Bloggando il Corano: Sura 24, “La Luce”, Versetti 21-64
di ROBERT SPENCER (11, Maggio, 2008)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
I Versetti 21-26 della Sura 24 ammoniscono i credenti a non imitare Satana (v. 21) commettendo peccati – come il peccato di non aiutare quelli che hanno lasciato le loro case "a motivo di Allah" (v. 22). Ciò si riferisce ai primi Musulmani che lasciarono la Mecca e si stabilirono a Medina con Maometto – è un richiamo ai nuovi Musulmani di Medina di facilitare il trasferimento. Un altro peccato da evitare è quello di cui tutta la Sura si occupa: il peccato di accusare di adulterio donne oneste, che procurerà ai falsi accusatori la maledizione di Allah sia in questo mondo che nel prossimo (v. 23). Allah li ripagherà nel Giorno del Giudizio (v. 25).
Tutto questo si riferisce, ovviamente, alle accuse di adulterio mosse contro la moglie di Maometto, Aisha – come fa la frase "Le donne malvagie sono per gli uomini malvagi e gli uomini malvagi per le donne malvagie, e le donne oneste sono per gli uomini onesti e gli uomini onesti per le donne oneste" del Versetto 26, che Abdur-Rahman bin Zayd bin Aslam spiega in questo modo: “Allah non avrebbe fatto Aisha la moglie del Suo Messaggero, se non fosse stata onesta, perché lui è il migliore di tutta l'umanità. Se fosse stata malvagia, non sarebbe stata una compagna adatta né secondo le Sue Leggi, né secondo il Suo Decreto".
I Versetti 27-29 stabiliscono le regole di buona educazione quando si visita la dimora di qualcun altro: sicuramente non bisogna irrompervi. Questo ci conduce, nei Versetti 30-31 alle regole della modestia. Gli uomini devono "abbassare lo sguardo" (v. 30): dice Ibn Kathir, “Essi devono guardare solo quello che è consentito loro guardare e devono abbassare lo sguardo di fronte alle cose proibite. Se per caso succede che lo sguardo di una persona capiti, senza intenzione, su qualcosa di proibito, deve subito guardare altrove".
Le donne, intanto, devono coprire i loro "ornamenti" (v. 31). Contrariamente a quanto alcuni fautori dell'Islam in Occidente millantano oggi, questa non è una scelta, ma un comando divino. Ibn Kathir spiega: "Questo è un comando di Allah alle donne credenti e gelosia, da parte Sua, per le mogli dei Suoi servi credenti. Ciò serve anche a distinguere le donne credenti dalle donne della Jahiliyyah [la società degli infedeli] e le azioni delle donne pagane".
Ma che cosa devono coprire? In un hadith, Aisha racconta che Maometto disse che "quando una donna raggiunge l'età delle mestruazioni, non le si addice mostrare le parti del suo corpo tranne questo e questo, indicando il viso e le mani". Anche oggi alcuni Musulmani usano questo hadith per giustificare l'obbligatorietà dell'hijab, o fazzoletto da testa, per le donne. In un altro hadith, una donna con un velo sopra il suo viso venne a vedere Maometto; stava cercando suo figlio che era stato ucciso in battaglia. Maometto le chiese: "Sei venuta qui a chiedere di tuo figlio mentre ti copri la faccia col velo?" E lei rispose: "Io sono afflitta per la perdita di mio figlio, non voglio soffrire anche per la perdita della mia modestia". Compiaciuto, Maometto le disse: "Tu otterrai la ricompensa di due martiri per tuo figlio" perché "è stato ucciso dal Popolo del Libro". Il Tafsir al-Jalalayn concorda che il Versetto 31 significa che, quando sono in pubblico, le donne devono coprire "tutto tranne il viso e le mani".
Il Versetto 31 dice anche: "E che non battano i piedi così da rivelare quello che nascondono del loro "ornamento". Ibn Kathir continua: “Durante la Jahiliyyah, quando le donne camminavano nelle strade indossando anelli alle caviglie e nessuno li poteva sentire, loro sbattevano i piedi così che gli uomini potessero udirne il tintinnio. Allah vietò questo comportamento alle donne credenti". E: "Alle donne è anche proibito profumarsi quando escono di casa, per timore che gli uomini possano sentire il loro profumo".
