Bloggando il Corano: Sura 9, “Il Pentimento”, Versetti 1-5
di ROBERT SPENCER (11, Novembre, 2007)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
La Sura 9, “Il Pentimento", è l'unica delle 114 Sure del Corano che non inizia con Bismillah ar-Rahman ar-Rahim - "Nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso". Ci sono varie spiegazioni. Il Califfo ‘Uthman (e altri, incluso Zamakhshari) dicono che il motivo dipende dal fatto che alcuni ritenevano che la Sura 8 e la Sura 9 fossero una Sura unica e che "il santo Profeta morì senza informarci se la Sura Bara’ah [Sura 9] faceva parte della Sura Anfal [Sura 8] o no". Ibn Kathir dice che l'omissione si verificò semplicemente "perché i Compagni non lo scrissero nella copia completa del Corano (Mushaf) che raccolsero. Maududi asserisce che la spiegazione corretta fu data da Imam Razi, che riferì che Bismillah fu tralasciato perché lo stesso Maometto non lo recitò all'inizio di questa Sura. Al-Hakim dice che non solo lo stesso Maometto non recitò il Bismillah, ma comandò che no fosse recitato all'inizio di questa Sura.
Perché no? Il Tafsir al-Jalalayn spiega l'ordine di Maometto dicendo che il Bismillah "è sicurezza, e [la Sura 9] fu rivelata quando la sicurezza era stata rimossa dalla spada". ‘Ali ibn Abi Talib concorda, dicendo che il Bismillah "porta sicurezza, mentre questa Sura fu rivelata con la spada. Ecco perché non comincia con la sicurezza". Il Tafsir al-Jalalayn aggiunge che "Hudhayfa racconta che loro la chiamavano la Sura del Pentimento, mentre, in realtà, è la Sura della Punizione".
La proibizione, comunque, rimane. Studiosi come Jazari e Shatbi dicono che il Bismillah non deve essere recitato all'inizio di questa Sura, benché Bulandshahri sostenga che se qualcuno recita la Sura 9 cominciando da un punto diverso dall'inizio, può recitare il Bismillah, se lo ritiene opportuno.
Secondo un hadith registrato da Bukhari, la Sura 9 fu l'ultima Sura completa ad essere rivelata, anche se parti di un'altra Sura furono rivelate successivamente. Un altro hadith dice che la Sura 110 fu in effetti l'ultima, ma, ad ogni modo, la Sura 9 è molto tarda, e tra le ultime rivelazioni ricevute da Maometto. Giunse al tempo della inconcludente spedizione che Maometto intraprese contro una guarnigione Bizantina a Tabuk, nell'Arabia del Nord, nel 631, e gran parte del suo contenuto tratta degli eventi correlati a questo tentativo di affrontare in battaglia l'esercito del grande Impero Cristiano.
Tuttavia, inizia rivolgendosi ai pagani della Mecca. I Versetti 1-12 liberano gl'infedeli da ogni obbligo cui fossero legati da trattati stipulati con i Musulmani e tutti i trattati esistenti vengono ridotti a un periodo di quattro mesi (vv. 1-3).
Questa restrizione arriva con l'ammonimento che "Allah coprirà di vergogna coloro che Lo respingono" (v. 2), che il Tafsir al-Jalalayn spiega in questo modo: "umiliandoli in questo mondo, facendoli uccidere, e nell'altro, [mandandoli] nel Fuoco". L'annuncio che "Allah e il Suo Messaggero dissolvono gli obblighi (dei trattati) coi pagani" e li chiamano al pentimento e all'accoglimento dell'Islam, è fatto durante il Pellegrinaggio [Hajj] (v. 3). Ciò si riferisce solo a quei pagani che hanno violato i termini dei loro trattati con i Musulmani; gli altri trattati saranno onorati fino alla loro scadenza (v. 4). As-Sawi dice che questa è un'eccezione al limite di quattro mesi, concessa alla tribù dei Damra, "a cui ancora rimanevano nove mesi del loro trattato".
E poi arriva il famoso Versetto della Spada, che contiene l'ordine di "ammazzare gl'infedeli ovunque li trovi" (v. 5). E' comprensibile che questo sia un Versetto molto amato dai jihadisti di oggi. In un sermone del 2003, Osama bin Laden si rallegrava per questo Versetto: "Lode ad Allah che rivelò il Versetto della Spada al suo servo e messaggero [il Profeta Maometto], per stabilire la verità e abolire la menzogna".
Ibn Juzayy nota che il Versetto 5 abroga "ogni trattato di pace nel Corano" e, in particolare, abroga le direttive di 47:4 di "liberare gratuitamente o dietro riscatto" gl'infedeli prigionieri. Secondo As-Suyuti, "Questo è un Ayat della Spada che abroga il perdono, la tregua e la noncuranza" - cioè, forse, la noncuranza per le offese dei pagani. Il Tafsir al-Jalalayn dice che i Musulmani devono "ammazzare gli idolatri ovunque trovati, sia durante il [periodo] legittimo che durante il [periodo] sacro, farli prigionieri e confinarli in castelli o fortezze, finché non abbiano altra scelta che [essere messi a] morte o [accettare] l'Islam".
Ibn Kathir fa eco sostenendo che i Musulmani non devono "aspettare di incontrarli. Piuttosto, cercarli e assediarli nei loro territori e nelle loro fortezze, raccogliere informazioni su di loro mediante varie vie e vari canali, in modo che ciò che è fatto in grande sembri piccolo a loro. In tal modo, non avranno altra scelta se non morire o abbracciare l'Islam". Inoltre, non pare proprio che concordi con l'opinione diffusamente sostenuta oggi dai commentatori filo-islamici in Occidente - che questo Versetto si applica esclusivamente solo ai pagani della penisola Arabica del tempo di Maometto, e che quindi non ha ulteriori applicazioni. Lui, al contrario, asserisce che "uccidete gl'infedeli ovunque li troviate" significa proprio quello: gl'infedeli devono essere uccisi "sulla terra in generale, eccetto che nell'Area Sacra" - cioè la moschea sacra alla Mecca, in accordo con 2:191.
