Bloggando il Corano: Sura 67, “La Sovranità”, Sura 68, “La Penna”, Sura 69, “La Realtà”, Sura 70, “Le vie dell'Ascesa” e Sura 71, “Noè” 

di ROBERT SPENCER  (16, Novembre, 2008)

Traduzione di PAOLO MANTELLINI

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La Sura 67, rivelata alla Mecca, contiene brevi ripetizioni di molti temi familiari già raccontati molte volte nel Corano: Allah controlla ogni cosa e disegnò perfettamente la sua creazione (vv. 1-5); i miscredenti soffriranno le pene dell'inferno e in quel momento si pentiranno di aver respinto i messaggeri di Allah (vv. 6-11); i giusti saranno ricompensati (v. 12); Allah conosce cosa c'è nel cuore di ciascuno (vv. 13-14); Allah regge tutte le cose e la morte arriva senza preavviso, perciò è meglio pensare ad Allah e obbedirgli piuttosto che ignorarlo (vv. 15-22). La Sura si conclude con Allah che rivela a Maometto sei cose da dire ai miscredenti in risposta al loro scetticismo circa il se e il quando arriverà il Giorno del Giudizio (vv. 23-30). 

Allo stesso modo, la Sura 68, anch'essa una delle prime Sure Meccane, ripercorre argomenti ben conosciuti. Allah consola Maometto per il rifiuto dei miscredenti di accogliere il suo messaggio, lo assicura che non è matto né posseduto (v. 2) ma, in verità, ha un carattere di alto profilo (v. 4). Secondo Aisha ed altri, ciò si riferisce al fatto che il carattere di Maometto si conformava interamente al Corano, in modo tale da essere l'incarnazione vivente del suo spirito. Chi accusa Maometto di pazzia, è lui stesso il pazzo (v. 6). Maometto non lo deve ascoltare (vv. 8, 10). L'innominato accusatore di Maometto è un calunniatore violento e crudele (vv. 11, 13) che respinge i segni (Versetti del Corano) di Allah come "favole degli antichi" (v. 15) – ma presto Allah lo marchierà sul naso (v. 16)! La tradizione Islamica identifica questo sfortunato soggetto come al-Walid ibn al-Mughira, un oppositore di Maometto della tribù pagana dei Quraysh. Di lui Ibn Abbas dice: “Non conosciamo nessuno che Dio abbia descritto in modo così dispregiativo come ha fatto con lui, degradandolo con una ignominia che non lo avrebbe mai lasciato". Questa maledizione fu esaudita? Il Tafsir al-Jalalayn ci informa che "il suo naso fu reciso da un colpo di spada a Badr".

Segue quindi una parabola. Allah benedì "il popolo del giardino" ma loro furono ingrati e ignorarono i moniti di un uomo che li invitava a rendere gloria ad Allah (v. 28); così persero il giardino e solo allora si resero conto che dovevano pentirsi e ritornare ad Allah (vv. 17-33). Il messaggio è che il non curarsi delle parole di Maometto condurrà alla rovina sia in questo mondo che nell'altro (v. 33). Allah poi provoca i miscredenti con una fila di domande (vv. 34-41, 46-47) – hanno forse un libro sacro che dice loro tutto quello che vogliono sentire (vv. 36-38)? Possono forse mostrare i compagni che venerano insieme ad Allah (v. 41)? Il Giorno del Giudizio verrà senza alcun dubbio (vv. 42-45), così Maometto deve attendere con pazienza e non lamentarsi come Giona – il "compagno del pesce” (v. 48), anche quando i miscredenti cercano di metterlo in difficoltà con l'espressione dei loro sguardi (v. 51). Essi, dice il Tafsir al-Jalalayn, “ti guardavano con sguardi severi, come per buttarti a terra e farti cadere dal tuo posto, quando sentivano "Ciò che fa ricordare", il Corano, e dicevano, per invidia: 'E' sicuramente un pazzo!' a causa del Corano che aveva portato loro".

