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Segnalazioni
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contenuti

Questa pagina contiene riferimenti utili (nel bene o nel male) su temi che mi interessano.

L'ordine è per data di inserimento; a fianco è indicata (se disponibile) la data del riferimento.

Alla notizia principale, che può essere anche un video, un'immagine o una registrazione, si arriva cliccando sul titolo.

Oltre alla notizia principale nel testo della segnalazione ci possono essere altri riferimenti: lo scopo è quello di faciltare la comprensione della notizia e agevolarne l'approfondimento critico; la speranza è che rappresentino un valore aggiunto.

Dovendo fare - anche per motivi di tempo - una selezione, la priorità è innanzitutto alle notize importanti ma poco visibili (se non addirittura occultate), poi a quelle di autori qualificati o relative ad argomenti controversi o controcorrente.

Per quanto possibile cerco di dare le informazioni e astenermi da considerazioni personali (la mia valutazione è facilmente comprensibile).
Ma, per quelle notizie che gridano vendetta, ogni tanto faccio un'eccezione; peraltro chiaramente evidenziata tipograficamente.

note

La pagina con le segnalazioni del mese corrente ha il nome generico: segnalazioni.html e a fine mese viene copiata in una pagina con un nome del tipo: segnalazioniAAAA_MM.html.

E' possibile quindi che arrivando su questa pagina da un motore di ricera o da un link non si trovi quello che ci si aspetta, in quanto il link o il motore di ricerca non sono stati ancora aggiornati.

In questo caso cliccare il popdown “mesi precedenti” qui a fianco e andare al mese che la contiene o cercare nella pagina tutte le segnalazioni, che contiene i soli titoli di tutte le segnalazioni.

L'uso di diversi colori di sfondo delle segnalazioni si propone sia di "vivacizzare" e rendere più leggibile la pagina che di realizzare una "categorizzazione" delle segnalazioni.

Legenda dei colori:
ALLARMANTE
AUTOREVOLE
DEPRIMENTE
DRAMMATICO
INCREDIBILE
INFORMATIVO
IGNOBILE
PROBLEMATICO
SCHIZOFRENICO
COINVOLGENTE
HUMOUR
FASCISMO
ATTENZIONE
OCCULTATA
EVVIVA
COMUNICAZIONE
SCHEDA
IMPORTANTE
mesi precedenti
Indice delle segnalazioni

  
inserita
dove
quando

segnalazione
febbraio 2012
2012-02-29
ITALIA
2012-02-28
Caianiello condannato a 5 anni per un'estorsione sull'urbanistica - su La Provincia di Varese

GALLARATE - Nino Caianiello e Piermichele Miano condannati a 5 anni di carcere in primo grado. La sentenza è stata pronunciata pochi minuti prima delle 19 di ieri dal presidente del collegio Adet Toni Novik (Piera Bossi e Alessandra Simion a latere) dopo una camera di consiglio di un'ora e mezza circa. La vicenda è quella relativa all'area ex Maino di Gallarate, oggi sede dell'ipermercato Esselunga. A puntare il dito contro Cainiello fu, il 19 maggio 2005, Leonida Paggiaro, imprenditore gallaratese, che su quell'area avrebbe dovuto realizzare l'ipermercato poi, in realtà, costruito dalle imprese di proprietà della moglie e delle figlie di Paggiaro che, con un colpo di mano, l'hanno estromesso da tutti gli affari di famiglia. Stando a quanto dichiarato da Paggiaro «Miano mi disse che per veder completato l'iter relativo al progetto avrei dovuto versare del denaro a Cainiello. Mi disse: a Gallarate non si muove foglia che lui non voglia, o paghi o non se fa niente». Miano, quindi, avrebbe agito come emissario dell'ex presidente di Amsc nonché noto esponente provinciale del Pdl. L'accusa iniziale fu di concussione; la condanna di ieri, invece, indica Cainiello e Miano responsabili in primo grado di estorsione: adottando l'ipotesi già avanzata dal tribunale del Riesame di Milano nel 2005 in base alla quale qualora non si fosse trattato di concussione in quanto Cainiello non era un pubblico ufficiale all'epoca dei fatti ma un influente uomo politico, le prove configuravano comunque un reato di estorsione. La sentenza di ieri si riferisce ad una mazzetta da 250mila euro versata da Paggiaro a Miano che prese i soldi per conto dell'ex presidente Amsc. …

Più brevemente Il Giorno di oggi in: “Cinque anni per estorsione: condannati ex Pdl e architetto”.

Delle ripercussioni di questa condanna all'interno del partito riferisce oggi Alessandro Da Rold su Linkiesta in: “Il Mullah del Pdl (condannato) appoggia la preferita di Berlusconi a Varese”.
Questo il sommario e l'inizio del pezzo da cui appare che, contrariamente a quanto afferma Il Giorno, Caianiello ha ancora cariche nel partito.

Lara Comi, europarlamentare del Pdl, tra gli esponenti politici più ascoltati dall'ex presidente del Consiglio Silvio Berlsconi, rischia di perdere la battaglia per il congresso provinciale di Varese. Sperava di essere candidata unica, ma un manipolo di ex Forza Italia e Alleanza Nazionale ha candidato Giuseppe Taldone. E intanto lo sponsor principale della Comi, Nino Caianiello, detto anche Il Mullah, ex coordinatore provinciale pidiellino e nel direttivo provinciale, è stato condannato martedì a cinque anni per estorsione.

C’è il Mullah, c’è il Cavaliere e c’è la bella damigella sostenuta dagli altri cavalieri del regno di Lombardia che aspira al ducato di Varese. Contro di lei, però, si oppone un manipolo di dissidenti, capaci a tutto pur di spodestarla. Sembra un racconto dei fratelli Grimm, ma è solo la metafora fiabesca del congresso provinciale del Popolo della Libertà a Varese previsto per domenica 4 marzo. …

2012-02-28
MALTA
2012-02-27
Lockerbie documentary demolishes Maltese key witness’s testimony
[ Un documentario su Lockerbie demolisce la testimonianza del teste chiave maltese ]
- di Matthew Vella su Malta Today

Traduco il sommario e l'inizio dell'articolo.

Al teste chiave Tony Gauci e a suo fratello Paul sono stati pagati 3 milioni di dollari per confermare la loro testimonianza che Abdelbaset al-Megrahi aveva acquistato gli abiti al negozio Mary’s House.

Un documentario trasmesso sulla BBC scozzese e su Al Jazeera ha seriamente messo in dubbio la veridicità della testimonianza del negoziante maltese Tony Gauci, il teste chiave che aveva identificato il libanese accusato della bomba sul volo Pan Am 103 caduto sulla città scozzese di Lockerbie il 21 dicembre 1988.

Il documentario, girato a Malta e in Scozia, è apparso in contemporanea alla pubblicazione del libro di John Ashton 'Megrahi: voi siete la mia giuria', pubblicato lunedì, che afferma che il Crown Office, la polizia scozzese e gli scienziati del ministero della difesa britannico hanno omesso di rivelare numerose prove che hanno compromesso la causa contro il 59enne Abdelbaset al-Megrahi.

Il documentario fornisce un giudizio sconvolgente della testimonianza di Tony Gauci, il teste chiave che ha accreditato l'accusa per Megrahi identificandolo come l'uomo che aveva acquisatto i vestiti al suo negozio Mary's House. I frammenti dei vestiti sono stati successivamente trovati avvolti attorno frammenti della bomba tra i rottami dell'aereo, e ricollegavano a Malta. …

La Wikipedia in inglese ha le pagine su Abdelbaset al-Megrahi e su Tony Gauci mentre quella in italiano sul Volo Pan Am 103 non menziona Gauci (e scrive il nome Megrahi come 'Abd el-Basset Ali al-Megrahi').

Questa notizia è stata ripresa in giornata dal blog AANGIRFAN col post: “BBC: LOCKERBIE EVIDENCE DEMOLISHED” che ripropone alcuni elementi dell'indagine ed ha in calce i riferimenti a precedenti articoli.

2012-02-28
MEDIO ORIENTE
2012-02-27
HAMAS ORA ATTACCA FRONTALMENTE ASSAD - su NENA-News

Per la prima volta in pubblico i leader del movimento islamico palestinese si schierano contro Damasco che pure li ha protetti per anni. Pragmatismo o opportunismo?

Roma, 25 febbraio 2012, Nena News (nella foto il leader di Hamas Meshaal e il presidente siriano Assad) – Mancava solo la presa di posizione pubblica. E’ arrivata ieri. I leader del movimento islamico Hamas si sono schierati apertamente contro il regime del presidente siriano Bashar Assad che perde uno dei suoi pochi alleati sunniti nel mondo islamico. Una mossa, avvenuta non a caso mentre era in corso a Tunisi la riunione degli «Amici della Siria», forse prelude ad un raffreddamento dei rapporti anche con l’Iran – che pure qualche settimana fa aveva ricevuto come un capo di stato il premier di Hamas, Ismail Haniyeh – e con il movimento sciita libanese Hezbollah alleato di Tehran e Damasco. …

Altri articoli italiani ed esteri degli ultimi giorni:

Notare infine che già il 21 agosto scorso Haaretz informava che l'Iran aveva tagliato i fondi ad Hamas per il mancato sostegno ad Assad – “Iran cuts Hamas funding for failing to show support for Assad”.


  1. Sembra, almeno in rete, che solo il Giornale abbia dato risalto a questa notizia e che il resto della “grande stampa” italiana abbia parlato solo della tregua richiesta dalla Croce Rossa o del referendum costituzionale in corso.
  2. In questo mese questa segnalazione e quest'altra riferivano dell'aiuto di jihadisti e di Al-Qaeda agli “insorti” siriani.
  3. Oggi Beda Romano su il Sole 24 ore riferisce di: “Nuove sanzioni Ue alla Siria” e un catenaccio riporta che
    Per la Ue il Consiglio nazionale è «un rappresentante legittimo del popolo»
  4. Nell'immagine qui sotto ho accostato alcuni simboli di questa incredibile "santa alleanza".
2012-02-28
ITALIA
2012-02-27
Berlusconi: non sarò mai più premier - di Marcello Foa

Trascrivo un passaggio della lunga e abbastanza ipocrita e immodesta introduzione (probabilmente funzionale a conferire “genuinità” all'intervista) e una risposta che trovo molto istruttiva.

Nel resto dell'intervista le solite risposte stereotipate e la sottolineatura dell'importanza di realizzare la «riforma dell’architettura istituzionale dello Stato, che riguarda il Parlamento, il numero dei deputati, il Senato delle Regioni, la Corte costituzionale, i poteri del premier e del Consiglio dei ministri, fino all’introduzione di una nuova legge elettorale e alla riforma della giustizia».
Presumibilmente il completamento del Piano di Rinascita Democratica della P2.

… Negli ultimi giorni ho notato che Silvio Berlusconi , dopo un lungo, inusuale silenzio mediatico, aveva ripreso a concedere interviste, ma solo a testate non italiane. Due per la precisione: il «Financial Times» e l’agenzia spagnola EFE. Mi sono detto: e se la terza fosse il «Corriere del Ticino »? Poi ho pensato: non facile… In queste circostanze contano i rapporti personali, ma – nella mia lunga esperienza giornalistica in Italia – non mi sono mai occupato di politica nazionale, non sono mai stato ad Arcore e al «Giornale» ero notoriamente montanelliano. E invece è bastata una telefonata, una di quelle telefonate improbabili, a convincerlo. Ha risposto venerdì a tarda sera, poche ore prima della sentenza del processo Mills. Ho trovato un Berlusconi dai toni inediti, calibrati, da premier, proprio ora che premier non è più, e portato più al ragionamento che alle battute. Un Berlusconi , per molti versi, sorprendente.

È proprio sicuro che Monti sia così popolare tra gli italiani e gli elettori di centrodestra?
«I bilanci si fanno sempre alla fine. Ma tutti vedono che vi è una sostanziale continuità tra il programma di Monti e quello del Governo da me presieduto. È una continuità che lo stesso premier ha più volte riconosciuto. Conosco bene la serietà e la competenza di Monti, che io stesso nel 1995 sostenni per l’incarico di commissario europeo al Mercato interno. Mi piace ricordare che già nel discorso di insediamento del mio primo governo nel 1994, che in questi giorni mi è capitato di rileggere, citai proprio il prof. Monti, “fautore come noi siamo di un liberismo disciplinato e rigoroso”». …

2012-02-28
ITALIA
2012-02-27
Pubblicità contro il decreto Monti - di Antonio Giaimo su La Stampa

L'occhiello il sommario e l'inizio.

PINEROLO, I COMMERCIANTI SPENGONO LE VETRINE E COMPRANO UNA PAGINA SUI GIORNALI

«Le liberalizzazioni sono un regalo solo per la grande distribuzione»

«La liberalizzazione degli orari va a beneficio esclusivamente dei grandi centri commerciali». È corale la protesta dei commercianti di Pinerolo, che non hanno voluto limitarsi a mugugnare nei loro negozi sui cambiamenti che porterà il decreto Salva Italia.

Prima, l’11 febbraio scorso, hanno dimostrato il loro dissenso lasciando al buio le vetrine, e nello slogan coniato sono sintetizzate le loro preoccupazioni: «Spegniamo le luci delle vetrine per due ore per non spegnerle per sempre». Poi hanno acquistato alcune pagine sui giornali per pubblicare una lettera aperta a Monti. «Pinerolo è da anni cittadina turistica, quindi con orari e aperture liberalizzate - così comincia il messaggio, apparso ieri, che porta la firma dell’Associazione commercianti ed esercenti del Pinerolese, aderente a Cna Commercio - eppure la totalità dei negozi di vicinato non aprono sette giorni su sette né nelle ore serali, notturne e festive, il provvedimento in quanto tale non ha mai svolto la funzione di calmierare i prezzi, nemmeno quelli della grande distribuzione». …

2012-02-28
ITALIA
2012-02-28
La carriera del primario che operava i manichini - di Gian Antonio Stella sul Corriere

… Detto questo, il modo in cui Giacomo Frati si è ritrovato alla guida di un'Unità Programmatica di (teorica) avanguardia al Policlinico di Roma appare sempre più sbalorditivo. Ricordate? Ne parlammo due settimane fa, dopo l'apertura di un'inchiesta giudiziaria. Riassumendo, il giovanotto riesce in una manciata di anni (ricercatore a 28, professore associato a 31, in cattedra a 36) a diventare ordinario nella stessa facoltà di medicina in cui il padre, il potentissimo rettore Luigi, è stato per una vita il preside e ha già piazzato la moglie Luciana Rita Angeletti (laurea in lettere, storia della medicina) e la figlia Paola, laureata in legge e accasata a Medicina Legale. …


Tanto da spingere la Regione Lazio a chiudere la dependance universitaria, a costo di dover pagare alla casa di cura dove stava un risarcimento milionario: «La disattivazione dei posti letto di cardiochirurgia dell'Icot di Latina è sostenuta da valutazioni relative ai volumi di attività estremamente ridotti e alla bassa performance. Nel 2009, la struttura ha effettuato 44 interventi cardiochirurgici (pari all'1% del totale regionale) ed è ultima nel Lazio per capacità di attrazione, con una percentuale di ricoveri a carico di residenti fuori regione intorno al 2% (valore medio regionale del 9%). L'indice di inappropriatezza d'uso dei posti letto è 3 volte più elevato rispetto alla media regionale».
Quanto «bassa» fosse la performance, lo dice una tabella riservata del «PReValE», il Programma regionale di valutazione degli esiti, recuperata da Sabrina Giannini, di «Report». Tabella dove, alla voce «Bypass aorto-coronarico» per il 2008-2009 sulla mortalità nei primi 30 giorni dei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico, risulta che non ce la fece il 2,25% degli operati (su 356) al Gemelli, lo 0,46% (su 656) al San Camillo-Forlanini, il 2,67% (su 225) all'Umberto I, il 3,01 (su 632) all'European hospital e via così. Risultato finale: una media di mortalità, per quanto queste statistiche vadano prese con le pinze, intorno al 2,5%.


Bene: in un servizio per «Reportime» di Milena Gabanelli, servizio da questa mattina su Corriere.it , Sabrina Giannini mostra quella tabella a Giacomo Frati: come mai all'Icot c'era una mortalità del 6% e cioè più che doppia? Il giovane «astro nascente» della famiglia del rettore sbanda. E si avvita in una risposta strabiliante: «Cioè, la cardiochirurgia qui è partita da zero. Faccio presente che quando noi abbiamo iniziato tutto il personale, anche infermieristico, era un personale che non aveva mai visto la cardiochirurgia. Abbiamo fatto simulazione in sala anche con i manichini. Anche per il posizionamento dei devices della circolazione extracorporea». …

Nella pagina anche il rimando ad un chiaro video (6'37") di Sabrina Giannini dalla trasmissione Report intitolato: “Cuore di papà”.


Del padre, il rettore della Sapienza Luigi Frati, parlava questa segnalazione dello scorso settembre in occasione dello scandalo suscitato dal 'quiz sulla grattachecca'.

Ma già a maggio 2010 era comparso il suo nome in questa segnalazione che trattava di tutt'altro (me la prendevo per un debolissimo intervento di Cesare Salvi di cui citavo frequentazioni dell'Opus Dei).
Che merita un'occhiata alla luce di quanta materia di scandalo continua ad offrire la famiglia Frati.

2012-02-28
ITALIA
2012-02-28
ULTIMI AGGIORNAMENTI SULLA RESISTENZA NOTAV (scheda)

Trascrivo da una mail di NOTAV i riferimenti a video e articoli seguiti alla caduta di Luca Abbà dal traliccio.

FOTO E FILMATI DAI MEDIA

TG R del 27-FEB-2012 ore 1400
http://www.youtube.com/watch?v=rw9LOJsZ474
Allargamento Cantiere e caduta di Luca

TG 5 del 27-FEB-2012 ore 1300
http://www.veoh.com/watch/v28695568aG3em3rG

TG R del 27-FEB-2012 ore 1930
http://www.youtube.com/watch?v=y2F0VVnT4f0

TG 3 del 27-FEB-2012 ore 1900
http://www.youtube.com/watch?v=NAR64lEWZG4

TG LA 7 del 27-FEB-2012 ore 1900
http://www.veoh.com/watch/v28707114Bfz7W6Jt
L'Infedele - LA 7 -del 27-FEB-2012

http://www.veoh.com/watch/v28707115hBAaNAyC
TG 4 del 27-FEB-2012 ore 1900

http://www.veoh.com/watch/v28700780pBCRx9XR

Il video della Polizia di Stato che mostra l'arrampicata sul traliccio di Luca Abbà
http://notizie.virgilio.it/video/no-tav-la-caduta-di-luca-abba-nel-video-della-polizia-videodoc__1476849593001.html

intervista:
Le parole di Abbà Intervista rilasciata all'emittente Radio Blackout. I tentativi della polizia e le minacce
http://notizie.virgilio.it/video/no-tav-intervista-a-luca-abba__1475622016001.html

Alberto Perino Il leader del movimento NoTav racconta i tragici attimi della caduta di Abbà dal traliccio
http://notizie.virgilio.it/video/no-tav-perino-racconta-il-ferimento-di-luca-abba-videodoc__1475684114001.html

Scontri tra attivisti No Tav e agenti di polizia dopo la forzatura del blocco autostradale a Salbertrand alle 2 di notte tra lunedì 27 e martedì 28 febbraio
http://torino.virgilio.it/foto/scontri-no-tav-polizia-forzatura-blocco-autostradale-salbertrand.html

27 febbr 12 Luca Mercalli cadoinpiedi.it
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=mD6IQcRBamw
Nessuno ascolta la protesta portata avanti da 21 anni da migliaia di persone.
Questo non è più uno Stato di diritto.
Caselli ha il dovere di prevenire gli atti di violenza, e questo lo si fa aprendo una discussione. Se ci dimostrano che l'opera serve veramente vado io stesso a inaugurarla<
http://www.cadoinpiedi.it/2012/02/27/no_tav_la_finta_democrazia.html

ALCUNI ARTICOLI RASSEGNA STAMPA

27 febbraio 2012 Repubblica :
Valsusa, "blitz" a sorpresa già eseguiti gli espropri
L'allargamento dell'area di recinzione del cantiere della Torino-Lione è stato eseguito stamani a Chiomonte: una mossa che ha anticipato i tempi sorprendendo i "No Tav". La risposta del movimento: occupata l'autostrada a Bussoleno e le statali 24 e 25. Scioperi nelle fabbriche della zona. Investita una militante da un'auto che voleva forzare il blocco di Chianocco. Le nuove iniziative No Tav…”
di MARIACHIARA GIACOSA

http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/02/27/news/valsusa_blitz_a_sorpresa_gi_eseguiti_gli_espropri-30565239/?ref=HREA-1

27 febbraio 2012 Repubblica :
“Incidente Val di Susa, scoppia la rabbia no Tav
Stazioni bloccate, manifestazioni in tutta Italia

Cortei e sit in in solidarietà con l'attivista rimasto ferito in Piemonte. A Roma blitz a Termini e stop al traffico ferroviario per alcuni minuti. A Palermo dure contestazioni contro Bersani…” 
http://www.repubblica.it/cronaca/2012/02/27/news/manifestazioni_no_tav_in_tutta_italia-30602310/ 

27 febbr 12 Repubblica :
“Valsusa, cade dal traliccio grave giovane leader No Tav
Si chiama Luca Abbà. Soccorso con l'elicottero: avrebbe toccato i fili dell'alta tensione. Prima della scossa in diretta a Radioblackout aveva detto: "Glielo'ho fatta sotto il naso". Il responsabile del pronto soccorso del Cto: "Sono moderatamente ottimista"…”
di MEO PONTE
http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/02/27/news/no_tav_s_arrampica_su_traliccio_e_cade_grave-30566419/

28 febbraio 2012 Repubblica :
“No Tav, via al blocco dell'A32 stazionarie le condizioni di Abbà
Dopo la riapertura dell'A32 all'altezza di Oulx, le forze dell'ordine smontano il presidio di Bussoleno con lancio di idranti sui manifestanti. é la tecnica usata , la notte scorsa per liberarei.il presidio a Salbertrand. Ancora grave il giovane precipitato dal traliccio che però ha passato una notte tranquilla. E al mercato di Susa pochi banchi…”
di MARIACHIARA GIACOSA e MEO PONTE
http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/02/28/news/no_tav_tensioni_nella_notte_ancora_bloccata_la_statale_25-30622046/

NoTav, fuoco alle gomme all'arrivo della polizia
VIDEO: http://video.repubblica.it/dossier/battaglia-no-tav/notav-fuoco-alle-gomme-all-arrivo-della-polizia/89166/87559?ref=NRCT-30622046-2

28 febbraio 2012 Repubblica :
“Cancellieri: "Dialogo e no esasperazioni"
Passera: "Il lavoro deve proseguire"
Il ministro dell'Interno interviene dopo le tensioni scatenate dal grave incidente ad uno dei leader della Val Susa: "Ci vuole riflessione ed equilibrio". Bersani: "Si torni a confronto civile"
http://www.repubblica.it/politica/2012/02/28/news/no_tav_cancellieri-30632786/?ref=NRCT-30566419-2

2012-02-27
ITALIA
2012-02-26
Sciopero generale, un appello per generalizzare la lotta - di Fabio Sebastiani su 'Il Minatore Rosso'
“Una mobilitazione permanente fino al ritiro delle manovre di Monti e di qualunque delegazione sindacale dal tavolo di confronto con il Governo che ha il solo compito di affossare art.18 e ammortizzatori sociali”. E’ il senso politico di un appello firmato finora da una cinquantina di Rsu della Cgil lanciato in vista della manifestazione della Fiom del 9 marzo. L’obiettivo, quindi, è quello di generalizzare la mobilitazione per fare in modo che l’attacco ai diritti trovi lo sbarramento frontale dei lavoratori e delle lavoratrici. Anche perché il rischio è che l’eccessiva focalizzazione dell’attenzione sulla Fiom faccia passare il messaggio di una “vertenza metalmeccanica”. In realtà l’attacco ai diritti e al welfare, sostengono i lavoratori, riguarda tutti i settori. Semmai, il punto è dover registrare la lentezza con la quale la Cgil si sta rendendo conto dei nodi veri sul tavolo del confronto con il Governo. “Il governo Monti – si legge nell’Appello - aprirà la strada alla cancellazione dell’articolo 18, preparerà la strada allo smantellamento del contratto nazionale (già attaccato dall’accordo del 28 giugno e dall’articolo 8 dell’ultima finanziaria di Berlusconi), procederà all’eliminazione degli ammortizzatori sociali come cassa integrazione (ordinaria straordinaria in deroga) e mobilità…e già si parla di introduzione della mobilità nel pubblico impiego!


Per le adesioni all'appello:   adesioni@scioperogenerale.org

2012-02-27
MEDIO ORIENTE
2012-02-25
Israele sfida l'Iran - di Michael Warschawsky su Alternative Information Center

I chiari piani di Netanyahu e Barak di attaccare l'Iran preoccupano persino la classe dirigente israeliana. Michael Warschawski spiega il perchè.

Il giornalista israeliano Yoel Marcus non è di sinistra, ed è usato spesso come un canale per i politici che non vogliono esprimere apertamente le proprie opinioni. L'articolo di Marcus pubblicato su Haaretz il 17 febbraio scorso riflette senza dubbio lo stato d'animo dei movimenti israeliani di centro e dei gruppi di sicurezza, profondamente preoccupati delle possibili pazzie che potrebbe fare la coppia Barak-Netanyahu nei confronti dell'Iran. Di seguito sono state scelte delle dichiarazioni che testimoniano il livello di panico che è dilagato tra molti membri delle istituzioni politiche e persino militari alla luce degli intrighi avviati della coppia che governa di Israele.

"La bella coppia di Bibi e Barak agisce come Rambo, con Sylvester Stallone come protagonista. Veri uomini {...}. A differenza del film, in cui il regista definisce lo script e sa come raggiungere un lieto fine, viviamo in una realtà in cui esistono numerosi punti interrogativi. Se da un lato il governo israeliano, come Rambo, continua con le minacce, non è tuttavia chiaro se si conosce la fine di tale avventura. Non possiamo porre fine alla trance nucleare dell'Iran, ma solo ritardarla al prezzo di trasformare Israele in un bersaglio di vendetta iraniana per le generazioni a venire {...}. Pertanto, quando leggo i bollenti articoli e le grida di battaglia dei politici per colpire l'Iran, non so se ridere o piangere. Questo è una missione troppo grande per noi. {...} E' ovvio che Israele deve pensarci due volte prima di prendere azioni suicide contro l'Iran".

Più avanti nell'articolo Marcus propone le "otto domande da fare a Rambo", cioè a Ehud Barak. Tra queste: "E' possibile che un attacco faccia solo ritardare lo sviluppo della bomba e ci porti in una guerra a lungo termine con l'Iran? Siamo preparati per una trasformazione delle istituzioni ebraiche e delle delegazioni israeliane di tutto il mondo in un bersaglio di vendetta? Capiscono il reale significato del lancio di decine di missili al giorno verso Tel Aviv dall'Iran e dai suoi alleati, con un conseguente abbandono di massa della città, uno stop del turismo e la fuga da Israele?". Marcus conclude:"Un attacco contro il pazzo Iran è una cosa troppo grande per noi e non farebbe altro che provocare sofferenza alle generazioni future".

Sacrosante parole. Ma non è l'Iran ad essere pazzo, ma l'uomo che vive in un attico di Tel Aviv. Nei suoi deliri folli di grandezza, Barak è disposto a portare su di noi, tutti i disastri elencati da Marcus. Secondo i sondaggi, nelle future elezioni Barak non riceverà voti sufficienti per entrare alla Knesset, ma fino ad allora rischia di mettere in pericolo tutti noi. Per questo deve essere rimosso dal potere, e subito.

L'articolo citato di Yoel Marcus è: “Striking Iran's nuclear program is out of Israel's league”.
Sull'argomento sono successivamente apparsi su haaretz:

2012-02-27
PALESTINA
2012-02-25
GIOVANE PALESTINESE UCCISO ALLE PORTE DI GERUSALEMME, TENSIONE A HEBRON - di Michele Giorgio su NENA-News

Gerusalemme, 25 feb 2012, Nena News (nella foto di Maannews, il vano tentativo di salvare Talat Ramia) – Un giovane ucciso a Kalandia. Le due città sante della Palestina in fiamme. I territori palestinesi e l’occupazione israeoliana tornano in primo piano. Talat Ramia, 25 anni, colpito ieri in pieno petto da un proiettile sparato dai soldati al valico di Kalandia, tra Ramallah e Gerusalemme, si è spento in ospedale. I medici hanno fatto il possibile per rianimarlo ma non sono riusciti a salvarlo. Scontri seguiti a quelli violenti, con 35 palestinesi (e alcuni poliziotti israeliani) feriti, divampati sulla spianata della moschea di al Aqsa a Gerusalemme al termine della preghiera islamica. A Hebron, la città dei Patriarchi, soldati e guardie di frontiera hanno disperso con una pioggia di lacrimogeni e granate assordanti, due cortei organizzati in occasione della giornata di lotta per la riapertura di Shuhada street, la più importante via di comunicazione all’interno della città vecchia di Hebron, chiusa dall’esercito israeliano nel 2000.

Causa dell’impennata di tensione a Gerusalemme, sono i ripetuti proclami dell’ala più estrema del Likud, il partito del premier israeliano Netanyahu, e della destra ultranazionalista sull’imminenza di «perlustrazioni» nel recinto di al Aqsa e della moschea della Roccia, in vista della ricostruzione del tempio ebraico in quel sito. Proclami, perlustrazioni e «passeggiate» della destra non sono una novità nella storia recente della Spianata di al Aqsa. E le conseguenze di queste provocazioni sono state sempre gravi. Nel 1990 l’annuncio da parte di Gershon Solomon, leader dei “Fedeli del Monte del Tempio”, della posa della prima pietra del nuovo Tempio, provocò proteste che la polizia spense nel sangue: una ventina i palestinesi uccisi. Nel settembre 2000 la «passeggiata» tra le due moschee dell’ex primo ministro israeliano Ariel Sharon, all’epoca capo dell’opposizione, con il suo drammatico bilancio di morti e feriti, innescò la seconda Intifada palestinese. Ora un dirigente del Likud, Moshe Feiglin, una icona del movimento dei coloni, chiede che Israele prenda il pieno controllo della spianata di al Aqsa amministrata dal Waqf islamico. …

Questi alcuni riferimenti su fatti e luoghi menzionati nell'articolo.

  • Temple Mount and Eretz Yisrael Faithful Movement - Wikipedia (inglese)
    L'associazione dei “Fedeli del Monte del Tempio” è stata fondato dall'ex ufficiale Gershon Salomon.
  • LEADERSHIP - sul sito 'templemount.org'
    Leggere sul sito ufficiale dell'associazione la breve biografia del fondatore Gershon Salomon, e in particolare, come nel 1958 nel corso di un combattimento non sia stato finito dai soldati siriani perché – come gli stessi hanno successivamente riferito a funzionari dell'ONU – «avevano visto migliaia di angeli intorno all'ufficiale del IDF e erano pertanto fuggiti».
  • Moschea al-Aqsa - Wikipedia
  • Waqf - Wikipedia
  • Moshe Feiglin - Wikipedia (inglese)

Interessante notare che

2012-02-26
ITALIA
2012-02-26
‘il manifesto’, tramonto di un esperimento politico - di Hans-Jürgen Schlamp su il Fatto Quotidiano da Der Spiegel

Il Fatto ha in data odierna la traduzione di Francesco e Michele per 'italiadallestero.info' dell'articolo; “Untergang des roten Kampfblatts”, apparso il 15 febbraio sul settimanale tedesco.

Da leggere più che altro per vedere come ci rappresentano all'estero; e badando a non prendere tutto per oro colato, come ad esempio questo passaggio.

La tiratura raggiunse in brevissimo tempo le 45.000 copie al giorno, un vero record per l’Italia. Conteneva pochissimi annunci pubblicitari e per mancanza di fondi non era abbonato a nessuna agenzia stampa: i redattori dovevano ricercare tutto da soli e decidere i temi da trattare. E gli riuscì così bene che il fedele giornale di partito del PCI, “L’Unità”, si trovò a dover mettere in guardia i suoi lettori dai critici impertinenti: “Diffidate del nuovo giornale! Vuole solo distruggere ciò che la sinistra italiana ha ottenuto al prezzo di dure battaglie”.

Ma gli intellettuali furono attratti da “il manifesto”. Lo spirito della sinistra aveva trovato una nuova casa. A detta dei lettori la sinistra conservativa era un insieme di “borghesi della peggior specie” come scriveva “il manifesto”. Il nuovo “Eurocomunismo” parte anche da qui, dal tentativo di conciliare comunismo e libertà civili.

Se infatti il richiamo della reazione de l'Unità è quanto mai appropriato, è del tutto sbagliato rappresentare il Manifesto come la culla dell'Eurocomunismo – un errore ripetuto nel sommario, non tradotto, dell'articolo originale: «Leitmedium der Eurokommunisten» [ «l'organo guida degli eurocomunisti» ].
Un vero è proprio rovesciamento (se non uno “scippo”) dato che la voce della Wikipedia sull'Eurocomunismo non menziona il Manifesto ma riporta invece che:

L'atto di nascita ufficiale dell'eurocomunismo viene di solito considerato l'incontro del 1977 fra Enrico Berlinguer (PCI), Santiago Carrillo (PCE) e Georges Marchais, tenutosi a Madrid, dove fu teorizzata la cosiddetta "nuova via".

Il Fatto del 10 febbraio aveva invece, di Luca Telese, la cronaca di una drammatica riunione di redazione in: “Il Manifesto non si rassegna”.

Andando più indietro, sempre su il Fatto Quotidiano, il 28 aprile scorso era apparso di Chiara Paolin: “Manifesto, in bilico da 40 anni Ma sempre comunisti”.


Dall'articolo della Rossanda menzionato della segnalazione precedente parrebbe che ad essere “in bilico” oramai non sia solo il Manifesto ma anche l'etichetta di comunisti.

2012-02-26
ITALIA
2012-02-21
Il comunismo di Rossana Rossanda e la crisi del Manifesto - di Emiliano Alessandroni su Marx21

Una risposta all'articolo di Rossana Rossanda apparso su il Manifesto del 18 febbraio: “Un esame di noi stessi”, da cui estraggo il vistoso catenaccio e i passaggi che fanno riferimento al comunismo.

