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Patto di Omar (7° secolo?)

Lo stato dei Non-Musulmani sotto la dominazione Musulmana


Dopo la rapida espansione della dominazione Musulmana nel 7° secolo, i capi Musulmani dovettero elaborare una strategia per trattare con le popolazioni non musulmane, che, in molte zone, rimasero per secoli la maggioranza. La soluzione fu lo sviluppo del concetto di "dhimma" o "protezione".

Ai Dhimmi (Protetti) si richiedeva il pagamento di una tassa ad hoc, ma, a parte questo, generalmente non erano molestati. Ciò si accorda abbastanza bene col trattamento imposto ai non Cristiani nella Cristiana Europa. Sembra che il Patto di Omar sia stato l'accordo di pace offerto dal Califfo Omar ai Cristiani di Siria un "Patto" che costituì il modello delle successive interazioni.

   

 

Abbiamo udito da 'Abd al-Rahman Ibn Ghanam (morto nel 78 A.E./697 A.D.) ciò che segue: Quando Omar ibn al-Khattab, che Dio sia compiaciuto di lui, accordò la pace ai Cristiani di Siria, noi gli scrivemmo quanto segue:


Nel nome di Dio, Compassionevole e Misericordioso. Questa è una lettera indirizzata al Servo di Dio Omar [Ibn al-Khattab], Comandante dei Credenti, dai Cristiani di tale e tale città. Quando tu marciasti contro di noi, ti abbiamo richiesto protezione (أمان) per noi stessi, i nostri discendenti, le nostre proprietà e la nostra comunità e ci impegnamo ad osservare i seguenti obblighi nei vostri confronti:

 

Noi non costruiremo nuovi Monasteri, nuove Chiese, nuovi conventi o celle di monaci nelle nostre città e nei loro sobborghi, nè riparareremo quelle che andassero in rovina o quelle situate nei quartieri dei Musulmani.

 

Noi terremo le nostre porte spalancate per i viandanti e i viaggiatori Noi daremo vitto e alloggio per tre giorni a tutti i Musulmani che attraversano la nostra via. 

 

Noi non daremo rifugio nelle nostre chiese o nelle nostre residenze ad alcuna spia, nè la terremo nascosta ai Musulmani.


Noi non insegneremo il Corano ai nostri bambini.

 

Noi non manifesteremo la nostra religione pubblicamente, e non convertiremo alcuno. Non impediremo a nessuno dei nostri di convertirsi all'Islam, se così volesse.


Noi mostreremo rispetto verso i Musulmani e ci alzeremo dai nostri sedili quando loro vogliono sedersi.


Noi non cercheremo di somigliare ai Musulmani, imitando qualsiasi elemento del loro abbigliamento, il qalansuwa (copricapo), il turbante, le calzature  l'acconciatura. Non parleremo come loro, nè adotteremo i loro soprannomi ( كُنية ).  

 

Noi non saliremo sulle selle, non cingeremo spade e non ci armeremo con armi di nessun genere e non trasporteremo armi sulle nostre persone.


Noi non incideremo iscrizioni arabe sui nostri sigilli.


Noi non venderemo bevande fermentate.

 

Noi raseremo la parte anteriore del capo (delle nostre teste).


Noi ci vestiremo sempre allo stesso modo, ovunque saremo e avvolgeremo lo zunar (ampia fascia) attorno ai (nostri) fianchi.


Non mostreremo le nostre croci nè i nostri libri nelle strade e nei mercati dei Musulmani. Nelle nostre chiese useremo soltanto campanelle molto delicatamente. Non alzeremo la voce seguendo i nostri morti. Non mostreremo luci in nessuna delle strade dei Musulmani o nei loro mercati. Non seppelliremo i nostri morti vicino ai Musulmani.


Non prenderemo schiavi che siano stati riservati ai Musulmani.


Non costruiremo case più alte di quelle dei Musulmani.


(Quando consegnai la lettera a Omar, che Dio si compiaccia di lui, aggiunse:"Non colpiremo un Musulmano") 


Accettiamo queste condizioni per noi stessi e per la gente della nostra comunità e, in cambio, riceviamo protezione (salvacondotto).


Se violeremo, in qualsiasi modo questi impegni per i quali noi stessi ci facciamo garanti, noi perderemo il nostro patto (protezione) e diventeremo soggetti alle punizioni (previste) per disobbedienza e sedizione


Omar Ibn al Khattab replicò: Firma quello che chiedono, ma aggiungi due clausole e imponile a loro in aggiunta a quelle che hanno promesso. Esse sono:

"Non dovranno comperare alcuno fatto prigioniero dai Musulmani" e

"Chiunque colpisce un Musulmano volontariamente perderà la protezione di questo patto"-

 

da Al-Turtushi, Siraj al-Muluk, pp. 229-230. 

 


Questo testo è parte del Internet Medieval Source Book. Il "Sourcebook" è una collezione di testi di pubblico dominio relativi alla storia medioevale e Bizantina.

 

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Tradotto dall'Inglese da Paolo V. Mantellini. Gennaio 2008.


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