Bloggando il Corano: Sura 72, “I Jinn”, Sura 73, “L'Avvolto nel Mantello”, Sura 74, “Il Coperto dal Mantello”, Sura 75, “La Risurrezione” e Sura 76, “L'Uomo”

di ROBERT SPENCER  (23, Novembre, 2008)

Traduzione di PAOLO MANTELLINI

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Ne "La casa del Califfo" di Tahir Shah, il meraviglioso racconto delle sue avventure durante il trasloco della sua famiglia in Marocco e l'acquisto e il restauro di una casa a Casablanca, Shah è continuamente sorpreso dalla convinzione degli indigeni (compresi i Marocchini Occidentalizzati che lui considerava molto sofisticati) dell'esistenza dei jinn, i dispettosi spiriti che interferiscono nelle faccende umane. E l'immancabile risposta alle sue domande stupefatte era: "Ma è nel Corano!".

Una delle più importanti esposizioni del Corano sui jinn è la Sura Meccana Numero 72. Nei Versetti 1-15 gli stessi jinn riferiscono di aver ascoltato una "recitazione" meravigliosa o "Corano", che li ha indotti a credere in Allah "che non si è preso né una moglie né un figlio" (v. 3). Quindi, i Versetti 16-28 contengono ammonimenti per i miscredenti: se solo avessero accettato l'Islam, Allah avrebbe mandato loro la pioggia – indicando ancora una volta che l'obbedienza ad Allah porta benessere sulla terra. I "luoghi di culto devono essere esclusivamente per Allah" (v. 18) – come spiega Qatadah: "Ogni volta che i giudei e i Cristiani entravano nelle loro chiese e nelle loro sinagoghe, associavano compagni ad Allah. Così Allah ha imposto al Suo Profeta di ammonirli di adorarLo da solo". La Sura termina con l'avvertimento che, anche se Maometto sembra debole, le promesse di Allah sono affidabili e i miscredenti assaggeranno l'inferno (vv. 23-24).

La Sura 73, rivelata alla Mecca, inizia con Allah che si rivolge a Maometto con l'espressione "tu che sei ricoperto dagli abiti" (v. 1), come se Maometto stesse vegliando in preghiera durante la notte. Allah lo istruisce sulla durata delle preghiere (vv. 3-4, 20) e gli promette ulteriori rivelazioni (v. 5). Allah ordina a Maometto di tributargli una devozione totale (v. 8), ma di essere paziente coi miscredenti (v. 10) che soffriranno le pene dell'inferno (vv. 13-14). Maometto è un messaggero come lo fu Mosè per Faraone, e chi rifiuta di accettare il suo messaggio sarà punito come fu punito Faraone (vv. 15-16). I credenti dovranno recitare del Corano solo quanto possono fare senza difficoltà, poiché Allah sa bene che sono impegnati nella jihad, che alcuni sono malati e altri in viaggio (v. 20).

La Sura 74, anch'essa rivelata alla Mecca, inizia in modo simile: Allah si rivolge a Maometto con l'espressione: "tu che sei avvolto nel mantello” (v. 1) e gli ordina di riferire i suoi moniti (v. 2). Maometto si deve mantenere puro (vv. 4-5) e non si deve aspettare alcun vantaggio materiale per la predicazione della parola di Allah (v. 6). Poi Allah descrive il fallimento e la dannazione di un miscredente che si fece beffe del messaggio di Maometto, culminata nel suo tormento nel fuoco dell'inferno (vv. 8-29).

Dopo questo troviamo un famoso Versetto sibillino: "Sopra ce ne sono diciannove" (v. 30). Sopra che cosa? Il testo non offre chiare chiavi interpretative, e qui comincia il bello. Qui si può leggere una discussione che presenta molte teorie su questo Versetto, inclusa quella dello studioso del Corano, Günther Lüling, che suggerisce una piccola correzione del testo per renderlo un semplice riferimento ai cancelli dell'inferno – che in questo contesto pare efficace. Ma l'esistenza di questo Versetto è diventata il fondamento di numerose elucubrazioni di numerologia Islamica, nel tentativo di dimostrare che questo Versetto contiene una chiave numerica nascosta che dimostra il carattere miracoloso del Corano. Questo Versetto ha anche prodotto una corrente mistica basata sul numero diciannove – tanto che alcuni hanno opinato che, non ostante le numerosissime supposizioni sul nome del "ventesimo dirottatore", tale persona non sia mai esistita e che il numero di diciannove dirottatori fu scelto per la missione di jihad dell'11 Settembre 2001 a causa del mistico significato di questo numero.

