Bloggando il Corano: Sura 33, “I Confederati”, Versetti 1-27
di ROBERT SPENCER (6, Luglio, 2008)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
Questa Sura Medinese fornisce il principale fondamento per il ruolo centrale di Maometto, e quindi degli hadith (tradizioni delle sue azioni e dei suoi detti), nella formulazione della legge Islamica. Contiene anche un teatrale esempio dell'interesse di Allah per il Suo profeta, rafforzando ulteriormente il suo ruolo centrale.
Nei Versetti 1-8 Allah dice a Maometto di non ascoltare i miscredenti e gli ipocriti (v. 1), ma, piuttosto, di seguire l'ispirazione divina (v. 2). Abbiamo un indizio del significato di queste parole, quando Allah dice che nessun uomo ha due cuori, un uomo non può trasformare sua moglie in sua madre e non può trasformare il suo figlio adottivo nel suo figlio naturale (v. 4). A quel tempo gli uomini divorziavano dalle loro mogli dicendo loro: "Tu per me sei come la schiena di mia madre" – il Corano qui sottolinea che questo non provoca nessun reale cambiamento, né trasforma le loro mogli nelle loro madri, ma il nocciolo del problema qui non è il divorzio. Piuttosto, il passaggio è inteso a mettere fine alla pratica dell'adozione, iniziando dalla stessa famiglia di Maometto. Così spiega Ibn Kathir: "Ciò fu rivelato a proposito di Zayd bin Harithah…lo schiavo liberato del Profeta. Il Profeta lo adottò prima della sua missione profetica, ed era conosciuto come Zayd bin Muhammad. Allah voleva mettere fine a questa denominazione e a questa attribuzione". Un figlio adottivo deve essere chiamato col nome del suo padre naturale: non può mai entrare veramente nella sua famiglia adottiva (v. 5).
Perché Allah era così interessato a porre fine alla pratica dell'adozione? Perché Maometto voleva sposare l'ex moglie di Zayd, Zaynab bint Jahsh – e come risultato di questa relazione sentimentale con la sua precedente nuora, dice Maududi, “gli ipocriti e gli Ebrei e i mushrik [i miscredenti] che erano già orientati verso la malevolenza, avrebbero avuto una nuova scusa per iniziare una campagna di propaganda contro l'Islam". Così qui Allah sottolinea che un figlio adottivo non può essere un figlio vero, e pertanto, per analogia, Zaynab non fu assolutamente mai la nuora di Maometto, per cui non c'è materia di scandalo.
La Sura tornerà su questo argomento più avanti, ma adesso si rivolge, nei Versetti 9-27, a una discussione sulla Battaglia della Trincea. Prevedendo un attacco degli Arabi pagani, Maometto fece scavare una trincea attorno a Medina. Secondo il più antico biografo di Maometto, Ibn Ishaq, una volta, mentre Maometto stava aiutando gli scavatori, usò un piccone contro un grande masso e, ogni volta che intaccava la roccia, un lampo scaturiva dal piccone. Uno dei Musulmani chiese a Maometto: "O tu, più caro del padre o della madre [cf. v. 6], qual è il significato di questa luce sotto il tuo piccone, quando colpisci?"
Maometto rispose: "Il primo significa che Dio ha mi ha aperto lo Yemen; il secondo la Siria e l'Occidente; e il terzo l'Oriente".
Quando i Quraysh, insieme ad un'altra tribù, i Ghatafan (noti collettivamente, nella tradizione Islamica, come "i Confederati", come nel Versetto 20), cinsero d'assedio Medina, la trincea impedì agli invasori di entrare in città. Eppure i Musulmani non furono in grado di forzarli ad abbandonare l'assedio. Poi, per rendere la situazione ancora più difficile, una tribù di Ebrei di Medina, i Banu Qurayza, ruppero il loro patto con Maometto (forse dopo aver visto come Maometto aveva esiliato altre due tribù Ebree, i Banu Qaynuqa e i Banu Nadir) e cominciarono a collaborare con i Quraysh.
