Bloggando il Corano: Sura 63, “Gli Ipocriti”, Sura 64, “L'Inganno Reciproco”, Sura 65, “Il Divorzio” e Sura 66, “Il Divieto”
di ROBERT SPENCER (9, Novembre, 2008)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
La Sura 63 rimprovera gli ipocriti che si opposero a Maometto a Medina (vv. 1-6). Secondo Maududi, fu rivelata a Maometto in risposta agli intrighi di uno dei capi degli ipocriti, Abdullah bin Ubayy. Quando la tribù Ebrea dei Qaynuqa si arrese ai Musulmani, alcuni dei Qaynuqa, che avevano stretto alleanza con i Musulmani, si presentarono a Maometto per discutere del loro destino. Secondo Tabari, Maometto voleva condannare a morte tutti i maschi della tribù. Ma Abdullah bin Ubayy scongiurò Maometto: "O Maometto, sii clemente con i miei protetti". Maometto lo ignorò, per cui Abdullah ripeté la sua richiesta, mentre il Profeta si girava dall'altra parte. Allora Abdullah bin Ubayy afferrò bruscamente Maometto per il colletto della tunica, per cui, secondo Ibn Ishaq, “l'apostolo era così furibondo che la sua faccia divenne quasi nera". Maometto gli disse: "Vai a quel paese e lasciami andare!"
Ma Abdullah replicò: "No! per Dio! Io non ti mollerò finché non tratterai bene i miei protetti. Quattrocento uomini senza armatura e trecento con armatura mi hanno sempre difeso da tutti i miei nemici. Vuoi ammazzarli tutti in una mattina? Per Dio, io sono uno che teme che la situazione possa cambiare". Maometto allora gli concesse quanto chiedeva, accettando di risparmiare i Qaynuqa, a patto che consegnassero tutti i loro averi ai Musulmani come bottino e lasciassero Medina, cosa che fecero immediatamente.
Ma Maometto non era assolutamente soddisfatto dell'alleanza che Abdullah aveva stretto con la tribù Ebrea. Fu in questa situazione che ricevette una rivelazione chiave, riguardante quali relazioni dovessero prevalere tra Musulmani e non Musulmani: "Oh credenti! Non prendete Ebrei e Cristiani per amici o protettori: sono amici e protettori l'uno dell'altro. E chi di voi si rivolge a loro (per amicizia) è uno di loro. In verità Allah non guida gente ingiusta” (5:51). E Allah rimproverò con parole durissime coloro che, come Abdullah bin Ubayy, temevano di perdere la prospettiva di buoni affari a causa delle sventure dei Qaynuqa (5:52). Nella Sura 63, Allah li critica perché sconsigliavano alla gente di contribuire con i loro fondi alla causa dell'Islam (vv. 7, 9-10).
La Sura 64, rivelata alla Mecca, ripete temi noti che ricorrono con frequenza: Allah ha potere su ogni cosa (v. 1); conosce i segreti del cuore di ogni persona (vv. 2, 4); chi ha respinto i messaggeri di Allah subirà un terribile castigo (vv. 5-6); essi non credono che risorgeranno dalle loro tombe per essere giudicati (v. 7), ma lo saranno, e i giusti entreranno in Paradiso (v. 9) mentre i dannati andranno all'inferno (v. 10). Nessuno viene colpito da una sciagura se non col permesso di Allah (v. 11), pertanto obbedisci ad Allah e al Suo Messaggero, ma Maometto non è responsabile per chi rifiuta il suo messaggio (v. 12). Il monito che i nemici di un credente possano essere le sue mogli o i suoi figli (v. 14) derivò da un incidente raccontato da Ibn Abbas: "C'erano uomini che avevano abbracciato l'Islam alla Mecca e volevano emigrare dal messaggero di Allah. Tuttavia, le loro mogli e i loro figli non glielo permisero. In seguito, quando raggiunsero il Messaggero di Allah, trovarono che chi era con lui (i Compagni) aveva raggiunto una tale conoscenza della religione, che loro stavano per punire le loro mogli e i loro figli" – mentre Allah consigliò loro di perdonarli (vedi anche il Versetto 14).
