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il “cavallo vincente” Pisapia …

… scatena il marasma nel Pdl


L'inatteso risultato del primo turno delle elezioni comunali a Milano, che ha visto prevalere Giuliano Pisapia (48,05 %) su Letizia Moratti (41,59 %), ha provocato due effetti che mi pare istruttivo cercare di documentare un po' più approfonditamente:

  1. Ha scatenato panico, marasma e preventiva corsa all'individuazione di capri espiatori nella coalizione di destra.
  2. Ha dato luogo a dichiarazioni di autorevoli esponenti dei poteri forti a sostegno di Pisapia, che sarebbero state impensabili all'inizio della campagna elettorale.
    Lascio a chi legge di stabilire se si tratti di una anticipata e opportunistica corsa “in soccorso del vincitore” o piuttosto di una furbata per alimentare l'idea di un Pisapia candidato della sinistra, più o meno estrema.

Di quanto si siano sbagliati i sondaggisti lo si può vedere da questi dati che erano sul sito di Arcipelago Milano il 3 maggio, poco prima che iniziasse il divieto di pubblicazione dei sondaggi:

ipr
Moratti 48%, Pisapia 40%, Manfredi 7%, Calise 3%
fullsearch
Moratti 47/49, Pisapia 41/43, Palmeri 6/8, Calise 3/5, indecisi 16
crespi
Moratti 47,5/49,5; Pisapia 41/43; Manfredi 5/8; Calise 2/4
swg
Moratti 43, Pisapia 42; Manfredi 7, Calise 4, indecisi 14
Euro
media Moratti 50,8, Pisapia 41, Manfredi 3,8, indecisi 13,9
Ipsos
Moratti 43,8, Pisapia 42,1, Manfredi 8, incerti 35

A sostegno della prima tesi riporto di seguito i riferimenti ad una serie di articoli – senza un ordine particolare e senza alcuna garanzia di completezza – facendoli seguire  da qualche nota di chiarimento.

 

Sara Giudice: “Al ballottaggio non voterò per la Moratti” – Franz Baraggino – il Fatto Quotidiano, 26 maggio

Questa la didascalia della video-intervista (2'38"):
Milano – “Non voterò per la Moratti”, confessa Sara Giudice, la ex Pdl candidata a Milano per il terzo polo. Per il ballottaggio di domenica prossima Fli Api e Udc non hanno voluto dare indicazioni ai loro elettori, ma ieri sera al circolo di via De Amicis a Milano, in occasione dell’incontro con Giuliano Pisapia c’erano, tra gli altri, Bruno Tabacci (Alleanza per l’Italia) e Cristiana Muscardinia (Futuro e libertà per l’Italia). ‘Contenuti innovativi per governare la città a larga maggioranza’, questo il tema dell’iniziativa che ha riunito i moderati di Giuliano Pisapia e coloro che potrebbero decidere di votare per lui al secondo turno. Sara Giudice, la giovane candidata ‘anti Minetti’ che ha raccolto 1028 preferenze con la lista Nuovo polo per Milano, parla a microfoni spenti: “Voterò per Pisapia”. Poi, a telecamere accese conferma: “Posso dirvi che non voterò per la Moratti”.

Ballottaggi: Moratti, voto non politico – ANSA, 26 maggio

(ANSA) - MILANO, 26 MAG - Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha confermato ancora una volta la valenza amministrativa e non politica del voto per il ballottaggio. ''Per quel che riguarda il voto a Milano - ha detto Letizia Moratti- i milanesi sono chiamati a votare chi amministra l a citta' per il bene comune: non e' un voto politico o di partito ma per chi amministra. La votazione avviene sulla base dei programmi'. Moratti ha inoltre accusato la coalizione che sostiene Pisapia di non essere credibile.

