Bloggando il Corano: Sura 60, “L'Esaminata”

di ROBERT SPENCER  (26, Ottobre, 2008)

Traduzione di PAOLO MANTELLINI

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La Sura 60, rivelata a Medina, richiama ad un attento esame di questioni cruciali, ma assolutamente trascurate, sui criteri di interpretazione: ciò che viene detto non è sempre interpretato secondo ciò che in realtà significa. Consideriamo le seguenti osservazioni espresse dal Presidente Bush e da Karen Hughes, suo precedente Sottosegretario di Stato per gli Affari Pubblici e la Pubblica Diplomazia (Public Diplomacy and Public Affairs), a proposito della festività Islamica di Eid al-Adha, che commemora la fine del Pellegrinaggio (Hajj) e la volontà di Abramo di sacrifivare suo figlio.

In Dicembre 2006, Bush fece una dichiarazione che recitava, tra l'altro:

Per i Musulmani in America e nel mondo,  Eid al-Adha è una occasione importante di ringraziamento per le benedizioni ricevute e per ricordare la fiducia di Abramo in un Dio benevolo. Durante i quattro giorni di questa speciale ricorrenza, i Musulmani onorano l'esempio di Abramo di sacrificio e devozione a Dio, facendo festa con la famiglia e gli amici, scambiandosi doni ed auguri e dedicandosi al culto religioso mediante sacrifici ed atti caritatevoli.

E nel Gennaio precedente Karen Hughes disse:

Eid è una celebrazione di devozione e obbedienza a Dio ed anche della misericordia e provvidenza di Dio per tutti noi. E' un tempo per la famiglia e per la comunità, un tempo per la carità ... Vi voglio leggere un messaggio del Presidente Bush: "Mando un saluto a tutti i Musulmani che celebrano Eid al-Adha. Quando Dio chiese ad Abramo di sacrificare suo figlio, Abramo pose la sua fede in Dio sopra ogni altra cosa. Durante Eid al-Adha, i Musulmani celebrano la devozione di Abramo e ringraziano Dio per la Sua misericordia e le Sue molte benedizioni".

Parlando di Abramo, anche facendolo in riferimento a Eid al-Adha, Bush e Hughes pensavano probabilmente a Genesi 22:15-18, in cui Abramo viene ricompensato per la sua fede e gli viene rivelato che diventerà una benedizione per le nazioni: "per i tuoi discendenti tutte le nazioni della terra saranno benedette, perché hai ubbidito alla mia voce."

Ma gli ascoltatori Musulmani a cui Bush e Hughes si indirizzano, non leggono la Genesi. Leggono il Corano. La volontà di Abramo di sacrificare suo figlio (che non è nominato) è raccontata in 37:102-109. E, nella Sura 60, Allah dice che Abramo è un "eccellente esempio" (uswa hasana, أُسْوَةٌ حَسَنَةٌ, un termine attribuito anche a Maometto in 33:21) per i credenti quando dice ai pagani della sua famiglia e della sua gente che "è sorta, tra voi e me, una inimicizia e un odio senza fine, a meno che non crediate in Allah e in Lui soltanto” (v. 4). Lo stesso Versetto prosegue dicendo che Abramo non é un eccellente esempio quando dice a suo padre: "Pregherò per il tuo perdono." L'odio è proposto come esemplare, mentre il perdono è esplicitamente dichiarato un esempio da non seguire.

In questo modo Bush e Hughes rinforzano una visione del mondo che dà per scontata la legittimità di una inimicizia e di un odio senza fine tra Musulmani e non Musulmani – e lo fanno proprio nel tentativo di costruire ponti di comprensione tra Musulmani e non Musulmani. Ciò dimostra ancora una volta l'importanza vitale per loro, e anche per tutti noi, di avere una comprensione approfondita dei quadri di riferimento, culturali e teologici, dei jihadisti e dei Musulmani in generale. Proprio per questa carenza, non solo vengono pronunciate dichiarazioni che avrebbero potuto, e avrebbero dovuto, essere formulate con maggiore attenzione, ma gli errori di strategia continuano a moltiplicarsi.

