
Capitolo I
Origini ideologiche
Articolo 1
La base del Movimento di Resistenza Islamico è l'Islam. Dall'Islam deriva le
sue idee e i suoi precetti fondamentali, nonché la visione della vita, dell'universo
e dell'umanità; e giudica tutte le sue azioni secondo l'Islam, ed è ispirato
dall'Islam a correggere tutti i suoi errori.
Articolo 2
Il Movimento di Resistenza Islamico è una delle branche dei Fratelli Musulmani
in Palestina. Il Movimento dei Fratelli Musulmani è un'organizzazione mondiale,
uno dei più grandi movimenti islamisti dell'era moderna. È caratterizzato dalla
profonda comprensione, da nozioni precise e da una totale padronanza di tutti
i concetti islamici in tutti i settori della vita: nelle visioni e nelle credenze,
in politica, nell'economia, nell'educazione e nella società, nel diritto e
nella legge, nell'apologetica e nella dottrina, nella comunicazione e nell'arte,
nelle cose visibili e in quelle invisibili, e comunque in ogni altra sfera
della vita.
[...]
La concezione del tempo e dello spazio del Movimento di Resistenza Islamico
Articolo 5
Poiché il Movimento di Resistenza Islamico adotta l'Islam come il suo stile
di vita, le sue concezioni storiche vanno indietro fino alla nascita del messaggio
islamico, all'epoca dei pii antenati (salaf, N.d.M.). Pertanto Allah è il suo
scopo, il Profeta è il suo modello, il Corano è la sua Costituzione. La sua
concezione dello spazio si estende ovunque i musulmani -coloro che adottano
l'Islam come stile di vita -vivano, in ogni luogo sulla faccia della Terra.
Di più: si estende fino alle profondità della Terra e alle sfere più alte dei
cieli.
«Non vedi come Dio assomiglia una buona parola a un albero buono che ha radice
salda e i rami alti nel cielo che dà i suoi frutti in ogni stagione col permesso
del Signore? Iddio propone similitudini agli uomini, a che essi riflettano»
(Corano XVI, 24-25).
Unicità e indipendenza
Articolo 6
Il Movimento di Resistenza Islamico è un movimento palestinese unico. Offre
ad Allah la sua lealtà, deriva dall'Islam il suo stile di vita, e si sforza
di innalzare la bandiera di Allah su ogni metro quadrato di terra della Palestina.
All'ombra dell'Islam è possibile per i seguaci di tutte le religioni coesistere
nella sicurezza: sicurezza per le loro vite, le loro proprietà, i loro diritti.
È quando l'Islam è assente che nasce il disordine, che l'oppressione e la distruzione
si scatenano, e che infuriano guerre e battaglie [...].
Articolo 7
[...] Il Movimento di Resistenza Islamico è uno degli anelli della catena del
jihad nella sua lotta contro l'invasione sionista. È legato all'anello rappresentato
dal martire 'Izz al-Din al Qassam e dai suoi fratelli nel combattimento, i
Fratelli Musulmani del 1936. E la catena continua per collegarsi ad un altro
anello, il jihad degli sforzi dei Fratelli Musulmani nella guerra del 1948,
nonché le operazioni di jihad dei Fratelli Musulmani nel 1968 ed oltre.
Benché gli anelli siano distanti l'uno dall'altro e molti ostacoli siano stati
posti di fronte ai combattenti da coloro che si muovono agli ordini del sionismo,
così da rendere talora impossibile il perseguimento del jihad, il Movimento
di Resistenza Islamico ha sempre cercato di corrispondere alle promesse di
Allah, senza chiedersi quanto tempo ci sarebbe voluto. Il Profeta - le benedizioni
e la Pace di Allah siano con Lui - dichiarò: «L'ultimo giorno non verrà finché
tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li
uccideranno e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o
un albero, e la pietra e l'albero diranno: "O musulmano, o servo di Allah,
c'è un ebreo nascosto dietro di me -vieni e uccidilo"; ma l'albero di
Gharqad non lo dirà, perché è l'albero degli ebrei» (riferito da al-Bukhari
e da Muslim).
