Bloggando il Corano: Sura 9, “Il Pentimento”, Versetti 30-49

 di ROBERT SPENCER  (16, Dicembre, 2007)

Traduzione di PAOLO MANTELLINI

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Non si sono mai trovati Ebrei che corrispondano alla descrizione che ne fa il Corano, nel Versetto 30 della Sura 9, che abbiano proclamato che Ezra era il Figlio di Dio. Ibn Juzayy spiega che, in realtà, solo un piccolo gruppo di Ebrei lo sosteneva, ma "è attribuito a tutti perché loro seguivano quelli che lo sostenevano". Il Tanwîr al-Miqbâs min Tafsîr Ibn ‘Abbâs attribuisce questo credo agli Ebrei di Medina. Ad ogni modo, questo credo, affermato dal Corano e pertanto confermato come vero nelle menti di molti Musulmani, rende gli Ebrei, così come i Cristiani, colpevoli di shirk, l'associazione di compagni ad Allah, che è il peggior peccato di tutti. Ibn Juzayy cita un'altra autorità Islamica che dice che il credo Cristiano è "una miscredenza atroce". Aggiunge Ibn Kathir, “Ecco perché Allah ha definito entrambi i gruppi come bugiardi" perché "non hanno alcuna prova a favore delle loro pretese, tranne che bugie e falsificazioni".

Di conseguenza, sono maledetti da Allah. Il Versetto 30 prosegue dicendo "Li combatta Allah!", che Ibn Juzayy spiega come "Possa Allah maledirli!". La loro idolatria non li ferma proprio. Vanno addirittura oltre, tanto da prendere "come dei insieme ad Allah i loro rabbini e i loro monaci e il Messia, figlio di Maria, quando loro erano tenuti ad adorare soltanto Allah, l'Unico" (v. 31). Ma, allora, gli Ebrei adorano i rabbini e i Cristiani adorano i monaci? Non direttamente: Maometto spiegò che i rabbini e i monaci proibirono agli Ebrei e ai Cristiani ciò che Allah aveva permesso e avevano permesso ciò che Allah aveva proibito "ed essi obbedirono a loro. Ecco perché loro li adorarono".

Maometto disse anche: "In verità, si sono guadagnati l'ira (di Allah) e i Cristiani sono stati guidati male" - un eco della Fatiha. Gli Ebrei e i Cristiani sono così perversi che vorrebbero "spegnere la luce di Allah" - cioè, dice il Tafsir al-Jalalayn, “la Sua Shari’a e le Sue prove" - "con le loro bocche" (v. 32), ma Allah farà fallire i loro piani. Ibn Juzayy spiega il Versetto 33 dicendo che Allah porrà l'Islam al di sopra di ogni altro "din", cioè, religione, e lo renderà "così forte da abbracciare l'Est e l'Ovest". Così lo espose Maometto: "Questa faccenda (l'Islam) continuerà a diffondersi fin dove arrivano il giorno e la notte, fin che Allah non lascerà neppure una casa di fango o di pelle, senza che questa religione sia entrata in essa, colmando di potenza la gente potente (i Musulmani) e colmando di umiliazione quella piena di ignominia (che respinge l'Islam)".

Ibn Juzayy aggiunge che "è detto" che l'Islam abbraccerà l'Est e l'Ovest "quando 'Isa [Gesù] discenderà e resterà solamente il din [la religione] dell'Islam". Questo si riferisce all'affermazione di Maometto che "il figlio di Maria (Gesù) scenderà presto tra voi (Musulmani) come un capo giusto e romperà la Croce e ucciderà il maiale e abolirà la Jizya (la tassa pagata dai non Musulmani, che sono sotto la protezione del governo Musulmano)". Cioè, Gesù abolirà la Dimmitudine, il contratto di protezione tra Musulmani e non Musulmani, e Islamizzerà il mondo.

