Bloggando il Corano: Sura 28, “Il Racconto”
di ROBERT SPENCER (8, Giugno, 2008)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
E' stato spesso rilevato che, mentre la Bibbia è (oltre a molte altre cose) una serie di narrazioni storiche, il Corano è una serie di omelie. Questo non può essere più chiaro che nelle frequentemente ripetute storie di Mosè. Mentre i primi cinque libri della Bibbia narrano la storia di Mosè in quello che è un racconto continuo, il Corano racconta parti di questa storia nelle Sure 2, 7, 10, 17, 20, 26, 27 e in questa (e anche altrove).
C'è una grande quantità di ripetizioni e sovrapposizioni, ma ci sono anche caratteristiche uniche nella maggior parte delle ripetizioni. Ognuna ha il suo punto omiletico: i dettagli della vita di Mosè sono utilizzati per ammonire i miscredenti o esortare i credenti a una maggiore devozione. Come abbiamo visto la scorsa settimana, Ibn Abbas e Jabir bin Zaid dicono che le Sure 26, 27 e 28 furono rivelate in quest'ordine. Maududi dice che "le varie parti della storia del Profeta Mosè, come riportate in queste Sure, tutte insieme costituiscono un racconto completo". Comunque, se uno volesse ricostruire la cronologia della vita di Mosè per mezzo del solo Corano, sarebbe molto difficile.
Intanto, questa ricorrente fissazione su Mosè, rinforza il suo stato di profeta dell'Islam, così come la perversità degli Ebrei nel non riconoscere la conformità del messaggio di Maometto con quello di Mosè, e quindi diventare Musulmani. Maududi enfatizza che, qui, ancora, il punto di queste ripetizioni della storia di Mosè non è di sottolineare l'importanza di Mosè, ma quella di Maometto: "Il tema principale" di questa Sura, dice, "era di rimuovere i dubbi e le obiezioni che erano state sollevate contro le facoltà profetiche del Santo Profeta Maometto (sul quale si riversi la pace e la benedizione di Allah) e per controbattere le scuse addotte per non credere in lui. Per questo fine, per prima cosa, la storia di Mosè è stata correlata ... per analogia, con il periodo della rivelazione".
I Versetti 2-43 riferiscono la storia di Mosè, ricordando molti elementi del racconto Biblico, benché Haman sia importato da un altro tempo e da un altro luogo (la sua storia è contenuta nel Libro di Ester) per essere l'assistente di Faraone (v. 8). Allah dice alla madre di Mosè di gettarlo nel fiume "quando avrai paura per lui” (v. 7). Lei esegue e "la gente di Faraone" lo salva (v. 8), e sua madre, non essendo nota la sua identità agli Egiziani, diventa la sua nutrice (v. 13). Mosè dichiara che non assisterà mai chi commette peccati (v. 17) – una dichiarazione che i moderni Salafiti (Musulmani "duri e puri") collegano al detto di Maometto riportato nel Mishkat al-Masabih, che qualcuno che, scientemente, aiuta un tiranno non è più un Musulmano. Questa è la loro giustificazione per opporsi ai governanti autoritari nei paesi Musulmani che non mettono pienamente in pratica la Sharia (come Mubarak e Musharraf).
Mosè uccide un Egiziano e Allah lo perdona (vv. 15-16), ma si viene a sapere quello che ha combinato (v. 19) e Mosé fugge a Midian (v. 22). Qui si accorda per lavorare per un innominato Jethro in cambio della mano di sua figlia (v. 27). Vede il roveto ardente (v. 29), incontra Allah (v. 30), e gli vengono dati i miracoli della verga (v. 31) e della mano bianca (v. 32) da mostrare a Faraone. Faraone respinge i suoi argomenti come "stregoneria" (v. 36), proprio come i miscredenti diranno di Maometto (11:7, 15:15). E dopo che Allah getta Faraone e i suoi eserciti nel mare (v. 40), arriviamo al punto focale della storia.
