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Segnalazioni
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contenuti

Questa pagina contiene riferimenti utili (nel bene o nel male) su temi che mi interessano.

L'ordine è per data di inserimento; a fianco è indicata (se disponibile) la data del riferimento.

Alla notizia principale, che può essere anche un video, un'immagine o una registrazione, si arriva cliccando sul titolo.

Oltre alla notizia principale nel testo della segnalazione ci possono essere altri riferimenti: lo scopo è quello di faciltare la comprensione della notizia e agevolarne l'approfondimento critico; la speranza è che rappresentino un valore aggiunto.

Dovendo fare - anche per motivi di tempo - una selezione, la priorità è innanzitutto alle notize importanti ma poco visibili (se non addirittura occultate), poi a quelle di autori qualificati o relative ad argomenti controversi o controcorrente.

Per quanto possibile cerco di dare le informazioni e astenermi da considerazioni personali (la mia valutazione è facilmente comprensibile).
Ma, per quelle notizie che gridano vendetta, ogni tanto faccio un'eccezione; peraltro chiaramente evidenziata tipograficamente.

note

La pagina con le segnalazioni del mese corrente ha il nome generico: segnalazioni.html e a fine mese viene copiata in una pagina con un nome del tipo: segnalazioniAAAA_MM.html.

E' possibile quindi che arrivando su questa pagina da un motore di ricera o da un link non si trovi quello che ci si aspetta, in quanto il link o il motore di ricerca non sono stati ancora aggiornati.

In questo caso cliccare il popdown “precedenti” qui a fianco e andare al mese che la contiene (se è noto) oppure cercarla nelle pagine che raccolgono i soli titoli di tutte le segnalazioni relative ad un determianto anno.

L'uso di diversi colori di sfondo delle segnalazioni si propone sia di "vivacizzare" e rendere più leggibile la pagina che di realizzare una "categorizzazione" delle segnalazioni.

Legenda dei colori:
ALLARMANTE
AUTOREVOLE
DEPRIMENTE
DRAMMATICO
INCREDIBILE
INFORMATIVO
IGNOBILE
PROBLEMATICO
SCHIZOFRENICO
COINVOLGENTE
HUMOUR
FASCISMO
ATTENZIONE
OCCULTATA
EVVIVA
COMUNICAZIONE
SCHEDA
IMPORTANTE
precedenti
Indice delle segnalazioni

  
inserita
dove
quando

segnalazione
maggio 2013
2013-05-16
ITALIA
2013-05-11
Se rinasce non potrà che essere Ross@ - di Checchino Antonini su Popoff

L'inizio dell'articolo che dice dell'assmblea tenutasi a Bologna l'11 maggio scorso.

Si chiamerà Ross@ - Resistenza, Organizzazione, Solidarietà, Socialismo, A come anticapitalismo, antipatriarcato, antirazzismo, antifascismo, ambientalismo - dove l'ultima a è la chiocciolina, simbolo di connessione. Connessione di soggetti smarriti. Soggetti che resistono ma che faticano a parlarsi. E' quello che Francesco Piccioni, giornalista del Manifesto, disegna con efficacia: «Siamo le cinquanta sfumature di rosso». Ma il punto di rottura con la "tradizione" sta nel fatto che questa affollata assemblea dentro un cinema della Bolognina non è la fusione a freddo di gruppi dirigenti. E' il primo incontro nazionale della "dichiarazione comune per un nuovo soggetto anticapitalista e libertario" che si tiene a pochi metri dal luogo dove il Pci scelse di sciogliersi più di vent'anni fa. «Il Pd è nato lì, speriamo di non fare lo stesso percorso», scherza Giorgio Cremaschi. «Non siamo all'anno zero ci sono storie, rancori, ragioni. Siamo in grado di metterle in discussione?», si chiede citando il motto di San Paolo: «Non voglio sapere da dove vieni ma che strada farai e come la faremo insieme».

«Ross@ come la bandiera della Comune di Parigi, primo esperimento di socialismo in Occidente». E' una proposta di lotta prima di essere un movimento e nasce dalla "dichiarazione comune per un soggetto anticapitalista e libertario" firmata da centinaia di attivisti sindacali e politici provenienti perlopiù dalla Rete 28 Aprile (la minoranza di sinistra della Cgil), dall'Usb, dal comitato No debito, da Sinistra critica, dalla Rete dei comunisti e da settori di Rifondazione comunista. La loro relazione non sarà pattizia ma si baserà su un principio elementare: una testa, un voto. …

Nel seguito si menzionano, oltre a quello di Cremaschi, gli interventi di: Sergio Cararo, Fabrizio Tomaselli, Nicoletta Dosio, Eleonora Forenza, Mauro Casadio, Franco Turigliatto, Sandro Medici – «Da Roma è arrivato Sandro Medici, candidato sindaco per una coalizione che comprende sia pezzi di Ross@, sia la Fds, sia Alba.» – Michele Franco, Sergio Bellavita, Eliana Como, Fabio Amato, Iacopo Venier, Franco Russo, Roberto Musacchio, Paolo Di Vetta, Imma Barbarossa, Nicola Comanzo, Francesco Piobbichi, Nando Simone.

Altri articoli, precedenti o successivi all'assemble, in ordine cronologico decrescente:

2013-05-16
ITALIA
2013-05-09
Il segreto di Andreotti è che non aveva segreti (a parte il gelato) - di Renato Farina su Tempi

Nella camera ardente il volto di Andreotti era roseo, riposato. Non è mai stato così bello. Il profilo è quello di un capo Sioux addormentato. Vi ho scorto l’impronta di una luce che gli è stato consentito di vedere gli ultimi istanti, per poter dire comunque grazie per quello che ha vissuto. Aveva parlato spesso di Paradiso negli ultimi anni, confidando che le prove cui era sottoposto purificassero le colpe e alleggerissero i ciondoli delle onorificenze terrene della gloria, che portano lontano dal vero bene. …

Ho notato che la famosa gobba non c’era più, o forse era nascosta nella seta. Non ridete, per favore, anche se Giulio riderebbe. In una lontana edizione del Meeting, Angelo Rinaldi (eravamo ancora al Sabato) dedicò una vignetta al Divo Giulio. Si vedeva la sua immensa gobba, quasi una rotonda collina del Ruanda. E vi scrisse accanto questa frase: «Sempre caro mi fu quest’ermo colle». L’Infinito di Leopardi. Il senso religioso incorporato in forma di gobba, una cosa sola con lui, i suoi misteri. La famosa scatola nera che tutti volevano smontare e che Giannelli sul Corriere ha immaginato che Andreotti consegnasse a san Pietro davanti a “quella” porta. …

La decisione su Moro, il no formale alle trattative e invece l’appoggio totale all’ultimo tentativo di Paolo VI. E anche lì una frase che lo rese ridicolo nella sua ingenuità. «Se si fosse salvato avevo fatto il fioretto di non mangiare più gelato». Fioretto-gelato! Abbastanza per meritarsi la tortura di una decina di stroncature delle anime belle e tragiche. Lo capii dopo. Il gelato era per lui il riposo del guerriero. Chiamare fioretto tutto questo dice la qualità della sua fede fanciulla. Non potendo dare la vita, offriva il gelato per sempre. …


La Wikipedi su Renato FarinaAlias agente Betulla (è anche il titolo di un suo libro sulla vicenda) – informa che:

Ex giornalista (si è dimesso dall'Albo dei giornalisti nel 2007), deputato (eletto alla Camera nel 2008 nelle liste del PDL) e scrittore, ha ammesso di aver collaborato, quando era vicedirettore di Libero, con i Servizi segreti italiani, fornendo informazioni e pubblicando notizie false in cambio di denaro.

Più che per qualificare Farina, l'illeggibile articolo si segnala per qualificare la testata, che lo pubblica introducendolo con questa nota:

In questa occasione, in nome del sentimento universale dell’amicizia e della pietà, ospitiamo, nonostante il procedimento in corso presso l’Ordine dei giornalisti, questo articolo di Renato Farina.
2013-05-16
ITALIA
2013-05-11
Per un comitato antifascista per il rilancio della Costituzione - di Salvatore D'Albergo

Contro le manovre in atto di stravolgimento della Costituzione (“Convenzione” et similia)


Nel suo discorso programmatico pronunciato lunedì 29 aprile a Montecitorio per chiedere la fiducia alle Camere, Enrico Letta afferma che “Al fine di sottrarre la discussione sulla riforma della Carta fondamentale alle fisiologiche contrapposizioni del dibattito contingente, sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue decisioni sulla base delle proposte formulate da una Convenzione, aperta alla partecipazione anche di autorevoli esperti non parlamentari e che parta dai risultati della attività parlamentare della scorsa legislatura e dalle conclusioni del Comitato di saggi istituito dal Presidente della Repubblica. La Convenzione deve poter avviare subito i propri lavori sulla base degli atti di indirizzo del Parlamento, in attesa che le procedure per un provvedimento Costituzionale possano compiersi. Dal momento che questa volta l’unico sbocco possibile per questo tema è il successo nell’approvazione delle riforme che il paese aspetta da troppo tempo, fra 18 mesi verificherò se il progetto sarà avviato verso un porto sicuro. Se avrò una ragionevole certezza che il processo di revisione della Costituzione potrà avere successo, allora il nostro lavoro potrà continuare. In caso contrario, se veti e incertezze dovessero minacciare di impantanare tutto per l’ennesima volta, non avrei esitazioni a trarne immediatamente le conseguenze” [corsivo mio].

Il governo delle "larghe intese" ha deciso così di farsi tutore di un disegno di stravolgimento della Costituzione, con una procedura che, già per il percorso che attiva, esce dai binari disegnati nel testo della Costituzione:

a) perché introduce la Convenzione come organo extraparlamentare di revisione della Costituzione (posto in continuità, tra l’altro, con l’illegittimo “Comitato dei saggi”, inventato da Napolitano per imporre la sua soluzione alla crisi);

b) perché a tale Convenzione è affidato il compito non di revisionare singoli articoli (ciò che negli Usa corrisponde in qualche modo agli emendamenti), ma di modificare l'intero impianto dell'organizzazione costituzionale; il che può essere di competenza solo di Assemblee costituenti come quella che nel 1946 ha istituzionalizzato la rivoluzione antifascista sotto l'egida dei Comitati di liberazione nazionale.

A tale decisione governativa occorre replicare d'urgenza riproponendo a livello di massa quei nodi teorico-politici che nella Costituzione del 1948 sono stati affrontati per dare legittimità ad un modello sia di "forma di stato", sia di "forma di governo", che si distinguesse da tutti quelli che con varia tipologia erano stati accolti negli altri sistemi europei, in base ad una tradizione di contestato riconoscimento del pluralismo sociale e di predominio del principio di "governabilità".

Benché già nel 2006 il popolo abbia percepito i pericoli della revisione costituzionale varata dal governo Berlusconi, dando esito negativo al referendum "confermativo", di fronte alla ostentata premeditazione dei partiti del governo Letta di pervenire alla nuova forma di governo "antiparlamentarista" con la maggioranza dei due terzi, allo scopo di eludere il ricorso al referendum previsto in casi di più esiguo accordo parlamentare, si rende necessaria una mobilitazione organizzata territorialmente per contrastare l'opera di quella "Commissione redigente" che si è deciso di adottare contro il metodo prescritto nell'art. 138 C. con lo scopo di imbrigliare le Commissioni Affari Costituzionali delle due Camere, come già nelle avvisaglie risalenti alla nomina da parte del Presiedente Giorgio Napolitano del "gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali", che ha prodotto un documento da consegnare ai partiti e al Parlamento, sotto il controllo di uno dei suoi membri appositamente nominato "Ministro per le riforme istituzionali".