La Sura termina con un ulteriore appello a donare fondi per la causa dell'Islam (vv. 16-17).
La Sura 65, rivelata a Medina, stabilisce le regole per il divorzio. Se un uomo vuole divorziare da sua moglie, deve prima aspettare per due periodi mestruali per essere sicuro che non sia gravida (v. 1) – o tre mesi per le donne in menopausa (v. 4). Il discorso sul prenderla indietro (v. 2) si riferisce al fatto che, seconda la legge Islamica, un uomo può riprendere con sé la moglie divorziata per due volte, ma poi, dopo il terzo divorzio, non può riprendersela così facilmente. Maometto stabilì che, in questo caso, la moglie divorziata deve aver consumato un matrimonio con un altro uomo ed aver divorziato da lui – solo allora può ritornare dal suo primo marito se così lui desidera:
La moglie di Rifa'a Al-Qurazi andò dal Profeta e disse: "Io ero la moglie di Rifa‘a, ma ha divorziato da me e il suo divorzio era un divorzio finale e irrevocabile. Poi ho sposato Abdur Rahman bin Az-Zubair, ma lui è impotente". Il Profeta le chiese: "Vuoi risposare Rifa‘a? Non puoi, a meno che tu non abbia avuto un rapporto sessuale completo col tuo attuale marito".
Quindi la Sura si conclude con ulteriori avvisi sulla distruzione delle popolazioni infedeli (v. 8) e dell'imminente e inevitabile Giudizio (v. 8).
Una volta Ibn Abbas chiese ad Umar, il famoso Compagno di Maometto e il suo secondo successore come leader della comunità Musulmana, notizie sull'inizio della Sura 66, rivelata a Medina: "O Capo dei Credenti! Chi erano le due dame tra le mogli del Profeta a cui Allah disse: 'Se voi ritornate pentite (66.4)’?”.
Umar rispose: "Sono stupito dalla tua domanda, o Ibn Abbas. Erano Aisha e Hafsa.” Secondo Umar, Hafsa, una delle mogli di Maometto, aveva fatto arrabbiare Maometto, contraddicendolo in malo modo. Così, quando Umar venne a sapere che Maometto aveva divorziato da tutte le sue mogli, non fu sorpreso; in effetti era molto soddisfatto ed esclamò: "Hafsa è una perdente fatta e finita! Mi aspettavo che succedesse una volta o l'altra!".
Quindi Umar andò da Maometto, che inizialmente rifiutò di riceverlo, ma poi cambiò idea. "Lo salutai e, mentre ero ancora in piedi, dissi: 'Hai divorziato dalle tue mogli?' Egli mi guardò e rispose negativamente". Umar spiegò ad Abdullah che "il Profeta non era andato dalle sue mogli a causa del segreto che Hafsa aveva svelato ad Aisha, e gli disse che non avrebbe visitato le sue mogli per un mese, poiché era in collera con loro, poiché Allah lo aveva redarguito (per il suo giuramento di non accostarsi più a Maria). Quando furono passati ventinove giorni, andò da Aisha, prima fra tutte".
Il retroscena di questa vicenda è l'episodio in cui Hafsa sorprese Maometto a letto con la sua concubina, Maria la Copta, nel giorno che avrebbe dovuto trascorrere con lei. Maometto allora promise di non avvicinarsi più a Maria e chiese ad Hafsa di mantenere il segreto, ma Hafsa confidò tutto ad Aisha. Allora Allah si intromise con la rivelazione della minaccia di divorzio che ora troviamo nei Versetti 1-6, sciogliendo Maometto dalla promessa di stare lontano da Maria.