I Versetti 32-34 contengono leggi per il matrimonio e ordinano ai Musulmani di liberare i loro schiavi, se lo richiedono (v. 33), “purché" dice Ibn Kathir, “lo schiavo abbia delle capacità e mezzi di sostentamento così che possa ripagare al suo padrone la somma stabilita nel contratto". I Musulmani non devono obbligare le loro schiave a diventare prostitute e vivere del loro guadagno, se le schiave desiderano restare caste (v. 33).
Quindi i Versetti 35-45 celebrano Allah. Egli è la luce dei cieli e della terra (v. 35, il Versetto che dà il nome a questa Sura), e delle case dei credenti che pregano e fanno l'elemosina (vv. 36-37) – mentre i miscredenti vivono nell'oscurità (vv. 39-40). Tutti gli esseri lo glorificano, ognuno a suo modo (v. 41); governa il mondo della natura (vv. 43-44); creò ogni animale dall'acqua (v. 45).
Ma ancora ci sono quelli che non credono o che fanno solo finta di credere e costoro sono ancora aspramente rimproverati, mentre i credenti sono lodati, nei Versetti 46-57. Allah ha inviato segni (ayat, rivelazioni o Versetti del Corano, v. 46), ma alcuni fanno solo finta di credere ad Allah e a Maometto: questi, in realtà, non sono credenti (v. 47). Alcuni di loro neppure vengono, quando Maometto li convoca (v. 48); se fossero stati sinceri, sarebbero venuti da lui disciplinatamente (v. 49). Sono dei malfattori (v. 50), mentre i credenti, quando Maometto li convoca, rispondono: "Ascoltiamo e ubbidiamo” (v. 51). Chi ubbidisce ad Allah e a Maometto, alla fine risulterà vincitore (v. 52) – una convinzione che oggi sostiene molti jihadisti, attraverso insuccessi e sconfitte.
Gli ipocriti giurano che lasceranno le loro case se Maometto lo ordinasse, ma invece di fare grandi giuramenti, basterebbe che ubbidissero (v. 53). Ibn Kathir spiega: “Allah parla degli ipocriti che hanno fatto promesse al Messaggero e giurato che, se avesse ordinato di uscire in battaglia, sarebbero andati". Tuttavia, degli ipocriti "si sa che la vostra obbedienza è soltanto verbale e non è seguita dall'azione. Ogni volta che fate un giuramento, mentite". Se si allontanano dal messaggio di Maometto, ne sopporteranno le conseguenze; lui ha fatto il suo dovere chiamandoli all'Islam (v. 54).
Quindi arriva una importantissima promessa: Allah stabilirà i credenti come padroni della terra (v. 55). “Questa", dice Ibn Kathir, “è una promessa di Allah al Suo Messaggero, che farà in modo che i componenti della sua Ummah [comunità] diventino i suoi successori sulla terra, cioè, essi [i Musulmani] diventeranno i comandanti e i reggitori dell'umanità, attraverso cui Egli riformerà il mondo e a cui il popolo si sottometterà, così che essi riceveranno in cambio una sicurezza garantita dopo i loro timori". Ibn Kathir poi dice "questo è ciò che Allah ha effettivamente fatto" e racconta alcune delle prime conquiste Islamiche.
I Versetti 58-64 forniscono istruzioni per quando gli schiavi dei credenti e i bambini devono chiedere il permesso prima di entrare alla presenza di Maometto (vv. 58-59); concedono alle donne anziane di mostrasi in pubblico senza essere coperte (benché la modestia sia migliore) (v. 60); regolano i saluti e i pasti, sia da soli che in compagnia (v. 61), come pure stabiliscono le direttive per i credenti di come chiedere il permesso prima di lasciare la presenza di Maometto (v. 62), poiché le convocazioni di Maometto non sono come quelle di un uomo qualsiasi (v. 63).
La prossima settimana: Sura 25, “Il Criterio". I denigratori di Maometto dicono del Corano: "Favole degli Antichi, che lui si è fatto scrivere: e vengono dettate davanti a lui mattina e sera",
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura XXIV
An-Nûr
(La Luce)
Post-Eg. n.102 Di 64 versetti
Il nome della sura deriva dal versetto 35 .
