Bloggando il Corano: Sura 30, “I Bizantini” e Sura 31 "Luqman"
di ROBERT SPENCER (22, Giugno, 2008)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
Dopo molti passaggi in cui i miscredenti chiedono a Maometto una prova che lui è un vero profeta, richiesta che viene respinta (6:37; 10:20; 13:7; 13:27), nella Sura 30 fa una vera profezia – benché questa Sura Meccana sia probabilmente precedente alla maggior parte, se non a tutte le ricordate richieste di una prova. La profezia riguarda il destino dell'Impero Bizantino: il titolo della Sura è Ar-Rum (الرُّومُ), che letteralmente significa "I Romani", ma si riferisce alle forze dell'Impero Romano d'Oriente, comunemente noto oggi come Impero Bizantino. Per questo motivo ho cambiato il titolo classico, "I Romani" col titolo: "I Bizantini".
Allah dice che i Bizantini sono stati sconfitti (v. 2), ma che vinceranno entro pochi anni (v. 4). I Persiani li sconfissero nel 615 A.D., conquistando Gerusalemme. Secondo il Tafsir al-Jalalayn, gli Arabi pagani usavano queste notizie per irridere i Musulmani: "I miscredenti Meccani si rallegravano per questa [sconfitta dei Bizantini] e dicevano ai Musulmani, 'Noi vi sconfiggeremo come i Persiani hanno sconfitto i Bizantini'". Ma Maometto aveva ragione: nel 622 i Bizantini sconfissero i Persiani e in poco tempo li espulsero dall'Asia Minore. Nel 630 ripresero Gerusalemme.
Abdullah Yusuf Ali sottolinea che la parola tradotta come "pochi anni" – bid’ (بِضْعِ) – significa "un periodo da tre a nove anni", benché non sia chiaro perché Allah non abbia voluto essere più preciso, dato che sa tutto (6:59). Se le vittorie Bizantine abbiano confermato o no la profezia, dipende se uno vuole vedere in queste una conferma o una smentita delle doti profetiche di Maometto. Maududi dichiara: “La predizione fatta nei Versetti iniziali di questa Sura è una delle prove più rilevanti che il Corano è la Parola di Allah e che il Santo Profeta Maometto è il vero Messaggero di Allah".
Il risultato fu la volontà di Allah (v. 5). Le Sue promesse sono degne di fiducia, benché molti non comprendano (v. 6); non si rendono conto che chi respinse i precedenti messaggeri di Allah fu distrutto (v. 9). Quei malvagi che respingono e mettono in ridicolo i segni di Allah (ayat, che può essere interpretato sia come Versetto del Corano che come segno naturale) subiranno un male estremo (v. 10).
I Versetti 11-16 ripetono ammonimenti a proposito del Giorno del Giudizio: chi associò compagni ad Allah non riceverà aiuto da quei compagni (v. 13); i giusti godranno di ogni delizia mentre chi ha respinto i segni di Allah sarà punito (v. 16). Poi i Versetti 17-29 cantano le lodi di Allah, sottolineando vari spetti del mondo naturale come segni della sua presenza e del suo potere, compresa la creazione delle donne come compagne degli uomini e l'armonia tra di loro (v. 21). Ibn Kathir spiega: “Se Allah avesse reso maschi tutti i discendenti di Adamo e avesse creato le femmine da un'altra specie, magari dai jinn o dagli animali, non ci sarebbe mai stata armonia tra loro e le loro spose. Ci sarebbe stata repulsione se le spose fossero state di una specie diversa. Ma, per la sua perfetta misericordia, Allah creò le loro mogli della loro stessa specie e creò amore e gentilezza tra loro".
Altri segni sono la creazione del cielo e della terra, le varie lingue e i vari colori (v. 22); il sonno (v. 23); il fulmine e la pioggia (v. 24). Ma i miscredenti seguono solo la loro concupiscenza, piuttosto che ascoltare – e nessuno può guidare coloro che Allah lascia sulla via erronea (v. 29). (Qui ancora c'è un'altra indicazione che fede e miscredenza dipendono da Allah che, dopo tutto, ha creato alcuni uomini solo per torturarli all'inferno – vedi 7:179).