Va colta quindi l'occasione per denunciare la classe dominante per quel vizio d'origine che, dall'epoca dell’"assolutismo" alla creazione dello "Stato di diritto", non rinuncia mai a fare della "questione dello Stato" l'emblema dell'antitesi alla "questione sociale", su cui i partiti antifascisti hanno imperniato la 1oro concezione dello stato "democratico" quale veicolo dei processi sospinti dalla dialettica tra le classi: come dimostra, nella complessità della storia italiana degli ultimi 90 anni, il fatto che, già prima di emanare nel 1925 la legge istitutiva del "Capo del governo, primo ministro, segretario di Stato" si era provveduto a istituire (4 settembre 1924) una "commissione dei quindici" composta di giuristi incaricati di escogitare il modello d sovraesposizione del potere esecutivo sul potere legislativo. Ottica esattamente coincidente con quella dominante nei tentativi avviati dal 1983 con 1'istituzione della Commissione Bozzi, seguita da tre "bicamerali", il cui lavoro ha suscitato apprezzamenti di vario tipo in seno alla cultura costituzionalistica italiana, senza peraltro quelle riserve "pregiudiziali" in carenza delle quali una trama, sia palese che occulta, esprime le pretese delle forze più reazionarie di bloccare e decostruire il modello di forma dì governo che, solo in Italia, ha potuto, specie negli anni 60-70, vedere affermarsi il nesso tra le lotte sociali, il ruolo delle assemblee locali e regionali e la centralità del Parlamento.

Centralità che ha potuto esprimere il meglio di sé proprio in virtù della natura "eguale" del bicameralismo che - unico al mondo, come oggi si depreca - è stato la forma idonea a garantire coerenza e continuità al ruolo del potere legislativo nell’aspra battaglia per la programmazione democratica dell’economia e per le riforme sociali, sino a quando il processo democratico istituito nel rapporto tra la società e lo stato non è stato interrotto ed ora addirittura bloccato, per un ritorno all'indietro che non è la c.d. "prima repubblica", ma la ricaduta nell'autoritarismo sociale e politico-istituzionale, abbattendo la Seconda Parte della Costituzione nei suoi principi organizzativi, per poi più agevolmente prendere di petto la Prima Parte e i Principi Fondamentali, per allineare mercato e stato secondo i dettami di un "europeismo" tecnocratico ed antipopolare.

Contro queste procedure di revisione costituzionale attraverso un organo extraistituzionale quale è la Convenzione, nonché contro alcuni contenuti di tale revisione, che punta a trasformare in senso anticostituzionale la forma di stato e la forma di governo si sono espressi i comitati Dossetti e diversi giuristi e personalità politiche.

In raccordo con queste giuste critiche e con tutti coloro che avvertono la drammaticità della situazione attuale con lo stravolgimento integrale della Costituzione, riteniamo possibile costituire un Comitato antifascista nazionale, collegato territorialmente con i luoghi ove le forze sociali vivono il dramma della recessione economica e della involuzione autoritaria della democrazia, per porre al centro quella memoria storica che agevoli la contestazione del ruolo della "Commissione redigente", sì da chiarire la stretta interdipendenza tra il rilancio della legge proporzionale "integrale" (o “pura”), dell’autonomia del Parlamento e del prevalere dell'indirizzo politico delle due Camere, se e perché dotate di eguale potere su quello del governo, luogo di una delle variabili iniziative legislative, ma non più "dominus" delle scelte che devono tenere conto delle esigenze di controllo sociale e politico dei rapporti sociali di produzione e dell'organizzazione dei servizi pubblici essenziali.

In tale contesto, la stessa idea di ridurre il numero dei parlamentari va demistificata, perché un parlamento che "lavori" in autonomia, come è avvenuto negli anni 1948-1978, ha bisogno di un numero elevato di membri, contro la tesi "antiparlamentaristica" che ricorre al numero tondo di 400 - come già sostenuto negli anni '20 da Benito Mussolini - in nome di una concezione dispotica che nega pluralismo sociale e autonomia politica dei partiti in Parlamento.

Alla luce di ciò apparirà più chiaro come la proposta di stabilizzare i governi - benché inefficaci ed inefficienti – introducendo un’astrusa idea come quella della "sfiducia costruttiva", per cui solo se si presenti già confezionata una nuova compagine governativa se ne potrebbe porre la candidatura al governo al posto di quello in carica - sia frutto di una concezione contraria al libero dispiegarsi della dialettica sociale e politica, consolidando un muro divisorio tra le forze sociali e l'azione e l'organizzazione della politica legislativa: in linea anche con il ripristino della revocabilità dei Ministri da parte dei vertici dello stato, in una prospettiva di ritorno ai metodi propri delle monarchie vecchie, e sopravissute anche negli ordinamenti repubblicani.

Tutto ciò poi risulta più evidente se si richiama il precedente "gollista" del c.d. "semipresidenzialismo”. Esso è in verità "bicefalismo" organico tra Capo dello stato e Presidente del Consiglio, oggi venuto in auge anche a causa dei profilarsi di una convergenza tra il tentativo di attaccare la forma di governo parlamentare italiano e i tentativi di abbozzare una forma di governo dei vagheggiati "Stati uniti d'Europa", subordinando definitivamente popolo europeo e parlamento europeo - già ridotto a mero organo consultivo - al primato di capi di stato, presidenti del consiglio e tecnocrazia della "Commissione europea", con le ricadute sul ruolo dei sistemi istituzionali dei vari stati/nazione cui stiamo assistendo al coperto della crisi finanziaria ed economico-sociale che li sta assillando.

2013-05-14
GLOBO
2013-05-11
My response to Salvador López Arnal and Santiago Alba Rico - di Gilad Atzmon sul suo sito
In questa segnalazione di una settimana fa sull'appello per la lotta per libertà in Siria, cui sorprendentemente avevano aderito anche Ilan Pappé e Norman Finkelstein, citavo un intervento di Gilad Atzmon che gli ha attirato delle critiche.

Traduco solo l'introduzione alla sua risposta e l'inizio del pezzo.

Il mio pezzo “In bed with Bibi” è stato pubblicato in inglese qualche giorno fa. È circolato ed è stato postato da una grande maggioranza di riviste del dissenso occidentale nella rete. È stato apprezzzato da molti e, per quanto sono a conoscenza, nessuno si è preso la briga di criticare o smantellare l'articolo.

Abbastanza interessante il fatto che, due giorni fa, la traduzione in spagnolo di "A letto con Bibi" sia stata pubblicata da Tlaxcala e riprodotta dal sito Rébelion. Nel giro di poche ore è scoppiato l'inferno: Salvador López Arnal e Santiago Alba Rico sono stati eccezionalmente rapidi nel criticare il pezzo. A prima vista, il significato di ciò a me appare semplice epositivo. La sinistra di lingua spagnola è ancora impegnata in un dibattito intellettuale e ideoligico.

Dopo aver letto gli articoli di López Arnal e di Alba Rico l mia risposta sarà breve e puntuale. temo che sia Salvador che Santiago abbiano fallito totalmente nel comprendere il mio articolo. …

L'intervento originale di Atzmon, le critiche e la risposta si possono leggere sul sito TLAXCAL:

2013-05-14
ITALIA
2013-05-14
Mafia e politica, Oliviero Toscani svela il “patto del tovagliolo” con Sgarbi - di Rino Giacalone su il Fatto Quotidiano

Il fotografo depone in aula sull'ex Dc Gianmarinaro, sorvegliato speciale e destinatario di un'ordinanza di sequestro per 30 milioni di euro. Quando era sindaco di Salemi, il critico "firmò in un ristorante l'impegno a sbarazzarsene", ma non lo rispettò. Poi lo sfogo: "La mafia è anche colpa dei siciliani"

La sua denuncia fece scoppiare il “caso Salemi”. Oliviero Toscani il fotografo famoso nel mondo per i suoi scatti aveva seguito nel 2008 Vittorio Sgarbi nell’avventura politica in Sicilia dove il critico d’arte era stato eletto senza fatica sindaco della città trapanese. Dietro Sgarbi (che proprio oggi ha accettato l’incarico di assessore alla Cultura a Ragusa) grande promoter un ex deputato della Dc, Pino Giammarinaro, uno degli andreottiani di Sicilia, che volle Sgarbi candidato. Lo fece eleggere sindaco a furor di popolo. Ma contro Giammarinaro puntò il dito Oliviero Toscani, indicandolo come uomo della mafia. L’esperienza amministrativa si concluse con lo scioglimento per inquinamento mafioso dell’amministrazione Sgarbi. Giammarinaro uscito assolto da un processo per mafia si è ritrovato sorvegliato speciale e adesso destinatario di un provvedimento di sequestro di beni per 30 milioni di euro.

Oggi Toscani è stato sentito dai giudici del Tribunale delle misure di prevenzione di Trapani che stanno decidendo le sorti di Giammarinaro e del suo patrimonio. Citato dalla difesa, la sua deposizione è stata una spina al fianco dell’imputato Giammarinaro. Nessun passo indietro. Tutt’altro. “Qui a Salemi la mafia c’è come in qualsiasi parte d’Italia – ha detto Toscani – solo che qui più di altrove è come la colla che tutto cattura, c’è un sistema impregnato di questa colla”. Tra tanti “patti” che nel tempo hanno segnato la storia d’Italia e della Sicilia, a Salemi ci fu il “patto del tovagliolo”, proprio così, un “contratto” che Toscani ha ricordato fu scritto al tavolo di un ristorante su un tovagliolo di carta, firmato da lui e da Sgarbi. “Gli avevo chiesto di staccarsi da Giammarinaro e lui aveva promesso di farlo, firmando quell’accordo che io volli scrivere subito, salvo poi te giorni dopo scordarsene”.

2013-05-14
ITALIA
2013-05-13
Il testamento di Agnese Borsellino - di Giorgio Bongiovanni su 19luglio1992

Agnese Piraino Leto in Borsellino non ha mai smesso di parlare e chiedere verità. Da quando quella bomba, vent'anni prima, le aveva portato via il marito con il quale aveva condiviso una vita blindata e perennemente sotto scorta, non si è mai tirata indietro quando c'era da puntare il dito contro chi aveva voltato le spalle allo Stato e a Paolo Borsellino. Uno Stato defraudato della sua accezione più profonda proprio dai suoi rappresentanti, che non hanno disdegnato di sedersi al tavolo della trattativa insieme ai vertici di Cosa nostra. …

“Posso solo dire, per esserne stata testimone oculare, che mio marito si adirò molto quando apprese per caso dall'allora ministro Salvo Andò, incontrato all'aeroporto, che un pentito aveva rivelato: è arrivato il tritolo per Borsellino. Il procuratore Pietro Giammanco, acquisita la notizia, non lo aveva informato sostenendo che il suo dovere era solo quello di trasmettere per competenza gli atti a Caltanissetta”. “Quella volta – ricordava in una nota dell'Ansa la signora Agnese - ebbe la percezione di un isolamento pesante e pericoloso. Non escludo che proprio da quel momento si sia convinto che Cosa nostra l'avrebbe ucciso solo dopo che altri glielo avessero consentito”.
Parole difficili da dimenticare: “Mio marito non era amato assolutamente in Procura. Paolo mi disse 'la mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno', queste sono parole che sono scolpite nella mia testa, e sino a quando sono in vita non potrò dimenticare”. …

2013-05-14
ITALIA
2013-05-14
Pd più elle: la foto profetica fa impazzire il web - su Repubblica

La foto risale al giugno del 2011, così come il logo dell'evento Pd dedicato al lavoro. Con una grande "L" multicolore utilizzata come segno grafico per l'iniziativa. Solo che messo insieme al simbolo del partito, ciò che ne risulta è inevitabilmente la scritta "PDL". Che a due anni di distanza fa impazzire il web, con migliaia di condivisioni sui social network. "Una profezia", si legge su Facebook, o ancora "Il grafico è un genio", probabilmente in maniera inconsapevole.