In questa sura sono contenuti elementi spirituali, legali e comportamentali, tra loro molto diversi, ma tutti di grande pregnanza e significato. Nella prima parte della sura troviamo i versetti relativi alla fornicazione, alla diffamazione, quelli che stabiliscono la forma corretta per la cessazione di un matrimonio viziato da un adulterio non dimostrabile, quelli che si riferiscono alla calunnia contro ‘Aicha (che Allah sia soddisfatto di lei), le norme dettate per chiedere il permesso di entrare in casa altrui, quelle sull'abbigliamento e sul comportamento femminile. Questi versetti disegnano alcune importanti linee di fondo della morale sessuale e delle regole di riservatezza e pulizia mentale che deve osservare la comunità islamica. Con il celebre “versetto della luce” spesso citato come una delle sommità liriche del Corano e con quello delle “tenebre ammassate”, Allah (gloria a Lui l'Altissimo) ci propone un'ulteriore metafora della luminosità della fede contrapposta alle tenebre della miscredenza.
21. O voi che credete, non seguite le tracce di Satana. A chi segue le tracce di Satana egli comanda scandalo e disonore. Se non fosse per la grazia di Allah nei vostri confronti e la Sua misericordia, nessuno di voi sarebbe mai puro, ma Allah rende puro chi vuole Lui. Allah è audiente, sapiente.
22. Coloro di voi che godono di favore e agiatezza, non giurino di non darne ai parenti, ai poveri e a coloro che emigrano sul sentiero di Allah. Perdonino e passino oltre! Non desiderate che Allah vi perdoni? Allah è perdonatore, misericordioso.
*[L'esegesi ricollega direttamente questo versetto alla questione della calunnia contro ‘Aicha (che Allah sia soddisfatto di lei). Tra coloro che avevano riportato la calunnia c'era anche un tale Mistâh suo parente, che viveva grazie alla generosità del di lei padre Abû Bakr. Il futuro califfo offeso e amareggiato aveva giurato di escluderlo dal sussidio che regolarmente gli passava. Dopo la rivelazione di questo versetto, fu il Profeta stesso (pace e benedizioni su di lui) ad intervenire nei suoi confronti, affinché perdonasse l'offesa e riprendesse l'elargizione caritatevole]
23. Coloro che calunniano le [donne] oneste, distratte [ma] credenti, sono maledetti in questa vita e nell'altra e toccherà loro castigo immenso,
24. nel Giorno in cui le loro lingue, le loro mani e i loro piedi testimonieranno contro di loro per quello che avranno fatto.
25. In quel Giorno, Allah pagherà il loro vero compenso! Sapranno, allora, che Allah è il Vero, l'Evidente.
26. Le malvagie ai malvagi e i malvagi alle malvagie. Le buone ai buoni e i buoni alle buone. Essi sono indenni da quello di cui sono accusati. Saranno perdonati e avranno ricompensa generosa.
27. O voi che credete, non entrate in case che non siano le vostre, senza aver chiesto il permesso e aver salutato la gente [che le abita]; questo è meglio per voi. Ve ne ricorderete?
28. Se non vi trovate nessuno, non entrate comunque finché non ve ne sia dato il permesso; e se vi si dice: “Andatevene!”, tornatevene indietro. Ciò è più puro per voi. Allah ben conosce quel che fate.
29. Non ci sarà colpa da parte vostra, se entrerete in case diverse dalle abitazioni, nelle quali si trovi qualcosa a voi utile.* Allah conosce quello che palesate e quello che nascondete.
*[Secondo i commentatori si tratta dei locali adibiti ad esercizi commerciali, alberghi, caravanserragli ecc. In tali locali proprio per la loro funzione di “pubblici esercizi” non è necessaria la richiesta di permesso per entrare.
30. Di' ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno.
31. E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano. Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare.
32. Unite in matrimonio quelli tra voi che non sono sposati e i vostri schiavi, maschi e femmine che siano onesti. E se sono bisognosi, Allah li arricchirà della Sua Grazia. Allah è largo nel dare e sapiente.
