Bloggando il Corano: Sura 53, “La Stella”
di ROBERT SPENCER (5, Ottobre, 2008)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
Molta gente associa i "Versetti Satanici" con il noto romanzo di Salman Rushdie. Nel 1989, in Iran, l'Ayatollah Khomeini pubblicò una fatwa, ordinando ai Musulmani di uccidere Rushdie per avere scritto questo libro – e questa condanna a morte è stata continuamente reiterata dai capi Iraniani, nonostante nessun assassino l'abbia ancora eseguita.
Ma Rushdie non ha inventato i "Versetti Satanici". Questo termine, in effetti si riferisce ad un incidente, ricordato dalla tradizione islamica e a cui si fa riferimento nella Sura 53, nella quale Satana, non Allah, parlò attraverso la bocca di Maometto. I Versetti che il diavolo suggerì al Profeta dell'Islam furono conosciuti da allora come i "Versetti Satanici".
Secondo il biografo di Maometto, Ibn Ishaq, in un brano della sua biografia riportato da Tabari, "l'apostolo era preoccupato per il benessere della sua gente" – i pagani Quraysh – e "desiderava ardentemente trovare un modo per convertirli". Comunque, alla fine, furono i capi dei Quraysh che vennero da lui con una proposta. Essi gli avrebbero procurato mogli e ricchezze, e addirittura lo avrebbero proclamato loro re, se avesse accettato le loro condizioni. "Questo è quanto ti daremo, o Maometto, quindi smetti di insultare i nostri dei e di parlar male di loro. Ma se non accetti, ti offriamo una possibilità che sarà a tuo vantaggio, oltre che a nostro vantaggio".
"Quale sarebbe?" chiese Maometto.
"Tu adorerai i nostri dei, al-Lat e al-‘Uzza, per un anno, e noi adoreremo il tuo dio per un anno".
Dopo aver inizialmente rifiutato l'offerta, Maometto ricevette una rivelazione che affermava come fosse lecito ai Musulmani pregare al-Lat, al-Uzza, e Manat, le tre dee venerate dai pagani Quraysh, come intercessori presso Allah. I Quraysh esultarono e si prostrarono davanti ad Allah insieme a Maometto e ai Musulmani dopo che Maometto finì la recitazione della nuova rivelazione. Racconta Ibn Ishaq:
Poi la gente si disperse e i Quraysh se ne andarono, deliziati per quanto era stato detto sui loro dei, dicendo: "Maometto ha parlato dei nostri dei in modo splendido. Ha riconosciuto in quello che ha letto che essi sono i supremi Gharaniq, la cui intercessione è approvata".
I Gharaniq erano gru che volavano altissime nel cielo. Maometto intendeva che erano più vicine al trono di Allah e che era lecito ai Musulmani pregare al-Lat, al-Uzza, e Manat come intercessori presso Allah.
La notizia si diffuse rapidamente tra i Musulmani: "I Quraysh hanno accettato l'Islam". Poiché la pace sembrava a portata di mano, alcuni Musulmani che erano precedentemente fuggiti in Abissinia per motivi di sicurezza, cominciarono a tornare. Ma uno dei principali attori della vicenda non era assolutamente soddisfatto: l'arcangelo Gabriele, le cui apparizioni a Maometto avevano dato origine all'Islam. Andò da Maometto e disse: "Cosa hai combinato, Maometto? Hai letto a questa gente qualcosa che io non ti ho rivelato come proveniente da Dio e tu hai pronunciato cose che Lui non ti ha detto".
Maometto iniziò solo allora a capire quanto severamente aveva compromesso il suo messaggio monoteistico: "Ho inventato cose contro Dio e ho attribuito a Lui parole che non ha pronunciato". Era "profondamente angosciato e aveva una gran paura" di Allah per aver consentito che il suo messaggio fosse falsificato da Satana. Ma Allah lo rassicurò: "Non mandammo mai un profeta o un messaggero prima di te, senza che, quando esprimeva un desiderio, Satana non inserisse qualche falsità nei suoi desideri: ma Allah cancellerà qualsiasi inesattezza che Satana sia riuscito a inserire e Allah confermerà e stabilirà i Suoi Segni” (Corano 22:52). Allah, dice Ibn Ishaq, con ciò "dissipò l'angoscia del suo profeta, ed eliminò le sue paure". Inviò inoltre una nuova rivelazione per sostituire le parole di Satana riguardo al-Lat, al-Uzza, e Manat nella Sura 53, reiterando il disprezzo che il Corano esprime altrove per l'idea che Allah abbia delle figlie, mentre gli uomini, sulla terra, hanno figli (vv. 19-23).
Non sorprende che il voltafaccia di Maometto abbia maggiormente acuito la tensione con i Quraysh. Ibn Ishaq ricorda che i politeisti cominciarono ad usare questo episodio contro i lui:
Quando fu abolito da Dio ciò che Satana ha messo in bocca al Profeta, i Quraysh dissero: "Maometto si è pentito di quello che ha detto a proposito della posizione dei vostri dei di fronte ad Allah, lo ha cambiato e sostiene qualcos'altro". Ora quelle due parole che Satana aveva messo in bocca all'apostolo, erano sulla bocca di ogni politeista ed essi divennero ancora più fieramente ostili verso i Musulmani e i seguaci dell'apostolo.