Il nocciolo del racconto è nei Versetti 44-55: il fatto che Maometto conosca questi dettagli della vita di Mosè, quando non era presente per esserne testimone oculare, è la prova che Maometto è un Profeta. Ibn Kathir spiega: “Allah ci presenta la prova delle facoltà profetiche di Maometto, attraverso cui egli riferì agli altri argomenti del passato e parlò di questi come se li avesse ascoltati e visti personalmente. Ma lui era una persona analfabeta che non poteva leggere libri, ed era cresciuto tra gente che non conosceva nulla di queste cose". Così vediamo Allah che ricorda a Maometto che lui non era presente alle varie vicende della vita di Mosè (vv. 44-46). Eppure gli Arabi pagani chiedono a Maometto di fare miracoli come fece Mosè, anche se loro non credono neppure a Mosè (v. 48); “loro seguono solo le loro brame” (v. 50). Il Popolo del Libro sa che il Corano è vero – "questo fu rivelato" dice il Tafsir al-Jalalayn, “a proposito di certi Ebrei che diventarono Musulmani, come ‘Abd Allāh b. Salām e altri e [certi] Cristiani che erano venuti dall'Abissinia e dalla Siria [e che, pure, divennero Musulmani]".
I Versetti 56-75 stigmatizzano la perversità dei miscredenti, che ignorano e negano i chiari segni di Allah. Allah guida chi vuole; Maometto non riuscirà a portare la verità a tutti quelli che ama (v. 56) – giusto un altro Versetto che indica che la fede e la sua mancanza è unicamente nelle mani di Allah. "Questi Versetti furono rivelati", spiega Ibn Kathir, “a proposito di Abu Talib, lo zio paterno del Messaggero di Allah" – e padre di Ali, l'eroe degli Sciti. Abu Talib “era sempre pronto a proteggere il Profeta, a sostenerlo e a schierarsi dalla sua parte. Amava profondamente il Profeta, ma questo era un amore naturale, cioè, derivante dalla parentela, non un amore dovuto al fatto che lui era il Messaggero di Allah. Quando fu sul suo letto di morte, il Messaggero di Allah lo chiamò alla fede e ad accettare l'Islam, ma il decreto lo raggiunse e rimase un miscredente, e la saggezza assoluta appartiene ad Allah".
Allah rimprovererà i miscredenti nel Giorno del Giudizio, chiedendo loro dove sono i suoi "compagni" (vv. 62, 74-75). Seguono i Versetti 76-88 con la storia di Qarun (il Core di Numeri 16:1-40), che si ribellò contro Mosè. Qarun crede nella sua grande ricchezza invece che venerare Allah (v. 78). Secondo un Hadith, Abu Hurayra, uno dei compagni di Maometto, ha ricordato che Maometto disse che solo tre cose alla fine appartengono all'uomo che si gloria delle sue ricchezze: il cibo che mangia, gli abiti che indossa e le somme che spende per la causa di Allah. "Tutto il resto" disse Maometto, "lo lascerà ai suoi eredi". Nessun dubbio su questo.
Coloro "il cui scopo è la vita di questo mondo" (v. 79) lo invidiarono, ma i giusti ne sanno di più (v. 80), e, sicuramente, al momento giusto Allah "fece in modo che la terra si aprisse per inghiottire lui e la sua casa” (v. 81). Maometto non dovrà "mai aiutare i miscredenti” (v. 86) – "piuttosto”, dice Ibn Kathir, “sepàrati da loro, esprimi la tua ostilità contro di loro e opponiti a loro". Perché, alla fine, tutto morirà, eccetto il Suo Viso” (v. 88) – cioè, tutto, tranne Allah. Questo sembrerebbe contraddire l'eternità di Paradiso e inferno, ma il Tanwîr al-Miqbâs min Tafsîr Ibn ‘Abbâs lo parafrasa in questo modo: “Tutte le cose che non sono fatte in funzione della sua Immagine... non saranno accettate ... tranne quelle intese per l'interesse della Sua Immagine".
La prossima settimana: Sura 29: “Chi fa il male crede di poter avere la meglio su di Noi?"
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura X XVIII
Al-Qasas
(Il Racconto)
Pre-Eg. n°49 a parte i vv.52-55 . Di 88 versetti
Il nome della sura deriva dal versetto 25.
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. Tâ, Sîn, Mîm.
2. Questi sono i versetti del Libro chiarissimo.
3. Ti racconteremo secondo verità la storia di Mosè e di Faraone, per un popolo di credenti.
4. Davvero Faraone era altero sulla terra; divise in fazioni i suoi abitanti, per approfittare della debolezza di una parte: sgozzava i loro figli maschi e lasciava vivere le femmine. In verità era uno dei corruttori.
5. Invece Noi volevamo colmare di favore quelli che erano stati oppressi, farne delle guide e degli eredi.
6. [Volevamo] consolidarli sulla terra e, loro tramite, far vedere a Faraone e Hâmân* e alle loro armate quello che paventavano.