Esattamente il contrario di quanto aveva detto venti giorni prima il presidente (del Consiglio, del Pdl, del Milan, ecc.).
Vedere il breve video: Milano 2011, quando Berlusconi disse: E' voto politico su governo che ha questa didascalia:

Era il 9 maggio quando il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dal palazzetto dello sport di Arcore per un comizio a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, ribadiva il valore nazionale delle elezioni comunali di Milano.

Moratti: «I milanesi? Mai cuntent A Pisapia ho inviato le scuse in privato» - Alessandro Sala - Corriere, 26 maggio

Sommario:
Il sindaco uscente in videochat con i lettori di Corriere.it. «Danneggiati da campagna elettorale su temi nazionali»

Prima il colpo basso al confronto su Sky, poi le scuse e poi la voglia di parlare dei programmi dopo che la campagna è stata basata su manifesti del tipo di quello a fianco … – si evita il “ma anche”, che è un brevetto di Veltroni, ma la parola anche compare ripetutamente nell'intervista, che ha l'aria di un atto dovuto del Corriere (che non ha affatto tifato per la Moratti).

Andando a cercare, per scrupolo, dei programmi della Moratti ho trovato questa intervista al Sole 24 Ore del 17 aprile raccolta da Paolo Bricco: «Milano sarà laboratorio fiscale» – trascrivo il sommario, l'inizio e un passaggio di una risposta, a proposito degli incubatori partecipati dal Comune:

Moratti: pronti ad adottare il miglior regime d'imposta sugli investimenti dall'estero

«Milano ora fa concorrenza a Dublino. Con il recepimento della direttiva europea per l'adozione del miglior regime fiscale le imprese finanziarie straniere che scelgono di aprire da noi hanno la tassazione irlandese la più bassa di tutte. Su questo abbiamo lavorato con il ministro Tremonti e con il presidente di Assogestioni, Domenico Siniscalco» …

Il nostro modello è Israele, anche se là a intervenire è lo Stato. Il regime fiscale all'irlandese può servire ad attirare venture capitalist stranieri.

Non mi è chiaro l'abbinamento tra Irlanda e Israele: sarà che sono ignorante di economia.
Anche se non abbastanza da non sapere che l'Irlanda di questi tempi non è un modello da invidiare e che i venture capitalist, lesti ad approfittare della bassa tassazione, sono stati altrettanto rapidi ad uscirne.

De Corato: paghiamo il prezzo di una campagna aggressiva” - Simona Ravizza - Corriere, 18 maggio

Un assaggio del clima di mestizia dell'intervista (e di quanto siano impetose le domande):

Una débâcle per il Pdl, 2.817 voti in meno per lei che è vicesindaco di Milano da 14 anni.
«Io pago la perdita di voti del Popolo della Libertà».

Merito proprio in caso di vittoria, colpa degli altri nei momenti difficili?
«Nel 2006 – con lo schieramento di Forza Italia e Alleanza nazionale – eravamo oltre il 40%, oggi siamo scesi al 28,75%. È normale aver perso preferenze (da 8.603 a 5.786, ndr)».

Cinque anni fa, però, lei definì il suo successo elettorale: «Una vittoria personale». E adesso?
«Io resto, comunque sia, il secondo più votato del Pdl dopo il premier Silvio Berlusconi».

Ma intanto, Pisapia è in vantaggio di quasi 7 punti. E lei, per la prima volta, viene superato dal leghista Matteo Salvini (8.913 voti).
«Quello con Salvini è un confronto che non regge. Lui era capolista per il carroccio; e davanti non aveva nessuno, tantomento il suo leader Umberto Bossi».

Lo invidia?
(allarga le braccia)
«Io dovevo fare i conti con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, capolista per il Pdl. Era una lotta ad armi impari». …

Milano, multata Letizia Moratti per occupazione abusiva degli spazi elettorali” - Thomas Mackinson - il Fatto Quotidiano. 24 maggio

Moratti - Stiamo lavorando per una Milano sempre più pulita

Per la Moratti piove sul bagnato, un'altra figuraccia arriva anche dai “suoi” vigili – il sommario spiega che:

Nel giorno dell'annunciata sanatoria sulle contravvenzioni è arrivato un verbale da 824 euro per aver tappezzato la città di manifesti sprovvisti di autorizzazioni comunali

Più avanti si legge che i cartelloni censurati dalla Polizia locale (non senza perfidia) sono quelli con lo slogan:
“Stiamo lavorando per una Milano sempre più pulita”.

