A.N.Carabinieri Sez. Basiglio-MI

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L'Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) fu costituita nel 1886.

Nel 1956 fu redatto lo statuto organico e nel 1957 il suo regolamento d'esecuzione che, con qualche variante, regola ancora oggi l'associazione.
La sede è a Roma.

Le linee guida sono quelle della solidarietà, assistenza morale, culturale, creativa, ricreativa ed economica tra carabinieri in congedo, in servizio, con le altre forze armate, le istituzioni e i cittadini.

Negli ultimi anni, molte sezioni hanno costituito nuclei di volontariato che operano nell'ambito della protezione civile.

Il sodalizio è composto da 1700 sezioni (dati 2011), di cui 1.673 in Italia e 27 all'estero. Ha oltre 200.000 soci (di cui circa 1.200 all'estero) e comprende 350 organizzazioni di volontariato.
L'ANC ha un proprio giornale, Fiamme d'Argento, che invia trimestralmente agli iscritti.

Organizza attualmente il Raduno nazionale ANC, di norma ogni due anni in una città diversa.

L'ANC fa parte del Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d'Arma, denominato ASSOARMA.
Il presidente nazionale è il gen. c.a. Libero Lo Sardo, eletto il 20 dicembre 2008.

L'attuale Associazione Nazionale Carabinieri costituisce il punto di arrivo dell'evoluzione storica del movimento associativo fra congedati e pensionati dell'Arma, iniziato sul finire del secolo XIX. Era l'epoca nella quale si consolidava la coscienza associativa dopo che, con la conseguita unità nazionale, erano cadute le limitazioni poste dai governi dei vari Stati alle libertà dei cittadini, tra cui quelle di riunione e di associazione.

Prosperavano in particolare le Società di Mutuo Soccorso, centri embrionali dello sviluppo di tutti gli Istituti di previdenza sociale. Le Mutue provvedevano all'assistenza dei propri consociati, con mezzi da loro stessi raccolti, per garantire un indennizzo al verificarsi di determinati eventi - malattie o morte - causa di danno economico per essi e per le loro famiglie.

Fondamentali per l'ulteriore crescita numerica delle Mutue furono la legge 15 aprile 1885, che diede loro il crisma della legalità, e la successiva legge 11 aprile 1886 che accordò loro il riconoscimento giuridico.
Gli ufficiali dell'Arma appartenevano invece alle varie Associazioni di ufficiali in congedo di tutte le Forze Armate, che si erano costituite in numerose città d'Italia. Si ebbero, quindi, da una parte Associazioni di ufficiali in congedo e dall'altra quelle di sottufficiali e carabinieri. Tale situazione era conseguente al fatto che tutti i sodalizi erano nati da iniziative periferiche autonome.
Al fine di superare questa divisione nel movimento associativo, gli ufficiali dell'Arma costituiranno dapprima, come vedremo, una propria Associazione, e realizzeranno poi la fusione con la Federazione del Carabiniere Reale.
Il generale Morcaldi dette alla Federazione una struttura organizzativa altamente efficiente e svolse un intenso lavoro di affinamento associativo, inteso ad amalgamare e a fondere le varie Associazioni locali.

Il riordinamento della Federazione poté considerarsi completato nel 1928 quando, con Regio Decreto 16 febbraio 1928, n. 461, essa venne eretta in Ente Morale, dotato di proprio Statuto. Presidente onorario fu nominato il generale di Corpo d'Armata Enrico Asinari di San Marzano, allora Comandante Generale dell'Arma.

Nello stesso Statuto fu sancito il diritto di conservare il Medagliere, sintesi e testimonianza dei riconoscimenti acquisiti dall'Arma per la sua Bandiera ed i suoi componenti.
I carabinieri in congedo entrarono così nella vita associativa nazionale con riflessi di rilievo ai fini organizzativi, ma soprattutto sul piano della continuità della coesione, in intima comunione di spirito e di ideali, con i commilitoni in servizio.

Il 7 ottobre 1928 un "referendum" tra gli associati approvò la costituzione di una "Cassa di previdenza fra gli appartenenti all'Arma dei Carabinieri in pensione e in congedo" con lo scopo di corrispondere sovvenzioni agli eredi dei soci deceduti o ai soci stessi, per grave malattia o altra personale contingenza.

La Cassa, grazie alle generose offerte di ufficiali e militari dell'Arma e ai contributi della stessa Federazione, iniziò a funzionare subito e ne fu realizzato anche lo Statuto, che venne pubblicato il 12 marzo 1929.
Il nuovo organismo consentì alle Associazioni aderenti alla Federazione di unificarsi in un medesimo vincolo di mutualità, rinunciando ai loro particolari compiti assistenziali.