Secondo la tradizione Islamica, questa Sura fu rivelata dopo che Maometto e i Musulmani partirono per conquistare la Mecca e un Musulmano, di nome Hatib bin Abi Balta‘ah, avvisò i Meccani dell'imminente attacco, poiché aveva parenti alla Mecca. Hatib bin Abi Balta‘ah era un veterano della battaglia di Badr, per cui Maometto rifiutò la richiesta di Umar di decapitarlo, dicendo: "Era presente a Badr. Posso solo dirti, forse Allah ha guardato quelli che combatterono a Badr e ha detto 'Oh gente di Badr, fate quello che volete, perché vi ho già perdonato'". Ma poi Maometto ricevette questa Sura che rimprovera aspramente Hatib per aver preso come suoi amici i nemici di Allah (v. 1) e gli dice che i suoi parenti non lo aiuteranno nel Giorno del Giudizio (v. 3). Lui, e i Musulmani in generale, devono imitare l'odio di Abramo per i suoi parenti e non imitare il suo perdono per loro (v. 4).

Ciò nonostante, Allah non esclude la possibilità che un domani i Musulmani e i Quraysh possano riconciliarsi (v. 7) e dice ai Musulmani che non è vietato trattare con gentilezza e giustizia chi, tra i Quraysh, non ha combattuto contro di loro (v. 8) – cioè, dice Ibn Kathir, "chi non ha avuto un ruolo nella vostra espulsione dalla Mecca. Però non devono coltivare amicizie con chi combatté contro di loro (v. 9). Questo passaggio è stato invocato oggi dagli jihadisti per giustificare quello che definiscono una jihad difensiva contro gli Stati Uniti, che, nella loro opinione, combattono contro i Musulmani.

Poi la Sura si occupa del trattato di Hudaybiyya, che Maometto aveva concluso nel 628 coi pagani della Mecca, accettando condizioni svantaggiose. Maometto aveva scandalizzato i suoi uomini accettando clausole che sembravano altamente svantaggiose per i Musulmani: chi fuggiva dai Quraish e si rifugiava dai Musulmani doveva essere restituito ai Quraysh, mentre chi fuggiva dai Musulmani per rifugiarsi dai Quraysh, non doveva essere restituito ai Musulmani. Ma, secondo Ibn Ishaq, quando una donna dei Quraysh, Umm Kulthum, si rifugiò presso i Musulmani a Medina, e i suoi due fratelli vennero a reclamarla, secondo le clausole del trattato, Maometto rifiutò di restituirla: Allah glielo aveva vietato con una nuova rivelazione che diceva che le Musulmane rifugiate non dovevano essere restituite a coloro da cui erano fuggite – una rivelazione immortalata ora nei Versetti 10-13.

Rifiutando di restituire Umm Kulthum ai Quraish, Maometto ruppe il trattato. Benché gli apologeti dell'Islam abbiano sempre sostenuto in ogni epoca che i Quraysh ruppero il trattato per primi, questo incidente avvenne prima di tutti quelli provocati dai Quraysh che i Musulmani indicano come violazioni del trattato. Un biografo Musulmano di Maometto, Yahiya Emerick, asserisce che Maometto basò il suo comportamento su di un cavillo legale: il trattato obbligava a restituire ai Quraysh ogni uomo che si rifugiasse da loro, non ogni donna. Anche se ciò fosse vero, Maometto ben presto – come riconosce anche Emerick – iniziò ad accogliere anche uomini provenienti dai Quraysh, rompendo così il trattato in modo definitivo. La rottura del trattato in questo modo avrebbe rinforzato il principio che nulla è buono eccetto ciò che avvantaggia l'Islam e nulla è cattivo eccetto ciò che ostacola l'Islam. Una volta che il trattato fu formalmente abbandonato, i giuristi Islamici enunciarono il principio che, in generale, le tregue potevano essere concluse solo su base temporanea fino a un massimo di dieci anni, e che si dovevano stipulare al solo scopo di consentire alle armate Musulmane indebolite di recuperare le forze per riprendere più efficacemente la lotta.

Questo principio è di enorme importanza nella situazione geopolitica odierna, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo il Dipartimento di Stato o qualsiasi altra entità politica non Musulmana indichi la volontà di concludere un trattato con un gruppo Musulmano che sia chiaramente ispirato ai principii Islamici tradizionali – come Hamas e il Fronte Islamico Moro di Liberazione nelle Filippine, con cui il Governo delle Filippine è ansioso di concludere un accordo. Ma, per quanto possa essere importante, questo principio è universalmente ignorato.

La prossima settimana: Sura 61, “I Ranghi Serrati”

[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano  in Italiano; N.d.T.]

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Sura LX

Al-Mumtahana

(L'Esaminata)

Post-Eg. N°91. Di 13 versetti

Il nome della sura deriva dal versetto 10.



In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.


