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  Età del ferro

 
Le documentazioni degli antichi Veneti sono particolarmente importanti nel nostro ambito. Sono presenti reperti venetici in quel di Serravalle a Vinera e sul S.Augusta (sporadici), sul M.Baldo (insediamento) e sul S.Antonio (sporadici); a Ceneda sul Monte Piai, sul Monte Altare (santuario), alle pendici del colle di San Paolo (sporadici) e del San Rocco in via Vittorino da Feltre (insediamento?), ai Frati (necropoli), e si susseguono con continuità per tutta l'età del ferro, tanto che possiamo stabilire una sequenza cronologica-culturale fino alla romanizzazione.

Dalla necropoli ai frati provengono fibule (aghi di sicurezza) che indicano un'influenza culturale etrusco-villanoviana (reperti simili a Veio e a Felsina-Bologna) dell'VIII-VI sec.a.C. Altre testimoniano della koiné veneto-hallstatiana, come le fibile ad arco o astaffa figurata (VI-V sec.a.C.). Le fibule Certosa, molto diffuse, testimoniano dei primi influssi in zona dei Celti, in corrispondenza con il rifugio temporaneo in altura degli autoctoni (V-IV sec.a.C.), sul Monte Piai, a ovest di Ceneda. Ci sono poi dei torques bronzei (collane rigide) e di fibule Latène II, sempre di influsso celtico (II sec.a.C.). Compaiono quindi per il II sec. monete argentee romane, e monetazione sempre in argento del Norico del I sec.a.C. I reperti metallici di influsso celtico (in mancanza di reperti ceramici, tipici di quei popoli, e del rito inumatorio con corredo di armi), testimonierebbero, secondo quanto affermato dalle fonti che Veneti e Celti avevano simili costumi e modi di vita; che si differenziavano però per la lingua e per la religione.

Ecco che si inserisce infine il santuario del Monte Altare con notevoli reperti di uso votivo come i bronzetti maschili nudi di guerrieri; le lamine geometriche a forma di castello o di ponte fortificato sopra due corsi d'acqua; le laminette d'oro decorate; gli scudi miniaturistici; oltre a numerose monete dall'epoca della romanizzazione al IV sec.d.C