finanza Inglese e Italiana. Le tre potenze segnatarie sono d'accordo per estendere agli abitanti di tutti gli altri paesi i benefici delle disposizioni degli articoli 6 e 7 relativi alla uguaglianza di trattamento in materia di commercio e di transito.

Art. 8. - Il governo francese si asterrà da ogni intervento per ciò che concerne la concessione precedentemente accordata di là da Addis Abeba.

Art. 9. - I tre governi sono d'accordo perchè ogni costruzione di strada ferrata in Abissinia all'ovest di Addis Abeba sia, nella misura in cui è necessaria una coadiuvazione straniera, eseguita sotto gli auspici dell'Inghilterra. Ugualmente i tre governi sono d'accordo perché ogni costruzione di strada ferrata in Etiopia riallacciante il Benadir all'Eritrea, ad ovest di Addis Abeba sia, nella misura in cui è necessario un concorso straniero, eseguita sotto gli auspici dell'Italia. II governo britannico si riserva il diritto di servirsi, all'occorrenza, dell'autorizzazione accordata dall'Imperatore Menelick in data 28 agosto 1904 di costruire una strada ferrata dal Somaliland inglese attraverso l'Etiopia fino alta frontiera Sudanese a condizione d'intendersi prima di tutto con i governi francese ed italiano. I tre governi s'interdicono di costruire senza previo accordo alcuna linea che penetri nel territorio abissino o che si ricolleghi a linee abissine e tale da far concorrenza diretta a quelle che saranno stabilite sotto gli auspici di una di esse.

Art. 10. - I rappresentanti delle tre potenze si terranno reciprocamente e completamente informati e coopereranno alla protezione dei loro interessi rispettivi. Nel caso in cui i Rappresentanti inglesi, francesi e italiano non potessero mettersi di accordo, essi ne riferirebbero ai loro rispettivi governi e nell'attesa sospenderebbero ogni azione.

Art. 11. - In base agli accordi enumerali nell'articolo 1 e nell'articolo 5 della presente Convenzione, nessun accordo concluso da una qualunque delle potenze contraenti per quel che riguarda la regione Etiopica sarà opponibile alle altre potenze segnatarie del presente accordo.

Londra 15 dicembre 1906.

SAN GIULIANO

P. CAMBORI

E. GREY