Bloggando il Corano: Sura 41, “Spiegati in Dettaglio”  e Sura 42, “La Consultazione”

di ROBERT SPENCER  (30, Marzo, 2008)

Traduzione di PAOLO MANTELLINI

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Secondo il primo biografo di Maometto, Ibn Ishaq, la Sura 41 fu rivelata dopo che ‘Utba bin Rabi’a, uno dei capi della tribù pagana dei Quraysh, presentò a Maometto una serie di proposte che "se lui le accetta, anche parzialmente, noi gli daremo tutto quello che vuole e poi lui ci lascerà in pace".

‘Utba avvicinò Maometto e gli rammentò che anche lui apparteneva alla tribù dei Quraysh (benché loro avessero respinto le sue pretese profetiche). "Se quello che vuoi sono i soldi, noi raccoglieremo per te, dalle nostre sostanze, così tanto che tu potresti diventare il più ricco di noi; se invece vuoi l'onore, noi ti faremo nostro capo, così che nessuno possa decidere nulla tranne te; se vuoi il potere, ti faremo re, e, se questo spettro che viene da te e che tu vedi è così forte che non riesci a liberartene, ti troveremo un medico e spenderemo tutto quello che abbiamo per farti curare, perché spesso uno spettro della famiglia penetra in un uomo fino a che questi non venga curato".

Maometto rispose recitando i Versetti 1-37 di questa Sura. Poi, racconta Ibn Ishaq, "quando ‘Utba ritornò dai suoi compagni, essi si accorsero della sua espressione enormemente turbata e gli chiesero cosa fosse successo. Lui riferì di aver sentito parole tali come non ne aveva mai sentite prima, che non erano né poesia, né formule magiche, né incantesimi. "Seguite il mio consiglio e lasciate in pace quest'uomo, perché, per Dio, le parole che ho sentito giungeranno dappertutto. Se (altri) Arabi lo uccidono, altri vi avranno liberato di lui; se invece lui ha la meglio sugli Arabi, il suo dominio sarà il vostro dominio; il suo potere, il vostro potere e voi prospererete tramite lui'".

Gli altri capi Quraysh erano sprezzanti, dicendo: "Ti ha stregato con la sua lingua". Ma ‘Utba mantenne il punto, dicendo solo: "Avete la mia opinione, fate come ritenete opportuno".

Quello che aveva tanto impressionato ‘Utba fu un'ulteriore ripetizione di molti dei temi così spesso ripetuti nel Corano. Il Corano è chiaro e in Arabo (v. 3) -- il che ha originato l'idea che il Corano non possa essere tradotto, ma è esclusivamente in Arabo e solo il suo significato può essere reso nelle altre lingue. Riferisce buone notizie e ammonimenti, a cui molti non danno peso (vv. 4-5). Allah dice a Maometto di spiegare ai miscredenti che lui è soltanto un uomo comune e che Allah è unico e quindi loro non devono associare altri Dei a Lui (v. 6). Un segno della Sua potenza e del Suo potere è la creazione dell'universo in otto giorni (vv. 9-12) – contraddicendo 7:54, 10:3, 11:7, e 25:59, in cui lo creò in sei giorni.

Allah distrugge il popolo degli ‘Ad (vv. 15-16) e i miscredenti tra i Thamud (vv. 17-18). Poi Allah descrive alcuni dei tormenti dei miscredenti all'inferno, dove perfino la loro pelle li sgriderà per aver respinto l'Islam (vv. 19-25). I miscredenti cercheranno di impedire la recitazione del Corano (v. 26), ma avranno la loro punizione all'inferno (vv. 27-28). All'inferno, i miscredenti chiederanno ad Allah di indicar loro chi li condusse fuori strada per poterne aumentare i tormenti (v. 29). Gli angeli, intanto, proteggono i credenti (vv. 30-32). Bontà e malvagità non possono essere uguali (v. 34); i miscredenti non si devono prostrare davanti al sole e alla luna, ma solo davanti ad Allah (v. 37).

