pagina iniziale
Segnalazioni
Cliccare su uno dei riquadri sottostanti (una o due volte) per leggere il corrispondente testo informativo  -  cliccare di nuovo per farlo scomparire.
Il testo non si visualizza se nel browser utilizzato non sono attivati i JavaScript
.

contenuti

Questa pagina contiene riferimenti utili (nel bene o nel male) su temi che mi interessano.

L'ordine è per data di inserimento; a fianco è indicata (se disponibile) la data del riferimento.

Alla notizia principale, che può essere anche un video, un'immagine o una registrazione, si arriva cliccando sul titolo.

Oltre alla notizia principale nel testo della segnalazione ci possono essere altri riferimenti: lo scopo è quello di faciltare la comprensione della notizia e agevolarne l'approfondimento critico; la speranza è che rappresentino un valore aggiunto.

Dovendo fare - anche per motivi di tempo - una selezione, la priorità è innanzitutto alle notize importanti ma poco visibili (se non addirittura occultate), poi a quelle di autori qualificati o relative ad argomenti controversi o controcorrente.

Per quanto possibile cerco di dare le informazioni e astenermi da considerazioni personali (la mia valutazione è facilmente comprensibile).
Ma, per quelle notizie che gridano vendetta, ogni tanto faccio un'eccezione; peraltro chiaramente evidenziata tipograficamente.

note

La pagina con le segnalazioni del mese corrente ha il nome generico: segnalazioni.html e a fine mese viene copiata in una pagina con un nome del tipo: segnalazioniAAAA_MM.html.

E' possibile quindi che arrivando su questa pagina da un motore di ricera o da un link non si trovi quello che ci si aspetta, in quanto il link o il motore di ricerca non sono stati ancora aggiornati.

In questo caso cliccare il popdown “mesi precedenti” qui a fianco e andare al mese che la contiene o cercare nella pagina tutte le segnalazioni, che contiene i soli titoli di tutte le segnalazioni.

L'uso di diversi colori di sfondo delle segnalazioni si propone sia di "vivacizzare" e rendere più leggibile la pagina che di realizzare una "categorizzazione" delle segnalazioni.

Legenda dei colori:
ALLARMANTE
AUTOREVOLE
DEPRIMENTE
DRAMMATICO
INCREDIBILE
INFORMATIVO
IGNOBILE
PROBLEMATICO
SCHIZOFRENICO
COINVOLGENTE
HUMOUR
FASCISMO
ATTENZIONE
OCCULTATA
EVVIVA
COMUNICAZIONE
SCHEDA
IMPORTANTE
mesi precedenti
Indice delle segnalazioni

  
inserita
dove
quando

segnalazione
febbraio 2012
2012-02-08
ITALIA
2012-02-08
Riciclaggio, quattro preti indagati I silenzi del Vaticano sui controlli - di Angela Camuso su l'Unità

Il sommario e la prima metà dell'articolo.

Quattro preti indagati per il reato di riciclaggio. La procura di Roma sta valutando le operazioni effettuate presso alcune banche italiane a partire dall’autunno del 2010. Stasera il caso al programma «Gli Intoccabili» su La7

Sono quattro i sacerdoti indagati per il reato di riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Roma sullo Ior. L’Istituto Opere di Religione, di fatto la banca del Vaticano, è al centro dell’attenzione del pm Rocco Fava e del procuratore aggiunto Nello Rossi per delle operazioni sospette effettuate presso alcune banche italiane dall’autunno del 2010.
I preti iscritti nel registro degli indagati sono il 62enne monsignor Emilio Messina, dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche ma residente a Roma, dove svolge il servizio di cappellano presso tre case di cura, don Salvatore Palumbo detto Mariano, nato a Ischia 49 anni fa ma anche lui in servizio nella capitale, dove regge l’’importante e popolosa parrocchia, molto attiva nel sociale, di San Gaetano, il catanese Orazio Bonaccorsi, 37 anni, già processato e assolto in primo grado in Sicilia per fatti analoghi ma che secondo piazzale Clodio autore di altre operazioni di riciclaggio attraverso conti Ior transitati su istituti di credito della capitale e infine, don Evaldo Biasini, 85 anni, ciociaro di origini e residente ad Albano Laziale. Biasini è conosciuto come don Bancomat. Secondo i magistrati di Perugia che hanno condotto l’inchiesta sui Grandi Eventi, l’impreditore della «cricca» Diego Anemone, avrebbe consegnato a don Biasini ingenti somme di denaro che il prete avrebbe depositato presso i suoi conti aperti allo Ior, trattenendo per sé una percentuale.
Di questi e altri fatti correlati a quest’inchiesta tratterà stasera il programma di La7 «Gli Intoccabili» condotto da Gianluca Nuzzi, il quale ha voluto investigare, in particolare, sull’atteggiamento del Vaticano rispetto alle recenti richieste di accertamenti sui conti dell’Istituto Opere di Religione fatte dalle autorità italiane. …

Altri articoli odierni sull'argomento e una replica all'articolo di fonte vaticana.

  • Ior non più cliente di banche italiane: attività finanziarie in Germania” - blitz quotidiano
  • Lo Ior abbandona le banche italiane” - Repubblica
  • Ior/ Azzerati rapporti con banche italiane, indagini pm Roma” - Affaritaliani
    "Come e' noto alle Autorita' italiane, e come risulta dalla documentazione accessibile agli ufficiali sia della Santa Sede, sia della Repubblica Italiana, l'Istituto Opere di Religione ha cooperato ripetutamente con le Autorita' italiane ad ogni livello" ed anche "in ambito giudiziario fra Autorita' specificamente competenti ed amministrativo da parte dello Ior con le sue controparti italiane". Lo afferma il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi che ha smentito con durezza - definendole "diffamatorie" e contestando la professionalita' dei giornalisti che le hanno pubblicate - alcune ricostruzioni giornalistiche. …
  • Dichiarazione della Sala Stampa a proposito di affermazioni infondate su IOR e AIF - blog 'IL SISMOGRAFO'
    L’articolo di Angela Camuso pubblicato su l’Unità in data odierna, a p. 23, intitolato: “Riciclaggio, quattro preti indagati. I silenzi del Vaticano sui controlli”, rappresenta, purtroppo, una notevole mancanza di serietà di indagine da parte dell’Autrice. Anzitutto vanno fatte due osservazioni introduttive.
    1.Il titolo parla dei silenzi del Vaticano. Come si chiarirà più avanti, ciò è del tutto infondato: la Santa Sede e le autorità del Vaticano hanno doverosamente cooperato con la magistratura e le altre autorità italiane.
    2. Le accuse avanzate nell’articolo riprendono critiche ormai superate. Una ricerca in internet, anche rapida, degli scritti dell’Autrice dell’articolo dimostra che il suo pezzo odierno in nessun modo fa “notizia”. Si tratta, infatti, di accuse “riciclate” e che la giornalista, in passato, ha già pubblicato più volte. Rievocarle nuovamente non serve a renderle vere. Ci si chiede se l’articolo non costituisca una sorta di pubblicità per una trasmissione televisiva serale. Per quanto concerne il contenuto dell’articolo si precisa quanto segue. …

In effetti, anche negli altri articoli odierni non sono menzionati elementi di novità – il che lascia supporre che il Vaticano non sbagli nel definirle «riciclate».

E forse non sbaglia neanche nel chiedersi «se l’articolo non costituisca una sorta di pubblicità per una trasmissione televisiva serale», dal momento che già nella pagina iniziale del blog della Camuso 'BANDA DELLA MAGLIANA' la prima dichiarazione elogiativa del libro è quella di Enrico Mentana (la successiva è di Paolo Mieli).

Fatto sta che il 9 marzo 2010, alla presentazione a Milano del suo libro "Mai ci fu pietà" al Multicenter Mondadori, a fianco dell'autrice c'erano proprio Mentana (approdato quattro mesi dopo alla direzione de LA7) e Mieli.

Quanto al conduttore de 'Gli Intoccabili', Gianluigi Nuzzi, era menzionato in questa segnalazione dello scorso novembre – in cui si ricordava anche che è citato molte volte nel libro di Eduardo Montolli "Il caso Genchi" (qui aggiungo che anche il magistrato Nello Rossi, che conduce le indagini, è citato ripetutamente).

Una menzione di una sottile analisi di Nuzzi – autore del fortunatissimo libro VATICANO S.p.A. – su un altro caso vaticano, apparentemente slegato dalla finanza, è in questa segnalazione dell'aprile 2010.

2012-02-08
VENEZUELA
2012-02-07
Effetto Chávez: l’impatto della rivoluzione bolivarista sulla società - di Maria Luisa Giordano su Carografare il presente

La pagina contiene solo l'immagine che si vede qui sotto (cliccare per ingrandire) che mostra i grafici dell'andamento de 'Il “paniere” dei venezuelani' e de 'La disoccupazione' dall'avvento di Hugo Chávez.

Le due cartine, inoltre, visualizzano la percentuale di abitazioni povere e il Coefficiente di Gini nel 2002 (tre anni dopo l'arrivo di Chávez), e nel 2009 (dieci anni dopo il suo arrivo).

2012-02-08
GRECIA
2012-02-08
GRECIA: SONDAGGIO SHOCK, SOCIALISTI 8% SINISTRA RADICALE AL 40% - di Francesco Piobbichi su Controlacrisi

… Il nuovo sondaggio d'opinione condotto dalla Public Issue per conto del quotidiano Kathimerini parla chiaro, conferma il primato di Nea Dimocratia, il partito di centro destra guidato da Antonis Samaras, con il 31% mentre conferma la caduta libera del Pasok, il partito socialista guidato dall'ex premier Giorgos Papandreou con l'8% delle preferenze. Con il 18%, viene Sinistra Democratica, il nuovo partito formato da Fotis Kouvelis, cui segue il Partito Comunista con il 12,5%, Syriza/Synaspimos (altro partito di sinistra) con il 12%. Complessivamente parliamo di circa il 40% dell'elettorato! Il numero di coloro che, in caso di elezioni, si asterrebbero dal voto ha raggiunto il 30%. La stragrande maggioranza degli intervistati, il 91%, si dice insoddisfatta dall'operato del governo di Lucas Papademos. Per quanto riguarda le elezioni, il 58% degli intervistati si e detto convinto che si dovrebbe andare alle elezioni anticipate, contro il 38% che si è dichiarato contrario. …

2012-02-08
GRECIA
2012-02-08
Dallo sciopero forte messaggio per l'intensificazione della lotta della classe lavoratrice contro la nuova ondata di barbare misure anti-popolari - su resistenze.org dal sito del KKE

Martedì 7 febbraio si è svolto in Grecia uno sciopero di massa militante. E' stata una risposta immediata il giorno dopo che il governo ha ufficialmente annunciato una riduzione del 20% dello stipendio base e un taglio del 15% alle pensioni integrative, ulteriore riduzione delle pensioni di base e dell'indennità di disoccupazione, e 150.000 licenziamenti nel settore pubblico.

