Bloggando il Corano: Sura 34, “I Sabei” e Sura 35, "Gli Angeli (Il Creatore)"

di ROBERT SPENCER  (20, Luglio, 2008)

Traduzione di PAOLO MANTELLINI

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La Sura 34 risale al periodo Meccano, in un momento in cui, secondo Maududi, “il movimento Islamico stava per essere stroncato ... dal ricorso alla derisione e al ridicolo, alla diffusione di pettegolezzi, alla divulgazione di notizie false e dall'insinuazione di idee spiacevoli nella mente della gente". E' degno di nota quanto importanti questi incidenti appaiano nella storia sacra dell'Islam, e aiuta a chiarire le furiose reazioni che alcuni Musulmani di oggi hanno avuto per una blanda presa in giro in forma di vignette politiche. Ad ogni modo, le obiezioni al messaggio di Maometto sono ripetute, ognuna preceduta dalla frase: "i miscredenti dicono", nei Versetti 3, 7, 29, 31, e 43, e Allah controbatte ad ognuna di esse.

I Versetti 1-9 avvertono i miscredenti dell'onniscienza di Allah e dell'arrivo del Giorno del Giudizio. Dato l'universale insegnamento Islamico che Allah è l'unico soggetto che parla nel Corano, il Versetto 1 sembra discordante, con Allah che dice: "Sia lode ad Allah". Questa frase sarebbe molto più naturale in bocca a Maometto – ma ammettere che Maometto parli, non sarebbe coerente con l'idea che il Corano è la parola perfetta di Allah che esisteva con Lui dall'eternità. In ogni caso, questo non ha mai costituito alcuna difficoltà per gli esegeti Musulmani. Ibn Kathir è esemplare nell'ignorare la difficoltà, parafrasando il Versetto come se significasse che "Allah ci dice che tutta la lode appartiene a Lui soltanto, in questo mondo e nell'altro".

In ogni caso, non ostante Allah conosca tutto (v. 2), i miscredenti affermano che l'Ora del Giudizio non arriverà mai (v. 3). Allah dice a Maometto di giurare "per il mio Signore" che invece arriverà veramente – come fa in altre due occasioni: 10:53 e 64:7.  Chi lavora contro i segni di Allah (ayat, la parola che è anche usata per indicare i Versetti del Corano) sarà dolorosamente punito (v. 5).

Questi miscredenti mettono in ridicolo l'idea della resurrezione fisica (v. 7) e chiedono a Maometto se sta inventando bugie su Allah (v. 8). Allah risponde dicendo che quelli che non credono nell'Aldilà sono quelli che sbagliano (v. 8), e il fatto che può distruggere la terra è un segno di Allah per i credenti (v. 9).

I Versetti 10-21 invocano Davide (vv. 10-11), Salomone (vv. 12-14), e il popolo di Saba (vv. 15-21). Allah ordina alle montagne e agli uccelli di cantare le lodi di Allah (v. 10): Ibn Kathir dice che Allah ha benedetto Davide "con una voce potente. Tale che, quando glorificava Allah, la solida terra, le alte montagne si univano a lui nelle lodi di Allah e gli uccelli che vagano liberi, che escono al mattino e tornano la sera, si fermavano per lui; ed era capace di parlare tutte le lingue". Quindi segue l'elenco di tutte le benedizioni di Allah a Salomone (vv. 12-14). Anche il popolo di Saba fu benedetto con due giardini pieni di frutti (v. 15), ma quando respinsero Allah, Egli rese i frutti amari (v. 16). Allah non fa mai queste cose se non agli ingrati (v. 17) – un Versetto che avalla grandemente la comune opinione del mondo Islamico che la devozione è uguale al successo terreno, mentre respingere Allah comporta rovina in questo mondo e nel prossimo. Dice Mujahid: “Egli non punisce nessuno tranne i miscredenti".