Il 10 novembre 1929 fu istituita l'Associazione Nazionale Ufficiali dell'Arma dei Carabinieri Reali in congedo. Il relativo Statuto stabiliva la costituzione di un Consiglio Centrale con sede in Roma e di Sezioni "istituite in ogni capoluogo ove sia riconosciuto possibile assegnare una conveniente giurisdizione regionale in rapporto al numero dei Soci. Le Sezioni prendevano il nome delle Regioni rappresentavano e ciascuna aveva un pro io consiglio direttivo".

Le Sezioni dell'Associazione dovevano essere iscritte alla Federazione Nazionale del Carabiniere Reale.
Sul finire del 1929, la Federazione annoverava 172 Associazioni aderenti con circa 15 mila iscritti; nel 1930 i soci erano oltre 16 mila, le Associazioni 198.

Il 1° gennaio 1932, al generale Morcaldi successe nella presidenza della Federazione il generale Brigata della riserva Balduino Caprini. Questi provvide, tra l'altro, alla stesura di un nuovo Statuto che servisse ad integrare quello esistente e che, approvato con R.D. 25 agosto 32 n. 1214, definì organicamente i compiti e le funzioni della Federazione.

"E' costituita dal 25 giugno 1926 - si legge all'art. 1 dello Statuto - tra gli appartenenti all'Arma dei Carabinieri in congedo, una Federazione Nazionale che ha sede in Roma. Si titola "Federazione Nazionale del Carabiniere Reale in congedo, e fonde in unica idealità tutte le Associazioni dei Carabinieri in congedo in Italia ed eventualmente all'estero".

Della Federazione faceva parte tutto il personale dell'Arma in congedo, dagli ufficiali, ai sottufficiali, agli appuntati e ai carabinieri. E ciò venne espressamente sancito, come principio, dall'art. 3 dello Statuto: "Possono essere soci tutti coloro che hanno prestato servizio nell'Arma con fedeltà ed onore e senza distinzione di grado, età e condizione".

Si ebbe quindi, quale logica conseguenza, lo scioglimento dell' Associazione Nazionale Ufficiali dell'Arma dei Carabinieri Reali in congedo, i cui aderenti, in blocco, divennero soci della Federazione.

Nel giugno 1932, l'organico della Federazione comprendeva 250 associazioni federate e 25.000 soci iscritti.

Il 22 ottobre 1933 oltre 10 mila carabinieri in congedo, provenienti da ogni regione, si radunarono a Torino per la solenne inaugurazione del Monumento al Carabiniere.
La presenza dei carabinieri in congedo allo storico appuntamento era particolarmente significativa, in quanto tutte le Associazioni dell'epoca avevano generosamente contribuito a promuove i consensi e le adesioni necessari alla realizzazione dell'opera.

Il 23 dicembre 1934 venne nominato Commissario straordinario della Federazione Nazionale, in sostituzione del generale Capri, dimissionario, il generale di divisione a disposizione del Comando Generale dell'Arma, Amedeo Ademollo.

Questi, al fine di promuovere l'ulteriore crescita della Federazione in conseguenza del ruolo sempre più importante che le Associazioni d'Arma andavano assumendo, operò una nuova riorganizzazione del Sodalizio che, muovendo dal rinnovamento dello Statuto, si estese a tutto il complesso organico.
Il nuovo Statuto, approvato con R.D. 9 aprile 1935, n. 815, sostituì la denominazione di Federazione con quella di "Associazione Nazionale dei Carabinieri in congedo" Speciali norme statutarie disciplinarono l'opera assistenziale, morale e finanziaria dell'Associazione verso gli iscritti ed il funzionamento della "Cassa di Previdenza" che veniva mantenuta con le norme già in vigore.

L'Associazione si articolò in un organo centrale (presidenza) e in organi periferici (sezioni e gruppi).

La partecipazione al secondo conflitto mondiale di tanti carabinieri richiamati, rinsaldò i già stretti legami tra l'Arma in servizio e in congedo e questo pose le premesse per la trasformazione del sodalizio in un'Associazione che rappresentasse ambedue le componenti.

Nell'attualità l'Ente, con la denominazione di Associazione Nazionale Carabinieri, è retto dalle norme dello Statuto approvato con D.P.R. n. 1286 del 25 luglio 1956, con le varianti deliberate dal Consiglio Nazionale nelle sedute del 27 aprile 2006 e 2 ottobre 2007. F.n. 8/4303 in data 30 gennaio 2007 del MINISTERO DELLA DIFESA – Ufficio Legislativo. Iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, ai sensi dell’art. 2 del DPR 10 febbraio 2000 n. 361 con protocollo n. 33476/1471/2007 Area V URPG in data 22 maggio 2007 della Prefettura di Roma – Ufficio Territoriale del Governo.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI SEZ. APP. SC. ALBERTINO DAMIANO - BASIGLIO (MI)
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