Ad Atene si è svolta una manifestazione che ha coinvolto migliaia di lavoratori, nonostante la pioggia, e in altre 61 città del paese si sono svolte alte concentrazioni nel quadro dello sciopero. Ancora una volta la manifestazione del PAME è stata molto più numerosa rispetto a quella del GSEE e ADEDY.

Le forze di classe del PAME in tutto il paese hanno dato una risposta forte nel momento in cui insieme il personale della plutocrazia, il governo del Fronte nero (socialdemocratici, liberali e nazionalisti) e la Troika stanno lavorando incessantemente per la prossima ondata di dure misure che gettano il popolo in miseria. Questo messaggio non può essere cancellato dai limitati incidenti avvenuti davanti al Parlamento durante la mobilitazione del GSEE e ADEDY.

Inoltre, lo sciopero è in continuità con la massiccia ed energica risposta del KKE che ha realizzato una concentrazione e mobilitazione sotto la pioggia battente lunedì 6 febbraio nel pomeriggio.

Dalla pagina anche il riferimento ad un album di foto della manifestazione.

2012-02-08
ITALIA
2012-02-09
COORDINAMENTO NO DEBITO – PISA ASSEMBLEA CON GIORGIO CREMASCHI - GIOVEDI 9 FEBBRAIO - sul sito del Circolo Agorà di Pisa

contro l'europa delle banche
NOI IL DEBITO
NON LO PAGHIAMO!

GIOVEDI 9 FEBBRAIO ORE 21

BIBLIOTECA COMUNALE, LUNGARNO G. GALILEI – PISA

ASSEMBLEA CON

GIORGIO CREMASCHI

(Coordinamento Nazionale No Debito)

CONTRO L’ATTACCO DEL GOVERNO MONTI A LAVORO, PENSIONI, WELFARE
PER AUMENTI GENERALIZZATI DI SALARI E PENSIONI
ESTENSIONE DELL’ART. 18 A TUTTI I LAVORATORI,
RIDUZIONE GENERALIZZATA DELL’ORARIO DI LAVORO,
UGUALI DIRITTI SINDACALI IN OGNI LUOGO DI LAVORO.

NO ALL’IMU E ALL’AUMENTO DI PREZZI E TARIFFE
NO ALLA SPECULAZIONE EDILIZIA E ALLE CITTA’ VETRINA

SI ALLA REQUISIZIONE DELLE CASE SFITTE – SI A NUOVE CASE POPOLARI
SPAZI SOCIALI GRATUITI PER TUTTI

NO ALL’HUB MILITARE E ALLA BASE USA DI CAMP DARBY
SI A UNA ECONOMIA ECO/COMPATIBILE E DI PACE.

NO A UNA UNIVERSITA’ D’ELITE
SI A CULTURA, SAPERI E ISTRUZIONE COME BENI COMUNI

RICOSTRUIRE ANCHE A PISA UNA OPPOSIZIONE POLITICA, SOCIALE,
SINDACALE COESA E INDIPENDENTE DAI POTERI FORTI
E DAI PARTITI AD ESSI ASSERVITI.

2012-02-08
CANADA
2012-02-08
Torture, dietrofront di Ottawa - sul Corriere Canadese

«Sì alle informazioni d’intelligence raccolte all’estero mediante abusi»

È legittimo utilizzare informazioni d’intelligence estorte con la tortura dalle autorità straniere che usano questa pratica. È questo in sostanza il contenuto di una controversa direttiva mandata dal ministro della Pubblica sicurezza Vic Toews nel dicembre del 2010. Il documento, rimasto finora segreto, è stato ottenuto grazie all’Access to Information Act e mette in luce un repentino cambiamento di Ottawa sulla questione: fino all’anno precedente l’opinione del governo era totalmente diversa.
Il governo conservatore, che in questa circostanza è stato protagonista di una virata a trecentosessanta gradi rispetto alla posizione che aveva promosso in precedenza, ha così sposato la “dottrina Bush” che fino al 2008 è stata al centro di violente polemiche e che è stata condannata da numerose associazioni che si battono per il rispetto dei diritti umani. Nel memo del ministro, spedito al quartier generale del Canadian Security Intelligence Service (Csis), si sottolinea come “in circostanze eccezionali, quando vengono minacciate la vita umana e la sicurezza nazionale”, è del tutto legittimo “condividere informazioni di intelligence raccolte da autorità straniere che possano anche derivare dall’uso della tortura e dei maltrattamenti”. Questo, sostiene Toews, perché deve esistere “una scala di priorità: la protezione della vita e della proprietà sono priorità che scavalcano il resto”. La nuova linea imposta dal governo ai servizi segreti canadesi contraddice, in toto, quanto sostenuto fino al 2009. Nel maggio di tre anni fa, infatti, una direttiva proveniente dal ministero della Pubblica sicurezza imponeva agli 007 canadesi di “non fare affidamento sulle informazioni d’intelligence estorte all’estero tramite la tortura”. Ma non solo. Il governo aveva anche attivato tutta una serie di misure per vagliare le informazioni che provenivano dall’intelligence straniera con il preciso obiettivo di identificare quelle che si basavano su interrogatori violenti nei quali gli interrogati subivano abusi e “trattamento disumano” e di cestinarle immediatamente.
In ministro, nel memo inviato al Csis, sottolinea in più di un passaggio come questo tipo di informazioni debbano essere “utilizzate solamente in circostanze eccezionali”. Secondo Toews, “ignorare queste informazioni” solamente perché ottenute con metodi discutibili costituirebbe “un rischio inaccettabile per la pubblica sicurezza”.
Ma a chi spetta decidere se una determinata informazione abbia o meno il requisito di porre a rischio la sicurezza nazionale? Il ministro nel suo memo chiarisce anche questo punto. “La decisione finale - si legge nella direttiva ministeriale - spetta al direttore del Canadian Security Intelligence Service o al suo vice”, il tutto “nel rispetto degli obblighi legali del Canada”. Una volta assunta questa decisione, in ogni caso, “il ministro deve esserne informato”. Nel 2009, durante una deposizione, un agente del Csis aveva dichiarato che gli agenti segreti canadesi avrebbero comunque utilizzato informazioni d’intelligence a prescindere dalla loro provenienza se queste avessero aiutato a prevenire un attacco terroristico. L’allora ministro Peter Van Loan aveva pubblicamente smentito lo 007, confermando che la legge impediva di usare quelle informazioni.

Questi alcuni siti (ai quattro angoli della terra) che hanno dato la “ripugnante” notizia.
In Italia (alle 19) non sembra che se ne sia ancora accorto nessuno.

2012-02-08
EUROPA
2012-02-08
La Tobin Tax di Eurolandia costerebbe alla Gran Bretagna 22 miliardi di euro - di Matteo Cavallito su il Fatto Quotidiano

Trascrivo solo la conclusione di un breve ma quanto mai istruttivo articolo che ha, all'inizio, il riferimento allo studio di 16 pagine della Ernst&Young intitolato: 'Outlook for Financial Services'.

La Wikipedia ha una voce sulla Tobin tax e su James Tobin.

… In Gran Bretagna, inoltre, una tassa applicata sulle sole transazioni in euro produrrebbe una contrazione per queste genere di attività, bruciando, secondo le stime, circa 4.500 posti di lavoro nell’industria finanziaria (che nel Regno Unito impiega 200 mila persone). In futuro, ipotizza comunque E&Y, la perdita iniziale di impieghi dovrebbe essere assorbita dall’intero comparto.

E in caso di ripensamento da parte di Londra? Una tassa applicata all’intera Unione europea – che non si limitasse dunque alle sole transazioni nella moneta unica – genererebbe ricavi per 53 miliardi (37 escludendo le operazioni valutarie), 41 dei quali provenienti dal Regno Unito (28 nel secondo caso). Una quota largamente maggioritaria, che deriva ovviamente dall’enorme peso relativo della piazza britannica. A Londra si scambia il 30 per cento delle azioni quotate in Europa, ma la percentuale sale a 84 per i bond e a 81 per gli scambi valutari. Aggiungendo i derivati, si arriva ad un ammontare di operazioni pari al 77 per cento dell’intero mercato europeo.


Qualche termine di confronto sulle cifre dei “costi” sbandierati dal rapporto, in attesa che qualcuno più esperto di economia ne faccia di più incisive.

  1. «pagare all’Europa fino a 22 miliardi di euro»
    Proprio oggi si può leggere su Panorama, nell'articolo di Gianandrea GaianiF35: al via le prime ordinazioni per 240mln di euro - LA SCHEDA”, che: «In Italia il programma F-35 viene valutato 15 miliardi di euro in 20 anni ma la cifra pare destinata ad aumentare di molto.».
  2. «circa 4.500 posti di lavoro nell’industria finanziaria»
    Il Guardian di ieri aveva questo articolo di Jill Treanor: “Lloyds cuts nearly 1,000 jobs” [ “I Lloyds tagliano circa 1.000 posti di lavoro” ].

Come è ovvio i fattori che giocano vanno ben oltre i 22 miliardi di euro e i 4.500 posti di lavoro e riguardano le guerre economiche in corso.
Sulla complessità e le implicazioni politiche dei rapporti Unione Europea e Gran Bretagna segnalo (pescando pressoché a caso) questo articolo di Giancarlo Granero su il Fatto Quotidiano del 9 dicembre scorso: “Euro: meglio fuori o dentro?

2012-02-07
IRAN
2012-02-04
ISRAELE ATTACCHERA' L'IRAN? (scheda)

Questi gli articoli sulla rassegna stampa del ministero della Difesa del giorno 4 febbraio riguardanti Israele e Iran.

