Bloggando il Corano: Sura 4, “Le Donne”, Versetti 1-16
di ROBERT SPENCER (19, Agosto, 2007)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
La Sura 4, "Le Donne", è un'altra Sura Medinese, che contiene leggi sulla condotta delle donne e sulla vita familiare Islamica.
Il Versetto 1 dice che Allah ha creato uomini e donne da "un'unica anima". In Occidente, molti Musulmani hanno indicato questo Versetto come prova che l'Islam riconosce la piena dignità umana delle donne. L'Ayatollah Murtada Mutahhari dice che "anche altre religioni hanno affrontato questa questione, ma è solo il Corano che dice espressamente in alcuni Versetti che la donna è stata creata della stessa specie dell'uomo ed entrambi, sia l'uomo che la donna, hanno le stesse innate caratteristiche". E cita il Corano 4:1. "L'unica anima" da cui l'umanità fu creata era quella di Adamo e, se pure la storia Biblica della creazione di Eva da una costola di Adamo qui non viene ripetuta, Maometto la riferisce in un hadith che suggerisce che, mentre uomini e donne possono avere le stesse "innate caratteristiche", ciò non significa che siano uguali in dignità, perché le donne sono ...deformi: "La donna è stata creata da una costola e in nessun modo si raddrizzerà per te; così, se vuoi servirti di lei, serviti pure di lei finché la deformità rimane in lei. E, se cerchi di raddrizzarla, la romperai, e romperla è divorziare da lei.
Il Versetto 3 è la base della poligamia Islamica, che permette ad un uomo di prendersi fino a quattro mogli, finché ritiene di poterle "trattare tutte con giustizia". Questo perché, secondo il Mishkat Al-Masabih, Maometto disse: "La persona che ha due mogli, ma è ingiusta con loro, apparirà nel Giorno del Giudizio in una condizione tale che una metà del suo corpo non riuscirà a reggersi". Ma, ovviamente, in queste circostanze, la "giustizia" si trova nell'occhio dell'osservatore. Ibn Kathir dice che il requisito di trattare giustamente la propria moglie non è un grosso problema, poiché trattarle giustamente non significa trattarle allo stesso modo: "non è obbligatorio trattarle allo stesso modo, piuttosto, è raccomandato. Così, se uno lo fa, fa bene, ma se non lo fa, non è una colpa".
E per quanto riguarda la poligamia, Asad nota che "ci si potrebbe chiedere perché una tale libertà non è stata concessa anche alle donne; ma la risposta è semplice. Non ostante il fattore spirituale di amore che ispira le relazioni tra uomo e donna, la ragione biologica determinante del desiderio sessuale in entrambi i sessi, è la procreazione: e mentre una donna può, ad un dato momento, concepire un figlio da un solo uomo e portarlo poi in grembo per nove mesi, un uomo può generare un figlio ogni volta che sta con una donna. Così, mentre la natura avrebbe realizzato solo uno spreco producendo un istinto poligamo nella donna, le inclinazioni poligame del maschio sono biologicamente giustificate".
Il Versetto 3 continua dicendo che se un uomo non può trattare giustamente molte mogli, allora deve sposarne soltanto una, o ricorrere a "prigioniere che la vostra mano destra possiede" - cioè, schiave.
Schiave? Bulandshahri (1924-2001, N.d.T.) spiega la saggezza di questa pratica e agogna il bel tempo antico:
Durante la jihad (guerra di religione), molti uomini e molte donne furono fatti prigionieri. Il Amir-ul Mu'minin [capo dei credenti, o Califfo - una carica oggi vacante] ha l'opzione di distribuirli tra i Mujahidin [i guerrieri della jihad], nel qual caso essi diventano una proprietà di quei Mujahidin. Questa schiavitù è la punizione per i non-credenti [kufr].