Poi, i Versetti 38-54 concludono la Sura rimproverando aspramente i miscredenti per aver respinto l'Islam. Essi sono arroganti (v. 38), ma Allah li conosce bene (vv. 40-41). Il Corano è un libro di eccelso potere, che non contiene falsità (vv. 41-42) ma il medesimo messaggio delle precedenti rivelazioni (v. 43) – che, come abbiamo visto, conduce alla tradizionale idea Musulmana che le Scritture Ebree e Cristiane sono state alterate perché non contengono lo stesso  messaggio del Corano. Se il Corano fosse stato rivelato in una lingua diversa dall'Arabo, i miscredenti si sarebbero lamentati (v. 44). Allah diede a Mosè il Libro (la Torah), ma subito sorsero controversie; "se non fosse stato per una Parola che era giunta prima da parte del tuo Signore, le loro differenze si sarebbero appianate" (v. 45). Secondo Ibn Kathir questo significa che, se Allah non avesse deciso "di ritardare il Giudizio fino al Giorno della Resurrezione" allora "la pena per loro sarebbe stata affrettata. Ma loro hanno un tempo stabilito, oltre il quale non avranno scampo".

Quel giorno gli idoli che i miscredenti invocano, li lasceranno nei guai (v. 48). Quando Allah concede la prosperità ad un uomo, questi dimentica che un giorno sarà giudicato (v. 50).

Quindi, la Sura 42 ripete che Maometto è ispirato, come lo furono i precedenti profeti (v. 3). Il Corano è rivelato in Arabo per ammonire la Madre delle Città (cioè, la Mecca, così chiamata, dice Ibn Kathir, "perché è la più nobile di tutte le terre") circa il Giorno del Giudizio, del quale non c'è dubbio (v. 7). Se Allah avesse voluto, avrebbe potuto rendere tutta l'umanità un singolo popolo, ma invece decise di concedere misericordia ad alcuni, mentre i malvagi non avranno nessuno per aiutarli (v. 8). Ibn Kathir ritiene ciò una ulteriore prova di un determinismo assoluto: Allah avrebbe potuto creare gli esseri umani "sia seguaci della retta via che seguaci dell'errore, ma li creò tutti diversi e Lui guida alla verità chiunque vuole e allontana dalla retta via chiunque vuole". Il Versetto 44 ripropone questa affermazione.

Allah giudicherà tutte le controversie (v. 10) – il Tafsir al-Jalalayn spiega: “E qulunque differenza ci sia tra voi e i miscredenti, nella religione o in altro, il verdetto appartiene, e ritornerà, a Dio nel Giorno della Resurrezione". La religione di Maometto è la stessa di Noè, Abramo, Mosè e Gesù (v. 13), ma i loro seguaci "si divisero tra loro solo dopo la rivelazione del Sapere, a causa di egoistiche invidie " (v. 14) – sostenendo l'idea Islamica che i profeti del Giudaismo e Gesù abbiano insegnato l'Islam, e che il loro messaggio fu corrotto dai loro seguaci. Maometto  deve chiamare il popolo all'Islam e "giudicare con giustizia" tra loro (v. 15). Ma quelli che discutono su Allah dopo averlo riconosciuto saranno puniti (v. 16) – un atteggiamento che può, ovviamente, diventare un ostacolo al fare domande sulla fede. I Versetti 17-29 continuano su questo tono, promettendo il Paradiso ai credenti e l'inferno ai miscredenti.

Poi il Versetto 30 dichiara che "qualsiasi sventura ti capiti, dipende da ciò che le tue mani hanno operato" – cioè, dice Ibn Kathir, “a causa dei peccati che tu hai commesso in passato". Questo conduce alla credenza che la via verso il successo in questo mondo è una più convinta adesione alle leggi di Allah – come vediamo succedere in questi giorni in Pakistan e in tutto il mondo Islamico.

