Bloggando il Corano: Sura 58, “La Contestatrice (Colei che Discuteva)” e Sura 59, “L'Esilio” 

di ROBERT SPENCER  (19, Ottobre, 2008)

Traduzione di PAOLO MANTELLINI

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All'inizio della Sura 58, rivelata a Medina, Allah dice a Maometto di aver sentito le richieste della donna il cui marito aveva cercato di procurarsi il divorzio dicendole: "Tu sei per me come la schiena di mia madre". Una donna che aveva subito un tale divorzio, non poteva risposarsi e, in pratica, doveva rimanere con la famiglia del suo ex-marito, proprio come una domestica (vedi la soiegazione di Asad nel suo Commento al Corano, a proposito di 33:4, qui). Allah dispone che un tale divorzio non sia decisivo, ma che possa essere revocato, se il marito libera uno schiavo (v. 3), digiuna per due mesi o nutre sessanta poveri (v. 4).

Secondo la tradizione Islamica, la donna qui menzionata si chiamava Khawlah bint Tha’labah, e suo marito Aws bin As-Samit, e Gabriele rivelò a Maometto questo passo coranico dopo che Khawlah si era lamentata col profeta dell'Islam della sua situazione. Anche in questo caso, il lettore del Corano si trova di fronte ad una alternativa: o Maometto inventava rivelazioni riferite a Dio, l'Altissimo, solo per risolvere i problemi e appianare i contrasti che doveva affrontare giorno per giorno, così che quello che pretende di essere un libro eterno è invece pieno di insignificanti banalità della vita di Maometto, oppure ogni dettaglio della vita di Maometto era stato preordinato dalla divinità fin dall'eternità per insegnare qualche verità eterna, e pertanto Maometto era la persona più importante mai esistita. Non sembra che ci siano altre alternative.

Più avanti si incontrano ulteriori indicazioni della natura fortuita e casuale del Corano (o, in alternativa, della meticolosa pianificazione di ogni dettaglio della vita di Maometto). Secondo Qatadah, il Versetto 11 "fu rivelato riguardo assemblee nei luoghi in cui Allah era ricordato. Quando qualcuno arriva per unirsi in assemblea con il Messaggero, i credenti esitano a spostarsi per fare spazio, per paura di perdere il posto. Allah, il Supremo, ha comandato loro di allargarsi e fare spazio agli altri". E poi Allah dice ai credenti di offrire un contributo prima degli incontri privati con Maometto (vv. 12-13).

Questa Sura include anche temi Coranici familiari, inclusa la bellicosa promessa che "chi resiste ad Allah e al Suo Messaggero sarà ridotto in polvere” (v. 5). Allah vede e conosce ogni cosa, comprese le riunioni segrete dei miscredenti, e li punirà nel Giorno del Giudizio (vv. 7-10). Coloro che aiutano chi è maledetto da Allah, sono il partito di Satana (v. 19) e soffriranno all'inferno (v. 17). (E, ovviamente, i maledetti da Allah includono Ebrei e Cristiani, in accordo con 9:30). Nessuno di coloro che amano chi si oppone ad Allah e a Maometto entrerà in Paradiso (v. 22).

La Sura 59 fu rivelata, secondo la tradizione Islamica, dopo che Maometto esiliò da Medina la tribù Ebrea dei Banu Nadir. Allah "scagliò il terrore nei loro cuori, così che distrussero le loro dimore con le proprie mani e con le mani dei credenti” (v. 2). Ibn Kathir spiega:

Quando il Messaggero di Allah migrò a Medina, stipulò un trattato di pace con gli Ebrei che prevedeva che lui non li avrebbe combattuti e che loro non avrebbero combattuto contro di lui. Ma essi tradirono presto il trattato che avevano sottoscritto col Messaggero di Allah. Pertanto Allah scagliò su di loro il suo supplizio; e questo non può mai essere evitato e il destino da Lui stabilito li colpì; e a questo non si può mai sfuggire. Il Profeta li obbligò a sgomberare e ad abbandonare le loro magioni fortificate, che i Musulmani ritenevano di non poter mai espugnare. Gli Ebrei pensarono che le loro fortificazioni li avrebbero salvati dal supplizio di Allah, ma, alla fine non li protessero dall'ira di Allah. Poi, quello che non si sarebbero mai aspettati piombò su di loro, scagliato da Allah, e il Messaggero di Allah li obbligò a lasciare Medina...

