Bloggando il Corano: Sura 46, “Le Dune (Al Ahqâf)”
di ROBERT SPENCER (14, Settembre, 2008)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
La Sura 46, del periodo Meccano, è l'ultima della serie di Sure "Ha Mim" (40-46) e si attiene strettamente ai medesimi temi delle altre: il Corano è rivelato da Allah (v. 2); Allah creò cielo e terra per un giusto motivo, ma i miscredenti respingono la fede (v. 3); quelli che loro pregano, oltre ad Allah, sono senza alcun potere (vv. 4-5); i miscredenti etichettano il Corano come "magia" (v. 7) o contraffazione.
Allah dice a Maometto di rispondere a questa accusa ricordando che Allah lo avrebbe punito se avesse falsamente attribuito ad Allah parole che non aveva pronunciato (v. 8). Maometto non porta alcun nuovo messaggio – una riaffermazione implicita della tesi Musulmana che l'Islam fu la religione originale di tutti i precedenti profeti, come Abramo, Mosè, Gesù, eccetera, ma che i loro perversi seguaci alterarono i loro messaggi. Per confermare questa asserzione il Corano invoca "un testimone tra i Figli di Israele" che "attesta la sua somiglianza" con le Scritture Giudaiche (v. 10).
La tradizione islamica, registrata dal primo biografo di Maometto, Ibn Ishaq, e dal collezionista di ahadith, Bukari, lo identifica con Abdullah bin Salam, un Rabbino che fu uno dei primi convertiti all'Islam. Come Rabbino, Abdullah era incuriosito da Maometto e andò a trovarlo. Ammesso alla presenza di Maometto, gli chiese "tre cose che nessuno conosce a meno che sia un profeta. Cosa è il primo prodigio dell'Ora? Qual'è il primo pasto dei beati in paradiso? E che cosa rende un neonato simile o al padre o alla madre?"
Il Profeta gli rispose freddamente: "Proprio adesso Jibril (Gabriele) me ne ha informato". Abdullah fu sorpreso: "Gabriele?". "Si" rispose Maometto. "Lui, tra gli angeli, è il nemico degli Ebrei" esclamò Abdullah, al che Maometto recitò un Versetto del Corano :"Dì: chiunque è nemico di Gabriele – poiché reca al tuo cuore la (rivelazione) per volontà di Allah, una conferma di ciò che fu rivelato in passato e una guida e una buona novella per i credenti – chiunque è nemico di Allah, dei suoi angeli e dei suoi messaggeri, di Gabriele e di Michele, ecco! Allah è un nemico di chi respinge la Fede” (2:97). Quindi continuò rispondendo alle tre domande di Abdullah:
"Per quanto riguarda il primo prodigio dell'Ora, questo sarà un fuoco che raccoglierà il popolo dall'Est all'Ovest. Per quanto riguarda il primo pasto del popolo del paradiso, sarà il lobo caudale (cioè l'extra-lobo) del fegato di pesce. E se l'eiaculazione dell'uomo precede quella della donna, allora il bambino assomiglierà al padre, e se l'eiaculazione della donna precede quella dell'uomo, allora il bambino assomiglierà alla madre."
Ascoltando queste risposte, Abdullah si convertì immediatamente all'Islam e criticò la sua stessa gente esclamando: "Rendo testimonianza che La ilaha illallah (nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allah) e che tu sei il Messaggero di Allah, o Messaggero di Allah; gli Ebrei sono dei bugiardi e, se venissero a sapere che ho abbracciato l'Islam, mi accuserebbero di essere un mentitore".
Abdullah raccontò che: "divenni musulmano e quando tornai a casa ordinai alla mia famiglia di fare lo stesso". Chiese l'aiuto di Maometto per preparare una trappola per gli Ebrei: "Gli Ebrei sono un popolo di mentitori e io vorrei che tu mi accogliessi in una delle tue case per nascondermi a loro e poi che tu chieda a loro informazioni sul mio conto così che ti dicano quale posizione occupo tra loro, prima che sappiano che sono diventato musulmano. Perché, se lo venissero a sapere in anticipo, proferirebbero bugie calunniose sul mio conto". Maometto acconsentì, convocò i capi Ebrei con Abdullah presente ma nascosto e chiese loro cosa pensavano di Abdullah. Risposero: "E' il nostro capo e il figlio del nostro capo; il nostro Rabbino e il nostro uomo di scienza".