I Versetti 31-39 commentano il potere di Allah e la certezza del suo giudizio. Poi il Versetto 40 dice che, come rappresaglia di un torto, si deve infliggere un torto uguale – ma Allah ricompenserà chi perdona. Tuttavia, vendicarsi non è peccato (v. 41). Poi la Sura si conclude riaffermando che i miscredenti saranno puniti (v. 45) e non avranno alcun protettore nel Giorno del Giudizio (v. 46) e che Maometto è ispirato (vv. 51-52).

La prossima settimana: Sura 43, “Gli Ornamenti d'Oro", Sura 44, "Il Fumo", Sura 45, "La Genuflessa"..

[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano  in Italiano; N.d.T.]

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Sura XLI


Fussilat

("Esposti chiaramente") 

Pre-Eg. °61 Di 54 versetti.

Il nome della sura deriva dal versetto 3. 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.


1. Hâ', Mîm


2. Rivelazione da parte del Compassionevole, del Misericordioso.

3. Un Libro i cui versetti sono stati esposti chiaramente; un Corano arabo, per uomini che conoscono,

4. annunzio e monito; ma la maggior parte di loro si sottrae, senza ascoltare.

5. Dicono: “I nostri cuori sono avviluppati [in qualcosa che li isola] da ciò cui ci inviti, e c'è un peso nelle nostre orecchie. C'è un velo tra noi e te. Fai pure [quello che vuoi] e noi [faremo] quello che vogliamo!”.

6. Di': “Io non sono che un uomo come voi: mi è solo stato rivelato che il vostro Dio è un Dio unico. Rivolgetevi a Lui e implorate il Suo perdono”. Guai agli associatori,

7. che non pagano la decima e non credono nell'Altra vita.

8. In verità coloro che credono e compiono il bene avranno una ricompensa che non sarà mai diminuita.

9. Di': “Vorreste forse rinnegare Colui Che in due giorni ha creato la terra [e vorreste] attribuirGli consimili? Egli è il Signore dei mondi.

10. Ha infisso [sulla terra] le montagne, l' ha benedetta e in quattro giorni di uguale durata ha distribuito gli alimenti”; [questa è la risposta] a coloro che interrogano.

11. Poi si rivolse al cielo che era fumo e disse a quello e alla terra: “Venite entrambi, per amore o per forza”. Risposero: “Veniamo obbedienti!”.

12. Stabilì in due giorni i sette cieli e ad ogni cielo assegnò la sua funzione. E abbellimmo il cielo più vicino di luminarie e di una protezione. Questo è il decreto dell'Eccelso, del Sapiente!

13. Se si allontanano, di' loro: “Vi dò l'avvertimento di una folgore, uguale alla folgore [che colpì] gli ‘Âd e i Thamûd”.

14. Quando da ogni parte giunsero loro i messaggeri dicendo: “Non adorate altri che Allah”, risposero: “Se il nostro Signore avesse voluto [che credessimo], avrebbe certamente fatto scendere gli angeli. Dunque non crediamo a ciò con cui siete stati inviati”.

15. Gli ‘Âd furono ingiustamente superbi sulla terra e dissero: “Chi è più forte di noi?”. Ma come, non avevano visto che Allah, Che li aveva creati, era più forte di loro? Negarono i Nostri Segni.

16. Inviammo contro di loro un vento impetuoso e glaciale, in giorni nefasti, affinché gustassero ignominioso castigo già in questa vita. Ma il castigo dell'Altra vita è più avvilente e non saranno soccorsi.

17. Guidammo i Thamûd, ma preferirono l'accecamento, alla guida. La folgore del castigo umiliante li colpì per quel che si erano meritati.

18. Salvammo [solo] coloro che credevano ed erano timorati [di Allah].

19. Il Giorno in cui i nemici di Allah saranno riuniti [e condotti] verso il Fuoco, saranno divisi [in gruppi].

20. Quando vi giungeranno, il loro udito, i loro occhi e le loro pelli renderanno testimonianza contro di loro, per quello che avranno fatto.