Un'altra tradizione spiega gli stessi Versetti come riguardanti esclusivamente la gelosia delle sue mogli (o forse l'alito cattivo di Maometto) e il suo giuramento di smettere di bere il miele. In questo caso, ciò a cui il Profeta aveva rinunciato e che Allah gli aveva reso lecito, era il miele. Cioè, Maometto aveva cercato di accontentare le sue mogli promettendo di rinunciare al miele, e Allah gli consente di rompere il giuramento minacciando di divorzio le mogli che sbagliano.
Quindi, i Versetti 7-12 concludono la Sura 66 con ulteriori minacce di inferno per i miscredenti. Allah dice a Maometto di lottare strenuamente" (jahidi, جاهد) contro i miscredenti e gli ipocriti. Spiega Ibn Kathir: "Allah, l'Altissimo, ordina al Suo Messaggero di intraprendere la jihad contro i miscredenti e gli ipocriti, con le armi per i primi e stabilendo il codice legale penale di Allah per i secondi".
La prossima settimana: Sura 67, “La Sovranità”; Sura 68, “La Penna”; Sura 69, “La Realtà”; Sura 70, “Le Vie dell'Ascesa” e Sura 71, “Noè”
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura LXIII
Al-Munâfiqûn
(Gli Ipocriti)
Post-Eg. N°104. Di 11 versetti
Il nome della sura deriva dal versetto 1.
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. Quando vengono a te, gli ipocriti dicono: “Attestiamo che sei veramente il Messaggero di Allah”, ma Allah attesta che tu sei il Suo Messaggero e attesta Allah, che gli ipocriti sono bugiardi.
2. Si fanno scudo dei loro giuramenti e hanno allontanato altri dalla via di Allah. Quant'è perverso quello che fanno!
3. E questo perché prima credettero, poi divennero increduli. Sul loro cuore fu quindi posto un suggello, affinché non capissero.
4. Quando li vedi, sei ammirato dalla loro prestanza; se parlano, ascolti le loro parole. Sono come tronchi appoggiati*. Credono che ogni grido sia contro di loro. Sono essi il nemico. Stai in guardia. Li annienti Allah! Quanto si sono traviati!
*[“tronchi appoggiati”: nel senso che la loro forza è solo apparente, e non c'è alcuna intelligenza nei loro discorsi]
5. E quando si dice loro: “Venite, il Messaggero di Allah implorerà il perdono per voi”, voltano la testa e li vedi allontanarsi pieni di superbia.
6. Per loro è la stessa cosa, che tu implori perdono per loro o che non lo implori: Allah non li perdonerà mai. In verità Allah non guida gli empi.
7. Essi sono coloro che dicono: “Non date nulla a coloro che seguono il Messaggero di Allah, affinché si disperdano”. Appartengono ad Allah i tesori dei cieli e della terra, ma gli ipocriti non lo capiscono.
8. Dicono: “Se ritorniamo a Medina, il più potente scaccerà il più debole”*. La potenza appartiene ad Allah, al Suo Messaggero e ai credenti, ma gli ipocriti non lo sanno.
*[Secondo la tradizione il versetto si riferisce alle parole che proferì Abdallah Ibn Ubay, il capo degli ipocriti medinesi, durante una spedizione dei musulmani alla quale aveva partecipato obtorto collo per non rendere palese la sua ipocrisia]
9. O credenti, non vi distraggano dal ricordo di Allah i vostri beni e i vostri figli. Quelli che faranno ciò saranno i perdenti.
10. Siate generosi di quello che Noi vi abbiamo concesso, prima che giunga a uno di voi la morte ed egli dica: “Signore, se Tu mi dessi una breve dilazione, farei l'elemosina e sarei fra i devoti”.
11. Ma Allah non concede dilazioni a nessuno che sia giunto al termine. Allah è ben informato a proposito di quello che fate.
Sura LXIV
At-Taghâbun
(Il Reciproco Inganno)
Post-Eg. N°108. Di 18 versetti.
Il nome della sura deriva dal versetto 9.
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. Glorifica Allah ciò che è nei cieli e sulla terra, Sua la Sovranità, Sua la Lode. Egli è onnipotente.