2013-05-14
RUSSIA
2013-05-14
Arrestato a Mosca un agente Cia: voleva reclutare spie - di Guido Olimpio sul Corriere

WASHINGTON - Ryan Fogle, terzo segretario all’ambasciata Usa, è stato arrestato a Mosca mentre stava cercando di reclutare un agente russo. Per le autorità locali il diplomatico è in realtà un agente Cia e a sostegno delle loro accuse hanno mostrato il materiale che gli è stato sequestrato.

L'ARRESTO - Fogle è stato bloccato nella serata di lunedì in una via della capitale. In una foto lo si vede steso per terra mentre un uomo gli tiene le braccia dietro la schiena. Il diplomatico è in camicia, ha un cappellino da baseball con la visiera all’indietro e uno zaino. Nelle immagini successive diffuse dall’FSB - il servizio russo - e rilanciate da Russia Today si vedono le parrucche (una forse la indossava al momento della cattura), denaro e altri oggetti. Per il controspionaggio lo 007 avrebbe offerto un milione di dollari ad un agente russo in cambio della collaborazione. Fogle, inoltre, avevo un foglio con le istruzioni per la recluta: evitare di usare propri apparati e comprarne uno solo per i contatti, ricorrere ad un Internet caffè, creare un account gmail, scrivere un messaggio a unbacggdA@gmail.com e attendere una settimana per la risposta.

DUBBI - Questi ultimi dettagli lasciano però perplessi. Possibile che l’uomo della Cia se ne andasse in giro con le istruzioni in tasca? Sono stati i russi ad «aggiungere» il materiale per metterlo alla berlina? Hanno voluto imitare l'Fbi quando fece circolare i video delle spie dell'FSB scovate negli Stati Uniti? Dopo il fermo Fogle è stato condotto in ufficio del servizio segreto, è stato interrogato e quindi consegnato alla sede diplomatica Usa. Qualche ora dopo lo hanno dichiarato «persona non grata» e sarà espulso. Il Ministero degli Esteri, a sua volta, ha convocato per mercoledì l’ambasciatore per le proteste di rito. Il duello di intelligence tra russi e americani è sempre forte anche se in chiave anti-terrorismo ci sono tentativi di collaborare.

POLEMICHE DOPO BOSTON - Dopo le bombe di Boston è nata una polemica perché i servizi russi non hanno fornito agli americani tutte le informazioni che avevano sull’attentatore di origine cecena Tamerlan Tsarnaev. E per ben tre volte non hanno replicato alle richieste di chiarimenti da parte dell’Fbi. Una mancata cooperazione dovuta forse ai «vecchi» rancori e alla necessità di coprire proprie fonti negli Stati Uniti.

Su Repubblica: Russia, scoperto diplomatico-spia della Cia. "Dagli Usa mossa da guerra fredda" e la galleria di 6 foto: Russia, l'agente della Cia che voleva reclutare spie.

Nel pomeriggio si è saputo che il diplomatico è stato espulso (Russia: Mosca espelle diplomatico Usa).

In inglese:


Commovente la prudenza sfoderata da Olimpio nel valutare le prove esibite dal FSB (ex-KGB), che solitamente gli fa difetto nei riguardi di terroristi islamici e simili.
Come pure il tentativo finale di tirare in ballo l'attentato di Boston (più che un “rivoltare la frittata” sembra addirittura un voler “prendere due piccioni con una fava”).

2013-05-10
ISRAELE
2013-05-10
La coppa UEFA Under 21 si giocherà in città sorte in gran parte su villaggi palestinesi distrutti nella Nakba del 1948 - su BDS Italia

I villaggi palestinesi distrutti tra il ’47 e il ’48, e cancellati dalla faccia della terra, in quella che è chiamata la Nakba (catastrofe), furono 532: gli abitanti, 750.000 ma secondo alcune fonti 900.000 furono cacciati con la forza o uccisi.[1]

I prossimi campionati EUFA Under 21 si svolgeranno in quattro città, Gerusalemme, Tel Aviv, Nethania e Petah Tikva, che in parte sono state costruite  o si sono estese al di sopra dei villaggi distrutti.

Prima di presentare la ricognizione dei villaggi distrutti sulle cui fondamenta oggi sorgono le quattro città, o loro parti, che ospiteranno i giuochi, presentiamo una sintesi di uno scritto di Gideon Levy, che così titola il suo racconto sui villaggi palestinesi distrutti e nascosti sotto Tel Aviv.[2]

“La nostra amata Tel Aviv, la cui reputazione di città illuminata ed aperta è famosa nel mondo
è costruita in parte sulle rovine dei villaggi palestinesi – e rifiuta di riconoscerlo”.
 …

Il citato articolo di Gideon Levy su Haaretz, dello scorso 31 agosto, è: Arab villages, bulldozed from our memory.

Altre notizie sulla campagna Cartellino Rosso all’Apartheid israeliana in questa pagina del sito.

2013-05-10
ISRAELE
2013-05-10
Muro del Pianto, ultraortodossi contro le donne - di Emma Mancini su NENA-News

Mille giovani aggrediscono le donne in preghiera che rivendicavano l'uguaglianza religiosa. La società israeliana fondata su discriminazioni di genere e etnia.

Gerusalemme, 10 maggio 2013, Nena News - Questa mattina sono scoppiati scontri al Muro del Pianto a Gerusalemme: un migliaio di giovani ebrei ultraortodossi hanno cercato di impedire alle donne dell'associazione israeliana "Women of the Wall" di pregare nel sito religioso, lanciando loro pietre e bottiglie d'acqua. Cinque di loro sono stati arrestati dalla polizia, riporta Mickey Rosenfeld, portavoce della polizia.

Hanno partecipato alla protesta decine di centinaia di ragazzi e ragazze provenienti da tutto il Paese, dopo la decisione del tribunale di Gerusalemme di permettere alle donne dell'associazione di pregare al Muro del Pianto vestendo il tallit (lo scialle della preghiera), generalmente riservato agli uomini.

Tutto era cominciato circa un mese fa quando "Women of the Wall" aveva lanciato un'azione per garantire il diritto delle donne ebraiche di pregare liberamente e leggere collettivamente la Torah. Lo scorso 11 aprile, le donne dell'associazione erano entrate nella sezione del Muro del Pianto destinata agli uomini e avevano pregato a voce alta. Un modo per rivendicare l'uguaglianza in campo religioso, spesso chimera tra gli ebrei ultraortodossi. …

2013-05-09
ITALIA
2013-05-06
DILIBERTO Andreotti era avversario di livello. Ora solo omuncoli - sul sito del Partito dei Comunisti italiani

''E' scomparso un personaggio tra i principali della prima Repubblica, figura controversa. I contemporanei hanno difficoltà a giudicarla. Ai posteri l'ardua sentenza''. Cosi' Oliviero Diliberto commenta a Radio 24 la scomparsa di Giulio Andreotti. ''Rimpiango quel mondo in cui vi erano contrapposizioni forti di pensieri forti e strutturati, oggi del tutto scomparso. Le ombre sul passato di Andreotti sono molto serie e attengono alla sentenza che l'ha assolto per il periodo precedente a quello della prescrizione, appunto solo per la prescrizione. Era un avversario di livello, oggi i nostri avversari sono degli omuncoli, come d'altro canto anche noi''.

 

“Ai posteri l'ardua sentenza” – la citazione dall'ode manzoniana Il cinque maggio per accostare Andreotti a Napoleone? O casomai per suggerire che pure lui era massone, come Napoleone?

Può apparire inspiegabile che Diliberto, che pure afferma di ricordare un mondo lontano nel tempo, si ricordi solo della sentenza nel processo per mafia e non tutto il resto, di cui pure si sa abbastanza: i rapporti con i servizi degli USA (Felix Morlion e la sua Pro Deo, ecc.), Gladio e l'altra struttura segreta (l'Anello), Sindona, Pecorelli, la P2 (Belzebù)…

Ma una spiegazione a tanto fair play da parte di Diliberto c'è e la si comprende facilmente leggendo l'intervista a Marcello Dell'Utri apparsa il 23 ottobre 1998 sul Corriere a firma di Venanzio Postiglione col titolo: Dell'Utri: meglio Diliberto di Flick.

Nell'intervista, all'indomani della nomina di Diliberto a ministro di Grazia e Giustizia, si apprende dell'associazione di Diliberto al club di “bibliofili”.

A sorpresa Marcello Dell'Utri fa l'elogio di Diliberto e dice che, adesso «può partire la riforma della giustizia». Me è anche un «fatto personale». Perché sono iscritti tutti e due, il berlusconiano e il comunista, all'Aldus club, l'associazione dei bibliofili: il presidente è Umberto Eco, i «vice» sono Gianni Cervetti (ex Pci, ora Ds) e lo stesso Dell'Utri, mentre Oliviero Diliberto è &lauo;tra i più appassionati». Di libri pregiati e introvabili.

Ma è notorio che anche Andreotti era dell'Aldus e club, e quindi… – vedere Il Piccolo del gennaio 2008: Biblionostalgie di Eco e Diliberto:

… Sono solo alcuni esempi di «Biblionostalgia - Divagazioni sentimentali sulle letture degli anni più verdi», titolo e argomento dell’edizione 2008 dell’Almanacco del Bibliofilo (Edizioni Rovello, pagg. 227, si.p., informazioni al numero 02866532), a cura di Mario Scognamiglio, libraio antiquario tra i maggiori in Italia e segretario dell’Aldus Club, il soldalizio che riunisce in modo trasversale gli amanti del libro antico. Oltre a Umberto Eco (presidente dell’Aldus Club), Andreotti, Diliberto e Dioguardi firmano i loro racconti dedicati ai libri dell’infanzia anche altri intellettuali, professionisti, scrittori e giornalisti, tutti soci e simpatizzanti del club di bibliofili: Paolo Albani, Annalisa Bruni, Arturo Capasso, Salvatore Carrubba, Gianni Cervetti, Matteo Collura, Gianandrea de Antonellis, Curzia Ferrari, Giuseppe Mercenaro, Elio Palombi, lo stesso Scognamglio, Pietro Spirito e Armando Torno.