I Versetti 30-45 continuano a rimproverare i miscredenti per la loro mancanza di fede. I giusti non devono dividere la loro religione e separarsi in fazioni (v. 32). Ibn Kathir dice che ciò si riferisce "agli Ebrei, ai Cristiani, ai Zoroastriani, agli idolatri e ai seguaci delle false religioni, oltre che ai seguaci dell'Islam". Lo stesso Maometto disse: "Gli Ebrei si divisero in settantuno o settantadue sette; e i Cristiani si divisero in settantuno o settantadue sette; e la mia comunità si dividerà in settantatré sette". Ma solo una setta avrà la verità. Ibn Kathir continua: "I seguaci delle religioni prima di noi ebbero differenze di opinione e si divisero in false sette, ogni gruppo convinto di seguire la verità. Anche questa Ummah si è divisa in sette, di cui sbagliano tutte tranne una, che è Ahlus-Sunnah Wal-Jama’ah [la Gente della Via del Profeta e della Comunità], coloro che seguono il Libro di Allah e la Sunna del Messaggero di Allah e ciò che fu seguito dalle prime generazioni, i Compagni, i loro seguaci, e gli Imam dei Musulmani dei primi tempi e dei tempi successivi".
Gli uomini invocano Allah quando sono nei pasticci (v. 33), ma, per il resto, sono ingrati (v. 34). Allah ha dato tutto all'uomo – quale dei suoi "compagni" può fare queste cose (v. 40)? Gli uomini devono abbracciare la vera religione, prima che sia troppo tardi (v. 43).
I Versetti 46-60 ritornano a parlare dei segni di Allah nella natura – in particolare, i venti (vv. 46, 48), ma i miscredenti continuano ad essere ingrati (v. 51). Il Corano contiene ogni tipo di parabola, ma i miscredenti lo liquidano come "vanità" (v. 58). Allah ha sigillato i loro cuori (v. 59).
Un'altra Sura Meccana, la Sura 31, prende il nome da Luqman il saggio. Abdur-Rahman bin Harmalah raccontò questa storia: “Un negro andò da Sa‘id bin Al-Musayyib per fargli una domanda e Sa‘id bin Al-Musayyib gli disse: 'Non essere arrabbiato perché sei nero, perché tra le persone migliori ce n'erano tre che erano negri'" compreso "Luqman il Saggio, che era un negro Nubiano con delle grosse labbra"
I Versetti 1-5 lodano il Corano, che è "guida e misericordia" per i giusti (v. 3). Tuttavia, i Versetti 6-11 ritornano a parlare dei miscredenti che si fanno beffe dell'Islam (v. 6) e girano le spalle con arroganza quando si recita il Corano (v. 7).
Luqman, invece, dice a suo figlio di non associare compagni ad Allah "perché una falsa devozione è il peggiore dei misfatti” (v. 13). Il peggiore dei misfatti: come la newsletter "Invito all'Islam" ha spiegato nel 1997: "Omicidio, stupro, pedofilia e genocidio. Questi sono alcuni dei crimini spaventosi che succedono oggi nel nostro mondo. Molti penserebbero che questi sono i peggiori reati che si potrebbero commettere. Ma c'è qualcosa che è ancora più grave di tutti questi crimini messi insieme: è il crimine dello shirk" – cioè, l'associare compagni ad Allah. Un uomo deve essere buono con i suoi genitori (v. 14) a meno che loro non cerchino di spingerlo ad adorare altri dei (v. 15) – come apparentemente alcuni Meccani pagani stavano cercando di fare con i loro figli convertiti all'Islam.
Nei Versetti 20-34, Allah ritorna alla perversità dei miscredenti che non tengono conto dei molti segni della sua realtà. Dice a Maometto di non affliggersi per i miscredenti (v. 23), perché presto saranno sottoposti ad un incessante castigo (v. 24), perché loro sanno che Allah ha creato ogni cosa, ma non si convincono che gli devono ubbidire (v. 25). Le Sue parole non hanno fine (v. 27), e gli uomini non devono essere ingannati da questa vita e indotti ad ignorarle (v. 33).
La prossima settimana: Sura 32, “La Prostrazione”: Maometto ha falsificato il Corano?
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura XXX
Ar-Rûm
(I Romani)
Pre-Eg. n°84. Di 60 versetti.