Nei Versetti 22-31 Allah dice a Maometto varie cose da comunicare ai miscredenti: i loro idoli sono senza potere (v. 22); nessuno intercederà per loro nel Giorno del Giudizio (v. 23). Nel Versetto 25, secondo Ibn Kathir, istruisce Maometto di respingere i miscredenti, "dicendo: 'voi non siete dei nostri e noi non siamo dei vostri, perché noi chiamiamo la gente ad Allah, a credere che Lui è l'Unico Dio e ad adorare Lui solo. Se accettate, allora voi appartenete a noi e noi a voi, ma se respingete il nostro richiamo, allora non abbiamo nulla a che fare con voi e voi non avete nulla a che fare con noi'". Allah alla fine giudicherà tra i credenti e i miscredenti (v. 26). Maometto è un messaggero universale (v. 27); Maulana Bulandshahri, il commentatore coranico Indiano, riporta un hadith nel quale Maometto dice: "Per Allah! Sia un Ebreo o un Cristiano, la persona che non crede in me dopo aver sentito [parlare] di me sarà tra gli abitanti dell'inferno".

I Versetti 32-54 continuano questi temi: l'arrogante respinge il messaggio di Maometto, ma crederanno quando assaggeranno il castigo di Allah (v. 33); la ricchezza trattiene la gente dal seguire Allah (vv. 34-37); ma Allah decide chi è ricco e chi no (v. 39); gli angeli disconosceranno chi li ha venerati (vv. 40-41); Maometto non cerca ricompense dagli uomini, ma solo da Allah (v. 47).

Anche la Sura 35 è una Sura Meccana e ripete molti temi familiari. Dice Maududi: “Il significato di questi discorsi è di ammonire e biasimare la gente della Mecca e i loro capi per l'atteggiamento di contrapposizione che avevano adottato nei confronti del messaggio del Santo Profeta riguardante il Tauhid [تَوحيد , l'unicità di Allah]". Ancora, questa Sura inizia col curioso versetto: "Sia lode ad Allah" (v. 1). In essa Allah riafferma la sua onnipotenza (vv. 1-3) e dice a Maometto che, se lui viene respinto, lo furono anche i precedenti profeti (v. 4). Gli uomini non dovrebbero essere ingannati dalla vita terrena (v. 5) o da Satana (v. 6); i miscredenti subiranno terribili punizioni (v. 7); i credenti e i miscredenti non sono uguali, "perché Allah lascia fuorviare quelli che Lui vuole, e guida quelli che vuole", così Maometto non deve sprecare il suo tempo affliggendosi per i miscredenti (v. 8).

I Versetti 9-17 e 27-28 specificano che i poteri di Allah sono evidenti nel mondo naturale, in contrasto con la mancanza di potere degli idoli (vv. 13-14). I Versetti 18-22 sottolineano l'acuto contrasto tra credenti e miscredenti. Nessuno può sopportare i pesi di un altro; ognuno dovrà presentarsi ad Allah singolarmente (v. 18). I Versetti 23-26 sono rivolti a Maometto, e gli viene ricordato che lui deve solo avvisare la gente della punizione di Allah (v. 23); se lo respingono, essi respinsero anche i profeti precedenti (v. 25). I Versetti 29-35 promettono ricchissime ricompense ai giusti, e i Versetti 36-37 ritornano ancora una volta ai tormenti dell'inferno, quando i dannati grideranno ad Allah per aiuto e Lui ricorderà loro che mandò un messaggero per avvertirli (v. 37).

I Versetti 38-45 concludono la Sura con ulteriori ammonimenti. I Musulmani sono "gli eredi della terra", così chi respinge Allah sta semplicemente ingannando se stesso (v. 39). Quelli che la gente venera insieme ad Allah  non hanno potere, e non hanno neppure un libro (come ha Maometto) (v. 40). L'arrogante dovrebbe viaggiare per il mondo e vedere come fu distrutto chi respinse Allah nelle generazioni precedenti (v. 44). Eppure, anche così, Allah non punisce gli uomini come meriterebbero (v. 45).