Se i miscredenti si convertono all'Islam, i Musulmani devono smettere di ucciderli. Così il Tafsir al-Jalalayn: “Ma se si pentono, della loro miscredenza, se eseguono le preghiere, se pagano le decime, allora lasciate libere le loro vie, e non interferite con essi". Ibn Kathir: “Questi Ayat [Versetti] consentono di combattere i popoli, fino a che non abbraccino l'Islam e osservino le sue regole e i suoi comandamenti". Qutb dice che l'interruzione dei trattati, con un periodo di garanzia di quattro mesi, combinato con il richiamo ad uccidere gl'infedeli, "non era intesa come una campagna di vendetta o di sterminio, ma piuttosto come un monito che procurasse loro un buon motivo per accettare l'Islam".
Tuttavia, Asad dice che il Versetto 5 "certamente non implica una alternativa tra 'conversione o morte', come viene sostenuto da alcuni critici ostili all'Islam". Dice infatti che "la guerra è permessa solo per autodifesa" in accordo con 2:190, e che "la conversione del nemico all'Islam... non è che uno, e assolutamente non l'unico, modo per cessare le ostilità". Egli indica all'attenzione del lettore i Versetti 4 e 6 per ulteriore delucidazione; si parlerà del Versetto 6 la prossima settimana.
Infine, è importante notare che, in accordo con As-Suyuti, il giurista As-Shafi'i prese questo Versetto come convalida per l'uccisione di chiunque abbandona la preghiera e per combattere chiunque rifiuta di pagare la zakat [elemosina]. Alcuni lo usano come prova che essi sono kafirun [miscredenti]". Allo stesso modo Ibn Kathir: "Abu Bakr As-Siddiq usò questo e altri onorevoli Ayat come approvazione per combattere coloro che si rifiutavano di pagare la Zakat". Così, anche i Musulmani che non adempiono agli obblighi dell'Islam ricadono nella categoria di coloro che devono essere combattuti. Questo è un principio che i movimenti Salafiti di oggi applicano ampiamente e usano frequentemente per etichettare come miscredenti i governi che non governano secondo strette leggi Islamiche che quindi devono essere combattuti da chi si considera un vero Musulmano. Questo è quanto sta accadendo oggi con la rivolta Salafita contro il Pakistan di Musharraf e, in grado minore, in Egitto contro Mubarak e addirittura anche in Arabia Saudita contro la Casa di Saud.
La prossima settimana: "Combatteteli! Allah li punrà per vostra mano!"
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura IX
At-Tawba
( Il Pentimento o la Disapprovazione)
Post-Eg. n°113 a parte i due ultimi versetti, di 129 versetti .
Questa sura, penultima ad essere rivelata, ha due nomi che derivano dai versetti 1 (Il disconoscimento) e 118 (Il pentimento). Sua particolarità il fatto che, unico caso in tutto il Corano, non inizia con la basmala (In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso). E’ possibile che questa omissione sia relativa alla considerazione generale del contenuto della sura, che denuncia inequivocabilmente ogni accordo di non aggressione stipulato con i pagani, vieta loro il pellegrinaggio alla Mecca, la frequentazione del Sacro Tempio e interdice la preghiera sulle loro spoglie mortali.
1. Disapprovazione da parte di Allah e del Suo Messaggero, nei confronti di quei politeisti con i quali concludeste un patto.
2. Per quattro mesi potrete liberamente viaggiare sulla terra* e sappiate che non potrete ridurre Allah all'impotenza. Allah svergogna i miscredenti.
*[“Per quattro mesi”: secondo alcuni commentatori si tratterebbe di un vero e proprio ultimatum intimato da Allah (gloria a Lui l'Altissimo) ai pagani. Il periodo sarebbe iniziato il 10 di Dhul'-Hijjia del IX anno dall'Egira per terminare il 10 di Rabi'a II]
3. Ecco, da parte di Allah e del Suo Messaggero, un proclama alle genti nel giorno del Pellegrinaggio*: “Allah e il Suo Messaggero disconoscono i politeisti. Se vi pentite, sarà meglio per voi; se invece volgerete le spalle, sappiate che non potrete ridurre Allah all'impotenza. Annuncia, a coloro che non credono, un doloroso castigo.
*[“nel giorno del Pellegrinaggio”: secondo alcuni si tratta del X giorno di Dhul'-Hijja, in cui si compie il sacrificio a Mina, altri invece, basandosi su di un hadith dell'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), affermano che si tratti piuttosto del giorno in cui i pellegrini stazionano ad Arafâ. Il Profeta infatti disse: “L'Hajj è Arafâ”]
4. Fanno eccezione quei politeisti con i quali concludeste un patto*, che non lo violarono in nulla e non aiutarono nessuno contro di voi: rispettate il patto fino alla sua scadenza. Allah ama coloro che [Lo] temono.
*[ Il versetto si riferisce al patto di Hudaybiyya, stipulato dall'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) nel VI anno dall'Egira, in base al quale aveva accettato di rinunciare alla Umra (la pia visita alla Ka’ba). In cambio i politeisti si impegnavano a permettere loro di effettuare la Umra nell'anno successivo. Fu decretata inoltre una tregua di dieci anni]
5. Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l'orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericordioso.