Bloggando il Corano: Sura 3, “La Famiglia di Imran”, Versetti 1-32

 di ROBERT SPENCER  (22, Luglio, 2007)

Traduzione di PAOLO MANTELLINI

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Il terzo capitolo del Corano è intitolato "La Famiglia di Imran" - cioè Amram, il padre di Mosè e Aronne (Esodo 6:20), che è menzionato nei versetti 33 e 35. Come la maggior parte dei titoli del Corano, questo titolo non riflette il tema della Sura, ma è solo una parola presa dal testo del capitolo che è solamente un mezzo per distinguerlo dagli altri capitoli. Secondo Maududi, la Sura 3, che è una Sura Medinense, è "rivolta in particolare" a Ebrei e Cristiani, come pure ai Musulmani. Egli dice che contiene "un seguito alle esortazioni di Al-Baqarah [sura 2], nella quale sono stati ammoniti per le loro convinzioni errate e per la loro morale peccaminosa e invitati ad accettare, come rimedio, la Verità del Corano". Allo stesso modo, Bulandshahri dice che la Sura 3 è "una esposizione delle prove contro gli Ebrei, i Cristiani e gli idolatri, poiché li affronta tutti. Li invita alla verità e respinge le loro false credenze, che includono le blasfeme convinzioni a proposito dei Sayyidina [Maestri] Isa e Ibrahim [Gesù e Abramo]”.

Questa preoccupazione è evidente fin dall'inizio del capitolo. Il Versetto 3 proclama che il Corano, rivelato adesso a Maometto, conferma ciò che fu scritto nella Torah e nel Vangelo. Ibn Kathir spiega che "questi Libri testimoniano la verità del Corano e il Corano a sua volta testimonia la verità contenuta in questi Libri, inclusa la notizia e il felice annuncio della carriera profetica di Maometto e la rivelazione del Glorioso Corano".

Ciò spiega ancora una volta perché la tradizione Islamica ufficiale considera corrotte le Scritture Ebree e Cristiane: dopo tutto, non confermano ciò che viene detto nel Corano e pertanto Ebrei e Cristiani devono aver avuto l'impudenza di alterarle - ed ora "le loro falsificazioni li traggono in inganno come le loro stesse religioni" (v. 24). Per questo motivo quindi Asad enfatizza che "si deve tenere a mente che il Vangelo frequentemente citato dal Corano non è identico a quello conosciuto oggi come i Quattro Vangeli, ma si riferisce a una rivelazione originale, da allora perduta, donata a Gesù e conosciuta dai suoi contemporanei col suo nome Greco di "Evangelion" (Buona Novella), su cui si basa l'espressione Arabizzata di Injil. Era probabilmente la fonte da cui i Vangeli Sinottici hanno tratto la maggior parte del loro materiale e alcuni degli insegnamenti attribuiti a Gesù. Nel Corano 5:14 si allude al fatto che sia stato perduto e poi dimenticato".

Il Versetto 4 dice che Allah ha ora rivelato il "Criterio" (Arabo فُرْقَانَfurqan [Discrimine, N.d.T.]), che è, come sostiene  Ibn Kathir, "la distinzione tra la guida errata, la falsità e la deviazione da una parte e la guida corretta, la verità e la pietà dall'altra". Secondo Qatada e molte altre personalità Islamiche questo "criterio" è lo stesso Corano, benché altri dicano che si riferisce a tutte le Scritture rivelate - ovviamente nella loro forma non corrotta.

Lo stesso Versetto promette anche un "pesante castigo" a chi rifiuta questa guida. Lo studioso Musulmano Indiano del 20° secolo, Allama Shabbir Ahmed Usmani, considera questo come una prova che Gesù non può essere Dio perché, mentre "Dio onnipotente può vendicare [sic] e punire ogniqualvolta lo ritenga opportuno", Gesù "non può essere un Signore come Dio perché non ha potuto prevalere sui malvagi che lo cercavano per ucciderlo".

Il Versetto 7 spiega che alcuni Versetti del Corano sono chiari, mentre altri non lo sono, "come" dice il Tafsir al-Jalalayn, “i Versetti di apertura di alcune Sure", incluso il Versetto di apertura di questa Sura. Questi non devono essere analizzati troppo in profondità dai Musulmani (benché, in effetti, lo siano stati): Allah ammonisce che sono solo "coloro nei cui cuori c'è la perversione" che "seguono la parte di questi che è allegorica, perseguendo la discordia, e cercando significati nascosti, ma nessuno conosce i loro significati nascosti, tranne Allah".