La prossima settimana: Sura 36, “Ya Sin,” che contiene un altro tonante rifiuto del libero arbitrio: "E Noi abbiamo posto una barriera davanti a loro e una barriera dietro di loro e poi li abbiamo anche coperti; così che non possono vedere. Lo stesso è con loro, sia che tu li ammonisca, sia che tu non li ammonisca: essi non crederanno".

[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano  in Italiano; N.d.T.]

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Sura XXXIV 


Sabâ' 


Pre-Eg. a parte il v.6 n°58. Di 54 versetti 

Il nome della sura deriva dal versetto 15. 

Il popolo che dà il nome a questa sura abitava nello Yemen, la regione meridionale della penisola arabica e lo abbiamo già incontrato nella Sura Le Formiche (XXVII), in cui Allah (gloria a Lui l'Altissimo) si è compiaciuto di raccontarci l'episodio della conversione della loro regina Bilqîs in seguito all'incontro con Salomone (pace su di lui). La regione abitata dai Sabâ', era attraversata dal fiume Danna ed aveva per capitale Marib le cui rovine si trovano a circa centoventi chilometri ad est di Sanâ, l'attuale capitale dello Yemen. I Sabâ' avevano costruito una diga che alimentava una rete di canali di irrigazione che trasformarono tutta la regione in un giardino. La loro grande prosperità li rese ingrati e infine Allah (gloria a Lui l'Altissimo) li punì: la diga di Marib straripò più volte e infine crollò definitivamente, trasformando quello che era stato un giardino in un acquitrino.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1. Lode ad Allah, Colui cui appartiene tutto quel che è nei cieli e sulla terra. Lode a Lui nell'altra vita, Egli è il Saggio, il Ben Informato,

2. conosce quello che penetra nella terra e quel che ne esce, quel che scende dal cielo e quel che vi ascende. Egli è il Misericordioso, il Perdonatore.

3. I miscredenti dicono: “Non ci raggiungerà l'Ora”. Di' [loro]: “No, per il mio Signore: certamente giungerà a voi, per Colui Che conosce l'invisibile”, Colui al quale non sfugge il peso di un atomo, nei cieli e sulla terra, e non c'è nulla di più grande o più piccolo che non sia in un Libro chiarissimo,

4. affinché [Allah] ricompensi coloro che credono e compiono il bene. Saranno perdonati e avranno un dono generoso.

5. Coloro invece che avranno cercato di vanificare i Nostri segni, subiranno il castigo del tormento doloroso.

6. Coloro cui è stata data la scienza vedono che quel che ti è stato rivelato da parte del tuo Signore è verità e guida sulla via dell'Eccelso, del Degno di lode.

7. Dicono i miscredenti: “Volete che vi mostriamo un uomo che vi predirà una nuova creazione dopo che sarete stati del tutto dispersi?

8. Ha inventato menzogne contro Allah? O forse è posseduto?”. No, coloro che non credono nell'altra vita [sono destinati] al castigo e ad errare lontano.

9. Non vedono forse quel che di cielo e di terra c'è davanti a loro e dietro di loro? Se volessimo, li faremmo inghiottire dalla terra o [faremmo] cadere su di loro brandelli di cielo! In verità in ciò vi è un segno per ogni servo [che torna a Lui] pentito.

10. Già concedemmo a Davide una grazia [speciale]: “Glorificate, oh montagne! E anche voi uccelli insieme con lui!”. E gli rendemmo malleabile il ferro.

11. [dicendogli]: “Fabbrica cotte di maglia e stringi bene le maglie”. Agite bene: in verità Io osservo quello che fate.