  • L'attacco di Israele all'Iran? Probabile” - Franco Venturini - Corriere, 4 febbraio
    Annunciato tante volte senza seguiti concreti, in queste ore il conto alla rovescia per un attacco di Israele alle installazioni nucleari iraniane potrebbe essere davvero partito. …
  • «L'attacco all'Iran già in primavera» - Guido Olimpio - Corriere, 4 febbraio
    WASHINGTON – Guerra di parole. Guerra psicologica. Con il timore che alla fine le sciabole – i missili – verranno sfoderate davvero. Il nuovo round sull'Iran è stato innescato dalle confidenze del segretario della Difesa americano Leon Panetta al Washington Post. …
  • “Israele attaccherà l'Iran in primavera” - Maurizio Molinari - La Stampa, 4 febbraio
    Il capo del Pentagono Leon Panetta prevede che Israele attaccherà l'Iran fra aprile, maggio e giugno, innescando da Teheran la replica di Ali Khamenei: «Se verremo aggrediti vi saranno conseguenze negative per gli Stati Uniti». …
  • La minaccia di Khamenei: “L'Iran libererà Gerusalemme” - Angelo Aquaro - Repubblica, 4 febbraio
    NEW YORK – L'America teme che Israele possa attaccare davvero l'Iran per fermare la costruzione dell'atomica. E l'Iran per tutta risposta soffia sul fuoco: minacciando l'America e tutto l'Occidente di rovinose ritorsioni che pootrebbero sfociare in attacchi terroristici. …
  • L'Iran minaccia guerra anche all'Italia” - Gian Micalessin - il Giornale, 4 febbraio
    A Washington non sanno cosa sia peggio. Se il rischio di un imminente attacco israeliano ai siti nucleari di teheran o la voce grossa della Suprema Guida Alì Khamenei che minaccia di rispondere con missili e attentati alle sanzioni occidentali. …

E questi alcuni articoli dalla stampa internazionale.


UN FILM GIÀ VISTO ?

2012-02-07
GRAN BRETAGNA
2012-02-07
Le neuroscienze per trasformare i soldati in macchine da guerra - di Andrea Malaguti su La Stampa

… La tDCS è una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva. Una sorta di blando elettrochoc del terzo millennio ottenuto attraverso l’applicazione di elettrodi sullo scalpo. Sperimentata sui soldati alla viglia di nuove missioni in medioriente ha prodotto risultati sorprendenti. Vince Clark, professore di neuroscienze cognitive all’Università del New Messico, racconta che i militari sottoposti al trattamento durante le esercitazioni sono stati capaci di individuare cecchini, mine antiuomo, bombe e obiettivi strategici con una rapidità doppia rispetto a quella dei colleghi. «E’ bastata una minima stimolazione cerebrale. Per me è stato choccante. Mi fa male pensare che i mie studi possano essere usati per scopi militari, perché ho sempre voluto trasformare il mondo in un posto migliore. Ma che cosa dovrei fare: smettere con la ricerca?». Chi è padrone del bene e del male? …

Ma lo sviluppo ritenuto più interessante è quello legato all’uso del Brain-Machine-Interfaces (BMIs), un dispositivo che cosente di connettere direttamente il cervello con sistemi di combattimento come i droni. «E’ vero. E’ possibile. Lo sarà sempre di più. Ma a quel punto il confine tra l’uomo e la macchina sarà indefinibile. E se il drone dovesse scaricare una bomba su un obiettivo sbagliato, o magari su una festa di matrimonio, di chi sarebbe la colpa di quei morti? Dell’uomo o della macchina?», sussurra Clark. E se lo domanda con lo stesso tono pieno di vergogna di uno che ammette di essere alcolizzato.

La tDCS (Transcranial direct-current stimulation) è una forma di neurostimolazione che usa una bassa corrente continua applicata all'area cerebrale di interesse direttamente con elettrodi.

Altri recenti articoli su tDCS e BMI:


La principale differenza con Josef Mengele è che la Royal Society ha un Ufficio Stampa.

2012-02-07
ITALIA
2012-02-04
Accordo Nato: Sigonella sarà «capitale mondiale dei droni» - di Antonio Mazzeo su il Manifesto

Per future «guerre preventive» in Medio Oriente, Africa, Est Europa, gli Usa e la Nato varano uno dei più costosi programmi nella storia dell'alleanza. Solo 13 paesi contribuiranno, Francia e Gran Bretagna restano ai margini, Spagna e Polonia si tirano fuori. L'Italia al centro del progetto. Altro che rinunciare agli F35...

«È un buon accordo, un grande accordo, un accordo ben fatto». Non nasconde la sua soddisfazione il segretario della difesa Leon Panetta: la Nato si doterà entro il 2017 di un nuovo sistema di sorveglianza terrestre, l'AGS (Alliance Ground Surveillance) e il suo centro di comando e di controllo verrà installato nella base siciliana di Sigonella. La lunga ed estenuante trattativa tra i partner ha visto però ridurre progressivamente a 13 il numero di paesi che contribuiranno a quello che si preannuncia come uno dei più costosi programmi della storia dell'Alleanza atlantica. Oltre a Stati uniti e Italia, Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Romania, Slovacchia e Slovenia. Un contributo operativo specifico verrà comunque da Francia e Gran Bretagna che metteranno a disposizione i propri sistemi French Heron Tp (coprodotti con Israele) e Uk Sentinel. Restano fuori Spagna e Polonia, candidatesi inizialmente con l'Italia per ospitare l'AGS con i cinque velivoli senza pilota del tipo "Global Hawk" che la Nato acquisterà dalla statunitense Northrop Grumman. …

2012-02-07
ITALIA
2012-02-04
La diplomazia armata di Monti - di Manlio Dinucci su il Manifesto

Per future «guerre preventive» in Medio Oriente, Africa, Est Europa, gli Usa e la Nato varano uno dei più costosi programmi nella storia dell'alleanza. Solo 13 paesi contribuiranno, Francia e Gran Bretagna restano ai margini, Spagna e Polonia si tirano fuori. L'Italia al centro del progetto. Altro che rinunciare agli F35...

… In Libia, dopo il «successo dell'operazione condotta dalla Nato», l’Italia «continuerà a sostenere molto attivamente la nuova dirigenza», soprattutto formando le sue «forze di sicurezza». E, il 20 febbraio, ospiterà a Napoli il vertice ministeriale del Dialogo 5+5 e il Foromed per «il rilancio del dialogo e della cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo». Dialogo che l’Italia ha condotto in modo esemplare, sganciando sulla Libia un migliaio di bombe. Ma già si preparano altre «operazioni»: in Siria, avverte Terzi, «la situazione non è più sostenibile». Questa è la «diplomazia della sicurezza», con cui il governo Monti intende «tutelare all'estero i nostri interessi politici, economici e finanziari». Nonostante le minori risorse disponibili, chiarisce al Senato il ministro della difesa Giampaolo Di Paola, «non può essere sacrificata la capacità operativa del nostro strumento militare a tutela della sicurezza e dell'ordine internazionale». Sono quindi necessarie «forze armate sì ridotte, ma più moderne, meglio addestrate e meglio equipaggiate». …

Immediata la conferma: PdL e Pd si schierano compatti col governo, mentre l’IdV assume qualche posizione critica e la Lega fa alcuni distinguo. Il sen. Tempestini (Pd) chiede il «rafforzamento della credibilità internazionale del Paese», e preannuncia un decreto-legge per rendere permanente il finanziamento delle «missioni». Già lo aveva chiesto invano il sen Scanu (Pd) al governo Berlusconi, perché «ci preme costruire la credibilità dell'Italia» e perché «le Forze armate sono un ambito di straordinaria importanza del nostro Paese». «Che tristezza – aveva esclamato – sentir dire che non dobbiamo più mantenere certi impegni nel teatro internazionale perché sono finiti i soldi». Ora non sarà più triste: li troverà il governo Monti tagliando ancora di più le spese sociali.

2012-02-07
ITALIA
2012-02-04
Il Montino. Vademecum dei disastri di Supermario - di Domenico Moro su Marx21

L'inizio e la conclusione del chiaro e conciso intervento.

Prima parte. La Fiscalità

Contrariamente a quanto era stato propagandato dalla maggior parte dei mass media, il governo Monti ha operato sulla fiscalità in modo iniquo. Le imposte, infatti, sono state aumentate ai lavoratori salariati e diminuite alle imprese. Qui di seguito procediamo ad una analisi molto sintetica delle modifiche apportate da Monti alla fiscalità italiana. …

Rimanendo, però, ora alla sola questione delle entrare, il primo principio da tenere presente è che la crisi del debito non può essere fatta pagare a chi ha sempre pagato e perde capacità d’acquisto da vent’anni. Essa va fatta pagare a chi si è arricchito da sempre, e in modo maggiore negli ultimi anni di forte crescita dei profitti, che per le banche e non poche grandi imprese industriali non si è ridotta neanche dopo lo scoppio della crisi dei mutui.

Il secondo punto di una proposta di nuova ed equa fiscalità è che va ristabilita la progressività dell’imposizione fiscale e la centralità delle imposte dirette su quelle indirette.

Quindi, da una parte:

a) vanno ridotte le aliquote delle accise e dell’Iva;
b) va abbassata la aliquota di base dell’Irpef regionale;
c) vanno esentate dal pagamento dell’Imu le prime case, fino ad un valore che escluda le abitazioni non di lusso.

Dall’altra parte, vanno:

a) aggiunti almeno altri due/tre scaglioni di reddito all’Irpef, che portino l’aliquota massima almeno al 50%, come nel Regno Unito;
b) va innalzata l’aliquota dell’Ires sulle società di capitali e ritirata la deduzione Irap;
c) vanno aumentate le imposte sulle case di lusso e sui veri grandi patrimoni immobiliari.

2012-02-07
ITALIA
2012-02-07
Mafia e Salemi: e Sgarbi se ne va - di Giuseppe Lo Bianco su il Fatto Quotidiano

… E ora che gli ispettori del Viminale propongono lo scioglimento per mafia del consiglio comunale, Sgarbi mette in scena l'ultimo atto: strepita, minaccia di resistere denunciando gli ispettori, si dimette, ma nomina Pino Giammarinaro, il suo mentore vice-sindaco, tutto nello spazio di un pomeriggio. E, alla fine, si arrende e se ne va, ringraziando gli ispettori: “Mi hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto, mi sentivo in pericolo e me ne torno al nord”. È finita così com'era iniziata, e cioè in farsa: a Salemi cala il sipario sull'opera dei pupi, uno sèpettacolo durato tre anni che ha condotto spesso la cittadina siciliana sulle pagine dei giornali nazionali per gli effetti speciali del critico d'arte, impegnato a nominare assessori al Nulla e a vendere le case a un euro, realizzando persino un museo della mafia senza accorgersi che Cosa Nostra, in quella zona, non era ancora roba da museo: dietro le quinte luccicanti delle iniziative roboanti c'era, a tirare i fili amministrativi, “Pino Terremoto” Giammarinaro, andreottiano di antica fede, sorvegliato speciale, in grado di tenere in pugno la sanità trapanese governando nomine e alleanze politiche persino dagli arresti domiciliari. …

Altri articoli recenti:


Questa mia segnalazione del maggio 2011 era affiancata dalla foto di Sgarbi con Giammarinaro che vedete in alto e che era a corredo dell'articolo di Salvo Palazzolo su Repubblica del 17 maggio 2011 intitolato: “Infiltrazioni mafiose al Comune di Salemi” Maxisequestro al politico sponsor di Sgarbi.