Prosegue spiegando che questa non è una storia antica:
Nessuna delle prescrizioni riguardanti la schiavitù è stata abrogata nella Shariah. Il motivo per cui i Musulmani di oggi non hanno schiavi è perché oggi essi non si impegnano nella jihad (guerra di religione). Le loro guerre sono combattute per ordine dei non-credenti (kuffar) e sono fermate dagli stessi criminali. I Musulmani sono stati vincolati da tali trattati dei non-credenti (kuffar), per cui, in caso di guerra, non possono prendere nessuno schiavo [sic!]. Possa Allah concedere ai Musulmani la facoltà di sfuggire ai tentacoli del nemico, di restare saldi nel Din (religione) e impegnarsi nella jihad (guerra di religione) secondo le prescrizioni della Shariah. Amen!
Il Versetto 3 prescrive anche ai Musulmani di "sposare donne che ti sembrano piacevoli". Ibn Majah riporta una tradizione in cui Maometto elenca le qualità di una buona moglie, includendo che "obbedisca quando le viene dato un comando" e "che il marito si compiaccia guardandola".
Il Versetto 4 richiede che un marito dia alla moglie una dote. Ibn Kathir spiega che "a nessuno, dopo il Profeta, è consentito sposare una donna senza la dote richiesta..." Tuttavia la moglie può esentare il marito da questo obbligo: "Se la moglie gli concede di buon cuore una parte o tutta questa dote, suo marito è libero di prenderla...".
I Versetti 5-14 stabiliscono regole per l'eredità e i problemi correlati. Il Versetto 11 stabilisce che quando una eredità deve essere divisa, le figlie devono ricevere una quota pari alla metà di quella destinata ai figli.
I Versetti 15-16 decretano le pene per l'immoralità sessuale. Il Versetto 15 prescrive la detenzione in casa fino alla morte (a meno che "Allah non ordini qualche [altra] via) per le donne trovate colpevoli di "impurità" a seguito della deposizione di quattro testimoni. Secondo la legge Islamica questi testimoni devono essere quattro Musulmani maschi; la testimonianza delle donne non è ammissibile nei casi di natura sessuale, anche nei casi di stupro nei quali la donna sia la vittima. Se una donna è trovata colpevole di adulterio, deve essere lapidata fino alla morte; se è trovata colpevole di fornicazione, deve ricevere 100 frustate (vedi Corano 24:2). La pena della lapidazione non compare nel Corano, ma Omar, uno dei primi compagni di Maometto e secondo Califfo, o successore di Maometto come capo dei Musulmani, disse che era comunque la volontà di Allah: "Temo" disse "che dopo che sarà trascorso molto tempo, la gente possa dire: 'Noi non troviamo nel Libro Sacro i Versetti del Rajam (lapidazione fino alla morte)', e per conseguenza possano essere deviati, abbandonando un obbligo che Allah ha rivelato". Omar affermò: "Guardate! Io confermo che la pena del Rajam deve essere comminata a chi commette un rapporto sessuale illecito, se è già sposato e se il crimine è provato da testimoni, gravidanza o confessione". E aggiunse che Maometto "ordinò la pena del Rajam, e pure noi lo facemmo, dopo di lui".
Il Versetto 16, dice il Tafsir Al-Jalalayn, si riferisce a uomini che commettono "un atto, impuro, adulterio o rapporto omosessuale". Devono essere puniti "con insulti e percosse con i sandali; ma se si pentono di ciò (atto impuro) e fanno ammenda, mediante [buone] azioni, allora lasciateli e non fate loro del male". Tuttavia, aggiunge che questo Versetto "è abrogato dalla pena prescritta se si intende adulterio [come atto impuro] "cioè lapidazione. Il giurista Islamico Al Shaf'i'i, prosegue, richiede la lapidazione anche degli omosessuali, ma, "secondo lui, la persona che è oggetto della penetrazione non va lapidata, anche se sposata; piuttosto, deve essere frustata e messa al bando".
La prossima settimana: Quando picchiare tua moglie e cosa devi fare prima.
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura IV
An-Nisâ'
(Le Donne)
Post.-Eg. n.92, di 176 versetti
Il nome della sura deriva dal vers. 1
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1 Uomini, temete il vostro Signore che vi ha creati da un solo essere, e da esso ha creato la sposa sua, e da loro ha tratto molti uomini e donne. E temete Allah, in nome del Quale rivolgete l'un l'altro le vostre richieste e rispettate i legami di sangue. Invero Allah veglia su di voi.