12. [Sottomettemmo] a Salomone il vento che percorre un mese [di marcia] il mattino e un mese la sera e facemmo scorrere la fonte di rame. Lavoravano i dèmoni sotto di lui, col permesso del suo Signore. Se uno qualunque di loro si fosse allontanato dal Nostro ordine, gli avremmo fatto provare il castigo della Fiamma.

13. Costruivano per lui quel che voleva: templi e statue, vassoi [grandi] come abbeveratoi e caldaie ben stabili. “O famiglia di Davide, lavorate con gratitudine!” E invece sono ben pochi i Miei servi riconoscenti.

14. Quando poi decidemmo che morisse, fu solo la “bestia della terra” che li avvertì della sua morte, rosicchiando il suo bastone. Poi, quando cadde, ebbero la prova i dèmoni, che se avessero conosciuto l'invisibile, non sarebbero rimasti nel castigo avvilente.*

*[La tradizione riferisce che Salomone, sentendo avvicinarsi la morte, pregò Allah (gloria a Lui l'Altissimo) di far sì che i dèmoni che lavoravano ai suoi ordini non se ne accorgessero e terminassero le opere intraprese. Quando morì era in preghiera, in piedi, appoggiato al suo bastone. Allah lo conservò in questa postura e vi rimase fin quando furono completate le opere che i dèmoni stavano realizzando. A quel punto, rosicchiato dall'interno da una termite, il bastone si ruppe e i dèmoni si accorsero della sua morte e della limitatezza della loro conoscenza]

15. C'era invero, per la gente di Sabâ', un segno nella loro terra: due giardini, uno a destra e uno a sinistra. “Mangiate quel che il vostro Signore vi ha concesso e siateGli riconoscenti: [avete] una buona terra e un Signore che perdona!”

16. Si allontanarono [da Noi] e allora inviammo contro di loro lo straripamento delle dighe e trasformammo i loro due giardini in due giardini di frutti amari, tamarischi e qualche loto.

17. Così li ricompensammo per la loro miscredenza. Castighiamo in tal modo altri, che il miscredente?

18. Situammo tra loro e le città che avevamo benedetto, altre città visibili [l'una dall'altra] e calcolammo la distanza tra loro. “Viaggiate di notte e di giorno, in sicurezza.”

19. Dissero: “Signore, aumenta la distanza tra le nostre soste”. Così danneggiarono loro stessi*. Ne facemmo argomento di leggende e li disperdemmo in ogni luogo. In verità in ciò vi sono segni per ogni uomo perseverante e riconoscente.

*[La regione che i Sabâ' abitavano era talmente abitata e ricca di acque che le carovane non avevano nessun bisogno di caricarsi di provviste per attraversarla. Avidi di guadagno, i Sabâ' pregarono Allah (gloria a Lui l'Altissimo) che modificasse quell' habitat, lo rendesse più ostile in modo tale da riservare il commercio solo alle grandi e potenti carovane che essi stessi controllavano. Allah li punì per la loro ingratitudine e il loro egoismo]

20. E Iblîs si convinse di aver visto il giusto a loro proposito. Lo seguirono dunque, eccetto un gruppo di credenti.

21. Non aveva su di loro alcun potere, eccetto per il fatto che volevamo distinguere chi credeva nell'altra vita e chi ne dubitava. Il tuo Signore è Colui Che preserva ogni cosa.

22. Di': “Invocate coloro che pretendete [essere divinità] all'infuori di Allah. Non sono padroni neppure del peso di un atomo nei cieli e sulla terra: in quelli e in questa non hanno parte alcuna [con Allah] e in loro Egli non ha nessun sostegno.

23. Nessuna intercessione varrà presso di Lui, eccetto per colui al quale [Egli] lo avrà permesso”. Quando poi il terrore avrà lasciato i loro cuori, verranno interrogati: “Cosa diceva il vostro Signore?”. Risponderanno: “La verità”. Egli è l'Altissimo, il Grande.