I Versetti 8-27 esortano i credenti a non respingere la fede in Allah, e ammoniscono i non credenti che un durissimo castigo li attende all'inferno. Il Versetto 13 si riferisce alla battaglia di Badr, la prima grande vittoria dei Musulmani, quando una piccola forza prevalse su un esercito molto più grande di Quraysh, la Tribù di Maometto (essi avevano respinto le sue presunte doti profetiche). Maududi dice che i primi 32 Versetti della Sura 3 furono "rivelati probabilmente subito dopo la battaglia di Badr", e questo Versetto afferma che era un "segno" quando i due eserciti si incontrarono; "uno combatteva per Allah, l'altro contro Allah". Questi eserciti "videro come il doppio del loro numero", che Ibn Kathir spiega: "Quand i due gruppi si scorsero vicendevolmente, i Musulmani pensarono che gli idolatri fossero il doppio di loro, in modo che ponessero la loro fiducia in Allah e cercassero il Suo aiuto. I pagani pensarono che i credenti fossero il doppio di loro, così da provare paura, orrore, terrore e disperazione. E continua; Allah "concede la vittoria ai suoi servi obbedienti in questa vita...". Cioè, la vittoria dei Musulmani fu dovuta alla loro obbedienza ad Allah. Anche il contrario è vero, stabilendo un modello ricorrente attraverso la storia: quando i Musulmani soffrono, la loro sofferenza è provocata dal loro non essere abbastanza Islamici, e il rimedio è sempre più Islam.

Il Versetto 19 dichiara che "la religione presso Allah è l'Islam" (إِنَّ الدِّينَ عِندَ اللّهِ الإِسْلاَم) e che il Popolo del Libro l'ha respinta solo per "invidia gli uni degli altri". Ebrei e Cristiani, dice Bulandshahri, riconobbero che Maometto "era l'ultimo dei Profeti, ma la loro ostinazione gli impedì di accettarlo". Il Versetto 20 dice che si salveranno se si sottometteranno ad Allah; Bulandshahri continua: "Non si può forzare queste persone ad accettare, ma si può solo consigliarli. Invitarli ad accettare l'Islam è il dovere di ogni Musulmano".

I Versetti 28-32 si occupano prevalentemente degli ammonimenti del giudizio di Allah ma il Versetto 28 ammonisce i credenti a non prendersi come "amici o protettori" (أَوْلِيَا - una parola che significa più di una amicizia casuale, ma qualche cosa molto simile ad un'alleanza) i non credenti, "a meno che (non sia) per salvaguardarvi contro di loro". Questo è il fondamento dell'idea che i credenti possono legittimamente ingannare i non credenti, quando si sentono in difficoltà. La parola usata per "salvaguardia" è tuqātan (تُقَاةً), il nome verbale di taqiyyatan - da cui il più familiare termine di taqiyya. Ibn Kathir dice che la frase che Pickthall traduce con "a meno che (non sia) per salvaguardarvi contro di loro" significa che "i credenti che in qualche zona o in qualche tempo temono per la loro sicurezza a causa dei non credenti" possono "mostrare amicizia ai non credenti, esternamente, ma mai internamente. Per esempio, Al-Bukhari registrò che Abu Ad-Darda’ disse: 'Noi sorridiamo a certe persone, benché il nostro cuore le maledica'. Al-Bukhari riportò che Al-Hasan disse 'La Tuqyah [taqiyya] è permessa fino al Giorno della Resurrezione". Mentre molti commentatori Musulmani oggi sostengono che la taqiyya è una dottrina esclusivamente Sciita, respinta dai Sunniti, il grande studioso Islamico, Ignaz Goldziher sottolinea che, se pure sia stata formulata dagli Sciiti, "è accettata come legittima anche da molti altri Musulmani, per l'autorità del Corano 3:28”. I Sunniti di Al-Qaeda oggi la praticano. 

La prossima settimana i Versetti 33-63.: un gruppo di Cristiani incontra Maometto - e Allah ristabilisce la verità sul Cristianesimo.

[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano  in Italiano; N.d.T.]

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Sura III

Âl 'Imrân

(La Famiglia di Imran)

Post-Eg. n°89 di 200 versetti

Il nome della sura deriva dal v. 33

Amran ( in ebraico) era il padre di Mosè e di Aronne.


In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1 Alif, Lâm, Mîm;

2 Allah, non c'è dio all'infuori di Lui, il Vivente, l'Assoluto .

3 Ha fatto scendere su di te il Libro con la verità, a conferma di ciò che era prima di esso . E fece scendere la Torâh e l'Ingîl,

4 in precedenza, come guida per le genti. E ha fatto scendere il Discrimine . In verità, a coloro che negano i segni di Allah, un duro castigo! Allah è potente e vendicatore.

5 Nulla di quel che è sulla terra o nei cieli è nascosto ad Allah.

6 E' Lui che vi plasma come vuole negli uteri. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio.

7 E' Lui che ha fatto scendere il Libro su di te. Esso contiene versetti espliciti , che sono la Madre del Libro, e altri che si prestano ad interpretazioni diverse. Coloro che hanno una malattia nel cuore, che cercano la discordia e la [scorretta] interpretazione, seguono quello che è allegorico, mentre solo Allah ne conosce il significato. Coloro che sono radicati nella scienza dicono: " Noi crediamo: tutto viene dal nostro Signore" . Ma i soli a ricordarsene sempre sono i dotati di intelletto.