*[“Hâmân”: il primo ministro di Faraone. Vedi anche XXIX, 39/40 e XL, 24/36]
7. Rivelammo alla madre di Mosè: “Allattalo e, quando temerai per lui, gettalo nel fiume e non temere e non essere afflitta: Noi te lo restituiremo e faremo di lui uno degli Inviati”.
8. Lo raccolse la gente di Faraone, sì che potesse diventare loro nemico e causa di tristezza. Davvero Faraone e Hâmân e le loro armate erano colpevoli.
9. Disse la moglie di Faraone: “[Questo bambino sarà] la gioia dei miei occhi e dei tuoi! Non lo uccidete! Forse ci sarà utile, o lo adotteremo come un figlio”. Non avevano alcun sospetto.
10. Il cuore della madre di Mosè fu come fosse vuoto. Poco mancò che non svelasse ogni cosa, se non avessimo rafforzato il suo cuore, sì che rimanesse credente.
11. Disse alla di lui sorella: “Seguilo”, e quella lo osservò di nascosto. Non avevano alcun sospetto.
12. E Noi gli interdicemmo ogni nutrice. Allora [la sorella] disse: “Posso indicarvi la gente di una casa, che potrà occuparsene per conto vostro e che gli sarà benevola?”.
13. Lo restituimmo a sua madre affinché si consolassero i suoi occhi, non fosse più afflitta e si convincesse che la promessa di Allah è verità. Ma la maggior parte di loro non sanno nulla.
14. Quando raggiunse l'età adulta e il pieno del suo sviluppo, gli demmo discernimento e scienza. Così ricompensiamo coloro che operano il bene.
15. Avvenne che, entrando in città in un momento di disattenzione dei suoi abitanti, trovò due uomini che si battevano, uno era dei suoi e l'altro uno degli avversari. Quello che era dei suoi gli chiese aiuto contro l'altro dell'avversa fazione: Mosè lo colpì con un pugno e lo uccise. Disse [Mosè]: “Questa è certamente opera di Satana! È davvero un nemico, uno che svia gli uomini”.
16. Disse: “Signore, ho fatto torto a me stesso, perdonami!”. Gli perdonò, Egli è il Perdonatore, il Misericordioso.
17. Disse: “Mio Signore, grazie ai favori che mi hai elargito, non sarò mai un alleato degli iniqui”.
18. L'indomani era nella città timoroso e guardingo, ed ecco che colui che il giorno prima gli aveva chiesto aiuto, di nuovo lo chiamò a gran voce. Gli disse Mosè: “Davvero sei un provocatore evidente!”.
19. Quando poi stava per colpire quello che era avversario di entrambi, questi disse: “O Mosè, vuoi uccidermi come l'uomo che uccidesti ieri? Non vuoi essere altro che un tiranno sulla terra, non vuoi essere uno dei conciliatori”.
20. Dall'altro capo della città giunse, correndo, un uomo. Disse: “O Mosè, i notabili sono riuniti in consiglio per decidere di ucciderti. Fuggi! Questo è un buon consiglio”.
21. Uscì dalla città, timoroso e guardingo. Disse: “Signore, salvami da questo popolo ingiusto”.
22. Dirigendosi verso Madian disse: “Spero che il mio Signore mi guidi sulla retta via”.
23. Quando giunse all'acqua di Madian, vi trovò una moltitudine di uomini che abbeverava e scorse due donne che si tenevano in disparte trattenendo [i loro animali]. Disse: “Cosa vi succede?”. Risposero: “Non abbevereremo finché i pastori non saranno partiti; nostro padre è molto vecchio”.
24. Abbeverò per loro, poi si mise all'ombra e disse: “Davvero, Signore, ho molto bisogno di qualsiasi bene che farai scendere su di me”.
25. Una delle due donne gli si avvicinò timidamente. Disse: “Mio padre ti invita, per ricompensarti di aver abbeverato per noi”. Quando giunse al suo cospetto e gli raccontò la sua storia, disse [il vecchio]: “Non temere, sei sfuggito a gente ingiusta”.
26. Una di quelle disse: “O padre mio, assumilo: è davvero il migliore che tu possa assoldare: è forte e fidato”.
27. Disse: “Vorrei sposarti ad una di queste mie figlie, a condizione che tu mi serva per otto anni. Se vorrai restare dieci [anni], sarà di tua spontanea volontà. Non ti imporrò nulla di gravoso e, se Allah vuole, troverai che sono un uomo del bene”.