Questa mia segnalazione del maggio 2010 (che ha parecchi altri significativi collegamenti di Sgarbi e Oliviero Toscani) era affiancata una foto di Sgarbi con Napolitano, in occasione della visita per le celebrazioni del 150° anniversario dello Sbarco dei Mille.
Ripropongo anche questa qui a fianco; la si può vedere, più grande, sul sito del Quirinale qui.

Infine una curiosità: il municipio di Salemi si trova in Piazza Dittatura.
La spiegazione del nome, legato al fatto che Garibaldi vi si proclamò «dittatore del Regno delle Due Sicilie», la si può leggere nella voce della Wikipedia su Salemi.


2012-02-07
ITALIA
2012-02-07
“Scientology? Organizzazione credibile Al pari di psicologi e aziende ospedaliere” - di Luigi Franco su il Fatto Quotidiano

Lo ha sostenuto, rispondendo a un'interrogazione in consiglio provinciale a Milano, il vicepresidente Maerna. La polemica era nata dal patrocinio concesso dalla Provincia al convegno "Il volto sconosciuto della psichiatria", organizzato dall'associazione fondata da Ron Hubbard

Per molti è una setta da cui tenersi alla larga. Non per il vice presidente della Provincia di Milano Novo Umberto Maerna. Che considera Scientology un’organizzazione con la stessa dignità dell’ordine degli psicologi o di un’azienda ospedaliera. Così il patrocinio di palazzo Isimbardi può finire a una mostra finanziata dall’Associazione internazionale degli Scientologist. E fa niente se il messaggio di video e pannelli esposti si riduce a un attacco alla psichiatria ufficiale, definita “industria di morte” e “scienza fasulla”. Pochi giorni fa Maerna (Pdl), che oltre a essere il vice di Guido Podestà in giunta è anche assessore alla Cultura, ha risposto in Consiglio provinciale a un’interrogazione urgente presentata da Massimo Gatti, capogruppo della lista Altra Provincia-Prc-Pdci, dopo un articolo de ilfattoquotidiano.it. La domanda era una: che cosa ha portato l’amministrazione a concedere il patrocinio a un’associazione legata a Scientology?

Il logo della Provincia infatti era stato concesso per l’esposizione ‘Il volto sconosciuto della Psichiatria. Passato e presente di errori e orrori’, allestita a Milano due mesi fa dal Comitato dei cittadini per i diritti umani (Ccdu), una onlus legata alla ‘chiesa’ fondata da Ron Hubbard. Che fa dell’attacco agli psichiatri uno dei suoi capisaldi. Nella sua risposta, prima Maerna sottolinea che il Ccdu è regolarmente iscritto al registro delle onlus e non ha procedimenti giudiziari a carico, poi arriva al nocciolo del discorso: il patrocinio è stato concesso “considerata la rilevanza dei temi trattati e la loro ricaduta sociale, a prescindere delle differenti posizioni in merito”. In coerenza con quanto fatto in passato dall’assessorato alla Cultura, che “ha sostenuto eventi culturali aventi ricadute sociali”. E qui una lista di convegni e mostre che, tra gli organizzatori, hanno avuto l’ordine degli psicologi della Lombardia, l’ospedale milanese Fatebenefratelli, l’azienda ospedaliera Macedonio Melloni di Milano e quella di Legnano. Tutte organizzazioni messe dalle parole di Maerna sullo stesso piano della setta americana.

“Lei rappresenta un’istituzione – replica in Aula Gatti –. Non può paragonare Scientology ad aziende ospedaliere e ordini professionali. Avrebbe dovuto documentarsi prima”. Per Roberto Biolchini dell’Udc la risposta di Maerna “non sta né in cielo né in terra”, mentre Luca Gandolfi, capogruppo dell’Idv, parla di “sconcertante superficialità”. Duro anche il capogruppo del Pd Matteo Mauri: “È scandaloso e gravissimo – dice – che la Provincia abbia dato dignità scientifica alle argomentazioni di Scientology sulla psichiatria. L’assessore alla Cultura ci ha purtroppo abituato a un uso strumentale delle istituzioni pubbliche”.

Laurea in ingegneria e un passato in An, non è la prima volta che le scelte in ambito culturale di Maerna fanno discutere. Come nel luglio del 2010, quando alcuni teatri milanesi denunciano un tentativo di censura, dopo che tre direttori artistici vengono convocati negli uffici dell’assessorato e invitati a togliere spettacoli non graditi dal programma di “Invito a teatro”, una serie di rappresentazioni a prezzi scontati grazie alle sovvenzioni della Provincia. Tra le messe in scena considerate ‘non allineate’ c’è anche Orgia di Pier Paolo Pasolini. La reazione del mondo artistico meneghino è compatta e Maerna fa marcia indietro. Passa poco più di un anno e a far discutere, a novembre 2011, è una mostra ispirata al revisionismo e allestita nel cortile d’Onore di palazzo Isimbardi. Dove i pannelli ripercorrono la Seconda guerra mondiale, senza nemmeno citare la Resistenza. Fino ad arrivare all’esposizione sugli psichiatri. Per Scientology nient’altro che medici fasulli, dediti a prescrivere droghe ai bambini. E inventarsi malattie, pur di fare soldi.

Del patrocinio della Provincia alla mostra e delle proteste del consigliere Massimo Gatti, per questa e altre discutibili iniziative di Maerna, aveva già riferito lo stesso Franco il 9 dicembre scorso in: “La mostra di Scientology? Il patrocinio è della Provincia di Milano”.

Sul sito ccdu.org:


Interessante notare che la mostra è segnalata anche su diversi altri siti (segno che gli addetti stampa hanno lavorato bene: addirittura sul sito di Viterbo: latuavoce.it).   Parecchi dei quali, direi, nettamente orientati a destra, ad esempio: nsoe.info.

Alquanto singolare però che lo faccia, nella pagina: Il volto sconosciuto della psichiatria Milano 3/11 dicembre 2011, anche il sito 'ExpoMilano2015' che si supporrebbe dovrebbe interessarsi di altro; ma forse l'attenzione è nel fatto che l'Expo2015 si avvia a diventare uno psicodramma.

Ma probabilmente di legami (inconsci ?) con la sfera psichica ce ne devono essere più di quanto si pensi se il numero il numero del gennaio 2001 della rivista 'Spirali IL NUOVO RINASCIMENTO' ospitava un suo articolo, che affiancava quelli del fondatore di Spirali, Armando Verdiglione («Nel 1986 viene condannato a quattro anni e due mesi di reclusione per truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace, condanna che passa in giudicato nel marzo del 1989.»), Cesare Cadeo («Laureato in scienze politiche presso la Pro Deo University di New York … In seguito ha condotto la trasmissione di cucina Mezzogiorno di cuoco, con Lorenzo Battistello, nonché numerose telepromozioni e televendite»), Giulio Savelli, ecc.

2012-02-07
ITALIA
2012-02-03
(senza titolo) - vignetta del giorno di Giannelli sul Corriere

2012-02-06
ITALIA
2012-02-02
Dieci domande a Formigoni - di Gianni Barbacetto su il Fatto Quotidiano

Roberto Formigoni è presidente a sua insaputa di una giunta che si sfoglia come un carciofo. Gli stanno arrestando a uno a uno i suoi assessori ed ex assessori (Piergianni Prosperini, Franco Nicoli Cristiani, Massimo Ponzoni), ma lui non si accorge di nulla, non vede alcun problema, non accetta alcuna responsabilità. È in cella anche il suo amico ciellino Piero Daccò, per i magheggi del San Raffaele. Sotto processo sono stati o andranno uomini a lui vicinissimi (da Marco Giulio Mazarino De Petro ad Alberto Perego), eppure “il Celeste” non muove un sopracciglio. Noi proviamo a rivolgergli dieci domande, invitandolo a risponderci, se sa e se può. …

Seguono le 10 brevi domande, piene di nomi, società e importi transitati su conti esteri.

Che Formigoni sia sotto attacco da più parti è incontrovertibile.
Interessante notare i recenti articoli in risposta agli attacchi apparsi ultimamente sul sito del settimanale 'TEMPI', fondato e diretto da Luigi Amicone e vicinissimo a Comunione e Liberazione.

  • Perché vogliono far fuori Formigoni - Luigi Amicone - 27 gennaio 2012
    L'estate scorsa, durante una puntata di Omnibus, tra una lama incrociata in chiaro e reciproci sfottò nel fuori onda, con Gianni Barbacetto avevamo giocato alle previsioni: con chi se la sarebbero presa e di cosa avrebbero parlato i giornali ossessionati dalla sua figura il giorno dopo l’uscita di scena di Silvio Berlusconi? «E che problema c’è?», ci aveva confortato il collega del Fatto quotidiano, «dopo Berlusconi verrà il turno di Formigoni». Detto fatto. All’indomani dell’arresto di Franco Nicoli Cristiani, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, il tema veniva immediatamente titillato con gran squillo di tromba da un editoriale di Repubblica a firma Gad Lerner. Era il primo dicembre 2011. Il governo Monti si era insediato a Palazzo Chigi appena due settimane prima, il 16 novembre. Berlusconi aveva alzato bandiera bianca. Lady Spread correva. Scoccava l’ora dei mannari. …
  • Formigoni a Tempi: «Questa è la "nota lobby" che mi vuole massacrare» - Luigi Amicone - 26 gennaio 2012
    Domenica 22 gennaio, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia è andato all’assemblea di Sinistra e Libertà a Roma e ha annunciato: «Vi porto una buona notizia, oggi Bossi è stato fischiato dai militanti della Lega. L’altra buona notizia è che il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, si sta per dimettere e se non lo farà lo “dimetteremo” noi». 