2 Restituite agli orfani i beni loro e non scambiate il buono con il cattivo , né confondete i loro beni coi vostri , questo è veramente un peccato grande.
3 E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono ; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre destre possiedono , ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti .
4 E date alle vostre spose la loro dote . Se graziosamente esse ve ne cedono una parte, godetevela pure e che vi sia propizia.
5 Non date in mano agli incapaci i beni che Allah vi ha concesso per la sopravvivenza; attingetevi per nutrirli e vestirli e rivolgete loro parole gentili.
6 Mettete alla prova gli orfani finché raggiungano la pubertà e, se si comportano rettamente, restituite loro i loro beni. Non affrettatevi a consumarli e a sperperarli prima che abbiano raggiunto la maggiore età. Chi è ricco se ne astenga, chi è povero ne usi con moderazione. E quando restituite i loro beni, chiamate i testimoni; ma Allah basta a tenere il conto di ogni cosa.
7 Agli uomini spetta una parte di quello che hanno lasciato genitori e parenti; anche alle donne spetta una parte di quello che hanno lasciato genitori e parenti stretti: piccola o grande che sia, una parte determinata .
8 Se altri parenti, gli orfani e i poveri assistono alla divisione, datene loro una parte e trattateli con dolcezza.
9 E coloro che temono di lasciare una posterità senza risorse, temano Allah e parlino rettamente.
10 In verità coloro che consumano ingiustamente i beni degli orfani non fanno che alimentare il fuoco nel ventre loro, e presto precipiteranno nella Fiamma.
11 Ecco quello che Allah vi ordina a proposito dei vostri figli: al maschio la parte di due femmine. Se ci sono solo femmine e sono più di due, a loro [spettano] i due terzi dell'eredità, e se è una figlia sola, [ha diritto al] la metà. Ai genitori [del defunto] tocca un sesto, se [egli] ha lasciato un figlio. Se non ci sono figli e i genitori [sono gli unici] eredi, alla madre tocca un terzo. Se ci sono fratelli, la madre avrà un sesto dopo [l'esecuzione de]i legati e [il pagamento de]i debiti. Voi non sapete se sono i vostri ascendenti e i vostri discendenti ad esservi di maggior beneficio. Questo è il decreto di Allah. In verità Allah è saggio, sapiente.
12 A voi spetta la metà di quello che lasciano le vostre spose, se esse non hanno figli. Se li hanno, vi spetta un quarto di quello che lasciano, dopo aver dato seguito al testamento e [pagato] i debiti. E a loro spetterà un quarto di quello che lasciate, se non avete figli. Se invece ne avete, avranno un ottavo di quello che lasciate, dopo aver dato seguito al testamento e pagato i debiti. Se un uomo o una donna non hanno eredi, né ascendenti né discendenti, ma hanno un fratello o una sorella, a ciascuno di loro toccherà un sesto, mentre se sono più di due divideranno un terzo, dopo aver dato seguito al testamento e [pagato] i debiti senza far torto [a nessuno]. Questo è il comando di Allah. Allah è sapiente, saggio.
13 Questi sono i limiti di Allah. Chi obbedisce ad Allah e al Suo Messaggero, sarà introdotto nei Giardini dove scorrono i ruscelli, dove rimarrà in eterno. Ecco la beatitudine immensa.
14 E chi disobbedisce ad Allah e al Suo Messaggero e trasgredisce le Sue leggi, sarà introdotto nel Fuoco, dove rimarrà in perpetuo e avrà castigo avvilente.
15 Se le vostre donne avranno commesso azioni infami , portate contro di loro quattro testimoni dei vostri. E se essi testimonieranno, confinate quelle donne in una casa finché non sopraggiunga la morte o Allah apra loro una via d'uscita.
16 E se sono due dei vostri a commettere infamità, puniteli ; se poi si pentono e si ravvedono, lasciateli in pace. Allah è perdonatore, misericordioso.