Il Versetto successivo poi, sembra come se fosse caduto lì da un altro posto, dato che è lungo e discorsivo, nel bel mezzo di una Sura che, per il resto, è piena di versetti brevi e poetici. Questo sembra rinforzare il misticismo insito nel numero diciannove, dicendo a proposito degli angeli incaricati di essere "i Guardiani del Fuoco", che Allah "ha fissato il loro numero solo come una prova per i miscredenti, affinché il Popolo del Libro possa giungere alla certezza e i credenti possano accrescere la loro Fede” (v. 31). Se questo dovesse significare che il numero degli angeli che sorvegliano l'inferno è diciannove, in che modo questo fatto potrebbe aiutare gli Ebrei, i Cristiani e gli altri Popoli del Libro a raggiungere la certezza che Maometto era un Profeta e a rafforzare la Fede dei Musulmani? Il testo lascia questa domanda senza risposta, ma nella storia Islamica è il punto di inizio del misticismo numerologico. E il suo obiettivo è sempre quello di dimostrare l'assoluta verità del Corano, per dimostrare al Popolo del Libro, come sostiene Ibn Kathir, che Maometto " parla secondo le stesse direttrici che loro già possedevano mediante le precedenti rivelazioni celesti ai Profeti che vennero prima di lui". Ma, alla fine, Allah è assolutamente padrone nei confronti di chi accetterà il messaggio di Maometto e di chi, invece, lo respingerà, dato che il Versetto ripete nuovamente l'adagio Coranico già visto molto spesso precedentemente: "Allah allontana dalla retta via chi vuole e conduce sulla retta via chi vuole".

Quindi la Sura si conclude (vv. 32-56) con ulteriori minacce di dannazione, coi miscredenti che si lamentano perché furono mandati all'inferno per non aver pregato (v. 43) o aver nutrito i poveri (v. 44). Invece erano soliti parlare di cose vane (v. 45) e negare il Giorno del Giudizio (v. 46), nel quale nessuno si presenterà per intercedere per loro (v. 48).

La Sura 75, rivelata alla Mecca, è una meditazione poetica sulla resurrezione e sul Giudizio Divino e su chi dubita della loro ineluttabilità. Allah ha il potere di riunire le ossa dei morti (vv. 3-4, 40), e quando il Giorno arriverà, l'uomo non troverà alcun rifugio per sfuggire al giudizio (vv. 10-11, 34-36). Invece, lui sarà la prova vivente contro sé stesso anche se avanza scuse (vv. 14-15). Chi non diede nulla in beneficenza, non pregò e rifiutò la verità sarà dannato (vv. 30-32).

Allah riferisce a Maometto anche di non cercare di memorizzare il Corano in fretta, appena gli viene rivelato (vv. 16-19). Come spiega il Tafsir al-Jalalayn: “Dio, l'Altissimo, dice al Suo Profeta: non muovere la tua lingua con ciò, con il Corano, prima che Gabriele non abbia concluso [la recitazione], per fare in fretta, per paura di dimenticarlo". Allah farà in modo che lui lo ricordi perfettamente, come dice Ibn Kathir: “Allah farà in modo di raccoglierlo nel suo petto e gli renderà facile recitarlo nello stesso modo in cui gli fu rivelato". Questo passaggio non affronta la possibilità che Allah possa provocare che qualche parte del Corano possa essere dimenticata, come menzionato in 2:106.