Secondo lo storico Tabari, il tradimento del trattato fu in realtà una cospirazione per far uccidere Maometto da qualche membro della tribù dei Banu Nadir. Invece di appellarsi ai capi dei Nadir per farsi consegnare i colpevoli, Maometto avvisò i Nadir: "Lasciate il mio paese e non vivete con me. Voi avete tramato un tradimento". Quando gli uomini dei Nadir protestarono e invocarono il trattato, il messaggero di Maometto rispose: "I cuori sono cambiati e l'Islam ha spazzato via i vecchi patti".

Abdullah bin Ubayy e alcuni degli altri, che il Corano definisce come "ipocriti", suggerirono ai Banu Nadir di non andarsene e promisero di accorrere in loro aiuto, se attaccati (vv. 11-12, 16). Confidando in questo, i Nadir dissero a Maometto: "Noi non lasceremo i nostri insediamenti; così, fai ciò che ritieni opportuno". Trasferendo la responsabilità sul nemico, che sarebbe diventata la caratteristica dei guerrieri della jihad lungo la storia, Maometto disse ai Musulmani: "Gli Ebrei ci hanno dichiarato guerra". Quindi Allah promise a Maometto che avrebbe creato "il terrore" nel cuore degli Ebrei (v. 13) e gli disse che sia gli ipocriti che gli Ebrei sarebbero finiti all'inferno (v. 17).

Il Profeta dell'Islam ordinò ai suoi Musulmani di marciare contro la tribù e di cingerla di assedio.  Durante l'assedio, ordinò di bruciare le palme da datteri dei Banu Nadir. Gli Ebrei Nadir, stupefatti, gli chiesero: "Maometto, tu hai proibito la distruzione immotivata e hai biasimato chi ne era colpevole. Perché adesso tagli e bruci i nostri palmeti?". Allah giustificò l'azione di Maometto spiegando che aveva tagliato le palme "col permesso di Allah" (v. 5). Gli apologeti dell'Islam citano spesso la proibizione di Maometto contro la distruzione immotivata – ma non menzionano mai le violazioni di questo precetto commesse dallo stesso Maometto e l'approvazione di Allah alla sua violazione.

Ciò che gli Ebrei non poterono portare con sé divenne proprietà personale di Maometto, che la distribuì agli indigenti (vv. 6-9). Ne trattenne anche una  parte per sé, come Omar raccontò in seguito: "Le proprietà abbandonate dai Banu Nadir furono quelle che Allah attribuì al Suo Apostolo... Queste proprietà erano destinate in particolare al Santo Profeta... Con la loro rendita avrebbe così coperto le spese annuali della sua famiglia, e avrebbe speso il rimanente per l'acquisto di cavalli e armi in preparazione della Jihad".

La Sura termina con un ammonimento a temere Allah, poiché i "Compagni del Fuoco" e i "Compagni del Giardino" non sono uguali (v. 20), e con una lode al Corano che avrebbe fatto inchinare pure una montagna, se fosse stato rivelato a una montagna (v. 21), e con una lode anche allo stesso Allah, "il Sovrano, l'Unico Santo, la Sorgente della Pace, il Guardiano della Fede, il Custode della Salvezza, l'Eccelso in Potenza, l'Irresistibile, il Supremo” (v. 23), “il Creatore, lo Sviluppatore, il Dispensatore di Forme", a cui "appartengono i Più Bei Nomi” (v. 24). Questi attributi sono tra i leggendari novantanove nomi di Allah riportati dalla tradizione Islamica.

La prossima settimana: Sura 60, “L'Esaminata" – che contiene una spiegazione, estremamente rivelatrice, di quando Abramo deve essere preso ad esempio e di quando, invece, non lo si deve imitare – una distinzione chiave che, sfortunatamente, è sfuggita a George W. Bush e a molti altri che hanno cercato di migliorare le relazioni tra l'Occidente e il mondo Islamico.

[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano  in Italiano; N.d.T.]

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Sura LVIII 

Al-Mujâdala

(La Disputante) 

Post-Eg. N°105. Di 22 versetti

Il nome della sura deriva dal contenuto del versetto 1.