L'incidente dei Versetti Satanici ha causato ai Musulmani un grave imbarazzo per secoli. Infatti, proietta un'ombra sulla attendibilità della pretesa di Maometto di essere un profeta. Dopo tutto, se Satana aveva potuto mettere delle parole in bocca a Maometto per una volta, e fargli credere che erano rivelazioni di Allah, chi può dire che Satana non abbia usato Maometto in altre occasioni come suo portavoce? Perciò gli studiosi, i propagandisti e gli storici Islamici hanno attaccato i Versetti Satanici con particolare ferocia. Muhammad Husayn Haykal sostiene nel suo libro "Vita di Maometto" che tale incidente in realtà non è mai avvenuto, e infatti non sarebbe potuto accadere, poiché, dopo tutto, Maometto è un profeta:
Questa storia attirò l'attenzione degli Orientalisti occidentali che lo ritennero credibile e lo ripeterono ad nauseam... E' un racconto la cui assurdità appare evidente anche al più superficiale degli esami. Contraddice l'infallibilità di ogni profeta nel trasmettere il messaggio del suo Signore.
Si meraviglia che anche alcuni studiosi Islamici lo ritengano vero. E infatti le sue radici nelle fonti tradizionali sono solide. E' veramente difficile immaginare come e perché una tale storia sarebbe stata inventata e accettata come autentica da Musulmani devoti come Ibn Ishaq, Ibn Sa‘d, e Tabari, ed anche da un commentatore Coranico posteriore come Zamakhshari (1074-1143), che sicuramente non lo avrebbe raccontato se non avesse avuto assoluta fiducia nelle fonti o se non le avesse ritenute autentiche. Qui, come in molte altre aree, la testimonianza delle fonti Islamiche più antiche è assolutamente convincente. Chi vorrebbe far sparire i Versetti Satanici non può evitare il fatto che questi eventi della vita di Maometto non furono invenzioni dei suoi nemici, ma furono tramandati da uomini fermamente convinti che lui fosse il Profeta di Allah.
Oltre a questo indiretto riferimento all'incidente dei Versetti Satanici, la Sura 53, rivelata alla Mecca, contiene un racconto di due delle visioni dell'angelo Gabriele avute da Maometto, con una sfida ai miscredenti di dimostrare che queste visioni non erano autentiche (vv. 1-18). Quindi, dopo il rifiuto delle tre dee (vv. 19-23), Allah spiega che i miscredenti danno agli angeli nomi femminili (v. 28) e che Maometto li dovrebbe evitare (vv. 29-30).
Infine segue un discorso sui diversi risultati della fede e dell'incredulità. Allah perdonerà chi eviterà i peccati più gravi (v. 32), ma chi torna indietro, dopo aver abbracciato l'Islam (vv. 33-34) ignora quello che fu detto a Mosè (v. 36) e ad Abramo (v. 37) – che nessuno potrà intercedere per nessun altro nel Giorno del Giudizio (v. 38) e ognuno riceverà il proprio giusto compenso (v. 39). Allah controlla ogni cosa (vv. 43-49) e distrusse le precedenti popolazioni di miscredenti (vv. 50-54). La gente quindi dovrebbe ascoltare gli ammonimenti di Maometto, perché il Giudizio arriverà presto (vv. 55-62).
La prossima settimana: Sura 54, “La Luna”, Sura 55, “Il Clemente”, Sura 56, “L'Inevitabile” e Sura 57, “Il Ferro”
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura LIII
An-Najm
(La Stella)
Pre-Eg. N°23. (a parte v.32) Di 62 versetti.
Il nome della sura deriva dal versetto 1.
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. Per la stella quando tramonta.
2. Il vostro compagno* non è traviato, non è in errore;
*[“Il vostro compagno”: Allah (gloria a Lui l'Altissimo) si rivolge ai meccani e parla del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui)]
3. e neppure parla d'impulso:
4. non è che una Rivelazione ispirata.
5. Gliel'ha insegnata un fortissimo*,
*[ si riferisce a Gabriele (pace su di lui). Il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) lo vide due volte, nel corso della prima rivelazione e poi (vedi vers. 13) durante la sua Ascensione al cielo (vedi anche nota introduttiva alla sura XVII) ]
6. di saggezza dotato, che compostamente comparve:
7. [si trovava] all'orizzonte più elevato ,
8. poi s'avvicinò scendendo ancora più in basso,
9. [finché] fu alla distanza di due archi o meno.