2013-05-09
ITALIA
2013-05-08
Le mani invisibili del potere - di Manlio Dinucci su il Manifesto

I «misteri della Repubblica» che Andreotti si è portato nella tomba non sono così misteriosi. Basta leggere il libro «La repubblica delle stragi impunite» del magistrato Ferdinando Imposimato, oggi presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione. Resta da vedere se quella dei «misteri» sia una pagina ormai chiusa della storia italiana. Imposimato, in base a documenti, mette sul banco degli imputati il gruppo Bilderberg. Nato nel 1954 per iniziativa di «eminenti cittadini» statunitensi ed europei, esso ha svolto un ruolo fondamentale nelle operazioni segrete in Europa durante e dopo la guerra fredda. «Il gruppo Bilderberg - conclude il magistrato - è uno dei responsabili della strategia della tensione e quindi anche delle stragi» a partire da quella di Piazza Fontana nel 1969. Di concerto con la Cia e i servizi segreti italiani, con Gladio e Stay Behind, con la P2 e le logge massoniche Usa nelle basi Nato, con i gruppi neofascisti e le gerarchie vaticane. In questo prestigioso club è stato ammesso Mario Monti che, cinque mesi dopo aver partecipato al meeting Bilderberg del giugno 2011, è stato nominato senatore a vita dal presidente della repubblica e incaricato di formare il governo. Nello stesso club esclusivo, che ha la regola del silenzio (gli atti degli incontri sono segreti), è stato ammesso Enrico Letta. Nel giugno 2012, dopo aver partecipato al meeting Bilderberg, ha confermato che «la discussione era a porte chiuse» (alla faccia della declamata «trasparenza») e che all'incontro c'erano «rappresentanti dell'opposizione siriana e russa». Per concordare che cosa è facilmente immaginabile. Monti e Letta sono stati chiamati anche nella Trilaterale, la commissione creata nel 1973 da Rockfeller e Brzezinski, che riunisce «esperti leader del settore privato» di Nordamerica, Europa e Asia su «questioni di interesse globale». Riunisce cioè le più potenti oligarchie economiche e finanziarie che, assieme a servizi segreti e capi militari, concordano le strategie su scala globale: le grandi operazioni speculative per attaccare monete ed economie nazionali, le campagne mediatiche per demonizzare i nemici, le guerre aperte e segrete per disgregare interi paesi e impadronirsi delle loro risorse. Non a caso Mario Monti - consulente del gruppo bancario Goldman Sachs, uno dei maggiori artefici della crisi finanziaria che dagli Usa ha investito l'Europa - è stato presidente europeo della Trilaterale. Ne fa parte anche Marta Dassù, prima consigliere del premier D'Alema durante la guerra alla Jugoslavia, poi viceministro degli esteri nei governi Monti e Letta, attiva nel gruppo intergovernativo «Amici della Siria» che arma i «ribelli». Quelli che - ha appurato la commissione Onu di Carla Del Ponte - hanno usato anche armi chimiche. Enrico Letta ha detto alla Camera che il suo è «il linguaggio "sovversivo" della verità». Il termine «sovversivo», in realtà, è più appropriato (senza virgolette) per definire quanto sta accadendo alla democrazia italiana.

2013-05-09
ITALIA
2013-05-07
I "faldoni" di Andreotti - di Sergio Cararo su Contropiano

Tra realtà e leggenda, i dossier di un uomo politico che porta nella tomba grandi responsabilità e moltissime informazioni sulla storia recente del nostro paese, soprattutto sulle zone d’ombra.

Secondo alcune fonti l’archivio accumulato da Giulio Andreotti nei suoi sessanta anni di frequentazione del potere è depositato in un appartamento discreto in via delle Coppelle, secondo altre in un caveau blindato dell'Istituto Don Sturzo a Roma. In questa sede i principali esponenti della Dc hanno lasciato molte delle loro carte. Si tratterebbe di quasi 3.500 grandi faldoni conservati in due stanze dei sotterranei dell'Istituto che già accoglie le 1.400 faldoni di Luigi Sturzo, l'intero archivio della Dc, quello di Flaminio Piccoli, i trecento di Giovanni Gronchi e i 350 di Mario Scelba. Ma i faldoni più delicati, quelli per i palati più difficili, starebbero altrove.

L'Archivio Andreotti nel 2007 era stato definito di "interesse storico particolarmente importante". Chi lo ha visto quello all'Istituto Don Sturzo, descrive che sulle singole scaffalature di due grandi armadi scorrevoli compaia una semplice sigla "G.A." e alcune sezioni recano la scritta "riservato" per le carte di natura personale. …

2013-05-09
ITALIA
2013-05-06
Solidarietà alla Siria, con i popoli e gli Stati che Resistono all’Imperialismo. - su Comunisti Sinistra Popolare

La crisi economica dell’intero capitalismo mondiale spinge gli imperialismi alla guerra, quale strumento per perpetuare il loro dominio economico sull’intero pianeta.

Il recente attacco militare di Israele alla Siria si inserisce in questo contesto, rappresenta un escalation militare gravida di grandi pericoli per la pace nel mondo.

Dopo l’aggressione militare alla Libia, gli imperialismi si apprestano a fare lo stesso con la Siria, per evitare di perdere equilibri di potere a loro vantaggiosi. Vi sono interi popoli e Stati che hanno sfidato il dominio economico e militare dell’Imperialismo, dall’America Latina all’Africa, dall’Asia al Medio Oriente.

Stanno cambiando gli equilibri di potere nel mondo, interi continenti si stanno emancipando economicamente e militarmente dall’Imperialismo, sta qui la ragione di fondo della militarizzazione delle relazioni internazionali a cui abbiamo assistito, e assisteremo, nella nostra epoca.

La guerra è la risposta dell’Imperialismo al proprio declino economico, la Resistenza è la risposta di interi popoli alla dittatura planetaria dell’Imperialismo.

I comunisti si collocano, senza dubbio alcuno, dalla parte dei popoli e degli Stati aggrediti dalla barbarie imperialista, ci collochiamo nel campo mondiale che sta organizzando un’alternativa economica e sociale.

La guerra porta lutti ai popoli aggrediti, il suo costo economico lo pagano i lavoratori dei paesi aggressori.

Sosteniamo e solidarizziamo con il legittimo governo e col Presidente della Siria, sosterremo tutte le iniziative di denuncia e mobilitazione contro la guerra alla Siria, al suo popolo, alla sua sovranità.

Invitiamo tutte le organizzazioni comuniste italiane a promuovere iniziative unitarie contro l’ennesima escalation militare in Medio Oriente, la solidarietà attiva ai popoli aggrediti dall’Imperialismo è la base di qualsiasi ricomposizione politica dei comunisti e di un fronte sociale anticapitalista, per impedire la partecipazione dell’Italia a questa nuova avventura militare.

Direzione Nazionale di Csp-PARTITO COMUNISTA

2013-05-08
GLOBO
2013
Solidarity With the Syrian Struggle for Dignity and Freedom
[ Solidarietà con la lotta siriana per la dignità e la libertà ]
- appello su change.org

Traduco l'inizio del'appello indetto da Campaign of Global Solidarity with the Syrian Revolution.

Noi, sottoscritti, siamo solidali con i milioni di siriani che stanno lottando per la dignità e la libertà dal marzo 2011. Noi ci appelliamo a tutto il mondo affinché faccia pressione sul regime siriano affinché cessi l'oppressione e la guerra al popolo siriano. Chiediamo che Bashar al-Asad lasci immediatamente con scuse così che la Siria possa iniziare una rapida ripresa verso un futuro democratico.

Fin dal marzo 2011, il regime di Asad ha continuamente innalzato la sua violenza contro il popolo siriano, lanciando missili Scud, usando armi bandite dalla convenzione di Ginevra come bombe a frammentazione e munizioni incendiarie, e usando bombardamenti aerei. …

L'appello non reca la data (una casa davvero singolare in un sito dedicato a pubblicare appelli) ma e databile ai primi di aprile; è ripreso infatti in questi due siti:


Segnalo questo appello, che a me sembra possa benissimo essere stato stilato dalla CIA, perché – incredibilmente – vi si trovano, tra le quarante firme di intellettuali, artisti e attivisti di 30 paesi, anche alcune di personalità quali:

  • Etienne Balibar (Columbia University, United States/ France)
  • Norman Finkelstein (American researcher and writer, United Sates)
  • Ilan Pappe (University of Exeter, United Kingdom)
  • Tariq Ali (Writer, journalist, and filmmaker, United Kingdom/ Pakistan)
  • Frederic Jameson (Duke University, United States)

Verrebbe da chiedersi se possa trattarsi di un falso; ma noto che ieri questo appello è stato commentato (intermini giustamente scandalizzati) da Gilad Atzmon sul suo sito sotto l'icastico titolo: IN BED WITH BIBI [ A LETTO CON BIBI ].


 
2013-05-08
SIRIA
2013-05-08
Kerry e Lavrov: presto conferenza internazionale su Siria - su TMNews

Mosca, 8 mag. (TMNews) - Mosca e Washington sono pronte a tenere al più presto una conferenza internazionale per la risoluzione del conflitto siriano, dove saranno invitati sia i rappresentanti del presidente Bashar al-Assad, sia una delegazione dell'opposizione siriana. Questi piani sono stati annunciati questa notte, dopo una lunga riunione tenutasi a Mosca, tra il Segretario di Stato Usa John Kerry, il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. "Il ministro Lavrov e io siamo d'accordo, il prima possibile, forse anche alla fine di questo mese, di provare a organizzare una conferenza internazionale che si terrà come sviluppo della precedente conferenza di Ginevra, e il nostro obiettivo sarà quello di invitare i rappresentanti del governo e l'opposizione in Siria" ha detto Kerry.

Sergey Lavrov, commentando il risultato dei negoziati, ha detto che l'opposizione siriana non ha ancora espresso la propria disponibilità ad avviare negoziati con il regime di Bashar al-Assad. "L'opposizione non ha pronunciato le parole che significano il suo impegno per una regolazione della situazione sulla base del comunicato di Ginevra, l'opposizione non ha ancora annunciato chi saranno i suoi rappresentanti ai negoziati", ha detto il capo del ministro degli Esteri russo.

La guerra civile continua in Siria dalla primavera del 2011. Le vittime del conflitto sono già circa 70 mila.

Altri articoli su questa importante notizia ed altre connesse che segna una svolta, peraltro non del tutto inattesa poiché si diceva di trattative con Russia e Cina.

2013-05-08
SIRIA
2013-05-08
Colpita Damasco, ancora un raid aereo di Israele - su NENA-News

Nuovo attacco alle 2 di notte. Preso di mira, pare, il centro di Jamraya gia' bersaglio di un raid a gennaio. La tv di Hezbollah dice che un jet israeliano e' stato abbattuto

Roma, 5 maggio 2012, Nena News - E' un'ondata di attacchi aerei quella che Israele sembra avere pianificato contro la Siria. La scorsa notte è stata presa di mira la periferia della stessa capitale Damasco. Sarebbe stato colpito il centro di ricerca a Jamraya già bersaglio di un raid israeliano a gennaio. Secondo altre fonti il bersaglio invece è stato un deposito di munizioni sulle montagne di Qassiyoun da dove l'artiglieria dell'Esercito governativo spesso prende di mira le postazioni dei ribelli.

Secondo la tv del movimento sciita libanese, al Manar, la scorsa notte la contraerea siriana sarebbe riuscita ad abbattere un cacciabombardiere israeliano. La notizia non ha avuto conferme da altre fonti.

L'attacco della scorsa notte segue quello avvenuto tra giovedi' e venerdi' contro un presunto carico di missili Fateh iraniani che dalla Siria, secondo i media americani, doveva raggiungere il movimento sciita libanese Hezbollah. Israele non ha ufficilmente commentato il raid di due giorni fa limitandosi a far sapere attraverso un funzionario del ministero della difesa «di seguire la situazione in Siria e Libano, in particolare il trasferimento di armi chimiche e armi speciali». …

2013-05-08
PALESTINA
2013-05-03
VIDEO: Hebron, raid dell'esercito israeliano in una scuola - su NENA-News

In un video girato da Youth Against Settlements, si vede un gruppo di soldati israeliani arrestare due bambini palestinesi fuori dalla loro scuola in Shuhada Street.

Uno dei bambini aggrediti dai coloni in Shuhada Street (Foto: ISM)

Betlemme, 3 maggio 2013, Nena News - Hebron resta teatro delle violenze dei coloni israeliani e delle vessazioni dell'esercito di Tel Aviv. In un video girato il 28 aprile scorso dall'associazione locale Youth Against Settlements, un gruppo di soldati incitati da alcuni coloni arrestano due bambini palestinesi. Le insegnanti cercano di salvare i bambini, spaventati e in lacrime, dall'arresto. Bilal, uno dei bambini aggrediti, riesce a scappare. Invece Ahmed Abu Heikel, 12 anni, e suo fratello Mouaswieh, 11, sono stati arrestati dall'esercito e rilasciati la sera stessa.