Riguardo il noto e controverso manifesto "ZINGAROPOLI" è da segnalare la scoperta fatta da 'Omilegis' e ripresa il 25 maggio scorso da Travaglio:

Zingaropoli? L'ha inventata la Colli” - Marco Travaglio - il Fatto Quotidiano, 25 maggio

L'intervista dell'8 luglio 1997 ad Ombretta Colli, citata nell'articolo, è di Augusto Pozzoli e la si può leggere sul sito del Corriere in: La Colli contro tutti "Per i figli del vento costruiro' Nomadopoli".


SMETTIAMO DI RECITARE, DANIELA ? - Sara Faillaci - Vanity Fair, 1 giugno

Un'intervista al direttore de il Giornale, Alessandro Sallusti, che (giustamente) è stata ritenuta degna di essere inserita nella rassegna stampa della Camera – passando dall'imminente intervento al cuore al suo legame con Daniela Santanchè, si leggono anche candide risposte come questa (ma non è l'unica perla):

La Moratti non è uscita bene dal primo turno. C'è chi dà la colpa proprio ai toni aggressivi che avete introdotto nella campagna.
«I toni non c'entrano. Nessuno ha il coraggio di rinfacciare alla Moratti la disfatta, eppure tutti nel partito sapevano che partiva dal 40%: guadagnando un punto e mezzo le è già andata di culo. …

Il peso politico dell'intervista (uscita in realtà prima della data di copertina) è dimostrato dall'eco che ha avuto, ad esempio:

Contro Moratti e il Cavaliere Sallusti verso la resa dei conti” - Jacopo Iacoboni - La Stampa, 25 maggio

Sommario e attacco:

“Io estremista? Di giudici e Br parlò Berlusconi. Moratti? Perde”

E' l'anticipo di quello che accadrà se Moratti davvero perderà a Milano. Brucia Sagunto. Si andrà a caccia di capri espiatori. …

D'Alessio rinuncia al concerto pro Moratti «Non suono per i commenti della Lega» - Corriere, 26 maggio

Un ampio (anche troppo) pezzo, corredato da diversi video.

Su il Giornale del 26 maggio Andrea Indini, cercando di recuperare l'indubitabile danno d'immagine, la racconta con toni più foschi in: Minacce a Gigi D'Alessio "Fai schifo, non cantare al concerto pro Letizia".

Pisapia è un buono, anche a lui conviene votare donna Letizia - Renato Farina - TEMPI, 1 giugno

Un tentativo di aiuto da parte dell'ex agente Betulla di cui merita di essere ricordato l'inizio:

Qui non si grida. Si sussurra, e del resto è noto che i diavoli bisbigliano con leggero zufolio. Quindi siamo in perfetta linea con il pensiero moderato dei giorni nostri. Essendo poi ovvio che questa pagina sia letta da gente di cultura spropositata, ci si permette di lanciare un messaggio complicato per arrivare ad un risultato chiaro come la luna. Insomma il trattatello tasmaniano è diviso in due.
1) Parlare bene, benissimo di Giuliano Pisapia.
2) Evitare assolutamente di votarlo; proprio per il suo (e nostro) bene è assolutamente necessario scegliere Letizia Moratti e spedire Pisapia a casa con tutta la congrega dei suoi malfidati compagni e compagnuzzi. …

Un messaggio spropositatamente complicato quanto patetico, reso ancor più patetico dalla collocazione: una rubrica intitolata 'IL DIAVOLO DELLA TASMANIA', con riferimento all'impressionante Sarcophilus harrisii che si vede a fianco.