La Sura 69, un'altra Sura Meccana, causò la conversione di Umar, che divenne il capo dei Credenti dopo la morte di Maometto e del suo primo successore, Abu Bakr. Umar spiegò:

Prima di convertirmi all'Islam, un giorno uscii di casa coll'intenzione di causare problemi al Santo Profeta, ma lui era entrato nella Moschea al-Haram prima di me. Quando arrivai lo trovai che stava recitando la Sura Al-Haaqqah [Sura 69] come Preghiera. Io stavo dietro di lui ed ascoltavo. Mentre recitava il Corano mi meravigliai per la sua bellezza e fascino letterario. Subito ebbi l'idea che fosse un poeta, come sostenevano i Quraysh. Proprio in quel momento egli recitò le parole: "Questa è la Parola di un onorato Messaggero: non è la parola di un poeta". Dissi tra me e me: Allora, se non è un poeta, deve essere un indovino. Subito dopo recitò le parole: "Nè è la parola di un indovino: per quanto poco voi riflettiate. E' la rivelazione del Signore e del Reggitore dei mondi. Sentendo ciò l'Islam entrò profondamente nel mio cuore.

La Sura si apre definendo il giudizio divino come "realtà certa” (vv. 1-3); poi elenca alcuni dei popoli disubbidienti puniti sulla terra da Allah per aver respinto i suoi messaggeri (v. 10): i popoli dei Thamud e degli ‘Ad (vv. 4-8); il popolo di Faraone (v. 9); e il popolo di Noè (vv. 11-12). Segue poi una descrizione del Giorno del Giudizio (vv. 13-18) e del destino dei giusti (vv. 19-24) e dei dannati (vv. 25-37). La Sura si conclude (vv. 38-52) con una nuova assicurazione che si tratta della vera rivelazione di Allah, non le parole di un poeta (v. 41) o di un indovino (v. 42). Nè  il messaggero lo ha inventato – perché, se lo avesse fatto, Allah gli avrebbe reciso l'aorta nel petto (vv. 44-46).

La Sura 70, anch'essa una delle prime Sure Meccane, è del tutto simile alle precedenti. Inizia con l'assicurazione che nessuno può evitare il castigo che Allah ("Signore delle vie dell'Ascesa") ha in serbo per i miscredenti (vv. 1-4). Così Maometto deve essere paziente, perché il Giorno certamente arriverà (vv. 5-7). Il terribile Giorno è descritto nuovamente (vv. 8-18). Poi i miscredenti vengono confrontati coi credenti: i miscredenti sono ansiosi e taccagni (vv. 19-21), mentre i credenti sono costanti nelle preghiere (v. 23), aiutano i bisognosi (v. 25), credono nel Giorno del Giudizio (v. 26), si mantengono casti, eccetto che con le loro mogli e le loro concubine (vv. 29-30), rispettano i loro patti e i loro trattati (v. 32), e sono attenti nel culto (v. 34). I miscredenti non desiderano neppure entrare nel Giardino delle Delizie (v. 38), ma il Giorno, comunque, piomberà su di loro certamente (vv. 42-44).

La Sura 71, rivelata alla Mecca, contiene il messaggio di Noè al suo popolo e poi la sua preghiera ad Allah. Qui, ancora una volta, c'è un forte parallelismo col messaggio di Maometto, con l'indiretta minaccia che chi respinge Maometto subirà lo stesso destino di chi respinse Noè. Come Maometto, Noè è "uno che ammonisce" (v. 2), ma i suoi ascoltatori sono ostinati e rifiutano di ascoltare (v. 7). Come Maometto, Noè dice ai miscredenti che Allah li benedirà in questo mondo (vv. 11-12) ma ancora essi si rifiutano di ascoltare. Come Maometto, Noè invoca i segni del potere di Allah nel creato (vv. 13-20). Come complottano contro Maometto, così i miscredenti complottarono contro Noè (v. 22). Così i miscredenti vengono annegati nel Diluvio (v. 25), mentre Noè prega che nessuno di essi sia lasciato sulla terra (v. 26), perché essi indurrebbero in errore i credenti (v. 27). Noè prega perché Allah benedica i credenti mentre aumenta la distruzione e il castigo dei miscredenti (v. 28).

La prossima settimana: Sura 72, “I Jinn”,  Sura 73, “L'Avvolto nel Mantello”,  Sura 74, “Il Coperto dal Mantello”, Sura 75, “La Risurrezione” e Sura 76, “L'Uomo”

[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano  in Italiano; N.d.T.]

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Sura LXVII

Al-Mulk

(La Sovranità) 

Pre-Eg. N° 77. Di 30 versetti.

Il nome della sura deriva dal versetto 1.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.