2. Egli è Colui Che vi ha creati. Fra di voi vi è chi non crede e chi crede e Allah osserva quello che fate.
3. Egli ha creato i cieli e la terra in tutta verità, e vi ha plasmati in una forma armoniosa. Verso di Lui è il divenire.
4. Egli conosce quel che è nei cieli e sulla terra e conosce quello che celate e quello che palesate. Allah ben conosce quello che c'è nei petti.
5. Non vi è giunta notizia di coloro che furono miscredenti in passato? Gustarono le conseguenze della loro condotta e avranno doloroso castigo.
6. E ciò in quanto vennero ad essi con le prove i loro messaggeri, ma dissero: “Sarà un uomo a guidarci?”. Non credettero e voltarono le spalle, ma Allah non ha bisogno [di loro]. Allah basta a Se Stesso ed è il Degno di lode.
7. Coloro che non credono affermano che non saranno affatto resuscitati. Di': “Invece sì, per il mio Signore: sarete resuscitati, quindi sarete informati di quel che avrete fatto. Ciò è facile per Allah”.
8. Credete dunque in Allah e nel Suo Messaggero e nella Luce che abbiamo fatta scendere. Allah è ben informato a proposito di quello che fate.
9. Il Giorno in cui sarete riuniti per il Giorno del Raduno, sarà il Giorno del reciproco inganno. A chi avrà creduto in Allah e avrà compiuto il bene, Egli cancellerà i peccati e lo introdurrà nei Giardini dove scorrono i ruscelli, in cui rimarrà in perpetuo e per sempre. Ecco l'immenso successo.
10. Coloro invece che non credono e tacciano di menzogna i Nostri segni, saranno i compagni del Fuoco in cui rimarranno in perpetuo. Qual tristo avvenire!
11. Nessuna sventura colpisce [l'uomo] senza il permesso di Allah. Allah guida il cuore di chi crede in Lui. Allah è l'Onnisciente.
12. Obbedite dunque ad Allah e obbedite al Messaggero. Se poi volgerete le spalle, [sappiate che] al Nostro Messaggero [incombe] solo la trasmissione esplicita.
13. Allah, non v'è dio all'infuori di Lui! Confidino dunque in Allah i credenti.
14. O voi che credete, nelle vostre spose e nei vostri figli c'è [talvolta] un nemico per voi.* State in guardia. Se dimenticherete, lascerete cadere e perdonerete; in verità Allah è perdonatore, misericordioso.
*[L'esegesi afferma che il versetto si riferirebbe ad alcuni meccani che non emigrarono con l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) cedendo alle resistenze e alle pressioni dei familiari miscredenti e, nel contempo, a qualche medinese che temendo di lasciar soli moglie e figli non partecipava mai alle spedizioni militari. Quando si resero conto della loro debolezza e vollero punire i congiunti che li avevano frenati sul sentiero di Allah, il versetto raccomandò loro l'indulgenza e l'oblio del male ricevuto]
15. I vostri beni e i vostri figli non sono altro che tentazione, mentre presso Allah c'è ricompensa immensa.
16. Temete Allah per quello che potete, ascoltate, obbedite e siate generosi: ciò è un bene per voi stessi. Coloro che si saranno preservati dalla loro stessa avidità saranno quelli che prospereranno.
17. Se fate ad Allah un prestito bello, Egli ve lo raddoppierà e vi perdonerà. Allah è riconoscente, magnanimo,
18. Conoscitore dell'invisibile e del palese, l'Eccelso, il Saggio.
Sura LXV
At-Talâq
(Il Divorzio)
Post-Eg. N°99. Di 12 versetti
Il nome della sura deriva dal versetto 1.
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. O Profeta, quando ripudiate le vostre donne, ripudiatele allo scadere del termine prescritto e contate bene il termine*. Temete Allah vostro Signore e non scacciatele dalle loro case, ed esse non se ne vadano, a meno che non abbiano commesso una provata indecenza. Ecco i termini di Allah. Chi oltrepassa i termini di Allah, danneggia se stesso. Tu non sai: forse in questo periodo Allah farà succedere qualcosa.