Allah mette in guardia i Musulmani a proposito dei Rabbini Ebrei e dei Monaci Cristiani che "divorano le ricchezze dell'umanità con bramosia famelica e allontanano (gli uomini) dalla via di Allah" - le torture dell'inferno li aspettano (vv. 34-35). Dice Ibn Kathir: “Questo Ayah [Versetto] mette in guardia contro gli studiosi corrotti e contro i fedeli mal guidati. Sufyan bin `Uyaynah disse 'Quelli tra i nostri sapienti che diventano corrotti sono come gli Ebrei, mentre quelli tra i nostri fedeli che diventano mal guidati sono come i Cristiani' ... Quando Allah inviò il Suo Messaggero [Maometto], gli Ebrei persistettero sulla loro via errata, nella loro miscredenza e nella loro ribellione, sperando di mantenere il loro stato e la loro posizione. Tuttavia Allah cancellò tutto questo e glielo tolse insieme alla luce della ispirazione profetica e gli diede invece vergogna e degradazione, ed essi incontrarono l'Ira di Allah, l'Altissimo". Conseguentemente, i Musulmani "devono muovere guerra contro tutti gli idolatri, come loro muovono guerra a tutti voi" (v. 36). Nel Versetto 37, dice Ibn Kathir, “Allah ammonisce gl'idolatri perché scelgono le loro perverse opinioni invece della Legge di Allah. Cambiarono le Leggi di Allah in base ai loro vani desideri, permettendo ciò che Allah aveva proibito e proibendo ciò che Allah aveva permesso". I Musulmani non devono esitare a causa di un attaccamento a questo mondo (v. 38). Quest'ultimo Versetto "è un rimprovero", spiega Ibn Juzayy, “per coloro che rimasero indietro nella spedizione a Tabuk" che Maometto condusse contro i Bizantini. Coloro che non combattono - "cioè, non escono con il Profeta per la jihad", dice il Tafsir al-Jalalayn - saranno sottoposti alla punizione divina e sostituiti da altra gente (v. 39).

Non che Maometto avesse bisogno del loro aiuto, poiché "Allah in effetti lo aiutò quando i miscredenti lo espulsero" (v. 40). Ciò si riferisce, secondo Ibn Kathir, "all'anno dell'Egira" quando "i politeisti cercarono di uccidere, imprigionare o espellere il Profeta". I Musulmani devono combattere "leggeri o pesanti" cioè, in qualsiasi circostanza (v. 41) - benché Ibn Kathir, Ibn Juzayy e il Tafsir al-Jalalayn siano tutti d'accordo che quel comando fu abrogato da 9:91: "Non c'è colpa per gli invalidi, i malati o coloro che non trovano risorse da spendere (per la causa), se sono sinceri (negli obblighi) per Allah e il Suo Messaggero". 

Ancora, la jihad per amore di Allah (jihad fi sabil Allah, che definisce, nella teologia Islamica, la lotta armata per stabilire l'egemonia dell'ordine sociale islamico) è la migliore azione che un Musulmano può compiere (v. 41). Anche Maometto lo sottolineò in molte occasioni. Una volta un uomo gli chiese: "Guidami a una azione tale che eguagli la Jihad (in ricompensa)".

Maometto rispose: "Non c'è un'azione così".

Allah ha parole molto più dure per i Musulmani che non accompagnarono Maometto a Tabuk, accusandoli di preferire la vita comoda a un duro viaggio di jihad, mentendo col dire che avrebbero voluto andare se solo avessero potuto (v. 42). Allah rimproverò pure il Suo Profeta per aver esonerato dei Musulmani dalla spedizione a Tabuk (v. 43). Disse a Maometto che i veri Musulmani non esitarono a partire per la jihad, anche rischiando i loro beni e specialmente la loro vita. Quelli che rifiutarono di farlo non erano credenti (vv. 44-45). Ma, in realtà, era Allah ad essere "contrario a farli partecipare; così fu Lui che li fece restare indietro" (v. 46), perché, se avessero accompagnato la spedizione, avrebbero soltanto provocato problemi a Maometto (v. 47). Dopotutto, avevano complottato una ribellione anche prima (v. 48).

Secondo Ibn Ishaq, lo sconosciuto disertore che supplicò Maometto: "Concedimi il permesso (di restare a casa) e non tentarmi" (v. 49) si riferiva alla sua debolezza per le donne. Chiese a Maometto: "Mi permetterai di restare indietro senza tentarmi, perché tutti sanno che le donne mi piacciono troppo e temo che se vedo le donne Bizantine non sarò capace di controllarmi".

 Maometto gli concesse il permesso, ma Allah non appare contento e dice al Suo Profeta che chi gli chiese di essere esentato era già caduto in tentazione, solo per averglielo chiesto ed anche che l'inferno lo stava già aspettando (v. 49).

La prossima settimana: Come la gente fu spaventata dall'idea che i Versetti del Corano fossero rivelati a suo riguardo

[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano  in Italiano; N.d.T.]