Le detenzioni sono seguite ad un attacco dei coloni dell'insediamento di Beit Hadassah contro i bambini che stavano uscendo da scuola alla fine delle lezioni. I coloni hanno lanciato pietre e li hanno picchiati con dei bastoni. Quando Ahmed ha tentato di difendersi, l'esercito è giunto sul posto. Ahmed è stato accusato di aver aggredito un soldato.

Anche un attivista svedese dell'International Solidarity Movement è stato arrestato per aver tentato di difendere i bambini. Condotto nella prigione di Givon, è stato picchiato dai soldati e si è visto ritirare il visto dalle autorità israeliane, ha riportato l'ISM. Sarà deportato in Svezia.

Teatro della scena la scuola Qortoba, in Shuhada Street, più volte target degli attacchi dei coloni che spaventano i bambini lanciando loro pietre o aggredendoli con i cani. La scuola è oggi circondata da una rete e tutte le finestre sono sbarrate per evitare gli attacchi. Una scuola bunker, dentro una strada bunker. Dal 2000 per ordine militare Shuhada Street, la principale via della Città Vecchia di Hebron, è stata chiusa al traffico palestinese e solo chi vi risiede ancora è autorizzato ad accedere, solo a piedi.

Shuhada era la strada del mercato, dei negozi, era il cuore commerciale e sociale della città. Oggi è un quartiere fantasma: negozi sbarrati, case occupate e famiglie palestinesi barricate dentro per timore di aggressioni. Nel 2004 la Corte Suprema israeliana ha ordinato all'esercito di permettere l'ingresso della popolazione palestinese in Shuhada Street, ma la sentenza non è stata mai implementata. Nena News

2013-05-08
SIRIA
2013-05-06
Armi chimiche in Siria, Del Ponte: «Per ora prove solo a carico dei ribelli» - sul Corriere

Parla la magistrata svizzera. Ma la Commissione Onu smentisce che si sia fatto uso di gas

L'utilizzo di armi proibite da parte del regime anima ancora il dibattito sulla guerra civile in Siria. La voce di Carla Del Ponte ex procuratore capo del Tribunale penale internazionale esce dal coro e punta il dito sui ribelli siriani, prima e più che sul regime di Bashar al-Assad, sui sospetti riguardanti il presunto uso di armi chimiche nel conflitto in Siria. Almeno sulla base degli elementi resi finora disponibili alla Commissione Onu chiamata a indagare sulla guerra e sulla violazione dei diritti umani in Siria, commissione di cui la stessa magistrata svizzera è uno dei componenti più noti. «Abbiamo potuto raccogliere alcune testimonianze sull'utilizzo di armi chimiche, e in particolare di gas nervino, ma non da parte delle autorità governative, bensì da parte degli oppositori, dei resistenti», ha detto domenica Carla Del Ponte alla Radio Svizzera Italiana. …

2013-05-08
SIRIA
2013-05-02 21:40
Siria:Usa valutano armi a ribelli; Hagel,ci stiamo pensando - su Repubblica

Washington, 2 mag. - Gli Stati Uniti stanno valutando se armare i ribelli siriani, rovesciando cosi' una decisione presa in passato. E' stato il capo del Pentagono a rendere noto un possibile ripensamento da parte americana, forse dovuto all'ipotesi sempre piu' consistente che il regime di Bashar Assad abbia usato di recente armi chimiche nel conflitto in corso nel Paese mediorientale. Alla domanda se la Difesa americana stia pensando ai un aiuto militare diretto ai ribelli, rivoltagli da un cronista nel corso di una conferenza stampa a Londra, Chuck Hagel ha risposto: 'Si'', ma non e' entrato nei dettagli.


Inserendo in un motore di ricerca: Chuck Hagel armi ai ribelli questi sono i primi articoli che appaiono, dai siti di Corriere e Repubblica:


La “grande stampa italiana” tratta a modo suo la questione: grande enfasi sulle accuse al “regime”, la sordina o giustificazionismo sugli atti di guerra occidentali.

Di seguito una piccola selezione (in ordine cronologico decrescente) di alcuni articoli – di vario segno e da siti italiani ed esteri – sull'allarmantissima escalation dell'attacco al legittimo governo siriano.

  • Israele ha bombardato la Siria con uranio impoverito - IRIB, 6 maggio
    Damasco - Secondo le fonti siriane, il regime israeliano avrebbe sparato missili contenenti uranio impoverito durante il suo recente attacco aereo contro il centro di ricerca militare di Jamraya vicino a Damasco. Lo riferisce l'IRIB.
  • Iran: le armi distrutte in Siria da Israele non erano iraniane - euronews, 6 maggio
    L’Iran smentisce. Le armi distrutte dal raid israeliano in Siria non erano di provenienza iraniana. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano all’Unione europea intervenendo ad un seminario dell’Università di Lovanio, in Belgio.
    “Non si trattava di missili iraniani, come è stato detto” - ha sottolineato Mahmoud Barimani. “Per quanto riguarda quel che ha fatto Israele è contrario ai principi fondamentali delle Nazioni Unite, provoca tensione nella regione e si tratta di un intervento di un paese straniero dentro la Siria. E’ un atto che deve essere preso seriamente.
    Anche al CEPS, il centro di studi politici europei a Bruxelles l’attacco israeliano viene considerato come un’ingerenza di un paese straniero. Rym Ayadi è un’esperta di Medio Oriente: “Nessun paese nella regione puo’ andare in un altro paese e attaccare un presunto convoglio a meno che ci sia una chiara e comprovata minaccia e si voglia allora difendere i propri interessi di sicurezza nazionale. In questo caso, la minacca non è provata, quindi non vedo come un paese possa andare in un altro paese ed attaccare”.
    Anche la Commissione europea ha reagito, affermando di essere molto preoccupata per i recenti sviluppi della situazione in Siria e di temere un allargamento del conflitto.
  • a href="http://www.corriere.it/esteri/13_maggio_05/siria-esplosione-damasco-attacco-israele_5991f79e-b517-11e2-bb5d-f80cf18001da.shtml">Nuovo raid di Israele in Siria Colpite basi militari a Damasco - Guido Olimpio - Corriere, 5 maggio
  • Israeli air strikes: A warning to Syria's Assad - Jonathan Marcus - BBC, 5 maggio
  • US reconsiders its opposition to arming Syrian rebels - Dan Roberts - Guardian, 3 maggio
  • Siria: Hagel, 'stiamo considerando invio armi letali ai ribelli' - IRIB, 3 maggio
    Sul sito italiano della radio iraniana è detto brevemente e già nel titolo quello che bisogna trovare nell'articolo di Reuters come di altri: gli USA annunciano esplicitamente la fine della favola secondo cui ai “ribelli” hanno dato finora solo aiuti “non-letali” (cui perlatro arrivavano dai paesi arabi, Turchia ecc.): ora daranno anche armi letali. E non saranno solo fucili.
  • U.S. rethinking its opposition to arming Syrian rebels: Hagel - Reuters, 2 maggio
  • Hagel Confirms U.S. Is Considering Arming Syrian Rebels - Thom Shamker e Mark Landler - New York Times, 2 maggio

Notare che agli inizi di gennaio il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva manifestato un netto dissenso alla conferma di Chuck Hagel: Israel Vows To Use Veto Power If Chuck Hagel Confirmed As U.S. Secretary Of Defense [ Israele giura di usare il suo potere di veto se Chuck Hagel è confermato segretario di Stato USA alla difesa ].
Israele non aveva gradito le posizioni di Hagel sulle questioni israelo-palestinesi ed aveva addirittura usato l'espressione “lobby ebraica”, come è riferito nella Wikipedia in inglese.

2013-05-06
ITALIA
2013-05-02
Letta con l'elmetto alla guerra di Siria - di Ennio Remondino su globalist

Il sommario e il post scriptum di una efficace sintesi dello scenario siriano.

Le battaglie che lo attendono sono quelle di casa. Ma presto l'indignazione a orologeria deciderà che Assad usa le armi chimiche. Bis iracheno.

P.S. A proposito delle armi chimiche e del misterioso "Agente 15", che non è una spia con licenza di uccidere. Il suo vero nome è "3-chinoclidinile benzilato", noto anche come BZ, ed è un agente chimico di derivazione militare. Sintetizzato nel 1951 nei laboratori Hoffmann-La Roche, iniziò ad essere utilizzato come arma bellica agli inizi degli anni '60 dagli Stati Uniti. È un composto inodore, solubile in acqua e in solventi organici, estremamente persistente nell'ambiente. Il BZ, ingerito o inalato, blocca l'azione dell'acetilcolina, impedendo le normali funzioni superiori del sistema nervoso, quali la memoria, il pensiero logico, l'attenzione e la comprensione. Altri disturbi sono: allucinazioni, atassia, disturbi psicologici, isteria, tachicardia. Si ritiene che questo agente chimico sia stato utilizzato dalle forze russe contro i ceceni durante il sequestro al Teatro Dubrovka nel 2002.

2013-05-06
ITALIA
2013-04-27
Dalla Chiesa, il giallo della borsa trovata dopo 31 anni, ma è vuota - di Attilio Bolzoni e Salvo Palazzolo su Repubblica

L'hanno trovata dopo trentuno anni, cercando nei sotterranei del Palazzo di giustizia di Palermo. È vuota, hanno portato via tutto. Non c'è più niente dentro la borsa di pelle marrone di Carlo Alberto dalla Chiesa, il generale prefetto ucciso a Palermo il 3 settembre del 1982 a colpi di kalashnikov. …

La ricerca nelle viscere del Palazzo di giustizia è partita dall'anonimo (probabilmente scritto da un carabiniere molto informato sui misteri siciliani) che era arrivata nell'autunno scorso al pm Nino Di Matteo, dodici fogli dove si indicavano «indizi» del patto fra mafia e Stato e si avvertivano i magistrati dell'indagine sulla trattativa che erano spiati.. L'anonimo denominava il suo scritto in codice – «Protocollo fantasma» &ndash e invitava i pm a investigare su 22 punti. …

Altri articoli:

2013-05-06
ITALIA
2013-04-30
Domiciliari per due poliziotti del G8 - di Erika Della casa sul Corriere

Occhiello, sommario e inizio.

Genova Negate le misure alternative. Non andranno in cella solo per il sovraffollamento

Tre mesi a Canterini e otto a Caldarozzi, i primi a scontare la pena

BENOVA – Nessun segnale di pentimento, anzi la «personalità del condannato» non lascia sperare nella possibilità di un ravvedimento, per questo il Tribunale di Sorveglianza di Genova ha negato le pene alternative a Vincenzo Canterini, ex capo della Mobile di Roma condannato in via definitiva a tre anni e tre mesi di reclusione per le violenze nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. …

2013-05-05
PAKISTAN
2013-05-03
Pakistan, freddato in un agguato il pm che indagava sull’omicidio della Bhutto - su La Stampa

Chaudhry Zulfiqar ucciso in strada a Islamabad dai sicari in scooter La campagna elettorale nel sangue: oltre settanta morti in 43 attentati

La campagna elettorale per le elezioni generali, entrata ormai nella sua ultima settimana, continua a tingersi di sangue. Oggi, a scandire il quotidiano bollettino di violenza, sono le notizie dell’uccisione a Karachi di un candidato all’Assemblea nazionale con il figlio di tre anni e quella del brutale assassinio a Islamabad del procuratore speciale della polizia federale che indagava sulla morte in un attentato nel 2007 della ex premier Benazir Bhutto. …

Altri riferimenti.

Sul collegamento dell'assassinio di Benazir Bhutto con l'intervista di David Frost del 2 novembre 2007 in cui affermava che Osama Bin Laden era stato ucciso da Ahmed Omar Saeed Sheikh (ignorata dalla Wikipedia in italiano ma presente in quella in inglese!) vedere anche questa segnalazione del mese scorso e questa del novembre 2010.