*[“il termine prescritto”: la Idda è il periodo del ritiro legale della donna divorziata, al termine del quale il divorzio diventa definitivo ed essa può risposarsi (vedi II, 228) ]
2. Quando poi siano giunte al loro termine, trattenetele convenientemente o separatevi da esse convenientemente. Richiedete la testimonianza di due dei vostri uomini retti, che testimonino davanti ad Allah. Ecco a che cosa è esortato chi crede in Allah e nell'Ultimo Giorno. A chi teme Allah, Egli apre una via d'uscita,
3. e gli concede provvidenze da dove non ne attendeva. Allah basta a chi confida in Lui. In verità Allah realizza i Suoi intenti. Allah ha stabilito una misura per ogni cosa.
4. Se avete qualche dubbio a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano più nel mestruo, il loro termine sia di tre lunazioni. Lo stesso valga per quelle che non hanno ancora il mestruo. Quelle che sono incinte avranno per termine il parto stesso. A chi teme Allah, Egli facilita i suoi intenti.
5. Questo è l'Ordine che Allah ha fatto scendere su di voi. A chi teme Allah, Egli cancella i peccati e aumenta la sua ricompensa.
6. Fatele abitare* dove voi stessi abitate, secondo i vostri mezzi.
*[“Fate abitare le vostre donne”: sottointendendo: “che si trovano nel periodo di Idda”]
Non tormentatele mettendole in ristrettezze. Se sono incinte, provvedete al loro mantenimento fino a che non abbiano partorito. Se allatteranno per voi, date loro un compenso e accordatevi tra voi convenientemente. Se andrete incontro a difficoltà, sia un'altra ad allattare per voi.
7. L'agiato spenda della sua agiatezza, colui che ha scarse risorse spenda di quello che Allah gli ha concesso. Allah non impone a nessuno se non in misura di ciò che Egli ha concesso. Allah farà seguire il benessere al disagio.
8. Quante città si mostrarono orgogliose di fronte all'ordine del loro Signore e dei Suoi messaggeri! Le costringemmo ad un rendiconto rigoroso, e le castigammo di un orribile castigo.
9. Gustarono le conseguenze della loro condotta e l'esito della loro condotta fu la dannazione.
10. Allah ha preparato loro un severo castigo. Temete dunque Allah, o dotati d'intelletto, voi che avete la fede. Invero Allah ha fatto scendere su di voi un Monito,
11. un Messaggero che vi recita i versetti espliciti di Allah, per trarre dalle tenebre alla luce coloro che credono e compiono il bene. Chi crede in Allah e compie il bene, Egli lo farà entrare nei Giardini in cui scorrono i ruscelli, dove rimarrà in perpetuo. A costui Allah ha concesso buona provvidenza.
12. Allah è Colui Che ha creato sette cieli e altrettante terre. Scende il Suo Ordine tra di loro, affinché sappiate che in verità Allah è onnipotente e che Allah abbraccia nella Sua Scienza ogni cosa.
Sura LXVI
At-Tahrîm
(L'Interdizione)
Post-Eg. N°107. Di 12 versetti
Il nome della sura deriva dal versetto 1.
Tutti gli esegeti concordano nel collegare la rivelazione di questa sura ad un episodio di gelosia che turbò considerevolmente la serenità della vita, nella casa dell'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui).
Nel VII anno dall'Egira (628-629 d.C.) il governatore copto dell'Egitto mandò in dono all'Inviato di Allah due giovani ancelle, Mâriya e Sîrîn. Il Profeta donò Sîrîn ad uno dei suoi compagni e tenne per sé Mâriya. La giovane era di straordinaria bellezza e le attenzioni che Muhammad (pace e benedizioni su di lui) le riservava, suscitarono tanto malcontento tra le sue mogli che ordirono un complotto con lo scopo di allontanarlo da lei.
