Roberto Grillini
 

Rimozione di sciami di api

Le api, essendo insetti protetti per l'inestimabile utilità nell'agricoltura e per i prodotti preziosissimi alla nostra salute, non debbono assolutamente essere uccise. Chi ha la ventura di scorgere uno sciame ha il dovere di informare i vigili del fuoco, i vigili urbani o l'Istituto Nazionale d'Apicoltura, che provvederanno a farlo catturare da un apicoltore. Per il territorio di Bologna e province limitrofe è stato da me organizzato un pronto intervento gratuito per la rimozione di sciami di api. È sufficiente telefonare al numero 338 2524288 (Grillini Roberto, esperto apistico) segnalando la posizione dello sciame. Per quanto riguarda invece l'eliminazione dei nidi di vespe e di calabroni e per le false chiamate (segnalazioni di sciami d'api inesistenti), si richiede il rimborso delle semplici spese di intervento.

 

 

Sciame rifugiato nel folto di un lauro nobilis

Sciame rifugiato nel folto di un lauro nobilis


Perchè salvare gli sciami?

Durante la primavera e per tutta l'estate si assiste al fenomeno della sciamatura delle api. Un meccanismo ereditario che l'apicoltore tende a frenare con la selezione di ceppi poco propensi, influenzato da diversi fattori, tra i quali l'età della regina, la consistenza della popolazione, la mancanza di spazio disponibile nell'alveare, l'insufficiente aerazione, l'acutizzarsi delle malattie o delle infestazioni, l'andamento climatico favorevole e l'abbondanza del raccolto, l'esposizione dell'arnia ai venti dominanti, l'eccessiva insolazione. Le principali probabili cause rimangono tuttavia la mancanza di spazio per l'aumento delle nascite e la diminuzione del feromone reale. Quest'ultimo innesta nelle operaie il meccanismo istintivo di costruire celle reali e di allevare nuove regine. Altrettanto succede se una regina giovane dovesse produrre feromoni poco efficaci.

Le api, dopo aver costruito celle reali, dalle quali la prima regina che nasce sopprimerà le sorelle ancor prima dello sfarfallamento, costringono la vecchia regina a lasciare la dimora protetta e seguita dalla metà ai due terzi della popolazione dell'alveare non senza aver prima riempito l'ingluvie di miele per la sopravvivenza. Queste, non avendo ancora scelto una nuova dimora, formeranno lo sciame su un sostegno aereo (ramo, tronco d'albero, muro, ecc.). Da qui partiranno le api esploratrici (circa il 5% del totale della colonia) per cercare un ricovero idoneo dove costruire i favi. La scelta ricade principalmente su un'arnia abbandonata, un barile, il cavo di un albero, il cassonetto di una finestra o addirittura un atrio abbandonato come quello che si può osservare nella foto. La preferenza viene data ai ricoveri il più idonei possibili e posti in luoghi riparati dai venti dominanti, dall'umidità e dall'eccessiva insolazione che le esploratrici segnaleranno alle consorelle dello sciame con danze insistenti. A questo punto le api, generando un brusio con la vibrazione delle ali, spiccheranno il volo seguendo le esploratrici e, prima di prendere possesso della nuova dimora, seguono una non ben nota danza del ronzio come per festeggiare la loro nuova sistemazione.

 

 

Sciame catturato che prende possesso dell'arnia

Sciame catturato che prende possesso dell'arnia

 

Fase della chiusura dell'arnia

Fase della chiusura dell'arnia

 

Sciame su un ramo

Sciame su un ramo

 

Sciame sfuggito alla cattura che ha costruito i nidi nell'intercapedine di un ingresso secondario.

Sciame sfuggito alla cattura che ha costruito i nidi nell'intercapedine di un ingresso secondario.

 

Sequenza di rimozione sciame.
Sequenza di rimozione sciame.
Sequenza di rimozione sciame.
Sequenza di rimozione sciame.

Sequenza di rimozione sciame.

 


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