Se non possiamo più dirci comunisti allora che cosa siamo?

… Né funziona che tanti amici si rallegrino che al posto d'un faccendiere impresentabile sia venuto un onesto e distinto liberista. Onesto personalmente, s'intende. L'onestà sociale non si sa più bene che cosa sia, e non importa più alla stampa salvo che a noi. Che siamo non solo un pezzo della sinistra, ma addirittura comunisti. Anzi, più che comunisti, nel senso che il comunismo dei "socialismi reali" non ci andava né su né giù. Per questo fummo esclusi dal Pci, ma per non essersi posti le nostre domande sui socialismi reali i partiti comunisti non esistono praticamente più. …

Non è infatti per nulla ovvio che cosa sia oggi un giornale di sinistra, tanto meno uno che, sempre secondo Parlato, dovrebbe ancora definirsi comunista. Nel senso che dicevamo sopra, un comunismo che poco ha a che vedere con i "socialismi reali", ma che realizzi un cambiamento del vivere e del produrre e che facendolo realizzi un più di libertà politica. …

Non è facile essere comunisti oggi, a più di trenta anni dal 1989. E appunto sarebbe nostro compito chiarire che cosa intenderemmo nel dirci comunisti ancora, o perché non si possa dirlo più. …

La Cina ha un governo che si dice comunista ma un sistema produttivo capitalista spinto. Cuba non sembra più affatto socialista. …

E questi alcuni passi dalla risposta di Alessandroni che, voglio notare, sviluppa chiaramente e logicamente le sue argomentazioni a differenza della Rossanda che passa liberamente da un argomento all'altro, forse per catturare il lettore o forse per frastornarlo.

… Ma tali riflessioni di considerevole portata teorica vengono oggi facilmente liquidate come retaggi di un passato con cui non vale più la pena misurarsi. Così facendo, il materialismo storico è stato abbandonato e al suo posto ha preso piede, all'interno della sinistra italiana, una sorta di moralismo piccolo-borghese, radical chic, a cui ben prima dei processi di emancipazione sta a cuore la presentabilità pubblica e la conciliabilità delle proprie posizioni con l'etica occidentale, sia essa o meno un'etica prevalentemente americanizzata. È in questo suo progressivo avvicinamento ad una generale forma di moralismo piccolo-borghese che la Rossanda dovrebbe cercare le responsabilità soggettive per le quali «il manifesto non è riuscito a suscitare più interesse ma meno». Contrariamente al materialismo storico la cui propensione è quella di misurarsi con le contraddizioni oggettive e calarsi in esse, il moralismo mantiene piuttosto un atteggiamento da “anima bella“ assestando un colpo al cerchio e uno alla botte, sottraendosi al conflitto reale in corso e mantenendo una posizione morale intatta. …

Ma a questo punto risulta legittimo domandarsi: vi è qualcosa che riesce a salvarsi dalla tendenza onnicomprensiva della denuncia? La risposta è sì: si salva la propria idea di comunismo, che rimane irrealizzata e, come tale, perennemente sicura e al riparo dagli spargimenti di sangue che impregnano la realtà concreta. Ma questa idea di comunismo non soltanto non ha nulla a che vedere con quella di Marx, per il quale il comunismo «non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi», bensì «il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti», ossia un'istanza concreta che, come ricorda Engels, «non muove da princìpi ma da fatti». …

Questi i referimenti agli articoli di Alessandroni citati nel suo pezzo:

Quanto alla patente di onestà che la Rossanda regala a Monti – «un onesto e distinto liberista. Onesto personalmente, s'intende.» – va notato che già gliene aveva rilasciata una (perentoriamente quanto disinvoltamente e, alla luce di conflitti d'interesse e altro di tanti suoi ministri, immeritatamente) il 20 gennaio scorso polemizzando, o forse fingendo di polemizzare, con Alberto Asor Rosa (“E VIVA MONTI”) in questi termini:

Il governo Monti non è né tecnico né oggettivo, è onesto e di parte. Meglio di parte che corrotto? Sì, se non fosse per il fatto che …

L'articolo della Rossanda è stato segnalato il 20 febbraio da Stefano Azzarà sul suo blog 'MATERIALISMO STORICO' senza commenti ma sotto il titolo: “L'autocritica di Rossana Rossanda”.

Il Manifesto del 21 febbraio pubblica l'intervento di Giorgio Ruffolo: “Le nuove ragioni della sinistra” che mi pare sia la "prova del nove" dell'analisi di Alessandroni.

… Pur condividendo alcuni dei suoi argomenti e comprendendo i sentimenti da cui nasce quella frustazione, vorrei fare qualche brevissimo commento critico che a mio parere può giustificare qualche speranza. …


In attesa che qualcuno con ben altra competenza e autorevolezza metta in fila tutte le posizioni della Rossanda che hanno avvantaggiato “il re di Prussia” mi limito a riprendere – da Dagospia del 10 maggio 2004 – l'ultimo capitolo ('LA PIETRA TOMBALE', pag. 170-185) del libro di Giovanni Fasanella e Alberto Franceschini CHE COSA SONO LE BR.

Perché si stupisce? Fu proprio la Rossanda a indicare le radici delle Br nell'«album di famiglia» della sinistra italiana. E la ricostruzione di Moretti le dà ragione.
Anch'io le do ragione, questo è un merito che indubbiamente le va riconosciuto. Ma la Rossanda, sposando le tesi di Moretti, ha anche la responsabilità di aver avallato una verità monca. Qualsiasi persona dotata, non dico di coraggio civile, ma semplicemente di buon senso, si porrebbe mille domande sulla grande tragedia che abbiamo vissuto. Lei, invece, è partita bene con la storia dell'«album di famiglia», ma poi si è fermata di fronte alla verità di Moretti: lì ha smesso di esercitare la sua intelligenza critica.

Se è così convinto di quello che dice, come spiega allora l'avallo della Rossanda all'operazione di Moretti?
Francamente non lo so, ripeto: mi è difficile comprendere. Il libro-intervista venne pubblicato per la prima volta nel 1994 da Anabasi, una casa editrice dalla vita effimera, aperta e chiusa nell'arco di tre anni: praticamente pubblicò Brigate rosse: una storia italiana e poco altro. E sa chi era il suo fondatore?

No, me lo dica lei.
Ne abbiamo già parlato nel corso di questa intervista: Sandro D'Alessandro, uno degli uomini più fidati di Corrado Simioni.

È sicuro di quello che dice?
Guardi qui, sono ritagli di giornali dei primi anni Novanta, «Panorama», «la Repubblica»... Che cosa c'è scritto? Che Sandro D'Alessandro, ex uomo di vertice alla Feltrinelli, è il fondatore della casa editrice Anabasi.

Ma il Sandro D'Alessandro di Anabasi è la stessa persona che frequentava Simioni? Non potrebbe trattarsi di un caso di omonimia?
Quando nel 1983 Mastelloni lo interrogò, Sandro D'Alessandro dichiarò che era appena entrato alla Feltrinelli. Di recente, navigando su Internet, mi sono imbattuto nel Catalogo storico pubblicato nel 1985, in occasione del trentesimo anno di vita della casa editrice. Si parla di «Sandro D'Alessandro, entrato nel 1983 e dal 1986, dopo la morte prematura di Franco Occhetto, direttore editoriale». Già questo dovrebbe bastare. Comunque, per tagliare la testa al toro, in quello stesso catalogo c'è una sua fotografia: le assicuro che è la stessa persona che ho conosciuto nella comune di Simioni.

2012-02-25
SIRIA
2012-02-10
Brigate internazionali in azione in Siria a fianco degli insorti - di Guido Olimpio sul Corriere

Mahdi Al Harati, capo del contingente libico in Siria
Forze speciali
I ribelli anti Assad hanno l'appoggio delle forze speciali del Qatar saudite e occidentali
WASHINGTON – La «legione» libica che combatte al fianco dei ribelli siriani ricorda i suoi «martiri». Sulla stampa di Bengasi è infatti apparsa la notizia della morte di tre jihadisti partiti dalla città nord africana. I fratelli Talal e Ahmed Faitouri, insieme al loro amico Ahmed Aqouri, sono stati uccisi a Homs. Chi li conosceva ha raccontato che avevano lasciato la Libia in dicembre per entrare, via Libano, nel territorio siriano. Interessante la data. Perché è proprio allora che il patto tra le due rivoluzioni entra in una nuova fase. In quei giorni, il presidente del Consiglio nazionale siriano Burhan Ghalioun incontra a Tripoli i nuovi dirigenti. E scatta il piano che porta diverse centinaia di volontari in Siria, sparpagliati tra Homs, Idlib e Rastan.

LA MISSIONE - La missione è coordinata dall’ex qaedista Abdelhakeem Belhaj, figura di spicco della nuova Libia, e dal suo vice Mahdi Al Harati. Quest’ultimo è un personaggio dalla storia singolare. Residente da 20 anni a Dublino (Irlanda), Al Harati è tornato in Libia per combattere Gheddafi e in poco tempo è diventato uno dei leader della Brigata Tripoli, composta da esuli provenienti da Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti. …

Un'ulteriore conferma viene proprio oggi da GlobalResearch che riprende Itar-Tass in: “Russian Secret Services: U.S., NATO, GCC Arm Syrian Rebels Through Iraq, Lebanon And Turkey”.


Segnalo questo articolo (“vecchio” di due settimane) sia per l'importanza della notizia che per correggere l'errore di datazione di questa segnalazione.

Quindi si ribadisce che ci sono delle «brigate internazionali» – un'oltraggio alle Brigate internazionali per antonomasia chiamare così dei mercenari al servizio dell'imperialismo – costituite da jihadisti che combattono a fianco degli “insorti” (per cui fanno il tifo gli Usa e tutti gli stati alseguito).

Evidentemente anche del jihadismo esistono due specie: quello “cattivo” e quello “buono”.
Proprio come per il colesterolo.

2012-02-25
GERMANIA
2012-02-24
SE LA MERKEL CHIEDE PERDONO PER I CRIMINI DEI NEONAZISTI - di Paolo Lepri sul Corriere

È ancora accesa, e non deve spegnersi, quella candela «per la speranza e per il futuro» che due giovani donne di origine turca, i cui genitori sono stati uccisi dalla cellula neonazista scoperta quasi per caso nei mesi scorsi, hanno portato fuori dalla Konzerthaus di Berlino, in una giornata che la Germania ha dedicato, solennemente, alle dieci vittime di quelli che furono chiamati «gli omicidi del kebab». Poco prima Angela Merkel aveva chiesto perdono.
Aveva chiesto perdono a Semiya Simsek e a Gamze Kubasik, all'anziano pensionato Ismail Yozgar, che ha tenuto tra le braccia mentre moriva il figlio ventunenne Halit, a tutti gli altri familiari di vittime che per troppo tempo non hanno nemmeno avuto il diritto di esserlo.
Perché dal 2000 al 2007 Uwe Böhnhardt e Uwe Mundlos hanno percorso tutta la Germania spargendo sangue, hanno confezionato video sconvolgenti, sono stati protetti dalla rete che agisce allo scoperto dei movimenti neonazisti. Ma la polizia, nel frattempo, interrogava i parenti di chi era stato ucciso. Li sospettava, seguiva la pista della criminalità organizzata, del traffico di stupefacenti. Semiya lo ha denunciato dal palco, con coraggio. La cancelliera lo ha ammesso e ha offerto le sue scuse. «Questi delitti senza precedenti sono stati un attentato alla nostra democrazia. Ed è stata una vergogna che la loro matrice sia stata nascosta così a lungo. E l'amara verità. Questi anni sono stati per voi un incubo senza fine», ha detto la Merkel, vestita di nero, più volte quasi sopraffatta dall'emozione. Si e impegnata a fare di tutto perché la memoria non cancelli mai crimini tanto efferati contro persone scelte per caso, compiuti con la freddezza dell'odio, tra quei tanti emigrati che pensavano di aver trovato una nuova patria, un lavoro, un'esistenza dignitosa. …

Esiste una voce della Wikipedia sul gruppo terroristico NSU – Nationalsozialistischer Untergrund.

Altri articoli sugli omicidi che, come spiega più avanti l'articolo, sono stati «capiti» soltanto dopo il suicidio dei due assassini e il ritrovamento dell'arma.

  • I servizi segreti tedeschi dietro i neonazisti della Banda del Kebab?” - Marco Santopadre - Contropiano, 23 novembre 2011
  • Germania/ Omicidi neo-nazisti, anche dei politici nel mirino” - Irib, 16 novembre 2011
  • Germania, attentati neonazisti. Servizi segreti sotto accusa” - David Saltuari - Sky, 14 novembre 2011
    Per anni seguite piste sbagliate - A finire ora sul banco degli imputati sono le forze dell'ordine e i servizi segreti tedeschi. I nove delitti a sfondo razzista (otto cittadini di origine turca e un greco) sono avvenuti in diverse città tedesche, da nord al sud, tra il 2000 e il 2006. Per molto tempo gli inquirenti hanno ipotizzato un regolamento di conti nella criminalità organizzata e solo negli ultimi anni la pista xenofoba è stata presa in considerazione. Per il caso della bomba a Colonia si era esposto lo stesso ministro dell'interno dell'epoca, Otto Schilly della Spd, che aveva pubblicamente escluso il movente razzista.
    A mettere ancora più in imbarazzo le forze dell'ordine è il caso della giovane poliziotta uccisa. Sul luogo del delitto era stata trovata una traccia di Dna femminile, collegata a una serie di delitti compiuti fin dal 1993. Omicidi, spaccio, ma anche risse, si parla di una serial killer, ma la varietà dei delitti fa sorgere più di un sospetto. Nel 2009 si scopre però che il Dna apparteneva a un'impiegata di 71 anni della fabbrica nella quale vengono realizzati i tamponi usati dalla polizia.
    Ombre sui servizi segreti - Ma le accuse più pesanti sono ora rivolte ai servizi segreti, chiamati in Germania Servizi di difesa della Costituzione (Bfv). Uwe Böhnhardt, Uwe Mundlos e Beate Zschäpe facevano parte di un gruppo chiamato Heimatschutz Thuringen (Difesa della patria Turingia), piccolo gruppo di estrema destra ben conosciuto dai servizi. I tre avevano tentato di piazzare dell'esplosivo nel 1997 davanti al teatro di Jena. Scoperti, si erano dati alla latitanza fino al 2003, quando è scattata la prescrizione. La Linke, il partito di sinistra, all'epoca aveva sollevato il dubbio che potessero esistere complicità all'interno delle forze dell'ordine. Dubbi che ora riemergono, tanto che i servizi segreti hanno dovuto smentire di aver avuto contatti continui con il trio nel corso degli anni. Secondo la Bild, infatti, nei resti della casa di Beate Zschäpe sarebbero stati trovati anche dei documenti falsi, del genere usato proprio dagli agenti del Bfv, mentre il settimanale Focus ha rivelato i sospetti della polizia di una possibile talpa al proprio interno. Una situazione ancora molto confusa, dove l'unica certezza è che un gruppo di neonazisti ben conosciuto dai servizi segreti, ha potuto compiere indisturbato una serie di delitti in tutta la Germania, senza che nessuno fosse in grado di collegare i casi. …
  • Germania, un nuovo arresto per gli 'omicidi del kebab'” - LaPresse, 14 novembre 2011
  • Germania, dvd choc incastra i neonazisti negli "omicidi del kebab"” - Rai, 13 novembre 2011
  • Omicidi del kebab: gruppo nazista tedesco responabile di 9 uccisioni” - Contropiano, 13 novembre 2011
2012-02-25
ITALIA
2012-02-24
In aula arriva l'urlo liberatorio: ho il vitalizio! - di Paola Zanca su il Fatto Quotidiano

Cinque anni di mandato parlamentare è il minimo per ottenere l'indennità a vita. Ma i deputati che sono entrati in Parlamento per la prima volta nel 2006 e hanno terminato solo due anni dopo, con la caduta del governo Prodi, ora scoprono che se rieletti nel 2008 hanno maturato i requisiti grazie alla somma della minilegislatura con quella attuale

… Per un parlamentare che festeggia a scoppio ritardato, c’è n’è uno, invece, che arriva pronto all’appuntamento.

Pietro Cannella, deputato siciliano 47 enne, porta a casa l’assicurazione per la vita: ha lasciato il suo incarico da assessore al Comune di Palermo a dicembre, per subentrare a Niccolò Cristaldi, che ha optato per la carica di sindaco di Mazara del Vallo. I due hanno dato vita a un leggendario incrocio di casta: entrando in Parlamento Cannella ha potuto accumulare quei due mesi che gli mancavano per concludere i quattro anni e dieci mesi trascorsi alla Camera nella XIV legislatura, dal 2001 al 2006. Cristaldi, invece, lasciando la Camera prima del 31 dicembre è riuscito a mantenere il vitalizio vecchio stampo e a sfuggire alla riforma che scattava dal primo gennaio. Se il caso (anzi, il Pdl) non li avesse messi in lista uno sopra l’altro, si sarebbero meritati un premio all’ingegno. …

2012-02-25
ITALIA
2012-02-25
Il pm Di Matteo in aula: “Sulla trattativa qualcuno nelle istituzioni mente” - di Giuseppe Pipitone su il Fatto Quotidiano

L'ex ministro dell'Interno Mancino depone in aula a Palermo, ma su quello che accadde nel 1992-1993 le versioni dei politici dell'epoca non quadrano. Spunta un documento inedito della Dia che già prima delle stragi metteva in guardia dal "cedere" ai mafiosi sul 41 bis

Ci sono delle evidenti incompatibilità tra le dichiarazioni che Nicola Mancino, Claudio Martelli e Vincenzo Scotti hanno reso in merito a ciò che accadde nel biennio 92-93, il periodo in cui si sarebbe sviluppata la cosiddetta trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra. All’epoca dei fatti tutti e tre gli uomini politici erano ministri della Repubblica. Adesso qualcuno rischia un’incriminazione per falsa testimonianza. …

Nella pagina anche un video (3'59") di Silvia Bellotti (Mancino: "Mai saputo di trattativa Stato Mafia") in cui Mancino, senza eccessivo imbarazzo e suscitando una reazione del pm Ingroia, menziona che il prefetto Parisi lo informò che «alcuni funzionari avevano distratto somme dai Servizi e che lui era riuscito a risolvere il problema attraverso il versamento da parte di questi funzionari… una sorta di “qiete”...».

2012-02-25
ITALIA
2012-02-22
Addio a tutti i reati più piccoli saranno archiviati senza processo - di Liana Milella su Repubblica

ROMA - Piccoli reati addio. Archiviati dal giudice senza arrivare al processo. Niente più primo, secondo, terzo grado. Un decreto per dire che non hanno né il peso né il valore per meritare ore di dibattimento. Proprio perché sono piccoli e occasionali reati. Perché hanno un valore economico modesto. Perché possono essere "perdonati". Alla Camera stanno per approvare un nuovo articolo del codice di procedura penale, il 530bis, il "proscioglimento per particolare tenuità del fatto". Il relatore, il pd Lanfranco Tenaglia, fa l'esempio del furto della mela: "Se la rubo in un supermercato è un furto, ma il danno per il proprietario è tenue. Ma se la rubo alla vecchietta che ne ha comprate tre, quel fatto non sarà tenue". La Lega lo ha già battezzato legge "svuota-processi" dopo quella svuota-carceri. Ribatte la pd Donatella Ferranti: "È un articolo rivoluzionario, una pietra miliare sulla via della depenalizzazione". Basta leggere il testo: "Il giudice pronuncia sentenza di proscioglimento quando, per le modalità della condotta, la sua occasionalità e l'esiguità delle sue conseguenze dannose o pericolose, il fatto è di particolare tenuità". Chi commette reati di frequente è fuori. Fuori rapine, omicidi, sequestri, violenze sessuali. Il giudice archivia e avvisa la parte offesa che può utilizzare il decreto per rivalersi in sede civile. …

In forma testuale l'articolo lo si può leggere qui.

2012-02-25
ITALIA
2012-02-25
«Non luogo a procedere» - video sul Corriere

In appena 57 secondi di video si fa a tempo a vedere entrare la presidente dei giudici della decima sezione penale del tribunale di Milano Francesca Vitale, ascoltare la lettura della brevissima sentenza di prescrizione e vedere lo scambio di sorrisi tra gli avvocati della difesa di Berlusconi.

Altri articoli odierni.

2012-02-25
ITALIA
2012-02-24
PERCHÈ I SERVIZI SEGRETI PER LICENZIARE GLI OPERAI? - su settegiorni

Sul sito di settegiorni l'articolo è visibile a pagamento ma lo si può leggere qui sul sito dello SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE.

… Potrebbe essere un passo in avanti se all’lvri si sostituissero nella gestione delle portinerie i lavoratori illegittimaménte, secondo il Tribunale, licenziati dalla stessa Di Marzo – sostiene Renato Parimbelli, dello Slai Cobas. Non sembra un caso che questi avvenimenti siano concomitanti alla quinta udienza del processo microspia contro Angela di Marzo, il fratello e Lorenzo Fabbrizzi, capo del personale di Innova Service, accusati di aver installato una microspia nell’ufficio di Giuseppe Sala, ex direttore generale di Palazzo Marino e amministratore delegato di Expo 2015. Da questa udienza è emerso che la Di Marzo – responsabile della Innova Service – lavora presso un corpo Nato a Solbiate Olona, comando multinazionale utilizzato per interventi in aree di crisi. I Cobas giustamente si domandano: «Come mai questi personaggi da servizi segreti ad Arese per licenziare? e soprattutto, chi li ha messi lì?».

Questo l'inizio dell'articolo del 7 febbraio, sempre sul sito dello SLAI COBAS, intitolato:
ALFA ROMEO / NATO / SERVIZI SEGRETI Processo per la CIMICE a PALAZZO MARINO: Interrogata ANGELA DI MARZO, titolare dell’azienda spionistica che un anno fa ha licenziato 70 operai Alfa Romeo”.

“LAVORO CON I VERTICI DELLA NATO”
“FACCIO SERVIZI SEGRETI”
“SONO AMICA DI COLONNELLI e GENERALI”
“ALL’ALFA ROMEO HO LICENZIATO TUTTI I 70 OPERAI DI INNOVA SERVICE”

Nei giorni scorsi, al palazzo di giustizia di Milano presso la IV penale, giudice dott.ssa De Cristofaro, si è tenuta la quarta udienza del processo contro Angela Di Marzo, responsabile di Innova Service, la società di servizi che l’11 febbraio 2010 ha licenziato all’Alfa Romeo di Arese 70 operai, Lorenzo Fabbrizzi, capo del personale di Innova Service e Giuseppe Angelo Di Marzo, fratello di Angela e capo del personale all’Alfa Romeo di Arese con un’altra società della sorella (DM e ora ISMI) con la quale dal 2007 ad oggi sta gestendo la guardianìa alla portineria Est della stessa Alfa Romeo.

Fabbrizzi , la Di Marzo e il fratello, chiamati nel settembre 2009 dal comune di Milano a verificare la presenza di cimici in alcuni uffici, sono accusati di aver invece installato una microspia nell’ufficio di Giuseppe Sala, ex direttore generale di Palazzo Marino e oggi amministratore delegato di Expo 2015.

Il PM dott. Civardi ha chiesto ad Angela Di Marzo di esporre le sue qualità e competenze lavorative. La Di Marzo ha così risposto:

“Ho delle qualifiche istituzionali delle quali non posso fornire alcuna informazione”.
“Lavoro con la NATO”. “Dico quello che posso dire: nel 2009 si trasportavano le più alte cariche della NATO, si fornivano i mezzi e si portavano nei vari percorsi dove volevano andare”.
“Il mio tecnico era Lorenzo Fabbrizzi”; “l’ho conosciuto attraverso un mio ex socio, col quale avevamo una società chiamata TOP SECRET”. …

2012-02-25
ITALIA
2012-02-24
Aldrovandi, stampa alla sbarra - di Paolo Boldrini su l'Espresso

Dal direttore del quotidiano La Nuova Ferrara riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

è sempre bello tornare nella propria città. Non sarà così, però, il primo marzo: in Tribunale a Mantova, con alcuni colleghi, sono imputato in un processo per diffamazione.

Dove sta la notizia? Il fatto è che siamo alla sbarra per aver dato voce a Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi. Una donna coraggiosa che, grazie al suo blog, ha fatto emergere la verità sulla morte del figlio di 18 anni: non per un'overdose, ma per le conseguenze di un fermo di polizia.

Quattro poliziotti sono stati condannati in primo e secondo grado. Ma questa è una guerra che non finisce mai, perché dall'altra parte della barricata c'è una pm, Mariaemanuela Guerra, che ci ha mitragliato di querele ogni volta che la Moretti parlava dell'inchiesta e dei suoi lati oscuri.

Ne ho collezionato un pacco, che conservo sulla scrivania.

Alla Guerra, prima titolare delle indagini, è stato rimproverato da più parti di non essere andata sul luogo in cui morì Federico il 25 settembre 2005 fidandosi della versione dei poliziotti. Poi abbandonò l'inchiesta, che in mano ad un altro pm, Nicola Proto, subì un'accelerazione decisiva. Nella motivazione della sentenza d'appello di Bologna, il giudice Luca Ghedini scrive tra l'altro: «...Le indagini preliminari? Iniziate nella sostanza vari mesi dopo i fatti e in seguito alla sostituzione del primo pm (la Guerra)». …

2012-02-24
ITALIA
2012-02-24
LA VIOLENZA SOTTOTRACCIA - di Giovanni Bianconi sul Corriere

Se il capo della polizia decide di utilizzare parole forti come quelle che ha pronunciato durante la sua audizione alla Camera a proposito dei pericoli che possono derivare dalla violenza degli anarco-insurrezionalisti, non è il caso di sottovalutare il segnale che ha voluto lanciare. Non per essere allarmisti, ma per meglio misurarsi con la realtà che ha descritto, e che di tanto in tanto si manifesta con qualche messaggio esplosivo o fuoco di piazza. Per attrezzarsi con gli strumenti di comprensione adeguati di fronte a ciò che è accaduto e può accadere. Per non stupirsi alla prossima manifestazione che dovesse sfociare in tumulti o in scene di guerriglia urbana, come fossero fulmini a ciel sereno. Perché il cielo, dice il responsabile tecnico della sicurezza in Italia, non è sereno.
  Manganelli è un investigatore esperto, oltre che un affidabile alto funzionario dello Stato. Ha parlato di «assassinio» messo nel conto dai sovversivi del nostro tempo perché loro stessi hanno utilizzato quel termine, in un documento messo in circolazione via Internet. Non ci sono, a quel che si sa, indagini che hanno svelato progetti specifici. Ma il fatto stesso che si discuta anche di questo salto di qualità, tra chi nell’ombra spedisce pacchi-bomba o col volto coperto tenta di incendiare le città com’è accaduto a Roma nell’ottobre scorso, è un sintomo che qualcosa potrebbe mutare anche nei progetti di chi ipotizza di lanciare una molotov o commettere un omicidio «senza alcuna gerarchia di importanza». …


Non aspettatevi niente dalla seconda metà dell'articolo, che continua a sottilizzare sul nulla, non dà un briciolo di notizia ma continua a ribadire la professione di fede sintetizzabile in quattro parole: “se lo dice lui…”

Il fatto che un giornalista esperto e capace come Bianconi si riduca ad argomentare (si fa per dire) con il passaggio che ho evidenziato in grassetto – e che qualsiasi decente “complottista” si vergognerebbe di pensare – dà l'idea di come vada fatta sentire forte "La voce del padrone".

Il tutto in bella evidenza sulla prima del Corriere e registrato nella rassegna stampa della Camera.

Sulle rabdomantiche e indimostrabili intuizioni di Manganelli vedere questa segnalazione di ieri.

2012-02-23
ITALIA
2012-02-23
Il governo rivuole 600 milioni da Alemanno - di Ernesto Menicucci sul Corriere

ROMA - Rientrare dai soldi anticipati, in un modo o nell'altro. E farlo nel più breve tempo possibile, «entro il 31 dicembre 2012». Il governo batte cassa con Roma Capitale: il tempo del prestito sine die è finito, è l'ora del recupero crediti.
C'è un emendamento, che venerdì andrà in Consiglio dei ministri, che non farà piacere a Gianni Alemanno e che irrigidisce ancora di più i rapporti tra Palazzo Chigi e Campidoglio, scesi ai minimi storici dopo il «no» alle Olimpiadi. Il sindaco ha chiesto, in una lettera, «più investimenti e infrastrutture per Roma»? E, dagli uffici del premier, replicano con un codicillo al «federalismo demaniale» che può essere riassunto così: rivogliamo i nostri soldi.

Il tema è quello della valorizzazione delle caserme, operazione che serve a compensare i 600 milioni (più interessi) prestati da Palazzo Chigi al Comune per il rientro dal buco di bilancio (12,4 miliardi, secondo il sindaco «ereditati dalle giunte di centrosinistra»). A giugno 2010, tra Ministero della Difesa - c'era Ignazio La Russa - e il Campidoglio venne firmato un protocollo d'intesa, nel quale venivano elencati alcuni beni: i primi quattro della lista sono la caserma di via Guido Reni, la «Direzione magazzini del commissariato» a via del Porto fluviale, i «Magazzini A.M.» di via Papareschi e il Forte Boccea. Questi quattro immobili, ora, «sono restituiti all'Agenzia del demanio» per «essere alienati entro il 31 dicembre 2012». Il ricavato della vendita va allo Stato, per coprire l'anticipo dato a Roma Capitale. Se l'alienazione non riesce, il Demanio può destinare gli edifici ad usi governativi. E fino a qui, il Comune c'entra poco.

Dove entra in ballo Roma Capitale è più avanti. La norma che è allo studio, e che dovrebbe essere approvata dal Cdm dopodomani, dice chiaramente: «Qualora le somme rinvenienti dalla vendita siano insufficienti a rimborsare l'anticipazione concessa, inclusi gli interessi maturati, Roma Capitale cede allo Stato - per la restante parte e fino alla concorrenza dell'importo anticipato - immobili di proprietà comunale condotti in locazione passiva da amministrazioni statali, o idonei ad essere destinati ad uso governativo ovvero utilizzati per attività istituzionali da Roma Capitale stessa». Tradotto: se non basta la vendita e valorizzazione delle quattro caserme in questione, il Campidoglio dovrà cedere i suoi «tesori»: in teoria, anche i palazzi oggi sedi istituzionali, da Palazzo Senatorio all'Anagrafe, tanto per fare gli esempi più importanti. In questo caso, il governo prevede una piccola clausola di salvataggio: «Per questi ultimi lo Stato, dal 1 gennaio 2013, si impegna a sottoscrivere un contratto di locazione a canone ricognitorio». E così il Comune passerebbe da proprietario ad affittuario. La certificazione della caduta in disgrazia.

Nel fotogramma a fianco la famosa scena della vendita della fontana di Trevi, dal film Totòtruffa 62.

Post Scriptum del 2012-02-28

Un breve trafiletto a pagina 2 della cronaca di Roma del Corriere informa dello scampato pericolo per Alemanno in: “Caserme, il Campidoglio non cederà i gioelli” – l'occhiello spiega il motivo: Dal governo no all'emendamento.

2012-02-23
GLOBO
2012-02-22
Banca Mondiale, Bill Gates favorito sfiderà Geithner e Hillary Clinton - di Federico Rampini su Repubblica

NEW YORK- Quando Mario Monti riceverà Bill Gates domani pomeriggio a Palazzo Chigi, potrebbe avere di fronte il prossimo presidente della Banca mondiale. Il nome di Gates da ieri è schizzato in vetta al toto-nomine per la guida della World Bank, dopo l'annuncio che non si ricandiderà per un secondo mandato l'attuale presidente Robert Zoellick. Tocca all'Amministrazione Obama, in base alla tradizione, designare anche il prossimo presidente (Zoellick era stato insediato da George Bush). Il fondatore della Microsoft ha molte carte in regola. …

2012-02-23
ITALIA
2012-02-22
La Rai, la Fiat e il risarcimento milionario - di Milena Gabanelli sul Corriere

Questa (da primaonline) l'ANSA del 20 febbraio.

(ANSA) - TORINO, 20 FEB - Il tribunale civile di Torino ha condannato la Rai e il giornalista Corrado Formigli a risarcire con cinque milioni di euro Fiat Group Automobiles. La sentenza si riferisce a un servizio trasmesso da “Annozero” il 2 dicembre 2010 in cui era stata criticata una vettura prodotta dalla casa torinese, la Alfa Mito, in un modo che il giudice Maura Sabbione ha definito “denigratorio”. Fra i convenuti c’era anche Michele Santoro, il quale, però, secondo il magistrato non ha responsabilità. Nel corso della causa civile il giudice ha composto un collegio super partes di periti di cui ha fatto parte anche l’attuale ministro Francesco Profumo, all’epoca rettore del Politecnico di Torino. Fiat Group è stata patrocinata dagli avvocati Michele Briamonte e Marco Carbonaro, mentre le controparti dell’azienda erano assistite dagli avvocati Natalia Ferro e Annamaria Simonotti. (ANSA).

E questo il passaggio della lettera relativo al «collegio super partes di periti».
Ma leggere anche le considerazioni della bravissima Gabanelli riguardo la quantificazione del danno.