Pressato dalle loro proteste e desideroso di ritrovare l'armonia familiare l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) giurò di separarsi da Mâriya. Poco dopo scese questa sura con la quale Allah (gloria a Lui l'Altissimo) mentre riprendeva il Suo Profeta (vers. 1), gli ricordava (vers. 2) la possibilità di espiare un giuramento prestato impropriamente. La rivelazione (vers. 4) rivolgeva un secco rimprovero alle due mogli che avevano guidato la fronda contro Mâriya (secondo la tradizione Aisha figlia di Abû Bakr e Hafsa figlia di Umar ibn Khattab) e adombrava la possibilità che l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) le ripudiasse. La sura (verss. 10-12) si conclude con la citazione di due donne traviate (le mogli di Noè e di Lot) e di due donne devote (Asiya la sposa di Faraone e Maryam madre di Gesù) esempi da meditare per le mogli del Profeta e per tutte le credenti, in ogni luogo e in ogni tempo.
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. O Profeta, perché, cercando di compiacere le tue spose, ti interdici quello che Allah ti ha permesso ? Allah è perdonatore, misericordioso.
2. Eppure Allah vi ha prescritto un modo per sciogliere i vostri giuramenti . Allah è il vostro Padrone, Egli è il Sapiente, il Saggio.
3. Quando il Profeta confidò un segreto ad una delle sue spose, e questa lo andò a riferire [ad un'altra], Allah lo informò [ed egli] ne confermò una parte tenendone nascosta un'altra. Quando le chiese conto della sua indiscrezione, ella disse: “Chi te ne ha dato notizia?”. Rispose: “Il Sapiente, il Ben informato me ne ha dato notizia”.
4. Se entrambe ritornerete ad Allah, è segno che i vostri cuori si sono pentiti; se invece vi sosterrete a vicenda contro il Profeta, [sappiate] allora che il suo Padrone è Allah e che Gabriele e i devoti tra i credenti e gli angeli saranno il suo sostegno.
5. Se vi ripudiasse, certamente il suo Signore vi sostituirebbe con delle spose migliori di voi, sottomesse ad Allah, credenti, devote, penitenti, adoranti, osservanti il digiuno , già sposate [in precedenza] o vergini.
6. O credenti, preservate voi stessi e le vostre famiglie, da un fuoco il cui combustibile saranno uomini e pietre e sul quale vegliano angeli formidabili, severi, che non disobbediscono a ciò che Allah comanda loro e che eseguono quello che viene loro ordinato.
7. O credenti, non chiedete scusa oggi, sarete compensati solo per quel che avrete fatto.
8. O credenti, pentitevi davanti ad Allah d'un pentimento sincero. Forse il vostro Signore cancellerà i vostri peccati e vi introdurrà nei Giardini in cui scorrono i ruscelli, nel Giorno in cui non imporrà umiliazione alcuna al Profeta e a coloro che avranno creduto insieme con lui. La loro luce correrà innanzi a loro e sulla loro destra ed essi diranno: “Signore, completa la nostra luce e perdonaci. In verità tu sei l'Onnipotente”.
9. O Profeta, combatti i miscredenti e gli ipocriti e sii severo nei loro confronti. Il loro asilo sarà l'Inferno, qual triste rifugio!
10. Allah ha proposto ai miscredenti l'esempio della moglie di Noè e della moglie di Lot. Entrambe sottostavano a due dei Nostri servi, uomini giusti. Entrambe li tradirono, ed essi non poterono in alcun modo porle al riparo da Allah. Fu detto loro: “Entrate entrambe nel Fuoco, insieme con coloro che vi entrano” .
11. Allah ha proposto ai credenti l'esempio della moglie di Faraone, quando invocò: “Signore, costruiscimi vicino a Te una casa nel Giardino. Salvami da Faraone e dalle sue opere sue. Salvami dagli ingiusti”.
12. E Maria, figlia di Imrân, che conservò la sua verginità; insufflammo in lei del Nostro Spirito. Attestò la veridicità delle Parole del suo Signore e dei Suoi Libri e fu una delle devote.