Capitolo III
Strategie e mezzi
Strategie del Movimento di Resistenza Islamico: la Palestina è un sacro deposito
per i musulmani
Articolo 11
li Movimento di Resistenza Islamico crede che la terra di Palestina sia un
deposito legale (waqf), terra islamica affidata alle generazioni dell'Islam
fino al giorno della resurrezione. Non è accettabile rinunciare a nessuna parte
di essa. Nessuno stato arabo, né tutti gli stati arabi nel loro insieme, nessun
re o presidente, né tutti i re e i presidenti messi assieme, nessuna organizzazione,
né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite, hanno il diritto di disporre
o di cedere anche un singolo pezzo di essa, perché la Palestina è terra islamica
affidata alle generazioni dell'Islam sino al giorno del Giudizio. Chi, dopo
tutto, potrebbe arrogarsi il diritto di agire per conto di tutte le generazioni
dell'Islam fino al giorno del Giudizio?
Questa è la regola nella Legge islamica (shari'a), e la stessa regola si applica
ad ogni terra che i musulmani abbiano conquistato con la forza, perché al tempo
della conquista i musulmani l'hanno consacrata per tutte le generazioni dell'Islam
fino al giorno del Giudizio. [...]
L'opinione del Movimento di Resistenza Islamico sulla Patria e sul nazionalismo
Articolo 12
Secondo il Movimento di Resistenza Islamico, il nazionalismo è parte legittima
del suo credo religioso. Nulla è più vero e profondo del nazionalismo che combatte
un jihad contro il nemico e affrontarlo a viso aperto quando mette piede sulla
terra dei musulmani. Questo diventa un obbligo individuale per ogni uomo e
donna musulmani: alla donna è permesso combattere il nemico anche senza l'autorizzazione,
e allo schiavo senza il permesso del padrone.
Nulla di simile si ritroverà in alcun altro sistema; questo fatto è innegabile.
Mentre altre forme di nazionalismo si basano su considerazioni materiali, umane
o territoriali, il nazionalismo del Movimento di Resistenza Islamico accoglie
in sé tutto questo, ma comporta, in più, fattori divini molto più importanti,
che gli infondono spirito e vita, giacché è collegato alle origini stesse dello
spirito di chi dà la vita e leva nel cielo della patria una bandiera divina
che collega la Terra al Cielo con un Legame strettissimo. Quando Mosé si presenta
e leva il suo bastone, in verità la magia e i maghi sono ridotti al silenzio.
«"La retta via ben si distingue dall'errore, e chi rifiuta Tagut e crede
in Dio s'è afferrato all'impugnatura saldissima che mai si può spezzare, e
Dio ascolta e conosce"» (Corano II, 256).
Pace, iniziative di pace e conferenze internazionali
Articolo 13
Le iniziative di pace, le cosiddette iniziative pacifiche, le conferenze internazionali
per risolvere il problema palestinese, contraddicono tutte le credenze del
Movimento di Resistenza Islamico. In verità, cedere qualunque parte della Palestina
(che comprende dunque il territorio che l'ONU ha invece assegnato a Israele
e che Hamas considera inalienabile e indisponibile [N.d.r]), equivale a cedere
una parte della religione. Il nazionalismo del Movimento di Resistenza Islamico
è parte della sua religione, e insegna ai suoi membri ad aderire alla religione
e ad innalzare la bandiera di Allah sulla loro patria mentre combattono il
jihad.
«Che Dio vince sempre nell'eseguir il Suo Piano, ma i più non lo sanno, fra
gli uomini» (Corano XlI, 21).
Di tanto in tanto si sente un appello per organizzare una conferenza internazionale
per cercare una soluzione al problema palestinese. Alcuni accettano l'idea,
altri la rifiutano per una ragione o per l'altra, domandando il rispetto di
una o più condizioni come requisito per organizzare la conferenza o parteciparvi.
Ma il Movimento di Resistenza Islamico, che conosce le parti che partecipano
alle conferenze e il loro atteggiamento passato e presente rispetto al problema
dei musulmani, non crede che queste conferenze siano capaci di rispondere alle
domande, o restaurare i diritti o rendere giustizia agli oppressi. Queste conferenze
non sono che un mezzo per imporre il potere dei miscredenti sui territori dei
musulmani. E quando mai i miscredenti hanno reso giustizia ai credenti?
«E certo né ebrei né cristiani saran contenti di te finché tu non seguirai
la loro religione, ma tu rispondi: "È la guida che viene da Dio che è
la vera Guida!", ché, se t'arrendessi ai loro desideri dopo che tu hai
saputo quel che hai saputo, non avrai aiuti né protettori di contro all'ira
di Dio» (Corano II, 120).