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Sura IX

At-Tawba

( Il Pentimento o la Disapprovazione) 

Post-Eg. n°113 a parte i due ultimi versetti, di 129 versetti .

Questa sura, penultima ad essere rivelata, ha due nomi che derivano dai versetti 1 (Il disconoscimento) e 118 (Il pentimento). Sua particolarità il fatto che, unico caso in tutto il Corano, non inizia con la basmala (In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso). E’ possibile che questa omissione sia relativa alla considerazione generale del contenuto della sura, che denuncia inequivocabilmente ogni accordo di non aggressione stipulato con i pagani, vieta loro il pellegrinaggio alla Mecca, la frequentazione del Sacro Tempio e interdice la preghiera sulle loro spoglie mortali.

30. Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!

31. Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria, come signori all'infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico. Non vi è dio all'infuori di Lui! Gloria a Lui, ben oltre ciò che Gli associano!

32. Vorrebbero spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah non intende che perfezionare la Sua luce, anche se ciò dispiace ai miscredenti.

33. Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la Religione della verità, onde farla prevalere su ogni altra religione, anche se ciò dispiace agli associatori.

34. O voi che credete, molti dottori e monaci divorano i beni altrui, senza diritto alcuno, e distolgono dalla causa di Allah. Annuncia a coloro che accumulano l'oro e l'argento e non spendono per la causa di Allah un doloroso castigo

35. nel Giorno in cui queste ricchezze saranno rese incandescenti dal fuoco dell'Inferno e ne saranno marchiate le loro fronti, i loro fianchi e le loro spalle: “Questo è ciò che accumulavate? Gustate dunque quello che avete accumulato!”.

36. Presso Allah il computo dei mesi è di dodici mesi [lunari] nel Suo Libro, sin dal giorno in cui creò i cieli e la terra. Quattro di loro sono sacri. Questa è la religione retta. In questi mesi non opprimete voi stessi, ma combattete tutti assieme i politeisti, come essi vi combattono tutti assieme. Sappiate che Allah è con coloro che [Lo] temono.

37. In verità, il mese intercalare non è altro che un sovrappiù di miscredenza, a causa del quale si traviano i miscredenti: un anno lo dichiarano profano e un altro lo sacralizzano per alterare il numero dei mesi resi sacri da Allah. Così facendo, profanano quello che Allah ha reso sacro. Le peggiori azioni sono state rese belle ai loro occhi, ma Allah non guida il popolo dei miscredenti.*

*[ Versetto fondamentale per quanto riguarda la definizione islamica della scansione del tempo. È noto che il calendario lunare conta 354 giorni, 11 in meno di quello solare (12 quando l'anno viene considerato bisestile). Per questo motivo, gli astronomi del tempo della “jahiliyya” (dell'ignoranza, precedente alla rivelazione coranica), aggiungevano il “nasî'” (mese intercalare) ogni tre anni, ristabilendo la corrispondenza tra computo solare e lunare. A parte le preoccupazioni di ordine astronomico, ci si serviva del “nasî'” inserendolo tra i mesi sacri e facendo sì che fosse da pretesto ai razziatori per giustificare i loro attacchi ai pellegrini. Come si ricorderà erano considerati sacri Dhul' qidah, il successivo mese del Pellegrinaggio: Dhul'-Hijjia, quello ancora seguente Moharram e infine Rajab. Inserendo il mese intercalare dopo quello del Pellegrinaggio si veniva a creare una situazione di grave pericolo per i pellegrini che i razziatori colpivano sostenendo di essere nella “legalità”. Altro aspetto particolare di questa riforma del calendario, la rotazione del mese del digiuno, Ramadan, che ogni anno anticipa di 11-12 giorni e che in 33 anni circa fa tutto il giro del calendario solare. Allah, gloria a Lui l'Altissimo, volendo e programmando l'universalità della Legge coranica ha eliminato, con la Sua Scienza, qualsiasi possibilità di disparità di trattamento tra i musulmani dimoranti in diverse parti del mondo. Se, infatti, il mese del digiuno seguisse il calendario solare, alcuni credenti lo assolverebbero durante periodi di grande calore e di giornate molto lunghe e altri nel fresco, con poche ore di luce e, di conseguenza, con meno impegno e merito]

38. O voi che credete! Perché quando vi si dice: “Lanciatevi [in campo] per la causa di Allah”, siete [come] inchiodati alla terra?* La vita terrena vi attira di più di quella ultima? Di fronte all'altra vita, il godimento di quella terrena è ben poca cosa.