La tradizione riferisce che la rivelazione del versetto che dà il nome alla sura e i tre successivi ad esso collegati, fu occasionata dalla vicenda di una donna di nome Khawla che era stata ripudiata dal marito con la formula del “zhar” che paragona la moglie alla schiena della propria madre (vedi anche XXX, 4). L'uomo aveva pronunciato pubblicamente la formula del divorzio irrevocabile, ma era disposto a ritornare sulla sua affrettata decisione. Khawla espose il suo problema all'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) ma questi, suo malgrado, non poté che confermarle la validità del divorzio. La rivelazione di questi versetti risolse la questione. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) fece chiamare il marito e gli offrì di espiare la sua avventatezza in uno dei modi previsti nei verss. 3 e 4 (liberazione di uno schiavo o due mesi di digiuno o provvedere al cibo necessario a sfamare sessanta poveri per un intera giornata). L'uomo non aveva i mezzi materiali per provvedere alla liberazione di uno schiavo e non si sentiva capace di affrontare un digiuno di due mesi e pertanto decise di nutrire i poveri e il Profeta gli promise che lo avrebbe aiutato a farlo

 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1. Allah ha udito il discorso di colei che discuteva con te a proposito del suo sposo e si lamentava [davanti] ad Allah. Allah ascoltava il vostro colloquio. Allah è audiente e vede con chiarezza.

2. Quanti fra voi che ripudiano le loro mogli dicendo: “Sii per me come la schiena di mia madre” [sappiano che] esse non sono affatto le loro madri. Le loro madri sono quelle che li hanno partoriti. In verità proferiscono qualcosa di riprovevole e una menzogna. Tuttavia Allah è indulgente, perdonatore.

3. Coloro che paragonano le loro mogli alla schiena delle loro madri e poi si pentono di quello che hanno detto, liberino uno schiavo prima di riprendere i rapporti coniugali. Siete esortati a far ciò. Allah è ben informato di quello che fate.

4. E colui che non ne abbia i mezzi, digiuni [allora] per due mesi consecutivi prima di riprendere i rapporti coniugali. E chi non ne abbia la possibilità nutra sessanta poveri. Ciò [vi è imposto] affinché crediate in Allah e nel Suo Inviato. Questi sono i limiti di Allah. I miscredenti avranno un doloroso castigo.

5. In verità coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato, saranno sgominati come lo furono coloro che li precedettero. Già facemmo scendere prove inequivocabili. I miscredenti subiranno un avvilente castigo,

6. nel Giorno in cui Allah tutti li resusciterà e li informerà delle loro opere. Allah le ha contate, mentre essi le hanno dimenticate. Allah è testimone di ogni cosa.

7. Non vedi che Allah conosce quel che è nei cieli e sulla terra ? Non c'è conciliabolo a tre in cui Egli non sia il quarto, né a cinque in cui non sia il sesto; siano in più o in meno, Egli è con loro ovunque si trovino. Poi, nel Giorno della Resurrezione, li porrà di fronte a quello che avranno fatto. In verità Allah conosce ogni cosa.

8. Non hai visto coloro ai quali sono stati vietati i conciliaboli? Hanno ricominciato [a fare] quel che era stato loro vietato e tengono conciliaboli peccaminosi, ostili e di disobbedienza nei confronti dell'Inviato*.

*[Il versetto si riferisce agli ipocriti medinesi che tramavano contro il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e contro i musulmani e gli ebrei di Medina che ricorrevano a contorti giochi di parole per insultare vilmente l'Inviato di Allah (vedi II, 104 )]

Quando vengono a te, ti salutano in un modo in cui Allah non ti ha salutato* e dicono in cuor loro: “Perché Allah non ci castiga per quello che diciamo?”. Basterà loro l'Inferno in cui saranno precipitati. Qual tristo avvenire!

*[“in un modo in cui Allah non ti ha salutato”: la tradizione riferisce che Allah (gloria a Lui l'Altissimo) nel corso del Mirâj, l'Ascensione al cielo del Profeta, Si rivolse a lui dicendo: “Pace su te o Profeta e la Misericordia di Allah e le Sue benedizioni”]

9. O credenti, non siano peccaminosi, ostili e di disobbedienza nei confronti dell'Inviato, i vostri colloqui privati, ma nel bene e nel timor di Allah. Temete Allah, davanti al Quale sarete radunati.

10. Il conciliabolo non è altro che opera di Satana, per affliggere i credenti; ma in nulla può nuocer loro senza il permesso di Allah. Confidino dunque in Allah i credenti.

11. O credenti, quando vi si dice: “Fate spazio [agli altri] nelle assemblee”, allora fatelo: Allah vi farà spazio [in Paradiso]. E quando vi si dice: “Alzatevi”, fatelo. Allah innalzerà il livello di coloro che credono e che hanno ricevuto la scienza. Allah è ben informato di quel che fate.

12. O credenti! Quando desiderate un incontro privato con il Messaggero, fate precedere il vostro incontro da un'elemosina: è meglio per voi e più puro. Se però non ne avete i mezzi, in verità Allah è perdonatore, misericordioso.