Non c'è soluzione al problema palestinese se non il jihad. Quanto alle iniziative
e alle conferenze internazionali, sono perdite di tempo e giochi da bambini.
Il popolo palestinese è troppo nobile per mettere il suo futuro, i suoi diritti
e il suo destino nelle mani della vanità [...].
I tre circoli
Articolo 14
La liberazione della Palestina è legata'a tre circoli: il circolo palestinese,
il circolo arabo e il circolo islamico. Ciascuno ha un ruolo da giocare nella
lotta contro il sionismo e ha specifici doveri da compiere. È un grave errore
e un terribile atto di ignoranza dimenticare uno di questi circoli perché la
Palestina è terra islamica dove la prima qibla (luogo verso cui si volge la
preghiera: la Mecca dopo le battaglie di Maometto contro gli ebrei della Medina
N.d.r.) e il terzo santuario più santo (la moschea di al Aqsa) sono situati,
così come il luogo in cui il Profeta - possano le benedizioni e la pace di
Allah rimanere con Lui ascese - al Cielo.
«Gloria a Colui che rapì di notte il Suo servo dal Tempio Santo al Tempio Ultimo,
dai benedetti precinti, per mostrargli dei Nostri Segni. In verità Egli è l'Ascoltatore,
il Veggente» (Corano XVII, 1).
Considerando questa situazione, la liberazione della Palestina è un dovere
individuale, obbligatorio per ciascun musulmano, dovunque si tr0vi. È su queste
basi che il problema della Palestina deve essere visto e ogni musulmano deve
saperlo.
Quando il problema è affrontato su questa base, quando tutte le potenzialità
dei tre circoli sono mobilitate, allora le circostanze presenti possono cambiare,
e il giorno della liberazione si avvicina.
«Ma certo voi siete più forti di loro pel terrore che Dio ha gettato loro in
cuore, e questo perché essi son gente che nulla comprendono» (Corano LIX, 13).
[...]
I poteri che sostengono il nemico
Articolo 22
Il nemico ha programmato per lungo tempo quanto poi è riuscito a compiere,
tenendo conto di tutti gli elementi che hanno storicamente determinato il corso
degli eventi. Ha accumulato una enorme ricchezza materiale, fonte di influenza,
che ha consacrato a realizzare il suo sogno.
Con questo denaro ha preso il controllo dei mezzi di comunicazione del mondo,
per esempio le agenzie di stampa, i grandi giornali, le case editrici e le
catene radio-televisive.
Con questo denaro ha fatto scoppiare rivoluzioni in varie parti del mondo,
con lo scopo di soddisfare i suoi interessi e trarre altre forme di profitto.
Questi nostri nemici erano dietro la Rivoluzione Francese e la Rivoluzione
Russa e molte rivoluzioni di cui abbiamo sentito parlare, di qua e di là nel
mondo. È con il denaro che hanno formato organizzazioni segrete nel mondo,
per distruggere la società e promuovere gli interessi sionisti. Queste organizzazioni
sono la massoneria, il Rotary Club, i Lions Club, il B'nai B'rith e altre.
Sono tutte organizzazioni distruttive dedite allo spionaggio.
Con il denaro il nemico ha preso il controllo degli stati imperialisti e li
ha persuasi a colonizzare molti paesi per sfruttare le loro risorse e diffondervi
la corruzione.
A proposito delle guerre locali e mondiali tutti sanno che i nostri nemici
hanno organizzato la Prima Guerra Mondiale per distruggere il califfato islamico.
Il nemico ne ha approfittato finanziariamente e ha preso il controllo di molte
fonti di ricchezza; ha ottenuto la Dichiarazione Balfour e ha fondato la Società
delle Nazioni come strumento per dominare il mondo. Gli stessi nemici hanno
organizzato la Seconda Guerra Mondiale, nella quale sono diventati favolosamente
ricchi grazie al commercio delle armi e del materiale bellico e si sono preparati
a fondare il loro Stato. Hanno ordinato che fosse formata l'Organizzazione
delle Nazioni Unite, con il Consiglio di Sicurezza all'interno di tale organizzazione,
per mezzo della quale dominano il mondo.
Nessuna guerra è mai scoppiata senza che si trovassero le loro impronte digitali.