*[ Per quanto riguarda le condizioni della rivelazione di questo e dei versetti che seguono fino al vers. 49 (e poi 81/96) essi si riferiscono alla campagna che l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) iniziò per fronteggiare un supposto attacco da parte dei Bizantini. La preparazione della spedizione si scontrò con molte difficoltà sia di ordine personale che finanziario ed è nota come,“la leva difficoltosa”. Molti chiesero di essere esentati dal partecipare e il Profeta (pace e benedizioni su di lui) diede loro il permesso di restare. Quando infine la spedizione partì, calura e tribolazioni accompagnarono i credenti fino alla fonte di Tabûk, dove l'armata si attestò per poi ripiegare quando il Profeta (pace e benedizioni su di lui) si convinse che l'esercito imperiale non aveva nessuna intenzione di attaccare l'Arabia e Medina]

39. Se non vi lancerete nella lotta, vi castigherà con doloroso castigo e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non potrete nuocerGli in nessun modo. Allah è onnipotente.

40. Se voi non lo aiutate, Allah lo ha già soccorso il giorno in cui i miscredenti l'avevano bandito, lui, il secondo di due, quando erano nella caverna e diceva al suo compagno: “Non ti affliggere, Allah è con noi”.* Poi, Allah fece scendere su di lui la Sua pace, lo sostenne con truppe che voi non vedeste, e rese infima la parola dei miscredenti, mentre la Parola di Allah è la più alta. Allah è eccelso, saggio.

*[ Il Corano si riferisce ad un episodio cruciale nella vita del Profeta (pace e benedizioni su di lui) e della comunità islamica. Osteggiato e minacciato dai meccani politeisti, l'Inviato di Allah uscì da casa sul far dell'alba, lasciando nel suo letto il cugino Ali, che si era prestato ad ingannare quelli che stavano spiando la sua casa. Si incontrò con Abû Bakr, suo fedele amico, e partì alla volta di Medina dove già avevano trovato rifugio altri musulmani che non godevano, a differenza di Muhammad (pace e benedizioni su di lui), di alcuna protezione tribale. Era l'Egira. Per sfuggire alle pressanti ricerche dei loro nemici si rifugiarono in una grotta e, in quel frangente, il Profeta rassicurò il suo compagno preso da tristezza e scoramento per la sorte dell'Inviato di Allah, rammentandogli la presenza dell'Altissimo]

41. Leggeri o pesanti, lanciatevi nella missione e lottate con i vostri beni e le vostre vite. Questo è meglio per voi, se lo sapeste!

42. Se fosse stato un affare immediato e un viaggio breve, ti avrebbero seguìto; ma la distanza parve loro eccessiva. E allora si misero a giurare [in nome di Allah]: “Se avessimo potuto saremmo venuti con voi”. Si perdono da loro stessi, ma Allah sa perfettamente che sono dei bugiardi.

43. Che Allah ti perdoni: perché li hai dispensati [dal combattere], prima che tu potessi distinguere chi diceva il vero e chi era bugiardo?

44. Coloro che credono in Allah e nell'Ultimo Giorno non ti chiedono dispensa, quando si tratta di lottare con i loro beni e le loro vite. Allah conosce coloro che [Lo] temono.

45. Soltanto coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno ti chiedono dispensa: i loro cuori sono dubbiosi e restano sospesi nei loro dubbi.

46. Se avessero voluto, si sarebbero ben preparati a partire; ma Allah ha disdegnato la loro partenza: li ha impigriti. Venne detto loro: “Statevene in compagnia di quelli che rimangono [a casa]”.

47. Se fossero usciti con voi, vi avrebbero solo danneggiato, correndo qua e là e seminando zizzania, ché certo tra voi avrebbero trovato chi li avrebbe ascoltati. Ma Allah ben conosce gli ingiusti.

48. Già prima fomentavano ribellione ostacolando i tuoi progetti, finché venne la verità e trionfò il decreto di Allah, nonostante la loro avversione.

49. Fra di loro vi è chi dice: “Dispensami dalla lotta, non mettermi alla prova”. Che? Non sono già, stati messi alla prova? In verità l'Inferno circonderà i miscredenti.

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