Mentre l'assedio si trascinava, secondo Ibn Ishaq, un Musulmano osservò amaramente, a proposito delle mire di Maometto sull'impero Persiano di Cosroe e sull'impero Bizantino di Cesare: "Maometto continuava a prometterci che ci saremmo pappati i tesori di Cosroe e Cesare e oggi nessuno di noi si sente sicuro neppure quando va al cesso!" Allah rispose dicendo che coloro che si lamentano che "Allah e il Suo Messaggero non ci hanno promesso altro che delusioni!" hanno cuori malati (v. 12). Allah accusò questi ipocriti di demoralizzare i Musulmani e di tradire, complottando con i nemici dell'Islam (vv. 13-14). Allah disse anche a Maometto di avvertire la sua gente che disertare sarebbe stato inutile (v. 16).
I Qurayza, si accordarono di attaccare i Musulmani da un lato, mentre i Quraysh li assediavano dall'altro. Ma poi, un nuovo convertito all'Islam, Nu’aym bin Mas’ud, venne da Maometto, offrendo di ingannare le tribù Confederate, poiché i suoi, i Ghatafan, non sapevano che era diventato Musulmano. Secondo Ibn Ishaq, Maometto rispose: "Tu sei uno solo dei nostri uomini, quindi vai e suscita sfiducia tra i nemici, per toglierceli di dosso, se puoi, perché la guerra è inganno". L'inganno di Nu’aym mise i Confederati l'uno contro l'altro e contro i loro alleati Ebrei; poco dopo, abbandonarono l'assedio. L'inganno di Nu’aym salvò l'Islam.
Secondo Aisha, "Quando l'Apostolo di Allah ritornò, il giorno (della battaglia) di Al-Khandaq (cioè, la trincea), si tolse le armi e fece un bagno. Allora Gabriele, il cui capo era coperto di polvere, venne da lui dicendo 'Hai messo giù le armi! Per Allah, io non ho ancora messo giù le mie'. L'Apostolo di Allah disse 'Dove (andare adesso)?' e Gabriele disse 'Da questa parte' indicando verso la tribù dei Bani Quraiza. Così l'Apostolo di Allah uscì verso di loro".
Ibn Ishaq narra che Maometto si rivolse ai Qurayza con disprezzo: "Voi, fratelli delle scimmie, Dio non vi ha forse disonorato e non ha rovesciato la Sua vendetta su di voi?" (Il Corano dice per tre volte — 2:62-65; 5:59-60; e 7:166 — che Allah ha trasformato gli Ebrei disobbedienti in maiali e scimmie). I Musulmani presero d'assedio le roccheforti dei Qurayza finché, disse Ibn Ishaq, gli Ebrei "furono oppressi dalle piaghe" e Allah "gettò il terrore nei loro cuori". Maometto affidò il destino della tribù al soldato Musulmano Sa‘d bin Mu’adh, che decretò: "Io esprimo questo giudizio, che i loro soldati devono essere uccisi e i loro bambini e le loro donne devono essere fatti schiavi".
Maometto esclamò: "O Sa‘d! tu hai giudicato tra loro col giudizio del Supremo Sovrano Allah". Secondo Ibn Ishaq, "L'apostolo andò al mercato di Medina (che ancora oggi è il mercato) e scavò in questo delle fosse. Poi mandò a chiamare [gli uomini dei Qurayza] e tagliò loro la testa in quelle fosse man mano che gli venivano portati in gruppi". Ibn Ishaq stima il numero di quelli massacrati intorno a "600 o 700 in tutto, ma altri fanno delle stime maggiori, fino a 800 o 900". Ibn Sa‘d dice "essi erano tra seicento e settecento in numero".