33. E coloro che non hanno [i mezzi] per sposarsi cerchino la castità, finché Allah non li arricchisca con la Sua Grazia. Ai vostri schiavi, che ve lo chiedano, concedete l'affrancamento contrattuale, se sapete che in essi c'è del bene, e date loro parte dei beni che Allah ha dato a voi. Per brama dei beni di questa vita, non costringete a prostituirsi le vostre schiave che vogliono mantenersi caste. E se vi sono costrette, ebbene a causa di tale costrizione Allah concederà il Suo perdono e la Sua misericordia.
34. Già vi rivelammo, in versetti chiarissimi, l'esempio di coloro che vi precedettero, esortazione per i timorati.
35. Allah è la luce dei cieli e della terra. La Sua luce è come quella di una nicchia in cui si trova una lampada, la lampada è in un cristallo, il cristallo è come un astro brillante; il suo combustibile viene da un albero benedetto, un olivo né orientale, né occidentale, il cui olio sembra illuminare, senza neppure essere toccato dal fuoco. Luce su luce. Allah guida verso la Sua luce chi vuole Lui e propone agli uomini metafore. Allah è onnisciente.
36.[E si trova questa luce] nelle case che Allah ha permesso di innalzare, in cui il Suo Nome viene menzionato, in cui al mattino e alla sera, Egli è glorificato
37. da uomini che il commercio e gli affari non distraggono dal ricordo di Allah, dall'esecuzione dell'orazione, dall'erogazione della decima e che temono il Giorno in cui i cuori e gli sguardi saranno sconvolti.
38. Affinché Allah li compensi delle loro opere più belle e aggiunga loro della Sua Grazia. Allah provvede a chi vuole senza misura.
39. Quanto a coloro che sono miscredenti, le loro opere sono come un miraggio in una piana desertica che l'assetato scambia per acqua e poi, quando vi giunge, non trova nulla; anzi, nei pressi trova Allah che gli salda il conto. Allah è rapido al conto.
40. Oppure [le loro opere sono paragonabili] a tenebre di un mare profondo, le onde lo coprono, [onde] al di sopra delle quali si ergono [altre] onde, sulle quali vi sono le nuvole. [Ammassi di] tenebre le une sulle altre, dove l'uomo che stende la mano quasi non può vederla. Per colui cui Allah non ha dato la luce, non c'è alcuna luce.
41. Non vedi come Allah è glorificato da tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra e gli uccelli che dispiegano [le ali]? Ciascuno conosce come adorarLo e renderGli gloria. Allah ben conosce quello che fanno.
42. Appartiene ad Allah la sovranità sui cieli e sulla terra. Verso Allah è il ritorno ultimo.
43. Non vedi che Allah spinge le nuvole e poi le raduna per farne ammassi? E vedi la pioggia scaturire dai loro recessi. E fa scendere dal cielo montagne gonfie di grandine. Colpisce con esse chi vuole e ne preserva chi vuole e per poco, il lampo della folgore [che le accompagna], non rapisce la vista.
44. Allah alterna la notte e il giorno. Questa è certamente una lezione per coloro che hanno occhi per vedere].
45. Dall'acqua, Allah ha creato tutti gli animali. Alcuni di loro strisciano sul ventre, altri camminano su due piedi e altri su quattro. Allah crea ciò che vuole. In verità Allah è onnipotente.
46. Già rivelammo segni chiarissimi. Allah dirige chi vuole sulla retta via.
47. Dicono: “Crediamo in Allah e nel Messaggero e obbediamo”, poi alcuni di loro volgono le spalle. Costoro non sono affatto credenti.
48. Quando vengono chiamati ad Allah e al Suo Inviato, affinché egli giudichi tra di loro, alcuni si sottraggono.
49. Se il diritto fosse dalla loro parte, allora verrebbero a lui sottomessi!
50. C'è una malattia nei loro cuori? Dubitano? O credono forse che Allah e il Suo Inviato li opprimano? No, sono loro gli ingiusti!
51. Quando i credenti sono chiamati ad Allah e al Suo Inviato, affinché egli giudichi tra loro, la loro risposta è “Ascoltiamo e obbediamo”. Essi sono coloro che prospereranno!
52. Coloro che obbediscono ad Allah e al Suo Inviato paventano Allah e Lo temono. Essi sono coloro che avranno il successo!