… Il primo: la perizia affidata dal tribunale ad un collegio di esperti composto dal professor Francesco Profumo, dal professor Federico Cheli e dal professor Salvatore Vicari. Profumo, oggi ministro, al momento del conferimento dell' incarico era rettore del Politecnico di Torino. La difesa di Formigli ha obiettato che il Politecnico di Torino viene finanziato dalla Fiat (nel 2011 Fiat e Politecnico hanno rinnovato fino al 2014 l' accordo di collaborazione che ha permesso, alla fine degli anni Novanta, di istituire il corso di laurea in ingegneria dell' autoveicolo). Dal curriculum del professor Cheli emerge che: «Da anni è responsabile di una serie di contratti di ricerca tra il Politecnico di Milano e, tra le altre, le società Pirelli Pneumatici, Bridgestone, Centro Ricerche Fiat, Ferrari Auto, Fiat Auto». Salvatore Vicari, docente alla Bocconi, è stato nel consiglio d' amministrazione della Valdani-Vicari & Associati. Dentro la Valdani-Vicari troviamo l' ex direttore generale di Teksid France (gruppo siderurgico fondato da Fiat). Dalla Valdani Vicari invece proviene l' attuale tax senior specialist di Fiat Services. È possibile domandarsi se nella loro valutazione ci sia imparzialità? Secondo aspetto: la quantificazione del danno. …

2012-02-23
ITALIA
2012-02-22
Sicurezza, Manganelli: “Salto di qualità degli anarchici, ora parlano di uccidere” - su il Fatto Quotidiano

Il capo della polizia lancia l'allarme in audizione alla Camera: "Il fenomeno dell'anarco insurrezionalismo è stato colpevolmente trascurato in questi anni perché non ha fatto ancora il morto". Intanto D'Alema, presidente del Copasir dice: "L'Italia è minacciata anche dal terrorismo internazionale e dall'eversione interna"

L’area anarco-insurrezionalista “è pronta a fare il salto di qualità, è pronta all’assassinio”.  L’Italia è minacciata anche “dal terrorismo internazionale e dall’eversione interna”. Due allarmi gravi. Il primo del capo della polizia, Antonio Manganelli, in un’audizione davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera. Il secondo del presidente del Copasir Massimo D’Alema. …

Se a questo si aggiunge che la Val di Susa “è storicamente terreno tradizionale di espressioni antagoniste, dove sono nati e vissuti esponenti di Prima Linea e dove ancora oggi c’è la presenza piuttosto stabile di personaggi di spicco dell’area anarchica radicale” non è difficile prevedere che il “dissenso rispetto a chi prevede la realizzazione dell’alta velocità, nato con le prime opere di cantierizzazione, sia destinato a continuare”. Prova della radicalizzazione dello scontro è l’aumento del numero delle manifestazioni: “Lo scorso anno abbiamo battuto ogni record di manifestazioni pubbliche: quelle regolarmente preavvisate, discusse in sede di Comitati provinciali di ordine pubblico e oggetto di ordinanza del questore sono state 10.461, oltre il 40% in più rispetto al 2008 e al 2009, il 10% in più rispetto al 2010?.. …

In calce alla pagina in rete – preceduti dall'indicazione Ti potrebbero interessare anche – i riferimenti ad altri articoli, vecchi di mesi o di anni uno solo dei quali ha a che vedere con la Tav; di fianco, sotto la dicitura Articoli correlati, il riferimento all'articolo “Colpi di mazza e vernice contro la sede della Uil”.

Altri articoli:


Notizie davvero allarmanti: quando si evocano (coralmente) i fantomatici anarco-insurrezionalisti, si fanno analisi legate al “territorio” rispolverando perfino Prima Linea e sommandole al «record di manifestazioni pubbliche» c'è da aspettarsi di tutto.

Da parte di chi parla così.

2012-02-23
ITALIA
2012-02-21
Caselli e i No Tav «C'è un clima d'odio vogliono zittirmi» - di Giovanni Bianconi sul Corriere

L' intervista | Il procuratore di Torino che ha ottenuto l' arresto di alcuni esponenti del movimento: non la do vinta ai violenti, gli incontri si faranno in luoghi sicuri

Il magistrato annulla la presentazione del libro

L' appuntamento era fissato per ieri alle 18, libreria Feltrinelli di piazza Duomo a Milano, presentazione del libro del procuratore di Torino Gian Carlo Caselli Assalto alla giustizia, con Armando Spataro e Nando dalla Chiesa. Da giorni però il tam tam trasmesso soprattutto via computer faceva sospettare che dentro e fuori non ci sarebbero stati solo gli interessati al dibattito, ma anche i contestatori del magistrato accusato di voler criminalizzare il movimento No Tav con i recenti arresti per gli scontri dell' estate scorsa in Val di Susa: «Andiamo a esprimergli il nostro punto di vista a proposito di "assalti" e di "giustizia"». Risultato: presentazione annullata «per evitare problemi di ordine pubblico». Era già successo a Torino, per un altro incontro con Caselli relatore. …

Che effetto le fa trovare tra i più accesi detrattori dell'inchiesta persone con cui in passato s'è trovato d'accordo, o addirittura amici di vecchia data come l'ex giudice Livio Pepino?
  «Ai tempi del terrorismo, a sinistra mi chiamavano "servo sciocco" del generale Dalla Chiesa. Non mi sono impressionato allora né mi impressiono oggi, quando si fa il proprio dovere si mette in conto tutto».


Si sosteneva una volta che “i magistrati parlano solo con le sentenze” o, per i magistrati non giudicanti, “solo con gli atti”.   Da un po' di tempo a questa parte – a volte con le migliori intenzioni, altre volte per necessità se non per disperazione – questo principio è stato messo in discussione se non addirittura rovesciato (cfr.: qui).

Però…

  1. Caselli ha eloquentemente “parlato” con i mandati di arresto di cui si è saputo il 26 gennaio scorso (vedere questa segnalazione e le successive) ma poi li ha anche commentati con dichiarazioni che hanno avuto notevole risonanza.
    Da un po' sta girando l'Italia per presentare il suo libro, a Milano (preventivamente e su iniziativa dei promotori) è stata annullata una presentazione; dagli articoli succitati si vede quante interviste ne sono scaturite.
    In questa intervista dice che vogliono… zittirlo – vi sembra che sia così?
  2. E non vi sembra che sia legittimo domandarsi se queste polemiche danneggeranno o favoriranno le vendite?
    Che dire poi del fatto che gli arresti arrivano sei mesi dopo i fatti ma due settimane dopo l'uscita del libro?
    In tutto questo ci si può chiedere se sia sempre dignitoso e opportuno che tanti “servitori dello Stato” facciano ricorso al ''doppio lavoro'' di scrivere libri?
  3. Il secco articolo di fortissima critica dell'ex giudice Livio Pepino – oltre a sottolineare, dal punto di vista giuridico, la discrezionalità e la gradualità delle misure si evidenziano le dichiarate motivazioni di prevenzione dell'ordine pubblico – era stato segnalato (e commentato) qui a fine gennaio.
    Non mancare di tener presente che Pepino è il direttore della rivista Narcomafie edita da Libera, che fa il comunicato di solidarietà con Caselli.
  4. Nell'immagine qui sotto vedete Gian Carlo Caselli (a sinistra) e i No Tav che si studiano.
2012-02-22
GLOBO
Gene Sharp (scheda)

Ad integrazione dell'articolo di Giulietto Chiesa della segnalazione precedente riporto in questa scheda alcuni riferimenti su Gene Sharp o a persone o enti a lui collegabili.

Gene Sharp
Gene Sharp – scheda sul sito dell'Albert Einstein Institution
GENE SHARP – A Biographical Profile - sul 'Canadian Centres for Teaching Peace'
Online Books by Gene Sharp – su 'The Online Books Page'
  Contiene i riferimenti a 7 suoi libri in formato pdf, liberamente scaricabili.
Politica dell'azione nonviolenta - sul sito della 'Albert Einstein Institution'
  Nella pagina l'indice e i link ai file pdf dei 3 volumi in cui è diviso il libro:
  1. POTERE E LOTTA (163 pagine)
  2. LE TECNICHE (340 pagine)
  3. LA DINAMICA (315 pagine)
Serbian non-violence group shares know-how with Egyptian activists - Ivica Petrovic - su dw.de, 17 febbraio 2011
Shy U.S. Intellectual Created Playbook Used in a Revolution - Sheryl Gay Stolberg - New York Times, 16 febbraio 2011
The roots of Egypt’s pro-democracy movement - Eric Stoner - Waging Nonviolence, 15 febbraio 2011
A Tunisian-Egyptian Link That Shook Arab History - David D. Kirkpatrick e David E. Sanger - New York Times, 13 febbraio 2011
Strategie non violente al servizio dell’Impero - Fabio Giovannini - su resistenze.org da: “La Rinascita della sinistra”, 3 marzo 2006
Albert Einstein Institution
Albert Einstein Institution – Wikipedia
Albert Einstein Institution – scheda su SourceWatch
More on ICNC & the "Nonviolent" Military Industrial Complex - quota.net, 10 marzo 2011
Debate on the Albert Einstein Institution and its Involvement in Venezuela - Venezuelananalysis.com, 5 agosto 2008
La pagina contiene un articolo di Stephen Zunes del 27 giugno ed uno di George Cicariello-Maher e Eva Golinger del 4 agosto – in calce i riferimenti a diversi altri articoli in tema di destabilizzazione in Venezuela da parte degli Usa.
The Albert Einstein Institution: non-violence according to the CIA - Thierry Meyssan - VoltaireNet, 4 gennaio 2005
  [ The Albert Einstein Institution: non-violenza secondo la CIA ]
  Un articolo del 2005 in cui si dice di Gene Sharp, dell'Albert Einstein Institution e di diversi componenti del Board, del colonnello Robert Helvey, del viaggio di Sharp e del suo assistente Bruce Jenkins a Pechino nel giugno 1989 due settimane prima degli eventi di piazza Tienanmen (entrambi successivamente espulsi dalle autorità cinesi), dei lituani Vytautas Landsbergis e Audrius Butkevicius, dell'organizzazione serba Otpor, ecc., ecc.
Who is Col. Bob Helvey? - Jonathan Mowat - su raek.nl da: onlinejournal.org, 27 ottobre 2009
Il Golpe post-moderno -special report - resistenze.org, 20 marzo 2008
  Traduzione di 3 articoli di Jonathan Mowat, tra cui quello già citato.

E qual'è la casa editrice che ha pubblicato i 3 volumi dell'opera "POLITICA DELL'AZIONE NON VIOLENTA" (i primi due nel 1985 e nel 1986, il terzo nel 1997) ?

Abbastanza sorprendentemente la EGA, la casa editrice del Gruppo Abele che ha anche pubblicato un altro suo libro, come ricorda Giovannini nell'articolo citato:

Nel frattempo Sharp suggeriva le tecniche per resistere a una fantomatica invasione sovietica dell’Europa in Verso un’Europa inconquistabile (Gruppo Abele 1989, con introduzione di Gianfranco Pasquino, ma l’edizione originale aveva una prefazione dell’ambasciatore anticomunista George F. Kennan, sostenitore del “contenimento” sovietico all’epoca della guerra fredda), teorizzando la nascita di migliaia di “gruppi di resistenza” molto simili alla nostra Gladio.

2012-02-22
GLOBO
2012-02-18
Come si abbattono i regimi - di Giulietto Chiesa su Megachip

Un articolo che parte dalla recente pubblicazione, da parte di Chiarelettere, del libro di Gene Sharp 'COME ABBATTERE UN REGIME' per fare riflessioni e collegamenti – peraltro già in circolazione da tempo ma che è opportuno rinfrescare – sul 'Potere' e i mezzi di manipolazione delle masse.

Il libro risulta tradotto in quasi trenta lingue, sicuramente in arabo, in russo e in cinese. E si capisce il perché, leggendolo. Perché le centrali sovversive guardano già a Mosca e  San Pietroburgo, a Pechino e Shanghai. Si capisce anche che contenga qualche contraddizione, come accade a tutti i bestsellers. La tesi centrale  del libro è che ogni dittatura può essere abbattuta, “purchè la ribellione nasca dall’interno”. Ovvero: purchè sembri che essa nasca dall’interno.

Viene in mente subito la Libia. E, ai giorni nostri, la Siria, o anche la Russia.

Infatti Gene Sharp spiega subito che, per nascere dall’interno, se non ci arriva da sola, la ribellione, deve “essere ispirata” da qualcuno. Ecco: il libro di Sharp è un manuale per formare gli “ispiratori”. Per questo – ma Sharp non lo dice – è sufficiente avere molti soldi, a decine e centinaia di milioni. Infatti, queste ribellioni avvengono di regola – così è stato fino ad ora – nei luoghi dove i redditi sono bassi, più bassi, e dove il denaro è l’arma principale per “ispirare”. Senza questo “differenziale” di ricchezza, non c’è ispirazione che tenga. E il primo suggerimento da dare agl’ingenui che non conoscono il Potere è proprio quello di chiedersi: come mai gl’«ispirati» che Gene Sharp cerca sono tutti nei paesi che soffrono di quel differenziale?

Non sarà che, ad essere «ispirati», sono gl’intellettuali dei paesi più poveri? Con i proventi di quel differenziale  si possono finanziare centinaia e migliaia di borse di studio, di grants per professori universitari, che accorreranno nelle università britanniche, americane, francesi, tedesche, nei think-tank occidentali, dove verranno educati in piena libertà ad amare solo i valori occidentali, e dove vedranno aprirsi autostrade per le loro carriere future. In patria dopo la vittoria, all’estero in caso di sconfitta.

L'elenco dei media o delle fondazioni oramai palesemente al servizio di queste manipolazioni che fa Chiesa comprende: 'Giornalisti senza frontiere', Carnegie Endowment for International Peace, Avaaz (vedere questa segnalazione di ieri), Free Europe, Radio Liberty, Deutsche Welle, Al Jazeera, Al Arabiya.

Con una notizia poco nota, se non originale, su Sharp (Chiesa lo definisce: profeta delle “rivoluzioni regressive”) e sui suoi collegamenti con Audrius Butkevicius «che divenne poi ministro della difesa della repubblica, e che, quel 15 gennaio 1991, organizzò la sparatoria».

«Non posso giustificare il mio operato di fronte ai familiari delle vittime – dice Butkevičius, che allora aveva 31 anni – ma davanti alla storia io posso. Perchè quei morti inflissero un doppio colpo violento contro due cruciali bastioni del potere sovietico, l’esercito e il KGB. Fu così che li screditammo. Lo dico chiaramente: sì, sono stato io a progettare tutto ciò che avvenne. Avevo lavorato a lungo all’Istituto Einstein, insieme al professor Gene Sharp, che allora si occupava di quella che veniva definita la difesa civile. In altri termini si occupava di guerra psicologica. Sì, io progettai il modo con cui porre in situazione difficile l’esercito russo, in una situazione così scomoda da costringere ogni ufficiale russo a vergognarsi. Fu guerra psicologica. In quel conflitto noi non avremmo potuto vincere con l’uso della forza. Questo lo avevamo molto chiaro. Per questo io feci in modo di trasferire la battaglia su un altro piano, quello del confronto psicologico. E vinsi».


Di questo libro e dello stesso Gene Sharp parlava, molto criticamente, questa segnalazione del giugno scorso, che rimandava ad un intervento di Andrea Montella sul sito 'Iskra' del novembre 2010.

2012-02-21
SIRIA
2012-02-18
SIRIA: ECCO LE DETTAGLIATE PROVE DI TUTTE LE MENZOGNE DELLA NATO. - di Orwell 2012 su facebook

Ecco le dettagliate prove di come la Nato stia architettando una fantomatica ribellione popolare per muover guerra ed invadere l’ennesimo stato medio-orientale, il tutto all’ombra dell’opinione pubblica, incantata per l’ennesima volta dalla sconcertante disinformazione, orchestrata ad-hoc su scala planetaria.

Come prima cosa va detto che tutte le informazioni ufficiali sulla ribellione in Siria hanno essenzialmente un’unica fonte: L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. …

Ma cos’é esattamente questo Osservatorio Siriano?  

É una sola persona, che vive a Coventry, in Inghilterra, e riceve via telefono dalla Siria le varie informazioni che poi rigira agli organi di stampa.

Tutte le informazioni che provengono dalla Siria vengono filtrate da un solo uomo e poi riportate al mondo; chi ci assicura che Rami Abdulraham, questo é il suo nome, non sia controllato da nessuno?

Una sola fonte per una intera paese é sintomatica di informazione manipolata.

Seguono una dozzina di video (da YouTube) che mostrano clamorosi casi si manipolazione e numerosi riferimenti.

L'obbiettivo, mostrato chiaramente dalla cartina a fianco, è di circondare l'Iran per poi attacccarlo.

2012-02-21
GLOBO
2012-02-18
Sostenere il governo USA senza saperlo: il grave esempio di “Avaaz” - su Sinistra.ch

L’associazione non governativa “Avaaz” sta spopolando su internet e nei circoli della sinistra liberal occidentale in nome della difesa dei diritti umani. Pochi conoscono però chi si cela dietro questa organizzazione che di umanitario ha solo l’apparenza e che è stata creata per “coprire a sinistra” gli interessi geopolitici ed economici dei poteri forti occidentali, soprattutto americani. La tattica è molto semplice: si promuovono decina se non centinaia di petizioni su temi umanitari, democratici, anti-corruzione che trovano immediato consenso fra il pubblico di sentimenti progressisti (ad esempio la lotta contro la censura su internet oppure il riconoscimento della Palestina). Fra di essi vi sono anche attacchi ai governi occidentali e contro lo strapotere delle banche,  così da convincere questo pubblico particolare della bontà della ONG. Fra tutti questi temi – che poi non sortiranno in gran parte comunque nessun risultato – si inseriscono invece questioni strategiche per i padroni nascosti di “Avaaz” (governi, multinazionali, eserciti) che così potranno più facilmente superare la diffidenza da parte della popolazione genericamente di “sinistra”, che non sospetterà mai che dietro a questi presunti critici degli USA è nascosto proprio il Partito Democratico del presidente Obama e dell’ex-presidente Cliton, attraverso l’organizzazione “MoveOn” che sta alla base di “Avaaz”, e che ha ricevuto un finanziamento di 1,46 millioni di dollari da George Soros per utilizzarla nella battaglia elettorale contro il Partito Repubblicano. …

Un eccellente rapporto, con numerosi riferimenti, ognuno dei quali merita di essere approfondito.

Tra gli ispiratori o i sostenitori sono menzionati: Obama, Clinton, George Soros, Bill Gates, la Fondazione Rockefeller,il sionismo (è detto nel link Indymedia Barcellona).

Obbiettivi – non dichiarati ma riconoscibili – sono: la Bolivia di Evo Morales, l'Iran (anche La Stampa si premurata di cautelarsi già dal settembre 2010 pubblicando: “Sakineh: è se fosse stata una bufala?”), la Siria.



Fernando Cardoso, Ban Ki-moon, Rick Patel, Richard Branson

Poichè da oltre un anno avevo scoperto dell'esistenza di Avaaz (già l'orribile nome suscitava sospetti ed è stato facilissimo trovare conferme) aggiungo qualche altro riferimento in cui si è parlato di Avaaz, alcuni favorevolmente altri criticamente.

2012-02-21
GRECIA
2012-02-20
Dichiarazione dell'Ufficio Stampa: Per le Manifestazioni di Solidarieta al Popolo Greco - sul sito del KKE

Il KKE invia il messaggio a tutti i lavoratori d' Europa : Non c'è bisogno che "diventiate greci" per confortare il popolo della Grecia. Vi invitiamo ad incontrarci nella stessa strada per i diritti attuali della classe operaia e degli strati popolari poveri, per ostacolare e rovesciare il nostro nemico comune, la dittatura dei monopoli, l'UE, i partiti che li servono.

Il rovesciamento di questi in ogni paese o gruppo di paesi,la socializzazione dei monopoli, lo svincolamento dall' UE, dalla NATO, con il potere operaio-popolare sarà il contributo più grande alla lotta dei popoli d' Europa e del mondo. Lo slogan più moderno e più contemporaneo, che oggi è più attuale che mai, è:

PROLETARI DI TUTTI I PAESI UNITEVI

2012-02-21
ITALIA
2012-02-20
«Nel 2013 un governo politico» - sul Corriere

Un breve video (1'17") con un passaggio dal discorso del presidente del Consiglio Mario Monti in visita ieri a piazza Affari a Milano.

Da cui trascrivo questo frammento.

Io confermo che questa sarà una parentesi di breve, brevissima durata e che al più tardi nella primavera dell'anno prossimo ci sarà un ritorno pieno – non dico della democrazia perché siamo nel pieno della democrazia e del rispetto della Costituzione anche oggi – ma un ritorno pieno delle forme consuete, animate dalle forze politiche in prima persona e non attraverso una sorta di intercapedine come è oggi.

Ma io sono sinceramente convinto, questo è quello che dico all'estero ma voglio dirlo anche in Italia, che bisogna avere fiducia lo stesso. Per due ragioni, una relativa agli italiani e una relativa ai politici italiani.

Le due ragioni vanno cercate sui giornali di oggi perché il video finisce così, ma già questo brevissimo passaggio – parecchio ripreso, ma non nella sua completezza – dice molto.


  1. Innazitutto è da dire che l' “excusatio non petita” di Monti su democrazia e rispetto della Costituzione è la conferma della fondatezza di sospetti e allarmi di “golpe” e complotti sollevate dal suo fulmineo insediamento.
    Parecchie segnalazioni di novembre battono su questi punti.
  2. Quanto al rassicurante messaggio ai politici sul «ritorno pieno delle forme consuete» mi sembra un'assoluta (e impagabile) novità per la politica italiana.
    È infatti la prima volta che il burattinaio si mostra palesemente al di sopra dei burattini e – sommo dileggio – li rassicura che saranno oscurati solo per il tempo di fare sul serio ma poi torneranno di nuovo padroni della scena, a beneficio degli italiani che continuano a credere a tutto.
  3. È innegabile che queste parole scritte a proposito di avvenimenti di quattro secoli fa calzano benissimo a quanto vediamo al giorno d'oggi (sono in questo articolo del luglio 2010 sul blog amico 'Iskra').
    Nel suo modo di procedere il nascente sistema capitalistico se da un lato, grazie ai suoi teorici utopici, descriveva società paradisiache, nella realtà produceva le crisi, la frantumazione in mille rivoli di interessi contrastanti e conflitti continui. E sono queste lotte che rendono necessario un tipo di democrazia guidata capace di selezionare i propri capi. Nasce, quindi, il bisogno del capo carismatico capace di far superare rapidamente le difficoltà e di rompere gli impedimenti. E' in questo periodo che nasce la figura moderna del dittatore, che dall'interno di un sistema parlamentare riesce ad accentrare il massimo dei poteri. Il primo caso fu quello di Oliver Cromwell, esponente della nascente borghesia britannica che per primo fece tagliare la testa ad un re, Carlo I nel 1649 (144 anni prima dell’esecuzione di Luigi XVI in Francia).
  4. Sulle connesioni di Cromwell e la nascita del capitalismo è stato detto molto, come si può capire solo consultando qui, qui e qui.
  5. Sulle evocazioni dirette o indirette che ho notato sul tema del "dittatore", rimando a questa segnalazione di un articolo di Michele Salvati del novembre scorso, che a sua volta rimanda ad altre variazioni sul tema dello stesso Salvati.
2012-02-20
ITALIA
2012-02-20 17:55
Detenuto 22enne si impicca a San Vittore Aveva denunciato di aver subito violenze - sul Corriere

MILANO - Tragica fine per Alessandro Gallelli, un detenuto di 22 anni accusato di violenza sessuale e molestie ai danni di ragazze minorenni, da quattro mesi in carcere in attesa di giudizio. Il ragazzo si è impiccato sabato pomeriggio, facendo un cappio con la sua felpa. …

L'INDAGINE - A quanto riferisce l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, Gallelli «aveva più volte denunciato di aver subito violenze», notizia però smentita dalla direzione del carcere. Peraltro, il ragazzo era detenuto in isolamento. Il pm Giovanni Polizzi ha avviato un'indagine, al momento senza ipotesi di reato, …

ISTANZA DI SCARCERAZIONE - «Sono sconcertato per quanto di terribile è successo - ha detto l'avvocato Giuseppe Lauria -. I genitori mi avevano affidato l'incarico di difenderlo e io, fin da subito, avevo presentato istanza di scarcerazione con richiesta di arresti domiciliari, ma era stata respinta. Dopo l'emissione di rigetto, datata metà gennaio, il padre mi aveva revocato il mandato di conferimento, ma questa vicenda mi era rimasta a cuore. Non vi erano, a mio parere, gravi indizi di colpevolezza e Alessandro era incensurato». …

LA DIREZIONE DEL CARCERE - I vertici della casa circondariale di San Vittore smentiscono che il ragazzo abbia mai subito violenze in carcere. …

IL PROCESSO - Era in corso il processo con rito abbreviato, nell'ambito del quale il 22enne era accusato di violenza sessuale, stalking, atti osceni in luogo pubblico e altri reati dal pubblico ministero Daniela Cento. A breve sarebbe stato affidato a una comunità. …

IN CELLA DA SOLO - Da quanto si è saputo, Gallelli avrebbe manifestato comportamenti aggressivi nei confronti degli altri detenuti, mentre dalle visite psichiatriche a cui era sottoposto non erano emersi rischi di comportamenti autolesionistici. …

Molto più scarna la notizia data da Repubblica in: “San Vittore, 21enne suicida in cella è il decimo caso in Italia da gennaio”.

Che sia il decimo (non sono riuscito a trovare quale fosse il nono, se il conteggio della segnalazione precedente è esatto) sembra confermato da questa pagina – aggiornata in data 20 febbraio – del sito 'Ristretti': “Morire di carcere: dossier 2000 - 2011”.


Altri recenti articoli di suicidi nell'ambito carcerario.

  • Suicida agente di polizia penitenziaria trovato impiccato in casa a Sessa Aurunca” - Il Mattino, 18 febbraio
    NAPOLI - «Siamo sgomenti e sconvolti. A 48 ore dal suicidio, a Formia, di un assistente capo di Polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Roma Rebibbia, abbiamo appreso di un altro suicidio di un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria». Lo rende noto Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo Polizia penitenziaria, Sappe. L'uomo, 41 anni, sposato e con due figli, si è tolto la vita questa mattina nella sua abitazione di Sessa Aurunca, nel Casertano, impiccandosi. …
  • Suicidi Polizia Penitenziaria: Agente si toglie la vita a Formia” - PoliziaPenitenziaria, 16 febbraio
    Aveva soltanto 43 anni, era sposato e padre di due bambini. Un agente di polizia Penitenziaria di Formia, Achille D.G., pare in servizio presso il carcere di Cassino, si è tolto la vita questa mattina, poco prima di mezzogiorno. nei pressi della Pinetina di Vindicio. L’uomo si è chiuso all’interno dell’abitacolo della sua utilitaria, una Peugeot 206, e si è rivolto alla tempia l’arma di ordinanza, una pistola calibro 9 sparandosi un colpo. …
2012-02-20
ITALIA
2012-02-17
Detenuto si suicidia a Opera E' l'ottavo da inizio anno - su Il Giorno

"Nessuno ha avvertito familiari e compagna"

Opera, 17 febbraio 2012 - Un detenuto di 58 anni si è impiccato nel carcere di Milano Opera. Lo rende noto
l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere
composto da Radicali Italiani, Associazione "Il Detenuto Ignoto", Associazione "Antigone" Associazione A "Buon Diritto", Redazione "Radiocarcere", Redazione "Ristretti Orizzonti".

Da inizio anno sono 8 i detenuti che si sono tolti la vita - è scritto in una nota - e 21 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 9 per cause ancora da accertare). Dal 2000 a oggi 700 detenuti si sono uccisi e ammonta a 1.954 il totaledei "morti di carcere". Cifra che supera le 2mila unità, sommando le vittime tra le fila della Polizia Penitenziaria: 85 per suicidio e 6 per "incidenti sul lavoro". Da ricordare - prosegue la nota - anche il suicidio del Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria della Calabria, Paolo Quattrone, e della direttrice del carcere di Sulmona, Armida Miserere.

L'ultima vittima è Pino Cobianchi, 58 anni, suicidatosi a Opera. E di questo evento tragico, informa il suo legale Laura Antonelli, non sono stati informati ne' i famigliari né la compagna di Cobianchi. "Sono stata io a darle la notizia - dice l'avvocato - quando invece è un preciso diritto del familiare contemplato dall'ordinamento penitenziario, in questi casi, di essere informati". Cobianchi era condannato all'ergastolo ed all'isolamento diurno per gli omicidi di tre prostitute tutti avvenuti nel 2003 in provincia di Toscana.

Più altri scampoli di pena, per una serie di rapine commesse con lo pseudonimo di "Robin Hood" e alcuni furti e incendi. Era stato a lungo recluso al carcere Don Bosco di Pisa, dopo aver peregrinato per 26 anni in varie carceri italiane: nel 79, infatti, era stato condannato a Milano per un delitto commesso l'anno prima al velodromo Vigorelli, dove aveva ucciso un diciottenne di vita che taglieggiava.

2012-02-19
SIRIA
2012-02-10
Homs, un testimone racconta il terrore: sono gruppi armati, non è Damasco - di Silvia Cattori sul suo sito

Il sommario, l'introduzione e solo una domanda e una risposta dell'intervista (ripresa qui da: resistenze.org) che dà una visione completamente diversa da quelle correnti – in particolare riguardo al CNS.

Il Siriano di cui ho raccolto la testimonianza vive a Homs, nel quartiere dove è stato ucciso Gilles Jacquier [giornalista francese, inviato di Antenne 2, morto lo scorso 11 gennaio, n.d.t.] e insieme a lui otto simpatizzanti siriani del governo Assad. I colpi di cannone cadevano intorno al suo edificio mentre parlavamo. Paralizzato dalla paura e dall’angoscia di una morte in agguato, parlava a voce bassa, con difficoltà.

Crediamo al quadro raccontato con sobrietà da questo uomo, padre di due figli. Crediamo alla sua sincerità. Ciò che lui afferma contraddice quanto affermano le autorità politiche - implicate nel conflitto - e i nostri media che persistono nel negare la realtà; ad attribuire distruzioni ed assassini alle forze armate siriane e affermare, a torto, che torturano bambini, violentano ragazze, uccidono intenzionalmente civili.

Ponendo il veto alla risoluzione proposta da Occidente e alleati arabi dei paesi del Golfo, Cina e Russia hanno dimostrato di non essersi lasciate ingannare da questa colossale disinformazione. Ma, dopo che il Consiglio di sicurezza dell’ONU si è riunito, le bande armate in Siria hanno raddoppiato i loro attacchi selvaggi sentendosi evidentemente forti del sostegno della cosiddetta «comunità internazionale». …

Silvia Cattori: In un articolo del 4 febbraio, il giornalista della AFP, Khaled Soubeih, afferma che, secondo i militanti anti-regime, «durante la notte, forze del regime hanno bombardato a colpi di mortaio e carri armati diversi quartieri ribelli come Baba Amro, Bab Dreib, Bab Sebaa, Bayada, Wadi Araba, e soprattutto Khaldiyé». Il Consiglio nazionale siriano (CNS) parla di 260 morti e centinaia di feriti. È questo quanto accaduto, secondo lei, nella notte tra venerdì 3 e sabato 4 febbraio 2012?

Risposta: Sparano da ogni parte.. vogliono uccidere.. I loro colpi hanno ucciso 20 militari che si trovavano nel nostro quartiere (Hadara).. Sono loro che sparano e ci bombardano. Li sente? Stanno bombardando il nostro quartiere proprio ora [11,40 di domenica 5 febbraio]. Sparano e uccidono all’impazzata tanto gli alauiti che i sunniti nei quartieri che controllano.

2012-02-18
ITALIA
2012-02-16
Processo Cassata, Fabio Repici: "Adolfo, perdonami, non mi fanno testimoniare" - di Fabio Repici su 19luglio1992

Stamattina è ripreso innanzi al Giudice di pace di Reggio Calabria il processo a carico del Procuratore generale di Messina, Antonio Franco Cassata, imputato di diffamazione in danno della memoria di Adolfo Parmaliana, commessa nel settembre 2009 con la divulgazione di un infame dossier anonimo redatto al fine di tentare di scongiurare la pubblicazione del libro “Io che da morto vi parlo”, biografia di Adolfo realizzata da Alfio Caruso.

Il dr. Cassata è l’unico Procuratore generale d’Italia che rivesta il ruolo di imputato; è anche, nella storia giudiziaria del paese, a mia memoria, l’unico magistrato chiamato a rispondere di diffamazione commessa con un dossier anonimo ai danni di una persona deceduta, Adolfo Parmaliana, che anni prima lo aveva denunciato al Consiglio superiore della magistratura. Il decreto di citazione emesso dalla Procura di Reggio Calabria a carico del dr. Cassata porta pure la firma del capo di quell’ufficio, il dr. Giuseppe Pignatone, giusto ieri nominato dal plenum del Csm all’unanimità alla guida della Procura della Repubblica di Roma. Eppure, nonostante ciò, la stampa continua a serbare un ingiustificabile silenzio (ingiustificabile con ragioni confessabili) su questo clamoroso processo. A rendere ancor più grave il silenzio complice della stampa sono le parole di Adolfo Parmaliana, lasciate a tutti i cittadini onesti con la sua ultima lettera. Come se in questo paese non bastasse nemmeno un’ultima denuncia in punto di morte da parte di un eroe civile per smuovere l’attenzione della stampa.

L’udienza di oggi, dopo l’astensione del precedente Giudice, amico e frequentatore dell’imputato, si è svolta davanti a un nuovo Giudice, Antonino Scordo. Sono state trattate le questioni preliminari e ammesse le prove richieste dalle parti civili (la moglie, i figli, i genitori e i fratelli di Adolfo Parmaliana), dall’imputato, assistito dall’avv. Armando Veneto e dall’avv. Alberto Gullino, e dal Pubblico ministero. Rispetto ai testimoni indicati dal P.m., in realtà, i difensori del dr. Cassata hanno chiesto l’esclusione di due soli testimoni, uno dei quali è l’estensore di queste righe, la cui audizione, pure, era stata già invocata da Adolfo nella sua ultima lettera.

Il Giudice ha accolto l’eccezione della difesa dell’imputato. Eppure, nel capo d’imputazione la Procura di Reggio Calabria ha contestato al dr. Cassata anche l’aggravante di aver agito per motivi abietti di vendetta contro il contenuto dell’ultima lettera di Adolfo. Il quale, dunque, spero mi perdonerà se il Giudice - non sono riuscito a comprendere in base a quale norma - ha deciso che io, dopo essere stato da lui onerato, insieme ad altre quattro persone, di testimoniare, non lo farò, perché così ha chiesto, attraverso i suoi difensori, il dr. Cassata. Il dr. Cassata: cioè uno dei due magistrati a cui si riferiva Adolfo nella sua ultima lettera.

Intanto, a rendere ancora più curioso l’andamento del processo, già si sa che il nuovo Giudice a breve non potrà più condurre il processo: l’8 marzo compirà 75 anni e perderà così le funzioni. Prima di quella data, dirigerà la sua ultima udienza in questo processo: l’1 marzo saranno sentiti i primi testimoni.
Fabio Repici

C'è una voce della Wikipedia su Adolfo Parmaliana.