21. E diranno alle loro pelli: “Perché avete testimoniato contro di noi?”. Risponderanno: “È stato Allah a farci parlare, [Egli è] Colui Che fa parlare tutte le cose. Egli è Colui Che ci ha creati la prima volta e a Lui sarete ricondotti”.

22. Non eravate celati a tal punto che non potessero testimoniare contro di voi il vostro udito, i vostri occhi e le vostre pelli. Pensavate invece che Allah non conoscesse quello che facevate.

23. Questa vostra supposizione a proposito del vostro Signore vi ha condotti alla rovina e ora siete fra i perduti.

24. Se insistono, il Fuoco sarà il loro asilo; quand'anche accampino scuse, non saranno scusati.

25. Demmo loro compagni che abbellirono [agli occhi loro] il loro futuro e il loro passato. Si realizzò su di loro la sentenza che già era stata pronunziata contro altre comunità di dèmoni e di uomini che li precedettero. Invero furono tra i perdenti.

26. I miscredenti dicono: “Non ascoltate questo Corano, discorrete futilmente: forse avrete il sopravvento!”.

27. Certamente faremo gustare un duro castigo ai miscredenti, e li compenseremo in base alle loro peggiori azioni.

28. Così il compenso dei nemici di Allah sarà il Fuoco, in cui rimarranno in perpetuo: [punizione] per aver smentito i Nostri segni.

29. Diranno i miscredenti: “Signore, mostraci coloro tra i dèmoni e gli uomini che ci traviavano, ché possiamo calpestarli, ché siano tra i più abbietti”.  

30. Gli angeli scendono su coloro che dicono: “Il nostro Signore è Allah”, e che perseverano [sulla retta via]. [Dicono loro:] “Non abbiate paura e non affliggetevi; gioite per il Giardino che vi è stato promesso.

31. Noi siamo vostri alleati in questa vita e nell'altra, e in quella avrete ciò che l’ anime vostre desidereranno e quel che chiederanno.

32. Questa è l'ospitalità del Perdonatore, del Misericordioso”.

33. Chi mai proferisce parola migliore di colui che invita ad Allah, e compie il bene e dice: “Sì, io sono uno dei Musulmani”?

34. Non sono certo uguali la cattiva [azione] e quella buona. Respingi quella con qualcosa che sia migliore: colui dal quale ti divideva l'inimicizia, diventerà un amico affettuoso.

35. Ma ricevono questa [facoltà] solo coloro che pazientemente perseverano; ciò accade solo a chi già possiede un dono immenso.

36. E se mai Satana ti tentasse, rifugiati in Allah. In verità Egli tutto ascolta e conosce.

37. La notte e il giorno, il sole e la luna sono fra i Suoi segni: non prosternatevi davanti al sole o davanti alla luna, ma prosternatevi davanti ad Allah che li ha creati, se è Lui che adorate.

38. Se si mostrano protervi, [sappiano che] quelli che sono presso il Tuo Signore Lo glorificano notte e giorno, senza mai stancarsi.

39. Fa parte dei Suoi segni la terra che vedi come affranta. Poi, quando facciamo scendere l'acqua, palpita e rigonfia. In verità Colui Che le ridà la vita è Colui Che ridarà la vita ai morti. In verità Egli è l'Onnipotente.

40. Non ci sono ignoti coloro che travisano i Nostri segni! Colui che sarà precipitato nel Fuoco, avrà forse sorte migliore di chi giungerà con sicurezza al Giorno della Resurrezione? Fate pure quel che volete, Egli ben osserva quello che fate.

41. In verità essi non credono al Monito che giunse loro, eppure questo è davvero un Libro venerato,

42. non lo tange la falsità in niuna delle sue parti. È una rivelazione da parte di un Saggio, Degno di lode.

43. Non ti sarà detto altro che quel che fu detto ai messaggeri che ti precedettero. In verità il tuo Signore è il Padrone del perdono, il Padrone del castigo doloroso.