Il governo perde i pezzi: Melchiorre lascia Anm: "Attacchi a pm danneggiano l'Italia" - Repubblica, 28 maggio

Daniela MelchiorreSommario:
L'esponente dei Liberaldemocratici: "Lascio dopo le incredibili esternazioni di Berlusconi contro i magistrati all'incredulo presidente Obama al G8. Si è superata la misura: non è francamente accettabile che si giunga alle volgarità dei giorni passati e alla delegittimazione dei magistrati"

Una motivazione che a molti appare piuttosto un pretesto.

«Io sono incompatibile con questo governo Volo alto altri strisciano» - Monica Guerzoni - Corriere, 29 maggio

Trascrivo alcune domande (ben più significative delle risposte) dall'intervista:

ROMA – Onorevole Melchiorre, davvero si è dimessa perché voleva fare il viceministro?

I suoi ex colleghi di maggioranza dicono che la nomina a sottosegretario le stava stretta.

Perché non ha mai preso possesso del suo incarico?

Per vedere se arrivavano le deleghe a viceministro?

Da sempre Berlusconi attacca le toghe, non se n'era accorta?

Il centrodestra rischia di esplodere. State maturando un altro cambio di casacca?

Melchiorre lascia, tensione nei Responsabili” - Monica Guerzoni - Corriere, 29 maggio

… Alla vigilia dei ballottaggi lo strappo del sottosegretario allo Sviluppo, per le «volgarità» del premier sulla «dittatura dei giudici di sinistra», porta alle stelle il pessimismo del Pdl, che interpreta la mossa dell'onorevole come un cattivo presagio. La barca affonda e i topi scappano? …

La Melchiorre lascia il governo” - Marco Iasevoli - Avvenire, 29 maggio

Daniela Melchiorre: tutti i perché dell’addio alle “volgarità” di Silvio - Giornalettismo, 29 maggio

 

Di seguito i riferimenti ad articoli di organizzazioni o personalità di peso a sostegno di Pisapia.
Sono in ordine cronologico crescente in quanto è particolarmente significativa la progressione degli interventi; detto più chiaramente: nel giro di decine di giorni si passa da "Pisapia candidato della sinistra estrema" a "Pisapia candidato ideale della borghesia".
Naturalmente anche questo elenco non presumo che sia completo.

«L'alternativa sono io, i rivali tutti estremisti» - Massimiliano Mingoia - Il Giorno, 12 maggio

Questa intervista al candidato del 'Nuovo polo per Milano' Manfredi Palmeri, presidente del Consiglio comunale uscente (ancorché opportunistica) può dare un'idea di una rappresentazione corrente dei due contendenti alla vigilia del voto.
Nota: il risultato di Manfredi Palmeri (36502 voti, 5.55%) è stato inferiore alle previsioni che gli attribuivano dal 6 all'8%.

Bassetti: «Milano, la Chiesa e le imprese voltano le spalle a Berlusconi» - Rinaldo Gianola - l'Unità, 24 maggio

Pero Bassetti - Marco Vitale«La destra di Berlusconi e della Moratti è disperata e non ho alcun dubbio che fino all’ultimo momento userà l’insulto, l’inganno e la menzogna, cercherà la provocazione per provare a cambiare il risultato elettorale». Piero Bassetti non è un estremista, nè un frequentatore di centri sociali o un radicale islamico: viene da una famiglia di industriali, è sempre stato democristiano, idealizzava le regioni e il federalismo quando ancora Umberto Bossi suonava le canzoni degli Inti Illimani e frequentava le scuole per corrispondenza.