8 " Signor nostro, non lasciare che i nostri cuori si perdano dopo che li hai guidati e concedici misericordia da parte Tua. In verità Tu sei Colui che dona.

9 Signor nostro, in verità sei Tu che radunerai gli uomini in un Giorno a proposito del quale non v'è dubbio alcuno"; Allah certamente non manca alla Sua promessa.

10 No, per quelli che sono miscredenti non basteranno i loro beni e i loro figli per metterli al riparo da Allah. Saranno combustibile del Fuoco.

11 Come la gente di Faraone e quelli che vissero prima di loro ! Avevano tacciato di menzogna i Nostri segni . Allah li ha colti nel peccato. Allah è severo nel punire.

12 Di' ai miscredenti: " Presto sarete sconfitti. Sarete radunati nell'Inferno. Che infame giaciglio!".

13 Vi fu certamente un segno nelle due schiere che si fronteggiavano: una combatteva sul sentiero di Allah e l'altra era miscredente, li videro a colpo d'occhio due volte più numerosi di quello che erano. Ebbene, Allah presta il Suo aiuto a chi vuole. Ecco un argomento di riflessione per coloro che hanno intelletto.

14 Abbiamo abbellito, agli [occhi degli] uomini, le cose che essi desiderano: le donne, i figli, i tesori accumulati d'oro e d'argento, i cavalli marchiati, il bestiame e i campi coltivati; tutto ciò è solo godimento temporaneo della vita terrena, mentre verso Allah è il miglior ritorno.

15 Di': "Posso insegnarvi qualcosa meglio di ciò? Per quelli che sono timorati ci sono, presso il Signore, giardini nei quali scorrono ruscelli ed essi vi resteranno in eterno, e spose purissime e il compiacimento di Allah". Allah osserva i Suoi servi

16 che dicono: "O Signor nostro, abbiamo creduto; perdona i nostri peccati e proteggici dal castigo del Fuoco";.

17 Questi i pazienti, i veritieri, gli uomini pii, i generosi, quelli che implorano perdono nelle ultime ore della notte.

18 Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio.

19 Invero, la religione presso Allah è l'Islàm. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto.

20 Se polemizzano contro di te , di': " Sottometto ad Allah il mio volto, io e coloro che mi hanno seguito". E di' a coloro che hanno ricevuto il Libro e agli illetterati: "Vi siete sottomessi? " Se si sottomettono, saranno ben guidati; se ti volgono le spalle, il tuo compito è solo il trasmettere. Allah osserva i Suoi schiavi.

21 Annuncia un castigo doloroso a quelli che smentiscono i segni di Allah, ingiustamente uccidono i Profeti e uccidono coloro che invitano alla giustizia.

22 Coloro le cui opere sono diventate inutili in questo mondo e nell'Altro non avranno chi li soccorra.

23 Non hai visto coloro ai quali era stata data una parte della Scrittura? Quando sono invitati al Libro di Allah perché sia giudice tra loro, una parte di loro volge le spalle nel rifiuto assoluto.

24 E ciò perché dicono: "Il Fuoco non ci toccherà, se non per giorni contati " Le loro stesse calunnie li hanno ingannati sulla loro religione.

25 Che accadrà quando li avremo riuniti, in un Giorno sul quale non c'è dubbio alcuno, e ogni anima riceverà quello che si sarà guadagnata e non verrà fatto loro alcun torto?

26 Di': " O Allah, Sovrano del regno, Tu dài il regno a chi vuoi e lo strappi a chi vuoi, esalti chi vuoi e umilî chi vuoi. Il bene è nelle Tue mani, Tu sei l'Onnipotente.

27 Tu fai che la notte si insinui nel giorno e il giorno nella notte, dal morto trai il vivo e dal vivo il morto. E concedi a chi vuoi senza contare".

28 I credenti non si alleino con i miscredenti, preferendoli ai fedeli. Chi fa ciò contraddice la religione di Allah, a meno che temiate qualche male da parte loro .Allah vi mette in guardia nei Suoi Stessi confronti. Il divenire è verso Allah.

29 Di': " Sia che nascondiate quello che avete nei cuori sia che lo manifestiate, Allah lo conosce. Egli conosce tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Allah è onnipotente".

30 Il Giorno in cui ogni uomo avrà dinanzi ciò che avrà fatto di bene e ciò che avrà commesso di male, e si augurerà che tra lui e tutto questo ci sia un tempo immenso. Allah vi mette in guardia da Sé Stesso. Allah è indulgente con i servi.

31 Di': "Se avete sempre amato Allah, seguitemi. Allah vi amerà e perdonerà i vostri peccati. Allah è perdonatore, misericordioso".

32 Di': "Obbedite ad Allah e al Messaggero. Ma se volgerete le spalle, ecco, Allah non ama i miscredenti".

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