1. Benedetto Colui nella Cui mano è la sovranità, Egli è onnipotente;

2. Colui Che ha creato la morte e la vita per mettere alla prova chi di voi meglio opera, Egli è l'Eccelso, il Perdonatore;

3. Colui Che ha creato sette cieli sovrapposti senza che tu veda alcun difetto nella creazione del Compassionevole. Osserva, vedi una qualche fenditura?

4. Osserva ancora due volte: il tuo sguardo ricadrà, stanco e sfinito.

5. Invero abbellimmo di luminarie il cielo più vicino, e ne abbiamo fatto strumenti per lapidare i dèmoni*, per i quali abbiamo preparato la Fiamma.

 *[Vedi XV, 18 e XXXVII, 10]

6. Per coloro che non credono nel loro Signore, c'è il castigo dell'Inferno: qual tristo divenire!

7. Quando vi sono precipitati, ne sentono il fragore mentre ribolle:

8. manca poco a che scoppi di rabbia. Ogni volta che un gruppo vi è precipitato, i suoi guardiani chiedono: “Non vi è forse giunto un ammonitore?”.

9. Risponderanno: “Sì, ci era giunto un ammonitore, ma noi lo tacciammo di menzogna e dicemmo: Allah non ha fatto scendere alcunché, voi siete in evidente errore!"”.

10. E diranno: “Se avessimo ascoltato o compreso, non saremmo tra i compagni della Fiamma”.

11. Riconoscono il loro peccato. Che siano ridotti in polvere i compagni della Fiamma!

12. Coloro che invece temono il loro Signore in ciò che è invisibile, avranno perdono e ricompensa grande.        

13. Sia che nascondiate i vostri intenti o li palesiate, Egli ben conosce quello che contengono i petti.

14. Non conoscerebbe ciò che Egli stesso ha creato, quando Egli è il Sottile*, il Ben informato?

*[“il Sottile”: in arabo “al-Lat_îf” con il senso di perspicace, acuto, capace di percepire anche le parti più nascoste, profondo; altro significato, il Dolce, Colui Che mitiga le pene]

15. Egli è Colui Che vi ha fatto remissiva la terra: percorretela in lungo e in largo, e mangiate della Sua provvidenza. Verso di Lui è la Resurrezione.

16. Siete forse sicuri che Colui Che sta nel cielo non vi faccia inghiottire dalla terra quando trema?

17. O siete sicuri che Colui Che sta nel cielo non scateni contro di voi un uragano? Conoscerete allora il Mio avvertimento.

18. Invero coloro che li precedettero già tacciarono di menzogna. Quale fu la mia riprovazione!

19. Non hanno visto, sopra di loro, gli uccelli spiegare e ripiegare le ali? Non li sostiene altri che il Compassionevole. In verità Egli osserva ogni cosa.

20. Chi potrebbe costituire un esercito per voi, e [chi potrebbe] soccorrervi all'infuori del Compassionevole? I miscredenti sono in preda all'inganno.

21. Chi provvederà a voi, se Egli tratterrà la Sua provvidenza? No, essi persistono nell'insolenza e nel rifiuto.

22. Colui che cammina con il volto rivolto al suolo è forse meglio guidato di colui che si erge camminando sulla retta via ?

23. Di': “Egli è Colui Che vi ha creati e vi ha dato l'udito, gli occhi e i cuori”. Quanto poco Gli siete riconoscenti!

24. Di': “Egli è Colui Che vi ha sparsi sulla terra e verso di Lui sarete riuniti”.

25. Dicono: “A quando questa promessa? [Ditecelo,] se siete veridici”.

26. Di': “La conoscenza [di ciò] appartiene ad Allah. Io non sono altro che un ammonitore esplicito”.

27. Quando la vedranno da vicino, saranno stravolti i visi dei miscredenti e sarà detto loro: “Ecco ciò che vi ostinavate a chiedere!”.

28. Di': “Cosa credete? Sia che Allah faccia perire me e quelli che sono con me sia che ci usi misericordia, chi potrà proteggere i miscredenti da un doloroso castigo?”.

29. Di': “Egli è il Compassionevole! Crediamo in Lui e in Lui confidiamo. Presto saprete chi è in errore evidente”.

30. Di': “Cosa credete? Se la vostra acqua rientrasse nelle profondità [della terra] chi vi procurerebbe acqua sorgiva?”.


Sura LXVIII

Al-Qalam

(Il Calamo)

Pre-Eg. N°2 ( a parte i versetti.17-33; 48-52). Di 52 versetti

Il nome della sura deriva dal versetto 1.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.