44. Se ne avessimo fatto un Corano in una lingua straniera, avrebbero detto: “Perché non sono stati espressi chiaramente i suoi versetti? Un [messaggio in un] idioma straniero ad un [Messaggero] arabo?”. Di': “Esso è guida e panacea per coloro che credono”. Coloro che invece non credono, sono colpiti da sordità e accecamento, [ed è come se fossero] chiamati da un luogo remoto.

45. Già demmo a Mosè il Libro su cui polemizzarono. Se non fosse per una precedente Parola del tuo Signore, sarebbe già stato deciso tra di loro; sono invece immersi nel dubbio [a proposito del Corano].

46. Chi fa il bene lo fa a suo vantaggio, e chi fa il male lo fa a suo danno. Il tuo Signore non è ingiusto con i Suoi servi.

47. [Appartiene] a Lui la scienza dell'Ora e non c'è frutto che esca dal suo involucro o femmina gestante o partoriente di cui non abbia conoscenza. Nel Giorno in cui li convocherà [dirà]: “Dove sono coloro che Mi associavate?”; risponderanno: “Ti informiamo che tra noi non c'è nessuno che lo testimoni”.

48. E coloro che invocavano si saranno allontanati da loro ed essi si renderanno conto di non aver nessuna via di scampo.

49. L'uomo non si stanca mai di invocare il bene. Quando poi lo coglie la sventura, si dispera, affranto.

50. Se gli facciamo gustare una misericordia da parte nostra dopo che lo ha toccato l'avversità, certamente dice: “Questo mi era dovuto; non credo che sorgerà l'Ora e se mai fossi ricondotto al mio Signore, avrò presso di Lui la migliore delle ricompense”. Allora informeremo i miscredenti di quello che avranno commesso e faremo gustare loro un penoso tormento.

51. Quando colmiamo di favore l'uomo, egli si sottrae e si allontana. Quando invece lo colpisce una sventura, allora invoca a lungo.

52. Di': “Non vedete? Se [questo Corano] viene da Allah e voi lo rinnegate, chi sarà più traviato di chi si allontana nello scisma?

53. Mostreremo loro i Nostri segni nell'universo e nelle loro stesse persone, finché non sia loro chiaro che questa è la Verità”. Non ti basta che il tuo Signore sia testimone di ogni cosa?

54. Non è forse vero che dubitano dell'incontro con il loro Signore, mentre in verità Egli abbraccia ogni cosa [nella Sua Scienza]?


XLII

Ash-Shûrâ 

(La Consultazione ) 

Pre-Eg. N°62 ( a parte i vers. 23-25 e 27). Di 53 versetti.

Il nome della sura deriva dal versetto 38. Il vers. 38 da cui trae il suo nome questa sura recita: “coloro che... si consultano vicendevolmente”: è il principio della “shûrâ”: la consultazione, la partecipazione alle decisioni che riguardano la comunità. L'umma islamica è comunità terrena di individui che devono tendere alla realizzazione della visione di Allah nell'altra vita. Per far questo sono necessari: fede e abbandono ad Allah (cfr. vers. 36), controllo delle passioni, purezza di intenti, amore per i propri simili (cfr. vers. 37), disponibilità totale nei confronti di Allah, pratica religiosa, “shûrâ”, generosità (cfr. vers. 38), capacità di difendere i propri diritti con decisione e moderazione (vedi vers. 39) e al contempo misericordia verso i colpevoli.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.



1. Hâ', Mîm


2. Aîn, Sîn, Qâf.

3. Ciò in quanto Allah, l'Eccelso, il Saggio rivela a te e a coloro che ti precedettero.

4. [Appartiene] a Lui tutto quello che è nei cieli e tutto quello che è sulla terra. Egli è l'Altissimo, il Sublime.

5. Quasi sprofondano i cieli, gli uni sugli altri, quando gli angeli glorificano il loro Signore, Lo lodano e implorano perdono per coloro che sono sulla terra. In verità Allah è il Perdonatore, il Misericordioso.