La Sura 76, anch'essa rivelata alla Mecca, riguarda la ricompensa dei giusti. Poiché essi aiutarono i bisognosi (vv. 8-10) saranno liberati dal male nel Giorno del Giudizio (v. 11) e accolti in un Paradiso decisamente materiale: Allah li ricompenserà con un posto nel Giardino, dove vestiranno abiti di seta (vv. 12, 21) assisi su troni, protetti dal caldo e dal freddo (v. 13). Gusteranno frutti prelibati a portata di mano (v. 14) e berranno da vasi di argento e da coppe di cristallo (v. 15) e vino misto a zenzero (v. 17) mentre giovinetti immortali, belli come perle, li serviranno (v. 19).

Allah ha rivelato il Corano a Maometto a puntate (v. 23); Maometto, quindi, deve essere paziente e non ascoltare i miscredenti (v. 24), restando costante nella preghiera (vv. 25-26). Chi ama questa vita caduca dovrà essere messo in guardia: essi subiranno una pena dolorosa (vv. 27-31). 

La prossima settimana: da Sura 77 a Sura 86

[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano  in Italiano; N.d.T.]

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Sura LXXII

Al-Jinn 

(I Dèmoni)

Pre-Eg. N°40. Di 28 versetti.

Il nome della sura deriva dal versetto 1.

Gli esegeti propongono diverse versioni a proposito della rivelazione di questa sura. La più accreditata riferisce che di ritorno da Tâ'if, l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) recitò nella notte qualche parte del Santo Corano. La sua recitazione fu udita da un gruppo di dèmoni che toccati dall'intrinseca potenza di quelle parole, lo riconobbero come profeta e si convertirono all'Islàm. Creature invisibili, i dèmoni vennero creati a partire dal fuoco. Allah (gloria a Lui l'Altissimo) nel Corano li nomina ben trentuno volte. I dèmoni hanno volontà propria e libero arbitrio e vivono in un mondo contiguo ma separato da quello degli uomini, al quale hanno accesso attraverso meccanismi e varchi preclusi ai figli di Adamo

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1. Di': “Mi è stato rivelato che un gruppo di dèmoni ascoltarono e dissero: Invero abbiamo ascoltato una Lettura meravigliosa,

2. che conduce sulla retta via; abbiamo creduto in essa e non assoceremo nessuno al nostro Signore.

3.    In verità Egli _ esaltata sia la Sua Maestà - non si è preso né compagna, né figlio.

4. Uno stolto dei nostri diceva menzogne contro Allah.

5. Pensavamo che né gli uomini, né i dèmoni, potessero proferire menzogne contro Allah.

6. Invero c'erano degli uomini che si rifugiavano presso i dèmoni, e questo non fece che aumentare la loro follia:

7. anch'essi pensavano, come lo pensavate voi, che Allah non avrebbe resuscitato nessuno.

8. Invero abbiamo sfiorato il cielo, ma lo abbiamo trovato munito di temibili guardiani e di bolidi fiammeggianti.

9. Ci sedevamo [un tempo] in sedi appropriate, per ascoltare. Ma ora chi vuole origliare trova un bolide fiammeggiante in agguato.

10. Noi non sappiamo se sia stata decretata una sventura per coloro che stanno sulla terra, o se il loro Signore li voglia guidare [al bene].

11. Tra noi ci sono dei giusti e altri che non lo sono: siamo in diverse sette.

12. Pensavamo che mai avremmo potuto annullare [la potenza di] Allah sulla terra e che non avremmo mai potuto sfuggire [a Lui].

13. Quando udimmo la Guida, credemmo; e chi crede nel suo Signore non teme danno, né offesa.

14. [Ora] tra noi ci sono i musulmani* e i ribelli. I musulmani sono quelli che hanno scelto la Retta via.

*[“musulmani”: cioè sottomessi alla volontà di Allah (gloria a Lui l'Altissimo)]

15. I ribelli, invece, saranno combustibile dell'Inferno".

16. Se si manterranno sulla Retta via, Noi li disseteremo di acqua abbondante

17. per metterli colà alla prova.

Allah condurrà ad un castigo incessantemente più severo chi avrà trascurato il monito del suo Signore.