    Presidente, ma non era nata una certa “amicizia istituzionale” tra voi due?
    Posso dire che nella giornata di lunedì 23 gennaio Giuliano Pisapia mi ha telefonato chiedendomi scusa, dicendo che è stato un errore e che comunque è stato male interpretato. Per me l’incidente è chiuso. …
    (Sentir parlare da una fonte insospettabile di “amicizia istituzionale” tra Pisapia e Formigoni mi conforta.
    Vuol dire che non mi ero sbagliato nel sottolineare, in questa segnalazione dello scorso maggio, che il settimanale VITA aveva dedicato la copertina ed alcuni articoli interni al candidato sindaco Pisapia.)
  • Il prevedibile attacco a Formigoni, artefice della regione più tedesca d’Italia” - Luigi Amicone - 25 gennaio 2012
  • Formigoni: «Non mi ricandido. Soddisfatto di quanto fatto in Lombardia» - 19 gennaio 2012
    Il presidente lombardo è intervenuto questa mattina a "La telefonata" su Canale 5. Ha risposto alle domande sui casi Nicoli Cristiani e Ponzoni e annunciato che non sarà lui a correre in Regione nel 2015. «Ho portato la Lombardia ai migliori livelli fra gli Stati Europei, non ambisco ad altro».
  • Formigoni: «Sinistra e stampa volteggiano come avvoltoi piegando tutto ai loro interessi» - Luigi Amicone - 18 gennaio 2012
  • Formigoni contrattacca: «Repubblica, Stampa e Fatto Quotidiano sono corvi» - 17 gennaio 2012
2012-02-06
ITALIA
2012-02-03
Le ricette immaginarie - di Luciano Gallino su Repubblica

Un breve articolo per sottolineare il grande divario tra le affermazioni di principio delle diverse parti – governo, imprenditori, sindacati – e i passi concreti intrapresi per raggiungere gli scopi che tutti auspicano.

Ma soprattutto per ricordare, nella chiusa, che queste dispute ideologiche non fanno avvicinare all'obbiettivo.

Per creare occupazione la ricetta è un'altra: decidere come si fa a crearla davvero, e farlo.

2012-02-05
ITALIA
2012-02-02
"No ai milioni dell'Eternit" Si ricuce lo strappo di Casale - di Silvana Mossano su La Stampa

CASALE MONFERRATO Per passare dalla sofferenza e dall’indignazione collettiva al sollievo e alla gioia corale di un’intera città è bastata una sola piccolissima parola: «no». E’ il «no» con cui il sindaco Giorgio Demezzi, respinge i 18,3 milioni di euro offerti dal magnate Stephan Schmidheiny al Comune di Casale. Una proposta che pretendeva, come tornaconto, la revoca della costituzione di parte civile nel processo Eternit in cui lo svizzero, insieme al barone belga Louis de Cartier, è accusato di disastro doloso ambientale permanente da cui deriva la morte di migliaia di persone. Non solo, ma vi era associata anche la pretesa, non trattabile, che il Comune non partecipasse a nessuna futura azione penale o civile nei confronti di Schmidheiny, di suoi antenati o eredi, di suoi manager o di qualsiasi società a lui riconducibile. Il Comune si sarebbe negato per sempre la possibilità di costituirsi in giudizio a fianco di altri cittadini sventurati che, purtroppo, ancora si ammaleranno.

La decisione è stata resa nota ieri con queste parole: «La giunta di Casale Monferrato ha messo la parola fine ai sofferti dibattiti delle ultime settimane». Novanta giorni di dolore, tensione, contrapposizioni. Dall’8 novembre scorso, la comunità casalese ha vissuto sentimenti di lacerazione e stordimento, ed è passata dall’incredulità, alla rabbia, alla preghiera: «Sindaco, non firmi quel patto scellerato con l’uomo che ha causato questa strage». …

Della precedente decisione del comune si diceva in questa segnalazione dello scorso novembre.

2012-02-05
ITALIA
2012-02-02
Brescia: archiviato caso della morte Saydou Gadiaga nella "cella di sicurezza" della caserma - su Osservatorio repressione

Il decesso di Saidou Gadiaga, detto El Hadji, il 37enne senegalese morto nella caserma dei carabinieri di Piazza Tebaldo Brusato a Brescia il 12 dicembre 2010 a causa di un attacco d’asma non soccorso in tempo, non ha colpevoli.
Questa almeno la decisione del giudice per le indagini preliminari Cesare Bonamartini, che oggi ha disposto l’archiviazione del caso.
Più volte da queste frequenze abbiamo rilanciato la denuncia dell’Associazione dei senegalesi di Brescia e provincia e dell’Associazione Diritti per Tutti rispetto alle mistificazioni delle autorità e ai punti oscuri della vicenda.

Saidou era stato trattenuto perchè non in regola con il permesso di soggiorno. Un falso reato, smontato poco dopo dalla Corte di Giustizia europea.
L’associazione Diritti per tutti, sostenendo la famiglia dell’uomo, aveva fatto ricorso contro la cancellazione dell’inchiesta per la morte dello straniero, e diverse sono state le manifestazioni a sostegno di Gadiaga, conosciuto dagli amici come El Haji, affinché, come aveva dichiarato il presidente dell’associazione antirazzista Umberto Gobbi, il fascicolo sulla morte di Saydou non venisse “seppellito in un armadio”.
Per l’associazione sarebbero diversi i “punti oscuri” sulla morte dell’immigrato, la cui agonia è stata ripresa dalle immagini interne di videosorveglianza della caserma Masotti. “Diritti per tutti” e la famiglia del senegalese aveva fatto leva, nel ricorso presentato contro l’archiviazione, la testimonianza di un cittadino bielorusso, detenuto in una cella accanto a quella di Saidou, che avrebbe sentito il senegalese lamentarsi e chiedere aiuto per almeno una quindicina di minuti prima di morire. Testimonianza che però il pm Piantoni, titolare del fascicolo aveva ritenuto “imprecisa”. Altri dubbi riguardavano poi gli orari riferiti dai carabinieri sui soccorsi all’uomo colto da malore, ma per il pm che ha condotto le indagini militari hanno agito in buonafede.

2012-02-05
ITALIA
2012-02-03
Adro, la sezione della Lega condannata per razzismo - sul Corriere

Il comune franciacortino di Adro ancora al centro delle polemiche. Dopo gli attacchi del sindaco leghista al presidente della Repubblica per aver omaggiato del cavalierato l'imprenditore che nell'aprile 201o pagò i 10mila euro di rette arretrate della mensa dell'asilo, adesso è la stessa sezione della Lega Nord ad essere condannata per razzismo nei confronti di una sindacalista. Quando sulla vetrina della sede della Lega Nord di Adro è stato affisso per alcuni giorni un volantino che esordiva dicendo «Cara la me romana sono tutti bravi a fare i culattoni con il culo degli altri», Vittoria Romana Gandossi (esponente dello Spi Cgil di Brescia, conosciuta con l'epiteto di nonna-anticarroccio), ha subito molestie di stampo razzista e ritorsione. Lo ha stabilito il giudice del tribunale civile di Brescia Maria Grazia Cassia, secondo il quale tuttavia il danno è contenuto, perché tali insulti sono stati scritti per conto della sede "locale" della Lega «da un segretario che difende le ragioni della stessa nella forma sgrammaticata di cui alla missiva». …

Su BSnews si può leggere il comunicato stampa dei ricorrenti (Camera del lavoro di Brescia, Fondazione Piccini e Asgi) in: “Cgil, "Il manifesto di Adro contro la nostra volontaria è razzista". Il tribunale condanna la Lega Nord“.

Il rozzo manifesto leghista lo si può vedere più grande in questa pagina de il Fatto Quotidiano di Elisabetta Reguitti: “La Vittoria Romana di Adro”.

La stessa Reguitti, sul Fatto Quotidiano del 6 luglio 2010 aveva raccontato degli interventi di Romana Gandossi a favore di immigrati in difficoltà in: “Adro, una storia tra le storie”.

2012-02-05
USA
2012-01-06
Race questions cloud lawsuit over Jewish cemetery [ Questioni razziali offuscano una lite su un cimitero ebraico ] - di Dave Collins su MBSC

Traduco il breve pezzo.

HARTFORD, Conn. – Una battaglia legale sulla sepoltura di una donna nera in un cimitero ebraico nel Connecticut sta montando con accuse di razzismo.

Maria Balban ha fatto causa alla sua congregazione a Colchester, affermando che ha infranto il suo regolamento contrario la sepoltura di non-ebrei allorché ha consntito che Juliet Steer fosse seppellita in una sezione interconfessionale del cimitero nel 2010. Chiede che i resti di Steer venga riesumati e risistemati.

Balaban è bianca ed ha uno spazio riservato per lei e suo marito nel cimitero della Congregazione Ahavath Achim.

Il legale della congregazione affermano che la lite, vecchia di anni, è futile. Il mese scorso ha messo agli atti un documento della corte che afferma che Balaban ha promosso la causa solo perché la Steer era nera.

Balaban dihiara di essere stata espulsa dalla congregazione. Il suo legale nega che sia razzista.

Ne ha parlato più ampiamente Julie Wiener il 18 gennaio su 'The Jewish Week' in: “How Jewish Is Your Cemetery? [ “Quanto è ebraico il tuo cimitero?” ].
Oltre a ricordare che la CNN ha notato l'ironia del fatto che Ahavath Achim, il nome della congregazione, significa in ebraico “amore fraterno” si spiega che la sinagoga decise di aprire una sezione per non-ebrei «poiché tanti ebrei avevano contratto matrimoni misti o avevano parenti non-ebrei. La decisione finale è stato di consentirla a tutti dal momento che le persone avevano differenti rapporti col giudaismo, incluse le unioni civili e l'amicizia».

Ma, soprattutto, che il cimitero ha già venduto tre posti a non-ebrei bianchi senza che la Balaban avesse da obbiettare.

Su YouTube è visibile, dal 19 gennaio scorso, un'intervista al fratello di Juliet Steer – Paul: Jews don't want blacks in their cemetary [ Gli ebrei non vogliono neri nei loro cimiteri ] che, nella lunga didascalia, fornisce qualche altro particolare.
In particolare la difesa della Balaban che dichiara di essere nata a Cuba e di essersi dedicata per anni al lavoro sociale con adolescenti neri – ma anche che la Balaban, tramite il suo avvocato, aveva proposto un compromesso: lasciare la tomba dov'è ma circondandola di cespugli.  Un'idea che è stata respinta dal legale della congregazione come totalmente inaccettabile e disgustosa.