28. Rispose: “Questo [sarà] tra me e te. Qualunque dei due termini compirò, nessuna colpa mi sarà rinfacciata. Allah sia garante di quello che diciamo”.
29. Quando Mosè si mise in viaggio con la famiglia, dopo aver concluso il periodo, scorse un fuoco sul fianco del Monte. Disse alla sua famiglia: “Aspettate, ho visto un fuoco. Forse vi porterò qualche notizia o un tizzone acceso, sì che possiate riscaldarvi”.
30. Quando giunse colà, fu chiamato dal lato destro della Valle, un lembo di terra benedetta, dal centro dell'albero: “O Mosè, sono Io, Allah, il Signore dei mondi”.
31. E: “Getta il tuo bastone”. Quando lo vide contorcersi come fosse un serpente, volse le spalle, ma non tornò sui suoi passi. “O Mosè, avvicinati e non aver paura: tu sei uno dei protetti.
32. Infila nel tuo seno la tua mano, la trarrai bianca senza male alcuno. Stringi il braccio al petto, contro il terrore. Ecco due prove del tuo Signore per Faraone e per i suoi notabili: davvero è un popolo perverso!”.
33. Disse: “Signore, ho ucciso uno dei loro e temo che mi uccidano.
34. Mio fratello Aronne ha lingua più eloquente della mia. Mandalo insieme con me, come aiutante e per rafforzarmi: davvero temo che mi trattino da bugiardo!”.
35. Disse [Allah]: “Rafforzeremo il tuo braccio con tuo fratello e daremo ad entrambi autorità: non potranno toccarvi grazie ai Nostri segni. Voi due e quelli che vi seguiranno sarete vittoriosi”.
36. Quando poi Mosè giunse loro con i Nostri segni evidenti, dissero: “Non è altro che artificio di magia. Non abbiamo mai sentito parlare di ciò, neppure dai nostri più lontani antenati”.
37. E disse Mosè: “Il mio Signore conosce meglio chi è giunto da parte Sua con la Guida e a chi appartiene l'ultima Dimora. In verità gli ingiusti non avranno successo!”.
38. Disse Faraone: “O notabili! Per voi non conosco altra divinità che me. O Hâmân, accendi un fuoco sull'argilla e costruiscimi una torre, chissà che non ascenda fino al Dio di Mosè! Io penso che sia un bugiardo!”.
39. Fu superbo sulla terra, senza ragione, e le sue armate insieme con lui. E davvero credevano che non sarebbero stati ricondotti a Noi!
40. Lo afferrammo, lui e i suoi soldati, e li gettammo nelle onde. Guarda quale è stata la fine degli ingiusti!
41. Ne facemmo guide che invitano al Fuoco e, nel Giorno della Resurrezione, non saranno soccorsi.
42. Li perseguimmo con una maledizione in questo mondo e nel Giorno della Resurrezione saranno quelli di cui si avrà orrore.
43. Dopo aver distrutto le generazioni precedenti, invero abbiamo dato il Libro a Mosè, richiamo alla corretta visione per gli uomini, guida e misericordia. Se ne ricorderanno?
44. Tu non eri sul lato occidentale, quando demmo l'ordine a Mosè, tu non eri fra i testimoni.
45. Abbiamo creato generazioni la cui vita si prolungò; tu non dimoravi tra la gente di Madian per recitare loro i Nostri segni: siamo stati Noi a inviare [i messaggeri].
46. E non eri sul fianco del Monte quando chiamammo. Ma [sei giunto come] una misericordia da parte del tuo Signore, affinché tu ammonisca un popolo al quale non giunse alcun ammonitore prima di te.
47. Se una disgrazia li colpisce, per quel che le loro mani hanno commesso, dicono: “Signore, perché mai non ci hai inviato un messaggero? Avremmo seguìto i Tuoi segni e saremmo stati credenti!”.
48. Ma quando giunse loro la verità da parte Nostra, hanno detto: “Perché non gli è stato dato quello che è stato dato a Mosè?”. Ma già non furono increduli di quello che fu dato a Mosè? Dicono: “Due magie che si sostengono a vicenda”. E dicono: “Sì, non crediamo in nessuna”.*
*[La polemica dei miscredenti arriva alla blasfemia che qualifica come magie (“siharâni) la Torâh e il Corano. Con un'altra lettura: “sâhirâni”, essi qualificano maghi Mosè e Muhammad (pace su di loro)]
49. Di': “Portate, da parte di Allah, un Libro che sia migliore guida di entrambi, ché lo possa seguire, [portatelo] se siete veridici!”.