Bassetti e i suoi amici, assai moderati, del gruppo «Oltre il 51%» si sono schierati con Giuliano Pisapia e questa sera presentano le loro proposte di governo della città, «Milano civica, Milano riparte» con il contributo anche di esponenti del Terzo Polo. …

Una prima rivendicazione sui quotidiani dei meriti del finora semisconosciuto 'Gruppo 51', capeggiato dall'ottuagenario Piero Bassetti (ne aveva detto sommessamente Sara Monaci sul Sole 24 Ore del 13 aprile in: “ Bassetti, Vitale e la lobby del «51%» la borghesia che sta con Pisapia”).
Per la verità già il 17 maggio sul sito 'Milano civica X Pisapia sindaco' l'economista Marco Vitale si era fatto avanti nell'articolo intitolato: “GRAZIE MILANO!” – poi pubblicato il 20 maggio da l'Espresso con la titolazione più esplicita: “BORGHESIA FA RIMA CON PISAPIA” (vedere questa mia Segnalazione del 20 maggio per ulteriori commenti).

Il colpo de l'Unità deve aver toccato il segno perché l'indomani il Giornale si è sentito in dovere di replicare per la penna del direttore Alessandro Sallusti con: “BASSETTI E I PLEBEI DUE PUNTI PER LETIZIA (nell'articolo coglie l'occasione per definire «Piuttosto alterato» il contenuto dell'intervista data a Vanity Fair e menzionata prima.

Monsignor Crociata: la moschea è un diritto, ma nel rispetto delle leggi” - RaiNews24, 24 maggio

mons. Mariano Crociata

La Chiesa difende "il diritto alla liberta' religiosa anche nella disponibilita' dei luoghi di culto per esercitare questo diritto fondamentale. La moschea, oltre ad essere un luogo di preghiera, e' anche un centro culturale, d'incontro e di aggregazione", quindi nella sua realizzazione "bisogna tenere conto delle esigenze della vita sociale della nostra comunita' secondo quanto stabilito dalla Costituzione". E' questa la presa di posizione del Segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, espressa oggi in una conferenza stampa a margine dell'assemblea generale della Cei, in merito alla possibilita' di una grande moschea a Milano. …

Puntuale la replica, l'indomani sul Giornale, affidata a Magdi Cristiano Allam (1164 preferenze come capolista di "Io amo Milano Io amo l'Italia", che ha ottenuto 3068 voti pari allo 0,55%): “Che orrore il patto con i fanatici di Allah”.
In quanto ad orrore e fanatismo la sgangherata replica di Allam non è seconda a nessuno – tira in ballo la chiusura di 7 luoghi di culto dei cristiani evangelici nella provincia di Bejaia, cui segue una contabilità di «massacri islamici» in Nigeria ed Egitto per chiudere in bellezza:

Questi sono fatti! Milanesi svegliatevi! Riaffermiamo la certezza e l’orgoglio di chi siamo, delle nostre radici giudaico-cristiane e della nostra civiltà che è laica e liberale grazie al cristianesimo! Diciamo no alla mega-moschea che trasformerebbe Milano nella nuova Mecca del terrorismo islamico internazionale! Diciamo no al patto scellerato dei catto-comunisti che hanno svenduto l’anima e vorrebbero trasformarci in succubi dei fanatici di Allah! Riscattiamoci dal baratro del suicidio della nostra civiltà votando in massa la certezza e l’orgoglio di chi siamo, della nostra tradizione, di un futuro per i nostri figli e nipoti vissuto nella dignità e nella libertà!

Cari milanesi non abbiate paura del cambiamento” - Giulia Maria Crespi, Repubblica, 25 maggio

… Quale vecchia rappresentante della borghesia milanese, sono profondamente convinta che un cambiamento di amministrazione, dopo così tanti anni, non potrà che essere salutare per la città. Date tutte queste considerazioni, posso assicurare per conoscenza diretta dell'avvocato Pisapia e di suo padre che la sua amministrazione non toccherà ambiti estremisti che sono totalmente estranei allo spirito milanese, come pure al mio. …


Neanche questa soave letterina della Crespi (negli anni '70 presidente del Corriere della Sera) dev'essere piaciuta dalle parti de il Giornale che ribatte lo stesso giorno con l'articolo di Giancarlo Perna: “E la Zarina rossa che cacciò Montanelli si schiera con Pisapia”.