24. Di': “Chi provvede a voi dai cieli e dalla terra?”. Di': “Allah”. In verità o noi siamo sulla retta via, oppure in evidente errore.

25. Di': “Non sarete interpellati a proposito di quel che noi avremo commesso e noi non lo saremo a proposito di quel che avrete fatto voi”.

26. Di': “Il nostro Signore ci riunirà, quindi giudicherà tra noi, secondo verità. Egli è il Giudice che tutto conosce”.

27. Di': “Mostratemi quelli che Gli avete attribuito come soci. Niente affatto: Egli è Allah, l'Eccelso, il Saggio”.

28. Non ti abbiamo mandato se non come nunzio ed ammonitore per tutta l'umanità, ma la maggior parte degli uomini non sanno.

29. E dicono: “Quando si realizzerà questa promessa? [Ditecelo], se siete veridici!”.

30. Di': “Vi aspetta un Giorno che non sapreste né ritardare, né anticipare di un'ora”.

31. I miscredenti dicono: “Non crederemo mai in questo Corano e neppure a ciò che lo precede”. Se potessi vedere quando gli ingiusti saranno davanti al loro Signore, immobili s'interpelleranno gli uni con gli altri. E coloro che erano considerati deboli diranno a quelli che erano tronfi d'orgoglio: “Se non fosse stato per voi, certamente avremmo creduto”.

32. E quelli che erano tronfi d'orgoglio diranno a coloro che consideravano deboli: “Vi abbiamo forse impedito [di seguire] la retta via dopo che essa vi giunse? No, anche voi siete stati colpevoli”.

33. E coloro che erano considerati deboli diranno a quelli che erano tronfi d'orgoglio: “No, furono le vostre perfidie, di giorno e di notte, quando ci ordinavate di disconoscere Allah e attribuirGli consimili!”. Celeranno il loro rimorso quando vedranno il castigo, [perché] porremo i gioghi al collo dei miscredenti. Saranno compensati per altro che per le opere loro?

34. Non mandammo un ammonitore a una comunità senza che coloro che vivevano nell'agiatezza dicessero: “Non crediamo in ciò per cui siete stati inviati”.

35. Dissero: “Abbiamo ricchezze più grandi e figli, quindi non saremo castigati”.

36. Di': “In verità il mio Signore concede generosamente a chi vuole e lesina a chi vuole, ma la maggior parte degli uomini non lo sa”.

37. I vostri beni e i vostri figli non vi potranno avvicinare a Noi, eccetto per chi crede e compie il bene: essi sono coloro che avranno ricompensa raddoppiata per quel che facevano: saranno al sicuro negli alti livelli [del Paradiso].

38. Coloro che invece cercano di vanificare i Nostri segni saranno obbligati a presentarsi al castigo.

39. Di': “In verità il mio Signore concede generosamente a chi vuole e lesina a chi vuole. E vi restituirà tutto ciò che avrete dato. Egli è il Migliore dei dispensatori”.

40. Un Giorno tutti li riunirà e dirà agli angeli: “È voi che costoro adoravano?”.

41. Diranno: “Gloria a Te, sei Tu il nostro patrono. No, essi adoravano i dèmoni. La maggior parte di loro credeva in essi”.

42. In quel Giorno non potrete giovarvi o nuocervi a vicenda e Noi diremo a coloro che furono ingiusti: “Gustate il castigo del Fuoco che tacciavate di menzogna!”.

43. Quando vengono recitati loro i Nostri chiari versetti, dicono: “Costui non è altro che un uomo che ci vuole allontanare da quello che adoravano i vostri avi”; e dicono: “Questa non è altro che una menzogna inventata”. Quando giunge loro la Verità, i miscredenti dicono di essa: “Questa non è che evidente magia!”.

44. In passato non demmo loro libri da studiare, né prima di te inviammo loro un ammonitore.

45. Coloro che li precedettero già tacciarono di menzogna [le rivelazioni], mentre essi non hanno raggiunto nemmeno un decimo di quello [splendore] che concedemmo a quegli altri. Trattarono da bugiardi i Miei messaggeri. Quale riprovazione fu la Mia!