1.    Nûn. Per il calamo e ciò che scrivono*!

 *[Allah (gloria a Lui l'Altissimo) ha assegnato due angeli ad ogni uomo, uno alla sua destra che annota il bene che esso compie e uno alla sua sinistra, che registra il male; ma oltre ad accennare a queste angeliche presenze e alla loro funzione, il versetto richiama l'attenzione sull'importanza del calamo, strumento di conoscenza e di diffusione della conoscenza (vedi XCVI, 4)]

2. Per Grazia di Allah tu non sei un folle,

3. e in verità ci sarà per te infinita ricompensa,

4. e in verità di un'immensa grandezza è il tuo carattere.

5. Vedrai, e pure loro vedranno

6. chi di voi ha perso la ragione.

7. Il tuo Signore ben conosce chi si allontana dalla Sua via e ben conosce coloro che seguono la retta via.

8. Non obbedire a coloro che tacciano di menzogna.

9. Vorrebbero che tu fossi accondiscendente e allora sarebbero accondiscendenti anche loro*.

  *[I politeisti cercarono a lungo di giungere ad un “compromesso” con l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui): se lui avesse cessato di affermare l'Unicità di Allah (gloria a Lui l'Altissimo) loro lo avrebbero lasciato in pace e avrebbero permesso “anche” il culto dell'Unico]

10. Non dare ascolto ad alcun miserabile spergiuro,

11. al diffamatore, seminatore di maldicenza,

12. a quel grande nemico del bene, trasgressore, peccatore,

13. arrogante e persino bastardo.

14. [Non dargli ascolto,] anche se possiede ricchezze e progenie.

15. Quando i nostri versetti gli sono recitati, dice: “Favole degli antichi!”.

16. Lo marchieremo sul grugno.

17. Li abbiamo messi alla prova come abbiamo messo alla prova quelli del giardino che avevano giurato di fare il raccolto al mattino*,

*[Riferisce la tradizione (Tabarî XXIX, 29) che i verss. 17-32 si riferiscono alla storia degli eredi di un ebreo generoso che possedeva delle palme da dattero e che, al momento della raccolta, lasciava che i poveri prendessero una parte dei frutti. Alla sua morte i figli decisero di cambiare stile e si accordarono per raccogliere i datteri al mattino presto e non dare nulla ai poveri. Allah li punì devastando la loro piantagione]

18. senza formulare riserva*.

 *[Senza dire “Se Allah vuole”, riconoscendo la priorità della volontà divina su ogni intenzione umana]

19. Venne un uragano, proveniente dal tuo Signore, mentre dormivano:

20. e al mattino fu come se [il giardino] fosse stato falciato.

21. L'indomani si chiamarono gli uni con gli altri, di buon mattino:

22. “Andate di buon'ora alla vostra piantagione, se volete raccogliere”.

23. Andarono parlando tra loro a bassa voce:

24. “Che oggi non si presenti a voi un povero!”.

25. Uscirono di buon'ora, in preda all'avarizia, pur avendo i mezzi [per fare l'elemosina].

26. Quando poi videro [quel che era avvenuto], dissero: “Davvero abbiamo sbagliato [strada]!

27. [Ma poi convennero:] Siamo rovinati”.

28. Il più equilibrato tra loro disse: “Non vi avevo forse avvertito di rendere gloria ad Allah?”.

29. Dissero: “Gloria al nostro Signore, invero siamo stati ingiusti”.

30. Si volsero poi gli uni agli altri, biasimandosi a vicenda.

31. Dissero: “Guai a noi, invero siamo stati iniqui.

32. È possibile che il nostro Signore ci compensi di questo con qualcosa di migliore. Noi bramiamo il nostro Signore”.

33. Questo fu il castigo, ma il castigo dell'altra vita è ancora maggiore, se solo lo sapessero!

34. I devoti avranno presso il loro Signore i Giardini della Delizia.

35. Tratteremo i sottomessi come i criminali?

36. Che cosa vi prende? Come giudicate?

37. Avete forse una Scrittura che vi istruisca,

38. e in cui troviate quel che desiderate?

39. Ci siamo forse legati a voi con solenni giuramenti che Ci impegnino fino al Giorno della Resurrezione, a darvi quello che chiederete?