Il nome della sura deriva dal secondo versetto
La sconfitta di cui parla il secondo versetto della sura, è quella che i Bizantini subirono in Palestina nel 614 d.C. L’esercito di Eraclio, imperatore romano d'Oriente, fu sbaragliato. I Persiani occuparono la Siria e l'Egitto, saccheggiarono le chiese e si impadronirono delle più significative reliquie della cristianità. Riferisce il Tabarî che l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui),si dispiacque della sconfitta dei cristiani, mentre i coreisciti idolatri ne furono entusiasti. In questo contesto, la rivelazione che annunciava la futura rivincita dei Bizantini suscitò accese discussioni e Abû Bakr diede un'ulteriore prova della sua fede, scommettendo cento cammelli sulla sua veridicità. Nel 622 Eraclio sconfisse i Persiani e cinque anni più tardi combatté e vinse la battaglia definitiva in Iraq, nei pressi della città di Mossul.
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. Alif, Lâm, Mîm.
2. Sono stati sconfitti i Romani
3. nel paese limitrofo; ma poi, dopo essere stati vinti, saranno vincitori,
4. tra meno di dieci anni - appartiene ad Allah il destino del passato e del futuro - e in quel giorno i credenti si rallegreranno
5. dell'aiuto di Allah: Egli aiuta chi vuole, Egli è l'Eccelso, il Misericordioso.
6. Promessa di Allah. Allah non manca alla Sua promessa, ma la maggior parte degli uomini non sa:
7. essi conoscono [solo] l'apparenza della vita terrena e non si curano affatto dell'altra vita.
8. Non hanno riflettuto in loro stessi? Allah ha creato i cieli e la terra e tutto ciò che vi è frammezzo secondo verità e per un termine stabilito. Molti uomini però non credono nell'incontro con il loro Signore.
9. Non hanno forse viaggiato sulla terra, e visto quel che è accaduto a coloro chi li hanno preceduti? Erano più forti di loro e avevano coltivato e popolato la terra più di quanto essi non l'abbiano fatto. Giunsero con prove evidenti Messaggeri della loro gente: non fu Allah a far loro torto, furono essi a far torto a se stessi.
10. E fu triste il destino di quelli che fecero il male, smentirono i segni di Allah e li schernirono.
11. È Allah che dà inizio alla creazione e la reitera; quindi a Lui sarete ricondotti.
12. Il Giorno in cui si leverà l'Ora, saranno disperati i colpevoli.
13. E non avranno più intercessori tra coloro che associavano [ad Allah], ma rinnegheranno le loro stesse divinità.
14. E il Giorno in cui giungerà l'Ora, in quel Giorno verranno separati.
15. Coloro che avranno creduto e compiuto il bene, gioiranno in un prato fiorito.
16. Mentre coloro che saranno stati miscredenti e avranno tacciato di menzogna i Nostri segni e l'incontro nell'altra vita, saranno condotti al castigo.
17. Rendete gloria ad Allah, alla sera e al mattino.
18. A Lui la lode nei cieli e sulla terra, durante la notte e quando il giorno comincia a declinare.
19. Dal morto trae il vivo e dal vivo trae il morto e ridà vita alla terra che già era morta. Così vi si farà risorgere.
20. Fa parte dei Suoi segni l'avervi creati dalla polvere, ed eccovi uomini che si distribuiscono [sulla terra].
21. Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono.
22. E fan parte dei Suoi segni, la creazione dei cieli e della terra, la varietà dei vostri idiomi e dei vostri colori. In ciò vi sono segni per coloro che sanno.
23. E fan parte dei Suoi segni, il sonno della notte e del giorno e la vostra ricerca della Sua grazia. Ecco davvero dei segni per coloro che sentono.
24. E fa parte dei Suoi segni farvi scorgere il lampo, con timore e brama, e il far scendere dal cielo l'acqua con la quale ridà vita alla terra che già era morta. Ecco davvero segni per coloro che ragionano.
25. E fa parte dei Suoi segni che il cielo e la terra si tengano ritti per ordine Suo. Quando poi vi chiamerà d'un solo richiamo, ecco che sorgerete [dalle tombe].
26. Appartengono a Lui tutti quelli che sono nei cieli e sulla terra: tutti Gli obbediscono.
27. Egli è Colui Che inizia la creazione e la reitera e ciò Gli è facile. A lui appartiene la similitudine più sublime nei cieli e sulla terra. È Lui l'Eccelso, il Saggio!
28. Da voi stessi, trae una similitudine: ci sono, tra gli schiavi che possedete, alcuni che fate vostri soci, alla pari, in ciò che Allah vi ha concesso? Li temete forse quanto vi temete [a vicenda]? Così esplicitiamo i Nostri segni per coloro che ragionano.
29. Gli ingiusti cedono, invece, alle loro passioni senza sapere. Chi può guidare colui che Allah allontana? Essi non avranno chi li soccorra.