46. Di': “Ad una sola [cosa] vi esorto: state ritti per Allah, a coppie o singolarmente e riflettete: non c'è alcun demone nel vostro compagno, egli per voi non è altro che un ammonitore che precede un severo castigo”.

47. Di': “Non vi chiedo nessuna ricompensa. Essa vi appartiene. La mia ricompensa spetta ad Allah. Egli è il Testimone di tutte le cose”.

48. Di': “Certamente il mio Signore rivela la Verità, Egli ha perfetta conoscenza di ogni cosa nascosta”.

49. Di': “È giunta la Verità. Il falso non può dar inizio a nulla e nulla rinnovare”.

50. Di': “Se mi perdo, è solo contro me stesso che mi perdo; se mi mantengo sulla Retta via, è grazie a quello che il mio Signore mi ha rivelato. In verità Egli è Colui Che ascolta, Colui Che è vicino”.

51. Se li vedessi quando saranno atterriti, senza nessuna via d'uscita e afferrati da presso!

52. Allora diranno: “Crediamo in Lui”. Ma come raggiungeranno [la fede] da così lontano

53. quando in precedenza erano miscredenti e da lontano rifiutavano l'invisibile?

54. Si porrà [un ostacolo] tra loro e quel che desiderano, come già avvenne per i loro emuli, che rimasero in preda al dubbio e all'incertezza.


Sura XXXV 


tir 


(Il Creatore)


Pre-Eg. n°43. Di 45 versetti.

Il nome della sura deriva dal versetto 1.

Per il musulmano la fede negli Angeli è uno degli articoli della fede. Gli angeli sono creature del mondo “invisibile” (“al-ghayb”) che Allah (gloria a Lui l'Altissimo) ha creato dalla luce. In arabo il loro nome è “malâ'ika” (sing. malak) che deriva da un verbo che significa “mandare un messaggio”, come l'equivalente italiano “angelo” deriva dal greco “aggeloq” che significa ugualmente nunzio, messaggero.

 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.


1. Lode ad Allah, Creatore dei cieli e della terra, che ha fatto degli angeli, messaggeri dotati di due, tre o quattro ali. Egli aggiunge alla creazione quello che vuole. In verità Allah è onnipotente.

2. Nessuno può trattenere ciò che Allah concede agli uomini in misericordia e nessuno può concedere ciò che Egli trattiene. È Lui l'Eccelso, il Saggio.

3. O uomini, ricordate il favore che Allah vi ha concesso. All'infuori di Lui c'è forse un creatore che vi nutra dal cielo e dalla terra? Non c'è altro dio all'infuori di Lui. Come potete allontanarvi [da Lui]?

4. E se ti trattano da bugiardo, [sappi] che già trattarono da bugiardi i messaggeri che ti precedettero. Tutto quanto ritorna ad Allah.

5. O uomini, la promessa di Allah è verità. [Badate] che non vi inganni la vita terrena e l'Ingannatore vi distolga da Allah.

6. In verità Satana è vostro nemico, trattatelo da nemico. Egli invita i suoi adepti ad essere i compagni della Fiamma.

7. I miscredenti avranno un duro castigo, mentre coloro che credono e compiono il bene avranno il perdono e ricompensa grande.

8. [Cosa ne sarà di] colui al quale è stata edulcorata la nefandezza della sua azione al punto che la considera buona? Ma Allah svia chi vuole e guida chi vuole. Quindi non ti affliggere per causa loro: Allah ben conosce quello che hanno operato.

9. Allah è Colui Che manda i venti: essi sollevano nuvole che spingiamo verso una contrada morta; quindi ridiamo la vita alla terra dopo che era morta. Allo stesso modo [avverrà] la Resurrezione!