18. Le moschee appartengono ad Allah: non invocate nessuno insieme con Lui.

19. Quando il servo di Allah si levò per invocarLo, poco mancò che lo stringessero [fino a soffocarlo]!”

20. Di': “Non invoco altri che il mio Signore e non Gli associo alcunché”.

21. Di': “In verità non posso né nuocervi, né giovarvi”.

22. Di': “In verità nessuno potrà proteggermi da Allah e mai troverò rifugio all'infuori di Lui,

23. se non comunicando, in Nome di Allah, i Suoi messaggi”.  Coloro che disobbediranno ad Allah e al Suo Messaggero, avranno il fuoco dell'Inferno e vi rimarranno in perpetuo per sempre.

24. Quando poi vedranno quello che è stato promesso loro, allora sapranno chi avrà avuto l'alleato più debole e [chi sarà stato] numericamente esiguo!

25. Di': “Io non so se quello che vi è stato promesso è imminente o se il mio Signore vorrà ritardarlo:

26. [Egli è] Colui Che conosce l'invisibile e non lo mostra a nessuno,

27. se non a un messaggero di cui si compiace, che fa precedere e seguire da una guardia [angelica],

28. per sapere se [i profeti] hanno trasmesso i messaggi del loro Signore. Gli è ben noto tutto ciò che li concerne e tiene il conto di tutte le cose”.


Sura LXXIII

Al-Muzzammil 

(L'Avvolto)

Pre-Eg. N° 3. Di 20 versetti.

Il nome della sura deriva dai versetto 1.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.


1.    O tu l'avvolto [nelle tue vesti]*,

*[In base a dati tradizionali possiamo ricostruire le circostanze e il clima in cui fu rivelata questa sura. La Rivelazione scendeva su Muhammad (pace e benedizioni su di lui) suscitando un'enorme emozione in lui e nel gruppo dei primi musulmani. Il Profeta e i suoi compagni passavano parte della notte in preghiera, recitando le sure che già erano state rivelate e una notte avvenne che, sopraffatto dalla stanchezza, Muhammad non resse e crollò a terra. Stava riposando spossato sotto le coltri quando gli giunse questa rivelazione, con la quale Allah nella Sua infinita bontà lo rassicurava e gli raccomandava la moderazione anche nel culto]

2.    veglia una parte della notte,

3. la metà, oppure meno,

4. oppure poco più. E recita il Corano lentamente, distintamente.

5. Faremo scendere su di te parole gravi.

6. In verità la preghiera della notte è la più efficace e la più propizia:

7. durante il giorno hai occupazioni impegnative.

8. Menziona il Nome del tuo Signore e consacrati totalmente a Lui.

9. Il Signore dell'Oriente e dell'Occidente: non c'è dio all'infuori di Lui. Prendi Lui come Protettore.

10. Sopporta con pazienza quello che dicono e allontanati dignitosamente.

11. LasciaMi con coloro che tacciano di menzogna, che vivono nell'agiatezza e concedi loro un po' di tempo.

12. Invero presso di Noi ci sono catene e la Fornace

13. e cibo che soffoca e doloroso castigo,

14. nel Giorno in cui la terra e le montagne tremeranno e in cui le montagne diventeranno come dune di sabbia fina.

15. In verità inviammo a voi un Messaggero, affinché testimoniasse contro di voi, così come inviammo un Messaggero a Faraone.

16. Ma Faraone disobbedì al Messaggero.Lo afferrammo allora con stretta severa.

17. Come vi difenderete, voi che già non credeste nel Giorno che trasformerà i bambini in vecchi canuti

18. [nel Giorno in cui] si spaccherà il cielo? La promessa [di Allah] si realizzerà.

