1889

ADDIZIONALE al TRATTATO di UCCIALLI

Sua Maestà il Re d'Italia e Sua Maestà l'Imperatore di Etiopia, desiderando concludere una convenzione addizionale al trattato di amicizia e commercio firmato nell'accampamento di Uccialli il 2 maggio 1889, hanno nominato a loro Plenipotenziari: Sua Maestà il Re d'Italia, il cavaliere Francesco Crispi, Presidente dei Consiglio dei Ministri e suo Ministro Segretario di Stato ad interim per gli Affari Esteri, e Sua Maestà l'Imperatore di Etiopia il Degiasmacc Maconnen suo Ambasciatore presso Sua Maestà il Re d'Italia;

I quali muniti di pieni poteri hanno stabilito quanto appresso:

Art. 1. - Il Re d'Italia riconosce Re Menelick Imperatore di Etiopia,

Art. 2. - Re Menelick riconosce la sovranità dei Re d'Italia nelle colonie che vanno sotto il nome di possedimenti italiani del Mar Rosso.

Art. 3. - In virtù dei precedenti articoli sarà fatta una rettifica dei due territori prendendo a base il possesso di fatto attuale, per mezzo dei delegati che e tenore dell'articolo 3 del trattato 2 maggio 1889 saranno nominali dal Re d'Italia e dall'Imperatore di Etiopia.

Art. 4. - L'Imperatore di Etiopia potrà far coniare per i suoi stati una moneta speciale di un peso e di un valore da stabilirsi di comune accordo: essa sarà coniata nelle zecche del Re d'Italia ed avrà corso legale nei territori africani posseduti dall'Italia. Se il Re d'Italia conierà una moneta pei suoi possedimenti africani essa avrà corso legale in tutti i regni dell'imperatore d'Etiopia.

Art. 5. - Un prestito di quattro milioni di lire italiane dovendo essere contratto dall'Imperatore di Etiopia con una banca italiana, mercè la garanzia del governo di Italia, resta stabilito che l'Imperatore d'Etiopia dà di sua parte al governo italiano, pel pagamento degli interessi e per l'estinzione della somma capitale, gli introiti delle dogane di Harrar.

Art. 6. - L'Imperatore d'Etiopia mancando alla regolarità delle annualità da convenirsi con la banca che farà il prestito, dà e concede ai governo italiano il diritto di assumere l'amministrazione delle dogane suddette.

Art. 7. - Metà della somma ossia due milioni di lire italiane, sarà consegnata in moneta di argento; l'altra metà rimarrà depositata nelle casse dello Stato italiano per servire agli acquisti che l'Imperatore d'Etiopia intende fare in Italia.

Art. 8. - Resta inteso che i diritti fissi di dogana dell'articolo 5 del sopracitato trattato tra l'Italia e l'Etiopia si applicheranno non solo alle carovane da o per Massaua, ma a tutte quelle che scenderanno o saliranno per qualunque strada ove regna l'Imperatore di Etiopia.

Art. 9. - Così pure resta stabilito che il terzo comma dell'articolo 12 del sopracitato trattato è abrogato e sostituito dal presente: “ Gli Etiopi che commettessero un reato in territorio italiano saranno giudicati sempre dalle autorità italiane ”.

Art. 10. - La presente Convenzione è obbligatoria non solo per l'attuale Imperatore di Etiopia ma anche per i suoi eredi diretti e successori nella sovranità di tutti o di parte dei territori sui quali Re Menelick ha dominio.

La presente Cnvenzione sarà ratificata e le ratifiche saranno scambiate ai giù presto possibile.

In fede di che il Cav. Francesco Crispi in nome di Sua Maestà il Re d'Italia e Degiasmacc Maconnen in nome di S.M. l'imperatore d'Etiopia hanno firmato ed apposto il loro sigillo alla presente convenzione fatta in Napoli il 1 ottobre 1889 ossia il 22 mascarem 1882 della data etiopica.

(seguono le firme)