53. Giurano in [Nome di] Allah con solenni dichiarazioni che se tu dessi loro l'ordine, uscirebbero [a combattere]. Di': “Non giurate. La vostra obbedienza [verbale] è ben nota! Allah ben conosce quello che fate”.
54. Di': “Obbedite ad Allah e obbedite all'Inviato”. Se poi volgete le spalle, [sappiate che] a lui incomberà il suo peso e a voi il vostro. Se obbedirete, sarete ben guidati. L'Inviato non deve che trasmettere in modo esplicito [il Messaggio].
55. Allah ha promesso a coloro che credono e compiono il bene di farne [Suoi] vicari sulla terra, come già fu per quelli che li precedettero, di rafforzarli nella religione che Gli piacque dar loro e di trasformare in sicurezza il loro timore. Mi adoreranno senza associarMi alcunché. Quanto a colui che dopo di ciò, ancora sarà miscredente... Ecco quelli che sono iniqui!
56. Eseguite l'orazione, versate la decima e obbedite all'Inviato, sì che possiate essere oggetto della misericordia.
57. Non crediate che i miscredenti possano opporsi alla potenza [di Allah] sulla terra. Il Fuoco sarà il loro asilo; qual tristo destino!
58. O voi che credete, vi chiedano il permesso [di entrare] i vostri servi e quelli che ancora sono impuberi, in tre momenti [del giorno]: prima dell'orazione dell'alba, quando vi spogliate dei vostri abiti a mezzogiorno e dopo l'orazione della notte. Questi sono tre momenti di riservatezza per voi. A parte ciò, non ci sarà alcun male né per voi, né per loro, se andrete e verrete gli uni presso gli altri. Così Allah vi spiega i segni, e Allah è sapiente, saggio.
59. E quando i vostri figli raggiungono la pubertà, chiedano [il permesso di entrare], come fanno quelli che prima [la raggiunsero]. Così Allah vi spiega Suoi segni, Allah è sapiente, saggio.
60. Quanto alle donne in menopausa, che non sperano più di sposarsi, non avranno colpa alcuna se abbandoneranno i loro veli, senza peraltro mettersi in mostra; ma se saranno pudiche, meglio sarà per loro. Allah è Colui che tutto ascolta e conosce.
61. Non ci sarà colpa per il cieco, né per lo storpio, né per il malato, né per voi stessi, se mangerete nelle vostre case, o nelle case dei vostri padri, o nelle case delle vostre madri, o nelle case dei vostri fratelli, o nelle case delle vostre sorelle, o nelle case dei vostri zii paterni, o nelle case delle vostre zie paterne, o nelle case dei vostri zii materni, o nelle case delle vostre zie materne o in [altre] case di cui possediate le chiavi, o presso un vostro amico. E nessuna colpa se mangerete in compagnia o da soli. Quando entrate nelle case datevi il saluto, benedetto e puro, che viene da Allah.*
*[La formula di saluto di cui parla il Santo Corano è: “As-salâmu alaykum wa rahmatu Llahi wa barakâtuh” (siano con voi la pace e la misericordia di Allah e le Sue benedizioni), al quale si risponde con la stessa formula: “wa alaykum 's-salamu wa rahmatu 'Llahi wa barakatuhu”.]
Così Allah vi spiega i Suoi segni, affinché comprendiate.
62. I veri] credenti sono coloro che credono in Allah e nel Suo Inviato e che, quando sono presso di lui per una questione che li accomuna, non se ne vanno senza chiedere il permesso [di congedarsi]. Coloro che chiedono il permesso, sono coloro che credono in Allah e nel Suo Inviato. Se dunque ti chiedono il permesso per qualcosa che preme loro, concedilo a chi vuoi e chiedi ad Allah di perdonarli. In verità Allah è perdonatore, misericordioso.
63. Non rivolgetevi all'Inviato nello stesso modo in cui vi rivolgete gli uni agli altri. Allah ben conosce coloro che si defilano di nascosto. Coloro che si oppongono al suo comando stiano in guardia che non giunga loro una prova o non li colpisca un castigo doloroso.
64. In verità, ad Allah appartiene] tutto ciò che è nei cieli e sulla terra. Egli conosce le vostre condizioni e nel Giorno in cui li ricondurrà a Sé li informerà a proposito del loro agire. Allah conosce ogni cosa.