RECENSIONI- I PARTE
Tony l'artista
ANTONIO RASPA, PITTORE DI CALABRIA
Ha un grande talento. E' difficile ascriverlo ad una corrente pittorica, in quanto gli interessi dell'artista calabrese di Montepaone Lido, spaziano su un panorama di tematiche vaste. Una cosa colpisce però in maniera inequivocabile: la mania del recupero delle tradizioni popolari della sua terra con l'arte pittorica.Analizzando qualche opera, ad esempio"Le rose", si è fatta subito una parallela di accostamento con il grande artista- decoratore ed intarsiatore dell 'Ottocento Giuseppe Maggiolini.
Decoratore ed intarsiatore, Antonio Raspa è radice calabrese, lo racconta nelle sue opere, lo fa affondare nei suoi quadri, per questo è portatore trasmettitore di emozioni per quanti hanno occhi ed intelligenza per la pittura.
Dott. Ugo Rosanò
Critico d'arte
Tony l'artista
pittore di Calabria appaga gli occhi, ravviva la fantasia, emoziona il cuore in una coloritura evanescente che abbraccia orizzonti pieni di luce e di bellezza che avvicinano all'Assoluto Sommo Artista!
Prof. P. Sisto Zampellon
Critico d'arte
Raidue Roma
ANTONIO RASPA
"Il fascino del tempo lontano rivive nella sua arte"
Chi ha la fortuna di visitare la casa di Antonio Raspa, non può che restare estasiato. Dire "casa" è qualcosa di riduttivo. Sarebbe più consono dire pinacoteca. O forse museo, nell'eccezione letterale: luogo delle muse. Insieme con i più svariati, e pregiati, oggetti di antiquariato, vi sono quadri dappertutto. Alle pareti quadri, ai soffitti quadri,, in ogni vano quadri. Quadri..quadri in ogni dove. E poi, in ogni piccolo recesso fanno bella mostra di sè giare con un soggetto dipinto sul ventre, orci istoriati, coppi ed embrici riproducenti nature morte o paesaggi. L'autore è lui e solo lui. Sempre lui.
Mettendo piede nella sua abitazione, il primo riferimento che viene immediatamente alla mente è a D'Annunzio ed al suo Vittoriale. L'accostamento è forse azzardato. Ma tant'è. Di certo vi è molto di dannunziano nei gusti dell'artista. Egli lo sa, e lo ammette un pò compiaciuto.
Il colpo d'occhio è sensazionale. Lo sguardo del fruitore fa appena in tempo a concentrarsi su una natura morta(un archibugio, un fagiano dai colori dell'iride, un orcio), che subito viene rapito da un antico borgo calabrese, immerso nella solitudine dei tempi o dai ruderi di un tempio greco che sembra assorto a vagheggiare i fasti lontani.
L'elemento tempo è una componete fondamentale nella tematica di Raspa. Il tempo come momento di raccordo con le radici storiche della sua terra, la Calabria. Come qualcosa di arcano, misterioso, sfuggente, ma di cui si ha coscienza di avere vissuto chissà quando, chissà dove. Eppure l'artista lo cattura e l'oggettivizza dove può. Dove vuole. Già dove vuole: spiritus ubi vult spirat. Ed ecco che, con dei magistrali tocchi che lo rendono inconfondibile, immersi in un suggestivo gioco di luci ed ombre, il suo "vissuto" storico e sociale si materializza su tela, ma soprattutto su legno. Il suo imprevedibile estro è l'ectoplasma con cui egli evoca il passato. In esso si immerge, come in un magico sogno, ed ha la sensazione di rivivere altre esperienze, altre vite. In questa nuova dimensione nasce e si alimenta la sua ispirazione.
Il bisogno di esprimersi con l'arte è forte in lui. La pittura gli erompe dentro come il magma in un vulcano in piena attività. Non risparmia niente, nemmeno le bottiglie che egli riempie di vino di ottima qualità della sua terra d'origine, Gasperina, e che contraddistingue con una inedita ed esclusiva etichetta disegnata di suo pugno. Anzi l'arte è in lui. Non è un caso se, in una grafica allegorica, Antonio Raspa si rappresenta come un cavaliere armato di alabarda, di due pennelli che sembrano due tede che gli illuminano la via, e di una tavolozza che funge da mantello che lo copre e lo protegge come una seconda pelle. In questo, pare di ravvisare un che di freudiano, di un sentimento che sconfina nella sfera dell'inconscio.
Forse egli rivive gli anni dell'infanzia, allorchè scoprì il suo smisurato amore per il disegno si riparò nel sottotetto di casa sua, con pennelli e tavolozza, per dare sfogo alla sua incipiente passione. Ancor oggi, questo artista dai modi schivi, restio ai clamori e alle lusinghe della pubblicità, ama dipingere nella quiete di una mansarda. Qui si ritira, solitario, come uno stilita sulla sua colonna; qui ama meditare, come un antico filosofo greco che egli suole rappresentare nelle sue composizioni; qui dialoga con i suoi colori specchiandosi nei suoi quadri. Nelle sue creazioni, Antonio Raspa scopre riflessa la sua anima, ed è forse per questo che le custodisce gelosamente. Esse le vuole riservare per "veri intenditori", per chi ama intensamente l'arte e riesce a entrare in perfetta sintonia con la sua personalità. E' strano tutto ciò? Mah, le ragioni di un'artista sono tali che la ragione non sempre può capire.
Prof. Francesco Pitaro
Giornalista
Gazzetta del Sud