40. Interpellali su chi di loro se ne faccia garante.

41. Oppure, hanno forse degli [dèi] associati? Allora facciano venire i loro associati, se sono sinceri.

42. Il Giorno in cui affronteranno gli orrori, saranno chiamati a prosternarsi, ma non potranno farlo:

43. saranno bassi i loro sguardi e saranno coperti di ignominia. Eppure furono chiamati a prosternarsi quando ancora erano sani e salvi.

44. LasciaMi solo con coloro che tacciano di menzogna questo Discorso. Li condurremo passo passo per vie che non conoscono.

45. Concedo loro una dilazione: in verità il Mio piano è infallibile.

46. Forse chiedi loro un compenso che li gravi di un peso insopportabile?

47. Forse possiedono l'invisibile e lo descrivono?

48. Sopporta dunque con pazienza il Decreto del tuo Signore e non essere come l'uomo della balena*, che invocò al colmo dell'angoscia.

*[“l'uomo della balena”: Giona (vedi sura X). Si rivolse ad Allah dallo stomaco della balena]

49. Se una grazia del tuo Signore non lo avesse toccato, sarebbe stato gettato sulla riva deserta, reietto.

50. Poi il suo Signore lo scelse e ne fece uno dei giusti.

51. Manca poco che i miscredenti ti trapassino con gli sguardi, quando sentono il Monito; dicono: “Davvero è uno posseduto!”.

52. Ma questo [Corano] non è che un Monito per il Creato.


Sura LXIX

Al-Hâqqa

(L'Inevitabile) 

Pre-Eg. N°78. Di 52 versetti.

Il nome della sura deriva dal versetto 1.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.


1. L'Inevitabile!

2. Cos'è l'Inevitabile?

3. Chi mai ti dirà che cos'è l'Inevitabile?

4. I Thamûd e gli ‘Âd tacciarono di menzogna il cataclisma,

5. ma i Thamûd furono sterminati da un Grido tremendo,

6. mentre gli ‘Âd furono distrutti da un vento mugghiante, furioso,

7. che Allah scatenò contro di loro per sette notti e otto giorni consecutivi. Allora avresti visto quella gente riversa in terra come tronchi cavi di palma.

8. Ne vedi forse uno sopravvissuto?

9. Anche Faraone e coloro che lo precedettero e le [città] stravolte commisero peccati.

10. Disobbedirono al Messaggero del loro Signore ed Egli li afferrò con estrema energia.

11. Quando l'acqua dilagò vi caricammo sull'Arca,

12. affinché essa diventasse un monito ricordato da ogni orecchio che ricorda.

13. Quando sarà soffiato nel Corno la prima volta,

14. e la terra e le montagne saranno sollevate e polverizzate in un sol colpo,

15. in quel Giorno avverrà l'Evento,

16. e si spaccherà il cielo, così fragile in quel Giorno.

17. Staranno gli angeli ai suoi orizzonti e in quel Giorno otto [di loro] porteranno il Trono del tuo Signore.

18. Sfilerete [davanti ad Allah] in quel Giorno e niente di quel che celate potrà essere nascosto.

19. Chi avrà ricevuto il libro* nella mano destra, dirà:

“Prendete, leggete il mio libro.

 *[“il libro”: il registro in cui saranno state scritte le azioni dell'uomo]

 20. Invero sapevo che avrei avuto il mio rendiconto!”.

21. Egli avrà piacevole esistenza

22. in un Giardino elevato,

23. i cui frutti saranno a portata di mano.

24. “Mangiate e bevete in pace, è il premio per quel che avete fatto nei giorni passati.”

25. Chi invece avrà ricevuto il suo libro nella mano sinistra, dirà: “Ahimè, se solo non mi fosse stato consegnato il mio libro

26. e non avessi conosciuto il mio rendiconto!

27. Ahimè, quanto vorrei che essa fosse stata definitiva*!

 *[Come dire: “Se la morte fisica fosse stata definitiva”]

 28. Quel che possedevo non mi ha giovato affatto.

29. Ho perso il mio potere”.

30. [Diranno:] “Afferratelo e mettetelo nei ceppi,

31. quindi sia precipitato nella Fornace,

32. e poi legatelo con una catena di settanta cubiti.

33. Non credeva in Allah, il Supremo,

34. e non esortava a nutrire il povero.