30. Rivolgi il tuo volto alla religione come puro monoteista, natura originaria che Allah ha connaturato agli uomini*; non c'è cambiamento nella creazione di Allah. Ecco la vera religione, ma la maggior parte degli uomini non sa.
*[Il Corano afferma la naturalità (“fitra”) dell'Islàm. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Ogni bambino nasce musulmano, sono i suoi genitori che ne fanno un israelita, un cristiano o uno zoroastriano (adoratori del fuoco)”]
31. Ritornate a Lui, temeteLo, assolvete all'orazione e non siate associatori.
32. E neppure [siate tra] coloro che hanno scisso la loro religione e hanno formato sette, ognuna delle quali è tronfia di quello che afferma.
33. Quando un male colpisce gli uomini, invocano il loro Signore e tornano a Lui. Quando poi li gratifica con una misericordia che proviene da Lui, alcuni di loro Gli attribuiscono consoci,
34. così da rinnegare quello che abbiamo dato loro. Godete dunque, presto saprete!
35. Abbiamo, forse, fatto scendere su di loro un'autorità che dia loro ragione di ciò che Gli associano?
36. Quando gratifichiamo gli uomini di una misericordia, se ne rallegrano. Se poi, li coglie una disgrazia per ciò che le loro mani hanno perpetrato, ecco che se ne disperano.
37. Non hanno visto che Allah dona con larghezza a chi vuole e lesina anche? Questi sono segni per coloro che credono.
38. Riconosci il loro diritto al parente, al povero e al viandante diseredato. Questo è il bene per coloro che bramano il volto di Allah: questi sono coloro che prospereranno.
39. Ciò che concedete in usura, affinché aumenti a detrimento dei beni altrui, non li aumenta affatto presso Allah*. Quello che invece date in elemosina bramando il volto di Allah, ecco quel che raddoppierà.
*[Non c'è ancora in questo versetto la proibizione della “ribâ” (l'interesse sul denaro) che verrà poi inequivocabilmente nella sura II, 275, ma c'è già la denuncia della sua negatività spirituale. Quest'altra possibilità di traduzione modificherebbe il soggetto e si rivolgerebbe a quelli che subiscono l'usura e non a quelli che ne traggono vantaggio: “L'interesse che versate per accrescere i beni altrui...”]
40. Allah è Colui Che vi ha creati, poi vi ha nutriti, poi vi darà la morte e quindi vi darà la vita. C'è una delle vostre divinità che faccia qualcuna di queste cose? Gloria a Lui! Egli è ben più alto di ciò che Gli associano.
41. La corruzione è apparsa sulla terra e nel mare a causa di ciò che hanno commesso le mani degli uomini, affinché Allah faccia gustare parte di quello che hanno fatto. Forse ritorneranno [sui loro passi]?
42. Di': “Percorrete la terra e considerate ciò che è avvenuto a coloro che vi hanno preceduto. La maggior parte di loro erano associatori”.
43. Rivolgi il tuo volto alla vera religione, prima che da Allah venga un Giorno che non sarà possibile respingere. In quel Giorno saranno separati:
44. chi sarà stato miscredente, la sua miscredenza gli si rivolgerà contro. Quanto a chi avrà compiuto il bene, è per se stesso che avrà preparato.
45. Così Allah ricompenserà con la Sua grazia coloro che hanno creduto e compiuto il bene. In verità Egli non ama i miscredenti.
46. E fa parte dei Suoi segni mandare i venti come nunzi per farvi gustare la Sua misericordia e far navigare la nave al Suo comando, sì che possiate procurarvi la Sua grazia. Forse sarete riconoscenti.
47. Già mandammo, prima di te, messaggeri ai loro popoli. E si recarono loro con prove evidenti. Poi ci vendicammo di quelli che commettevano crimini: Nostra cura è soccorrere i credenti.
48. Allah è Colui Che invia i venti che sollevano una nuvola; la distende poi nel cielo come vuole e la frantuma, e vedi allora le gocce uscire dai suoi recessi. Quando poi ha fatto sì che cadano su chi vuole tra i Suoi servitori, questi ne traggono lieta novella,
49. anche se, prima che cadessero su di loro, erano disperati.
50. Considera le tracce della misericordia di Allah, come Egli ridà la vita ad una terra, dopo che era morta. Egli è Colui Che fa rivivere i morti. Egli è onnipotente.