2013-05-05
ITALIA
2013-05-02
Boldrini vuole una norma per il “controllo del web”. Ma la legge c’è già - di Eleonora Bianchini su il Fatto Quotidiano

Il sommario, l'inizio e un passaggio.

Il presidente della Camera in un'intervista a Repubblica dichiara di essere oggetto di pesanti insulti e propone un provvedimento per regolamentare ciò che viene pubblicato in Rete. Ma contro gli abusi basta applicare le norme che abbiamo

Norme sull’occupazione e lo sviluppo, riforma della normativa sulla cittadinanza con l’introduzione dello ius soli, e diritto di voto ai residenti di origine straniera. Ma per il presidente della Camera Laura Boldrini tra le priorità della nuova legislatura rientra anche una regolamentazione di Internet. Perché, spiega in un’intervista a Repubblica ben più pericoloso di “camminare per Roma senza scorta” è “che si diffonda in rete una cultura della minaccia tollerata”, specie contro le donne, spesso bersaglio di insulti. Insomma, dice, “so bene che la questione del controllo del web è delicatissima. Non per questo non dobbiamo porcela”. Offese personali contro cui la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per minacce, diffamazione e violazione della privacy. …

E allora che fare? Un revival dell’emendamento di Gianpiero D’Alia - oggi ministro per la Pubblica amministrazione – e della sua legge “ammazza-blog”, ricomparsa come un’araba fenice nella bozza Severino sulle intercettazioni e che prevedeva l’obbligo di rettifica entro 48 ore pena una multa di 12mila euro? O magari riesumare la proposta dell’ex onorevole Pdl Gabriella Carlucci contro l’anonimato in rete? Tutte bozze di provvedimento ritenute censorie e contro l’articolo 21 della Costituzione. E affidarsi alla legge? “Non posso denunciarli tutti individualmente – spiega il presidente della Camera -: è un’arma spuntata, la giustizia cammina lentamente al cospetto della Rete”. …

L'intervista a Repubblica – del 3 maggio, a firma di Concita De Gregorio: Boldrini: "Io, minacciata di morte ogni giorno. Non ho paura ma stop all'anarchia del web" – è una lunga geremiade della Boldrini e, nel finale, suggerisce anche una spiegazione.

La campagna contro Laura Boldrini si è impennata all'indomani della sua visita alla comunità ebraica, il 12 aprile scorso. In quell'occasione, incontrando i dirigenti della comunità, ha parlato della necessità di "ripristinare il rigore della legge Mancino" a proposito dell'incitamento al razzismo e all'odio razziale su web. È infatti dell'8 aprile la sentenza di condanna dei quattro gestori di Stormfront, sito web neonazista, condannati per antisemitismo.

Al riguardo vedere, su Il Mondo del 12 aprile: Boldrini visita sinagoga Roma: Contrastare antisemitismo su web.

Di seguito alcuni articoli, lasciando a chi legge di decifrare questa ennesima tempesta in un bicchier d'acqua.


Prima il pellegrinaggio alla sinagoga e l'immancabile condanna dell'antisemitismo con accenni al web, poi l'intervista in cui rilancia l'idea del controllo, infine la ritrattazione (via Twitter).

Eh sì… la Boldrini in sinagoga ha imparato bene la collaudata tecnica di provocare per poi sfruttare le prevedibili reazioni.

In tutto questo non c'entreranno anche le imminenti elezioni del sindaco di Roma e il desiderio della potente comunità ebraica romana di abbandonare l'impresentabile Alemanno e riposizionarsi?

2013-05-04
ITALIA
2013-05-02
Pagina di accesso alla rassegna stampa - sul sito del Ministero della Difesa

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Pagina di accesso alla rassegna stampa

A partire dal 02 maggio 2013 la Rassegna Stampa on line del Ministero della Difesa è fruibile esclusivamente al personale dipendente dell’Amministrazione della Difesa.

L’accesso alla Rassegna Stampa on line è possibile, previa registrazione, tramite credenziali di accesso, utilizzando la propria email istituzionale (esempio: ...@persociv.difesa.it, ...@esercito.difesa.it ...@carabinieri.it, etc..).

E così, dopo le rassegne stampa del ministero dell'Economia e Finanza che sono state le prime ad essere chiuse, e a quelle del Senato e della Camera (chiuse nel marzo scorso – vedere questa segnalazione e quest'altra), diviene inaccessibile anche quella del ministero della Difesa che era l'unica operante anche la domenica.


È da osservare che, come spiegato in questo recente articolo di Alessandro Proietti: Contributi all’editoria, il 90% dei quotidiani italiani non li riceve, da oltre un anno gli aiuti statali ai giornali sono stati in larga parte eliminati, per cui si può pensare che la richiesta della Federazione Editori di far chiudere le rassegne stampa ministeriali abbia fatto leva anche su questo.

Se così fosse, però, va detto anche che sono stati resi inaccessibili pure i contenuti degli anni in cui gli editori i contributi li incassavano.

2013-05-04
ISRAELE
2013-04-30
MK Ahmad Tibi - Tsahal soldiers train the dogs to attack any Arab who says "Allah Akbar!"
[ MK Ahmad Tibi - L'esercito addestra cani per attaccare cwqualunque arabo dica "Allah è grande" ]
- di Anzar Anas su YouTube

Traduco la didascalia del breve video (1'27") che è sottotitolato in inglese.
MK è l'acronimo per "membro della Knesset", Knesset è il nome del parlamento israeliano.

Il parlamentare Tibi: I coloni addestrano cani per attaccare i palestinesi.
Il membro della Knesset israeliana Ahmad Tibi lunedì ha accusato i coloni della West bank di addestrare cani per attaccare i palestinesi.
Tibi ha riferito a Ma'an che ha ottenuto un video che mostra dei coloni che addestrano cani per attaccare i palestinesi che dicono Allahu Akbar, ovvero 'Dio è grande'.
Ha affermato che questa pratica è razzista e contraria alle leggi internazionali.

Dell'addestramento dei cani si era già avuto notizia qualche anno fa.
Non so se questo video, apparso recentemente, si riferisca alle denunce passate o sia una nuova.

  • Are IDF dogs trained to pounce all who say 'God is great' in Arabic? - Jonathan Lis - 4 gennaio 2010
    [ I cani dell'IDF vengono allenati per lanciarsi su tutti quelli che dicono 'Dio è grande' in arabo? ]
    Le Forze di Difesa Israeliane [IDF] non hanno smentito le accuse secondo cui addestrerebbero i loro cani per attaccare chiunque venga inteso dire Allah Hu Akbar, arabo per 'Dio è grande'.

    Il parlamentare arabo israeliano Ahmed Tibi lunedì ha detto al plenum della Knesset che ad una manifestazione canina tenutasi il giorno prima, i genitori dei soldati sono stati testimoni di dimostrazioni che provano queste accuse. …

  • IDF Trains Muslim-Hating Dogs - Richard Silverstein sul suo sito, 4 gennaio 2010
    [ L'IDF addestra cani che odiano i mussulmani ]
2013-05-03
ITALIA
2013-05-03
Manager a lezione da Peres: fate come la startup Israele - di fr.bas. sul Corriere

Trascrivo questa breve da pagina 31 del Corriere di oggi.

Secondo il presidente dello Stato d'lsraele e Nobel per la Pace, Shimon Peres, il nosto Paese è molto ricco di talenti e inventiva. La crisi, ha detto, porta con sé pericoli ma anche opportunità: Israele si considera una startup permanente, che investe in scienza e tecnologia" Anche I'Italia dorrebbe seguire la stessa strada. I nostri industriali devono innovare per distaccarsi dall'economia nazionale ed entrare in quella mondiale slegata dai governi. Di questi temi Peres ha ragionato martedì sera alla cena al Cavalieri Hilton dl Roma, organizzata dal patron della Geox Mario Moretti Polegato. Peres è da anni amico di famiglia dei Polegato. E ha manifestato all'amico il desiderio di incontraÌe la comunità degli affari in occesione della visita ufficiale di tre giomi, durante la quale ha incontrato papa Francesco, il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il neo premier Enrico Letta. Alla cena soDo intervenuti anche il fratello Giancarlo Moretti Polegato e il figlio Enrico, presidente di Diadora, Con loro una ventina di ospiti, tra cui Enrico Cucchiani, Franco Bernabè, Luigi Gubitosi, Nerio Alessandri, Aurelio Regina, Massimo Sarmi, Stefano Lucchini e Nicolò Sella di Monteluce.

Altri articoli che parlano del presidente israeliano Shimon Peres e del presidente della Geox Polegato.

  • Geox veste Shimon Peres al Wef-World Economic Forum - Camilla Gusti - MF Fashion, 2 febbraio 2013
    La cena più esclusiva del Wef-World Economic Forum. Esclusiva perché l’ospite Shimon Peres (nella foto insieme a Luca Panerai) è impareggiabile per eleganza e intelligenza, dall’alto dei suoi 90 anni, per lo shabbat, nel mezzo dei canti intonati dai rabbini di tutto il mondo con in testa il rabbino di Mosca. Solo due ospiti esterni alla comunità: Mario Moretti Polegato, anima del gruppo Geox, e Luca Panerai, vice presidente di Class Editori e amministratore delegato di ClassHorseTV. La capacità di relazione di mr Geox non ha confini e la globalità del suo marchio non conosce confini. E infatti presidente dello Stato d’Israele indossava una giacca Geox creata su misura, che facilita la termoregolazione soprattutto a Davos, dove la temperatura è a meno 15 gradi.
  • Magnoni porta a tavola le locuste - Federico De Rosa, Raffaella Polato - Corriere, 21 settembre 2009
    È un' amicizia coltivata da tempo, lontano da occhi indiscreti. Quest' anno però, a Cernobbio, più d' uno ha notato una curiosa familiarità tra Shimon Peres e Mario Moretti Polegato . I due hanno passeggiato insieme sulle rive del Lago di Como e nel centro di Cernobbio. E chiacchierato a lungo nel dehors di Villa d' Este. In effetti i due sono molto amici, al punto che Peres ha voluto riservare a Moretti Polegato un tributo piuttosto raro: un francobollo. L' hanno stampato le Poste di Israele, in tiratura limitata, in occasione delle visita del Papa a Gerusalemme e ritrae, ovviamente il presidente Peres, insieme al patron di Geox e alla moglie Anna Licia Balzan .
  • NON DITE ALLO SCARPARO A PALLINI CHE IL PATRON DELLA GEOX POLEGATO È STATO CELEBRATO IN ISRAELE DA SHIMON PERES CON UN FRANCOBOLLO - Carlo Cinelli e Federico De Rosa - Dagospia dal Corriere Economia, 21 settembre 2009
    Chiisà perché questa pagina di Dagospia affianca questa notizia con la foto che vedete a fianco in cui Shimon Peres e il piduista, nonché “Cameriere di Cappa e Spada” presso la Curia Vaticana, Giancarlo Elia Valori si stringono calorosamente le mani.
2013-05-03
ITALIA
2013-05-01
A Peres la cittadinanza onoraria di Assisi - ANSA

"Shalom! Chiarissimo presidente, con senso di deferenza mi sono rivolto a lei tramite questa parola così densa di significato, nella quale riconosco un bene prezioso custodito dalla vostra plurimillenaria tradizione": è stato questo il saluto del custode del Sacro convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, a Shimon Peres, che stamani ha ricevuto la cittadinanza onoraria della città per la pace.