Quindi Maometto chiese: "Che cosa pensereste se Abdullah bin Salam abbracciasse l'Islam?". I capi degli Ebrei risposero: "Possa Allah proteggerci da questo evento!"
La trappola fu fatta scattare. Abdullah saltò fuori e gridò: "Io testimonio che La ilaha illallah (nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allah) e che Maometto è il Messaggero di Allah. O Ebrei, temete Dio e accettate ciò che Egli vi ha inviato. Poiché, per Dio, voi sapete che lui è l'apostolo di Dio. Lo troverete descritto ed anche nominato nella vostra Torah. Io testimonio che lui è l'apostolo di Dio, credo in lui, lo ritengo autentico e lo riconosco".
Ma allora gli Ebrei dissero: "Abdullah è il peggiore di noi, e il figlio del peggiore di noi". Abdullah esclamò: "O Messaggero di Allah! Questo è ciò che temevo!" Successivamente raccontò: "Io ricordai all'apostolo che avevo detto che si sarebbero comportati così, perché è gente traditrice, bugiarda e malvagia".
Tali racconti hanno il solo effetto di rinforzare tra i Musulmani, lungo la storia, l'idea che le Scritture degli Ebrei (come anche dei Cristiani) testimoniavano chiaramente la figura di Maometto. Ibn Sa‘d racconta che una volta Maometto andò a un consesso di Ebrei, dove sfidò il più istruito dei Rabbini: "Sai che io sono l'Apostolo di Allah?".
Il Rabbino rispose: "Per Allah! Si, e la gente sa che io lo so. In verità i tuoi attributi e le tue caratteristiche sono chiaramente descritti nella Torah, ma loro sono gelosi di te". Fu solo l'ostinazione peccaminosa degli Ebrei e dei Cristiani che impedì loro di accettare questo fatto – in realtà, questo peccato fu così grande che alla fine li indusse ad alterare le loro Scritture per rimuovere ogni riferimento a Maometto. L'idea di Ebrei e Cristiani come peccatori apostati dalla verità dell'Islam sarebbe diventata una pietra miliare del pensiero Musulmano riguardo i non Musulmani.
Il Corano continua dicendo che i miscredenti umiliano i credenti affermando che, se l'Islam fosse vero, gente di rango così basso come i credenti non sarebbe stata la prima ad accettarlo (v. 11). E ancora, il Corano conferma, in Arabo, il Libro di Mosè (v. 12). Chi accetta la fede in Allah non soffrirà, ma godrà dei Giardini del Paradiso (vv. 13-14).
Un Buon Musulmano deve onorare i suoi genitori; alcuni figli miscredenti, tuttavia, rimproverano i loro genitori per la loro fede Islamica – essi saranno "completamente perduti" (vv. 15-18). I miscredenti si godono i piaceri di questo mondo, ma saranno all'inferno nel prossimo (v. 20). Qui riconosceranno la verità dell'Islam e pagheranno la pena per averlo respinto (v. 34). Il profeta Hud (vedi le Sure 7, 11, e 26) ricompare per sottolinearlo – ammonisce il suo popolo (v. 21) che non gli presta attenzione e viene distrutto (vv. 24-25). Allah allora dice a Maometto che una folla di Jinn lo ha ascoltato mentre recitava il Corano (v. 29) ed è tornata indietro per avvisare i propri compagni Jinn che chi non accetta il messaggio sbaglia e affronterà il castigo (v. 32). Allah conclude la Sura dicendo a Maometto di pazientare e di perseverare nella predicazione del suo messaggio; i miscredenti subiranno molto presto il castigo divino.
La prossima settimana: Sura 47, “Maometto”: “Quando incontrate i miscredenti in battaglia, colpiteli al collo..."
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura XLVI
Al-'Ahqâf
Pre-Eg. N°66 (a parte i v. 10,15,35). Di 35 versetti.
Il nome della sura deriva dal versetto 21.
"Al-'Ah_qâf" (dune tortuose, colli, oppure piccole caverne scavate sul fianco di una montagna). In questo territorio vivevano gli 'Âd, il popolo che ricevette e rifiutò il messaggio recato dal profeta Hûd (pace su di lui).
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. Hâ', Mîm.