6. Allah osserva coloro che si sono presi patroni all'infuori di Lui. Tu non sei responsabile di loro.

7. In tal modo Ti abbiamo rivelato un Corano arabo, affinché tu ammonisca la Madre delle città* e coloro che [le abitano] attorno, e a finché tu avverta del Giorno della Riunione**, sul quale non c'è dubbio alcuno: una parte [di loro] sarà nel Giardino, un'altra parte nella Fiamma.

*[“la Madre delle città”: la Mecca. In questo caso “Madre” indica l'eccellenza che Allah ha conferito a questa città. La Mecca si trova nel luogo che, secondo la tradizione, fu il primo da cui si ritirarono le acque dopo il diluvio, luogo in cui Allah (gloria a Lui l'Altissimo) volle che fosse innalzata la Sua Casa su questa terra, la Santa Ka’ba, facendone l'orientazione dell'orazione rituale dei musulmani e la meta del pellegrinaggio. Al tempo dell'Egira, l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) rivolse lo sguardo alla sua città che era stato costretto ad abbandonare e disse: “Giuro che sei la migliore delle terre di Allah e la più amata, e se non fosse la mia gente ad esiliarmi da te non ti avrei mai lasciato”. La dottrina islamica afferma che La Mecca costituisce il cuore del mondo e pertanto l'espressione coranica “... affinché tu ammonisca la Madre delle città e coloro che [le abitano] attorno” equivale a indicare “tutto il mondo”, come nell'espressione latina “urbi et orbi” (che si riferisce a Roma e all'intero pianeta)]

**[“Giorno della Riunione”: uno dei nomi appellativi del Giorno del Giudizio]

8. Se Allah avesse voluto, avrebbe fatto [degli uomini] un'unica comunità. Ma Egli lascia entrare chi vuole nella Sua misericordia. Gli ingiusti non avranno né patrono né alleato.

9. Prenderanno forse patroni all'infuori di Lui? Allah, Egli è il solo patrono. Colui Che ridà la vita ai morti, Egli è l'Onnipotente.

10. Su tutte le vostre controversie, il giudizio [appartiene] ad Allah. Questi è Allah, il mio Signore: a lui mi affido e a Lui mi volgo pentito.

11. È il Creatore dei cieli e della terra. Da voi stessi ha tratto le vostre spose, e [vi ha dato] il bestiame a coppie. Così vi moltiplica. Niente è simile a Lui. Egli è l'Audiente, Colui Che tutto osserva.

12. [Appartengono] a Lui le chiavi dei cieli e della terra. Elargisce generosamente a chi vuole e a chi vuole lesina. In verità Egli è onnisciente.

13. [Egli] ha stabilito per voi, nella religione, la stessa via che aveva raccomandato a Noè, quella che riveliamo a Te, [o Muhammad,] e che imponemmo ad Abramo, a Mosè e a Gesù: “Assolvete al culto e non fatene motivo di divisione”. Ciò a cui li inviti è invero gravoso per gli associatori: Allah sceglie e avvicina a Sé chi vuole e a Sé guida chi Gli si rivolge [pentito].

14. Non si divisero, opponendosi gli uni agli altri, se non dopo che giunse loro la conoscenza [della Verità]. Se non fosse per una precedente Parola del tuo Signore, già sarebbe stato deciso tra loro. In verità coloro che ricevettero la Scrittura dopo di loro, sono immersi nel dubbio in proposito.

15. Invitali dunque [alla fede], procedi con rettitudine come ti è stato ordinato e non seguire le loro passioni. Di': “Credo in tutta la Scrittura che Allah ha rivelato. Mi è stato ordinato di giudicare con equità tra voi. Allah è il nostro Signore e il vostro Signore. A noi le nostre azioni, a voi le vostre. Nessuna polemica tra noi e voi. Ci riunirà Allah e verso Lui è la meta [ultima]”.