In occasione del rinvio a giudizio Fabio Repici è intervenuto, lo scorso 10 dicembre, con il pezzo: “Franco Cassata a giudizio, la rivincita di Adolfo Parmaliana”.

Leggere anche, in data 9 dicembre, questa mia segnalazione e la successiva.

2012-02-18
ITALIA
2012-02-18
Lettera alla Cgil e al Tavolo della pace - su il Manifesto

Con questa lettera aperta intendiamo dissociarci nettamente dalla manifestazione indetta dal CNS a Roma per il 19 febbraio e non possiamo condividere le ragioni di quanti aderiscono a quella piattaforma. Ciò perché non vogliamo assolutamente un'altra guerra «umanitaria» che, come è avvenuto in Libia, sotto la pretesa di proteggere i civili ha scatenato la ferocia dei bombardamenti e dell'intervento Nato e ha aggiunto alla guerra civile sul terreno, un altro bagno di sangue molto, molto più grande. Crediamo che grazie al veto di Russia e Cina la minaccia di un «intervento umanitario» solo per il momento sia stata scongiurata.

Pensiamo però che sia necessaria una piattaforma di pace alternativa che, a partire dalla cessazione delle violenze da entrambe le parti (governo e bande armate della cosiddetta opposizione), rivendichi un vero negoziato di pace. Ciò perché il massacro dei civili sul terreno in Siria è frutto di una guerra civile tra due entità armate, come dimostrano il rapporto degli osservatori della Lega araba - censurato dal Qatar - e le violenze sui civili, gli attentati terroristici, il cecchinaggio e numerose efferatezze compiute proprio dall'Esercito siriano di liberazione alleato del Cns.

Quest'ultimo attribuisce le violenze solo all'esercito governativo e invoca nel volantino e nella piattaforma del 19 febbraio «le dimissioni di Assad e del suo staff» e «la difesa internazionale dei civili secondo lo statuto dell'Onu», il che equivale a chiedere nei fatti il cambio di regime a mano armata e nuovamente quell'intervento militare internazionale che è stato momentaneamente fermato dal veto in Consiglio di sicurezza. Questa strada porta direttamente alla guerra «umanitaria» della Nato contro la Siria e a legittimare l'intervento militare già in atto in Siria con truppe di Turchia, Qatar, Libia, Arabia saudita e di tutte le petro-monarchie del Golfo che stanno da tempo fomentando la guerra, appoggiando con mezzi militari e mediatici l'opposizione armata in Siria.

L'esperienza delle cosiddette guerre umanitarie dell'ultimo quindicennio ci ha insegnato che nessuna retorica dei diritti umani o di «contingenti necessità» può mascherare la realtà della guerra con i suoi lutti e le sue devastazioni senza fine. L'unica strada per fermare il massacro di civili è quella di fermare le violenze, non di amplificarle invocando l'intervento occidentale.

Invitiamo pertanto tutte le associazioni che ripudiano la guerra a dissociarsi apertamente dal Cns e dalla sua piattaforma.

Rete Nowar, Peacelink, Wilpfitalia, Unponteper; Statunitensi contro la guerra firenze; U.S. citizens for peace and justice, Rete disarmiamoli, Contropiano; Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba di Roma; Associazione amici della Mezzaluna rossa palestinese.

La lettera la si trova anche sui siti di Peacelink e di Contropiano.

Su il Fatto Quotidiano ne parla oggi Emanuele Giordana in: “Manifestazione contro il massacro siriano Ma è polemica sull’intervento straniero” – questo il sommario e l'inizio.

L'appuntamento è fissato per domani. Rilanciato dalla sezione italiana del Consiglio Nazionale Siriano (Cns), l'evento vede contrarie molte associazioni pacifiste che nella richiesta d'intervento anti - Assad vedono il rischio di riprodurre il caso Libia

Tutto è cominciato con un messaggio di Flavio Lotti il 10 febbraio scorso che invitava il pacifismo italiano ad aderire a una manifestazione, domenica 19 febbraio a Roma, indetta dalla sezione italiana del Consiglio Nazionale Siriano (Cns), importante gruppo – forse il più noto – dell’opposizione al regime di Assad. Lotti, coordinatore della Tavola della pace, spiegava che la situazione è circondata da un’informazione che spesso diventa “strumento di guerra” ma che se “abbiamo bisogno di capire, riflettere, discutere” è anche necessario “agire”. Alla manifestazione hanno aderito i gruppi più importanti del movimento: Libera, Articolo21, Cgil, Arci, Acli, Beati, Terra del Fuoco e molti altri. …

Il caso è nato a seguito della manifestazione indetta per domani 19 febbraio a Roma dal CNS – è sufficiente scorrere sulla Wikipedia l'elenco delle Stati e Organizzazioni che hanno riconosciuto ufficialmente il CNS (Consiglio nazionale siriano) per capire come si sollochi.
Una prima informazione dell'iniziativa era su Radioradicale (questo conferma la collocazione del CNS) il 10 febbraio scorso: “Siria: il 19 febbraio manifestazione opposizione a Roma davanti alla sede ambasciata”.

I gruppi dell'opposizione siriana presenti in Italia hanno indetto per il 19 febbraio una grande manifestazione di protesta a Roma contro il regime di Bashar al-Assad. Lo annuncia il portavoce della Coalizione nazionale a sostegno della rivolta siriana in Italia e membro del Cns, Bilal Breigheche. "A 11 mesi dall'inizio della rivolta siriana contro il regime di Bashar al-Assad - spiega - la conta dei martiri caduti in nome della libertà mostra numeri davvero agghiaccianti con oltre 8mila morti tra cui 500 bambini uccisi. Dobbiamo fermare questa strage e per farlo scenderemo in piazza per dire no al massacro del popolo siriano e per far sentire la nostra voce".
Nel manifesto di convocazione si legge che "all'iniziativa possono aderire tutte le opposizioni siriane che concordano con i seguenti obiettivi della manifestazione: cessazione immediata delle violenze in Siria, dimissioni del presidente al-Assad e del suo staff, l'avvio di un periodo di transizione e elezioni libere alle quali possa partecipare tutto il popolo siriano". I manifestanti ribadiscono, inoltre, il loro "rifiuto totale di qualsiasi intervento militare in Siria" e la richiesta di "soccorso medico immediato e la possibilità di curare i feriti nel paese". …

Il sito perlapace.it ha pubblicato il 16 febbraio una breve replica alle critiche (“In merito alla manifestazione del 19 Febbraio”) che ha questo sommario:

Dichiarazione di Dachan Mohamed Nour, membro del Consiglio Nazionale Siriano in Italia: "La manifestazione di Roma del 19 febbraio ha un unico scopo: fermare le violenze del regime e salvare le vite umane della popolazione inerme".


  1. Il sito 'perlpace.it', come risulta dalla consultazione di DomainTools, è stato creato a fine marzo 2001 ed ha come referente amministrativo Giulio Cozzari.
    Presumo che Cozzari sia il politico italiano (di cui parla questa pagina della Wikipedia) uscito dalla Margherita ed ora entrato nell'UDC, presidente della provincia di Perugia a fine 2008 quando la provincia «viene travolta da uno scandalo su presunti appalti pubblici truccati, che coinvolge in particolare l'area viabilità».
  2. È gravissimo, ed auspicabile che non passi inosservato e senza conseguenze, che Libera, Articolo21, Cgil, Arci, Acli abbiano aderito a questa iniziativa che, come è stato giustamente osservato, presenta «il rischio di riprodurre il caso Libia».
2012-02-18
ITALIA
2012-02-15
Le forze dell'ordine pagano, i magistrati no - di Alessandro Sallusti su il Giornale

Il poliziotto Luigi Spaccarotella sta per andare in carcere. La Cassazione ha confermato ieri la condanna a 9 anni per la morte dell'ultrà della Lazio Gabriele Sandri, raggiunto da un colpo esploso dall'agente per fermare un’auto dopo una mega rissa.

A Milano, sempre ieri, il vigile urbano che ha sparato a un pregiudicato cileno durante un inseguimento è stato accusato di omicidio volontario e rischia anni di carcere. Sappiamo che gli uomini delle forze dell'ordine sono armati non per sparare ma per impedire che altri sparino. Le pistole servono a dissuadere, intimidire, non certo a uccidere. Talvolta, come nei due casi in questione, la situazione sfugge di mano e capita l'irreparabile.

Detto che molti agenti, l'ultimo di recente a Milano, sono morti per eccesso di cautela, è possibile che tra le forze dell'ordine ci sia gente non sempre all'altezza del compito. Noto però come, tra i servitori dello Stato, poliziotti e vigili siano gli unici a pagare, e duramente, di persona. Chi, per esempio i magistrati, rovina la vita dei cittadini non con pallottole ma con inchieste e sentenze palesemente ingiuste la fa sempre franca. Nello Stato, insomma, ci sono figli e figliastri. E a questa anomalia va posto rimedio.


  1. Un articolo tanto breve quanto delirante.
  2. Valuti chi legge se è prevalente il tradizionale odio dei media berlusconiani per i magistrati che perseguono i delitti o un vero e proprio desiderio fascista di impunità (“a prescindere”) per le “forze dell'ordine”.
  3. Prima però leggere almeno la voce della Wikipedia su Alessandro Sallusti senza trascurare la nota [1] e l'intervista di Luca Telese citata.
2012-02-18
ITALIA
2012-02-18
Visco: «Il 2012 sarà un anno di recessione» - notizia di apertura sulla pagina iniziale del Corriere in rete

MILANO - «Il 2012 sarà un anno di recessione», con il Pil in calo dell'1,5% fatta la media dell'anno, «ma bisogna guardare avanti» perché una stabilizzazione dell' attività produttiva è alla vista già nel secondo semestre e il ritorno alla crescita è possibile nel 2013. Attende la schiarita il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e alla sua prima uscita pubblica, a Parma dove è in corso il Forex, chiede ai banchieri che lo ascoltano in prima fila di non «asfissiare» le imprese. …


Però il sommario della notizia, che (alle 11:45) è in apertura della pagina iniziale del Corriere, dice:

L'allarme del governatore della Banca d'Italia, Vincenzo Visco: «Il Pil avrà una caduta dell'1,5%»

Un infortunio non particolarmente grave confondere Vincenzo Visco (che ha avuto a che fare con Banca d'Italia solo per un anno, nel 1968 quando ha vinto una borsa di studio) con l'attuale governatore Ignazio Visco.

Certo che se non fosse avvenuto così in vista sulla pagina iniziale sarebbe stato meglio…

Cliccare sul dettaglio qui a fianco per visualizzare un'immagine della prima del Corriere salvata alle 11:45.

2012-02-18
ITALIA
2012-02-18
(senza titolo) - vignetta del giorno di Giannelli sul Corriere
2012-02-17
ITALIA
2012-02-12
Non comprate quei caccia meglio costruire 185 asili - di Umberto Veronesi su Repubblica

L'inizio e la chiusa dell'articolo che aveva addirittura un richiamo in prima pagina.

IL MONDO della scienza e il mondo civile sono sconcertati di fronte all' indicazione, emersa in questi giorni, di proseguire nel programma di acquisto dei cacciabombardieri F-35, riducendo il numero, nella migliore delle ipotesi, da 131 a 100. Chiunque abbia a cuore il nostro Paese e il suo futuro, su questo punto non può tacere. La decisione di aderire a questo programma militare di nove Stati, il più costoso della storia, che prevede per l' Italia un esborso di 15 miliardi di euro, fu presa nel 2002 (l' accordo fu firmato a Washington dall' attuale ministro della Difesa) e già allora suscitò forti polemiche. …

Le priorità vere del nostro Paese non possono essere i cacciabombardieri. Gran parte del mondo sta disarmando, e persino le potenze militari storiche, come gli Stati Uniti riducono gli organici e ritirano le truppe dalle missioni. La guerra è uno strumento barbaro per la risoluzione dei conflitti e barbari sono i suoi strumenti, le armi. Per fortuna, sarà storicamente destinata a sparire, perché la pace è la condizione imprescindibile del progresso economico, sociale, scientifico. Che l' Italia, Paese pacifico per cultura, assuma una posizione antistorica non passerà facilmente sotto silenzio. Science for Peace, il movimento che ho fondato insieme a uomini di scienza e di pensiero, sarà a fianco delle associazioni favorevoli al disarmo, fra cui le associazioni femminili, sempre in prima fila nella difesa dei diritti umani. E il diritto a vivere in pace è il primo.


  1. Leggendo la conclusione dell'articolo e le considerazioni sulla guerra e sull'Italia paese pacifico viene da chiedersi se Veronesi abbia smesso da anni di leggere i giornali o se, dopo decenni di dichiarazioni contro il fumo, non abbia lui stesso fumato qualcosa di molto forte.
  2. Che le dichiarazioni di Veronesi, in particolare sul fumo, suscitino perplessità lo si scopre già da questo corrosivo articolo di Beppe Grillo su Repubblica del 24 maggio 1995: “ATTENTI AL FUMO, ARRIVA JOE CAMEL ...
  3. Dato che tre giorni dopo Il Messaggero pubblicava di Carlo Mercuri: “La riforma di Di Paola: tagliati 40 F-35” (e scartando l'ipotesi che la decisione del ministro sia stata indotta dall'articolo del luminare) si potrebbe pensare che Veronesi abbia voluto accreditarsi come influente, o che avesse lo scopo di “preparare il terreno” per far sì che la decisione del ministro fosse maggiormente apprezzata.   O per tutti e due i motivi.
  4. Considerando che il Grande Maestro del Grande Oriente d'Italia Gioele Magaldi nell'intervista a Radio Ies (vedi in questa segnalazione) alla domanda se Di Paola fosse massone aveva risposto un eloquente «Fate voi…» e che le contiguità di Veronesi con i massoni non si contano (vedere questa segnalazione del gennaio 2010 e i relativi riferimenti o notarlo nel Board dell Jerusalem Foundation presieduto dal piduista Giancarlo Elia Valori) il minimo che si possa pensare è che si siano fatti pubblicità reciprocamente.
  5. Quanto alla pubblicità per la sua fondazione 'Science for Peace' vedere questa segnalazione e quest'altra del novembre 2010.
  6. Se la motivazione dell'immagine a fianco non è chiara vedere questa segnalazione dello scorso settembre.
2012-02-17
SIRIA
2012-02-16
Il viatico di Bin Laden: «Figli miei, andatevene a studiare in America» - di Guido Olimpio sul Corriere

L'inizio e la chiusa dell'articolo (in cui evidenzio la frase finale) che riferisce di un'intervista di Julian Thompson sul Sunday Times del 12 febbraio (“Bin Laden told his children: ‘Go to US and live in peace’, visibile solo a pagamento) ma che è stata ripresa da innumerevoli altre testate estere e nazionali.

WASHINGTON – Osama, invecchiando, si era ammorbidito. E sognava per i suoi figli non la «carovana della Jihad» ma studi e vita in Occidente.
Un sogno americano, reso ancor più forte da una raccomandazione paterna: lasciate perdere la lotta armata, non fate come me. Precisazione. Questo insolito ritratto del Bin laden privato è stato svelato al Sunday Times da una fonte indiretta, Zakaria Al Sadah, cognato del capo qaedista e fratello di Amal, la quinta moglie del «Califfo». …

Più probabile che la ricostruzione fornita alla stampa sia sia un tentativo per aiutare la sorella e il resto della parentela nello Yemen. Da cittadini liberi. Un modo per rompere con la «tradizione» bellicosa e terroristica, un'iniziativa per sottrarre i figli dalle colpe del padre. Mossa legittima e umana che non farà piacere ai fautori del «martirio» e a chi ha perso un parente che ha risposto all'appello di Bin Laden.
Sempre che siano disposti a credere quello che scrivono i media occidentali.

In realtà Olimpio, e prima di lui il Sunday Times e tutti quelli che hanno ripreso l'intervista, sanno benissimo che il pubblico oramai si “beve” tutto – per i più raffinati ci pensa Dagospia a darla a bere con un titolo lunghissimo che fa sfoggio di ironia:
AMERICAN BIN BUM BAM - IL COGNATO DI BIN LADEN, ZAKARIA AL SADAH, RACCONTA IL SOGNO AMERICANO DI OSAMA PER I FIGLI: “STUDIATE IN AMERICA E NON FATE QUELLO CHE HO FATTO IO” - OSAMA SI SAREBBE PURE PENTITO DELL’ATTENTATO DELL’11 SETTEMBRE: NATO INCENDIARIO, MORTO POMPIERE? O SARÀ UN TENTATIVO DI ZAKARIA DI SALVARE I PARENTI DEL TERRORISTA, RECLUSI IN PAKISTAN? - SICURAMENTE FINO ALLA FINE OSAMA È RIMASTO UN TERRORISTA MILLESIMATO....

Sempre Olimpio sul Corriere del 12 febbraio aveva iniziato, più discretamente, a far passare la notizia che Al Qaeda è oramai dei nostri – l'articolo “Damasco, assassinato un generale siriano” ha infatti il sommario:

L'intelligence americana: Al Qaeda dietro l'omicidio e le stragi dei giorni scorsi

Altre tracce, tutte senza l'ombra della minima perplessità, di questo che può essere considerato a tutti gli effetti (e con vera soddisfazione da parte di noi “complottisti”) una sorta coming out:

  • Al Qaeda ci prova in Siria” - Maghdi Abo Abia - Giornalettismo, 14 febbraio
  • Al-Qaeda seeks new alliances, new conflicts” - Frank Gardner - BBC News, 13 febbraio
    [ Al-Qaeda cerca nuove alleanze, nuovi conflitti ]
    Esattamente quello che fanno Usa, Gran Bretagna, Francia e con l'Italia al seguito.
  • Siria: al Qaeda sostiene le contestazioni” - Lettera43, 12 febbraio
  • Decisioni Lega Araba 'atto ostile'” - Giornaleradio Rai, 12 febbraio
    DAMASCO - Il capo di al-Qaida, Ayman al-Zawahiri, ha manifestato il suo sostegno alla contestazione in Siria, in un video messo online su dei forum jihadisti. Lo rende noto oggi il Site, centro americano per la sorveglianza dei siti islamisti.
    Nel video, intitolato 'Avanti, leoni di Siria', Zawahiri accusa il regime siriano di crimini contro i suoi cittadini e loda chi si sta ribellando al governo. Pubblicato ieri, il video dura oltre otto minuti, durante i quali il capo di al-Qaeda invita tra l'altro i siriani a non fidarsi dei governi occidentali o arabi e chiede ai musulmani di Turchia, Giordania e Libano di sostenere la ribellione contro un regime che descrive come anti-islamico. …
    • Post Scriptum del 2012-02-25

      Mi accorgo che nel dire: “Olimpio sul Corriere del 12 febbraio aveva iniziato, più discretamente, a far passare la notizia che Al Qaeda è oramai dei nostri” ho senz'altro sbagliato la datazione, almeno di qualche giorno – vedere questa segnalazione di oggi.

2012-02-17
SIRIA
2012-02-16
Finale di partita nel Vicino Oriente - di Thierry Meyssan su Voltaire net

Questo l'inizio del pezzo da cui si comprende chiaramente la visione che ha Thierry Meyssan della situazione in Siria – nel resto dell'interessantissimo articolo viene approfondita l'analisi della situazione e delle reazioni internazionali.

Ayman Al-Zawahiri, numero 1 di al-Qa’ida dopo la morte ufficiale di Osama bin Laden ha fatto appello alla jihad a fianco degli occidentali per far cadere il regime baathista siriano.

Da undici mesi, le potenze occidentali e del Golfo conducono una campagna di destabilizzazione della Siria. Diverse migliaia di mercenari si sono infiltrati nel paese. Reclutati da mestatori in Arabia Saudita e Qatar in seno alla comunità sunnita estremista, sono venuti a rovesciare "l’usurpatore alauita" Bashar al-Assad per imporre una dittatura di ispirazione wahhabita. Dispongono delle più sofisticate attrezzature militari, compresi sistemi di visione notturna, centrali di comunicazione, e robot per la guerriglia urbana. Sostenuti sottobanco dalle potenze della NATO, hanno inoltre accesso alle informazioni militari essenziali, specie le immagini satellitari dei movimenti delle truppe siriane e le intercettazioni telefoniche.

Questa operazione è subdolamente presentata al pubblico occidentale come una rivoluzione politica schiacciata nel sangue da una dittatura spietata. Naturalmente, questa menzogna non è universalmente accettata. La Russia, la Cina e gli Stati americani membri dell’ALBA la respingono. Ognuno ha infatti esperienze storiche che permettono loro di capire velocemente cosa sia in gioco. I russi pensano alla Cecenia, i cinesi allo Xinjiang, e gli americani a Cuba e Nicaragua. In tutti questi casi, al di là delle apparenze ideologiche o religiose, i metodi di destabilizzazione della CIA sono stati gli stessi.

La cosa più bizzarra in questa situazione sta nell’osservare i media occidentali mentre si auto-convincono che i salafiti, i wahabiti e i combattenti dell’annessa Al-Qa’ida si siano presi una cotta per la democrazia, mentre questi ultimi non smettono mai di fare appello - sui canali satellitari sauditi e qatarioti - affinché siano sgozzati gli eretici alauiti e gli osservatori della Lega Araba. Poco importa che Abdelhakim Belhaj (numero 2 di Al Qa’ida e attuale governatore militare di Tripoli, in Libia) sia venuto di persona a collocare i suoi uomini nel nord della Siria, e che Ayman Al-Zawahiri (numero 1 di al-Qa’ida dalla morte ufficiale di Osama bin Laden) abbia fatto appello alla jihad in Siria: la stampa occidentale continua comunque il suo sogno romantico di una rivoluzione liberale.

La cosa più ridicola sta nel sentire i media occidentali ripetere pedissequamente le accuse quotidiane formulate dal ramo siriano della Fratellanza Musulmana che diffonde dispacci sui crimini del regime e le sue vittime, sotto la firma dell’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo. Di grazia, da quando in qua questa confraternita di golpisti è così interessata ai Diritti umani? …

Una denuncia chiara e importante che è stata ripresa da Megachip nella pagina intitolata: “Siria a una svolta? Intanto la Russia c’è” con un commento di Giulietto Chiesa che inizia così:

Vi proponiamo un articolo di Thierry Meyssan, pubblicato dal più diffuso quotidiano russo, la «Komsomolskaja Pravda», e ignorato da tutti i media occidentali (e già questo è assai significativo). Il pezzo contiene informazioni sulla Siria che, se verificate, sarebbero sensazionali. La prima indica che Mosca ha deciso non solo di rompere gl'indugi e di mettere mano direttamente alla questione siriana, scendendo in campo non solo diplomaticamente ma anche con l'intervento di consiglieri militari e di altro genere, dalla parte del governo di Damasco. Non solo. Mosca sarebbe riuscita a far mutare posizione alla Turchia e al Libano, i cui territori hanno dato rifugio alle forze militari che, dall'esterno, hanno agito contro il governo di Bashar el-Assad.

La seconda cosa che traspare è che l'Amministrazione americana, senza gridarlo ai quattro venti, avrebbe abbandonato i suoi protetti del Consiglio Nazionale Siriano e avrebbe, per così dire, fatto una discreta marcia indietro.

I motivi di queste modificazioni di rotta - sempre che esse siano reali- potrebbero essere diversi. Uno dei quali, si potrebbe supporre, è calmare i bollenti spiriti di Israele, che potrebbe approfittare del caos per lanciare l'attacco di sorpresa contro l'Iran.

Tuttavia molti sono gl'indizi che la partita siriana non è ancora affatto chiusa, sebbene la Russia sia sicuramente più presente e determinata di quanto non fosse stata fino a due mesi fa. …


Non bastava che al-Qaida si fosse materializzata a fianco degli occidentali e della Nato in Libia (nella persona di Abdelhakim Belhadj – vedere questa segnalazione dell'agosto scorso e questa e questa di settembre).
Ora abbiamo addirittura l'appello del suo numero 1, Ayman al-Zawahiri !

Una notizia tanto sorprendente quanto, direi, registrata senza turbamenti o meraviglia dai mezzi di informazione – come provo a mostrare nella successiva segnalazione.

2012-02-16
ISRAELE
2012-02-14
Khader Adnan, appello della moglie: mio marito sta morendo - di Joe Catron su Alternative Information Center

Mentre Khader Adnan entra nel suo 59simo giorno di sciopero della fame, sua moglie Randa lancia un appello alla comunità internazionale per porre fine al suo isolamento e per salvargli la vita.

Khader, 33 anni, panettiere, studente di economia all'Università di Birzeit ed attivista della Jihad islamica, è stato arrestato il 17 dicembre durante un raid notturno nella sua casa in Arraba, Jenin. Le forze israeliane lo avevano già arrestato otto volte, e ha passato più di sei anni nelle carceri israeliane, per lo più sotto ordini di detenzione amministrativa. Per questo non è ancora riuscito a completare i propri studi.

Khader ha iniziato lo sciopero della fame il giorno stesso dell'arresto per protestare contro la politica di detenzione amministrativa di Israele, contro la brutalità dei suoi carcerieri e per chiedere il proprio rilascio. Le autorità carcerarie hanno risposto con le percosse, lo hanno legato in posizioni dolorose per ore, strappandogli i peli dalla barba, imbrattandogli volto, gettandolo in una "cella di punizione", con luci e rumori forti per impedirgli di dormire e privandolo delle medicine di cui fa uso per la sua malattia gastrica, per problemi al disco e per le lesioni che i soldati gli avevano inflitto. Dopo che le autorità israeliane hanno insultato i membri della sua famiglia, comprese le sue due giovani figlie e la madre anziana - una forma di tortura psicologica utilizzata dalle truppe israeliane per estrarre informazioni ai sospetti palestinesi - Khader ha iniziato uno sciopero della parola, rifiutandosi di parlare con loro. …

2012-02-15
ITALIA
2012-02-13
SITUAZIONE RIVOLUZIONARIA IN GRECIA - di Marco Ferrando sul sito del Partito Comunista dei Lavoratori

Il sommario e qualche passaggio.

I NOSTRI COMPAGNI DELL'EEK IN PRIMA FILA NEGLI SCONTRI DI MASSA
IL KKE STALINISTA STA A GUARDARE IN DISPARTE

In Grecia si concentrano tutti i sintomi classici di una situazione obiettivamente rivoluzionaria. …

Ma questa situazione non durerà a lungo. O sfocerà in una dinamica aperta di rivoluzione, con l'assalto al palazzo del governo e del Parlamento, sviluppando sino in fondo le potenzialità della giornata di ieri. O finirà col ripiegare nella rassegnazione e nell'abbandono, dopo un esaurimento infruttuoso di tante energie popolari. Questo è il bivio.

Proprio per questo diventa decisivo, come sempre, il fattore soggettivo: la direzione politica e sindacale del movimento operaio e popolare.
E qui vengono i problemi.
Nessuno degli stati maggiori del movimento operaio greco si pone sul terreno della rivoluzione. Tutti gli stati maggiori del movimento si pongono CONTRO la rivoluzione greca.

Le direzioni delle principali Confederazioni del settore pubblico e privato, di derivazione Pasok, e il sindacato controllato dal KKE stalinista ( Pame) hanno respinto la parola d'ordine dello “sciopero generale prolungato” sino al resa del governo, avanzata dai nostri compagni  ( EEK), a favore di scioperi generali intermittenti: nei fatti hanno lavorato e lavorano in una logica di pressione sul governo, non di rovesciamento del governo. I ripetuti scioperi generali degli ultimi anni hanno sicuramente raccolto e rappresentato la rabbia dei lavoratori: ma non l'hanno trasformata  nella forza, leva risolutiva dello scontro ( col rischio alla lunga di esaurire e disperdere energie preziose , senza frutto).

Sul piano politico gioca un ruolo disastroso e controrivoluzionario il KKE stalinista. …

Per questo,il PCL saluta con orgoglio i propri compagni greci. E farà del loro esempio una leva di costruzione del partito della rivoluzione in Italia.

Traduco qualche passaggio dalla voce della Wikipedia (in inglese) relativa all'EEK – Workers Revolutionary Party (Greece).

Il Workers Revolutionary Party (EEK: Ergatiko Epanastatiko Komma, in greco: …) è un partito politico comunista trotzikista greco, che partecipa alle elezioni indipendentemente, da quando si è statccato dalla coalizione del Fronte della Sinistra Radicale (MERA, MEPA) nella primavera del 2009. …

Il partito ha concluso il suo decimo congresso nell'ottobre 2008. Il segretario generale dell'EEK è il noto trotzikista Savvas Mihail, già segretario del Comitato internazionale della Quarta Internazionale. …


Qualche osservazione.

  1. Ferrando vede in Grecia «tutti i sintomi classici di una situazione obiettivamente rivoluzionaria».
    Piacerebbe sapere se, dopo l'osservazione dei sintomi, la diagnosi che ne consegue è che la situazione è rivoluzionaria.
  2. Ma c'è, ahimé, il «fattore soggettivo».
    A sentire Ferrando, se non fosse per il KKE, stalinista e controrivoluzionario, la rivoluzione sarebbe a portata di mano.
  3. In Italia probabilmente non si vedono neanche i “sintomi”, per cui Ferrando «saluta con orgoglio i propri compagni greci» (sono esclusi quindi gli “stalinisti” del KKE) e si ripromette di prenderli ad esempio.
  4. In Italia sicuramente non si vedevano neanche i “sintomi” il 19 novembre scorso se i toni usati da Ferrando, intervistato per Liberazione da Paolo Persichetti («Patto di consultazione contro Monti, ma anche contro il centrosinistra») erano tutt'altro che rivoluzionari e molto aperti al dialogo.
    Marco Ferrando, a nome del Pcl ha accolto favorevolmente la proposta di un «patto di consultazione permanente» tra tutte le forze che intendono opporsi al governo Monti, lanciata su queste pagine da Paolo Ferrero. Si tratta – ci spiega – di un passaggio «che è imposto dalla situazione e che noi accettiamo a prescindere, anche perché l'unità d'azione su obbiettivi comuni, di lotta e di movimento a sinistra, è un elemento distintivo della nostra cultura e tradizione politica. A maggior ragione se interviene in uno scenario politico che rappresenta un salto in avanti dell'offensiva sociale e politica lanciata contro il movimento dei lavoratori e i movimenti di massa». …
    Detto chiaramente: i trotzikisti in Grecia (dove i comunisti sono forti) fanno i difficili e in Italia (dove i comunisti bisogna cercarli col lanternino) sono di manica larga.
  5. Non sono in grado di indicare riferimenti interessanti sul sito dell'EEK (www.eek.gr) in quanto è esclusivamente in greco.
    In fatto di internazionalismo l'EEK, almeno in rete, sembra parecchio indietro rispetto al KKE che propone oltre al greco, lo spagnolo, l'arabo, il francese, il russo, l'italiano, il portoghese e il tedesco.
2012-02-15
ITALIA
2012-02-08
PROVE DI REQUIEM PER LA ZONA EURO - di Emiliano Brancaccio sul suo sito

Questo il sommario – nel resto del breve pezzo si parla di altri "spread".

Mentre gli spread sui tassi vengono tenuti a bada dalla Bce, altri spread segnalano uno scollamento strutturale all’interno della zona euro, che alimenta il pessimismo sulla tenuta della moneta unica. Intanto, il Presidente Monti dichiara che “non siamo nel mezzo, ma verso la soluzione della crisi”. Se ci fosse il vecchio Premier, non avremmo dubbi a classificarla sotto la voce “barzellette”.

E infatti qualche giorno dopo Standard & Poor’s, Fitch e anche Moody’s hanno ulteriormente declassato l’Italia.
Su 'il Post' del 14 febbraio il pezzo: “I declassamenti di Moody’s” ne riferiva rimandando anche ad altri articoli.

Toni completamente diversi nell'odierno articolo di Isabella Bufacchi su il Sole 24 Ore: “In mezzo a due tempeste”, che inizia così.

L'Italia è uscita indenne dalla «tempesta perfetta» che ha travolto i 17 rating sovrani europei di S&P, Moody's e Fitch negli ultimi 30 giorni. Tra il 13 gennaio e il 13 febbraio, il nostro Paese ha perso in tutto cinque gradini e una singola «A», calando alla «BBB+» di S&P e scendendo alla A- di Fitch e Moody's (A3).

Nel corso dello stesso mese, tuttavia, un altro calo eclatante ha fatto notizia: i rendimenti dei titoli di Stato italiani in asta e sul secondario sono crollati. I BTp a tre anni sono diminuiti di 126 punti, i quinquennali di 141 punti, i decennali di 107 punti: riduzioni tra il 28% e il 16 per cento. La giornata di ieri è, tra le tante dell'ultimo mese, la più emblematica: a poche ore dal taglio del rating di Moody's, i BTp a tre anni in asta sono stati assegnati al 3,41% contro il 4,83% dell'emissione di gennaio, con una correzione sul costo della raccolta per il Tesoro di 142 centesimi. …

2012-02-15
ITALIA
2012-02-14
«Esselunga ha risparmiato sulla sicurezza» Condannata per la morte di un operaio - sul Corriere

L'azienda ha patteggiato una pena pecuniaria, un anno di carcere a due dirigenti del gruppo

MILANO - Esselunga ha risparmiato sulla sicurezza e questo è costato la vita a Claudio Birolini, il 45enne che il 26 ottobre 2009 è rimasto schiacciato dal camion che doveva scaricare nel supermercato di via Washington. Per questa morte la Spa ha patteggiato 223mila euro di pena pecuniaria, mentre il vice presidente con delega alla sicurezza Paolo De Gennis e il responsabile della direzione logistica Aldo Botta un anno di reclusione con la condizionale, così come Filippo Capozi, il legale rappresentante dell’omonima ditta di autotrasporti per il quale lavorava la vittima.

LA SENTENZA - Le pene concordate con il pubblico ministero Francesca Celle tengono conto dell’attenuante del risarcimento per un totale di un milione e 360 mila euro versato da Esselunga e Capozi in via stragiudiziale ai famigliari della vittima, che hanno ritirato la loro costituzione come parti civili. I patteggiamenti sono stati accolti dal giudice per l’udienza preliminare Andrea Ghinetti che ha inoltre rinviato a giudizio altri quattro dirigenti Esselunga. Rigettata infine la richiesta presentata dalla Cgil di costituirsi parte civile in qualità di sindacato che tutela i lavoratori.