10. E chi desidera potenza... [sappia che] tutta la potenza [appartiene] ad Allah: ascende a Lui la buona parola* ed Egli eleva alta l'azione devota. Coloro che invece tramano le azioni malvagie, avranno un castigo severo. La loro trama è destinata al fallimento.

*[“la buona parola”: l'Inviato di Allah disse che si tratta del “dhikr”, e particolarmente di quello che dice: “Gloria ad Allah, la lode appartiene ad Allah, non c'è altro dio all'infuori di Allah, Allah è il più grande”, e disse: “Ogni volta che questa formula viene recitata, un angelo la innalza fino al cielo sotto le sue ali e ogni qualvolta passa nei pressi di altri angeli, essi invocano il perdono di Allah , finché essa non giunge al Suo cospetto”]

11. Allah vi ha creati dalla terra e poi da una goccia di sperma e quindi vi ha disposti a coppie. Non c'è femmina che sia gravida o partorisca a Sua insaputa. A nessuno sarà prolungata o abbreviata la vita senza che ciò non sia [scritto] in un Libro. In verità ciò è facile per Allah.

12. I due mari non sono uguali: uno di acqua fresca, dolce, da bere e l'altro di acqua salata, amara, eppure da entrambi mangiate una carne freschissima e traete gioielli di cui vi adornate. E vedrai le navi solcarli sciabordando, affinché possiate procurarvi la grazia di Allah. Sarete riconoscenti?

13. Egli fa sì che la notte compenetri il giorno e il giorno compenetri la notte e ha sottomesso il sole e la luna. Ciascuno orbita fino ad un termine stabilito. Questi è Allah, il vostro Signore: appartiene a Lui la sovranità, mentre coloro che invocate all'infuori di Lui non posseggono neppure una pellicola di seme di dattero.

14. Se li invocate non odono la vostra invocazione e se mai la udissero non saprebbero rispondervi. Nel Giorno della Resurrezione, rinnegheranno il vostro associare. Nessuno può informarti come Colui Che è il Ben Informato.

15. O uomini, voi siete bisognosi di Allah, mentre Allah è Colui Che basta a Se stesso, il Degno di lode.

16. Se volesse, vi farebbe perire e susciterebbe una nuova creazione.

17. Ciò non è difficile per Allah.

18. Nessuno porterà il peso di un altro. Se qualcuno pesantemente gravato chiederà aiuto per il carico che porta, nessuno potrà alleggerirlo, quand'anche fosse uno dei suoi parenti. Tu devi avvertire solo coloro che temono il loro Signore in ciò che non è visibile e assolvono all'orazione. Chi si purifica è solo per se stesso che lo fa e la meta è in Allah.

19. Non sono uguali il cieco e colui che vede,

20. né le tenebre e la luce,

21. né l'ombra e la calura,

22. né i morti sono uguali ai vivi. In verità Allah fa udire chi vuole, mentre tu non puoi far sentire coloro che sono nelle tombe.

23. Tu non sei che un ammonitore.

24. Ti abbiamo inviato con la Verità, nunzio ed ammonitore, e non c'è comunità in cui non sia venuto un ammonitore.

25. E se ti trattano da bugiardo, già coloro che li precedettero tacciarono di menzogna i loro messaggeri, anche se avevano recato le prove evidenti, Scritture e il Libro che illumina:

26. poi afferrai i miscredenti e quanto [grande] fu la Mia riprovazione.

27. Non hai visto che Allah fa scendere l'acqua dal cielo e che suscitiamo da essa frutti di diversi colori? E le montagne hanno striature bianche e rosse, di diversi colori e anche nere, corvine.

28. E in egual modo anche gli uomini, gli animali e le greggi, hanno anch’ essi colori diversi. Tra i servi di Allah solo i sapienti Lo temono. Allah è il Potente, il Perdonatore.