“Giuliano vero moderato i milanesi reagiranno alla politica imbarbarita” - Alberto Statera - Repubblica, 26 maggio

Sommario e inizio:

Cesare Romiti

Romiti: finalmente la borghesia si sveglia

MILANO – Dottor Cesare Romiti, lei conosce l'avvocato Pisapia?
«Certo che lo conosco. Come conoscevo bene suo padre, che era uno dei più grandi avvocati milanesi».

E le sembra un pericoloso estremista?
«Ma per carità! Quando frequentavo lo studio di suo padre una volta Giuliano mi accompagnò in tribunale e allora parlammo a lungo».

E che impressione ne ebbe?
«Mi sembrò già da allora il prototipo vivente del moderato. Un signore per bene, educato, gentile, pieno di cortesia, colto. Un buon borghese di tradizione milanese». …

Confrontare le rassicurazioni di Romiti su Pisapia con i giudizi seguenti espressi nell'intervista a Paolo Conti apparsa sul Corriere del 13 gennaio 2008 in occasione della prima del film «Signorinaeffe» di Wilma Labate: Romiti e il film sulla marcia dei 40 mila «La svolta arrivò con la linea dura» (e chiedersi se Romiti ha avuto una conversione o è sempre lo stesso):

… Una pausa: «Ecco, proprio il tema del terrorismo è qualcosa che oggi, nel 2008, si tende in generale a rimuovere. Ma è un errore. Io ricordo bene una Torino impaurita, vuota alle 20.30 della sera, con via Roma deserta. Per il terrorismo!» Mai pentito della sua posizione? «Mai. Se non avessimo imboccato quella strada la Fiat avrebbe chiuso. Sarebbe sparita per sempre. Se Fiat oggi è quella che è, dipende dal 1980. Dalle decisioni adottate allora. Dal pieno sostegno di uomini d' azienda come Carlo Callieri e Cesare Annibaldi». Mai pensato che i licenziamenti, la cassa integrazione non fossero solo numeri ma volti, padri di famiglie, storie personali, quindi tragedie? «Sempre. Ma, ripeto, non avevamo alternativa. Le decisioni furono, e restano a tutt' oggi, drammatiche». Riecco nel film molte facce famose anche oggi. Piero Fassino: «Stava nel Pci ma ha sempre ragionato. Mai stato un estremista». …

Un pensiero a Diego Novelli, allora sindaco Pci di Torino: «Promise di comportarsi come sindaco super partes. Ma ci deluse. Perché non fu mai un uomo di mediazione. Non perdeva occasione di insultare Callieri, dandogli del John Wayne pronto a sparare». Un giudizio sulla promessa di Berlinguer, a Mirafiori, di appoggiare una eventuale occupazione della Fiat: «Ho stimato molto l' uomo, l' ho detto spesso. Ma lì sbagliò. Un segretario di partito, anche se comunista, non può assicurare pieno sostegno all' occupazione di una fabbrica come la Fiat. Può dire "vi saremo vicini" o "vi assisteremo". Ma "stare con voi" no. A meno di non volere la rivoluzione. E Berlinguer, la rivoluzione, non la voleva». Infine Luciano Lama: «Un uomo leale. Sempre. Ricordo che eravamo riuniti segretamente in una stanza dell' Hotel Eden, quel 14 ottobre. Arrivò la notizia della marcia dei 40.000. Pierre Carniti gridò: "Noi ne porteremo in piazza duecentomila". Lama capì e disse: "Basta, metta giù lei le condizioni. Ci vediamo al ministero per l' accordo". Aveva capito che quella marcia aveva cambiato tutto». …

Fattore Pisapia Giuliano, il lato mite della politica - Stefano Arduini - VITA, 27 maggio

Una copertina e tre articoli nelle pagine 4 e 5 che non possono assolutamente definirsi ostili, anzi.
Un fatto apparentemente sorprendente – ma di cui va preso atto – se si considera che VITA fa capo a Comunione e Liberazione, di cui Roberto Formigoni, che sostiene il Pdl, è il massimo esponente politico.