35. Oggi non avrà qui nessun amico sincero,

36. né altro cibo che sanie*

 *[“sanie”: il termine usato dal Corano è “ghislîn”; implica il concetto di qualcosa che deve essere “lavata via”. Di cosa si tratti esattamente non è dato di sapere; Tabarî (XXIX, 85) scrisse: “solo Allah sa cosa siano esattamente zaqqûm" e ghislîn”]

 37. che solo i colpevoli mangeranno.

38. Lo giuro per quel che vedete,

39. e per quel che non vedete!”.

40. Questa è in verità la parola di un Messaggero nobilissimo;

41. non è la parola di un poeta - [credetelo] per quanto poco crediate-

42. e neanche la parola di un indovino _ per quanto poco riflettiate!

43. È una Rivelazione venuta dal Signore dei mondi.

44. Se [Muhammad] Ci avesse mendacemente attribuito qualche discorso,

45. lo avremmo certo afferrato per la mano destra,

46. e quindi gli avremmo reciso l'aorta

47. e nessuno di voi avrebbe potuto impedirCelo.

48. In verità questo è un Monito per i timorati [di Allah]!

49. Sappiamo che tra voi c'è chi lo tratta da bugiardo;

50. in verità ciò sarà un rimpianto per i miscredenti;

51. questa è l'assoluta certezza.

52. Allora glorifica il Nome del tuo Signore, il Supremo.


Sura LXX

Al-Ma'ârij

(Le Vie dell'Ascesa) 

Pre-Eg. N° 79. Di 44 versetti

Il nome della sura deriva dal versetto 3.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.



1. Un tale ha chiesto un castigo immediato*.

*[Abû Jahl, o forse Nadir ibn al-Hârith che chiesero più volte al Profeta (pace e benedizioni su di lui) di affrettare il castigo che egli annunciava loro; entrambi furono uccisi nella battaglia di Badr. Oltre il riferimento specifico, Allah (gloria a Lui l'Altissimo) avverte coloro i quali ironizzano sul castigo e sfidano la potenza divina. Alcuni autorevoli commentatori mettono in rilievo che potrebbe essere accettato un secondo significato: “un tale si è informato a proposito di un castigo imminente”]

2. Per i miscredenti nessuno potrà impedirlo

3.    [poiché proviene] da Allah, il Signore delle Vie dell'Ascesa*.

*[“le Vie dell'Ascesa”: angelici percorsi verso la divina Presenza]

4. Gli angeli e lo Spirito ascendono a Lui in un Giorno la cui durata è di cinquantamila anni.

5. Pazienta dunque di bella pazienza.

6. Essi lo considerano come fosse lontano,

7. mentre Noi lo vediamo vicino.

8. Il Giorno in cui il cielo sarà come metallo fuso

9. e le montagne come [fiocchi] di lana,

10. nessun amico sollecito chiederà dell'amico,

11. anche se sarà dato loro di vedersi. Il malvagio vorrebbe riscattarsi dal castigo di quel Giorno, offrendo i suoi figli,

12. la sua sposa e suo fratello,

13. e la sua gente che lo ospitava,

14. e tutto quel che è sulla terra, ogni cosa che potesse salvarlo.

15. Niente [lo salverà]: sarà una fiammata

16. a strappargli brutalmente la pelle del cranio.

17. Essa chiamerà chi avrà volto le spalle e se ne sarà andato

18. [chi] accumulava e tesaurizzava.

19. In verità l'uomo è stato creato instabile;

20. prostrato quando lo coglie sventura,

21. arrogante nel benessere;

22. eccetto coloro che eseguono l'orazione,

23. e sono costanti nella loro orazione,

24. e sui cui beni c'è un riconosciuto diritto,

25. per il mendicante e il diseredato;

26. coloro che attestano la verità del Giorno del Giudizio

27. e coloro che temono il castigo del loro Signore -

28. ché in verità il castigo del loro Signore non è cosa da cui si possa trovare riparo -

29. e che si mantengono casti

30. eccetto che con le loro spose e con le schiave che possiedono  -  e in questo non sono biasimevoli,

31. mentre coloro che desiderano altro sono i trasgressori;

32. coloro che rispettano ciò che è loro stato affidato e i loro impegni,

33. che rendono testimonianza sincera,

34. e hanno cura della loro orazione.

35. Costoro saranno onorati nei Giardini.

36. Cos'hanno mai da affrettarsi verso di te coloro che non credono,

37. [venendo] in gruppi da destra e da sinistra?