"Francesco - ha aggiunto fra l'altro il religioso è un uomo che ha vissuto la parola 'Pace' come un evento, un evento che accade nel cuore, un evento che si traduce in opere". "Nel ricordare con ammirazione le azioni che lei ha compiuto a favore della riconciliazione tra i popoli - ha detto ancora il padre custode - riconosciamo la profonda sintonia con Francesco e con lo 'spirito di Assisi', attraverso il quale continuiamo l'opera di pace del Poverello di Assisi".

Prima dell'inizio della cerimonia, Peres si è fermato in raccoglimento davanti all'altare della Basilica Superiore di San Francesco. Il presidente è stato accolto dal custode del Sacro convento, padre Mauro Gambetti, dalla comunità francescana conventuale, dal vescovo di Assisi, Mons. Domenico Sorrentino, dal sindaco della città, Claudio Ricci, e dall'assessore regionale Fabrizio Bracco. Peres si è successivamente intrattenuto nel Sacro convento per un breve momento conviviale.

Altri articoli su questa notizia e sulla visita di Peres in Italia.


  1. Cittadinanza onoraria di Assisi, la città di san Francesco, e premio Nobel per la Pace al sionista presidente del sanguinario stato di Israele: sono altrettante bestemmie in chiesa.
  2. Il sindaco Claudio Ricci è stato riconfermato nelle elezioni del 2011 con il sostegno di Pdl, Lega Nord e La Destra, come si può leggere su 'vivereassisi' in questo comunicato del 29 aprile 2011 firmato dai coordinatori dei tre partiti: ''Claudio Ricci è il solo candidato di centrodestra''.
  3. Peraltro: il conferimento della cittadinanza onoraria può essere visto come una “ciliegina sulla torta” (o una “foglia di fico”) su una visita i cui contorni politici meriterebbero ben altre analisi.
  4. Il primo (cattivo) pensiero che faccio è di collegare questa visita alla crescente aggressività nei confronti di Siria e Iran e spiegare questa visita come rivolta a verificare l'appoggio dell'Italia e della chiesa cattolica alle prossime azioni di Israele.
    Casomai barattando concessioni, vere o fasulle, ai palestinesi in cambio del silenzio sul resto.
2013-05-02
ISRAELE
2013-05-02
Israele: su nuove banconote solo noti ebrei askenaziti, disciminazione ai danni degli ebrei d'oriente (sefarditi) - su IRIB (Iran Italian Radio)

TEL AVIV - Il regime sionista colpisce ancora una volta con il suo "razzismo istituzionalizzato" la comunita' degli ebrei d'oriente o i sefarditi.

Le banconote che usciranno nei territori occupati tra qualche mese hanno solo le immagini di intellettuali e pensatori ashkenaziti e nemmeno un solo sefardita. I sefarditi, o gli ebrei d'oriente, vengono discriminati anche nella societa' e le classi per i loro figli sono addirittura separate da quelle per i bambini ashkenaziti. Il parlamentare israeliano Deri denuncia ora la situazione che e' una ulteriore conferma al carattere pericoloso e razzista del regime israeliano e del sionismo, l'ideologia che sta alla base di esso.

Haaretz del 28 aprile aveva, di Moti Bassok: New Israeli banknotes let the Ashkenazi-Sephardi genie out the bottle, again [ Le nuove banconote israeliane fanno sfuggire dalla bottiglia il genio askenaziti-sefarditi, di nuovo ] che ha l'immagine che vedete a fianco e questo passaggio che traduco:

… Dei quattro poeti che appariranno sulle banconote, in uscita per la fine dell'anno, due sono donne – Rachel Blobstein e Leah Golberg. Compariranno anche Nathan Alterman e Shaul Tchernichovsky. Nessun personaggio sefardita o mizrachi è stato scelto per questa nuova serie.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu affrontando le critiche nella riunione di gabinetto di domenica ha suggerito che il prossimo personaggio che apprirà sulle banconote di Israele sia il rabbino Yehuda Halevi, poetaebreo spagno e filosofo. Ma la la sua dichiarazione difficilmente si realizzerà, poiché il governatore della Banca di Israele è responsabile per il disegno e la produzione delle banconote, e non si prevede di emettere altre nuove banconote per la prossima decade. …

Nel seguito dell'articolo si riferisce delle proteste e delle repliche dovute al fatto che, dalla creazione di Israele, nessuna banconota israeliana è mai stata dedicata ad un ebreo sefardita o mizrachi.

Ynet aveva, il 29 aprile, questo articolo che riportava le dichiarazioni della conduttrice televisiva Sari Raz, componente della commissione per le banconote: Banknote committee member: Can't think of any Mizrahi poets [ Membro della commissione banconote: non mi viene in mente nessun poeta mizrachi ].

Ricordo che sefarditi erano detti gli ebrei cha abitavano la penisola iberica, mentre mizrachi sono gli ebrei provenienti da Medio Oriente e Caucaso –. Il termine mizrachi, più corretto, è comunemente usato in Israele e in altri paesi ma in Italia è generalmente reso dall'espressione “ebrei arabi”.

Aschenaziti sono i discendenti delle comunità ebraiche medievali della valle del Reno.


Una notizia che mostra in maniera lampante a chi tocchi il primato mondiale di razzismo – ed anche di ipocrisia, dal momento che questi comportamenti vengono proprio da chi è abituato ad accusare i gentili di razzismo e, magari, di antisemitismo.

2013-05-02
PALESTINA
2013-05-02
Palestina: Al Fatah tradisce, 'pronti a cedere terra ad Israele', Hamas insorge - su IRIB (Iran Italian Radio)

RAMALLAH – Mercoledì il responsabile di Al Fatah per i negoziati con Israele (Hamas non ne ha in corso) ha dichiarato che l'Autorità Nazionale sarebbe disposta al cedimento di piccolo territori cambio del riconoscimento della Palestina.

L'idea, presentata a fine aprile, e' stata avanzata alcuni giorni fa dal Segretario di Stato Usa John Kerry ed e' appoggiata dalle monarchie arabe alleate degli Stati Uniti. Hamas considerando naturalmente che tale politica e' risultata fallimentare dai tempi degli accordi di Oslo segnala che ciò non avra' alcun esito se non quello di cedere altri territori alle forze di occupazione israeliane. Il ministro della giustizia israeliano responsabile dei negoziati tra Israele e l'Anp, Tzipi Livni, ha accolto con favore l'evento, definendolo un importante passo ed oggi stesso incontrerà Kerry per parlare dell'argomento. Anche Netanyahu, che naturalmente vede la prospettiva un modo per uscire dall'isolamento internazionale si e' disposto pronto a "negoziati" senza precondizioni. E' naturale che ciò e' favorevole a Israele anche per via della direzione "generale" che i cosiddetti "negoziati" assumono.

2013-05-02
ITALIA
2013-04-23
Il nuovo governo italiano un “Bilderberg II” - su IRIB (Iran Italian Radio)

… Venendo alla sostanza dei fatti in questione, ci sono diverse cose invece da valutare seriamente. La prima, riguarda il fatto che oramai l’Italia si è trasformata de facto in una Repubblica presidenziale, in cui il presidente decide il nome del capo di governo, orienta la politica del nuovo esecutivo.

Se Napolitano fosse stato votato direttamente dagli italiani, un senso tutto ciò lo poteva avere, anche se la Costituzione parla di Repubblica parlamentare; il guaio è invece che Re Giorgio è un monarca assoluto, non scelto dalla popolazione, anzi fischiato sabato scorso quando è stato rieletto ed è un inquilino del Quirinale comodo a difendere gli interessi del sistema partitico–politico che ha svenduto il nostro Paese ai forti interessi internazionali.

Oggi l’Italia si ritrova con un Presidente che fa e disfa a seconda degli umori di chi gestisce gli interessi che egli difende.

E così, ecco che, dopo le primarie del Pd che avevano sancito la candidatura di Bersani, dopo le elezioni che avevano sancito la vittoria, anche se di misura, dei democratici guidati da Bersani e la debacle dell’agenda Monti, che con la sua Scelta Civica non è arrivato nemmeno al 10%, ecco che ci si ritrova con la stessa maggioranza del governo uscente, formata da Pd, Pdl e Montiani.

Il quadro quindi è analogo a quello venutosi a creare il 17 novembre del 2011, quando il colpo di stato della Troika europea faceva insediare Mario Monti a Palazzo Chigi, sostenuto dagli stessi partiti che oggi formano il governo Letta.

Ma siamo sicuri che almeno il premier sia diverso, anche se non scelto dagli italiani? Enrico Letta infatti, negli ambienti politici è chiamato “Monti junior”, quasi una sorta di rampollo o, meglio ancora, di fedele compagno d’avventura del premier uscente.

Non è un caso che Enrico Letta, nell’ultima riunione del gruppo Bildemberg, abbia fatto le veci di Monti; la regola degli incontri dei padroni dell’alta finanza internazionale, prevede infatti che chi diventa capo di Stato o di governo, non possa prendere parte direttamente alle riunioni, ma possa delegare una persona fidata, che nel caso di Monti si trattava proprio del nuovo presidente del consiglio. …

Di seguito alcuni riferimenti dell'estate scorsa sulla partecipazione di Enrico Letta alla riunione del Bilderberg (lasciando a chi legge di distinguere, anche in base alle sottolineature scelte, quelli riduttivi da quelli scettici).

  • A proposito di Bilderberg - Enrico Letta - Facebook, 5 giugno 2012
    Questa la conclusione del breve pezzo dell'interessato che sicuramente avrà convinto tutti i suoi lettori di bocca buona.

    … Nulla di queste discussioni, e del franco e ‘aperto’ dialogo tra i partecipanti, mi ha fatto anche solo per un momento pensare a quell’immagine di piovra soffocante che decide dei destini del mondo, incurante dei popoli e della democrazia, descritta da una parte della critica sul web e sulla stampa.

    È vero: la discussione era a porte chiuse. Ma la presenza dei direttori di alcuni dei principali giornali internazionali (di tutte le tendenze politico-culturali) mi pare possa ‘rassicurare’ i sostenitori di una lettura complottistica del meeting.

  • Letta chiarisce su Bilderberg. Ma se non controllano il Pd, come possono controllare il mondo? - AgoraVox, 5 giugno 2012
  • “Sono stato dai Bilderberg e si mangiava benissimo” - Giornalettismo, 5 giugno 2012
  • Bilderberg, dai fratelli Agnelli alla Gruber - Carlo Tecce - il Fatto Quotidiano, 3 giugno 2012
    Chi sguazza fra i complotti, per un attimo, sarà svenuto. Davvero. Impossibile. Assurdo. Perché l’esclusivo, misterioso e tenebroso Club Bilderberg invita Enrico Letta? L’eterno ragazzo non riesce a rassettare il malcostume democratico, le correnti cattoliche e sinistrorse che nemmeno conoscono al Westfield Marriot Hotel di Washington dove si riuniscono quest’anno, ancora oggi per l’ultimo giorno. Proprio Letta, il nipote Enrico, potrà mai indirizzare l’economia e la politica mondiale? …

L'immagine a fianco è tratta da questa pagina di Dagospia del 12 novembre scorso.

Non posso fare a meno di notare che il nome dell'immagine è dagospia-monti-gruber-200592.jpg ma il grafico che l'ha composta ha affiancato, in alto e in bella evidenza, Monti e Letta.

Dimostrando così ottime doti profetiche (per la gioia di noi complottisti).