«Ogni volta che accenderanno un fuoco di guerra lo spegnerà Iddio; ed essi
faranno ogni sforzo per·seminare corruzione sulla terra, ma Dio non ama i corruttori'»
(Corano V, 64).
I poteri imperialisti sia nell'Ovest capitalistico, sia nell'Est comunista,
sostengono il nemico con tutta la loro forza, in termini materiali e umani,
alternandosi in questo ruolo. Quando l'Islam si risveglia, le forze della miscredenza
si uniscono per combatterlo, perché la nazione dei miscredenti è una.
«O voi che credete! Non sceglietevi come intimi amici persone estranee alla
Fede ché questi non mancheranno di mandarvi in rovina. Ad essi piacerebbe mettervi
in imbarazzo, e l'odio sgorga loro dalla bocca, e quel che celano in cuore
è ancora peggiore. Noi vi abbiam dunque dichiarato i Segni, oh, se voi comprendeste!»
(Corano III, 118).
Non è invano che il verso precedente finisca con le parole di Allah «se voi
comprendeste».
L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina
Articolo 27
L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) ci è più vicina di
ogni altra organizzazione: comprende i nostri padri, fratelli, parenti e amici.
Come potrebbe un buon musulmano respingere suo padre, suo fratello, il suo
parente o il suo amico? La nostra patria è una, la nostra tragedia è una, il
nostro destino è uno, il nemico è comune.
A causa delle circostanze in cui è avvenuta la formazione dell'OLP e la confusione
ideologica che prevale nel mondo arabo a causa dell'invasione ideologica che
lo ha colpito dopo le Crociate e che è proseguita con l'orientalismo, il lavoro
dei missionari e l'imperialismo, l'OLP ha adottato l'idea di uno stato laico,
ed ecco quello che ne pensiamo. L'ideologia laica è diametralmente opposta
al pensiero religioso. Il pensiero è la base per tutte le posizioni, i modi
di comportamento e le decisioni.
Pertanto, nonostante il nostro rispetto per l'OLP - e per quello che potrà
diventare in futuro -, e senza sottovalutare il suo ruolo nel conflitto arabo-israeliano,
ci rifiutiamo di servirci del pensiero laico per il presente e per il futuro
della Palestina, la cui natura è islamica. La natura islamica della questione
palestinese è parte integrante della nostra religione, e chi trascura una parte
integrante della sua religione certamente è perduto.
«E chi se non lo stolto potrebbe mai avversare la Nazione d'Abramo? Poiché
Noi lo abbiamo eletto in questo mondo, e nell'altro egli è fra i Buoni.» (Corano
II, 130).
Quando l'OLP avrà adottato l'Islam come suo sistema di vita, diventeremo i
suoi soldati e la legna per i suoi fuochi che bruceranno i nemici. Fino a quando
questo non avvenga ma preghiamo Allah perché avvenga presto - la posizione
del Movimento di Resistenza Islamico rispetto all'OLP è quella di un figlio
di fronte al padre, di un fratello di fronte al fratello, di un parente di
fronte al parente che soffre per il dolore dell'altro quando una spina gli
si è conficcata addosso, che sostiene l'altro nella sua lotta con il nemico
e gli augura di essere ben guidato e giusto.
I fratelli, i fratelli! Colui che non ha fratello è come chi va in battaglia
senza armi. Un cugino per un uomo svolge il ruolo delle migliori ali, e forse
il falco si leva in volo senza ali?
Gii Stati e governi arabi e islamici
Articolo 28
L'invasione sionista è veramente malvagia. Non esita a prendere ogni strada
e a ricorrere ai mezzi più disonorevoli e ripugnanti per compiere i suoi desideri.
Nelle sue attività di infiltrazione e spionistiche, si affida ampiamente alle
organizzazioni clandestine che ha fondato, come la massoneria, il Rotary Club
e i Lions Club, e altri gruppi spionistici. Tutfe queste organizzazioni, siano
segrete o aperte, operano nell'interesse del sionismo e sotto la sua direzione.
Il loro scopo è demolire la società, distruggere i valori, violentare le coscienze,
sconfiggere le virtù, e porre I. nel nulla l'Islam. Sostengono il traffico
di droga e di alcol di tutti i tipi per facilitare la loro opera di controllo
e di espansione.
Ai paesi arabi che confinano con Israele chiediamo di aprire i loro confini
ai combattenti, ai figli dei popoli arabi e islamici, per permettere loro di
svolgere il loro ruolo, e di unire i loro sforzi a quelli dei loro fratelli,
i fratelli musulmani della Palestina.