1.  O credenti, non prendetevi per alleati il Mio nemico e il vostro, dimostrando loro amicizia, mentre essi non hanno creduto alla verità che vi è giunta e hanno scacciato l'Inviato e voi stessi, solo perché credete in Allah vostro Signore. Se siete usciti in combattimento per la Mia causa, bramando il Mio compiacimento, pensate di poter mantenere segreta la vostra relazione con loro*, mentre Io conosco meglio [di chiunque altro] quel che celate e quel che palesate?   Chi di voi agisse in questo modo si allontanerebbe dalla retta via.

*[“manifestereste segretamente a loro dell'amicizia”: il versetto si riferisce all'episodio che vide protagonista Hâtib ibn Abî Baltâ', un emigrato che, temendo per la sua famiglia rimasta alla Mecca senza protezioni, forniva ai coreisciti informazioni sulle strategie dei musulmani. Poco prima della conquista della Mecca, egli inviò loro una lettera, affidandola ad una donna che la nascose nei capelli. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ispirato dall'Altissimo, inviò Alî ibn abî Talib e Zubayr al suo inseguimento. Essi raggiunsero la donna e s'impossessarono della missiva. Hâtib era uno dei compagni che avevano partecipato alla battaglia di Badr e lo stesso Inviato di Allah intercesse in suo favore salvandolo dal risentimento dei credenti]

2. Se vi incontrano in qualche luogo, saranno vostri nemici, vi aggrediranno con le loro mani e le loro lingue e si augureranno che diveniate miscredenti.

3. I vostri parenti e i vostri figli non vi saranno utili e nel Giorno della Resurrezione [Allah] deciderà tra di voi; Allah osserva quello che fate.

4. Avete avuto un bell'esempio in Abramo e in coloro che erano con lui, quando dissero alla loro gente: “Noi ci dissociamo da voi e da quel che adorate all'infuori di Allah: vi rinneghiamo. Tra noi e voi è sorta inimicizia e odio [che continueranno] ininterrotti, finché non crederete in Allah, l'Unico”, eccezion fatta per quanto Abramo disse a suo padre : “Implorerò perdono per te, anche se è certo che non ho alcun potere in tuo favore presso Allah!”. - “Signore a Te ci affidiamo, a Te ci volgiamo pentiti e verso di Te è il divenire.

5. Signore, non fare di noi una tentazione per i miscredenti e perdonaci, o Signore! Tu sei l'Eccelso, il Saggio.”

6. Invero avete avuto in loro un bell'esempio, per chi spera in Allah e nell'Ultimo Giorno. Quanto a chi invece volge le spalle, Allah basta a Se stesso ed è il Degno di lode.

7. Forse Allah stabilirà amicizia tra voi e quanti fra di loro considerate nemici.  Allah è onnipotente e Allah è perdonatore, misericordioso.

8. Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione e che non vi hanno scacciato dalle vostre case, poiché Allah ama coloro che si comportano con equità.

9. Allah vi proibisce soltanto di essere alleati di coloro che vi hanno combattuto per la vostra religione, che vi hanno scacciato dalle vostre case, o che hanno contribuito alla vostra espulsione.         Coloro che li prendono per alleati, sono essi gli ingiusti.

10. O voi che credete, quando giungono a voi le credenti che sono emigrate, esaminatele ; Allah ben conosce la loro fede. Se le riconoscerete credenti, non rimandatele ai miscredenti - esse non sono lecite per loro né essi sono loro leciti - e restituite loro ciò che avranno versato. Non vi sarà colpa alcuna se le sposerete versando loro il dono nuziale. Non mantenete legami coniugali con le miscredenti. Rivendicate quello che avete versato ed essi rivendichino quel che hanno versato. Questo è il giudizio di Allah, con il quale giudica fra voi, e Allah è sapiente, saggio.

11. Se qualcuna delle vostre spose fugge verso i miscredenti, quando avete la meglio [su di loro] date a quelli le cui spose sono fuggite, quanto avevano versato . Temete Allah nel Quale credete.

12. O Profeta, quando vengono a te le credenti a stringere il patto, [giurando] che non assoceranno ad Allah alcunché, che non ruberanno, che non fornicheranno, che non uccideranno i loro figli, che non commetteranno infamie con le loro mani o con i loro piedi e che non ti disobbediranno in quel che è reputato conveniente, stringi il patto con loro e implora Allah di perdonarle. Allah è perdonatore, misericordioso.

13. O credenti, non prendetevi per alleati gente contro la quale Allah è adirato e che non hanno la speranza dell'altra vita, come i miscredenti che disperano [di rivedere] la gente delle tombe.

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