2012-02-05
ITALIA
2012-02-04
Premiate le uova di struzzo di Lady Alemanno - di Marco Lillo su il Fatto Quotidiano

«Sin dalla mia prima entrata
in Agenzia
mi sono resa conto
che le procedure
di informatizzazione
avevano eliminato
molta polvere.
Oggi abbiamo
un’Amministrazione
che è espressione
di eccellenza per l’Italia,
un sistema catastale informatizzato, servizi innovativi e accessibili
e la rispondenza
dei dati alla realtà
immobiliare»

… Sotto la guida del direttore Alemanno i costi di rappresentanza e comunicazione sono aumentati da 100 mila euro a oltre un milione l’anno. Lady Alemanno, detta anche “Alè-magno”, ha consumato pranzi per migliaia di euro nei migliori ristoranti d’Italia e ha sperperato decine di migliaia di euro per sponsorizzare mostre, convegni ed eventi come il Meeting di Rimini (50 mila euro) dove saliva sul palco come oratrice e si faceva notare a spese nostre. Per non parlare dei gioielli e delle celeberrime uova di struzzo donate a non meglio precisate autorità straniere. …

Il premier aveva promesso di approfondire il dossier nella conferenza di fine anno tra una risatina e l’altra. Invece non ha fatto nulla e ha confermato al suo posto un simile campione dello spreco. È stata aperta solo un’inchiesta dal servizio Audit dell’Agenzia del Territorio. Per scoprire chi ha passato le carte al Fatto, però. Non certo per capire chi andava a cena a Venezia con Gabriella Alemanno e altri commensali illustri al ristorante Fiore pagando 850 euro. A quella cena c’era anche il capo del servizio Audit. Ma a Monti questo (forse) non interessa.

I precedenti articoli su il Fatto Quotidiano.

  • La Thatcher e le uova di struzzo” - Marco Lillo - il Fatto Quotidiano, 1 gennaio 2012
    … Ne ho avuto l’ennesima conferma osservando il video della conferenza stampa di fine anno di Mario Monti. Il nostro Stefano Feltri ha posto una domanda precisa che ne conteneva al suo interno tre. Se Monti avesse risposto tutti i giornali avrebbero avuto una notizia da comunicare ai lettori. Feltri chiedeva in sostanza:
    1) Cosa ha intenzione di fare Mario Monti, ministro dell’economia e quindi competente direttamente su nomina e revoca, con il direttore dell’Agenzia del Territorio dopo aver letto quello che ha scritto il Fatto sulle sue note spese?
    2) Cosa intende fare Monti nella vicenda della procedura di assegnazione delle concessioni delle slot machine, altro settore rimesso al suo controllo diretto, che stanno per essere donate ai re del gioco senza l’esborso di un solo euro?
    3) Cosa intende fare per impedire alla Regione Lazio di pagare vitalizi scandalosi ai propri consiglieri? …
  • Dalle uova di struzzo a ‘We want sex’ Le spese pazze dell’Agenzia del territorio” - Marco Lillo - il Fatto Quotidiano, 27 dicembre 2011
  • I compiti dell’agenzia del Territorio” - il Fatto Quotidiano, 27 dicembre 2011
  • Dai 7mila calendari alle cene da 800 euro La lista completa delle spese del Catasto” - Marco Lillo - il Fatto Quotidiano, 7 dicembre 2011
    Nella pagina 9 gallerie di documenti, contenenti ognuno decine di fatture pagate dal Catasto.
    … Inoltre lasciano perplessi le sponsorizzazioni di notevole importo ai convegni ai quali Gabriella Alemanno parla nella veste di oratrice. Le spese per Cortinaincontra (42mila euro) o per il Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione (51mila euro) sono utili all’Agenzia o al suo direttore? Nelle due manifestazioni Gabriella Alemanno, come era previsto nell’accordo della sponsorizzazione, ha potuto parlare dal palco. A Cortina l’Agenzia del Territorio ha pagato la cena persino ad operatori privati dell’Ance e di Scenari immobiliari e pure a un sindaco che per puro caso è anche il fratello del direttore, Gianni Alemanno. Se Gabriella Alemanno non avesse pagato con i soldi pubblici 42mila euro alla manifestazione di Enrico Cisnetto, sarebbe mai stata intervistata da Vittorio Feltri davanti alle signore ingioiellate? Se non avesse pagato di tasca sua la cena da 800 euro al fratello e agli imprenditori privati del settore, sarebbe stata trattata da tutti come una regina del mattone? Se non avesse speso altri 50mila euro per finanziare il meeting di Rimini le avrebbero dato tanto spazio? Se non pagasse 22mila e 800 euro alla Adn Kronos Comunicazione per “supporto informativo multimediale” l’agenzia di stampa di Pippo Marra la tratterebbe così bene? …
2012-02-04
ITALIA
2012-02-02
Il Berlusconi sobrio - di Giorgio Cremaschi sul sito della Rete 28 Aprile

Il miglior commento all'uscita di Monti sulla monotonia del posto fisso.

Se l’avesse detto Berlusconi! Se il vecchio Presidente del Consiglio o magari Brunetta avessero vantato la bellezza della precarietà, si sarebbe scatenato lo scandalo, giustamente.
Invece Monti ha parlato, non a caso in una rete berlusconiana, con la stessa arroganza, con la stessa ottusità sociale di un salotto di Cortina, e per questo viene considerato uno statista coraggioso.
Naturalmente una responsabilità non piccola di questo ce l’ha il sistema informativo, quel giornale e quel telegiornale unici che da quando è andato al governo il professore della Bocconi ci forniscono solo la versione ufficiale del palazzo.
Ma resta il fatto che le frasi di Monti sono comunque rivelatrici del degrado sociale e culturale del paese. Nessun capo di governo di paese occidentale potrebbe parlare così in un momento di crisi drammatica e di disoccupazione di massa come questo. Se lo fa quello italiano è perché pensa di poterselo permettere.

Certo queste frasi dimostrano che Monti e il suo governo sono in larga parte persone sopravvalutate, com’è sopravvalutata la Bocconi e com’è sopravvalutato un certo mondo culturale e intellettuale che non è mai stato in grado di spiegare davvero nulla del nostro paese e della sua crisi. Ma resta il fatto che frasi di questo genere sono un segno politico chiaro. Se dopo averle dette Monti è ancora lì al suo posto a salvare l’Italia, vuol dire che il degrado dell’epoca di Berlusconi sta ancora continuando.
Monti è un Berlusconi sobrio e casto, ma è anche il continuatore radicale ed estremo dell’ideologia e della cultura politica del padrone di Mediaset. La crisi vera dell’Italia sta tutta qui: nel fatto che il Presidente del Consiglio possa fare affermazioni di destra liberista estrema, a cui peraltro paiono corrispondere le reali intenzioni del governo, e che tutto questo sia presentato e gestito in un regime di unità nazionale.
Questo è l’aspetto devastante per la nostra democrazia, di cui ha gravissime responsabilità anche il Presidente della Repubblica. Che un capo di governo, espressione degli interessi delle banche e della grande finanza, parli con arroganza del lavoro, e che di fronte a tutto questo ci siano balbettii in quella che era una volta la sinistra e nel movimento sindacale, questo ci fa dire che il regime Monti è un regime più dannoso per la nostra democrazia di quello berlusconiano. Contro Berlusconi qualche difesa in questi vent’anni si era costruita. Contro Monti la democrazia, i diritti sociali, il pensiero critico, sembrano andare tranquillamente al macello. Per questo dobbiamo solo augurarci che Monti fallisca, e magari fare qualcosa perché ciò succeda. Solo la sconfitta politica e sociale di questo governo può davvero chiudere l’era berlusconiana.

2012-02-04
ITALIA
2012-02-03
Posto fisso monotono? Chiedetelo alla Fornero La figlia del ministro del Welfare ne ha due - su TGCOM24

Elsa Deaglio fa la ricercatrice ed è diventata professore associato alla facoltà di Medicina dell'Università di Torino: lo stesso ateneo dove insegnano mamma e papà

16:22 - “Il lavoro fisso? Che monotonia”. Infelice dichiarazione quella del premier Mario Monti che ritorna come un boomerang sul governo e i suoi membri. Insomma, facile dispensare buoni consigli, peccato però che a dare il cattivo esempio siano proprio loro, i super tecnici, anzi, i modelli d’integrità ai quali il popolo italiano dovrebbe ispirarsi. Da ultimo spiccano i due posti fissi della figlia di Elsa Fornero, il ministro del Welfare. Lei si chiama Silvia Deaglio è ricercatrice in genetica medica e già da qualche anno è diventata Professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino, lo stesso ateneo dove insegnano economia entrambi i genitori.

Però, bella coincidenza. A pensar male si fa peccato, ma se a questa informazione se ne aggiunge anche un'altra di pari livello, allora due conti bisognerà pur farli. Silvia, infatti, fa anche la ricercatrice presso la HuGeF, cioè fondazione che ha come mission la ricerca di eccellenza e la formazione avanzata nel campo della genetica. E anche in questo caso il ruolo della mammma, neo ministro, sembra essere determinante: la Fornero è stata vicepresidente dell’istituzione creata e finanziata dalla Compagnia di San Paolo dal 2008 al 2010. Insomma, due indizi una prova la fanno.

La notizia del doppio posto fisso è stata rilanciata sul web dal Popolo Viola e sulla rete è già un caso. Quando si tratta di pontificare, eccoli tutti in prima fila: dopo il 'genio' viceministro al Welfare, Michel Martone, e la scivolata del presidente del Consiglio, ci mancava pure la figlia del responsabile del Lavoro. Bisognerà chiederle se davvero si annoia così tanto. Potrebbe raccontarlo lei a Mario Monti.

Di Silvia Deaglio, figlia dell'economista Mario Deaglio e di Elsa Fornero (dal 16 novembre 2011 Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega anche alle Pari Opportunità) aveva parlato già il 7 dicembre il sito 'Lo Spiffero' in: “Sopra la banca la famiglia Deaglio campa”.
Prontamente ripreso il giorno dopo da Blitz quotidiano in: “Ateneo, Compagnia di San Paolo…i lavori della figlia della Fornero”.