50. E se non ti rispondono, sappi allora che seguono [solo] le loro passioni, niente di più. Chi è più sviato di chi segue la sua passione senza guida alcuna da parte di Allah? In verità Allah non guida gli ingiusti.
51. E già facemmo giungere loro la Parola, affinché ricordassero.
52. Coloro ai quali abbiamo dato il Libro prima che a lui, credono in esso.
53. Quando glielo si recita dicono: “Noi crediamo in esso. Questa è la verità proveniente dal nostro Signore. Già eravamo sottomessi a Lui prima che giungesse”.
54. Essi sono coloro cui verrà data ricompensa doppia per la loro perseveranza, per aver respinto il male con il bene e per essere stati generosi di quello che Noi abbiamo concesso loro.
55. Quando sentono discorsi vani, se ne allontanano dicendo: “A noi le opere nostre e a voi le opere vostre. Pace su di voi! Noi non cerchiamo gli ignoranti”.
56. Non sei tu che guidi coloro che ami*: è Allah che guida chi vuole Lui. Egli ben conosce coloro che sono ben guidati.
*[L’esegesi sostiene che il versetto si riferisce in particolare al caso di Abû Talîb, zio paterno dell'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) e padre di Ali (che sposò Fatima, figlia di Muhammad e che sarà il quarto califfo). Il Profeta cercò sino all'ultimo di convertirlo e pare che in punto di morte Abû Talîb ammise implicitamente di riconoscere la natura divina della missione del nipote, ma rifiutò di testimoniare la sua fede temendo, con malinteso senso dell'onore, che la gente potesse scambiare per paura della morte la sua conversione]
57. E dicono: “Se seguissimo la Guida insieme con te, saremmo scacciati dalla nostra terra!”. Non li abbiamo forse resi stabili in un territorio inviolabile verso il quale sono recati ogni genere di frutti, provvidenza da parte Nostra? Ma la maggior parte di essi non sanno.
58. E quante città abbiamo distrutto che erano ingrate [pur vivendo nell'abbondanza]! Ecco le loro case che non sono più abitate, o quasi. Siamo Noi l'Erede finale.
59. Non si addice al tuo Signore distruggere una comunità prima di aver suscitato nella Madre [delle città]* un inviato che reciti loro i Nostri segni. Noi distruggiamo le città, solo quando i suoi abitanti sono ingiusti.
*[“nella Madre [delle città]”: La Mecca, la più antica delle residenze dell'umanità]
60. Tutti i beni che vi sono stati concessi non sono che un prestito di questa vita, un ornamento per essa, mentre quello che è presso Allah è migliore e duraturo. Non comprendete dunque?
61. Colui al quale facemmo una bella promessa e che la incontrerà, è forse paragonabile a colui cui diamo godimento effimero in questa vita e che, nel Giorno della Resurrezione, sarà di quelli che saranno condotti [al fuoco]?
62. [Allah] dirà loro, il Giorno che li chiamerà: “Dove sono coloro che pretendevate essere Miei consoci?”.
63. Coloro sui quali si realizzerà il Decreto diranno: “Ecco, Signore, quelli che abbiamo traviato: li abbiamo traviati come abbiamo traviato noi stessi. Li rinneghiamo al Tuo cospetto: non siamo noi che essi adoravano”.
64. Verrà detto: “Invocate i vostri associati. Li chiameranno, ma essi non risponderanno. Quando vedranno il castigo, desidereranno di aver seguìto la retta via”.
65. [Allah] dirà loro il Giorno che li chiamerà: “Che cosa avete risposto agli inviati?”.
66. In quel Giorno, i loro argomenti saranno oscuri e non si porranno alcuna questione.
67. Chi invece si sarà pentito, avrà creduto e compiuto il bene, forse sarà tra coloro che avranno riuscita.
68. Il tuo Signore crea ciò che vuole e sceglie [ciò che vuole]; a loro invece non appartiene la scelta. Gloria ad Allah! Egli è ben più alto di quello che Gli associano!
69. Il tuo Signore conosce ciò che celano i loro cuori e quello che palesano.
70. Egli è Allah, non c'è dio all'infuori di Lui. Sia lodato in questo mondo e nell'altro. A Lui [appartiene] il giudizio e a Lui sarete ricondotti.
