1906

DICHIARAZIONE di AMICIZIA e ACCORDO per il COMMERCIO

Addis Abeba, 21 luglio 1906.

Sua Maestà Vittorio Emanuele III, Re di Italia, e Sua Maestà Menelick II, Re dei Re d'Etiopia, guidati dal desiderio di rendere durevolmente amichevoli i rapporti fra i due Stati e di facilitare il movimento commerciale tra i nazionali rispettivi hanno convenuto, a tale scopo, di concludere un trattato ed in conformità Sua Maestà il Re d'Italia per mezzo del Suo Ministro Plenipotenziario Comm. Federico Ciccodicola e Sua Maestà l'Imperatore Menelick, agendo in nome proprio come Re dei Re d'Etiopia, hanno concordato le seguenti disposizioni, alle quali intendono vincolare se stessi ed i loro eredi e successori.

Art. 1. - I nazionali e protetti di ciascuno degli Stati contraenti godranno nei territori dell'altro Stato piena libertà di soggiornare, di viaggiare e di esercitare il commercio e l'industria.

Art. 2. - Ciascuno degli Stati contraenti garantisce ai nazionali e protetti dell'altro Stato i quali soggiornano nel suo territorio la sicurezza della persona e della proprietà.

Art. 3. - Ciascuno degli Stati contraenti accorda ai nazionali e protetti dell'altro Stato tutti i diritti, vantaggi e privilegi che sono stati o verranno in avvenire concessi ai nazionali di un terzo Stato, specialmente anche riguardo ai dazi doganali, alle imposte, ed alla giurisdizione. Per i traffici di importazione e di esportazione, per qualunque strada in Etiopia, sarà pagata la dogana in un solo posto.

Art. 4. - I nazionali del regno d'Italia e i protetti avranno il diritto di servirsi delle linee telegrafiche, delle istituzioni postali e di tutti gli altri mezzi di traffico esistenti in Abissinia alle stesse condizioni ed alle stesse tasse che gli indigeni, o i nazionali di un terzo stato.

Art. 5. - Ciascuna delle due parti contraenti potrà di comune accordo inviare rappresentanti accreditati nel territorio dell'altra questi risiederanno nei luoghi ove gli interessi commerciali o di altra specie faranno apparire necessaria e desiderabile la loro presenza e nel Tigrè ne risederà uno a Macallè. nota 

A conferma di quanto fu convenuto in quest'articolo, l'Imperatore d'Etiopia diresse al regio commissario civile per l'Eritrea la seguente lettera:

“ Il leone vincitore della tribù di Giuda, Menelich II, eletta da Dio Re dei Re d'Etiopia; che arrivi al Governatore Ferdinando Martini. I miei saluti siano per lui.

Per l'amicizia e per il bene del nostro paese abbiamo fatto un trattato nuovo ed ho permesso l'istituzione di consoli nei posti creduti necessari.

Poiché il Maggiore Ciccodicola è stato molto nel nostro paese mantenendo forte la nostra amicizia e continua ancora a mantenerla, egli è amato da noi tutti e perciò noi desideriamo, affinché la pace e l'amicizia non siano alterate, che i consoli che saranno qui destinati siano persone buone, scelte da lui.

Facciamo conoscere questo nostro desiderio affinché egli voglia farlo conoscere al Governo del Re „.

Art. 6. - Il presente trattato entrerà in vigore un mese dopo la data nella quale la ratifica a mezzo del Governo d'Italia sarà stata comunicata a S. M. l'Imperatore d'Etiopia.

In fede di che S.M. Menelick II Re dei Re d'Etiopia, in nome del suo Impero ed il Ministro Plenipotenziario comm. Federico Ciccodicola, per S. M. il Re d'Italia hanno firmato questo trattato in due esemplari di eguale tenore in lingua italiana ed amharica e vi hanno apposto i loro sigilli.

(Sigillo di S. M. Menelick)

(L.S.) F. CICCODICOLA