VERCELLI CITTA’ D’ARTE?
Se dovessimo affermare che
non è proprio così, a Vercelli, oggi, sarebbe come dire male di Garibaldi:
meglio dire niente.
Osserviamo solo che non è tutta colpa dei
nostri antenati se la città del S. Andrea è quella che vediamo, considerando
che per secoli è stata governata non dai Medici o dai Gonzaga o dagli Estensi,
ma dai Savoia, i quali ne fecero una fortezza di confine e dal cui malgoverno
fu costretta a subire assedi rovinosi e catastrofiche dominazioni straniere.
Alla fine dell'ultima occupazione spagnola (1659), Vercelli, completamente
disastrata, era abitata da una popolazione scarsa e con poca gente valida.
Prima, vale a dire nei
secoli XIII e XIV, Vercelli doveva essere una splendida città; ma,
sfortunatamente, rimane a testimoniarlo soltanto la basilica di S. Andrea.
Dopo, la sua fisionomia venne alterata da disgraziate vicende storiche. Ora è
quasi impossibile individuare i vari momenti che hanno finito per degradare la
sua edilizia e il suo impianto urbanistico. Sta di fatto che alla fine del '600
la città era in uno stato miserando.
Nei secoli XVIII e XIX vi fu
un lento miglioramento, Vercelli incominciò a rifiorire, ma ormai aveva perduto
il suo aspetto medievale e aveva poco conosciuto quel rinnovamento
rinascimentale, che in molti centri dell'Italia comunale realizzò nuove
sistemazioni degli spazi pubblici, nuovi interventi edilizi e nuove
architetture, con la decisiva partecipazione di grandi artefici: Brunelleschi,
Alberti, Michelozzo e via elencando, fino ai Sangallo e a Michelangelo.
Per
queste considerazioni penso che sia stato un grave errore difendere ad oltranza
il suo centro storico, quando, date le circostanze, sarebbe stato molto più
opportuno adeguarlo alle esigenze della vita che viviamo, incoraggiando lo
sviluppo di una buona architettura contemporanea e creando le condizioni per
una comoda viabilità, tutelando solo le zone
belle e decorose e i palazzi architettonicamente significativi. Così, infatti,
fecero altre città, consapevoli del mediocre valore del loro centro storico, e
così s'incominciò a fare anche a Vercelli, sotto la benemerita amministrazione
di Adriano Tournon, con la demolizione del rione popolarmente chiamato "
Ad ogni modo bisogna pensare
seriamente ad un rinnovamento urbanistico della città, se vogliamo farne un
luogo gradevole. Creare isole pedonali e sensi vietati è certo necessario,
quando si creano con sano criterio; ma non ci s'illuda che ciò sia sufficiente
a supplire alla povertà di spazi e a cancellare le brutture. Vercelli ha
necessità di grossi interventi pubblici e non solo per migliorarne la
viabilità.
Pensiamo, ad esempio, che
oggi attraversano l'area urbana fossi e rogge, che sono fogne a cielo aperto:
dal Cervetto al fosso San Martino. Specialmente nella calura estiva e quando vi
scorre poca acqua, i loro letti esalano odori nauseabondi, dalle loro acque
luride emergono carcasse d'animali e rottami, fra cui guazzano tranquilli i
topi di fogna.
Ma ritorniamo a Vercelli con
le sue ambizioni di essere una città d'arte.
Vi sono il Museo Leone e
A questo proposito non
comprendiamo come
Con la scusa della
cultura, che il più delle volte è pseudocultura, si buttano molti miliardi
nell'effimero: li buttano gli enti locali e li butta
La cultura e l'arte sono
cose serie e vanno curate seriamente, anche nei particolari. Non so se a
Vercelli vi sia questa serietà, quando si coprono con i tubi pluviali parecchie
sculture del XIII secolo, site all'esterno della basilica di S. Andrea (si
legga quanto è stato denunciato sul Bollettino Storico Vercellese, n.47);
oppure si recinge con un'alta cancellata il sagrato della chiesa di S.
Vittore. Questo piccolo sagrato,
lievemente in salita, poteva avere un grazioso effetto scenografico, se il suo
acciottolato fosse stato restaurato a dovere. Invece si è preferito
racchiuderlo dentro una pesante cancellata, sottraendo questo piccolo spazio
all'uso pubblico (e di uso pubblico lo era da tempo immemorabile). La
cancellata è stata eretta forse a protezione dei paracarri che si trovano
subito dietro di essa? qui il comico prevale sull'artistico.
Purtroppo, il breve spazio disponibile
c'impedisce di soffermarci su altri difetti e
deficienze di Vercelli, non
consoni al ruolo che le si vorrebbe attribuire di città d'arte; ma di qualcuno
di essi discorreremo in altra sede.

Vercelli che scompare. Via Simone da Collobiano(Disegno di R. Ordano)
Pubblicato su Automobile Club , 1998, n.1