Alcuni articoli seguiti al clamoroso boomerang mediatico di Mario Monti che, ospite due giorni fa della trasmissione Matrix, ha voluto strafare e se n'è uscito con la dichiarazione che il posto fisso è monotono – su YouTube (2'30"): Mario Monti ''Il posto fisso per tutta la vita che monotonia'' .

2012-02-04
ITALIA
2012-02-04
Satira su Twitter, Alemanno si arrabbia - di B.Arg. sul Corriere

Occhiello e sommario di un breve (quanto sconfortante) articolo che parla dell'ironico account di Twitter: «Aiemanno».

e la rete: «occupati dell'emergenza non del fake»

Finto account: «Abbandonate la città, io sono a Milano»
Il primo cittadino: «Segnalato e denunciato tale "abuso"»

2012-02-04
ITALIA
2012-02-03
Truffa al concorso per poliziotti Si fa sostituire dal suo prof - di Rinaldo Frignani sul Corriere

Al test di cultura generale nell'hangar dell'aeroporto di Guidonia intervengono i carabinieri. Prende il posto del candidato, lo scopre un altro ex allievo

ROMA - Si erano persi di vista dopo la fine del liceo, concluso l'esame di maturità non si erano più incontrati. Il primo professore, l'altro un suo alunno. Il destino ha però riservato loro una sorpresa: si sono ritrovati lunedì scorso all'aeroporto militare di Guidonia al concorso per diventare poliziotto. Ma quella che doveva essere davvero una rimpatriata inattesa è diventata una trappola per l'insegnante. L'ex alunno voleva andare a salutarlo, ma si è improvvisamente bloccato: all'appello dei candidati l'ha sentito rispondere ad un altro nome. Quello di un concorrente che in realtà nell'hangar affollato di aspiranti agenti non c'era proprio. …


Lascio a chi legge di valutare quale dei seguenti aspetti del caso sia il più folle e quale il più emblematico della situazione in Italia:

  1. La sostituzione di persona che viene attuata ad un concorso della Polizia.
  2. La sostituzione di persona che non viene rilevata dai controlli della Polizia.
  3. La disinvoltura (ma forse è solo temerarietà) di farlo ad un concorso in cui si è attorniati da 2.800 altri candidati.
  4. Quanti altri, prima del «vero concorrente C.A., anch'egli indagato dalla procura di Tivoli», ce l'hanno fatta ad entrare nella Polizia con trucchi del genere (e cos'altro si sarnno inventati nel frattempo) ?
2012-02-03
EUROPA
2012-02-01
Non si cura la crisi con l'austerità - di Paul Krugman su Repubblica

L'inizio e la conclusione.

La settimana scorsa un think tank britannico, il National Institute of Economic and Social Research, ha pubblicato un grafico sorprendente nel quale si mettono a confronto l'attuale recessione, quelle del passato e le avvenute riprese. Si è così scoperto che in base a un parametro importante - le variazioni del Pil reale da quando è iniziata la recessione - la situazione in Gran Bretagna è oggi decisamente peggiore rispetto alla Grande Depressione. Allora, solo quattro anni dopo l'inizio della Depressione, il Pil britannico era tornato ai suoi massimi livelli precedenti, mentre ora, a quattro anni dall'inizio della Grande Recessione, la Gran Bretagna è assai lontana dall'aver recuperato il terreno perduto.

La situazione inglese, del resto, non è l'unica. Anche l'Italia sta andando molto peggio rispetto agli anni Trenta e la Spagna è palesemente in linea di dirittura verso una recessione double dip: ben tre su cinque dei Paesi importanti dal punto di vista economico in Europa sono entrati a far parte del club "peggio oggi di allora". È vero, si deve tener conto di caveat e di complicazioni, naturalmente, e nondimeno ci troviamo davanti a uno sconcertante fallimento della politica. …

Mezzo secolo fa qualsiasi economista - o, per quel che conta, qualsiasi studente di economia non ancora laureato che si fosse letto il libro di testo Economics di Paul Samuelson - avrebbe potuto assicurarvi che l'austerità in piena depressioneè una pessima idea. Ma policy maker, grandi esperti e - mi duole dirlo - molti economisti hanno deciso, in buona parte per ragioni prettamente politiche, di dimenticare ciò che erano soliti sapere. E milioni di lavoratori adesso pagano il conto della loro premeditata amnesia.

Questi due recenti interventi di Krugman apparsi su Repubblica:

2012-02-03
ITALIA
2012-02-01
Rbs, Fred Goodwin degradato L'ex ad non sarà più baronetto - di Enrico Franceschini su Repubblica

LONDRA - E' entrato a far parte di un club esclusivo ma poco gratificante: ne sono stati membri Benito Mussolini, il dittatore rumeno Ceausescu e quello africano Mugabe. Anche loro hanno perso il titolo di baronetto, assegnato dalla casa reale britannica quando il giudizio della storia era positivo o perlomeno non ancora negativo nei confronti dei suddetti, ritirato quando le cose sono cambiate. E' la stessa sorte toccata ora a Fred Goodwin, ex-amministratore delegato della Royal Bank of Scotland, disonorato ieri dalla decisione di ritirargli la "knighthood", il titolo che aveva ricevuto nel 2004 dalla regina Elisabetta per "gli alti servigi resi al settore bancario".

Quei servigi sono diventati un clamoroso disservizio, quando nel 2008 ha guidato sventatamente la sua banca sull'orlo del fallimento, costringendo lo Stato a salvarla nazionalizzandola, a un costo di 45 miliardi di sterline sui contribuenti. Goodwin non è certo l'unico banchiere chiamato a rispondere della crisi finanziaria globale che ha colpito il mondo tre-quattro anni fa, ma il suo comportamento spesso arrogante, unito a bonus milionari e a una pensione a vita principesca hanno suscitato particolare sdegno nell'opinione pubblica. …

La Wikipedia in inglese su Fred Goodwin informa che l'11 ottobre 2008 si era dimesso dalla 'Royal Bank of Scotland' (RBS) con decorrenza dal 31 gennaio 2009 – un mese dopo la banca aveva comunicato che le perdite del 2008 ammontavano a 24,1 miliardi di sterlien, la più grande perdita annuale nella storia del Regno Unito.

Il Foglio ci ha fatto un titolo ad effetto: “Tagliare la testa al Cavaliere.
Su Lettera43 Lorenzo Berardi ne parla, con diversi riferimenti, in: “Londra, Goodwin non è più sir”.
Il Guardian del 31 gennaio aveva, di Patrick Wintour: “A reputation shredded: Sir Fred loses his knighthood”.

2012-02-03
ITALIA
2012-02-01
Governo battuto sulle toghe L'esultanza di Pdl e Carroccio - di D.Mart. sul Corriere

Sommario e inizio.

In un emendamento sì alla responsabilità civile. I giudici: ritorsione

ROMA - Il boato in aula dopo il voto, che si leva dai banchi della Lega e del Pdl, ha il sapore della rivalsa. E così contro il deputato dell`Idv Federico Palomba, l`ex magistrato che aveva chiesto invano a Fini di non concedere il voto segreto, l`ex maggioranza di centrodestra si leva in piedi e in coro canta un melodico «Volaaa, Colomba volaaa...».

Il colpaccio dunque è riuscito a Lega e Pdl che hanno mandato sotto il governo Monti sul terreno minato della giustizia: con un aiutino offerto da almeno 34 deputati del centro sinistra e del Terzo Polo, l`ex maggioranza ha così fatto approvare nella legge comunitaria 2010 l`emendamento del leghista Gianluca Pini finalizzato a introdurre la possibilità per il giudicato di citare direttamente il magistrato che lo giudica.
Per dolo, colpa grave e manifesta violazione della legge.

Una vera «bomba» per le toghe che ora rispondono in sede dì responsabilità civile solo in modo indiretto: perché oggi il cittadino cita lo Stato che poi si rivale sul giudice per un massimo di 3o mila euro. Per questo il governo, che pure aveva espresso parere contrario all`emendamento Pini con il ministro Enzo Moavero, ha fatto dire al sottosegretario Antonio Catricalà che la norma verrà modificata al Senato. Per il sindacato dei magistrati, l`Anm, la citazione diretta per responsabilità civile rappresenta una sorta di «Linea Maginot», la cui tenuta giustificherebbe anche un clamoroso sciopero delle toghe: «E una ritorsione contro di noi, martedì prenderemo una decisione sullo stato di agitazione contro questa norma», annuncia il presidente Luca Palamara. …

2012-02-03
ITALIA
2012-02-01
La Cancellieri proroga i braccialetti La collera della Severino: uno spreco - di Liana Milella su Repubblica

ROMA - L'hanno saputo «del tutto casualmente» al ministero della Giustizia. Da una "soffiata" del Dap. Così, a metà gennaio, il Guardasigilli Paola Severino ha appreso che la collega dell'Interno Annamaria Cancellieri aveva firmato sola soletta la convenzione con Telecom - ben cento milioni di euro - per confermare vari servizi di comunicazione elettronica, tra cui anche quello dei braccialetti da mettere alla caviglia di è agli arresti domiciliari. Sì, proprio loro. Quelli costati, dal 2001 al 2011, 110 milioni di euro per controllare otto detenuti.
Non è una barzelletta, sono i dati del Viminale.E che succede adesso? Che quella convenzione è stata rinnovata. Nel palazzo delle polizie lo staff del ministro minimizza, «il corrispettivo per i soli braccialetti pesa sull'intera economia del contratto per poco più di 9 milioni di euro». E poi, aggiungono, nessuna «proroga», ma «un nuovo accordo».