  • Incidente sul lavoro, Esselunga paga 1,3 mln ai famigliari vittima” - MilanoToday, 14 febbraio
    Per quella 'morte bianca', il pm di Milano Francesca Celle aveva infatti chiesto il rinvio a giudizio anche per Esselunga, perché, all'epoca dei fatti, "non si era ancora dotata - scriveva nell'imputazione - di alcun modello organizzativo e gestionale" finalizzato alla "prevenzione del reato di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro".

    Secondo il pm, che ha disposto una consulenza tecnica, la tragedia, avvenuta nel punto vendita di via Washington, si sarebbe potuta evitare se Esselunga avesse eliminato le "pendenze improprie del piazzale merci del supermercato" e creato "uno spazio di rifugio antischiacciamento" per gli autisti. L'operaio, Claudio Birolini, 45 anni, con una moglie e due figli - assistiti dall'avvocato Michele Iudica - era rimasto schiacciato contro il muro da un camion, il 26 ottobre 2009, nell'area merci del supermercato. …

  • Esselunga, un maxi risarcimento per il camionista morto sul lavoro” - Repubblica, 14 febbraio
    Ma Repubblica non si vergogna a fare titoli del genere?
2012-02-15
ITALIA
2012-02-15
Indagato il leghista Pini L’accusa: millantato credito - di Sandra Amurri su il Fatto Quotidiano

Il deputato del Carroccio è accusato di aver ricevuto 15mila euro da un avvocato per un concorso da notaio e di essersi interessato al buon esito dell'esame, rivolgendosi anche a Clemente Mastella prima e Alfonso Papa poi

L’onorevole Gianluca Pini della Lega Nord, autore dell’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati, è stato indagato dalla Procura di Forlì per il reato art 346 c. p perché “millantando credito presso gli onorevoli Gino Capotosti e Alfonso Papa, riceveva da una persona identificata (Gfm) candidato partecipante al concorso nazionale di abilitazione alla professione di notaio la somma di euro 15mila con il pretesto di dover remunerare o comunque comperare il favore di taluno dei membri della commissione di abilitazione notarile indetti dal 2006 a tutt’oggi. Somma versata in Forlì tra il 24 dicembre 2007 e il gennaio 2008. Fatto denunciato il 24 gennaio 2012”. …

  • Le società del leghista “duro e puro” Pini hanno due milioni di debito con lo Stato” - Sandra Amurri - il Fatto Quotidiano, 11 febbraio
  • Pini, il leghista evasore a sua insaputa. Chi è l’uomo che vuole farla pagare ai giudici” - Sandra Amurri - il Fatto Quotidiano, 4 febbraio
    E' lui l'autore dell'emendamento sulla responsabilità civile. Il suo curriculum passa da inchieste per false fatturazioni alla richiesta di far trasferire il questore Germanà
    Anche l’onorevole leghista Gianluca Pini, autore dell’emendamento approvato giovedì dalla Camera sulla responsabilità civile dei giudici- come da copione vanta una storia di una truffa avvenuta a “sua insaputa”. Quando la Guardia di Finanza scopre che la società Scyltian dicasi “cartiera” ha tra i vari clienti anche la sua ditta, la Nikenny, per impedire ogni verifica, ricorre all’alibi del furto della contabilità aziendale (per la legge è reato solo l’uso della fattura falsa). Così in mancanza di accertamenti ne esce “illeso” penalmente. Paga solo 196, 467 mila euro più 23, 92 mila euro di interessi sui 679 mila euro contestatigli dall’Agenzia delle Entrate. …
2012-02-15
ITALIA
2012-02-14
Arrestato ex sindaco Gubbio Goracci - ANSA

PERUGIA, 14 FEB - Arrestato dai carabinieri l'ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci, attuale vicepresidente del Consiglio regionale. Eseguite nove ordinanze di custodia cautelare, tra carcere e domiciliari. L'indagine riguarderebbe la vicenda di alcune assunzioni al Comune di Gubbio negli anni scorsi.Nel novembre scorso Goracci venne raggiunto da un avviso di garanzia ma fin da subito si proclamo' estraneo a ogni addebito.Si autosospese dal Prc che ne sollecito'le dimissioni da vicepresidente del consiglio umbro.


2012-02-14
ITALIA
2012-02-14
Mani pulite, la resa - di Federico Orlando su Europa

… Di Chiesa ignoravo perfino il nome. A Milano ero da soli quattro mesi, a condirigere il Giornale, dove la proprietà, quasi da subito, mi contestò che il giornale avesse cambiato atteggiamento verso amministratori e partiti: Palazzo Marino, Pirellone, Fiera. «Ma lei – fu la prima telefonata –, crede d’essere a Napoli? Non si può scrivere che al consiglio comunale ci sono i camorristi». Oppure: «Ma se il Giornale deve farci del male, allora meglio chiuderlo».
Quando arrivò la notizia di Mario Chiesa eravamo coi capiservizio nella mia stanza, in riunione pomeridiana. Andai nella stanza comunicante, a informarne Montanelli. «E io che t’avevo detto?».
Si riferiva all’editoriale in cui commentava un party nel salotto di Anna Bonomi Bolchini, gran dama, nata secondo leggenda in ca’ de ringhera, ora Musa della “Milano da bere”: intelligente, abile, spregiudicata.
Come entra il generale Dalla Chiesa gli va incontro a braccia tese, con voce stentorea: «Uhe tu, t’è purta’ i manett?». Qualche giorno dopo, alcuni dei presenti al party finiscono a San Vittore. Montanelli s’arrabbia sgranando quei suoi occhi di eterna sorpresa: «Anna, ma allora tu sapevi. E mi hai invitato lo stesso?». «Non sapevo niente – risponde la Musa –, ma vuoi capirlo che qui dove cali la rete peschi bene?». …

L'articolo di Federico Orlando – condirettore di Europa, organo di stampa ufficiale del Partito Democratico – continua con una panoramica di avvenimenti, nomi, libri e citazioni.

2012-02-14
GRAN BRETAGNA
2012-02-14
Mormons baptise parents of Nazi-hunter Simon Wiesenthal
[ I Mormoni battezzano i genitori del cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal ]
- su BBC News

Sul Daily Mail l'articolo di Mark Duell: “Jewish outrage after Mormon posthumously baptises parents of Nazi hunter Simon Wiesenthal”.

Ricordo che Simon Wiesenthal è morto nel 2005 all'età di 96 anni.

L'articolo di Duell lo si può leggere in italiano in questa pagina dello spazio facebook "Sionismo: istruzioni per l'uso": “Comunità ebraica oltraggiata: i Mormoni battezzano i genitori di Simon Wiesenthal!”.


Abbino questa insolita notizia a carattere religioso con quest'altra, meno recente ma che ho scoperto da poco.
Augurandomi che nessuna delle due religioni abbia a dolersi dell'accostamento.

Questo l'articolo: “Svezia: è nato il Copimismo, la religione del web”, apparso su Lettera43 il 5 gennaio scorso.

Che la pratica di scaricare film e musica illegalmente abbia molti adepti non è una novità, ma in Svezia è diventata una vera e propria religione riconosciuta: il Copimismo è stato infatti ufficialmente registrato dopo una battaglia durata due anni.
Per la chiesa del Copimismo, si legge sul sito ufficiale, «l'informazione è santa e copiarla è un sacramento centrale per l'organizzazione e i suoi membri».
L'idea di formalizzare in un vero e proprio culto una pratica talmente diffusa è venuta a Isak Gerson, uno studente di filosofia: «Essere riconosciuti dallo Stato svedese è un passo verso il giorno in cui potremo vivere la nostra fede senza la paura di persecuzioni».
PRIMO COMANDAMENTO: COPIA E SEMINA. Tra i simboli sacri della neonata chiesa ci sono i tasti Ctrl-C e Ctrl-V. Il culto non richiede un battesimo formale: «Basta sentire l'atto del copiare e condividere le informazioni come una chiamata sacra, per farlo noi organizziamo dei copyacting, dei servizi religiosi in cui i copimisti condividono le informazioni con gli altri».
Come ogni religione che si rispetti, ha anche il suo personalissimo comandamento: «Copia e semina». Amen.

Ne ha poi parlato ancora Salvatore Privitera il 28 gennaio sul web magazine 'Lavika' con un'intervista al fondatore Isak Gerson: “Kopimismo, il file-sharing in Svezia è una religione vera”.

2012-02-14
ITALIA
2012-02-14
ECCO COME B. TIENE IN MANO IL PDL: 179 MILIONI DI EURO DI FIEDIUSSIONI - di Marco Palombi su il Fatto Quotidiano

Il sommario e l'inizio dell'articolo in cui si accenna alla notizia di pacchetti di tessere false della segnalazione precedente.

Si tratta di garanzie di credito personali amesse dall'ex presidente del Consiglio. Intanto dall'Udc esce un testo di legge che sposa la proposta del Fatto sulla riforma dei partiti. Ma tace sui rimborsi

“Io vengo da un partito che non ha mai avuto bisogno di trucchi sui soldi, perché ci sono le fideiussioni di Berlusconi e non abbiamo bisogno dei finanziamenti privati”. Angelino Alfano, domenica sera da Fabio Fazio, ha spiegato in poche parole perché lui non è il segretario di un partito, ma di una società a responsabilità limitata di proprietà del Cavaliere. D’altronde non ci ha investito mica gli spiccioli del salvadanaio, ma la bellezza di 178, 9 milioni di euro in garanzie di credito personali, le quali – è bene che Alfano lo sappia – sono proprio “finanziamenti privati” e funzionarono assai bene già per creare dal nulla (e tenere nel nulla) Forza Italia. È questo il motivo per cui il partito fondato sul predellino non tiene congressi, non elegge i propri dirigenti (a partire dal segretario “politico” Alfano), né i suoi quadri locali: la volontà di Silvio Berlusconi vale quasi 179 milioni di volte più di quella di chiunque altro. Tenendo presente questo, si capisce quale pessimo investimento abbiano fatto i capibastone del PdL e relativi accoliti nello scannarsi per l’acquisto di pacchetti di tessere (parecchie false): il candidato premier, i capi del partito e gli alleati saranno quelli che Berlusconi vorrà, gli altri potranno solo dargli ragione. …

Sorprendente (almeno per me) questo passaggio, in cui si evidenzia sintonia tra le proposte del fatto e quelle dell'Udc.

A firmarlo è stato Gianpiero D’Alia, capogruppo dell’Udc in Senato, e il suo testo – presentato insieme a Casini – raccoglie (quasi) tutte le proposte del Fatto.

2012-02-14
ITALIA
2012-02-14
Tessere false, arruolati anche avversari i congressi azzurri finiscono in procura - di Giuliano Foschini e Lello Parise su Repubblica

Congressi con il trucco. Quelli del Pdl. Piovono esposti nelle procure per sedicenti iscritti nelle liste del partito. A fronte di un milione di cittadini che avrebbero aderito al Pdl per eleggere rappresentanti alle assemblee comunali, provinciali e nazionali, c' è chi all' interno dello stesso Pdl denuncia «anomalie» orchestrate da «pochi truffatori». L' accusa è dell' ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano: «Non c' è da meravigliarsi che qualcuno ci provi, accade in tutti i partiti. Non deve però accadere che non si accerti come stanno le cose. Io sono onorato di far parte del Pdl, chiedo quindi linea dura contro questi truffatori: vanno espulsi». Il materiale non manca. Da Bari a Savona, da Cosenza a Casapesenna, da Modena a Vicenza fioccano le denunce. C' è l' iscritta del Pd che si trova fedelissima di Berlusconi, la dj leghista con la foto sulla tessera firmata da Alfano. Nei giorni scorsi i carabinieri di Vicenza hanno sequestrato tessere e documenti nella sede di via dell' Umiltà per accertare, per esempio, come mai tutti i cacciatori veneti fossero miracolosamente diventati iscritti al Pdl. A Bari, invece, 139 aderenti risultano residenti in un sottoscala. In mezzo a queste discussione, l' ex ministro Raffaele Fitto appare comunque entusiasta: «Il Pdl sta celebrando in tutta Italia una fortunata stagione congressuale. Ci confermiamo un grande partito capace di discutere e scegliere».

2012-02-14

Comunicazione

Non riesco minimamente a tenere dietro (passabilmente almeno) a tanti temi importanti: crisi economica, Siria, inciuci sulla legge elettorale, sentenza Eternit, legge "svuota-carceri", eccetera.

Ripiego su alcune notizie “minori” (qualcuna anche surreale) ma che aiutano ugualmente a capire in che tempi viviamo.

2012-02-13
ITALIA
2012-02-10
TUTTI PAZZI PER MONTI – i titoli del 10 febbraio (scheda)

Di seguito gli osannanti titolazioni su Monti e il suo governo, tratti dalla rassegna stampa della Camera del 10 febbraio.

Anche facendo la tara di uno scontato tifo campanilistico – dal momento che sono usciti in concomitanza con il viaggio negli Stati Uniti e l'incontro con Obama del giorno prima – si è molto vicini al limite del ridicolo.

Serissima invece è lo sforzo di accreditare l'immagine di un Monti “salvifico”; sforzo ovviamente corale, visto che la fiducia la votano a destra come a "sinistra".

I modi possono essere i più vari: dal titolo dell'articolo del direttore del Secolo d'Italia “Finalmente è giunto il messia” segnalato ieri qui all'annuncio odierno dell'uscita, da parte di Affari Italiani, di "Monti uomo del Nord". La prima biografia non autorizzata del premier.
La biografia sarà non autorizzata e sia il titolo che la prefazione di Giuseppe Baiocchi fanno sfoggio di ironie e calembour che vorrebbero apparire pungenti; ma intanto nella conclusione viene buttata la frasetta:

Piuttosto si intravede, secondo il profilo da civil servant e da riserva della Repubblica, un logico sbocco nell’eredità del Quirinale, nel fatidico 2013.

E c'è anche una strizzata d'occhi alla Lega Nord, adesso per necessità all'opposizione.
Dove? Beh… parecchio è nel titolo; il resto è nel fatto che Baiocchi, ora caporedattore al Corriere, è stato dal 1999 al 2002 direttore de La Padania.

2012-02-13
ITALIA
2012-02-12
L'apocalisse della democrazia, dal debito sovrano allo stato d'emergenza - di Domenico Moro su Marx21

La nomina del governo Monti e, più in generale, il modo in cui l’Europa sta affrontando la crisi del debito rappresenta un passo avanti nella conclusione del tipo di governo affermatosi a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Più correttamente, si potrebbe dire che la crisi del debito solleva il velo sulla natura reale della democrazia borghese, attiva le potenzialità negative insite nel nostro sistema istituzionale, e conduce agli estremi quelle tendenze autoritarie che sono presenti da molto tempo in Italia, nel resto d’Europa e nel cosiddetto Occidente. …

Segue una interessante disanima, a grandi linee, dell'evoluzione del modo di produzione capitalistico a partire dalla fine del XIX secolo (su cui, data la mia ignoranza in materia, non mi esprimo).

Trovo invece quanto mai chiare e convincenti le considerazione verso la fine dell'articolo – questo un denso passaggio.

Quello che è accaduto con il governo Monti ha una importanza che va al di là del contingente. Sebbene negli ultimi decenni forme di stato d’eccezione come i decreti legge si siano affermate nella pratica corrente, mai si era verificata una accelerazione di questo tipo. Il fatto è che la fase è cambiata. In effetti, il governo dello stato di eccezione è sempre un governo di guerra. E oggi è in atto una guerra vera e propria contro i lavoratori, cui si aggiungono guerre esterne sempre più frequenti e violente, come dimostra la vicenda della Libia. In ogni caso la “lotta di classe democratica” è finita. Il punto è che con essa è finita la tattica e la strategia che i lavoratori e la sinistra avevano definito e seguito per decenni. L’appello continuo alla difesa della Costituzione, allo stesso modo della difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, assomiglia sempre di più alla situazione di una guarnigione che si rinserri nel suo castello, mentre l’esercito nemico è libero di devastare e saccheggiare le campagne intorno. Anzi, mentre il nemico è già all’interno della prima cerchia delle mura e i difensori si rifugiano nel mastio. Questo, ovviamente, non significa che la difesa della Costituzione e dell’articolo 18 debbano essere abbandonate. Tutt’altro. Significa che il contesto è cambiato e non possiamo più continuare a giocare solo in difesa. Significa che limitare al berlusconismo il pericolo per la democrazia in Italia vuol dire avere una visione parziale delle dinamiche in gioco. L’opposizione al <> di tanta parte del grande capitale italiano e dei quotidiani ad esso legati – dal Sole24ore al Corriere della Sera, alla Stampa e alla Repubblica - va vista in chiave di competizione tra frazioni interne al capitale italiano. Inoltre, il Pd ed i suoi antecedenti sono pienamente responsabili del progressivo smantellamento della democrazia dei padri costituenti, a partire dal referendum sul maggioritario di 21 anni fa. Così come sono responsabili di aver sempre offerto scappatoie a Berlusconi, proprio in ottemperanza di un bipolarismo, ritenuto la <> da difendere ad ogni costo. Evidentemente perché utile a eliminare chiunque si ponga alla propria sinistra. Oggi, Pdl e Pd, oltre a stare nella medesima maggioranza parlamentare a sostegno di Monti, sono anche promotori di una proposta di legge bipartisan di riforma dei regolamenti parlamentari, che rafforzerà il potere del governo proprio per quanto riguarda la decretazione d’urgenza.

2012-02-12
GRAN BRETAGNA
2012-02-11
Nathaniel Rothschild loses Daily Mail libel case
[ Nathaniel Rothschild perde la causa per diffamazione col Daily Mail ]
- su BBC News

Traduco il sommario e l'inizio dell'ampio articolo.

Il finanziere Nathaniel Rothschild ha perso la causa per diffamazione contro il Daily Mail seguita ad un resoconto del 2010 che, affermava, lo descriveva come un "burattinaio".

Il giornale aveva affermato che aveva organizzato un incontro tra il Commissario europea al Commercio Lord Mandelson e il russo Oleg Deripaska alla vigilia di un importante affare commerciale.

Rothschild ha detto che farà ricorso all'Alta Corte.

Gli editori del giornale – Associated Newspapers – hanno negato la diffamazione ed hanno sostenuto che le accuse erano giustificate.

La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Tugendhat.

Il 40enne Rothschild aveva richiesto un considerevole risarcimento per quelli che aveva sostenuto essere "prolungati e ingiustificati" attacchi da parte del Daily Mail nel pezzo pubblicato nel 2010.

Il giornale aveva detto che Rothschild aveva favorito una relazione che riteneva inoppurtuna in quel momento tra l'oligarca Deripaska e Lord Mandelson.

Trionfante il titolo dell'articolo di Michael Seamark sul Daily Mail dell'11 febbraio: “Defeat for Mandelson's billionaire as judge backs the Mail over story of Rothschild and the Russian oligarch” [ “Sconfitta per il miliardario di Mandelson Il giudice dà ragione al Mail sulla storia di Rothschild e dell'oligarca russo” ].
Nella foto fianco, una delle due che affiancano l'articolo del Daily Mail, ritrae Sebastian Taylor, Peter Munk, Nathaniel Rothschild, Oleg Deripaska e Peter Mandelson in Siberia.


Se non sbaglio non se ne trova traccia in rete sulla “grande stampa” italiana e neanche nei blog.

2012-02-12
ITALIA
2012-02-11
17 febbraio, ora puntuale 17.17 Venerdì (un colpo di dadi...) - di Anonimo su Indymedia Lombardia

Trascrivo (faticosamente) l'inizio e la fine dell'annuncio.
In mezzo, tra virgolettati, puntini di sospensione, parentesi ecc. parole e nomi come:

• Deleuze & Guattari, cfr. Mille plateaux • corporativizzazione • autoincantamento delle sirene della sequenza identitarismo-legittimismo vittimario e memoriale-risentimento-indignata denuncia-reclamo di risarcimento a mezzo di ritorsione punitiva-“giustizialismo” • ad esempio, un Mario Mieli • la sineddoche che critica le politiche economiche • bojata pazzesca • un film-cult di Chris Marker • prodromi e prolungamenti tracimati • Oggi, sarebbe difficile dire che l'air du Temps, lo “spirito del tempo”, Zeit-Geist, sia solare, o aurorale. • si dà una linea direttrice (in senso foucauldiano): cioè la pensabilità teorico-pratica della radicale trasformazione • sottobasamenti antropologici • il comunismo nel senso marxiano di comune autonomizzazione. •

17 febbraio, ora puntuale 17,17
Venerdì (un colpo di dadi…)

Incontro Pubblico
per l’apertura di una discussione di fondo

La giornata del 15 ottobre a Roma – giornata anche “transnazionale”, “pluri-metropolitana”… - ha fatto emergere, più che in precedenti circostanze, tensioni e contraddizioni, sino a forme - potremmo dire - di psicodramma etico-sociale tra anime e aree svariate, e anche radicalmente diverse e in conflitto, ma che si considerano e dichiarano tutte del Movimento. Questo si è dato prima, nelle controversie della sua preparazione, durante, nei comportamenti contrastanti, dopo, nella ridda di ricostruzioni, interpretazioni, giudizi che ne sono seguiti, e nelle conseguenze trattene.

Come cobas scuola di Milano (e Varese), a più titoli implicati, coinvolti, abbiamo già ritenuto di reagire con un testo di spirito “Not in my name!” alla deriva giunta fino alla legittimazione, quando non prescrizione, della delazione.
“Centogiorni dopo... – leggiamo una riflessione (Oreste Scalzone con Alessandro Scalondro: “Considerazioni inattuali sul 15 ottobre” – BlackBlog O.S.-):

… … …

Attorno a questi nodi e snodi,
le compagne e i compagni cobas della scuola di Milano
organizzano

un primo Incontro Pubblico,
con Oreste Scalzone

Venerdì 17 febbraio dalle ore 17.17…
in Viale Monza, 160 –sede cobas-(MM1 Gorla)

Su questi stessi temi, o affini e contigui, che potremo via via definire, arricchire con chi troveremo disponibile, vorremmo avviare un ciclo d'incontri a più voci.

[Cominciando a pensarci, abbiamo sinora ipotizzato: Massimo Cappitti, Franco Piperno; compagne e compagni di Napoli, L'Aquila, Pomigliano, Val di Susa, NonostanteMilano, Parigi, su esperienze di lotte e forme di vita; e ancora, proseguendo nel lavoro di “co-ricerca”, Gaspare De Caro, Nicoletta Poidimani, Franco “bifo” Berardi, Renato Curcio, Enzo Modugno, Carlo Amore, Marco Clementi, Paolo Persichetti, Alessandro Scalondro, Giuseppe Aragno, Emilio Mentasti, Detlev Harmann, Valentina Sacchetto [...] “Salvo errori d'omissione”, ci fermiamo qui, per ora, sollecitando proposte e la rosa fiorisca ancora...]

Verificate disponibilità e possibilità, definiremo al più presto, e renderemo pubblico, un calendario.


Ma anche sull'altro versante i burattinai hanno iniziato il lavoro di inquinamento di coloro che si oppongono al governissimo Monti, al pensiero unico e al capitalismo.

Strano che lo facciano usando un linguaggio così prolisso e datato, che non si comprende quanta presa possa avere in tempi di Twitter e SMS.

Ancora più strano è l'insistente richiamo al numero 17.

Non è bastato indire l'iniziativa per il 17 febbraio – anniversario dell'esecuzione di Giordano Bruno, una ricorrenza che i massoni celebrano sempre vistosamente – si è voluto aggiungere l'insolita sottolineatura dell'orario: 17:17 («La fondazione della Gran Loggia di Londra, successivamente denominata Gran Loggia d'Inghilterra, segnò formalmente o convenzionalmente l'atto di trapasso dall'antica massoneria di mestiere o operativa a quella moderna o speculativa. Il 24 giugno 1717, nella Taverna dell'Oca e della Graticola, quattro logge londinesi, … riporta la voce della Wikipedia sulla Massoneria).

In chiusura del comunicato quel «la rosa fiorisca ancora» – una citazione che Google trova solo in questo comunicato dei Cobas e che fa pensare piuttosto ai Rosa Croce («Il simbolo dell'ordine è una croce con al centro una sola rosa rossa»).

Sarà che qualcuno ha voluto strafare o c'era il timore che qualche Cobas disattento non cogliesse il messaggio?

2012-02-12
ITALIA
2012-02-10
Finalmente è giunto il messia - di Marcello de Angelis su Il Secolo d'Italia

Mussolini non diceva di essere l’uomo del destino, lo faceva dire ai suoi corifanti. Lo facevano persino i signorotti rinascimentali, considerando che lodarsi da soli fosse di cattivo gusto. Mister B. ha spesso tessuto le proprie lodi ma, essendo uomo di mondo, l’ha sempre buttata in burla. Poi è arrivato Mario Monti e il mondo è cambiato. In un crescendo che non può non destare imbarazzo – almeno in coloro (e fino a ieri erano molti) che rifuggono dal culto della personalità e mantengono un certo prudente equilibrio nel giudicare gli esseri umani – il professore ha presentato se stesso come salvatore dell’Italia, poi dell’Europa e oggi, previo colloquio con il “leader del mondo libero” (che già non è definizione da poco!), addirittura salvatore del mondo. Per ora pare si intenda solo del “mondo economico”, ma per chi segue la scuola secondo cui “l’economia è tutto”, non è poca cosa. Ma non è un obiettivo sufficiente. Monti ha assicurato ieri che il suo passaggio cambierà tutto e tutti. Ha già ricondotto alla “civiltà” il dibattito politico e conquistato la copertina di Time magazine. Dice che più Berlusconi lo appoggia più riguadagna credibilità internazionale, che trasformerà gli italiani e il loro modo di vivere e lavorare. Marchionne, come già tutta la “City” di Londra, andrà a lezione di economia da lui. Inoltre è sobrio, saggio, forte e giusto. Nemmeno Cesare Augusto è stato così incensato da vivo. E ce lo abbiamo da soli due mesi! Come abbiamo fatto a sopravvivere sino ad oggi senza di lui?


Un articolo totalmente condivisibile, non c'è che dire… testata e firma a parte, ovviamente.

Marcello De Angelis infatti non è solo, dal maggio scorso, il direttore del quotidiano fascista 'Il Secolo d'Italia' – leggere come ne informa una testata amica come il Giornale in questo articolo di Paolo Bracalini del 6 maggio 2011: Al «Secolo d’Italia» arriva De Angelis: «Diranno che sono un ex terrorista».

È anche passato dal Fronte della Gioventù a Terza Posizione, colpito da mandati di cattura per associazione sovversiva a banda armata dopo la strage di Bologna è stato latitante in Gran Bretagna; rientrato in Italia ha scontato 3 anni della condanna a 5 anni e sei mesi.
E naturalmente è entrato in Parlamento: senatore nel 2006 nelle liste di Alleanza Nazionale, deputato nel 2008 nelle liste del Popolo della Libertà.

I fascisti e i loro burattinai hanno già iniziato il lavoro di inquinamento di coloro che si oppongono al governissimo Monti, al pensiero unico e al capitalismo.

2012-02-12
ITALIA
2012-02-11
PORZÛS: IL PIÙ GRANDE PROCESSO ANTIPARTIGIANO DEL DOPOGUERRA - di Alessandra Kersevan sul sito 'dieci febbraio'

… In realtà la vicenda di Porzûs è stata nel dopoguerra trattata in molti giornali e libri a livello nazionale[2], e nel Friuli-Venezia Giulia non è passato anno senza che fosse ricordata in manifestazioni di varia natura, anzi, in questa regione Porzûs è stato uno dei miti fondanti del ceto politico dominante, in gran parte di origine osovana.

Su Porzûs inoltre si è per la prima volta evidenziata quella convergenza destra-sinistra tesa a ricostruire un immaginario condiviso anticomunista. Non è un caso che il film sia stato finanziato dall’allora governo di centro-sinistra, cioè dal ministro della cultura Walter Veltroni, ma apprezzato anche a destra.

In sostanza la tesi che passò – la stessa delle forze dominanti in tutti questi sessant’anni, ma con la differenza che veniva fatta propria anche dagli eredi del PCI – era quella della responsabilità dei comunisti friulani, e del PCI più in generale, presentati come asserviti agli interessi jugoslavi – mentre gli osovani risultarono i patriottici difensori dei confini dalle mire jugoslave. …

Segue un'ampia e precisa ricostruzione della vicenda, dei personaggi, del contesto storico-politico e delle inchieste e i processi.

Un articolo che è anche una risposta alle parole di qualche giorno fa del presidente della Repubblica (sul sito del Quirinale: 'Saluto del Presidente Napolitano in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo').

Si, serve ricordare anche per ripensare a tutti i fatali errori al fine di non ripeterli mai più.

In questa prospettiva e con questi sentimenti è mia intenzione, in una prossima già programmata visita in Friuli, rendere omaggio alle vittime dell'eccidio di Porzûs.

Un annuncio che è stato così commentato in una mail del CNJ:

In merito al desiderio espresso dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di rendere omaggio alla memoria di alcuni collaborazionisti dei repubblichini della Decima Mas giustiziati a Porzûs dai partigiani nel febbraio 1945, crediamo utile contribuire alla conoscenza dei fatti con questa sintesi di Alessandra Kersevan.

Era presente alla cerimonia ed è stato citato ripetutamente da Napolitano nel suo saluto il prof. Raul Pupo (con Napolitano nella foto a fianco).

Col prof. Pupo ha più di una volta polemizzato, su 'La Nuova Alabarda', Claudia Cernigoi che peraltro dichiara che il prof, Pupo sicuramente non è uno storico “neofascista”:

2012-02-12
ITALIA
2012-02-10
11feb12 - Il dono di ANVGD Trieste al Presidente del Senato - sul sito dell'ANVGD

Durante l'incontro a Trieste tra le Associazioni degli Esuli e il Presidente del Senato, a Renato Schifani l'ANVGD di Trieste ha donato una riproduzione (da essa progettata) della Foiba di Basovizza (vedi foto). A sua volta il Presidente del Senato, ha consegnato ai rappresentanti degli Esuli una splendida targa che riproduce il Palazzo del Senato.

Gli Esuli erano accompagnati dal presidente della FederEsuli e ANVGD Trieste, Renzo Codarin, dal presidente e vicepresidente dell'Associazione delle Comunità Istriane, Lorenzo Rovis e Manuele Braico.


Alcuni riferimenti dove documentarsi su mistificazioni, propaganda e falsi storici relativi alle foibe.
Rimando anche a questa mia pagina del 2009: “ANPI Legnano 2009-02-13.

Giugno 1996

Si noti: – livello originario: metri 500
– settore di 300 metri cubi contenente salme infoibati



 

Giugno 1997

Si noti: – livello originario: metri 256
– settore di 300 metri cubi contenente salme infoibati

Si osservi: in un anno la profondità si è quasi dimezzata, mentre sono quasi raddoppiati i metri cubi di salme di infoibati.



Al riguardo si raccomanda la trasmissione di domani su Rai Uno:

“PORTA A PORTA” su FOIBE E LAGER FASCISTI

con la partecipazione di
ALESSANDRA KERSEVAN

LUNEDI’ 13 FEBBRAIO 2012 – ore 23 e 15
(inizialmente prevista per giovedì 9 febbraio)

2012-02-12
ITALIA
2012-02-11
«Come ai tempi di De Gasperi» - di Flavio Pompetti su Il Messaggero

Alcuni virgolettati dall'intervista all'ottantottenne Richard Gardner, ambasciatore Usa in Italia dal '77 all'81.
Ha dato la sua versione di quegli anni nel libro MISSION: ITALY – sottotitolo: Gli anni di piombo raccontati dall'ambasciatore americano a Roma 1977-1981.

… «Ci conosciamo da lungo tempo, da quando nel '74-'75 Gianni Agnelli mi telefonò per raccomandarmi di incontrare questo giovane professore così capace e competente. Siamo diventati subito amici, e sono stato io ad introdurlo negli Usa al Council fot Foreign Relations». …

«Guardi, in tanti anni di frequentazione della politica italiana io non ho visto prima un'accoglienza altrettanto calorosa a Washington di una vostra missione. Certamente non Andreotti. Forse Cossiga, forse ci sarebbe da tornare ai tempi di De Gasperi per fare dei paragoni. Mario Monti è un economista ma ha una profonda conoscenza delle dinamiche politiche, e pochi altri italiani conoscono gli Usa come Giulio Terzi. Io posso solo augurarmi di vedere entrambi coinvolti a lungo in compagini di governo».

A questo proposito c'è da notare come tre italiani al momento tengano il nome del vostro Paese e la sua reputazione ad un livello di estrema eccellenza. Si tratta di Mario Monti e del suo ominimo Draghi, dal quale aspettiamo con ansia le prossime mosse, e infine di Sergio Marchionne, il quale ha ribaltato le sorti moribonde della Chrysler. Un risultato enorme quanto era imprevedibile solo un anno fa. Un autentico nuovo miracolo italiano».

Sempre nella linea di smaccato sostegno Usa al governo Monti – una "politica del bastone e della carota" in cui il bastone sono le agenzie di rating e lo spread – il giorno prima Pompetti aveva intervistato Joseph LaPalombara che si era limitato a menzionare il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata.


Gardner invece, su cui tanto è stato detto, fa un vero e proprio elenco dei buoni e dei cattivi.
Notare, tra i cattivi, Andreotti – bacchettato a pag. 388 del suo libro per la «sua abitudine di fare affermazioni che potevano essere così facilmente smentite» ma più probabilmente perché il 16 marzo 1978, giorno del rapimento di Aldo Moro, si accingeva a varare il nuovo governo di cui Moro era stato «il principale architetto» (pag. 224).
E dire che a pag. 173, in relazione appunto alla situazione di emergenza all'indomani del rapimento Moro, proclama:

Sapevamo, aggiunsi per concludere, che non era compito degli Stati Uniti cercare di condizionare gli eventi italiani. Con piena e assoluta ragione, la decisione di come doveva essere governata l'Italia spettava soltanto al popolo italiano.

Va da sé che da un diplomatico è normale aspettarsi menzogne, ma almeno recitate meno pedestremente.
Anche perché, in tema di affermazioni facilmente smentite Gardner non è da meno di Andreotti: leggere le sue affermazioni nell'articolo di Giovanni Bianconi sul Corriere del 2 giugno 2007 («La famiglia Moro e il ricatto Br”) e la smentita in questa pagina del sito del defunto Robert Katz.