51. Se inviassimo loro un vento che ingiallisse [le coltivazioni], rimarrebbero ingrati.
52. Tu non potrai far sì che sentano i morti o far sì che i sordi sentano il richiamo quando ti volgono le spalle.
53. Non sei tu a guidare i ciechi dal loro obnubilamento: solo potrai far udire quelli che credono nei Nostri segni e sono sottomessi.
54. Allah è Colui Che vi ha creati deboli, e quindi dopo la debolezza vi ha dato la forza, e dopo la forza vi riduce alla debolezza e alla vecchiaia. Egli crea quello che vuole, Egli è il Sapiente, il Potente.
55. Il Giorno in cui sorgerà l'Ora, giureranno i criminali di non essere rimasti che un'ora. Già mentivano [sulla terra].
56. Mentre coloro cui fu data la scienza e la fede diranno: “Voi rimaneste, [com'è stabilito] nel Libro di Allah, fino al Giorno della Resurrezione: ecco il Giorno della Resurrezione, ma voi nulla sapete”.
57. In quel Giorno le scuse saranno inutili a coloro che furono ingiusti: non saranno ascoltati.
58. In questo Corano abbiamo proposto agli uomini ogni specie di metafora. Quando però porti loro un segno, i miscredenti diranno: “Non siete altro che impostori”.
59. Così Allah sigilla i cuori di coloro che nulla conoscono.
60. Sopporta dunque con pazienza [o Muhammad]. La promessa di Allah è veritiera e non ti rendano leggero, coloro che non hanno certezza.
Sura XXXI
Luqmân
Pre-Eg. n°57 a parte i vv.27-29 . Di 34 versetti.
Il nome della sura deriva dal versetto 12.
La vera identità del personaggio che dà il nome a questa sura è avvolta nel mistero, nonostante lo sforzo dell'esegesi. Nessuna delle ipotesi avanzata dai commentatori ha raggiunto un grado di forza tale da essere comunemente accettata. La tradizione è concorde sul fatto che fu longevo (“muammar”) e molti autori ritengono che appartenesse al popolo degli ‘Âd. Molti hanno ritenuto che fosse uno schiavo nero che esercitava il mestiere di falegname, altri gli hanno attribuito dignità regale. Il Corano ci parla della sua saggezza, delle sue doti morali e della sua fede nell'Unicità di Allah (gloria a Lui l'Altissimo). Luqmân istruisce suo figlio a coltivare in sé la fede e l'assiduità rituale, a raccomandare il bene e a condannare il male, alla pazienza e alla modestia.
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. Alif, Lâm, Mîm.
2. Questi sono i versetti del Libro saggio
3. guida e misericordia per coloro che compiono il bene
4. che assolvono all'orazione e pagano la decima e fermamente credono nell'altra vita,
5. che seguono la guida del loro Signore: questi sono coloro che prospereranno.
6. Tra gli uomini vi è chi compra storie ridicole per traviare gli uomini dal sentiero di Allah e burlarsi di esso: quelli avranno un castigo umiliante.*
*[L'esegesi classica afferma che i verss. 6 e 7 alludono in particolare ad un coreiscita pagano che faceva di tutto per disturbare i sermoni di Muhammad (pace e benedizioni su di lui) ingaggiando cantastorie e cantanti e ordinando loro di esibirsi nello stesso luogo in cui l'Inviato di Allah parlava alla gente]
7. Quando gli si recitano i Nostri versetti, volge le spalle superbo come se non li avesse sentiti, come se avesse un peso nelle orecchie. Dagli annuncio di un doloroso castigo.
8. Coloro che credono e compiono il bene avranno i Giardini della Delizia,
9. dove rimarranno in perpetuo: questa in verità la promessa di Allah. Egli è l'Eccelso, il Saggio.
10. Ha creato i cieli senza pilastri che possiate vedere, ha infisso le montagne sulla terra, ché altrimenti si sarebbe mossa e voi con essa e l'ha popolata di animali di tutte le specie. Abbiamo fatto scendere un'acqua [dal cielo] e abbiamo fatto germogliare ogni tipo di magnifica specie [di piante].
11. Questa la creazione di Allah. Mostratemi allora quello che hanno creato gli altri [che adorate] all'infuori di Lui. No, gli ingiusti sono in errore palese.
12. Certamente fummo Noi a dare la saggezza a Luqmân: “Sii riconoscente ad Allah: chi è riconoscente lo è per se stesso. Quanto a colui che è ingrato, in verità Allah è Colui Che basta a Se Stesso, il Degno di lode”.