16. Coloro che polemizzano a proposito di Allah, dopo che già è stato risposto* al suo appello, hanno argomenti che non hanno alcun valore presso Allah. Su di loro [si abbatterà] la [Sua] collera e avranno un severo castigo.

*[“dopo che già  è stato risposto”: dopo che i credenti hanno accettato il messaggio recato da Muhammad (pace e benedizioni su di lui) e hanno dato prova di lealtà nei confronti di Allah (gloria a Lui l'Altissimo) e del Suo Inviato]

17. Allah è Colui Che ha rivelato secondo verità il Libro e la Bilancia. Chi ti potrà rendere edotto?* Forse l'Ora è vicina.

*[“Chi ti potrà rendere edotto”, all'infuori di Allah]

18. Vogliono affrettarne la venuta coloro che non credono in essa, mentre i credenti sono intimoriti, sapendo che è verità. Coloro che polemizzano sull'Ora sono in evidente errore.

19. Allah è dolce con i Suoi servi e concede a chi vuole. Egli è il Forte, l'Eccelso.

20. A chi avrà voluto arare [il campo del]l'altra vita, accresceremo la sua aratura mentre a chi avrà voluto arare [il campo di] questa vita, concederemo una parte [dei frutti], ma non avrà parte alcuna dell'altra vita.

21. Hanno forse associati che, a proposito della religione, abbiano stabilito per loro una via che Allah non ha consentito? Se non fosse stata presa la Decisione finale, già sarebbe stato giudicato tra loro! Gli ingiusti avranno doloroso castigo.

22. Vedrai gli ingiusti impauriti di ciò che avranno meritato e che ricadrà su di loro. Coloro che credono e compiono il bene, saranno nei prati del Giardino e avranno tutto ciò che vorranno presso il loro Signore. Questa è grazia grande!

23. Questa è la [buona] novella che Allah dà ai Suoi servi che credono e compiono il bene. Di': “Non vi chiedo alcuna ricompensa, oltre all'amore per i parenti”. A chi compie una buona azione, Noi daremo qualcosa di migliore. In verità Allah è perdonatore, riconoscente.

24. Diranno invece: “Ha inventato menzogne contro Allah”. Se Allah volesse, sigillerebbe il tuo cuore. Con le Sue parole Allah cancella il falso e realizza la verità. Egli conosce quello che nascondono i petti.

25. Egli è Colui Che accoglie il pentimento dei Suoi servi, perdona i loro peccati e conosce quello che fate.

26. Esaudisce coloro che credono e compiono il bene e li accresce della Sua grazia. I miscredenti avranno severo castigo.

27. Se Allah avesse dato abbondanza di ricchezze ai Suoi servi, si sarebbero ribellati sulla terra. Elargisce invece ciò che vuole, con misura. Egli è ben informato sui Suoi servi e li osserva.

28. Egli è Colui Che fa scendere la pioggia, quando già se ne dispera; così diffonde la Sua misericordia. È il Patrono, il Degno di lode.

29. Fra i Suoi segni vi è la creazione dei cieli e della terra e degli esseri viventi che vi ha sparso; Egli è in grado di riunire tutti quando Lo vorrà.

30. Qualunque sventura vi colpisca, sarà conseguenza di quello che avranno fatto le vostre mani, ma [Allah] molto perdona.

31. Non potrete opporvi [alla Sua potenza] sulla terra e, all'infuori di Allah, non avrete né patrono, né alleato.

32. Fra i Suoi segni vi sono le navi, [salde] come montagne sul mare.

33. Se vuole, calma i venti ed ecco che stanno immobili sulla superficie [marina]. In verità in ciò vi sono segni per tutti i pazienti e i riconoscenti.