Un hadith riassume i rapporti di Maometto con le tre tribù Ebree di Medina: "I Bani An-Nadir e i Bani Qurayza combatterono (contro il Profeta, violando il loro trattato di pace) così che il Profeta esiliò i Bani An-Nadir e permise ai Bani Qurayza di rimanere al loro posto (a Medina) non prendendo nulla da loro, finché non combatterono ancora contro il Profeta. Lui allora uccise i loro uomini e distribuì le loro donne, i loro bambini e le loro proprietà tra i Musulmani, ma alcuni di essi vennero dal Profeta e lui concesse loro la salvezza, e loro abbracciarono l'Islam. Egli poi esiliò tutti gli Ebrei da Medina".
Il Corano accenna al massacro solo di sfuggita, dicendo che Allah "gettò il terrore" nei cuori del Popolo del Libro che aiutò i pagani "(così che) alcuni li uccidesti, e alcuni li facesti schiavi" (v. 26). La vittoria fu merito esclusivamente di Allah (vv. 9-11).
La prossima settimana: Allah rimprovera Maometto per la sua riluttanza a sposare la precedente moglie di suo figlio adottivo.
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura XXXIII
Al-Ahzâb
(I Coalizzati)
Post-Eg. n°90. . Di 73 versetti.
Il nome della sura deriva dai versetti 20 e 22.
La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel V anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina. Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine]
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. O Profeta, temi Allah e non obbedire né ai miscredenti, né agli ipocriti. In verità Allah è sapiente, saggio.
2. Segui ciò che ti è stato rivelato dal tuo Signore. In verità Allah è ben informato di quel che fate.
3. Riponi fiducia in Allah: Allah è sufficiente patrono.
4. Allah non ha posto due cuori nel petto di nessun uomo, né ha fatto vostre madri le spose che paragonate alla schiena delle vostre madri, e neppure ha fatto vostri figli i figli adottivi.* Tutte queste non son altro che parole delle vostre bocche; invece Allah dice la verità, è Lui che guida sulla [retta] via.
*[Il versetto si riferisce ad una particolare forma di divorzio diffusa presso gli arabi al tempo del Profeta (pace e benedizioni su di lui) il “dhahr” (schiena). Il marito che voleva divorziare diceva alla moglie: “che tu sia per me come la schiena di mia madre” (cioè intoccabile). Il Corano condanna questa pratica che metteva la donna nella condizione di non poter avere rapporti con il marito, senza però lasciarla libera di disporre di sé e contrarre un altro matrimonio. Anche per quello che riguarda i figli adottivi, il Corano precisa che non possono essere considerati figli a pieno titolo. In particolare si ricorda il caso di Zaid ibn Hâritha che fu adottato dall'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) e che la gente chiamava Zayd ibn Muhammad. Dopo la rivelazione di questo versetto, la cui pregnanza, relativamente al caso di Zaid, viene ribadita dal vers. 40, fu ben chiara la volontà di Allah a questo proposito]
5. Date loro il nome dei loro padri: ciò è più giusto davanti ad Allah. Ma se non conoscete i loro padri siano allora vostri fratelli nella religione e vostri protetti. Non ci sarà colpa per voi per ciò che fate inavvertitamente, ma per quello che i vostri cuori fanno volontariamente. Allah è perdonatore, misericordioso.
6. Il Profeta è più vicino ai credenti di loro stessi e le sue spose sono le loro madri. Secondo il Libro di Allah, [nella successione] i legami parentali hanno priorità su quelli tra i credenti e tra gli immigrati, a meno che non vogliate lasciare un legato a favore dei vostri fratelli nella religione. Questo è scritto nel Libro [di Allah].
7. [Ricorda] quando accettammo il patto dei profeti: il tuo, quello di Noè, di Abramo, di Mosè e di Gesù figlio di Maria; concludemmo con loro un patto solenne,
8. affinché Allah chieda conto ai sinceri della loro sincerità. Per i miscredenti ha preparato un castigo doloroso.
9. O credenti, ricordatevi dei favori che Allah vi ha concesso, quando vi investirono gli armati. Contro di loro mandammo un uragano e schiere che non vedeste.* Allah vede perfettamente quello che fate.