19. In verità questo è un Monito. Chi vuole, intraprenda dunque la via che conduce al suo Signore.

20. In verità il tuo Signore sa che stai ritto [in preghiera] per quasi due terzi della notte, o la metà, o un terzo e che lo stesso [fanno] una parte di coloro che sono con te. Allah ha stabilito la notte e il giorno. Egli già sapeva che non avreste potuto passare tutta la notte in preghiera ed è stato indulgente verso di voi. Recitate dunque, del Corano, quello che vi sarà agevole. Egli già sapeva che ci sarebbero stati tra voi i malati ed altri che avrebbero viaggiato sulla terra in cerca della grazia di Allah ed altri ancora che avrebbero lottato per la Sua causa. Recitatene dunque quello che vi sarà agevole. Assolvete all'orazione e versate la decima e fate ad Allah un prestito bello. Tutto il bene che avrete compiuto, lo ritroverete presso Allah, migliore e maggiore ricompensa. Implorate il perdono di Allah. In verità Allah è perdonatore, misericordioso.


Sura LXXIV

Al-Muddaththir

(L'Avvolto nel Mantello)

 

 

Pre-Eg. N°4. Di 56 versetti

Il nome della sura deriva dal versetto 1.

Gli imâm Al-Bukhari e Muslim situano la rivelazione di questa sura nel periodo immediatamente successivo alla prima rivelazione (vedi sura XCVI). L'Inviato di Allah stava camminando per le strade della Mecca quando udì, immensa nelle sue orecchie, la voce che aveva già sentito nella grotta di Hira. Atterrito e tremante Muhammad corse a casa e pregò sua moglie Khadjîa (che Allah sia soddisfatto di lei) di avvolgerlo nel mantello. La voce però risuonò ancora e giunse l'ordine di iniziare la missione profetica “Alzati e ammonisci e il tuo Signore magnifica”.

 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1. O tu che sei avvolto nel mantello,

2. alzati e ammonisci,

3. e il tuo Signore magnifica,

4. e le tue vesti purifica,

5. allontanati dall'abiezione*.

*[“l'abiezione”: il culto degli idoli.]

6. Non dar nulla sperando di ricevere di più,

7. ma sopporta con pazienza per il tuo Signore!

8. Quando sarà soffiato nel Corno,

9. quello sarà un Giorno difficile,

10. niente affatto facile per i miscredenti.

11. LasciaMi solo con colui che ho creato,

12. cui ho concesso abbondanza di beni,

13. e figli al suo fianco,

14. al quale ho facilitato ogni cosa,

15. e che ancora desidera che gli dia di più.*

*[Secondo i commentatori classici (ad es. Tabarî XXIX, 154) questo versetto (e i successivi fino al vers. 24) a prescindere dalla loro portata universale, si riferiscono ad al-Walîd ibn Mughîra, un ricco commerciante della Mecca, acerrimo nemico dell'Inviato di Allah (vedi sura LXVIII verss. 10-16 )]

16. No, invero è stato refrattario ai Nostri segni:

17. lo costringerò a una dura salita.

18. Ha ponderato e l'ha definito*.

*[ “l'ha definito”: Tabarî racconta che al-Walîd ibn Mughîra ascoltò una parte del Corano e ammise che si trattava della parola di Allah. Poi ritrattò e disse la frase riferita nei successivi verss. 24-25]

19. Perisca per come l'ha definito,

20. sì, perisca per come l'ha definito!

21. Quindi ha guardato,

22. si è accigliato e rabbuiato.

23. Ha volto le spalle, si è fatto altero

24. e ha detto: “Questo non è che magia appresa;

25. non è altro che un discorso di un uomo”.

26. Lo getterò nel Calore che brucia.

27. Chi mai ti dirà cos'è il Calore che brucia?

28. Nulla risparmia, non lascia nulla;

29. carbonizza gli uomini.

30. Gli stanno a guardia diciannove [angeli].

31. Non ponemmo che angeli a guardia del fuoco, fissando il loro numero solo per tentare i miscredenti* affinché credessero con fermezza quelli cui è stato dato il Libro e aumentasse la fede dei credenti e non dubitassero coloro cui è stata data la Scrittura e i credenti, e affinché coloro che hanno morbo nel cuore e i miscredenti dicessero: “Cosa vuol significare Allah con questa metafora?”. È così che Allah travia chi vuole e guida chi vuole.Non conosce le truppe del tuo Signore altri che Lui.