Come minimo, gli altri Stati arabi e islamici devono aiutare i combattenti
concedendo loro libertà di movimento.
Non dobbiamo mancare di ricordare a ogni musulmano che, quando gli ebrei hanno
conquistato la nobile Gerusalemme nel 1967, di fronte alle porte della benedetta
moschea di Al-Aqsa, gridavano con gioia: «Muhammad è morto, e ha lasciato dietro
di sé solo donnicciole».
Israele, in quanto Stato Ebraico, e i suoi ebrei sfidano l'Islam e tutti i
musulmani. «Così gli occhi dei codardi non dormono».
Il tentativo di isolare il popolo palestinese
Articolo 32
Il sionismo mondiale e le forze imperialiste hanno tentato, attraverso astute
manovre e un'attenta programmazione, di rimuovere gli Stati arabi, uno dopo
l'altro, dal circolo del conflitto con il sionismo, così da trovarsi di fronte
al popolo palestinese da solo.
L'Egitto è già stato rimosso dal circolo del conflitto, in gran parte attraverso
gli accordi traditori di Camp David, e ha cercato di trascinare gli altri stati
arabi in accordi simili, per rimuovere anche loro dal circolo del conflitto.
Il Movimento di Resistenza Islamico chiama i popoli arabi e islamici a fare
uno sforzo serio e incessante per prevenire la realizzazione di questo orribile
piano e per rendere le masse consapevoli del pericolo di ritirarsi dal circolo
del conflitto con il sionismo. Oggi si tratta della Palestina, domani di uno
o più altri paesi. Perché lo schema sionista non ha limiti, e dopo la Palestina
cercherà di espandersi dal Nilo all'Eufrate. Quando avrà digerito la regioné
di cui si è cibato, guarderà avanti verso un'ulteriore espansione, e così via.
Questo è il piano delineato nei Protocolli degli Anziani di Sion, e il comportamento
presente del sionismo costituisce la migliore testimonianza di quanto era stato
affermato in quel documento.
Abbandonare il circolo del conflitto con il sionismo è alto tradimento e risulterà
in una maledizione sul colpevole.
«Chiunque, in quel giorno, mostrerà loro le spalle (a meno che non si distacchi
dagli altri per combattere, o non si unisca a un'altra schiera combattente),
incorrerà nell'ira di Dio e sua dimora sarà la gehenna: qual tristo andare!»
(Corano VIII, 16).
Dobbiamo mettere insieme le nostre forze e capacità per affrontare questa invasione
malvagia, nazista e tartara. Altrimenti, perderemo le nostre patrie, i loro
abitanti perderanno le loro case, la corruzione si diffonderà sulla Terra,
tutti i valori religiosi saranno distrutti. Che ognuno sappia che ne sarà responsabile
di fronte ad Allah.
«E chi ha fatto un grano di bene lo vedrà. E chi ha fatto un grano di male
lo vedrà» (Corano XCIX, 7-8).
All'interno del circolo del conflitto con il sionismo, il Movimento di Resistenza
Islamico si considera la punta di lancia o l'avanguardia. Si unisce a tutti
coloro che sono attivi nell'arena palestinese. Quello che rimane da fare è
un'azione continua da parte dei popoli arabi e islamici, e delle organizzazioni
islamiche nel mondo arabo e musulmano, perché sono queste a essere meglio preparate
per la prossima fase della lotta contro gli ebrei, i mercanti di guerre.
«Ogni volta che accenderanno un fuoco di guerra lo spegnerà Iddio; ed essi
faranno ogni sforzo per seminare corruzione sulla terra, ma Dio non ama i corruttori!»
(Corano V, 64).
Testo tratto da:
Carlo Panella
Non è lo stesso Dio, non è lo stesso Uomo: Bibbia e Corano a confronto
Cantagalli Editore, 2009
Testo completo in Inglese:
http://memri.org/bin/articles.cgi?Page=archives&Area=sd&ID=SP109206#_ednref5
Testo completo in Arabo:
http://www.islamonline.net/Arabic/doc/2004/03/article11.SHTML
Statuto = mythaq = ميثاق
Ha = movimento = Haraka= حركة
M = resistenza = al-Muqawama = المقاومة
AS = Islamica= al-ISlamia = الإسلامية
HAMAS = حماس