*[Il versetto si riferisce all'assedio subìto da Medina nell'anno V d.E. (Marzo 627). (Vedi anche nota iniziale). In un momento estremamente critico per i credenti, Allah (gloria a Lui l'Altissimo) inviò una tempesta di vento che imperversò sul campo avversario e convinse i politeisti a levare l'assedio e tornare alla Mecca]
10. Quando vi assalirono dall'alto e dal basso, si offuscarono i vostri sguardi: avevate il cuore in gola e vi lasciavate andare ad ogni sorta di congettura a proposito di Allah.
11. Furono messi alla prova i credenti e turbati da un urto violento.
12. E [ricorda] quando gli ipocriti e coloro che hanno una malattia nel cuore dicevano: “Allah e il Suo Messaggero ci hanno fatto promesse per ingannarci!”
13. E un gruppo di loro disse: “Gente di Yatrib*! Non potrete resistere, desistete”, cosicché una parte di loro chiese al Profeta di poter andar via dicendo: “Le nostre case sono indifese”, mentre non lo erano; volevano solo fuggire.
*[ “Yatrib”: il nome originario del complesso di oasi che in onore del Profeta (pace e benedizioni su di lui) prese poi l'appellativo di “Medinatun-nabi” (la città del Profeta)]
14. Se fosse stata fatta un'incursione dai limiti esterni [della città] e se fosse stato chiesto loro di abiurare, lo avrebbero fatto senza indugio
15. anche se prima avevano stretto con Allah il patto di non voltare le spalle. Saranno interrogati a proposito del patto con Allah!
16. Di' [loro]: “La fuga non vi sarà utile. Se fuggite la morte o l'essere uccisi, non avrete altro che breve gioia”.
17. Di': “Chi mai vi porrà oltre la portata di Allah, se [Egli] vuole un male per voi o se per voi vuole una misericordia?”. Non troveranno, all'infuori di Allah, alcun patrono o soccorritore.
18. Certamente Allah conosce quali di voi frappongono ostacoli e quali dicono ai loro fratelli: “Venite da noi”, e ben di rado vanno a combattere,
19. sono avari verso di voi. Quando li prende il panico, li vedrai guardarti con gli occhi allucinati di chi è svenuto per paura della morte. [Poi], appena passata la paura, vi investono con toni esacerbati, avidi di bottino. Costoro non sono affatto credenti e Allah vanificherà le loro azioni. Ciò è facile per Allah.
20. Pensavano che i coalizzati non se ne sarebbero andati. Se i coalizzati ritornassero, se ne andrebbero nel deserto a vagare tra i beduini e chiederebbero vostre notizie. Se fossero rimasti con voi avrebbero combattuto ben poco.
21. Avete nel Messaggero di Allah un bell'esempio per voi, per chi spera in Allah e nell'Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente.
22. Quando i credenti videro i coalizzati, dissero: “Ciò è quanto Allah e il Suo Messaggero ci avevano promesso: Allah e il Suo Messaggero hanno detto la verità”. E ciò non fece che accrescere la loro fede e la loro sottomissione.
23. Tra i credenti ci sono uomini che sono stati fedeli al patto che avevano stretto con Allah. Alcuni di loro hanno raggiunto il termine della vita, altri ancora attendono; ma il loro atteggiamento non cambia,
24. affinché Allah compensi i fedeli della loro fedeltà e castighi, se vuole, gli ipocriti, oppure accetti il loro pentimento. Allah è perdonatore, misericordioso.
25. Allah ha respinto nel loro astio i miscredenti, senza che abbiano conseguito alcun bene, e ha risparmiato ai credenti la lotta. Allah è forte ed eccelso.
26. Ha fatto uscire dalle loro fortezze coloro, fra la gente del Libro, che avevano spalleggiato i coalizzati ed ha messo il panico nei loro cuori. Ne uccideste una parte e un'altra parte la faceste prigioniera.
27. Vi ha dato in eredità la loro terra, le loro dimore e i loro beni e anche una terra che mai avevate calpestato.