13. E [ricorda] quando Luqmân disse a suo figlio: “Figlio mio, non attribuire ad Allah associati. Attribuirgli associati è un'enorme ingiustizia”.
14. Abbiamo imposto all'uomo di trattare bene i suoi genitori: lo portò sua madre di travaglio in travaglio e lo svezzò dopo due anni: “Sii riconoscente a Me e ai tuoi genitori. Il destino ultimo è verso di Me.
15. E se entrambi ti obbligassero ad associarMi ciò di cui non hai conoscenza alcuna, non obbedire loro, ma sii comunque cortese con loro in questa vita e segui la via di chi si rivolge a Me. Poi a Me farete ritorno e vi informerò su quello che avrete fatto”.
16. “O figlio mio, anche se fosse come il peso di un granello di senape, nel profondo di una roccia o nei cieli o sulla terra, Allah lo porterà alla luce. Allah è dolce e ben informato.
17. O figlio mio, assolvi all'orazione, raccomanda le buone consuetudini e proibisci il biasimevole e sopporta con pazienza quello che ti succede: questo il comportamento da tenere in ogni impresa.
18. Non voltare la tua guancia dagli uomini e non calpestare la terra con arroganza: in verità Allah non ama il superbo vanaglorioso.
19. Sii modesto nel camminare e abbassa la tua voce: invero la più sgradevole delle voci è quella dell'asino.”
20. Non vedete come Allah vi ha sottomesso quel che è nei cieli e sulla terra e ha diffuso su di voi i Suoi favori, palesi e nascosti? Ciononostante vi è qualcuno tra gli uomini che polemizza a proposito di Allah senza avere né scienza, né guida, né un Libro luminoso.
21. E quando si dice loro: “Seguite quello che Allah ha rivelato”, rispondono: “Seguiremo invece quello che abbiamo trovato presso i nostri avi!”. [Insisterebbero così] anche se Satana li chiamasse al castigo della Fiamma?
22. Chi sottomette il suo volto ad Allah e compie il bene, si afferra all'ansa più salda. In Allah è l'esito di tutte le cose!
23. Quanto a chi è miscredente, non ti affligga la sua miscredenza: a Noi faranno ritorno e li informeremo di quel che avranno fatto. Allah conosce perfettamente cosa c'è nei cuori.
24. Diamo loro godimento effimero per un po' di tempo e poi li spingeremo con forza nel castigo terribile.
25. Se domandi loro: “Chi ha creato i cieli e la terra?”, certamente risponderanno: “Allah”. Di': “Lode ad Allah!”. Ma la maggior parte di loro non sanno.
26. [Appartiene] ad Allah tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Allah basta a Se Stesso, è il Degno di lode.
27. Anche se tutti gli alberi della terra diventassero calami, e il mare e altri sette mari ancora [fossero inchiostro], non potrebbero esaurire le parole di Allah. In verità Allah è eccelso, saggio.
28. La vostra creazione e resurrezione [per Allah] è [facile] come quella di una sola anima. Allah è l'Audiente, Colui Che tutto osserva.
29. Non hai visto come Allah ha fatto sì che la notte compenetri il giorno e il giorno compenetri la notte? E [come] ha sottomesso il sole e la luna, ciascuno dei quali procede [nel suo corso] fino a un termine stabilito?
30. Ciò in quanto Allah è la Verità, mentre quel che invocano all'infuori di Lui è falsità. Allah è l'Altissimo, il Grande.
31. Non hai visto che è per grazia di Allah che la nave solca il mare, affinché vi mostri qualcuno dei Suoi segni? In verità in ciò vi sono segni per ogni uomo di perseveranza, di riconoscenza.
32. Quando li copre un'onda come fosse tenebra, invocano Allah e Gli rendono un culto puro; quando poi [Allah] li mette al sicuro sulla terra ferma, alcuni di loro seguono una via intermedia. Solo il peggior traditore, il peggior ingrato rinnegherà i Nostri segni.
33. Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi inganni, su Allah, l'Ingannatore*.
[“l'Ingannatore”: “al-Gharûr”, uno degli epiteti di Satana]
34. In verità la scienza dell'Ora è presso Allah, Colui Che fa scendere la pioggia e conosce quello che c'è negli uteri. Nessuno conosce ciò che guadagnerà l'indomani e nessuno conosce la terra in cui morrà. In verità Allah è il Sapiente, il Ben informato.