Noto anche che Gardner arriva a scomodare De Gasperi dopo aver citato quasi con sufficienza Cossiga (che pure è sulla copertina del suo libro) ma dimentica, forse per opportunità contingente, Romano Prodi che pure ha intervistato con toni scherzosi e di grande familiarità a beneficio del Council of Foreign Relations il 20 settembre 2006: “A Conversation with Romano Prodi”.   Non posso fare a meno di trascrivere alcune battute (la traduzione può essere approssimativa perché si tratta di una "rush transcript" probabilmente poco chiara anche all'estensore).

PRODI: Beh, divido la risposta in due parti. …
Ma per passare dalla situazione parlamentare alla situazione politica reale, la mia idea è chiara. Se vado avanti con le riforme ci vado per cinque anni. Se mi dimetto o se rallento ritengo che sia dovuto al fatto che abbiamo deciso la liberalizzazione di alcuni settori dell'economia italiani – nel settore dei servizi, si trattava…

GARDNER: Le farmacie, i taxi, i commercialisti…

PRODI: Farmacie, i taxi, i notai…

GRADNER: I notai.

PRODI: … gli avvocati – È andata bene, È andata bene perché tutti sanno che abbiamo bisogno di riforme. Il programma italiano è riforme, riforme, riforme. E il precedente governo, che aveva una maggioranza fantastica, non ha cambiato niente. Beh, ha cambiato solo, come sapete, le leggi in favore del primo ministro e dei suoi amici, si sa. E se io dimostro di guidare il paese in favore della maggiornza della popolazione, i posso andare avanti cinque anni. …

GARDNER: Lei è famoso come ciclista. È un po' come andare in bicicletta?

PRODI: Eh, sì.

GARDNER: Se una rallenta, cade.

PRODI: Verissimo.

GARDNER: Quindi lei deve pedalare molto forte…

Sappiamo come è andata a finire.

2012-02-11
ITALIA
2012-02-09
Il bond sulla morte, ritratto della finanza - di Massimo Calvi su Avvenire

L'inizio e la conclusione.

La notizia è che una banca, la tedesca Deutsche Bank, si è messa a vendere prodotti finanziari per scommettere sulla morte delle persone. Non è uno scherzo. Il fondo si chiama «Db Kompass Life 3» e la sua attività è molto semplice: offre certificati che permettono di guadagnare sui decessi anticipati di 500 cittadini americani dai 72 agli 85 anni. Il campione di vecchietti, ovviamente, si è offerto volontario e ha messo a disposizione degli "investitori" tutte le cartelle cliniche necessarie a valutare i profili di rischio. Considerati i tempi di crisi, per i capitali in cerca di rendimenti può essere un buon affare anche in un’ottica – come direbbero gli esperti della materia – di diversificazione degli investimenti. Se infatti il prodotto "sottostante", cioè la vita dell’anziano in questione, durasse non più di un anno oltre la data di morte prevista, allora si potrebbe ottenere un rendimento del 6%. Al di sotto di questa soglia l’investitore perderebbe la metà della scommessa. 6hellip;

Se questa vi sembra una storia già sentita non state sbagliando. La finanza speculativa ha già da tempo oltrepassato "quel" confine, come la crisi sta drammaticamente mettendo in luce. La caduta dell’ultimo velo di ipocrisia per l’iniziativa della banca tedesca può solo aiutarci a prendere coscienza di quanto sia urgente ristabilire il giusto ordine dei valori anche in economia. Riportando gli strumenti al servizio della vita umana, e non il contrario.

Si tratta, in effetti, di una storia già sentita: ne aveva parlato, su il Fatto Quotidiano dello scorso 23 aprile, Matteo Cavallito in: “Wall Street, una scommessa con la morte”.

Un articolo ripreso pochi giorni dopo da Rocco Cipriano in questa pagina del suo sito, corredndola con la copertina di Business Week che vedete a fianco e che risale a metà luglio 2007, come si vede da queste due pagine sul sito di 'Business Week':

La Wikipedia in inglese ha una pagina sui Death bonds dal 14 settembre 2009.

Ritornando all'articolo dell'Avvenire, il Fatto Quotidiano di oggi pubblica la risposta di Furio Colombo ad un lettore che lo interroga sul tema.
L'articolo (“ARRIVANO I BOND MORTE”) è accessibile solo agli abbonati ma lo si può leggere in questa pagina dell'attentissimo (pure troppo) blog dell'Associazione Culturale Amore e Psiche: 'spogli'.


  1. L'intervento di Colombo, che fa mostra di esprimere riprovazione a partire da una profonda e disincantata conoscenza della società moderna, ha però venature di ironia e di cinismo che me lo fanno inserire nella vasta schiera di quelli che definisco “double-face” – in grado cioè di far scandalizzare il lettore quanto basta, ma anche a suggerire che oramai così va il mondo e probabilmente l'unica cosa possibile è acquisire la notizia e “metabolizzarla”.
    Se così fosse sarebbe indubbiamente in controtendenza rispetto alla linea de il Fatto che solitamente tende a fornire argomenti agli “indignati”.
    Nel dire questo, ovviamente, sono influenzato dalla pessima opinione che ho di Furio Colombo (in questo blog ce ne sono abbondanti tracce) e che è già talmente infima da essere difficilmente peggiorabile.
  2. Molto più interessante, invece, interrogarsi sui tempi di questa uscita di Avvenire in tema di scommesse sulla morte.
    Per quanto detto il tema non è nuovo e, sulla stampa internazionale, ne ha parlato il britannico Independent in: “Watchdog warns over 'toxic' death bonds”, ma il 3 dicembre scorso e non per ragioni etiche.
    Detto chiaramente: potrebbe trattarsi di una risposta allo “scoop” de il Fatto Quotidiano di cui alla Segnalazione precedente?
    Potrebbe trattarsi, anziché di un conflitto tra cardinali in un clima da basso impero, di uno scontro su princìpi morali o – più materialisticamente – di uno scontro tra schieramenti finanziari?
    Per valutare questa possibilità di lettura dare un'occhiata a questa mia pagina: “Sante parole” – è dell'aprile 2010, quando Ratzinger e la chiesa erano sotto attacco per i casi di pedofilia (e, sarà un caso, ma la lettera che ha parlato di "Mordkomplotts" è del cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos, definito da Blitz quotidiano: “copri pedofili”).
2012-02-11
ITALIA
2012-02-10
“COMPLOTTO DI MORTE” - di Marco Lillo su il Fatto Quotidiano

La notizia era a tutta pagina sulla prima del Fatto Quotidiano di ieri.

Di seguito una selezione degli articoli più significativi apparsi.

2012-02-10
ITALIA
2012-02-06
IsraeleItalia, un cavo sottomarino per sviluppare i servizi Internet - di Cla. Ger. su Repubblica (Economia&Finanza)

Israele sceglie l’Italia come "hub" per la connettività Internet. Bezeq International, provider leader per servizi internet e telecomunicazioni nel paese, (conta oltre 2,4 milioni di clienti collegati alla propria rete e un fatturato di 284 milioni di Euro), ha scelto Interoute per espandere la propria rete nel cuore dell'Europa. Dalla landing station di Interoute sita in Bari, "Jonah", un cavo sottomarino di 2.300 km, collega Israele all'Italia e al resto d’Europa grazie alla rete in fibra ottica della società proprietaria della più grande piattaforma per servizi Cloud in Europa.
La landing station di Bari è stata scelta perché consente di interconnettersi direttamente con la rete di Interoute, cui sono già collegati tutti i principali operatori di settore. Il cavo "Jonah", rigenerato 21 volte, è dotato di due coppie di fibre ottiche e la sua capacità addizionale potenzia l'infrastruttura Internet in Israele oltre a contribuire all’eliminazione di colli di bottiglia per le connessioni internazionali. …

Inoltre, nella scelta di Bezeq hanno influito anche altri fattori meno tecnologici: l'Italia e Interoute hanno offerto maggiori garanzie strategiche. La neutralità politica e le infrastrutture l'hanno fatta preferire ad altre nazioni più vicine geograficamente a Israele come Turchia e Grecia.
Interoute è l’unico operatore europeo che possiede e gestisce una rete per voce e dati di nuova generazione che attraversa tutta l'Europa e raggiunge Mosca e la Turchia. Grazie a oltre 60.000 km di fibra, 21 MAN (Metropolitan Area Network), 8 data centre, e sedi operative in 26 fra le maggiori città d'Europa, la società serve clienti in 29 nazioni dell'Unione europea, per un investimento infrastrutturale complessivo di oltre 2,7 miliardi di euro. Un'infrastruttura all'avanguardia che include anche otto stazioni di approdo dei cavi sottomarini dislocate ai confini dell'Europa, 5 delle quali in Italia.

Queste le voci della Wikipedia su Bezeq (compagnia di stato israeliana fino a metà del 2005, quando il 30% è stato ceduto al gruppo di investimento Saban-Apax ) e Interoute («azienda privata di proprietà della Sandoz Family Foundation e della Emirates International Telecoms (EIT) di Dubai») che contengono anche riferimenti a recenti articoli.

Noto (senza spingermi molto oltre perchè sono vicende finanziarie intricate) che il profilo dell'attuale Chairman di interoute, James Kinsella, menziona tra le attività passate la fusione di World Online con Tiscali che aveva dato luogo al più grande fornitore europeo di servizi internet.   Sul Corriere dell'8 settembre 2000 ne riferiva Giancarlo Radice in: “Tiscali conquista World Online”.

In realtà l'operazione, stando alla descrizione della voce della Wikipedia su World Online, è durata dal settembre al febbraio 2001 ed è terminata ingloriosamente con l'uscita di Kinsella dopo un scontro con il socio Renato Soru (che però si è rifatto nel 2004 divenendo presidente della regione Sardegna).


NOTA La cartina con il percorso del cavo qui a fianco è in questa notizia del sito dall'improbabile denominazione: 'ilvangelo-israele.it'.

In pratica di vangelo se ne trova pochissimo ma in compenso si trova tanto su Israele, mondo ebraico e annessi e connessi (anche la ripresa dell'ANSA della segnalazione precedente).

Il sito 'ilvangelo-israele.it' è di proprietà di tale Marcello Cicchese che in questa pagina del sito 'EVANGELICI d'ITALIA per ISRAELE' si descrive così:

Nato a Roma nel 1938 in una famiglia cattolica, si è convertito a Cristo all’età di diciotto anni. Si è laureato in matematica nell’Università “La Sapienza” di Roma e ha svolto la sua attività di professore universitario quasi interamente a Parma. Sposato con due figli e tre nipoti, attualmente è in pensione. Ha scritto numerosi articoli su diverse riviste evangeliche e tre libri: "Le dieci parole", "Dio ha scelto Israele". "Dalla parte di Israele come discepoli di Cristo". Negli ultimi anni si è interessato in modo particolare al tema di Israele in riferimento alle profezie bibliche e all’attualità politica. Si occupa regolarmente del sito “Notizie su Israele” (www.ilvangelo-israele.it ).

2012-02-10
ITALIA
2012-02-06
Esselunga sceglie il sistema NBO di GSTAT per buoni sconto personalizzati - ANSA

La società israeliana GSTAT ha perfezionato un contratto per una collaborazione strategica con l’azienda milanese Esselunga.
Esselunga è un’importante catena italiana di supermercati con un club di fidelizzazione di oltre 4 milioni di membri e un fatturato di circa 6,4 miliardi di dollari nel 2010.

Esselunga si è rivolta a GSTAT per l’implementazione del suo sistema Next Best Offer (NBO), l'esclusivo sistema analitico sviluppato dall'azienda israeliana. Next Best Offer permetterà alla catena di offrire la raccomandazione di marketing personalizzata più pertinente nell'ambito della propria gamma di prodotti a ogni singolo membro del suo programma di fidelizzazione.

Ne riferisce con ulteriori dettagli Business Wire (in inglese) in: “Esselunga Has Chosen GSTAT NBO System for Personalized Coupons”.

2012-02-09
BAHRAIN
2012-02-09
BAHRAIN: UNA PRIMAVERA ARABA CHE NON FA NOTIZIA - di Michele Giorgio su NENA-News

Il 14 febbraio di un anno fa migliaia di bahraniti si riunirono in Piazza della Perla per chiedere riforme, democrazia e la fine delle discriminazioni tra sunniti e sciiti. La protesta pacifica venne repressa con l'aiuto delle truppe saudite. Ma la mobilitazione prosegue nell'indifferenza internazionale.

Roma, 08 febbraio 2012, Nena News – Fadhila al Mubarak è libera. Erano in 10mila ieri ad aspettare, fuori dal carcere, la famosa artista bahranita rimasta in cella per mesi perchè colpevole di ascoltare in macchina una canzone che invitava la popolazione a sollevarsi contro la famiglia reale degli al Khalifa.Un’accoglienza trionfale che si è trasformata in un giorno di festa dando coraggio e determinazione al movimento per le riforme e la democrazia – in gran parte formato dagli sciiti discriminati dalla minoranza sunnita al potere – che domenica scorsa ha avviato un programma di raduni e sit-in in sfida alla polizia e alle truppe saudite, entrate nel paese poco più di un anno fa per aiutare a reprimere la rivolta contro l’alleato monarca assoluto Hamad al Khalifa.

Si avvicina il 14 febbraio, anniversario delle prime proteste contro il re in Piazza della Perla a Manama, disperse con violenza dalle forze di sicurezza grazie all’intervento decisivo dei mezzi corazzati sauditi. Furono giorni di sangue per questo piccolo arcipelago con meno di un milione di abitanti (di fatto un protettorato di Riyadh) che ospita la base della V Flotta americana ed è un alleato fondamentale di Washington nella guerra non dichiarata all’Iran. …

C'è una voce della Wikipedia (in inglese) su Fadhila Mubarak.

La foto a fianco accompagna l'articolo dell'8 febbraio su 'Gulf Times': “Bahrain frees Canadian and woman jailed over protests” [ “Il Bahrain libera il canadese e la donna imprigionati per le proteste” ] che riferisce della liberazione di un canadese originario del Kuwait – Naser al-Raas, imprigionato per cinque anni e liberato per problemi cardiaci – e della donna, arrestata il 20 marzo scorso perché ascoltava nella sua auto una canzone che inneggiava al rovesciamento del regime.

2012-02-09
ITALIA
2012-02-09
In due per due mesi sulla torre della protesta - di Fabrizio Ravelli su Repubblica

I macchinisti fischiano per solidarietà. Stanislao e Olivero resistono, accampati fra zona giorno e zona notte: hanno scattato delle foto e girato un video per Repubblica.it. E non vogliono scendere: "La nostra è una protesta civile, per questo dà fastidio"

DUE MESI, sessanta giorni là sopra al freddo, a guardare la città dall'alto. Dalla notte fra l'8 e il 9 dicembre. Oliviero Cassini se li è fatti tutti, sessanta giorni e sessanta notti di una vita dura, tre sacchi a pelo uno dentro l'altro la notte, un wc chimico, e qualche salviettina per pulirsi alla meno peggio. Peppe e Carmine che erano con lui a un certo punto sono scesi. Carmine per la cattiva salute. Peppe per vedere come andavano le cose là sotto, se qualcosa si muoveva nella loro vertenza. Un altro, Stanislao, è salito qualche giorno fa per non lasciare Oliviero da solo.

VIDEO "SIAMO TUTTI SULLA TORRE"

LE IMMAGINI SCATTATE DAGLI OPERAI

Nel breve video indicato nella pagina le dichiarazioni di Stanislao Focarelli che ha raggiunto Oliviero Cassini.
La galleria di foto ne comprende 12 – che danno da pensare.


La nota positiva (per cui coloro di rosso questa notizia) sta nel fatto che da stamattina è tra le prime che appaiono sulla pagina iniziale (nazionale) di Repubblica.

Solo un doveroso omaggio alla protesta che ben si può dire eroica o, forse, un segno che qualcosa si sta muovendo?

Alcune recenti notizie lo lascerebbero pensare.

2012-02-09
ITALIA
2012-02-08
Con Monti, oltre Monti La nuova frontiera dei progressisti europei - di Massimo D'Alema su l'Unità

L'introduzione allo scritto di D'Alema, il sommario e il catenaccio e l'inizio.

Anticipiamo l'editoriale di Massimo D'Alema sul prossimo numero della rivista Italianieuropei, in edicola e in libreria a partire dal 14 febbraio. Nello stesso numero, analisi e contributi del presidente dell'advisory board della Fondazione, Giuliano Amato, della vice presidente del Senato, Emma Bonino, della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso.

I compiti dell'Ue
È necessario ridurre
il potere della finanza
e ridare dignità al lavoro

Non ha senso una diffidenza verso l'esecutivo, che non è nato da un sussulto della società civile, ma da una lunga operazione politica. Va contrastata una lettura elitaria della crisi. L'editoriale di Massimo D'Alema su Italianieuropei

Una pagina nuova si è aperta nella vita politica italiana. Il mutamento è stato rapido e radicale non solo nella realtà delle istituzioni e nei rapporti fra i soggetti politici, ma anche nel senso comune e nello spirito pubblico dei cittadini. Al punto quasi da far dimenticare l’estremo degrado cui si era giunti nel periodo conclusivo del decennio berlusconiano …

L'articolo è, ovviamente, sul sito di Italianieuropei e dei Radicali, ma lo segnalava ieri anche Stefano Azzarà sul suo blog 'MATERIALISMO STORICO' sotto il lapidario titolo: «Massimo D'Alema si complimenta con se stesso per il proprio suicidio

Nella pagina Azzarà segnala anche l'istruttivo articolo di Maria Teresa Meli sul Corriere di ieri: “La tela di Bersani con Camusso per curare i «mal di pancia» del Pd” che collega recenti uscite di Carlo De Benedetti, Pier Luigi Bersani, Susanna Camusso, Stefano Fassina, Sergio D'Antoni, Francesco Boccia, Beppe Fioroni e Cesare Damiano.
Questa la conclusione.

E, come spiega un autorevole esponente del partito, «se Monti va fino in fondo noi gli votiamo tutto, anche la pena di morte». Una battuta, naturalmente, che però la dice lunga sull' atteggiamento che il Pd terrà quando si arriverà al dunque.


Qualche osservazione sullo stucchevole peana a Monti; evitando però di addentrarmi nei dettagli dei rosei scenari dipinti che surclassano, in un colpo solo, qualsiasi precedente sviolinata di Sandro Bondi a Berlusconi.

  1. Al punto quasi da far dimenticare l'estremo degrado…
    E al punto da far dimenticare a D'Alema (senza quasi, ma proprio del tutto) che questa pagina nuova, questa «nuova frontiera» (in corsivo nella chiusa dell'articolo: un richiamo kennediano avallato da Veltroni o uno scippo da parte di D'Alema?) si basa sui voti di fiducia che hanno trovato accomunati: Berruti, Brancher, Briguglio, Cantoni, Carra, Colucci, Cosentino, D'Alì, Dell'Utri, Del Pennino, Drago, Fallica, Firrarello, Gianni, Giudice, Grillo, La Malfa, Lupi, Maroni, Nespoli, Papa, Pisanu, Scajola, Tomassini, Verdini, Vizzini
    L'elenco, probabilmente incompleto, include solo i parlamentari a vario titolo condannati o che hanno patteggiato o Piduisti – non comprende voltagabbana, nani e ballerine.
    In un'Italia che festeggia i 150 dall'Unità ma in cui non si trovano due regioni che abbiano uguali aliquote fiscali, uguali soglie di sbarramento per i referendum regionali e quant'altro la sola unità tangibile è quella dei lacché e dei delinquenti.
  2. «… una lettura elitaria della crisi»
    La sintesi del sommario fa riferimento al passaggio:
    Ciò che torna non è solo la diffidenza antica e radicata di una parte dei ceti economicamente egemoni verso la politica e il fastidio da essi nutrito verso i partiti popolari e il ruolo che essi svolgono.  Questi aspetti vi sono certamente e rinviano a una cultura caratterizzata da forme di elitarismo che vengono da lontano e hanno lasciato un segno profondamente negativo nella storia italiana.
    Oramai anche i profani sanno che “élite” ed “elitario” sono sinonimi o eufemismi per “Massoneria” e, come è sotto gli occhi di tutti, a fronte dei tanti collegamenti che si fanno di ministri del governo Monti con la massoneria, le smentite sono tanto rare quanto poco convincenti.
    Ma che D'Alema provi ad accreditarsi come paladino dei «partiti popolari e del ruolo che essi svolgono» da questo pulpito e in questa compagnia è davvero surreale !
  3. Sulla “vicinanza” di D'Alema all'Opus Dei riferiva, l'11 maggio 2006 sul Corriere, Paolo Conti in: “Opus Dei vicina a Massimo nella corsa al Quirinale Michelini: lui è un garante” citando Alberto Michelini:
    «La presenza di Massimo D' Alema in Piazza San Pietro per la canonizzazione di san Josémaría Escrivá de Balaguer fu preparata accuratamente da Claudio Velardi. Di D' Alema si può dire che, pur non essendo credente, nutre grande attenzione verso i valori cattolici e l' uomo contemporaneo religioso...»
    O leggere, di Orazio La Rocca su Repubblica del 7 ottobre 2002: D'Alema: “Un simbolo della storia della Chiesa” (ripreso qui sul sito dell'Opus Dei).
  4. Per Giuliano Amato dovrebbe essere sufficiente notarne la presenza nel Comitatao esecutivo dell'Aspen Institute Italia.
  5. Per Emma Bonino la presenza ad un Convegno del Bilderberg (“ECCO I NOMI SEGRETI DEI 43 MASSONI ITALIANI.).
  6. Solo per Susanna Camusso non ci sono collegamenti del genere – peraltro lo Statuto della Cgil all'articolo 3 prevede l'incompatibilità con: «organizzazioni segrete, criminali, logge massoniche, organizzazioni a carattere fascista o razzista, organizzazioni terroristiche».

    Noto però che appare non di rado alle iniziative di Libertà e Giustizia.
    Un'associazione che si è data un nome fin troppo evocativo, come rileva anche Ferruccio Pinotti a pagina 417 del suo "Fratelli d'Italia":

    Ma De Benedetti non è entrato nel Goi col grado di Apprendista: era già maestro all'interno di una non meglio precisata loggia di piazza del Gesù. Quale? Impossibile stabilirlo, certo è curioso che molti anni dopo De Benedetti lanci una iniziativa politica chiamata Libertà e Giustizia: sicuramente un riferimento ai valori dell'azionismo cari a De Benedetti, ma anche un curioso anagramma del nome della loggia coperta.
  7. Come ho anche notato, girando nei portici dell'Umanitaria a Milano nel giugno del 2005 al funerale del Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d' Italia e presidente dell'Umanitaria Massimo Della Campa, di aver incrociato appunto la Camusso (o una persona che le somigliava in maniera incredibile).
2012-02-08
ITALIA
2012-02-08
Riciclaggio, quattro preti indagati I silenzi del Vaticano sui controlli - di Angela Camuso su l'Unità

Il sommario e la prima metà dell'articolo.

Quattro preti indagati per il reato di riciclaggio. La procura di Roma sta valutando le operazioni effettuate presso alcune banche italiane a partire dall’autunno del 2010. Stasera il caso al programma «Gli Intoccabili» su La7

Sono quattro i sacerdoti indagati per il reato di riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Roma sullo Ior. L’Istituto Opere di Religione, di fatto la banca del Vaticano, è al centro dell’attenzione del pm Rocco Fava e del procuratore aggiunto Nello Rossi per delle operazioni sospette effettuate presso alcune banche italiane dall’autunno del 2010.
I preti iscritti nel registro degli indagati sono il 62enne monsignor Emilio Messina, dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche ma residente a Roma, dove svolge il servizio di cappellano presso tre case di cura, don Salvatore Palumbo detto Mariano, nato a Ischia 49 anni fa ma anche lui in servizio nella capitale, dove regge l’’importante e popolosa parrocchia, molto attiva nel sociale, di San Gaetano, il catanese Orazio Bonaccorsi, 37 anni, già processato e assolto in primo grado in Sicilia per fatti analoghi ma che secondo piazzale Clodio autore di altre operazioni di riciclaggio attraverso conti Ior transitati su istituti di credito della capitale e infine, don Evaldo Biasini, 85 anni, ciociaro di origini e residente ad Albano Laziale. Biasini è conosciuto come don Bancomat. Secondo i magistrati di Perugia che hanno condotto l’inchiesta sui Grandi Eventi, l’impreditore della «cricca» Diego Anemone, avrebbe consegnato a don Biasini ingenti somme di denaro che il prete avrebbe depositato presso i suoi conti aperti allo Ior, trattenendo per sé una percentuale.
Di questi e altri fatti correlati a quest’inchiesta tratterà stasera il programma di La7 «Gli Intoccabili» condotto da Gianluca Nuzzi, il quale ha voluto investigare, in particolare, sull’atteggiamento del Vaticano rispetto alle recenti richieste di accertamenti sui conti dell’Istituto Opere di Religione fatte dalle autorità italiane. …

Altri articoli odierni sull'argomento e una replica all'articolo di fonte vaticana.

  • Ior non più cliente di banche italiane: attività finanziarie in Germania” - blitz quotidiano
  • Lo Ior abbandona le banche italiane” - Repubblica
  • Ior/ Azzerati rapporti con banche italiane, indagini pm Roma” - Affaritaliani
    "Come e' noto alle Autorita' italiane, e come risulta dalla documentazione accessibile agli ufficiali sia della Santa Sede, sia della Repubblica Italiana, l'Istituto Opere di Religione ha cooperato ripetutamente con le Autorita' italiane ad ogni livello" ed anche "in ambito giudiziario fra Autorita' specificamente competenti ed amministrativo da parte dello Ior con le sue controparti italiane". Lo afferma il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi che ha smentito con durezza - definendole "diffamatorie" e contestando la professionalita' dei giornalisti che le hanno pubblicate - alcune ricostruzioni giornalistiche. …
  • Dichiarazione della Sala Stampa a proposito di affermazioni infondate su IOR e AIF - blog 'IL SISMOGRAFO'
    L’articolo di Angela Camuso pubblicato su l’Unità in data odierna, a p. 23, intitolato: “Riciclaggio, quattro preti indagati. I silenzi del Vaticano sui controlli”, rappresenta, purtroppo, una notevole mancanza di serietà di indagine da parte dell’Autrice. Anzitutto vanno fatte due osservazioni introduttive.
    1.Il titolo parla dei silenzi del Vaticano. Come si chiarirà più avanti, ciò è del tutto infondato: la Santa Sede e le autorità del Vaticano hanno doverosamente cooperato con la magistratura e le altre autorità italiane.
    2. Le accuse avanzate nell’articolo riprendono critiche ormai superate. Una ricerca in internet, anche rapida, degli scritti dell’Autrice dell’articolo dimostra che il suo pezzo odierno in nessun modo fa “notizia”. Si tratta, infatti, di accuse “riciclate” e che la giornalista, in passato, ha già pubblicato più volte. Rievocarle nuovamente non serve a renderle vere. Ci si chiede se l’articolo non costituisca una sorta di pubblicità per una trasmissione televisiva serale. Per quanto concerne il contenuto dell’articolo si precisa quanto segue. …

In effetti, anche negli altri articoli odierni non sono menzionati elementi di novità – il che lascia supporre che il Vaticano non sbagli nel definirle «riciclate».

E forse non sbaglia neanche nel chiedersi «se l’articolo non costituisca una sorta di pubblicità per una trasmissione televisiva serale», dal momento che già nella pagina iniziale del blog della Camuso 'BANDA DELLA MAGLIANA' la prima dichiarazione elogiativa del libro è quella di Enrico Mentana (la successiva è di Paolo Mieli).

Fatto sta che il 9 marzo 2010, alla presentazione a Milano del suo libro "Mai ci fu pietà" al Multicenter Mondadori, a fianco dell'autrice c'erano proprio Mentana (approdato quattro mesi dopo alla direzione de LA7) e Mieli.

Quanto al conduttore de 'Gli Intoccabili', Gianluigi Nuzzi, era menzionato in questa segnalazione dello scorso novembre – in cui si ricordava anche che è citato molte volte nel libro di Eduardo Montolli "Il caso Genchi" (qui aggiungo che anche il magistrato Nello Rossi, che conduce le indagini, è citato ripetutamente).

Una menzione di una sottile analisi di Nuzzi – autore del fortunatissimo libro VATICANO S.p.A. – su un altro caso vaticano, apparentemente slegato dalla finanza, è in questa segnalazione dell'aprile 2010.

Post Scriptum del 2012-02-12

Il 9 febbraio sul blog de l'Espresso 'SETTIMO CIELO' il vaticanista Sandro Magister richiama l'articolo de l'Unità e pubblica la prima dichiarazione della sala stampa vaticana ("A PROPOSITO DI AFFERMAZIONI INFONDATE SU IOR E AIF") e una successiva del 9 febbraio ("ULTERIORE DICHIARAZIONE A PROPOSITO DI AFFERMAZIONI INFONDATE SU IOR E AIF") nella pagina: “Riciclaggio di denari? No, di accuse, dicono in Vaticano

2012-02-08
VENEZUELA
2012-02-07
Effetto Chávez: l’impatto della rivoluzione bolivarista sulla società - di Maria Luisa Giordano su Carografare il presente

La pagina contiene solo l'immagine che si vede qui sotto (cliccare per ingrandire) che mostra i grafici dell'andamento de 'Il “paniere” dei venezuelani' e de 'La disoccupazione' dall'avvento di Hugo Chávez.

Le due cartine, inoltre, visualizzano la percentuale di abitazioni povere e il Coefficiente di Gini nel 2002 (tre anni dopo l'arrivo di Chávez), e nel 2009 (dieci anni dopo il suo arrivo).

2012-02-08
GRECIA
2012-02-08
GRECIA: SONDAGGIO SHOCK, SOCIALISTI 8% SINISTRA RADICALE AL 40% - di Francesco Piobbichi su Controlacrisi

… Il nuovo sondaggio d'opinione condotto dalla Public Issue per conto del quotidiano Kathimerini parla chiaro, conferma il primato di Nea Dimocratia, il partito di centro destra guidato da Antonis Samaras, con il 31% mentre conferma la caduta libera del Pasok, il partito socialista guidato dall'ex premier Giorgos Papandreou con l'8% delle preferenze. Con il 18%, viene Sinistra Democratica, il nuovo partito formato da Fotis Kouvelis, cui segue il Partito Comunista con il 12,5%, Syriza/Synaspimos (altro partito di sinistra) con il 12%. Complessivamente parliamo di circa il 40% dell'elettorato! Il numero di coloro che, in caso di elezioni, si asterrebbero dal voto ha raggiunto il 30%. La stragrande maggioranza degli intervistati, il 91%, si dice insoddisfatta dall'operato del governo di Lucas Papademos. Per quanto riguarda le elezioni, il 58% degli intervistati si e detto convinto che si dovrebbe andare alle elezioni anticipate, contro il 38% che si è dichiarato contrario. …

2012-02-08
GRECIA
2012-02-08
Dallo sciopero forte messaggio per l'intensificazione della lotta della classe lavoratrice contro la nuova ondata di barbare misure anti-popolari - su resistenze.org dal sito del KKE

Martedì 7 febbraio si è svolto in Grecia uno sciopero di massa militante. E' stata una risposta immediata il giorno dopo che il governo ha ufficialmente annunciato una riduzione del 20% dello stipendio base e un taglio del 15% alle pensioni integrative, ulteriore riduzione delle pensioni di base e dell'indennità di disoccupazione, e 150.000 licenziamenti nel settore pubblico.

Ad Atene si è svolta una manifestazione che ha coinvolto migliaia di lavoratori, nonostante la pioggia, e in altre 61 città del paese si sono svolte alte concentrazioni nel quadro dello sciopero. Ancora una volta la manifestazione del PAME è stata molto più numerosa rispetto a quella del GSEE e ADEDY.

Le forze di classe del PAME in tutto il paese hanno dato una risposta forte nel momento in cui insieme il personale della plutocrazia, il governo del Fronte nero (socialdemocratici, liberali e nazionalisti) e la Troika stanno lavorando incessantemente per la prossima ondata di dure misure che gettano il popolo in miseria. Questo messaggio non può essere cancellato dai limitati incidenti avvenuti davanti al Parlamento durante la mobilitazione del GSEE e ADEDY.

Inoltre, lo sciopero è in continuità con la massiccia ed energica risposta del KKE che ha realizzato una concentrazione e mobilitazione sotto la pioggia battente lunedì 6 febbraio nel pomeriggio.

Dalla pagina anche il riferimento ad un album di foto della manifestazione.

2012-02-08
ITALIA
2012-02-09
COORDINAMENTO NO DEBITO – PISA ASSEMBLEA CON GIORGIO CREMASCHI - GIOVEDI 9 FEBBRAIO - sul sito del Circolo Agorà di Pisa

contro l'europa delle banche
NOI IL DEBITO
NON LO PAGHIAMO!

GIOVEDI 9 FEBBRAIO ORE 21

BIBLIOTECA COMUNALE, LUNGARNO G. GALILEI – PISA

ASSEMBLEA CON

GIORGIO CREMASCHI

(Coordinamento Nazionale No Debito)

CONTRO L’ATTACCO DEL GOVERNO MONTI A LAVORO, PENSIONI, WELFARE
PER AUMENTI GENERALIZZATI DI SALARI E PENSIONI
ESTENSIONE DELL’ART. 18 A TUTTI I LAVORATORI,
RIDUZIONE GENERALIZZATA DELL’ORARIO DI LAVORO,
UGUALI DIRITTI SINDACALI IN OGNI LUOGO DI LAVORO.

NO ALL’IMU E ALL’AUMENTO DI PREZZI E TARIFFE
NO ALLA SPECULAZIONE EDILIZIA E ALLE CITTA’ VETRINA

SI ALLA REQUISIZIONE DELLE CASE SFITTE – SI A NUOVE CASE POPOLARI
SPAZI SOCIALI GRATUITI PER TUTTI

NO ALL’HUB MILITARE E ALLA BASE USA DI CAMP DARBY
SI A UNA ECONOMIA ECO/COMPATIBILE E DI PACE.

NO A UNA UNIVERSITA’ D’ELITE
SI A CULTURA, SAPERI E ISTRUZIONE COME BENI COMUNI

RICOSTRUIRE ANCHE A PISA UNA OPPOSIZIONE POLITICA, SOCIALE,
SINDACALE COESA E INDIPENDENTE DAI POTERI FORTI
E DAI PARTITI AD ESSI ASSERVITI.