13. Forse temete [di cadere in miseria] se farete precedere un'elemosina ai vostri incontri privati [con l'Inviato]? Se non lo avrete fatto - e che Allah accolga il vostro pentimento - eseguite l'orazione, versate la decima e obbedite ad Allah e al Suo Inviato. Allah è ben informato di quello che fate.

14. Non hai visto coloro che si sono alleati con quelli con i quali Allah è adirato? Non sono né dei vostri né dei loro, e giurano il falso sapendo di farlo*.

*[L'esegesi è unanime nel ritenere che il versetto si riferisca a quegli ipocriti di Medina che avevano stabilito segrete alleanze con i clan ebraici della città. Nei loro incontri segreti insultavano il Profeta ma quando ciò veniva loro rinfacciato, negavano e spergiuravano la loro innocenza]

15. Allah ha preparato per loro un severo castigo. È malvagio quel che hanno commesso:

16. facendosi scudo dei loro giuramenti, frappongono ostacoli sulla via di Allah. Avranno un avvilente castigo.

17. I loro beni e la loro progenie non gioveranno loro in alcun modo contro Allah. Sono i compagni del Fuoco, in cui rimarranno in perpetuo.

18. Il Giorno in cui Allah li resusciterà tutti, giureranno [davanti] a Lui come giuravano [davanti] a voi, credendo di basarsi su qualcosa [di vero]. Non sono forse loro i bugiardi?

19. Satana si è impadronito di loro, al punto di far sì che dimenticassero il Ricordo di Allah. Sono il partito di Satana e il partito di Satana in verità è perdente.

20. In verità, coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato saranno fra i più umiliati.

21. Allah ha scritto: “Invero vincerò, Io e i Miei messaggeri”.    In verità Allah è forte, eccelso.

22. Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell'Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato, fossero anche i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o appartenessero al loro clan. Egli ha impresso la fede nei loro cuori e li ha rafforzati con uno spirito proveniente da Lui. Li farà entrare nei Giardini dove scorrono i ruscelli, in cui rimarranno in perpetuo. Allah si compiace di loro e loro si compiacciono di Lui. Essi sono il partito di Allah.         Ebbene, il partito di Allah non è forse quello di coloro che trionferanno?


Sura LIX

Al-Hashr

(L'Esodo) 

Post-Eg. N°101. Di 24 versetti.

Il nome della sura deriva dal versetto 2.

La gran parte di questa sura si riferisce all'episodio della cacciata da Medina del clan degli ebrei Banî Nadîr,  colpevoli di tradimento e di aver tentato di assassinare l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) nel IV anno dall'Egira (625 d.C.).

In base ad una precisa rivelazione (verss. 6-7) che divenne norma giuridica, il bottino preso spettava all'Inviato di Allah affinché ne disponesse al meglio per le esigenze della comunità.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.


1. Glorifica Allah ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra. Egli è eccelso, saggio.

2. Egli è Colui Che ha fatto uscire dalle loro dimore, in occasione del primo esodo* , quelli fra la gente della Scrittura che erano miscredenti. Voi non pensavate che sarebbero usciti, e loro credevano che le loro fortezze li avrebbero difesi contro Allah. Ma Allah li raggiunse da dove non se Lo aspettavano e gettò il terrore nei loro cuori: demolirono le loro case con le loro mani e con il concorso delle mani dei credenti.  Traetene dunque una lezione, o voi che avete occhi per vedere.

*[“in occasione del primo esodo”: abbiamo tradotto con “esodo” il termine “hashr” che, in primo luogo, esprime il concetto di “circondare, assediare e anche radunare”. A proposito del significato di “primo”, ci sono pareri diversi. Alcuni ritengono che si riferisca al fatto che i Banî Nadîr dopo essere stati scacciati da Medina si rifugiarono a Khaybar, da dove sarebbero stati scacciati due anni più tardi. Altri, invece, propendono per il significato di “raduno” e ne ipotizzano un secondo nel Giorno del Giudizio]

3. E se Allah non avesse decretato il loro bando, li avrebbe certamente castigati in questa vita: nell'altra vita avranno il castigo del Fuoco,

4. poiché si opposero ad Allah e al Suo Inviato. E quanto a chi si oppone ad Allah... invero Allah è severo nel castigo!

5. Tutte le palme che abbatteste e quelle che lasciaste ritte sulle loro radici, fu con il permesso di Allah, affinché Egli copra gli empi di ignominia.