29. In verità coloro che recitano il Libro di Allah, assolvono all'orazione e segretamente e in pubblico danno di ciò che abbiamo loro concesso, sperano in un commercio imperituro:

30. e che Allah li compensi pienamente e aggiunga della Sua Grazia.

Sì, Egli è perdonatore, riconoscente.

31. Ciò che ti abbiamo rivelato del Libro è la Verità, conferma di ciò che già era prima di esso. In verità Allah è ben informato sui Suoi servi, è Colui Che vede con chiarezza.

32. Facemmo poi eredi della Scrittura i Nostri servi che scegliemmo. Fra essi c'è chi fa torto a se stesso, chi segue una via intermedia, chi vince la gara del bene con il permesso di Allah: questa è la grazia immensa.

33. Entreranno nei Giardini di Eden, ornati di bracciali d'oro e di perle e saranno di seta i loro vestiti.

34. Diranno: “Sia lodato Allah che ha allontanato da noi la tristezza. In verità il nostro Signore è perdonatore, riconoscente.

35. È Colui Che ci ha introdotti per grazia Sua, nella Dimora della quiete, in cui non ci affliggerà nessuna fatica o stanchezza”.

36. Coloro che invece non credono, avranno il fuoco dell'Inferno: giammai sarà decisa la loro morte e nulla sarà sottratto al castigo. Ricompenseremo così ogni ingrato.

37. E colà grideranno: “Signore, facci uscire, affinché possiamo compiere il bene, invece di quel che già abbiamo fatto!”. [Verrà loro risposto]: “Non vi abbiamo dato una vita abbastanza lunga, tale che potesse ricordarsi chi avesse voluto ricordare? Eppure vi era giunto l'ammonitore! Gustate dunque il castigo, ché per gli ingiusti non ci sarà soccorritore”.

38. Sì, Allah è Colui Che conosce l'invisibile dei cieli e della terra. In verità Egli conosce quello che c'è nei petti.

39. Egli è Colui Che vi ha fatti eredi della terra. Quanto a chi sarà miscredente, la sua miscredenza è a suo danno. La loro miscredenza non fa che accrescere l'abominio dei miscredenti di fronte al loro Signore; la loro miscredenza non fa che accrescere la loro rovina.

40. Di': “Cosa ne pensate dei vostri associati che invocate all'infuori di Allah? Mostratemi quel che della terra hanno creato. Oppure è nella creazione dei cieli che sono associati [ad Allah]? O forse demmo loro un Libro affinché [si appoggino] ad una prova?”. No, quel che gli ingiusti si promettono a vicenda non è che frode.

41. Allah trattiene i cieli e la terra affinché non sprofondino, ché, se sprofondassero, nessuno li potrebbe trattenere all'infuori di Lui. In verità Egli è magnanimo, perdonatore.

42. Giurano [in nome] di Allah, con solenni giuramenti, che se giungesse loro un ammonitore, agirebbero più rettamente di qualsiasi altra comunità. Poi, quando giunge loro un ammonitore, ciò non fa che accrescere la loro avversione,

43. la loro superbia sulla terra e le loro trame malvagie. Ma la trama malvagia non fa che avvolgere i suoi artefici. Si aspettano un'altra consuetudine [diversa] da quella che fu adottata per i loro avi? Non troverai mai un cambiamento nella consuetudine di Allah, non troverai deviazione alcuna nella consuetudine di Allah.

44. Non hanno viaggiato sulla terra? Non hanno visto ciò che è avvenuto a coloro che li precedettero, che [pure] erano più forti di loro? Nulla, nei cieli e sulla terra, potrebbe annullare [la potenza di] Allah. In verità Egli è sapiente, potente.

45. Se Allah punisse gli uomini per ciò che si meritano, non lascerebbe alcun essere vivente sulla terra. Ma Egli li rinvia fino ad un termine stabilito. Poi, quando giungerà il termine loro... [sapranno che] Allah osserva attentamente i Suoi servi. 

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