71. Di': “Cosa credete? Se Allah vi desse la notte continua fino al Giorno della Resurrezione, quale altra divinità all'infuori di Allah potrebbe darvi la luce? Non ascoltate dunque?”.
72. Di': “Cosa credete? Se Allah vi desse il giorno continuo, fino al Giorno della Resurrezione, quale altra divinità all'infuori di Allah potrebbe darvi una notte in cui possiate riposare? Non osservate dunque?
73. È grazie alla Sua misericordia, che stabilisce per voi la notte e il giorno affinché possiate riposare e procurarvi la Sua grazia e affinché Gli siate riconoscenti”.
74. [Allah] dirà loro il Giorno che li chiamerà: “Dove sono coloro che pretendevate essere Miei associati?”.
75. Da ogni comunità trarremo un testimone, poi diremo: “Producete la vostra prova!”. Sapranno allora che la verità appartiene ad Allah e quello che avevano, li abbandonerà.
76. Invero Qarûn* faceva parte del popolo di Mosè, ma poi si rivoltò contro di loro. Gli avevamo concesso tesori le cui sole chiavi sarebbero state pesanti per un manipolo di uomini robusti. Gli disse la sua gente: “Non essere tronfio! In verità Allah non ama i superbi.
*[“Qarûn”: faceva parte della famiglia di Mosè (come lui era levita). Era uomo di grande avvenenza e forza, conosceva la Torâh, ed era molto ricco. Tutte queste caratteristiche lo avevano reso orgoglioso. Per punirlo della sua superbia Allah lo fece inghiottire dalla terra]
77. Cerca, con i beni che Allah ti ha concesso, la Dimora Ultima. Non trascurare i tuoi doveri in questo mondo, sii benefico come Allah lo è stato con te e non corrompere la terra. Allah non ama i corruttori”.
78. Rispose: “Ho ottenuto tutto ciò grazie alla scienza che possiedo”. Ignorava, forse, che già in precedenza Allah aveva fatto perire generazioni ben più solide di lui e ben più numerose? I malfattori non saranno interrogati a proposito delle loro colpe.
79. Poi uscì, [mostrandosi] al suo popolo in tutta la sua pompa. Coloro che bramavano questa vita, dissero: “Disgraziati noi, se avessimo quello che è stato dato a Qarûn! Gli è stata certo data immensa fortuna!”.
80. Coloro che invece avevano avuto la scienza dissero: “Guai a voi! La ricompensa di Allah è la migliore, per chi crede e compie il bene”. Ma essa viene data solo a quelli che perseverano.
81. Facemmo sì che la terra lo inghiottisse, lui e la sua casa. E non vi fu schiera che lo aiutasse contro Allah, non poté soccorrere se stesso.
82. E coloro che la vigilia si auguravano di essere al posto suo, dissero: “Ah! È ben evidente che Allah concede con larghezza o lesina a chi vuole tra i Suoi servi. Se Allah non ci avesse favorito, certamente ci avrebbe fatto sprofondare. Ah! È ben evidente che i miscredenti non prospereranno”.
83. Questa Dimora Ultima la riserviamo a coloro che non vogliono essere superbi sulla terra e non seminano corruzione. L'esito finale appartiene ai timorati [di Allah].
84. Chi verrà con il bene, avrà meglio ancora; chi verrà con il male, [sappia che] coloro che avranno commesso il male, saranno ricompensati per ciò che avranno fatto.
85. In verità Colui che ti ha imposto il Corano ti ricondurrà al luogo del ritorno. Di': “Il mio Signore conosce meglio chi viene con la Guida e chi è in manifesto errore”.*
*[Questo versetto fu rivelato durante l'Egira di Muhammad (pace e benedizioni su di lui) e rappresenta una promessa che Allah (gloria a Lui l'Altissimo) fa al Suo Inviato. La promessa si sarebbe realizzata otto anni più tardi, quando l'Inviato di Allah rientrò trionfalmente alla Mecca, purificò dagli idoli la Ka’ba e il suo recinto e impose la legge]
86. Tu non speravi che ti sarebbe stato rivelato il Libro. È stato solo per la misericordia del tuo Signore. Dunque, non essere mai un sostegno per i miscredenti;
87. e non ti distolgano dai segni di Allah dopo che sono stati fatti scendere su di te. Invita al tuo Signore e non essere uno degli associatori.
88. Non invocare nessun altro dio insieme con Allah. Non c'è dio all'infuori di Lui. Tutto perirà, eccetto il Suo Volto. A lui appartiene il giudizio e a Lui sarete ricondotti.