2012-02-08
CANADA
2012-02-08
Torture, dietrofront di Ottawa - sul Corriere Canadese

«Sì alle informazioni d’intelligence raccolte all’estero mediante abusi»

È legittimo utilizzare informazioni d’intelligence estorte con la tortura dalle autorità straniere che usano questa pratica. È questo in sostanza il contenuto di una controversa direttiva mandata dal ministro della Pubblica sicurezza Vic Toews nel dicembre del 2010. Il documento, rimasto finora segreto, è stato ottenuto grazie all’Access to Information Act e mette in luce un repentino cambiamento di Ottawa sulla questione: fino all’anno precedente l’opinione del governo era totalmente diversa.
Il governo conservatore, che in questa circostanza è stato protagonista di una virata a trecentosessanta gradi rispetto alla posizione che aveva promosso in precedenza, ha così sposato la “dottrina Bush” che fino al 2008 è stata al centro di violente polemiche e che è stata condannata da numerose associazioni che si battono per il rispetto dei diritti umani. Nel memo del ministro, spedito al quartier generale del Canadian Security Intelligence Service (Csis), si sottolinea come “in circostanze eccezionali, quando vengono minacciate la vita umana e la sicurezza nazionale”, è del tutto legittimo “condividere informazioni di intelligence raccolte da autorità straniere che possano anche derivare dall’uso della tortura e dei maltrattamenti”. Questo, sostiene Toews, perché deve esistere “una scala di priorità: la protezione della vita e della proprietà sono priorità che scavalcano il resto”. La nuova linea imposta dal governo ai servizi segreti canadesi contraddice, in toto, quanto sostenuto fino al 2009. Nel maggio di tre anni fa, infatti, una direttiva proveniente dal ministero della Pubblica sicurezza imponeva agli 007 canadesi di “non fare affidamento sulle informazioni d’intelligence estorte all’estero tramite la tortura”. Ma non solo. Il governo aveva anche attivato tutta una serie di misure per vagliare le informazioni che provenivano dall’intelligence straniera con il preciso obiettivo di identificare quelle che si basavano su interrogatori violenti nei quali gli interrogati subivano abusi e “trattamento disumano” e di cestinarle immediatamente.
In ministro, nel memo inviato al Csis, sottolinea in più di un passaggio come questo tipo di informazioni debbano essere “utilizzate solamente in circostanze eccezionali”. Secondo Toews, “ignorare queste informazioni” solamente perché ottenute con metodi discutibili costituirebbe “un rischio inaccettabile per la pubblica sicurezza”.
Ma a chi spetta decidere se una determinata informazione abbia o meno il requisito di porre a rischio la sicurezza nazionale? Il ministro nel suo memo chiarisce anche questo punto. “La decisione finale - si legge nella direttiva ministeriale - spetta al direttore del Canadian Security Intelligence Service o al suo vice”, il tutto “nel rispetto degli obblighi legali del Canada”. Una volta assunta questa decisione, in ogni caso, “il ministro deve esserne informato”. Nel 2009, durante una deposizione, un agente del Csis aveva dichiarato che gli agenti segreti canadesi avrebbero comunque utilizzato informazioni d’intelligence a prescindere dalla loro provenienza se queste avessero aiutato a prevenire un attacco terroristico. L’allora ministro Peter Van Loan aveva pubblicamente smentito lo 007, confermando che la legge impediva di usare quelle informazioni.

Questi alcuni siti (ai quattro angoli della terra) che hanno dato la “ripugnante” notizia.
In Italia (alle 19) non sembra che se ne sia ancora accorto nessuno.

2012-02-08
EUROPA
2012-02-08
La Tobin Tax di Eurolandia costerebbe alla Gran Bretagna 22 miliardi di euro - di Matteo Cavallito su il Fatto Quotidiano

Trascrivo solo la conclusione di un breve ma quanto mai istruttivo articolo che ha, all'inizio, il riferimento allo studio di 16 pagine della Ernst&Young intitolato: 'Outlook for Financial Services'.

La Wikipedia ha una voce sulla Tobin tax e su James Tobin.

… In Gran Bretagna, inoltre, una tassa applicata sulle sole transazioni in euro produrrebbe una contrazione per queste genere di attività, bruciando, secondo le stime, circa 4.500 posti di lavoro nell’industria finanziaria (che nel Regno Unito impiega 200 mila persone). In futuro, ipotizza comunque E&Y, la perdita iniziale di impieghi dovrebbe essere assorbita dall’intero comparto.

E in caso di ripensamento da parte di Londra? Una tassa applicata all’intera Unione europea – che non si limitasse dunque alle sole transazioni nella moneta unica – genererebbe ricavi per 53 miliardi (37 escludendo le operazioni valutarie), 41 dei quali provenienti dal Regno Unito (28 nel secondo caso). Una quota largamente maggioritaria, che deriva ovviamente dall’enorme peso relativo della piazza britannica. A Londra si scambia il 30 per cento delle azioni quotate in Europa, ma la percentuale sale a 84 per i bond e a 81 per gli scambi valutari. Aggiungendo i derivati, si arriva ad un ammontare di operazioni pari al 77 per cento dell’intero mercato europeo.


Qualche termine di confronto sulle cifre dei “costi” sbandierati dal rapporto, in attesa che qualcuno più esperto di economia ne faccia di più incisive.

  1. «pagare all’Europa fino a 22 miliardi di euro»
    Proprio oggi si può leggere su Panorama, nell'articolo di Gianandrea GaianiF35: al via le prime ordinazioni per 240mln di euro - LA SCHEDA”, che: «In Italia il programma F-35 viene valutato 15 miliardi di euro in 20 anni ma la cifra pare destinata ad aumentare di molto.».
  2. «circa 4.500 posti di lavoro nell’industria finanziaria»
    Il Guardian di ieri aveva questo articolo di Jill Treanor: “Lloyds cuts nearly 1,000 jobs” [ “I Lloyds tagliano circa 1.000 posti di lavoro” ].

Come è ovvio i fattori che giocano vanno ben oltre i 22 miliardi di euro e i 4.500 posti di lavoro e riguardano le guerre economiche in corso.
Sulla complessità e le implicazioni politiche dei rapporti Unione Europea e Gran Bretagna segnalo (pescando pressoché a caso) questo articolo di Giancarlo Granero su il Fatto Quotidiano del 9 dicembre scorso: “Euro: meglio fuori o dentro?

2012-02-07
IRAN
2012-02-04
ISRAELE ATTACCHERA' L'IRAN? (scheda)

Questi gli articoli sulla rassegna stampa del ministero della Difesa del giorno 4 febbraio riguardanti Israele e Iran.

  • L'attacco di Israele all'Iran? Probabile” - Franco Venturini - Corriere, 4 febbraio
    Annunciato tante volte senza seguiti concreti, in queste ore il conto alla rovescia per un attacco di Israele alle installazioni nucleari iraniane potrebbe essere davvero partito. …
  • «L'attacco all'Iran già in primavera» - Guido Olimpio - Corriere, 4 febbraio
    WASHINGTON – Guerra di parole. Guerra psicologica. Con il timore che alla fine le sciabole – i missili – verranno sfoderate davvero. Il nuovo round sull'Iran è stato innescato dalle confidenze del segretario della Difesa americano Leon Panetta al Washington Post. …
  • “Israele attaccherà l'Iran in primavera” - Maurizio Molinari - La Stampa, 4 febbraio
    Il capo del Pentagono Leon Panetta prevede che Israele attaccherà l'Iran fra aprile, maggio e giugno, innescando da Teheran la replica di Ali Khamenei: «Se verremo aggrediti vi saranno conseguenze negative per gli Stati Uniti». …
  • La minaccia di Khamenei: “L'Iran libererà Gerusalemme” - Angelo Aquaro - Repubblica, 4 febbraio
    NEW YORK – L'America teme che Israele possa attaccare davvero l'Iran per fermare la costruzione dell'atomica. E l'Iran per tutta risposta soffia sul fuoco: minacciando l'America e tutto l'Occidente di rovinose ritorsioni che pootrebbero sfociare in attacchi terroristici. …
  • L'Iran minaccia guerra anche all'Italia” - Gian Micalessin - il Giornale, 4 febbraio
    A Washington non sanno cosa sia peggio. Se il rischio di un imminente attacco israeliano ai siti nucleari di teheran o la voce grossa della Suprema Guida Alì Khamenei che minaccia di rispondere con missili e attentati alle sanzioni occidentali. …

E questi alcuni articoli dalla stampa internazionale.


UN FILM GIÀ VISTO ?

2012-02-07
GRAN BRETAGNA
2012-02-07
Le neuroscienze per trasformare i soldati in macchine da guerra - di Andrea Malaguti su La Stampa

… La tDCS è una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva. Una sorta di blando elettrochoc del terzo millennio ottenuto attraverso l’applicazione di elettrodi sullo scalpo. Sperimentata sui soldati alla viglia di nuove missioni in medioriente ha prodotto risultati sorprendenti. Vince Clark, professore di neuroscienze cognitive all’Università del New Messico, racconta che i militari sottoposti al trattamento durante le esercitazioni sono stati capaci di individuare cecchini, mine antiuomo, bombe e obiettivi strategici con una rapidità doppia rispetto a quella dei colleghi. «E’ bastata una minima stimolazione cerebrale. Per me è stato choccante. Mi fa male pensare che i mie studi possano essere usati per scopi militari, perché ho sempre voluto trasformare il mondo in un posto migliore. Ma che cosa dovrei fare: smettere con la ricerca?». Chi è padrone del bene e del male? …

Ma lo sviluppo ritenuto più interessante è quello legato all’uso del Brain-Machine-Interfaces (BMIs), un dispositivo che cosente di connettere direttamente il cervello con sistemi di combattimento come i droni. «E’ vero. E’ possibile. Lo sarà sempre di più. Ma a quel punto il confine tra l’uomo e la macchina sarà indefinibile. E se il drone dovesse scaricare una bomba su un obiettivo sbagliato, o magari su una festa di matrimonio, di chi sarebbe la colpa di quei morti? Dell’uomo o della macchina?», sussurra Clark. E se lo domanda con lo stesso tono pieno di vergogna di uno che ammette di essere alcolizzato.

La tDCS (Transcranial direct-current stimulation) è una forma di neurostimolazione che usa una bassa corrente continua applicata all'area cerebrale di interesse direttamente con elettrodi.

Altri recenti articoli su tDCS e BMI:


La principale differenza con Josef Mengele è che la Royal Society ha un Ufficio Stampa.

2012-02-07
ITALIA
2012-02-04
Accordo Nato: Sigonella sarà «capitale mondiale dei droni» - di Antonio Mazzeo su il Manifesto

Per future «guerre preventive» in Medio Oriente, Africa, Est Europa, gli Usa e la Nato varano uno dei più costosi programmi nella storia dell'alleanza. Solo 13 paesi contribuiranno, Francia e Gran Bretagna restano ai margini, Spagna e Polonia si tirano fuori. L'Italia al centro del progetto. Altro che rinunciare agli F35...

«È un buon accordo, un grande accordo, un accordo ben fatto». Non nasconde la sua soddisfazione il segretario della difesa Leon Panetta: la Nato si doterà entro il 2017 di un nuovo sistema di sorveglianza terrestre, l'AGS (Alliance Ground Surveillance) e il suo centro di comando e di controllo verrà installato nella base siciliana di Sigonella. La lunga ed estenuante trattativa tra i partner ha visto però ridurre progressivamente a 13 il numero di paesi che contribuiranno a quello che si preannuncia come uno dei più costosi programmi della storia dell'Alleanza atlantica. Oltre a Stati uniti e Italia, Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Romania, Slovacchia e Slovenia. Un contributo operativo specifico verrà comunque da Francia e Gran Bretagna che metteranno a disposizione i propri sistemi French Heron Tp (coprodotti con Israele) e Uk Sentinel. Restano fuori Spagna e Polonia, candidatesi inizialmente con l'Italia per ospitare l'AGS con i cinque velivoli senza pilota del tipo "Global Hawk" che la Nato acquisterà dalla statunitense Northrop Grumman. …

2012-02-07
ITALIA
2012-02-04
La diplomazia armata di Monti - di Manlio Dinucci su il Manifesto

Per future «guerre preventive» in Medio Oriente, Africa, Est Europa, gli Usa e la Nato varano uno dei più costosi programmi nella storia dell'alleanza. Solo 13 paesi contribuiranno, Francia e Gran Bretagna restano ai margini, Spagna e Polonia si tirano fuori. L'Italia al centro del progetto. Altro che rinunciare agli F35...

… In Libia, dopo il «successo dell'operazione condotta dalla Nato», l’Italia «continuerà a sostenere molto attivamente la nuova dirigenza», soprattutto formando le sue «forze di sicurezza». E, il 20 febbraio, ospiterà a Napoli il vertice ministeriale del Dialogo 5+5 e il Foromed per «il rilancio del dialogo e della cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo». Dialogo che l’Italia ha condotto in modo esemplare, sganciando sulla Libia un migliaio di bombe. Ma già si preparano altre «operazioni»: in Siria, avverte Terzi, «la situazione non è più sostenibile». Questa è la «diplomazia della sicurezza», con cui il governo Monti intende «tutelare all'estero i nostri interessi politici, economici e finanziari». Nonostante le minori risorse disponibili, chiarisce al Senato il ministro della difesa Giampaolo Di Paola, «non può essere sacrificata la capacità operativa del nostro strumento militare a tutela della sicurezza e dell'ordine internazionale». Sono quindi necessarie «forze armate sì ridotte, ma più moderne, meglio addestrate e meglio equipaggiate». …

Immediata la conferma: PdL e Pd si schierano compatti col governo, mentre l’IdV assume qualche posizione critica e la Lega fa alcuni distinguo. Il sen. Tempestini (Pd) chiede il «rafforzamento della credibilità internazionale del Paese», e preannuncia un decreto-legge per rendere permanente il finanziamento delle «missioni». Già lo aveva chiesto invano il sen Scanu (Pd) al governo Berlusconi, perché «ci preme costruire la credibilità dell'Italia» e perché «le Forze armate sono un ambito di straordinaria importanza del nostro Paese». «Che tristezza – aveva esclamato – sentir dire che non dobbiamo più mantenere certi impegni nel teatro internazionale perché sono finiti i soldi». Ora non sarà più triste: li troverà il governo Monti tagliando ancora di più le spese sociali.

2012-02-07
ITALIA
2012-02-04
Il Montino. Vademecum dei disastri di Supermario - di Domenico Moro su Marx21

L'inizio e la conclusione del chiaro e conciso intervento.

Prima parte. La Fiscalità

Contrariamente a quanto era stato propagandato dalla maggior parte dei mass media, il governo Monti ha operato sulla fiscalità in modo iniquo. Le imposte, infatti, sono state aumentate ai lavoratori salariati e diminuite alle imprese. Qui di seguito procediamo ad una analisi molto sintetica delle modifiche apportate da Monti alla fiscalità italiana. …

Rimanendo, però, ora alla sola questione delle entrare, il primo principio da tenere presente è che la crisi del debito non può essere fatta pagare a chi ha sempre pagato e perde capacità d’acquisto da vent’anni. Essa va fatta pagare a chi si è arricchito da sempre, e in modo maggiore negli ultimi anni di forte crescita dei profitti, che per le banche e non poche grandi imprese industriali non si è ridotta neanche dopo lo scoppio della crisi dei mutui.

Il secondo punto di una proposta di nuova ed equa fiscalità è che va ristabilita la progressività dell’imposizione fiscale e la centralità delle imposte dirette su quelle indirette.

Quindi, da una parte:

a) vanno ridotte le aliquote delle accise e dell’Iva;
b) va abbassata la aliquota di base dell’Irpef regionale;
c) vanno esentate dal pagamento dell’Imu le prime case, fino ad un valore che escluda le abitazioni non di lusso.

Dall’altra parte, vanno:

a) aggiunti almeno altri due/tre scaglioni di reddito all’Irpef, che portino l’aliquota massima almeno al 50%, come nel Regno Unito;
b) va innalzata l’aliquota dell’Ires sulle società di capitali e ritirata la deduzione Irap;
c) vanno aumentate le imposte sulle case di lusso e sui veri grandi patrimoni immobiliari.

2012-02-07
ITALIA
2012-02-07
Mafia e Salemi: e Sgarbi se ne va - di Giuseppe Lo Bianco su il Fatto Quotidiano

… E ora che gli ispettori del Viminale propongono lo scioglimento per mafia del consiglio comunale, Sgarbi mette in scena l'ultimo atto: strepita, minaccia di resistere denunciando gli ispettori, si dimette, ma nomina Pino Giammarinaro, il suo mentore vice-sindaco, tutto nello spazio di un pomeriggio. E, alla fine, si arrende e se ne va, ringraziando gli ispettori: “Mi hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto, mi sentivo in pericolo e me ne torno al nord”. È finita così com'era iniziata, e cioè in farsa: a Salemi cala il sipario sull'opera dei pupi, uno sèpettacolo durato tre anni che ha condotto spesso la cittadina siciliana sulle pagine dei giornali nazionali per gli effetti speciali del critico d'arte, impegnato a nominare assessori al Nulla e a vendere le case a un euro, realizzando persino un museo della mafia senza accorgersi che Cosa Nostra, in quella zona, non era ancora roba da museo: dietro le quinte luccicanti delle iniziative roboanti c'era, a tirare i fili amministrativi, “Pino Terremoto” Giammarinaro, andreottiano di antica fede, sorvegliato speciale, in grado di tenere in pugno la sanità trapanese governando nomine e alleanze politiche persino dagli arresti domiciliari. …

Altri articoli recenti:


Questa mia segnalazione del maggio 2011 era affiancata dalla foto di Sgarbi con Giammarinaro che vedete in alto e che era a corredo dell'articolo di Salvo Palazzolo su Repubblica del 17 maggio 2011 intitolato: “Infiltrazioni mafiose al Comune di Salemi” Maxisequestro al politico sponsor di Sgarbi.

Questa mia segnalazione del maggio 2010 (che ha parecchi altri significativi collegamenti di Sgarbi e Oliviero Toscani) era affiancata una foto di Sgarbi con Napolitano, in occasione della visita per le celebrazioni del 150° anniversario dello Sbarco dei Mille.
Ripropongo anche questa qui a fianco; la si può vedere, più grande, sul sito del Quirinale qui.

Infine una curiosità: il municipio di Salemi si trova in Piazza Dittatura.
La spiegazione del nome, legato al fatto che Garibaldi vi si proclamò «dittatore del Regno delle Due Sicilie», la si può leggere nella voce della Wikipedia su Salemi.


2012-02-07
ITALIA
2012-02-07
“Scientology? Organizzazione credibile Al pari di psicologi e aziende ospedaliere” - di Luigi Franco su il Fatto Quotidiano

Lo ha sostenuto, rispondendo a un'interrogazione in consiglio provinciale a Milano, il vicepresidente Maerna. La polemica era nata dal patrocinio concesso dalla Provincia al convegno "Il volto sconosciuto della psichiatria", organizzato dall'associazione fondata da Ron Hubbard

Per molti è una setta da cui tenersi alla larga. Non per il vice presidente della Provincia di Milano Novo Umberto Maerna. Che considera Scientology un’organizzazione con la stessa dignità dell’ordine degli psicologi o di un’azienda ospedaliera. Così il patrocinio di palazzo Isimbardi può finire a una mostra finanziata dall’Associazione internazionale degli Scientologist. E fa niente se il messaggio di video e pannelli esposti si riduce a un attacco alla psichiatria ufficiale, definita “industria di morte” e “scienza fasulla”. Pochi giorni fa Maerna (Pdl), che oltre a essere il vice di Guido Podestà in giunta è anche assessore alla Cultura, ha risposto in Consiglio provinciale a un’interrogazione urgente presentata da Massimo Gatti, capogruppo della lista Altra Provincia-Prc-Pdci, dopo un articolo de ilfattoquotidiano.it. La domanda era una: che cosa ha portato l’amministrazione a concedere il patrocinio a un’associazione legata a Scientology?

Il logo della Provincia infatti era stato concesso per l’esposizione ‘Il volto sconosciuto della Psichiatria. Passato e presente di errori e orrori’, allestita a Milano due mesi fa dal Comitato dei cittadini per i diritti umani (Ccdu), una onlus legata alla ‘chiesa’ fondata da Ron Hubbard. Che fa dell’attacco agli psichiatri uno dei suoi capisaldi. Nella sua risposta, prima Maerna sottolinea che il Ccdu è regolarmente iscritto al registro delle onlus e non ha procedimenti giudiziari a carico, poi arriva al nocciolo del discorso: il patrocinio è stato concesso “considerata la rilevanza dei temi trattati e la loro ricaduta sociale, a prescindere delle differenti posizioni in merito”. In coerenza con quanto fatto in passato dall’assessorato alla Cultura, che “ha sostenuto eventi culturali aventi ricadute sociali”. E qui una lista di convegni e mostre che, tra gli organizzatori, hanno avuto l’ordine degli psicologi della Lombardia, l’ospedale milanese Fatebenefratelli, l’azienda ospedaliera Macedonio Melloni di Milano e quella di Legnano. Tutte organizzazioni messe dalle parole di Maerna sullo stesso piano della setta americana.

“Lei rappresenta un’istituzione – replica in Aula Gatti –. Non può paragonare Scientology ad aziende ospedaliere e ordini professionali. Avrebbe dovuto documentarsi prima”. Per Roberto Biolchini dell’Udc la risposta di Maerna “non sta né in cielo né in terra”, mentre Luca Gandolfi, capogruppo dell’Idv, parla di “sconcertante superficialità”. Duro anche il capogruppo del Pd Matteo Mauri: “È scandaloso e gravissimo – dice – che la Provincia abbia dato dignità scientifica alle argomentazioni di Scientology sulla psichiatria. L’assessore alla Cultura ci ha purtroppo abituato a un uso strumentale delle istituzioni pubbliche”.

Laurea in ingegneria e un passato in An, non è la prima volta che le scelte in ambito culturale di Maerna fanno discutere. Come nel luglio del 2010, quando alcuni teatri milanesi denunciano un tentativo di censura, dopo che tre direttori artistici vengono convocati negli uffici dell’assessorato e invitati a togliere spettacoli non graditi dal programma di “Invito a teatro”, una serie di rappresentazioni a prezzi scontati grazie alle sovvenzioni della Provincia. Tra le messe in scena considerate ‘non allineate’ c’è anche Orgia di Pier Paolo Pasolini. La reazione del mondo artistico meneghino è compatta e Maerna fa marcia indietro. Passa poco più di un anno e a far discutere, a novembre 2011, è una mostra ispirata al revisionismo e allestita nel cortile d’Onore di palazzo Isimbardi. Dove i pannelli ripercorrono la Seconda guerra mondiale, senza nemmeno citare la Resistenza. Fino ad arrivare all’esposizione sugli psichiatri. Per Scientology nient’altro che medici fasulli, dediti a prescrivere droghe ai bambini. E inventarsi malattie, pur di fare soldi.

Del patrocinio della Provincia alla mostra e delle proteste del consigliere Massimo Gatti, per questa e altre discutibili iniziative di Maerna, aveva già riferito lo stesso Franco il 9 dicembre scorso in: “La mostra di Scientology? Il patrocinio è della Provincia di Milano”.

Sul sito ccdu.org:


Interessante notare che la mostra è segnalata anche su diversi altri siti (segno che gli addetti stampa hanno lavorato bene: addirittura sul sito di Viterbo: latuavoce.it).   Parecchi dei quali, direi, nettamente orientati a destra, ad esempio: nsoe.info.

Alquanto singolare però che lo faccia, nella pagina: Il volto sconosciuto della psichiatria Milano 3/11 dicembre 2011, anche il sito 'ExpoMilano2015' che si supporrebbe dovrebbe interessarsi di altro; ma forse l'attenzione è nel fatto che l'Expo2015 si avvia a diventare uno psicodramma.

Ma probabilmente di legami (inconsci ?) con la sfera psichica ce ne devono essere più di quanto si pensi se il numero il numero del gennaio 2001 della rivista 'Spirali IL NUOVO RINASCIMENTO' ospitava un suo articolo, che affiancava quelli del fondatore di Spirali, Armando Verdiglione («Nel 1986 viene condannato a quattro anni e due mesi di reclusione per truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace, condanna che passa in giudicato nel marzo del 1989.»), Cesare Cadeo («Laureato in scienze politiche presso la Pro Deo University di New York … In seguito ha condotto la trasmissione di cucina Mezzogiorno di cuoco, con Lorenzo Battistello, nonché numerose telepromozioni e televendite»), Giulio Savelli, ecc.

2012-02-07
ITALIA
2012-02-03
(senza titolo) - vignetta del giorno di Giannelli sul Corriere

2012-02-06
ITALIA
2012-02-02
Dieci domande a Formigoni - di Gianni Barbacetto su il Fatto Quotidiano

Roberto Formigoni è presidente a sua insaputa di una giunta che si sfoglia come un carciofo. Gli stanno arrestando a uno a uno i suoi assessori ed ex assessori (Piergianni Prosperini, Franco Nicoli Cristiani, Massimo Ponzoni), ma lui non si accorge di nulla, non vede alcun problema, non accetta alcuna responsabilità. È in cella anche il suo amico ciellino Piero Daccò, per i magheggi del San Raffaele. Sotto processo sono stati o andranno uomini a lui vicinissimi (da Marco Giulio Mazarino De Petro ad Alberto Perego), eppure “il Celeste” non muove un sopracciglio. Noi proviamo a rivolgergli dieci domande, invitandolo a risponderci, se sa e se può. …

Seguono le 10 brevi domande, piene di nomi, società e importi transitati su conti esteri.

Che Formigoni sia sotto attacco da più parti è incontrovertibile.
Interessante notare i recenti articoli in risposta agli attacchi apparsi ultimamente sul sito del settimanale 'TEMPI', fondato e diretto da Luigi Amicone e vicinissimo a Comunione e Liberazione.

  • Perché vogliono far fuori Formigoni - Luigi Amicone - 27 gennaio 2012
    L'estate scorsa, durante una puntata di Omnibus, tra una lama incrociata in chiaro e reciproci sfottò nel fuori onda, con Gianni Barbacetto avevamo giocato alle previsioni: con chi se la sarebbero presa e di cosa avrebbero parlato i giornali ossessionati dalla sua figura il giorno dopo l’uscita di scena di Silvio Berlusconi? «E che problema c’è?», ci aveva confortato il collega del Fatto quotidiano, «dopo Berlusconi verrà il turno di Formigoni». Detto fatto. All’indomani dell’arresto di Franco Nicoli Cristiani, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, il tema veniva immediatamente titillato con gran squillo di tromba da un editoriale di Repubblica a firma Gad Lerner. Era il primo dicembre 2011. Il governo Monti si era insediato a Palazzo Chigi appena due settimane prima, il 16 novembre. Berlusconi aveva alzato bandiera bianca. Lady Spread correva. Scoccava l’ora dei mannari. …
  • Formigoni a Tempi: «Questa è la "nota lobby" che mi vuole massacrare» - Luigi Amicone - 26 gennaio 2012
    Domenica 22 gennaio, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia è andato all’assemblea di Sinistra e Libertà a Roma e ha annunciato: «Vi porto una buona notizia, oggi Bossi è stato fischiato dai militanti della Lega. L’altra buona notizia è che il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, si sta per dimettere e se non lo farà lo “dimetteremo” noi». 

    Presidente, ma non era nata una certa “amicizia istituzionale” tra voi due?
    Posso dire che nella giornata di lunedì 23 gennaio Giuliano Pisapia mi ha telefonato chiedendomi scusa, dicendo che è stato un errore e che comunque è stato male interpretato. Per me l’incidente è chiuso. …
    (Sentir parlare da una fonte insospettabile di “amicizia istituzionale” tra Pisapia e Formigoni mi conforta.
    Vuol dire che non mi ero sbagliato nel sottolineare, in questa segnalazione dello scorso maggio, che il settimanale VITA aveva dedicato la copertina ed alcuni articoli interni al candidato sindaco Pisapia.)
  • Il prevedibile attacco a Formigoni, artefice della regione più tedesca d’Italia” - Luigi Amicone - 25 gennaio 2012
  • Formigoni: «Non mi ricandido. Soddisfatto di quanto fatto in Lombardia» - 19 gennaio 2012
    Il presidente lombardo è intervenuto questa mattina a "La telefonata" su Canale 5. Ha risposto alle domande sui casi Nicoli Cristiani e Ponzoni e annunciato che non sarà lui a correre in Regione nel 2015. «Ho portato la Lombardia ai migliori livelli fra gli Stati Europei, non ambisco ad altro».
  • Formigoni: «Sinistra e stampa volteggiano come avvoltoi piegando tutto ai loro interessi» - Luigi Amicone - 18 gennaio 2012
  • Formigoni contrattacca: «Repubblica, Stampa e Fatto Quotidiano sono corvi» - 17 gennaio 2012
2012-02-06
ITALIA
2012-02-03
Le ricette immaginarie - di Luciano Gallino su Repubblica

Un breve articolo per sottolineare il grande divario tra le affermazioni di principio delle diverse parti – governo, imprenditori, sindacati – e i passi concreti intrapresi per raggiungere gli scopi che tutti auspicano.

Ma soprattutto per ricordare, nella chiusa, che queste dispute ideologiche non fanno avvicinare all'obbiettivo.

Per creare occupazione la ricetta è un'altra: decidere come si fa a crearla davvero, e farlo.

2012-02-05
ITALIA
2012-02-02
"No ai milioni dell'Eternit" Si ricuce lo strappo di Casale - di Silvana Mossano su La Stampa

CASALE MONFERRATO Per passare dalla sofferenza e dall’indignazione collettiva al sollievo e alla gioia corale di un’intera città è bastata una sola piccolissima parola: «no». E’ il «no» con cui il sindaco Giorgio Demezzi, respinge i 18,3 milioni di euro offerti dal magnate Stephan Schmidheiny al Comune di Casale. Una proposta che pretendeva, come tornaconto, la revoca della costituzione di parte civile nel processo Eternit in cui lo svizzero, insieme al barone belga Louis de Cartier, è accusato di disastro doloso ambientale permanente da cui deriva la morte di migliaia di persone. Non solo, ma vi era associata anche la pretesa, non trattabile, che il Comune non partecipasse a nessuna futura azione penale o civile nei confronti di Schmidheiny, di suoi antenati o eredi, di suoi manager o di qualsiasi società a lui riconducibile. Il Comune si sarebbe negato per sempre la possibilità di costituirsi in giudizio a fianco di altri cittadini sventurati che, purtroppo, ancora si ammaleranno.

La decisione è stata resa nota ieri con queste parole: «La giunta di Casale Monferrato ha messo la parola fine ai sofferti dibattiti delle ultime settimane». Novanta giorni di dolore, tensione, contrapposizioni. Dall’8 novembre scorso, la comunità casalese ha vissuto sentimenti di lacerazione e stordimento, ed è passata dall’incredulità, alla rabbia, alla preghiera: «Sindaco, non firmi quel patto scellerato con l’uomo che ha causato questa strage». …

Della precedente decisione del comune si diceva in questa segnalazione dello scorso novembre.

2012-02-05
ITALIA
2012-02-02
Brescia: archiviato caso della morte Saydou Gadiaga nella "cella di sicurezza" della caserma - su Osservatorio repressione

Il decesso di Saidou Gadiaga, detto El Hadji, il 37enne senegalese morto nella caserma dei carabinieri di Piazza Tebaldo Brusato a Brescia il 12 dicembre 2010 a causa di un attacco d’asma non soccorso in tempo, non ha colpevoli.
Questa almeno la decisione del giudice per le indagini preliminari Cesare Bonamartini, che oggi ha disposto l’archiviazione del caso.
Più volte da queste frequenze abbiamo rilanciato la denuncia dell’Associazione dei senegalesi di Brescia e provincia e dell’Associazione Diritti per Tutti rispetto alle mistificazioni delle autorità e ai punti oscuri della vicenda.

Saidou era stato trattenuto perchè non in regola con il permesso di soggiorno. Un falso reato, smontato poco dopo dalla Corte di Giustizia europea.
L’associazione Diritti per tutti, sostenendo la famiglia dell’uomo, aveva fatto ricorso contro la cancellazione dell’inchiesta per la morte dello straniero, e diverse sono state le manifestazioni a sostegno di Gadiaga, conosciuto dagli amici come El Haji, affinché, come aveva dichiarato il presidente dell’associazione antirazzista Umberto Gobbi, il fascicolo sulla morte di Saydou non venisse “seppellito in un armadio”.
Per l’associazione sarebbero diversi i “punti oscuri” sulla morte dell’immigrato, la cui agonia è stata ripresa dalle immagini interne di videosorveglianza della caserma Masotti. “Diritti per tutti” e la famiglia del senegalese aveva fatto leva, nel ricorso presentato contro l’archiviazione, la testimonianza di un cittadino bielorusso, detenuto in una cella accanto a quella di Saidou, che avrebbe sentito il senegalese lamentarsi e chiedere aiuto per almeno una quindicina di minuti prima di morire. Testimonianza che però il pm Piantoni, titolare del fascicolo aveva ritenuto “imprecisa”. Altri dubbi riguardavano poi gli orari riferiti dai carabinieri sui soccorsi all’uomo colto da malore, ma per il pm che ha condotto le indagini militari hanno agito in buonafede.

2012-02-05
ITALIA
2012-02-03
Adro, la sezione della Lega condannata per razzismo - sul Corriere

Il comune franciacortino di Adro ancora al centro delle polemiche. Dopo gli attacchi del sindaco leghista al presidente della Repubblica per aver omaggiato del cavalierato l'imprenditore che nell'aprile 201o pagò i 10mila euro di rette arretrate della mensa dell'asilo, adesso è la stessa sezione della Lega Nord ad essere condannata per razzismo nei confronti di una sindacalista. Quando sulla vetrina della sede della Lega Nord di Adro è stato affisso per alcuni giorni un volantino che esordiva dicendo «Cara la me romana sono tutti bravi a fare i culattoni con il culo degli altri», Vittoria Romana Gandossi (esponente dello Spi Cgil di Brescia, conosciuta con l'epiteto di nonna-anticarroccio), ha subito molestie di stampo razzista e ritorsione. Lo ha stabilito il giudice del tribunale civile di Brescia Maria Grazia Cassia, secondo il quale tuttavia il danno è contenuto, perché tali insulti sono stati scritti per conto della sede "locale" della Lega «da un segretario che difende le ragioni della stessa nella forma sgrammaticata di cui alla missiva». …

Su BSnews si può leggere il comunicato stampa dei ricorrenti (Camera del lavoro di Brescia, Fondazione Piccini e Asgi) in: “Cgil, "Il manifesto di Adro contro la nostra volontaria è razzista". Il tribunale condanna la Lega Nord“.