In via Arenula sono davvero basiti. La querelle Severino-Cancellieri sarebbe rimasta riservata se non fosse spuntato l'ex ministro Nitto Palma che al Senato, durante un'audizione dell'ex commissario di Bologna, le ha chiesto conto del contratto Telecom. Che ha messo in imbarazzo la Severino, impegnata pubblicamente a non confermare la convenzione senza verificare prima l'effettiva utilità dei braccialetti.
Con l'uscita di Palma, a quel punto, sono saltati fuori anche i retroscena di un irritato carteggio tra via Arenula e il Viminale che ha per oggetto l'opportunità di continuare a pagare Telecom per un servizio che non ha mai funzionato. Come ha detto il vice capo della polizia Francesco Cirillo il 4 gennaio al Senato, «se fossimo andati da Bulgari avremmo speso di meno». Visto che in media un anello alla caviglia - perché questo è il meccanismo antifuga da un arresto domiciliare - è costato migliaia e migliaia di euro. Per giunta senza funzionare. …

L'inizio dell'articolo di Donatella Stasio su il Sole 24 Ore dell'1 febbraio dà qualche altra cifra:

Erano 400 fino al 2011, saranno 2.000 fino al 2018. Ma costeranno meno: 11 milioni di euro il canone annuo pagato a Telecom dal 2003 al 2011; 9 milioni annui quello che verrà corrisposto da gennaio al 2018. Stiamo parlando dei braccialetti elettronici per il controllo a distanza dei detenuti, che hanno tenuto banco tra novembre e dicembre quando il ministro della Giustizia Paolo Severino fece sapere che potevano essere rilanciati come misura alternativa al carcere, ma solo «previa verifica dei costi e dei benefici», da fare congiuntamente con il ministero dell'Interno. …

2012-02-03
ITALIA
2012-02-01
Oscar Luigi Scalfaro: luci e ombre - di Giuseppe Casarrubea sul suo blog

Tra i diversi interventi che parlano di "luci e ombre" nell'opera di Oscar Luigi Scalfaro – provenienti principalmente dalla destra – questa dello storico Casarrubea è particolarmente misurata e interessante.
Uno sguardo complessivo, rivolto ai principali aspetti della sua carriera ed in particolare alla concomitanza del suo settennato nel periodo delle stragi di mafia.
In calce il rimando al video del famoso discorso “Io non ci sto” e ad una breve ma chiarissima videointervista del 2010 al magistrato Alfredo Sabella (Dina Lauricella intervista il magistrato Alfonso Sabella - Annozero 25-11-10.

Di seguito gli articoli e le interviste apparsi il 30 gennaio, all'indomani della notizia.

Poichè la suo scomparsa rende possibile la nomina di un senatore a vita molti degli interventi e delle polemiche risentono di questa circostanza (come è chiaramento detto nel primo articolo dell'elenco).

2012-02-03
ITALIA
2012-02-01
La strana resurrezione di un partito-fantasma - di Fabio Martini su La Stampa

La conclusione dell'articolo, in cui ipotizza che lo scandalo possa avere ripercussioni nella campagna presidenziale in Francia.

… In una delle assemblee chiamate ad approvare il bilancio, Luciano Neri propone che le ingenti somme incassate da un partito oramai defunto vengano devolute ad associazioni di volontariato ma nessuno dei leader della fu-Margherita prende in esame la proposta. In compenso un po’ di fondi sono stati investiti per convegni organizzati in collaborazione col Pde, il partito di cui sono co-presidenti Rutelli e François Bayrou, uno degli sfidanti di Nicolas Sarkozy per l’Eliseo. E poiché il tesoriere del Pde, è sempre lui, Luigi Lusi, chi può escludere che il caso-Margherita abbia qualche riflesso nella corsa per l’Eliseo?

Questi gli articoli sul caso di Luigi Lusi degli ultimi giorni.

2012-02-01
ITALIA
2012-02-01
Ustica, torna l'ipotesi del depistaggio che porta all'incidente di Ramstein - sul Corriere

MILANO - Nel giorno in cui si apre il processo d'appello continua a tenere banco l'ipotesi di un clamoroso depistaggio che legherebbe la strage di Ustica all'incidente aereo del 1988 a Ramstein, in Germania, durante l'esibizione delle Frecce Tricolori. La circostanza è emersa grazie alle indagini difensive condotte dall'avvocato Daniele Osnato che assiste i familiari di alcune vittime del disastro del Dc9 e secondo il quale una perizia disposta dall'Aeronautica militare tedesca dopo l'incidente nei cieli di Ramstein proverebbe che il velivolo solista, schiantatosi contro quelli dei due colleghi sarebbe stato sabotato. L'ipotesi del legale è che l'incidente di Ramstein, costato la vita ai militari Ivo Nutarelli, Mario Naldini e Giorgio Alessio, non fu determinato da un errore del pilota «solista» (Nutarelli) ma che il velivolo venne sabotato per impedire al tenente colonnello di testimoniare davanti al giudice istruttore Rosario Priore sulla strage di Ustica.

TESTIMONE SCOMODO - Il militare, alzatosi in volo con Naldini la notte dell'incidente del Dc9, per un'esercitazione, lanciò due volte l'allarme generale in prossimità della rotta del velivolo dell'Itavia, prima di atterrare a Grosseto. Su questo anomalo comportamento il giudice avrebbe dovuto interrogare il pilota due settimane dopo la tragedia di Raimstein. Nutarelli, dice il legale, durante l'esibizione nei cieli tedeschi accortosi che qualcosa non andava nella strumentazione di bordo, che avrebbe segnalato altimetrie errate, tentò di frenare tirando giù il carrello e il freno aerodinamico. Il tentativo di frenata emergerebbe dalla perizia tedesca, ma sarebbe stato scoperto dal legale. «Ho saputo da fonti di stampa - commenta Osnato - che l'Aeronautica militare avrebbe fatto una sua perizia su Ramstein. Noi non ne abbiamo mai avuto notizia. Se questo è vero la chiederemo e se non ce la daranno, chiederemo alla magistratura di fare un ordine di esibizione di atti all'Aeronautica». …

2012-02-01
AUSTRIA
2012-02-01
L'odioso valzer di Marine Le Pen fra i nostalgici del Terzo Reich - di Bernard Henry-Lévy sul Corriere

L'occhiello, il sommario e l'inizio.

L'intervento Il filosofo francese denuncia il «passo falso» della candidata dell'estrema destra alla presidenza francese

Ballo a Vienna con i giovani neonazi nel Giorno della memoria

  PARIGI - L'evento non ha suscitato lo scalpore che avrebbe dovuto. Eppure, è importante almeno quanto le recenti prestazioni televisive di François Hollande e Nicolas Sarkozy. In poche parole, Marine Le Pen - la terza nella corsa per le presidenziali, colei che tallonava gli altri e minacciava un nuovo 21 aprile 2002 (quando il candidato del Fronte nazionale riuscì a qualificarsi per il secondo turno, ndt) - ha forse demolito, in poche ore, la possibilità di arrivare al secondo turno delle elezioni.

Cosa è accaduto? Esiste, a Vienna, una festosa e bella tradizione, unica in Europa, che è quella dei grandi balli leggendari, del genere che si svolgeva ai tempi dell'Impero austroungarico degli Asburgo. Però, fra gli oltre 500 balli che scandiscono la stagione, inaugurata ogni anno il 31 dicembre con il raffinatissimo ballo dell'Imperatore, c'è un evento che stride con il resto e rappresenta anche una vergogna per la città. È un ballo che, ogni volta, deve svolgersi sotto la protezione della polizia, tanto è vilipeso dai democratici o conservatori autentici della società austriaca e che, fra parentesi, ha forse vissuto la sua ultima edizione, poiché sembra che le autorità si siano decise a vietarlo: è il ballo delle «Burschenschaften», corporazioni studentesche nate a metà del XIX secolo, cresciute nell'odio verso la Francia napoleonica e verso gli ebrei da essa emancipati, e che uniscono, ancora oggi, gli adepti nel Paese dell'antisemitismo e del nazismo. …


Del ballo – denominato in tedesco: Burschenschafterball o anche «Ball des Wiener Korporationsrings (WKR)» – e delle manifestazioni di protesta (2500 persone secondo la polizia) si trovano si possono trovare servizi e immagini su siti austriaci: qui, qui, qui e qui.

La Wikipedia in italiano ha una succinta voce sulle Burschenschaften (creata oggi intorno alle 23 da Alextrade2404 – sarà un caso?) che ricalca quella in inglese.  Molto più ampia, ovviamente, quella in tedesco con una ricca iconografia.
Altre voci della Wikipedia che citano le Burschenschaften sono quelle sulle Studentenverbindungen, sulla Confederazione germanica e sui Deliberati di Karlsbad.


Il (mio) contro-intervento Il filosofo francese di «passi falsi» ne fa più di uno…

Provo a spiegare perché qui di seguito.
Quello che invece non so spiegare è perché mai le geremiadi di un francese, a proposito di una fascista francese che va ad un ballo in Austria ce le dobbiamo sorbire noi in Italia (con i problemi che c'abbiamo).

  1. Che fascisti francesi e austriaci organizzino simili celebrazioni non sarà bello ma è, innegabilmente, logico e coerente.
    Meno logivo e coerente è il fatto che Henry-Lévy, che pure collega l'organizzazione attuale a quelle originarie di due secoli fa, dimentichi che delle Burschenschaften ha fatto parte anche (lo ricorda anche la Wikipedia italiana) il fondatore del sionismo Theodor Herzl.
  2. Ma, lasciando da parte i richiami storici e tornando ai giorni nostri, Henry-Lévy non può ignorare che la qui tanto deprecata Marine Le Pen il 2 novembre scorso si è intrattenuta per venti minuti a colloquio con l'ambasciatore israeliano all'Onu Ron Prosor ad un pranzo offerto dal Front National (vedere questa segnalazione dello scorso novembre).
    Al clamore e all'imbarazzo per l'episodio (definito dal Riformista una «Fiuggi in minore») sono seguite smentite, alquanto contrastanti, tendenti ad archiviare l'episodio come una sbadataggine dell'ambasciatore; ma hanno dato modo alla Le Pen di confermare pienamente l'episodio e soprattutto di dichiarare: «Ho già dichiarato 8.923 volte che non condivido la visione della storia di mio padre».
  3. Non c'è invece alcun equivoco nel fatto che poco più di un mese dopo Louis Aliot, vice-presidente del Front National, si sia recato in Israele «per cercare di persuadere coloro che hanno diritto di voto nelle elezioni presidenziali francesi a dare loro il voto nel ballottaggio di primavera e per promuovere la sua immagine nella corsa all'Eliseo» (vedere questa segnalazione dello scorso dicembre).

Forse, a mio modo di vedere e come ho già ipotizzato a dicembre, è in corso lo “sdoganamento” da parte di Israele anche della destra francese.

Forse Henry-Lévy non se n'è accorto o mostra di ignorarlo perché è contrario (ma sarebbe strano che si opponga a qualche iniziativa di Israele).

Forse… se Henry-Lévy non avesse premesso un cauto «forse» riguardo alle possibilità di Marine Le Pen di arrivare al secondo turno delle elezioni, io non resterei col dubbio che Henry-Lévi più che ai balli dei fascisti abbia interesse ai giochi in corso per le presidenziali in Francia.