10. Rivelò al Suo servo quello che rivelò.
11. Il cuore non mentì su quel che vide.
12. Vorreste dunque polemizzare su quel che vide?
13. E invero lo vide in un'altra discesa,
14. vicino al Loto del limite* ,
*[“Loto del limite”: l'albero paradisiaco che, secondo la tradizione, si trova nel settimo cielo alla destra del Trono divino. Rappresenta il limite estremo insuperabile dall'uomo nel suo avvicinamento al suo Signore]
15. presso il quale c'è il Giardino di Ma'wa* ,
*[“il Giardino di Ma'wa”: la dimora paradisiaca]
16. nel momento in cui il Loto era coperto da quel che lo copriva*.
*[ “era coperto da quel che lo copriva”: una luce emanante dal Trono di Allah (gloria a Lui l'Altissimo) secondo Tabarî (XXVII) oppure una fioritura miracolosa, o ancora una folla di cherubini posati sui suoi rami; Allah ne sa di più]
17. Non distolse lo sguardo e non andò oltre.
18. Vide davvero i segni più grandi del suo Signore.
19. Cosa ne dite di al-Lât e al-Uzzâ,
20. e di Manât, la terza *?
*[ “al-Lât, al-Uzzâ e di Manât”: “divinità” femminili adorate dagli arabi pagani]
21. Avrete voi il maschio e Lui la femmina ?
22. Che ingiusta spartizione!
23. Non sono altro che nomi menzionati da voi e dai vostri antenati, a proposito dei quali Allah non fece scendere nessuna autorità. Essi si abbandonano alle congetture e a quello che affascina gli animi loro, nonostante sia giunta loro una guida del loro Signore.
24. L'uomo otterrà forse tutto quel che desidera?
25. Appartengono ad Allah l'altra vita e questa vita.
26. Quanti angeli nel cielo, la cui intercessione sarà vana finché Allah non l'abbia permessa, e in favore di chi Egli voglia e di chi Gli aggrada.
27. Invero quelli che non credono nell'altra vita danno agli angeli nomi femminili,
28. mentre non posseggono alcuna scienza: si abbandonano alle congetture, ma la congettura non può nulla contro la verità .
29. Dunque non ti curare di chi volge le spalle al Nostro monito e non brama che la vita terrena.
30. Ecco tutta la portata della loro scienza: in verità il tuo Signore ben conosce chi si allontana dalla Sua via e conosce chi è ben diretto.
31. Appartiene ad Allah tutto quello che c'è nei cieli e tutto quello che c'è sulla terra, sì che compensi coloro che agiscono male per ciò che avranno fatto e compensi coloro che agiscono bene con quanto ci sia di più bello.
32. Essi sono coloro che evitano i peccati più gravi e le perversità e non commettono che le colpe più lievi. Invero il perdono del tuo Signore è immenso. Egli vi conosce meglio [di chiunque altro] quando vi ha prodotti dalla terra e quando eravate ancora embrioni nel ventre delle vostre madri. Non vantatevi di essere puri : Egli conosce meglio [di chiunque altro] coloro che[Lo] temono.
33. Hai visto colui che ti volge le spalle*,
*[Secondo l'esegesi classica (Tabarî XXVII, 70) questo versetto si riferisce in particolare ad un notabile meccano, al Walîd ibn ul Mughîra che si era convertito all'Islàm e che poi rinnegò la fede su pressioni dei suoi contribuli pagani]
34. che dà poco e poi smette [di dare]?
35. Possiede conoscenza dell'invisibile e riesce a vederlo?
36. Non è stato informato di quello che contengono i fogli di Mosè
37. e quelli di Abramo, uomo fedele?
38. Che nessuno porterà il fardello di un altro,
39. e che invero, l'uomo non ottiene che il [frutto dei] suoi sforzi ;
40. e che il suo sforzo gli sarà presentato [nel Giorno del Giudizio]
41. e gli sarà dato pieno compenso,
42. e che in verità tutto conduce verso il tuo Signore,
43. e che Egli è Colui Che fa ridere e fa piangere,
44. e che Egli è Colui Che dà la vita e dà la morte,
45. e che Egli è Colui Che ha creato i due generi, il maschio e la femmina,
46. da una goccia di sperma quand'è eiaculata,
47. e che a Lui incombe l'altra creazione ,
48. e che invero è Lui Che arricchisce e provvede,
49. e che è Lui il Signore di Sirio,
50. e che Lui annientò gli antichi ‘Âd,
51. e i Thamûd, sì che non ne rimase nessuno,
52. come già [accadde] alla gente di Noè, che era ancora più ingiusta e più ribelle,
53. e come già annientò le [città] sovvertite* :
*[“le [città] sovvertite”: Sodoma e le città della Pentapoli sulle rive del Mar Morto, distrutte per l'iniquità dei loro abitanti]
54. e fece sì che le ricoprisse quel che le ricoprì!
55. Quale dunque dei favori del tuo Signore vorrai mettere in dubbio?
56. Questo è un Monito tra gli antichi moniti.
57. L'Imminente s'avvicina ,
58. nessuno, all'infuori di Allah, può svelarla!
59. Ma come, vi stupite di questo discorso?
60. Ne riderete invece che piangerne o
61. rimarrete indifferenti?
62. Dunque prosternatevi davanti ad Allah e adorate!