2. La rivelazione del Libro proviene da Allah, l'Eccelso, il Saggio.
3. Non creammo i cieli e la terra e quel che vi è frammezzo se non con verità e fino ad un termine stabilito, ma i miscredenti non badano a ciò di cui sono stati avvertiti.
4. Di': “Guardate coloro che invocate all'infuori di Allah? Mostratemi quel che hanno creato della terra. Oppure è nei cieli che sono associati [ad Allah]? Se siete sinceri, portate una Scrittura anteriore a questa, o una traccia di scienza”.
5. E chi è più sviato di colui che invoca, all'infuori di Allah, chi non saprà rispondergli fino al Giorno della Resurrezione? Essi non hanno neppure coscienza dell'invocazione che viene loro rivolta,
6. e quando gli uomini saranno riuniti, saranno loro nemici e rinnegheranno la loro adorazione.
7. Quando vengono recitati loro i Nostri versetti espliciti, i miscredenti dicono della verità che viene ad essi: “È magia evidente”.
8. Oppure dicono: “L'ha inventato lui”. Di': “Se l'avessi inventato io, non potreste fare nulla per me contro [la punizione di] Allah. Egli ben conosce quello che propalate ed è testimone sufficiente tra me e voi”.
Egli è il Perdonatore, il Misericordioso.
9. Di': “Non costituisco un'innovazione rispetto agli inviati né conosco quel che avverrà a me e a voi. Non faccio che seguire quello che mi è stato rivelato. Non sono che un ammonitore esplicito”.
10. Di': “Ma non vedete? Se esso viene da Allah e voi non credete in esso, mentre un testimone dei Figli di Israele* conferma la sua conformità e crede, mentre voi lo rifiutate per orgoglio... ?”.
*[“un testimone dei Figli di Israele”: l'esegesi non è unanime a proposito dell'identificazione di questo “testimone”. La maggior parte dei commentatori ritengono trattarsi di Abd-Allah Ibn Sallâm, un ebreo medinese convertito all'Islàm. In tal caso il versetto sarebbe un inserimento nella sura meccana avvenuto in un tempo successivo all'Egira. Tabarî e altri commentatori ritengono che possa essere un'allusione a Mosè, che nell'altra vita, riconoscerà la conformità del Corano con la Torâh che gli fu rivelata dall'Altissimo]
In verità Allah non guida gli ingiusti.
11. I miscredenti dicono ai credenti: “Se esso* fosse un bene, costoro non ci avrebbero preceduto”. Siccome non sono affatto guidati, diranno: “Questa non è che una vecchia menzogna”.
*[“Se esso”: il Corano]
12. Prima di esso c'era la Scrittura di Mosè, guida e misericordia. Questo Libro ne è la conferma, in lingua araba, per ammonire gli ingiusti ed essere lieta novella per coloro che fanno il bene.
13. Sì, coloro che dicono: “Il nostro Signore è Allah!” e agiscono rettamente non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
14. Essi saranno i compagni del Giardino, in cui rimarranno in perpetuo, compenso per quel che avranno fatto.
15. Abbiamo ordinato all'uomo la bontà verso i genitori: sua madre lo ha portato con fatica e con fatica lo ha partorito. Gravidanza e svezzamento durano trenta mesi. Quando raggiunge la maturità ed è giunto ai quarant'anni dice: “Signore, dammi modo di renderti grazia del favore di cui hai colmato me e i miei genitori, affinché compia il bene di cui Ti compiaci e concedimi una discendenza onesta. Io mi volgo pentito a Te e sono uno dei sottomessi”.
16. Accetteremo le loro azioni più belle e sorvoleremo sui loro misfatti. [Saranno] tra i compagni del Giardino. Promessa veritiera fatta a loro.
17. Quanto invece a colui che dice ai suoi genitori: “Uffa a voi; vorreste promettermi che sarò fatto risorgere, quando già passarono molte generazioni prima di me?”, essi invocheranno l'ausilio di Allah [dicendo]: “Guai a te! Credi, ché la promessa di Allah è veritiera”.
18. Essi sono coloro contro i quali si realizza la sentenza, [come si realizzò] fra le comunità di uomini e di dèmoni che li precedettero: in verità saranno i perdenti.
19. Ci saranno gradi [di merito] per ciascuno di loro in base a quello che avranno fatto. [Allah] li compenserà pienamente delle loro opere e non subiranno alcun torto.
