Bloggando il Corano: Sura 20, “Ta Ha” 

di ROBERT SPENCER  (6, Aprile, 2008)

Traduzione di PAOLO MANTELLINI

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Questa Sura, tra le prime sure Meccane, "non ha rivali" dice Muhammad Al-Ghazali, “ nella sua inflessibile affermazione della Assoluta Unità di Allah". Prende il nome dalle due lettere Arabe con cui comincia, ta () e ha (). Ibn Abbas e altri antichi commentatori hanno suggerito che ta ha (طه) fosse, in realtà, una frase di un antico dialetto Arabo, che significa: "Oh uomo!", nel qual caso potrebbe darsi che qui Allah si rivolga direttamente a Maometto, così come fa nel  v. 2 — in cui, ancora una volta, consola il suo depresso profeta, dicendogli che non gli sta rivelando il Corano per angosciarlo. Tutto appartiene ad Allah (v. 6) che conosce tutti i segreti (v. 7), perché Suoi sono i nomi più belli – cioè, i più alti attributi (v. 8).

Poi i Versetti 9-99 raccontano una volta ancora la storia di Mosé, che è stata già affrontata nelle sure 2, 7, 10, e 17. Ma, come osserva Al-Ghazali, "ogni volta che la storia riappare, emergono nuovi particolari. Ogni versione presenta dettagli non inclusi nelle altre versioni". Ma anche le parti ripetute hanno la loro utilità. Al-Ghazali fa anche notare che questa sura è molto interessata nel rammentare e nell'invitare i credenti a ricordarsi di verità che avevano già imparato: lo stesso Corano è un promemoria (v. 3); i credenti devono pregare regolarmente in modo da ricordarsi di Allah (v. 14); Mosé chiede ad Allah di dargli Aronne come aiutante, in modo che insieme, i fratelli possano lodarLo e ricordarLo senza interruzioni (vv. 29-34); Allah glielo concede, e lo ammonisce a non stancarsi di ricordarLo (v. 42); Allah ordina a Mosé di andare a parlare a Faraone in modo che forse Faraone si ricorderà di mostrare un po' di timore di Allah (v. 44); Allah non dimentica mai (v. 52), ma il misterioso Samiri, dopo che modellò l'idolo in forma di vitello, dice al popolo che quello è il loro dio, ma che Mosé lo ha dimenticato (v. 88); Allah dice a Maometto che gli ha raccontato ancora tutta la storia di Mosé come un ammonimento a ricordare (v. 99); Allah ha dato al mondo il Corano per convincere la gente a ricordarsi di Lui (v. 113); Adamo dimenticò il suo patto con Allah (v. 115); nel Giorno del Giudizio Allah si dimenticherà di chi dimenticò i Suoi segni (ayat, o Versetti del Corano) in questo mondo (v. 126).

I Sufi sostengono che quando Mosè  si avvicinò al roveto ardente e udì la voce di Allah (vv. 10-17), egli raggiunse lo stato di fana, o assorbimento del proprio essere nella divinità, e di baqaa, cioè vita in unione con Allah. Le sue scarpe, sostengono, rappresentavano la sua separazione da Allah, ed ecco perché Allah gli dice di di toglierle (v. 12). Secondo Ibn Masud Baghavi in Ma’alimut-tanzil, ciò che Mosé vide non fu assolutamente fuoco, ma la celestiale luce (Nur) di Allah.

Ad ogni modo, Allah fornisce a Mosé un bastone che si trasforma in serpente (v. 20) e di una mano che diventa di un bianco brillante "senza segno di malattia" (v. 22), e lo manda ad affrontare Faraone. Allah esaudisce la richiesta di Mosé di prendere con sé Aronne (v. 36) e gli racconta la storia di come fu strappato al fiume "da uno che è Mio nemico e suo nemico” (v. 39) da bambino e quindi restituito a sua madre (v. 40). La storia è narrata come se gli ascoltatori fossero già informati a grandi linee della vicenda di Mosé dal Libro dell'Esodo.