34. Oppure le annienta per quel che si meritarono; ma Egli molto perdona.

35. Coloro che polemizzano sui Nostri segni, sappiano di non avere nessuna via d'uscita.

36. Tutto ciò che vi è stato concesso non è che godimento effimero di questa vita, mentre quel che è presso Allah è migliore e duraturo; [lo avranno] coloro che credono e confidano nel loro Signore,

37. coloro che evitano i peccati più gravi e le turpitudini e che perdonano quando si adirano,

38. coloro che rispondono al loro Signore, assolvono all'orazione, si consultano vicendevolmente su quel che li concerne e sono generosi di ciò che Noi abbiamo concesso loro;

39. coloro che si difendono quando sono vittime dell'ingiustizia.

40. La sanzione di un torto è un male corrispondente, ma chi perdona e si riconcilia, avrà in Allah il suo compenso. In verità Egli non ama gli ingiusti.

41. Chi si difende per aver subito un torto non incorre in nessuna sanzione.

42. Non c'è sanzione se non contro coloro che sono ingiusti con gli uomini e, senza ragione, spargono la corruzione sulla terra: essi avranno doloroso castigo.

43. Quanto invece a chi è paziente e indulgente, questa è davvero la miglior disposizione.

44. Colui che Allah svia, non avrà oltre a Lui patrono alcuno. Vedrai gli ingiusti che, alla vista del castigo, grideranno: “C'è un modo per ritornare?”.

45. Li vedrai, ad esso esposti, umiliati e impotenti, lanciarsi sguardi furtivi, mentre i credenti diranno: “In verità, coloro che avranno causato la loro rovina e quella delle loro famiglie, nel Giorno della Resurrezione saranno i perdenti”. In verità gli ingiusti avranno duraturo castigo.

46. Non avranno patroni che li aiuteranno contro Allah. Colui che Allah svia non ha nessuna via [di salvezza].

47. Rispondete al vostro Signore, prima che venga un Giorno il cui termine Allah non differirà. In quel Giorno non avrete rifugio e non potrete negare alcunché.

48. Se volgono le spalle, [sappi] che non ti inviammo loro affinché li custodissi: tu devi solo trasmettere [il messaggio]. Quando facciamo gustare all'uomo una misericordia che proviene da Noi, egli se ne rallegra; se lo coglie invece una sventura, per ciò che le sue mani hanno commesso, subito l'uomo diventa ingrato.

49. Appartiene ad Allah la sovranità dei cieli e della terra. Egli crea quello che vuole. Concede femmine a chi vuole e, a chi vuole, maschi;

50. oppure concede maschi e femmine insieme e rende sterile chi vuole. In verità Egli è il Sapiente, il Potente.

51. Non è dato all'uomo che Allah gli parli, se non per ispirazione o da dietro un velo, o inviando un messaggero che gli riveli, con il Suo permesso, quel che Egli vuole*. Egli è altissimo, saggio.

*[In questo versetto vengono indicati tre modi con cui Allah (gloria a Lui l'Altissimo) comunica con gli uomini che ha innalzato alla dignità di Suoi profeti o messaggeri. In primo luogo “l'ispirazione” che comunica direttamente allo spirito dell'uomo e alla sua mente senza altro fenomeno sensibile, poi “da dietro un velo” (la stessa espressione che abbiamo tradotto “da dietro una cortina”, cfr. XXXIII, 53) ed è ad esempio il caso della prima rivelazione di Allah a Mosè (vedi sura XXVII, 8; XXIX, 32) o “inviando un messaggero”, cioè un Angelo, come avvenne per la rivelazione fatta scendere su Muhammad nella grotta di Hira e in molti altri casi (gli Angeli inviati ad Abramo e poi a Lot, ecc.)]

52. Ed è così che ti abbiamo rivelato uno spirito [che procede] dal Nostro ordine. Tu non conoscevi né la Scrittura, né la fede. Ne abbiamo fatto una luce per mezzo della quale guidiamo chi vogliamo, tra i Nostri servi. In verità tu guiderai sulla retta via,

53. la via di Allah, Colui Cui appartiene tutto quel che è nei cieli e sulla terra. Sì, ritornano ad Allah tutte le cose.

 

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