*[“fissando il loro numero solo per”: quelli che non hanno fede, nel cuore hanno presunzione e pretenziosità. I meccani avevano ironizzato sull'esiguità dell'armata angelica e uno di loro, particolarmente prestante e noto per la sua vigoria, propose che gli altri Quraysh si occupassero di un paio di angeli mentre lui avrebbe ucciso gli altri diciassette]

Questo non è altro che un Monito per gli uomini.

32. No, per la luna,

33. per la notte quando volge al termine,

34. e per l'aurora quando si mostra,

35. [il Calore è davvero uno dei segni più grandi,

36. un monito per gli uomini,

37. per chi di voi vuole avanzare [nella fede] o indietreggiare.

38. Ogni anima è pegno di quello che ha compiuto,

39. eccetto i compagni della destra;

40. [saranno] nei Giardini e si interpelleranno a vicenda

41. a proposito dei colpevoli:

42. “Cosa mai vi ha condotti al Calore che brucia?”.

43. Risponderanno: “Non eravamo tra coloro che eseguivamo l'orazione,

44. né nutrivamo il povero,

45. e chiacchieravamo vanamente con i chiacchieroni

46. e tacciavamo di menzogna il Giorno del Giudizio,

47. finché non ci pervenne la certezza”.

48. Non gioverà loro l'intercessione di intercessori.

49. Ma perché mai si scostano dal Monito?

50. Sembravano onagri spaventati

51. che fuggono davanti a un leone!

52. Ciascuno di loro vorrebbe che gli fossero dati fogli dispiegati.

53. No, non hanno invece alcun timore dell'altra vita!

54. No, in verità questo è un Monito.

55. Se ne ricordi dunque chi vuole.

56. Ma non se ne ricorderanno altrimenti che se Allah vuole. Egli è il più Degno di essere temuto, è il Detentore del perdono.


Sura LXXV

Al-Qiyâma

(La Resurrezione) 

Pre-Eg. N° 31 . Di 40 versetti

Il nome della sura deriva dal versetto 1.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.


1. Lo giuro per il Giorno della Resurrezione,

2. lo giuro per l'anima in preda al rimorso.

3. Crede forse l'uomo che mai riuniremo le sue ossa?

4. Invece sì, possiamo persino riordinare le sue falangi.

5. Ma l'uomo preferisce piuttosto il libertinaggio!

6. Chiede: “Quando verrà il Giorno della Resurrezione?”.

7. Quando sarà abbagliato lo sguardo,

8. ed eclissata la luna,

9. e riuniti il sole e la luna.

10. In quel Giorno l'uomo dirà: “Dove fuggire?”.

11. No, non avrà rifugio alcuno.

12. In quel Giorno il ritorno sarà presso il tuo Signore.

13. In quel Giorno l'uomo sarà edotto di quel che avrà commesso.

14. Sì, l'uomo testimonierà contro se stesso,

15. pur avanzando le sue scuse.

16. Non agitare la tua lingua con esso, per affrettarti*:

*[Nei primi tempi della Rivelazione il Profeta (pace e benedizioni su di lui) era colto dalla grande preoccupazione di non riuscire a ricordare quello che Gabriele (pace su di lui) gli trasmetteva e, pertanto si affrettava a recitare quello che aveva ricevuto, perdendo la concentrazione su quello che ancora stava per essere rivelato.]

17. invero spetta a Noi la sua riunione e la sua recitazione.

18. Quando lo recitiamo, ascolta [attento] la recitazione.

19. Poi spetterà a Noi la sua spiegazione.

20. No, voi amate l'effimero [della vita terrena],

21. e trascurate l'altra vita.

22. In quel Giorno ci saranno dei volti splendenti,

23. che guarderanno il loro Signore;

24. e in quel Giorno ci saranno volti rabbuiati,

25. al pensiero di subire un castigo terribile.

26. No, quando [l'anima] sarà giunta alle clavicole,

27. sarà gridato: “Chi è esorcista?”.

28. Ed egli concluderà che è prossima la dipartita,

29. e le gambe si irrigidiranno;

30. in quel Giorno il ritorno sarà verso il tuo Signore.