2013-05-02
GLOBO
2013-04-23
Voltafaccia atomico di Obama - di Tommaso Di Francesco, Manlio Dinucci su il Manifesto

A sorpresa il Pentagono stanzia 11 miliardi di dollari per «ammodernare» 200 ordigni B61 ospitati da basi Nato europee: 50 sono ad Aviano, 20 a Ghedi. 70 ogive nucleari custodite nelle basi italiane adeguate per il lancio con gli F-35

Nello «storico» discorso di Praga del 2009, il presidente statunitense Barck Obama dichiarava che gli Stati uniti avrebbero fatto passi concreti verso un mondo senza armi nucleari, rafforzando il Trattato di non-proliferazione. E lo stesso Pentagono, nel 2010 s'impegnava a ridurre il numero degli ordigni atomici e a non svilupparne di nuovi. Ora però Obama, Nobel per la pace e al suo secondo mandato, ha fatto una «inversione a U nucleare»: lo ha scritto ieri il giornale britannico The Guardian, fornendo importanti dettagli.
Sulla scia del discorso di Obama, la Germania e altri membri europei della Nato (Belgio, Lussemburgo, Norvegia e Olanda) - avevano proposto il ritiro delle armi nucleari Usa dall'Europa, ritenute inutili dopo la fine della guerra fredda. Ma alcuni stati dell'Est di recente entrati nella Nato hanno bloccato la proposta, con l'argomentazione (sicuramente «suggerita» da Washington) che ciò indebolirebbe l'impegno statunitense a «difenderli contro la Russia».
Sono così rimaste in quattro paesi europei della Nato - Germania, Italia, Belgio, Olanda - e in Turchia circa 200 bombe nucleari tattiche (con gittata inferiore ai 5500 km) del tipo B61. Come abbiamo sempre sostenuto sul manifesto, non si tratta di residuati bellici della guerra fredda, ma di armi nucleari mantenute in efficienza e pronte ad essere ammodernate. Lo conferma drammaticamente il nuovo piano denunciato dal Guardian: gli Stati uniti spenderanno 11 miliardi di dollari per ammodernare queste bombe nucleari.
Le B61 saranno così trasformate da bombe a caduta libera in bombe «intelligenti», vale a dire a guida di precisione: grazie a una nuova sezione di coda saranno guidate sull'obiettivo da un sistema satellitare, probabilmente integrato da uno laser. In tal modo potranno essere sganciate a grande distanza dall'obiettivo (oltre 80 km). Le nuove bombe nucleari a guida di precisione, ciascuna con una potenza di 50 kiloton (circa il quadruplo della bomba di Hiroshima), saranno particolarmente adatte ai nuovi caccia F-35 - tanto rivendicati dall'ammiraglio-ministro del governo tecnico Giampaolo Di Paola - progettati per penetrare attraverso le difese nemiche e dal «banale» costo per il bilancio italiano, che prevede di acquistarne 90, di oltre dieci miliardi di euro.
Secondo una stima al ribasso, nel nostro paese ci sono 70-90 bombe nucleari statunitensi, stoccate ad Aviano e Ghedi-Torre. Ma esse potrebbero essere molte di più e stoccate anche in altri siti. Tantomeno si conosce quante armi nucleari sono a bordo delle unità della Sesta flotta e altre navi da guerra che approdano nei nostri porti. Lo spiegamento delle armi nucleari statunitensi in Europa è regolato infatti da accordi segreti, che i governi non hanno mai sottoposto ai rispettivi parlamenti. Quello che regola lo schieramento delle armi nucleari in Italia stabilisce il principio della «doppia chiave», ossia prevede che una parte di queste armi possa essere usata dalle forze armate italiane sotto comando Usa. A tal fine - rivela il rapporto U.S. Nuclear Weapons in Europe, pubblicato dal Natural Resources Defense Council - piloti italiani vengono addestrati all'uso delle bombe nucleari nei poligoni di Capo Frasca (Oristano) e Maniago II (Pordenone).
In tal modo l'Italia, facente parte con gli Usa del «Gruppo di pianificazione nucleare» della Nato, viola il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari. Per di più, nel 1999 l'allora premier D'Alema sottoscrisse, senza sottoporlo al parlamento, un accordo sulla «pianificazione nucleare collettiva» della Nato in cui si stabilisce che «l'Alleanza conserverà forze nucleari adeguate in Europa». La pericolosità dell'arsenale nucleare in Italia consiste non solo nel numero di ordigni qui depositati, ma nel fatto che il nostro paese viene ad essere agganciato alla pericolosa strategia statunitense. Sono in fase di realizzazione bombe nucleari in grado di penetrare nel terreno e distruggere i bunker dei centri di comando, così da «decapitare» il paese nemico con un first strike, un attacco nucleare di sorpresa.
Chissà, se dopo avere in modo unanime escluso la politica estera dal dibattito politico, i partiti avranno qualche reazione alla notizia dell'ammodernamento dell'arsenale nucleare Usa in Italia. E chissà se i portavoce del Movimento 5 Stelle chiederanno spiegazioni all'ambasciatore Usa David Thorne, loro incredibile interlocutore e sostenitore, magari trasmettendo le risposte in streaming?

Sull'argomento leggere anche la “breve”: Quante e dove le «bombe».

L'articolo del Guardian citato è del 21 aprile, di Julian Borger: Obama accused of nuclear U-turn as guided weapons plan emerges.

2013-05-02
MEDIO ORIENTE
2013-04-23
Coca-cola e armi per la «pace» - di Manlio Dinucci su il Manifesto

Il segretario di stato John Kerry è ormai di casa in Medio Oriente, a riprova dell'«impegno Usa per la pace» in questa regione cruciale. A Istanbul ha chiesto al premier turco Erdogan, che sarà ricevuto da Obama in maggio, di rinviare la sua visita a Gaza «per non intralciare la ripresa dei negoziati di pace israelo-palestinesi». Contemporaneamente, è giunta a Istanbul una squadra di funzionari israeliani per il risarcimento alle famiglie dei pacifisti turchi uccisi o feriti nell'attacco alla Freedom Flotilla diretta a Gaza, avvenuto secondo Netanyahu per «errori operativi». Versione accettata da Erdogan, ma non dai parenti delle vittime, che hanno rifiutato il risarcimento (100.000 dollari a famiglia) ponendo come condizione che Israele abolisca le restrizioni ai movimenti di persone e merci a Gaza. Kerry ha intanto annunciato un piano per dare impulso all'economia palestinese, a cui collabora la multinazionale Coca-Cola. Risultato garantito: i palestinesi non potranno avere il gas dei loro giacimenti a Gaza, di cui sono stati espropriati, né l'acqua che viene tolta loro dagli israeliani, ma in compenso potranno bere Coca-Cola. A rafforzare l'impegno Usa per «la pace in Medio Oriente», è arrivato il neosegretario alla difesa Chuck Hagel per una visita in Israele, Arabia saudita ed Emirati arabi uniti: i tre alleati cui gli Usa venderanno un altro «pacco» di armamenti per un valore complessivo di 10 miliardi di dollari. Un altro grosso business per l'industria bellica statunitense. A Israele vengono forniti gli armamenti più avanzati: missili di nuovo tipo, più efficaci dei precedenti, per distruggere i radar nemici al momento dell'attacco; radar ancora più avanzati per i cacciabombardieri; nuovi aerei cisterna KC-135 per il rifornimento in volo; velivoli per il trasporto truppe V-22 Osprey, un ibrido aereo-elicottero, che Israele sarà l'unico a possedere oltre agli Usa. Israele li pagherà solo in minima parte, poiché quest'anno riceve dagli Usa un «aiuto militare» di 3 miliardi di dollari. Questi armamenti sono destinati a potenziare la capacità di Israele di attaccare l'Iran e altri paesi della regione. La posizione di Washington, che ritiene «prematuro» un attacco unilaterale israeliano all'Iran, non è dunque diretta a impedire tale attacco ma a meglio prepararlo e coordinarlo. Allo stesso scopo servono gli armamenti forniti ai due alleati arabi: essi riceveranno bombe di precisione, che vengono sganciate a distanza dall'obiettivo. Armi adatte agli 84 caccia F-15 che l'Arabia saudita sta acquistando dagli Usa, nel quadro di una maxi fornitura da 29,5 miliardi di dollari decisa nel 2010, e ai 26 F-16 che gli Emirati arabi uniti acquisteranno con la nuova fornitura. Kerry e Hagel hanno infine annunciato il raddoppio dell'aiuto Usa ai «ribelli» siriani e l'invio di altri militari in Giordania per un possibile intervento diretto in Siria. Missione «di pace» riuscita: guerra assicurata.

2013-05-02
ITALIA
2013-04-20
Le bugie del governo Monti sul MUOS di Niscemi - di Antonio Mazzeo sul suo sito

Un “disguido”. Cioè un mero errore d’interpretazione o di valutazione degli atti predisposti dalla Regione Siciliana che ha consentito al Pentagono di fare un piccolo passo avanti nella costruzione del terminale terrestre del MUOS di Niscemi. Così, in barba al decreto di revoca delle autorizzazioni ai lavori d’installazione delle tre mega-antenne del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari all’interno della riserva naturale “Sughereta”, firmato a Palermo lo scorso 29 marzo, tecnici ed operai hanno ottenuto l’Ok a completare pure il terzo traliccio dell’impianto di morte della Marina militare Usa.

Secondo il viceministro degli Esteri Staffan de Mistura e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, si è trattato però di un semplice malinteso. “I due uomini di governo che abbiamo incontrato a Roma lunedì 15 aprile ci hanno comunicato che c’è stato un disguido con la revoca dei lavori del MUOS”, spiega il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa. “Ci hanno però assicurato che i lavori sono stati bloccati almeno fino al prossimo 31 maggio, quando sarà depositato lo studio sull’impatto elettromagnetico delle antenne che è stato commissionato all’Istituto Superiore della Sanità. Sino ad allora verranno garantite solo le attività di manutenzione della stazione di telecomunicazione e gli unici ingressi nella base saranno quelli dei militari statunitensi preposti al suo funzionamento”.  …

2013-05-02
ITALIA
2013-04-19
Autogrill choc sull’A14: cintura elettronica per controllare i dipendenti (video) - di Giulia Zaccariello su il Fatto Quotidiano

Nell'area di servizio Pioppa Ovest alle porte di Bologna, i lavoratori MyChef indossano una cintura con microchip per registrare che non si verifichino pause oltre i 90 secondi. Per l'azienda, che non smentisce, si tratta di un sistema antirapina e i sindacati ne sono al corrente

Un dispositivo elettronico, da indossare sulla cintura, in grado di monitorare i movimenti e segnalare un’eventuale pausa superiore al minuto e mezzo, imposto ad alcuni dipendenti dell’autogrill MyChef. La notizia arriva da oltreconfine, dal giornale francese Le Monde, ma porta dritto dritto in Italia. E più precisamente all’area di servizio autostradale che si trova all’uscita Pioppa Ovest, sull’autostrada A14, Bologna-Taranto.

Secondo il quotidiano transalpino, nel bar, gestito dal gruppo francese Elior, i lavoratori sono stati costretti a mettere una sorta di cintura capace di trasmettere segnali elettronici a una centrale operativa. Il sistema serve a rilevare la posizione dei dipendenti e a mandare un avviso quando la persona si trova in posizione orizzontale, per un periodo superiore ai 90 secondi. In questo modo il lavoratore, che magari si trova isolato, può essere immediatamente aiutato. Alcuni dipendenti però hanno raccontato che per far partire il dispositivo basta semplicemente restare immobili per più di un minuto e mezzo. Magari per andare in bagno. …

La pagina con l'articolo di Le Monde ( http://mobile.lemonde.fr/societe/article/2013/03/18/une-entreprise-impose-le-port-du-bracelet-electronique-a-ses-employes_18 ) non è più visibile, anche se alcuni motori di ricerca continuano a segnalarla.
Lo si può leggere in questa pagina su 'paperblog'.

La Tribune de Genève aveva, sempre in data 18 aprile: Elior oblige son personnel à porter un bracelet électronique.

La notizia è stata ripresa il 20 aprile anche da affaritaliani: Bracciale elettronico ai dipendenti: bufera su MyChef.