6. Il bottino che Allah concesse [spetta] al Suo Inviato; non faceste correre [per conquistarlo] né cavalli, né cammelli.* Allah fa trionfare i Suoi Inviati su chi vuole, e Allah è onnipotente.

*[In questo versetto è contenuto il fondamento della norma sciaraitica relativa al “Fay”, il bottino che viene conquistato per la resa o la fuga del nemico, senza che ci sia stato combattimento. Esso appartiene interamente all'insieme della Comunità]

7. Il bottino che Allah concesse al Suo Inviato, sugli abitanti delle città, appartiene ad Allah e al Suo Inviato, ai [suoi] familiari, agli orfani, ai poveri e al viandante diseredato, cosicché non sia diviso tra i ricchi fra di voi. Prendete quello che il Messaggero vi dà e astenetevi da quel che vi nega e temete Allah. In verità Allah è severo nel castigo.

8. [Appartiene] inoltre agli emigrati bisognosi che sono stati scacciati dalle loro case e dai loro beni poiché bramavano la grazia e il compiacimento di Allah, ausiliari di Allah e del Suo Inviato: essi sono i sinceri;

9. e [appartiene] a quanti prima di loro abitavano il paese e [vivevano] nella fede, che amano quelli che emigrarono presso di loro e non provano in cuore invidia alcuna per ciò che hanno ricevuto e che [li] preferiscono a loro stessi nonostante siano nel bisogno. Coloro che si preservano dalla loro stessa avidità, questi avranno successo.

10. Coloro che verranno dopo di loro diranno: “Signore, perdona noi e i nostri fratelli che ci hanno preceduto nella fede, e non porre nei nostri cuori alcun rancore verso i credenti. Signor nostro, Tu sei dolce e misericordioso”.

11. Non hai visto gli ipocriti, mentre dicevano ai loro alleati miscredenti fra la gente della Scrittura: “Se sarete scacciati, verremo con voi e rifiuteremo di obbedire a chiunque contro di voi. Se sarete attaccati vi porteremo soccorso”?         Allah è testimone che in verità sono bugiardi.

12. Se verranno scacciati, essi non partiranno con loro, mentre se saranno attaccati non li soccorreranno, e quand'anche portassero loro soccorso, certamente volgerebbero le spalle e quindi non li aiuterebbero affatto.

13. Voi mettete nei loro cuori più terrore che Allah Stesso, poiché invero è gente che non capisce.

14. Vi combatteranno uniti solo dalle loro fortezze o dietro le mura. Grande è l'acrimonia che regna tra loro. Li ritieni uniti, invece i loro cuori sono discordi: è gente che non ragiona.

15. Sono simili a coloro che di poco li precedettero*: subirono le conseguenze del loro comportamento, riceveranno doloroso castigo. 

*[ “coloro che di poco li precedettero”: allusione al clan ebraico del Banî Quaynuqâ che era stato cacciato da Medina un paio di anni prima]

16. [Furono traditi] come quando Satana disse all'uomo: “Non credere”; ma quando questo fu miscredente gli disse: “Ti sconfesso, io temo Allah, il Signore dei mondi”.

17. La fine di entrambi sarà nel Fuoco, in cui rimarranno in perpetuo. Ecco il compenso degli ingiusti.

18. O voi che credete, temete Allah e che ognuno rifletta su ciò che avrà preparato per l'indomani. Temete Allah: in verità Allah è ben informato di quello che fate.

19. Non siate come coloro che dimenticano Allah e cui Allah fece dimenticare se stessi. Questi sono i malvagi.

20. Non saranno uguali i compagni del Fuoco e i compagni del Giardino: i compagni del Giardino avranno la beatitudine.

21. Se avessimo fatto scendere questo Corano su una montagna, l'avresti vista umiliarsi e spaccarsi per il timor di Allah.

Ecco gli esempi che proponiamo agli uomini affinché riflettano.

22. Egli è Allah, Colui all'infuori del Quale non c'è altro dio, il Conoscitore dell'invisibile e del palese. Egli è il Compassionevole, il Misericordioso;

23. Egli è Allah, Colui all'infuori del Quale non c'è altro dio, il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Custode, l'Eccelso, Colui Che costringe al Suo volere, Colui Che è cosciente della Sua grandezza. Gloria ad Allah, ben al di là di quanto Gli associano.

24. Egli è Allah, il Creatore, Colui Che dà inizio a tutte le cose, Colui Che dà forma a tutte le cose. A Lui [appartengono] i nomi più belli. Tutto ciò che è nei cieli e sulla terra rende gloria a Lui. Egli è l'Eccelso, il Saggio.

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