31. Ma egli non credette e non eseguì l'orazione,

32. tacciò invece di menzogna e voltò le spalle,

33. ritornando poi verso la sua gente, camminando con alterigia.

34. Guai a te, guai,

35. e ancora guai a te, guai!

36. Crede forse l'uomo che sarà lasciato libero?

37. Già non fu che una goccia di sperma eiaculata,

38. quindi un'aderenza, poi [Allah] lo creò e gli diede forma armoniosa;

39. poi ne trasse una coppia, il maschio e la femmina.

40. Colui [che ha fatto tutto questo] non sarebbe dunque capace di far risorgere i morti?


Sura LXXVI

Al-Insân

(L'Uomo) 

Post--Eg. N° 98 . Di 31 versetti.

Il nome della sura deriva dal versetto 1.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.



1. Non è forse trascorso un lasso di tempo in cui l'uomo non sia stato una creatura degna di menzione?

2. Invero creammo l'uomo, per metterlo alla prova, da una goccia di sperma eterogenea e abbiamo fatto sì che sentisse e vedesse

3. e gli abbiamo indicato la Retta Via, sia esso riconoscente o ingrato.

4. In verità abbiamo preparato per i miscredenti catene, gioghi e la Fiamma.

5. In verità i giusti berranno da una coppa in cui è un miscuglio di [acqua e di] Kafûr*,

*[Kafûr”: è il nome di una fonte paradisiaca]

6. [attinta da una] fonte da cui berranno i servi di Allah, che la faranno fluire con abbondanza,

7. coloro che assolvono ai loro voti e temono il giorno il cui male si propagherà ovunque,

8. [loro] che, nonostante il loro bisogno, nutrono il povero, l'orfano e il prigioniero;

9. [e interiormente affermano:] “È solo per il volto di Allah, che vi nutriamo; non ci aspettiamo da voi né ricompensa, né gratitudine.

10. Invero noi temiamo un Giorno terribile e catastrofico da parte del nostro Signore”.

11. Allah li preserverà dal male di quel Giorno e verserà su di loro splendore e gioia,

12. li compenserà del loro perseverare con il Giardino e la seta.

13. Adagiati su alti divani, non dovranno subire né il sole, né il freddo pungente.

14. Le sue ombre li copriranno e i suoi frutti penderanno a portata di mano.

15. Verranno serviti da un vassoio d'argento e coppe di cristallo,

16. di cristallo e d'argento, convenientemente riempite.

17. E berranno colà, da una coppa contenente una mistura di zenzero,

18. [attinta] da una fonte di quel luogo chiamata Salsabîl*.

*[“Salsabîl” il nome di una fonte del Paradiso. Secondo alcuni studiosi questo appellativo significa “che scorre gradevolmente”]

19. Saranno serviti da fanciulli di eterna giovinezza: vedendoli, ti sembreranno perle sparse.

20. Quando lo vedrai, vedrai delizia e un vasto regno.

21. Indosseranno abiti verdi di seta finissima e broccato. Saranno ornati con bracciali d'argento e il loro Signore darà loro una bevanda purissima.

22. In verità questo vi sarà concesso in ricompensa e il vostro sforzo sarà riconosciuto.

23. In verità siamo stati Noi a far scendere gradualmente il Corano su di te.

24. Sii paziente [nell'attesa] del Decreto del tuo Signore e non obbedire al peccatore e all'ingrato dei loro.

25. Menziona il Nome del tuo Signore, al mattino e alla sera,

26. e durante la notte prosternati a Lui e glorificaLo a lungo nella notte.

27. Coloro che amano l'effimero trascurano un Giorno grave.

28. Siamo stati Noi a crearli e a consolidare le loro giunture.

Se volessimo, li sostituiremmo con altri loro simili.

29. In verità questo è un Monito. Chi vuole, intraprenda dunque la via che conduce al suo Signore.

30. Ma voi lo vorrete solo se Allah lo vuole. Allah è sapiente e saggio.

31. Introduce chi vuole nella Sua misericordia, mentre per gli ingiusti ha preparato un doloroso castigo.

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