Il rozzo manifesto leghista lo si può vedere più grande in questa pagina de il Fatto Quotidiano di Elisabetta Reguitti: “La Vittoria Romana di Adro”.

La stessa Reguitti, sul Fatto Quotidiano del 6 luglio 2010 aveva raccontato degli interventi di Romana Gandossi a favore di immigrati in difficoltà in: “Adro, una storia tra le storie”.

2012-02-05
USA
2012-01-06
Race questions cloud lawsuit over Jewish cemetery [ Questioni razziali offuscano una lite su un cimitero ebraico ] - di Dave Collins su MBSC

Traduco il breve pezzo.

HARTFORD, Conn. – Una battaglia legale sulla sepoltura di una donna nera in un cimitero ebraico nel Connecticut sta montando con accuse di razzismo.

Maria Balban ha fatto causa alla sua congregazione a Colchester, affermando che ha infranto il suo regolamento contrario la sepoltura di non-ebrei allorché ha consntito che Juliet Steer fosse seppellita in una sezione interconfessionale del cimitero nel 2010. Chiede che i resti di Steer venga riesumati e risistemati.

Balaban è bianca ed ha uno spazio riservato per lei e suo marito nel cimitero della Congregazione Ahavath Achim.

Il legale della congregazione affermano che la lite, vecchia di anni, è futile. Il mese scorso ha messo agli atti un documento della corte che afferma che Balaban ha promosso la causa solo perché la Steer era nera.

Balaban dihiara di essere stata espulsa dalla congregazione. Il suo legale nega che sia razzista.

Ne ha parlato più ampiamente Julie Wiener il 18 gennaio su 'The Jewish Week' in: “How Jewish Is Your Cemetery? [ “Quanto è ebraico il tuo cimitero?” ].
Oltre a ricordare che la CNN ha notato l'ironia del fatto che Ahavath Achim, il nome della congregazione, significa in ebraico “amore fraterno” si spiega che la sinagoga decise di aprire una sezione per non-ebrei «poiché tanti ebrei avevano contratto matrimoni misti o avevano parenti non-ebrei. La decisione finale è stato di consentirla a tutti dal momento che le persone avevano differenti rapporti col giudaismo, incluse le unioni civili e l'amicizia».

Ma, soprattutto, che il cimitero ha già venduto tre posti a non-ebrei bianchi senza che la Balaban avesse da obbiettare.

Su YouTube è visibile, dal 19 gennaio scorso, un'intervista al fratello di Juliet Steer – Paul: Jews don't want blacks in their cemetary [ Gli ebrei non vogliono neri nei loro cimiteri ] che, nella lunga didascalia, fornisce qualche altro particolare.
In particolare la difesa della Balaban che dichiara di essere nata a Cuba e di essersi dedicata per anni al lavoro sociale con adolescenti neri – ma anche che la Balaban, tramite il suo avvocato, aveva proposto un compromesso: lasciare la tomba dov'è ma circondandola di cespugli.  Un'idea che è stata respinta dal legale della congregazione come totalmente inaccettabile e disgustosa.

2012-02-05
ITALIA
2012-02-04
Premiate le uova di struzzo di Lady Alemanno - di Marco Lillo su il Fatto Quotidiano

«Sin dalla mia prima entrata
in Agenzia
mi sono resa conto
che le procedure
di informatizzazione
avevano eliminato
molta polvere.
Oggi abbiamo
un’Amministrazione
che è espressione
di eccellenza per l’Italia,
un sistema catastale informatizzato, servizi innovativi e accessibili
e la rispondenza
dei dati alla realtà
immobiliare»

… Sotto la guida del direttore Alemanno i costi di rappresentanza e comunicazione sono aumentati da 100 mila euro a oltre un milione l’anno. Lady Alemanno, detta anche “Alè-magno”, ha consumato pranzi per migliaia di euro nei migliori ristoranti d’Italia e ha sperperato decine di migliaia di euro per sponsorizzare mostre, convegni ed eventi come il Meeting di Rimini (50 mila euro) dove saliva sul palco come oratrice e si faceva notare a spese nostre. Per non parlare dei gioielli e delle celeberrime uova di struzzo donate a non meglio precisate autorità straniere. …

Il premier aveva promesso di approfondire il dossier nella conferenza di fine anno tra una risatina e l’altra. Invece non ha fatto nulla e ha confermato al suo posto un simile campione dello spreco. È stata aperta solo un’inchiesta dal servizio Audit dell’Agenzia del Territorio. Per scoprire chi ha passato le carte al Fatto, però. Non certo per capire chi andava a cena a Venezia con Gabriella Alemanno e altri commensali illustri al ristorante Fiore pagando 850 euro. A quella cena c’era anche il capo del servizio Audit. Ma a Monti questo (forse) non interessa.

I precedenti articoli su il Fatto Quotidiano.

  • La Thatcher e le uova di struzzo” - Marco Lillo - il Fatto Quotidiano, 1 gennaio 2012
    … Ne ho avuto l’ennesima conferma osservando il video della conferenza stampa di fine anno di Mario Monti. Il nostro Stefano Feltri ha posto una domanda precisa che ne conteneva al suo interno tre. Se Monti avesse risposto tutti i giornali avrebbero avuto una notizia da comunicare ai lettori. Feltri chiedeva in sostanza:
    1) Cosa ha intenzione di fare Mario Monti, ministro dell’economia e quindi competente direttamente su nomina e revoca, con il direttore dell’Agenzia del Territorio dopo aver letto quello che ha scritto il Fatto sulle sue note spese?
    2) Cosa intende fare Monti nella vicenda della procedura di assegnazione delle concessioni delle slot machine, altro settore rimesso al suo controllo diretto, che stanno per essere donate ai re del gioco senza l’esborso di un solo euro?
    3) Cosa intende fare per impedire alla Regione Lazio di pagare vitalizi scandalosi ai propri consiglieri? …
  • Dalle uova di struzzo a ‘We want sex’ Le spese pazze dell’Agenzia del territorio” - Marco Lillo - il Fatto Quotidiano, 27 dicembre 2011
  • I compiti dell’agenzia del Territorio” - il Fatto Quotidiano, 27 dicembre 2011
  • Dai 7mila calendari alle cene da 800 euro La lista completa delle spese del Catasto” - Marco Lillo - il Fatto Quotidiano, 7 dicembre 2011
    Nella pagina 9 gallerie di documenti, contenenti ognuno decine di fatture pagate dal Catasto.
    … Inoltre lasciano perplessi le sponsorizzazioni di notevole importo ai convegni ai quali Gabriella Alemanno parla nella veste di oratrice. Le spese per Cortinaincontra (42mila euro) o per il Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione (51mila euro) sono utili all’Agenzia o al suo direttore? Nelle due manifestazioni Gabriella Alemanno, come era previsto nell’accordo della sponsorizzazione, ha potuto parlare dal palco. A Cortina l’Agenzia del Territorio ha pagato la cena persino ad operatori privati dell’Ance e di Scenari immobiliari e pure a un sindaco che per puro caso è anche il fratello del direttore, Gianni Alemanno. Se Gabriella Alemanno non avesse pagato con i soldi pubblici 42mila euro alla manifestazione di Enrico Cisnetto, sarebbe mai stata intervistata da Vittorio Feltri davanti alle signore ingioiellate? Se non avesse pagato di tasca sua la cena da 800 euro al fratello e agli imprenditori privati del settore, sarebbe stata trattata da tutti come una regina del mattone? Se non avesse speso altri 50mila euro per finanziare il meeting di Rimini le avrebbero dato tanto spazio? Se non pagasse 22mila e 800 euro alla Adn Kronos Comunicazione per “supporto informativo multimediale” l’agenzia di stampa di Pippo Marra la tratterebbe così bene? …
2012-02-04
ITALIA
2012-02-02
Il Berlusconi sobrio - di Giorgio Cremaschi sul sito della Rete 28 Aprile

Il miglior commento all'uscita di Monti sulla monotonia del posto fisso.

Se l’avesse detto Berlusconi! Se il vecchio Presidente del Consiglio o magari Brunetta avessero vantato la bellezza della precarietà, si sarebbe scatenato lo scandalo, giustamente.
Invece Monti ha parlato, non a caso in una rete berlusconiana, con la stessa arroganza, con la stessa ottusità sociale di un salotto di Cortina, e per questo viene considerato uno statista coraggioso.
Naturalmente una responsabilità non piccola di questo ce l’ha il sistema informativo, quel giornale e quel telegiornale unici che da quando è andato al governo il professore della Bocconi ci forniscono solo la versione ufficiale del palazzo.
Ma resta il fatto che le frasi di Monti sono comunque rivelatrici del degrado sociale e culturale del paese. Nessun capo di governo di paese occidentale potrebbe parlare così in un momento di crisi drammatica e di disoccupazione di massa come questo. Se lo fa quello italiano è perché pensa di poterselo permettere.

Certo queste frasi dimostrano che Monti e il suo governo sono in larga parte persone sopravvalutate, com’è sopravvalutata la Bocconi e com’è sopravvalutato un certo mondo culturale e intellettuale che non è mai stato in grado di spiegare davvero nulla del nostro paese e della sua crisi. Ma resta il fatto che frasi di questo genere sono un segno politico chiaro. Se dopo averle dette Monti è ancora lì al suo posto a salvare l’Italia, vuol dire che il degrado dell’epoca di Berlusconi sta ancora continuando.
Monti è un Berlusconi sobrio e casto, ma è anche il continuatore radicale ed estremo dell’ideologia e della cultura politica del padrone di Mediaset. La crisi vera dell’Italia sta tutta qui: nel fatto che il Presidente del Consiglio possa fare affermazioni di destra liberista estrema, a cui peraltro paiono corrispondere le reali intenzioni del governo, e che tutto questo sia presentato e gestito in un regime di unità nazionale.
Questo è l’aspetto devastante per la nostra democrazia, di cui ha gravissime responsabilità anche il Presidente della Repubblica. Che un capo di governo, espressione degli interessi delle banche e della grande finanza, parli con arroganza del lavoro, e che di fronte a tutto questo ci siano balbettii in quella che era una volta la sinistra e nel movimento sindacale, questo ci fa dire che il regime Monti è un regime più dannoso per la nostra democrazia di quello berlusconiano. Contro Berlusconi qualche difesa in questi vent’anni si era costruita. Contro Monti la democrazia, i diritti sociali, il pensiero critico, sembrano andare tranquillamente al macello. Per questo dobbiamo solo augurarci che Monti fallisca, e magari fare qualcosa perché ciò succeda. Solo la sconfitta politica e sociale di questo governo può davvero chiudere l’era berlusconiana.

2012-02-04
ITALIA
2012-02-03
Posto fisso monotono? Chiedetelo alla Fornero La figlia del ministro del Welfare ne ha due - su TGCOM24

Silvia Deaglio fa la ricercatrice ed è diventata professore associato alla facoltà di Medicina dell'Università di Torino: lo stesso ateneo dove insegnano mamma e papà

16:22 - “Il lavoro fisso? Che monotonia”. Infelice dichiarazione quella del premier Mario Monti che ritorna come un boomerang sul governo e i suoi membri. Insomma, facile dispensare buoni consigli, peccato però che a dare il cattivo esempio siano proprio loro, i super tecnici, anzi, i modelli d’integrità ai quali il popolo italiano dovrebbe ispirarsi. Da ultimo spiccano i due posti fissi della figlia di Elsa Fornero, il ministro del Welfare. Lei si chiama Silvia Deaglio è ricercatrice in genetica medica e già da qualche anno è diventata Professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino, lo stesso ateneo dove insegnano economia entrambi i genitori.

Però, bella coincidenza. A pensar male si fa peccato, ma se a questa informazione se ne aggiunge anche un'altra di pari livello, allora due conti bisognerà pur farli. Silvia, infatti, fa anche la ricercatrice presso la HuGeF, cioè fondazione che ha come mission la ricerca di eccellenza e la formazione avanzata nel campo della genetica. E anche in questo caso il ruolo della mammma, neo ministro, sembra essere determinante: la Fornero è stata vicepresidente dell’istituzione creata e finanziata dalla Compagnia di San Paolo dal 2008 al 2010. Insomma, due indizi una prova la fanno.

La notizia del doppio posto fisso è stata rilanciata sul web dal Popolo Viola e sulla rete è già un caso. Quando si tratta di pontificare, eccoli tutti in prima fila: dopo il 'genio' viceministro al Welfare, Michel Martone, e la scivolata del presidente del Consiglio, ci mancava pure la figlia del responsabile del Lavoro. Bisognerà chiederle se davvero si annoia così tanto. Potrebbe raccontarlo lei a Mario Monti.

Di Silvia Deaglio, figlia dell'economista Mario Deaglio e di Elsa Fornero (dal 16 novembre 2011 Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega anche alle Pari Opportunità) aveva parlato già il 7 dicembre il sito 'Lo Spiffero' in: “Sopra la banca la famiglia Deaglio campa”.
Prontamente ripreso il giorno dopo da Blitz quotidiano in: “Ateneo, Compagnia di San Paolo…i lavori della figlia della Fornero”.


Alcuni articoli seguiti al clamoroso boomerang mediatico di Mario Monti che, ospite due giorni fa della trasmissione Matrix, ha voluto strafare e se n'è uscito con la dichiarazione che il posto fisso è monotono – su YouTube (2'30"): Mario Monti ''Il posto fisso per tutta la vita che monotonia'' .

Post Scriptum del 2012-04-12

Merita davvero di essere letta l'intervista (impetosa, direi) fatta da Nino Luca a Silvia Deaglio, apparsa sul Corriere il 10 febbraio sotto il titolo: Silvia Deaglio: «Per me parla il curriculum».

2012-02-04
ITALIA
2012-02-04
Satira su Twitter, Alemanno si arrabbia - di B.Arg. sul Corriere

Occhiello e sommario di un breve (quanto sconfortante) articolo che parla dell'ironico account di Twitter: «Aiemanno».

e la rete: «occupati dell'emergenza non del fake»

Finto account: «Abbandonate la città, io sono a Milano»
Il primo cittadino: «Segnalato e denunciato tale "abuso"»

2012-02-04
ITALIA
2012-02-03
Truffa al concorso per poliziotti Si fa sostituire dal suo prof - di Rinaldo Frignani sul Corriere

Al test di cultura generale nell'hangar dell'aeroporto di Guidonia intervengono i carabinieri. Prende il posto del candidato, lo scopre un altro ex allievo

ROMA - Si erano persi di vista dopo la fine del liceo, concluso l'esame di maturità non si erano più incontrati. Il primo professore, l'altro un suo alunno. Il destino ha però riservato loro una sorpresa: si sono ritrovati lunedì scorso all'aeroporto militare di Guidonia al concorso per diventare poliziotto. Ma quella che doveva essere davvero una rimpatriata inattesa è diventata una trappola per l'insegnante. L'ex alunno voleva andare a salutarlo, ma si è improvvisamente bloccato: all'appello dei candidati l'ha sentito rispondere ad un altro nome. Quello di un concorrente che in realtà nell'hangar affollato di aspiranti agenti non c'era proprio. …


Lascio a chi legge di valutare quale dei seguenti aspetti del caso sia il più folle e quale il più emblematico della situazione in Italia:

  1. La sostituzione di persona che viene attuata ad un concorso della Polizia.
  2. La sostituzione di persona che non viene rilevata dai controlli della Polizia.
  3. La disinvoltura (ma forse è solo temerarietà) di farlo ad un concorso in cui si è attorniati da 2.800 altri candidati.
  4. Quanti altri, prima del «vero concorrente C.A., anch'egli indagato dalla procura di Tivoli», ce l'hanno fatta ad entrare nella Polizia con trucchi del genere (e cos'altro si sarnno inventati nel frattempo) ?
2012-02-03
EUROPA
2012-02-01
Non si cura la crisi con l'austerità - di Paul Krugman su Repubblica

L'inizio e la conclusione.

La settimana scorsa un think tank britannico, il National Institute of Economic and Social Research, ha pubblicato un grafico sorprendente nel quale si mettono a confronto l'attuale recessione, quelle del passato e le avvenute riprese. Si è così scoperto che in base a un parametro importante - le variazioni del Pil reale da quando è iniziata la recessione - la situazione in Gran Bretagna è oggi decisamente peggiore rispetto alla Grande Depressione. Allora, solo quattro anni dopo l'inizio della Depressione, il Pil britannico era tornato ai suoi massimi livelli precedenti, mentre ora, a quattro anni dall'inizio della Grande Recessione, la Gran Bretagna è assai lontana dall'aver recuperato il terreno perduto.

La situazione inglese, del resto, non è l'unica. Anche l'Italia sta andando molto peggio rispetto agli anni Trenta e la Spagna è palesemente in linea di dirittura verso una recessione double dip: ben tre su cinque dei Paesi importanti dal punto di vista economico in Europa sono entrati a far parte del club "peggio oggi di allora". È vero, si deve tener conto di caveat e di complicazioni, naturalmente, e nondimeno ci troviamo davanti a uno sconcertante fallimento della politica. …

Mezzo secolo fa qualsiasi economista - o, per quel che conta, qualsiasi studente di economia non ancora laureato che si fosse letto il libro di testo Economics di Paul Samuelson - avrebbe potuto assicurarvi che l'austerità in piena depressioneè una pessima idea. Ma policy maker, grandi esperti e - mi duole dirlo - molti economisti hanno deciso, in buona parte per ragioni prettamente politiche, di dimenticare ciò che erano soliti sapere. E milioni di lavoratori adesso pagano il conto della loro premeditata amnesia.

Questi due recenti interventi di Krugman apparsi su Repubblica:

2012-02-03
ITALIA
2012-02-01
Rbs, Fred Goodwin degradato L'ex ad non sarà più baronetto - di Enrico Franceschini su Repubblica

LONDRA - E' entrato a far parte di un club esclusivo ma poco gratificante: ne sono stati membri Benito Mussolini, il dittatore rumeno Ceausescu e quello africano Mugabe. Anche loro hanno perso il titolo di baronetto, assegnato dalla casa reale britannica quando il giudizio della storia era positivo o perlomeno non ancora negativo nei confronti dei suddetti, ritirato quando le cose sono cambiate. E' la stessa sorte toccata ora a Fred Goodwin, ex-amministratore delegato della Royal Bank of Scotland, disonorato ieri dalla decisione di ritirargli la "knighthood", il titolo che aveva ricevuto nel 2004 dalla regina Elisabetta per "gli alti servigi resi al settore bancario".

Quei servigi sono diventati un clamoroso disservizio, quando nel 2008 ha guidato sventatamente la sua banca sull'orlo del fallimento, costringendo lo Stato a salvarla nazionalizzandola, a un costo di 45 miliardi di sterline sui contribuenti. Goodwin non è certo l'unico banchiere chiamato a rispondere della crisi finanziaria globale che ha colpito il mondo tre-quattro anni fa, ma il suo comportamento spesso arrogante, unito a bonus milionari e a una pensione a vita principesca hanno suscitato particolare sdegno nell'opinione pubblica. …

La Wikipedia in inglese su Fred Goodwin informa che l'11 ottobre 2008 si era dimesso dalla 'Royal Bank of Scotland' (RBS) con decorrenza dal 31 gennaio 2009 – un mese dopo la banca aveva comunicato che le perdite del 2008 ammontavano a 24,1 miliardi di sterlien, la più grande perdita annuale nella storia del Regno Unito.

Il Foglio ci ha fatto un titolo ad effetto: “Tagliare la testa al Cavaliere.
Su Lettera43 Lorenzo Berardi ne parla, con diversi riferimenti, in: “Londra, Goodwin non è più sir”.
Il Guardian del 31 gennaio aveva, di Patrick Wintour: “A reputation shredded: Sir Fred loses his knighthood”.

2012-02-03
ITALIA
2012-02-01
Governo battuto sulle toghe L'esultanza di Pdl e Carroccio - di D.Mart. sul Corriere

Sommario e inizio.

In un emendamento sì alla responsabilità civile. I giudici: ritorsione

ROMA - Il boato in aula dopo il voto, che si leva dai banchi della Lega e del Pdl, ha il sapore della rivalsa. E così contro il deputato dell`Idv Federico Palomba, l`ex magistrato che aveva chiesto invano a Fini di non concedere il voto segreto, l`ex maggioranza di centrodestra si leva in piedi e in coro canta un melodico «Volaaa, Colomba volaaa...».

Il colpaccio dunque è riuscito a Lega e Pdl che hanno mandato sotto il governo Monti sul terreno minato della giustizia: con un aiutino offerto da almeno 34 deputati del centro sinistra e del Terzo Polo, l`ex maggioranza ha così fatto approvare nella legge comunitaria 2010 l`emendamento del leghista Gianluca Pini finalizzato a introdurre la possibilità per il giudicato di citare direttamente il magistrato che lo giudica.
Per dolo, colpa grave e manifesta violazione della legge.

Una vera «bomba» per le toghe che ora rispondono in sede dì responsabilità civile solo in modo indiretto: perché oggi il cittadino cita lo Stato che poi si rivale sul giudice per un massimo di 3o mila euro. Per questo il governo, che pure aveva espresso parere contrario all`emendamento Pini con il ministro Enzo Moavero, ha fatto dire al sottosegretario Antonio Catricalà che la norma verrà modificata al Senato. Per il sindacato dei magistrati, l`Anm, la citazione diretta per responsabilità civile rappresenta una sorta di «Linea Maginot», la cui tenuta giustificherebbe anche un clamoroso sciopero delle toghe: «E una ritorsione contro di noi, martedì prenderemo una decisione sullo stato di agitazione contro questa norma», annuncia il presidente Luca Palamara. …

2012-02-03
ITALIA
2012-02-01
La Cancellieri proroga i braccialetti La collera della Severino: uno spreco - di Liana Milella su Repubblica

ROMA - L'hanno saputo «del tutto casualmente» al ministero della Giustizia. Da una "soffiata" del Dap. Così, a metà gennaio, il Guardasigilli Paola Severino ha appreso che la collega dell'Interno Annamaria Cancellieri aveva firmato sola soletta la convenzione con Telecom - ben cento milioni di euro - per confermare vari servizi di comunicazione elettronica, tra cui anche quello dei braccialetti da mettere alla caviglia di è agli arresti domiciliari. Sì, proprio loro. Quelli costati, dal 2001 al 2011, 110 milioni di euro per controllare otto detenuti.
Non è una barzelletta, sono i dati del Viminale.E che succede adesso? Che quella convenzione è stata rinnovata. Nel palazzo delle polizie lo staff del ministro minimizza, «il corrispettivo per i soli braccialetti pesa sull'intera economia del contratto per poco più di 9 milioni di euro». E poi, aggiungono, nessuna «proroga», ma «un nuovo accordo».

In via Arenula sono davvero basiti. La querelle Severino-Cancellieri sarebbe rimasta riservata se non fosse spuntato l'ex ministro Nitto Palma che al Senato, durante un'audizione dell'ex commissario di Bologna, le ha chiesto conto del contratto Telecom. Che ha messo in imbarazzo la Severino, impegnata pubblicamente a non confermare la convenzione senza verificare prima l'effettiva utilità dei braccialetti.
Con l'uscita di Palma, a quel punto, sono saltati fuori anche i retroscena di un irritato carteggio tra via Arenula e il Viminale che ha per oggetto l'opportunità di continuare a pagare Telecom per un servizio che non ha mai funzionato. Come ha detto il vice capo della polizia Francesco Cirillo il 4 gennaio al Senato, «se fossimo andati da Bulgari avremmo speso di meno». Visto che in media un anello alla caviglia - perché questo è il meccanismo antifuga da un arresto domiciliare - è costato migliaia e migliaia di euro. Per giunta senza funzionare. …

L'inizio dell'articolo di Donatella Stasio su il Sole 24 Ore dell'1 febbraio dà qualche altra cifra:

Erano 400 fino al 2011, saranno 2.000 fino al 2018. Ma costeranno meno: 11 milioni di euro il canone annuo pagato a Telecom dal 2003 al 2011; 9 milioni annui quello che verrà corrisposto da gennaio al 2018. Stiamo parlando dei braccialetti elettronici per il controllo a distanza dei detenuti, che hanno tenuto banco tra novembre e dicembre quando il ministro della Giustizia Paolo Severino fece sapere che potevano essere rilanciati come misura alternativa al carcere, ma solo «previa verifica dei costi e dei benefici», da fare congiuntamente con il ministero dell'Interno. …

2012-02-03
ITALIA
2012-02-01
Oscar Luigi Scalfaro: luci e ombre - di Giuseppe Casarrubea sul suo blog

Tra i diversi interventi che parlano di "luci e ombre" nell'opera di Oscar Luigi Scalfaro – provenienti principalmente dalla destra – questa dello storico Casarrubea è particolarmente misurata e interessante.
Uno sguardo complessivo, rivolto ai principali aspetti della sua carriera ed in particolare alla concomitanza del suo settennato nel periodo delle stragi di mafia.
In calce il rimando al video del famoso discorso “Io non ci sto” e ad una breve ma chiarissima videointervista del 2010 al magistrato Alfredo Sabella (Dina Lauricella intervista il magistrato Alfonso Sabella - Annozero 25-11-10.

Di seguito gli articoli e le interviste apparsi il 30 gennaio, all'indomani della notizia.

Poichè la suo scomparsa rende possibile la nomina di un senatore a vita molti degli interventi e delle polemiche risentono di questa circostanza (come è chiaramento detto nel primo articolo dell'elenco).

2012-02-03
ITALIA
2012-02-01
La strana resurrezione di un partito-fantasma - di Fabio Martini su La Stampa

La conclusione dell'articolo, in cui ipotizza che lo scandalo possa avere ripercussioni nella campagna presidenziale in Francia.

… In una delle assemblee chiamate ad approvare il bilancio, Luciano Neri propone che le ingenti somme incassate da un partito oramai defunto vengano devolute ad associazioni di volontariato ma nessuno dei leader della fu-Margherita prende in esame la proposta. In compenso un po’ di fondi sono stati investiti per convegni organizzati in collaborazione col Pde, il partito di cui sono co-presidenti Rutelli e François Bayrou, uno degli sfidanti di Nicolas Sarkozy per l’Eliseo. E poiché il tesoriere del Pde, è sempre lui, Luigi Lusi, chi può escludere che il caso-Margherita abbia qualche riflesso nella corsa per l’Eliseo?

Questi gli articoli sul caso di Luigi Lusi degli ultimi giorni.

2012-02-01
ITALIA
2012-02-01
Ustica, torna l'ipotesi del depistaggio che porta all'incidente di Ramstein - sul Corriere

MILANO - Nel giorno in cui si apre il processo d'appello continua a tenere banco l'ipotesi di un clamoroso depistaggio che legherebbe la strage di Ustica all'incidente aereo del 1988 a Ramstein, in Germania, durante l'esibizione delle Frecce Tricolori. La circostanza è emersa grazie alle indagini difensive condotte dall'avvocato Daniele Osnato che assiste i familiari di alcune vittime del disastro del Dc9 e secondo il quale una perizia disposta dall'Aeronautica militare tedesca dopo l'incidente nei cieli di Ramstein proverebbe che il velivolo solista, schiantatosi contro quelli dei due colleghi sarebbe stato sabotato. L'ipotesi del legale è che l'incidente di Ramstein, costato la vita ai militari Ivo Nutarelli, Mario Naldini e Giorgio Alessio, non fu determinato da un errore del pilota «solista» (Nutarelli) ma che il velivolo venne sabotato per impedire al tenente colonnello di testimoniare davanti al giudice istruttore Rosario Priore sulla strage di Ustica.

TESTIMONE SCOMODO - Il militare, alzatosi in volo con Naldini la notte dell'incidente del Dc9, per un'esercitazione, lanciò due volte l'allarme generale in prossimità della rotta del velivolo dell'Itavia, prima di atterrare a Grosseto. Su questo anomalo comportamento il giudice avrebbe dovuto interrogare il pilota due settimane dopo la tragedia di Raimstein. Nutarelli, dice il legale, durante l'esibizione nei cieli tedeschi accortosi che qualcosa non andava nella strumentazione di bordo, che avrebbe segnalato altimetrie errate, tentò di frenare tirando giù il carrello e il freno aerodinamico. Il tentativo di frenata emergerebbe dalla perizia tedesca, ma sarebbe stato scoperto dal legale. «Ho saputo da fonti di stampa - commenta Osnato - che l'Aeronautica militare avrebbe fatto una sua perizia su Ramstein. Noi non ne abbiamo mai avuto notizia. Se questo è vero la chiederemo e se non ce la daranno, chiederemo alla magistratura di fare un ordine di esibizione di atti all'Aeronautica». …

2012-02-01
AUSTRIA
2012-02-01
L'odioso valzer di Marine Le Pen fra i nostalgici del Terzo Reich - di Bernard Henry-Lévy sul Corriere

L'occhiello, il sommario e l'inizio.

L'intervento Il filosofo francese denuncia il «passo falso» della candidata dell'estrema destra alla presidenza francese

Ballo a Vienna con i giovani neonazi nel Giorno della memoria

  PARIGI - L'evento non ha suscitato lo scalpore che avrebbe dovuto. Eppure, è importante almeno quanto le recenti prestazioni televisive di François Hollande e Nicolas Sarkozy. In poche parole, Marine Le Pen - la terza nella corsa per le presidenziali, colei che tallonava gli altri e minacciava un nuovo 21 aprile 2002 (quando il candidato del Fronte nazionale riuscì a qualificarsi per il secondo turno, ndt) - ha forse demolito, in poche ore, la possibilità di arrivare al secondo turno delle elezioni.

Cosa è accaduto? Esiste, a Vienna, una festosa e bella tradizione, unica in Europa, che è quella dei grandi balli leggendari, del genere che si svolgeva ai tempi dell'Impero austroungarico degli Asburgo. Però, fra gli oltre 500 balli che scandiscono la stagione, inaugurata ogni anno il 31 dicembre con il raffinatissimo ballo dell'Imperatore, c'è un evento che stride con il resto e rappresenta anche una vergogna per la città. È un ballo che, ogni volta, deve svolgersi sotto la protezione della polizia, tanto è vilipeso dai democratici o conservatori autentici della società austriaca e che, fra parentesi, ha forse vissuto la sua ultima edizione, poiché sembra che le autorità si siano decise a vietarlo: è il ballo delle «Burschenschaften», corporazioni studentesche nate a metà del XIX secolo, cresciute nell'odio verso la Francia napoleonica e verso gli ebrei da essa emancipati, e che uniscono, ancora oggi, gli adepti nel Paese dell'antisemitismo e del nazismo. …


Del ballo – denominato in tedesco: Burschenschafterball o anche «Ball des Wiener Korporationsrings (WKR)» – e delle manifestazioni di protesta (2500 persone secondo la polizia) si trovano si possono trovare servizi e immagini su siti austriaci: qui, qui, qui e qui.

La Wikipedia in italiano ha una succinta voce sulle Burschenschaften (creata oggi intorno alle 23 da Alextrade2404 – sarà un caso?) che ricalca quella in inglese.  Molto più ampia, ovviamente, quella in tedesco con una ricca iconografia.
Altre voci della Wikipedia che citano le Burschenschaften sono quelle sulle Studentenverbindungen, sulla Confederazione germanica e sui Deliberati di Karlsbad.


Il (mio) contro-intervento Il filosofo francese di «passi falsi» ne fa più di uno…

Provo a spiegare perché qui di seguito.
Quello che invece non so spiegare è perché mai le geremiadi di un francese, a proposito di una fascista francese che va ad un ballo in Austria ce le dobbiamo sorbire noi in Italia (con i problemi che c'abbiamo).

  1. Che fascisti francesi e austriaci organizzino simili celebrazioni non sarà bello ma è, innegabilmente, logico e coerente.
    Meno logico e coerente è il fatto che Henry-Lévy, che pure collega l'organizzazione attuale a quelle originarie di due secoli fa, dimentichi che delle Burschenschaften ha fatto parte anche (lo ricorda anche la Wikipedia italiana) il fondatore del sionismo Theodor Herzl.
  2. Ma, lasciando da parte i richiami storici e tornando ai giorni nostri, Henry-Lévy non può ignorare che la qui tanto deprecata Marine Le Pen il 2 novembre scorso si è intrattenuta per venti minuti a colloquio con l'ambasciatore israeliano all'Onu Ron Prosor ad un pranzo offerto dal Front National (vedere questa segnalazione dello scorso novembre).
    Al clamore e all'imbarazzo per l'episodio (definito dal Riformista una «Fiuggi in minore») sono seguite smentite, alquanto contrastanti, tendenti ad archiviare l'episodio come una sbadataggine dell'ambasciatore; ma hanno dato modo alla Le Pen di confermare pienamente l'episodio e soprattutto di dichiarare: «Ho già dichiarato 8.923 volte che non condivido la visione della storia di mio padre».
  3. Non c'è invece alcun equivoco nel fatto che poco più di un mese dopo Louis Aliot, vice-presidente del Front National, si sia recato in Israele «per cercare di persuadere coloro che hanno diritto di voto nelle elezioni presidenziali francesi a dare loro il voto nel ballottaggio di primavera e per promuovere la sua immagine nella corsa all'Eliseo» (vedere questa segnalazione dello scorso dicembre).

Forse, a mio modo di vedere e come ho già ipotizzato a dicembre, è in corso lo “sdoganamento” da parte di Israele anche della destra francese.

Forse Henry-Lévy non se n'è accorto o mostra di ignorarlo perché è contrario (ma sarebbe strano che si opponga a qualche iniziativa di Israele).

Forse… se Henry-Lévy non avesse premesso un cauto «forse» riguardo alle possibilità di Marine Le Pen di arrivare al secondo turno delle elezioni, io non resterei col dubbio che Henry-Lévi più che ai balli dei fascisti abbia interesse ai giochi in corso per le presidenziali in Francia.