20. Nel Giorno in cui i miscredenti saranno condotti al Fuoco, [sarà detto loro]: “Avete dissipato i vostri beni nella vita terrena e ne avete goduto. Oggi siete compensati con un castigo avvilente, per l'orgoglio che, senza alcun diritto, manifestavate sulla terra e per la vostra perversione.
21. E ricorda il fratello degli ‘Âd*, quando ammonì il suo popolo presso al-'Ahqâf; vennero prima di lui e dopo di lui gli ammonitori. Disse: “Non adorate altri che Allah. Temo per voi il castigo di un Giorno terribile”.
*[“il fratello degli ‘Âd”: Hûd, il profeta inviato agli ‘Âd (vedi VII, 65). A proposito dell'espressione “fratello de...” vedi nota a III, 7 e XIX, 28. ]
22. Dissero: “Sei venuto per allontanarci dai nostri dèi? Fa' venire ciò di cui ci minacci, se sei sincero”.
23. Disse: “La Scienza è solo presso Allah. Io vi comunico ciò con cui sono stato inviato, ma vedo che siete gente ignorante”.
24. Quando videro una densa nuvola dirigersi verso le loro valli, dissero: “Ecco una nuvola, sta per piovere”. No, è proprio quello che cercavate di affrettare, è un vento che porta seco un doloroso castigo,
25. che tutto distruggerà per ordine del suo Signore. Al mattino non erano visibili che [i resti delle] loro case. Così compensiamo i malvagi.
26. Avevamo dato loro mezzi che a voi non abbiamo dato. Avevamo donato loro l'udito, gli occhi e i cuori, ma il loro udito, i loro occhi e i loro cuori non giovarono loro, perché negavano i segni di Allah. Li avvolse ciò di cui si burlavano.
27. Già annientammo le città attorno a voi, eppure avevamo mostrato loro i Nostri segni affinché ritornassero [a Noi pentiti].
28. Perché mai non li soccorsero coloro che si erano presi come intermediari e dèi, all'infuori di Allah? Anzi, li abbandonarono, non erano altro che calunnie e menzogne.
29. E [ricorda] quando ti conducemmo una schiera di dèmoni affinché ascoltassero il Corano; si presentarono dicendosi: “[Ascoltate in] silenzio”. Quando poi [la lettura] fu conclusa, fecero ritorno al loro popolo per avvertirlo.*
*[Il versetto allude alla predicazione ai jinn (i dèmoni) avvenuta nell'anno 620 dopo il fallimento della missione a Taif (Tabarî XXVI, 31-33). Vedi anche note al titolo delle sure XVII e LXXII]
30. Dissero: “O popolo nostro, in verità abbiamo sentito [la recitazione] di un Libro rivelato dopo [quello di] Mosè, a conferma di quello che lo precede: guida alla verità e alla retta via.
31. O popolo nostro, rispondete all'Araldo di Allah e credete in Lui, affinché Egli vi perdoni una [parte dei] vostri peccati e vi preservi dal doloroso castigo.
32. Quanto a colui che non risponde all'Araldo di Allah, non potrà diminuire [la Sua potenza] sulla terra e non avrà patroni all'infuori di Lui. Costoro sono in manifesto errore.
33. Non vedono che Allah ha creato i cieli e la terra, che non Si è stancato della loro creazione ed è capace di ridare la vita ai morti? Sì, in verità Egli è l'Onnipotente”.
34. E il Giorno in cui i miscredenti saranno condotti al Fuoco [verrà chiesto loro]: “Non è questa la verità?”. Diranno: “Sì, per il nostro Signore!”. Dirà [Allah]: “Gustate allora il castigo della vostra miscredenza”.
35. Sopporta con pazienza, come sopportarono i messaggeri risoluti*. Non cercare di affrettare alcunché per loro. Il Giorno in cui vedranno quel che è stato promesso loro, sarà come se fossero rimasti solo un'ora del giorno**. [Questo è solo un] annuncio: chi altri sarà annientato se non i perversi?
*[“i messaggeri risoluti”: secondo l'esegesi con questa espressione Allah (gloria a Lui l'Altissimo) allude ai “dotati di fermezza”: oltre a Muhammad stesso Noè, Abramo, Mosè e Gesù (pace su tutti loro).]
**[“se fossero rimasti solo un'ora del giorno”: ad attendere nelle loro tombe.]