E mentre VITA si accingeva ad uscire con la rassicurante copertina sul mite Pisapia, il Fatto Quotidiano del 25 maggio aveva pubblicato una Lettera di un’anima bella a una militante di Comunione e Liberazione” di Roberta De Monticelli, che mi sembra un tentativo garbato e rispettoso di aprire gli occhi alla base del movimento.

L'attacco “a tenaglia” non è passato inosservato e ha dato luogo a stretto giro ad una risposta – almeno alla lettera della De Monticelli – apparsa su TEMPI il 26 maggio: “Ecco perché vado a volantinare: risposta di un ciellino alla De Monticelli sul Fatto quotidiano”.


MODELLO PISAPIA” - Claudio Lindner - l'Espresso, 27 maggio

Poiché il 28 scatta il silenzio elettorale l'Espresso (che data di copertina 2 giugno) esce con questo articolo con una serie di nomi di estimatori di Pisapia.

Che sono, sperando di non dimenticarne nessuno:
Rossana Galli (proprietaria del Ristorante Galleria e presidente dell'associazione Salotto di Milano); Alessandro Profumo e Piero Schlesinger (banchieri); Alessandra Kusterman e Luciano Gattinoni (dirigenti sanitari); Laura Hoesch, Ludovico Isolabella, Cesare Degli Occhi, Vittorio Dotti, Franco Rossi Galante (avvocati); Michele Achilli e Mario Artali (socialisti); Umberto Giovine e Dario Rivolta (ex Forza Italia); Bruno Tabacci e Sara Giudice (terzopolisti); Lodovico Isolabella («penalista di fama, si definisce monarchico, cattolico integralista e ammette di aver votato la Moratti nel 2006»); Francesco Tundo (docente universitario e fiscalista); Mario Tomasoni (amministratore delegato di una multinazionale); Francesco Micheli, Umberto Veronesi, Carlo Feltrinelli, Corrado Passera; Tomaso Cucchiani (assicuratore); Manfredi Catella (immobiliarista); Franca Sozzani (giornalista di moda); Assolombarda, Studio Ambrosetti, Rotary di via Manzoni.

 

Concludendo.

Mi auguro che quanto raccolto in questa pagina susciti, nei più riflessivi, gli opportuni scetticismi sul fatto che "ORA PIÙ MAI IL VENTO CAMBIA DAVVERO".

Obbiettivamente tutta l'operazione appare nel segno della continuità con i tentativi precedenti di strappare palazzo Marino alla destra; con la differenza che questa volta l'obbiettivo appare raggiunto.   Ma mi chiedo se questo avviene perché nell'opposizione c'è stato uno spostamento “a sinistra” o piuttosto gli attuali occupanti sono andati troppo a destra anche per gli abituali referenti.

Come pure ci sarà da prestare attenzione e interrogarsi – da parte dei partiti con falce e martello o la parola sinistra nel simbolo (il Pd è fuori causa da tempo) – se questa è la loro vittoria o piuttosto una brillante e tempestiva operazione dei “poteri forti” che si sono preventivamente assicurati una copertura pressoché totale a sinistra.

I sintomi sull'imminente lotta per la spartizione del risultato e sul decisionismo che il neo-sindaco Pisapia si accinge a sfoderare appaiono con evidenza dai due articoli seguenti che lascio al giudizio di chi legge. Invito solo a notare l'uscita in contemporanea e le testate che li ospitano e, nel secondo, la domanda sulla «Mano tesa al Carroccio» e la relativa risposta:











30 maggio 2011

Url: http://www.webalice.it/raffaele.simonetti/archives/il_cavallo_vincente_Pisapia_scatena_il_marasma_nel_Pdl.html
Ultimo aggiornamento: 2010-05-30