38. Ciascuno di loro desidera che lo si lasci entrare nel Giardino della Delizia?

39. No, mai! Invero li creammo di quello che già sanno.

40. Lo giuro per il Signore degli Orienti e degli Occidenti, in verità abbiamo il potere

41. di sostituirli con [altri] migliori di loro e nessuno potrebbe precederCi.

42. Lascia dunque che disputino e giochino finché non incontreranno il Giorno che è stato loro promesso;

43. il Giorno in cui usciranno dalle tombe in fretta, come se corressero verso pietre drizzate*,

*[Gli arabi pagani praticavano molti e diversi riti che avevano per oggetto totem di pietra simbolizzanti gli “dèi” del loro Olimpo idolatrico]

44. con gli sguardi umili, coperti di vergogna: questo è il Giorno che è stato loro promesso.


Sura LXXI

h

(Noè) 

Pre-Eg. N°71. Di 28 versetti

Il nome della sura deriva dal versetto 1.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.



1. In verità inviammo Noè al suo popolo: “Avverti il tuo popolo prima che giunga loro un doloroso castigo”.

2. Disse: “O popol mio, in verità io sono per voi un ammonitore evidente:

3. adorate Allah, temeteLo e obbeditemi,

4. affinché perdoni una parte dei vostri peccati e vi conceda dilazione fino a un termine stabilito; ma quando giungerà il termine di Allah non potrà essere rimandato, se [solo] lo sapeste”.

5. Disse: “Signore, ho chiamato il mio popolo giorno e notte,

6. ma il mio richiamo ha solo accresciuto la loro repulsione.

7. Ogni volta che li chiamavo affinché Tu li perdonassi, si turavano le orecchie con le dita e si avvolgevano nelle loro vesti, pervicaci e tronfi di superbia.

8. Poi li ho chiamati ad alta voce.

9. Li ho arringati e ho parlato loro in segreto,

10. dicendo: Implorate il perdono del vostro Signore, Egli è Colui Che molto perdona,

11. affinché vi invii dal cielo una pioggia abbondante,

12. accresca i vostri beni e i vostri figli e vi conceda giardini e ruscelli.

13. Perché non confidate nella magnanimità di Allah,

14. quando è Lui che vi ha creati in fasi successive?

15. Non avete considerato come Allah ha creato sette cieli sovrapposti

16. e della luna ha fatto una luce e del sole un luminare.

17. È Allah che vi ha fatto sorgere dalla terra come piante.

18. Poi vi rimanderà [ad essa] e vi farà risorgere.

19. Allah ha fatto della terra un tappeto per voi,

20. affinché possiate viaggiare su spaziose vie”.

21. Disse Noè: “Signore, mi hanno disobbedito seguendo coloro i cui beni e figli non fanno che aumentarne la rovina;

22. hanno tramato un'enorme trama

23. e hanno detto: Non abbandonate i vostri dèi, non abbandonate né Wadd, né Suwâ, né Yaghûth, né Yaûq, né Nasr”.* 

*[Divinità adorate dal popolo di Noè e dagli arabi pagani ancora ai tempi del Profeta (pace e benedizioni su di lui). Secondo una tradizione, il culto di queste divinità trarrebbe origine dalla considerazione e dal rispetto in cui la tribù dei Banû Qâbil teneva cinque uomini pii morti nello spazio di un mese. Per onorarne la memoria e fare di loro un esempio per i posteri eressero cinque statue con le loro fattezze. Con l'andare del tempo, però, la gente dimenticò la vera natura di quei simulacri e cominciò ad adorarli come dèi. Nell'ottavo anno dall'Egira (630 d.C.) l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) diede incarico a Khalid ibn Walid, uno dei suoi più valorosi condottieri, di distruggere il tempio di Suwâ']

24. Essi ne hanno traviati molti; [Signore,] non accrescere gli ingiusti altro che nella perdizione”.

25. A causa dei loro peccati sono stati affogati e poi introdotti nel Fuoco, e non trovarono nessun soccorritore all'infuori di Allah.

26. Pregò Noè: “Signore, non lasciare sulla terra alcun abitante che sia miscredente!

27. Se li risparmierai, travieranno i Tuoi servi e non genereranno altro che perversi ingrati.

28. Signore, perdona a me, ai miei genitori, a chi entra nella mia casa come credente, ai credenti e alle credenti;   non accrescere gli ingiusti altro che nella rovina”.

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