S. MARIA
DI PEDICLOSSO : UNA CHIESA FRA LE
MONTAGNE MEMORIA DI UN VILLAGGIO PERDUTO

S. Maria di Pediclosso: una piccola chiesa con quattro case (Foto R. Ordano).
In un piccolo pianoro che si modella lungo la pendice del monte, vi è una
piccola chiesa con quattro case; sotto si allarga un fresco prato fra i faggi e
i castagni. Passa accanto la mulattiera che da Oretto si snoda fra i boschi
salendo al santuario di S. Giovanni d'Andorno. Vi è un grande silenzio: tutto
appare come fosse disabitato.
Il
tempietto ha un'apparenza umile, dimessa, con i suoi disadorni muri di sienite;
sembra una povera chiesa da nulla, un'esigua chiesa dimenticata fra i boschi;
eppure essa è forse la più importante,
se non l'unica testimone della storia più antica, oscura e inaccessibile
dell'alta Valle Cervo. Il giorno in cui sapremo quando e perché venne eretta,
saremo anche sulla buona via per scoprire quando e come incominciò ad essere
abitata stabilmente

Vergine in trono con
bambino. Affresco della fine del Quattrocento o dell’inizio del Cinquecento in
S. Maria di Pediclosso (forse attribuibile alla bottega di Daniele de Bosis o
di Gaspare da Ponderano). Credo che sia nel giusto Claudia Ghiraldello
attribuendolo a Gaspare da Ponderano (Decifrazioni storico-artistiche nel Biellese e
dintorni, Biella 1999, p.63 e p. 69).
Questa madonna è stata oggetto di speciale devozione dalla metà del
Cinquecento; in quel tempo l' umile gente della montagna fece di questa chiesa
un vero santuario mariano (Foto R. Ordano)..
Ignoriamo
quando questa valle incominciò ad essere abitata stabilmente; sappiamo invece
che già nel secolo XII alcuni pastori nella stagione estiva portavano i loro
animali sugli alti pascoli, lungo le creste dei monti che la separano dalla
valle Sessera. Sotto vi doveva essere boscaglia paurosa ed impenetrabile,
rifugio di lupi e di orsi. Da una prima testimonianza documentaria del 1207
apprendiamo che nell'Alta Valle Cervo vi erano allora alcune chiese, la cui
presenza ci testimonia l'esistenza di insediamenti permanenti; la chiesa infatti è per la gente, senza gente
non si erige chiesa. Nei luoghi disabitati si può trovare qualche cappella dove
passano sentieri molto battuti, ma non chiese con sacerdoti e in grado di
soddisfare i precetti del culto con regolari funzioni religiose.
Forse già alla fine del secolo
XIII il villaggio che aveva fatto nascere la chiesa di S. Maria di Pediclosso
non esisteva più. In un elenco di tutte le chiese vercellesi del 1298 questa
chiesa non denunciava redditi perché evidentemente non aveva più popolo o ne
aveva pochissimo e povero; pochissimo doveva averne anche la sottostante chiesa
di S. Martino di Campiglia; ma Campiglia riuscì a sopravvivere, quasi
certamente grazie alla vicina presenza di monaci eremiti.
Di molti villaggi scomparsi nel buio del Medioevo conosciamo almeno il
nome; dell’antico villaggio di S. Maria di Pediclosso neppure quello. Il nome
"Pediclosso" si riferisce al villaggio perduto? Le incertezze sono
tante. Qualche storico, non si capisce perché, ha dato questo nome alla chiesetta. In verità il nome Pediclosso
si legge in non più di uno o due documenti medievali, ma in altri documenti
dello stesso tempo si trova anche S. Maria de Rivopetroso o de rivo Pediclosso
o Pediculoso. Forse in età medievale aveva questo nome il rio Bele, che
scroscia dolcemente, invisibile ma non lontano, rimbalzando gelido fra le
pietre? Dal secolo XVI in poi il tempietto venne chiamato S. Maria de
Rivopitosio, S. Maria degli Angeli, Beata Vergine in Rivolis, S. Maria della
Valle, S. Maria ad Rives della Riva. Ad ogni modo la denominazione di S. Maria
di Pediclosso è stata accolta nelle maggiori storiografie e in tutte le più
recenti guide del Biellese: ancora una volta l'autorevolezza degli eruditi ha
avuto il sopravvento ed ha imposto la sua verità.
Gennaio 1996

Santuario di
San Giovanni d’Andorno. Cresciuto nei primi anni del Seicento, a poca distanza
da S. Maria di Pediclosso, il santuario tolse a poco a poco alla chiesetta la
sua importanza religiosa (Foto R.
Ordano).
N O T A
Sulle prime abitazioni
permanenti nell'Alta Valle Cervo è fondamentale, anche se non in tutto
condivisibile, quanto scrive G. Ferraris
(Acta Reginae Montis Oropae, II, Biella 1948, coll. 90 - 94).
Sulle chiese di S. Martino di Campiglia e di S. Maria di Pediclosso si
veda il lavoro accurato e ricco di notizie di D. Lebole, Storia della
chiesa biellese. La pieve di Biella, vol.
V, Biella, 1989, pp. 11 - 58
* * *
La chiesa di S. Maria di Pediclosso si trova su un contrafforte del
monte Tovo, sotto il Santuario di S. Giovanni e sopra Oretto, frazione di S. Paolo Cervo (BI). A poca distanza scende
il rio Bele che nasce sui fianchi del monte Mazzaro, presso le cascine Bele, e
va a sfociare nel Cervo a valle di Campiglia.
L'edificio della chiesa è stato molto rimaneggiato, e poco o nulla
rimane di ancora visibile della sua parte medievale. Il porticato è stato fatto
in epoca relativamente recente (1787), quando la chiesa venne raccorciata.
Un'iscrizione posta all'ingresso afferma: HOC SACELLUM / IN VALLE SUPERIORI
ANDURNI / PRIMUM ERECTUM / RESTAURATUM EXORNATUM / ANNO MDCCLXXXVII. Un' altra
iscrizione ormai poco leggibile ricorda un restauro del 1837. Secondo D. Lebole
il piccolo campanile venne edificato nel 1823 - 24 (op.
cit. p. 58).

La mulattiera che da Oretto sale fra i boschi al santuario di S. Giovanni d' Andorno
"è un po' ripida, ma ombrosissima e sempre senza fango, anche in caso di
pioggia insistente, perché scavata in gran parte nella sienite decomposta, i
cui detriti la coprono di ottimo sabbione". Così scrivevano L. Pertusi e C. Ratti nell'insuperata Guida pel villeggiante nel
Biellese (Torino, 1886, p. 267), i quali
non conoscono il nome di Pediclosso, ma parlano della "chiesuola di S.
Maria, che vuolsi sia il più antico edificio religioso della valle” (Foto R. Ordano)..
In questo sito nella sezione Montagne Biellesi si può
vedere l’articolo l’Alta
Valle Cervo.