Quando Allah dice ancora a Mosé e ad Aronne di andare da Faraone (v. 44), rispondono di essere spaventati "per paura che si scagli contro di noi con insolenza oltrepassando ogni limite" (v. 45). Allah ribatte che non devono aver paura, poiché lui è con loro, vede ogni cosa e sente ogni cosa – richiamando il messaggio consolatorio già rivolto a Maometto nei vv. 5-7. Così Mosé e Aronne compiono il loro dovere, ricordando a Faraone che Allah è l'unico Dio e ha "fatto per te la terra come un tappeto disteso” (v. 53), e che il castigo attende i miscredenti (v. 48). Ma Faraone rifiuta il loro messaggio (v. 56) e dice che può eguagliare i loro miracoli (v. 58). Però, quando i suoi maghi dichiarano la loro fede per Allah (v. 70), Faraone li minaccia con un linguaggio che stranamente allude al castigo raccomandato dallo stesso Allah (rivelato successivamente) per coloro che muovono guerra ad Allah e a Maometto (5:33): dice loro che li crocifiggerà, o amputerà una mano e un piede da lati opposti (v. 71). Evidentemente le punizioni sono adeguate – l'unico problema è chi le deve infliggere e per quale motivo.

Allah salva gli Ebrei da Faraone dividendo il mare così che loro lo attraversano sulla terra ferma (vv. 77-79). Mosé sale sulla montagna per incontrare Allah, ma non riceve i Dieci Comandamenti. Invece, Allah gli chiede perché si affretta su per la montagna, precedendo il suo popolo (v. 83) e gli rivela che sta mettendo alla prova il suo popolo, permettendo a Samiri di condurli fuori dalla retta via (v. 85). Mosé rimprovera Aronne per non aver fatto nulla quando li vide allontanarsi dalla retta via (v. 92). Samiri spiega che prese "una manciata (di sabbia) dall'orma del Messaggero" per modellare il vitello (v. 96). I commentatori Musulmani generalmente concordano che egli prese questa sabbia da una delle orme lasciate dal cavallo di Gabriele, dato che Gabriele guidava gli Ebrei in battaglia. Mosé punisce Samiri dicendogli: "La tua punizione in questa vita sarà che dovrai dire 'non mi toccare' (v. 97)". Ibn Kathir spiega: “Ciò significa 'Proprio come tu prendesti e toccasti quello che non era tuo diritto prendere e toccare dell'orma del messaggero, tale è la tua punizione in questa vita, che tu dirai 'Non toccar(mi)'. Ciò significa 'Tu non toccherai la gente e la gente non toccherà te'." Ciò può essere un indizio che il termine "Samiri" significa Samaritano – un popolo che non si mescolava (e non si mescola) con gli stranieri.

I Versetti 100-112 ammoniscono a proposito del terribile Giorno del Giudizio. Quindi i Versetti 113-123 ci dicono che Allah ci ha inviato dal cielo un "Corano Arabo" così che la gente possa temerLo (v. 113) – questo è uno dei Versetti alla base dell'affermazione che il Corano è in essenza in Arabo e non può essere tradotto. Allah raccomanda a Maometto di "non affrettarsi (a recitare) il Corano prima che la sua rivelazione a te sia completa” (v. 114). Ciò perché, dice Ibn Abbas, Maometto avrebbe recitato le rivelazioni rapidamente, appena erano state rivelate, per cercare di ricordarle. Avrebbe dovuto invece confidare nel potere di Allah di farlo ricordare. Dopo ciò, il Corano torna alla storia della caduta di Adamo; Satana tenta Adamo perché mangi dall'Albero dell'Eternità (v. 120) – non dall'albero della conoscenza del bene e del male, come in Genesi. Allah espelle Adamo ed Eva dal Giardino, ma dice loro che coloro che seguiranno la sua guida non si smarriranno (v. 123).

I Versetti 124-135 concludono la Sura con ulteriori ammonimenti: i miscredenti risorgeranno ciechi nel Giorno del Giudizio (v. 125); Maometto deve essere paziente coi miscredenti (v. 130), poiché il loro castigo è imminente (v. 129); né Maometto deve invidiare le loro ricchezze terrene (v. 131); i miscredenti chiedono un segno, ma hanno ignorato tutte le precedenti rivelazioni di Allah(v. 133).

La prossima settimana: Sura 21, “I Profeti": "La resa dei Conti si avvicina sempre più all'umanità, ma loro non se ne curano e voltano le spalle"

[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano  in Italiano; N.d.T.]

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Sura XX


Tâ-Hâ 


Pre-Heg. n°45 a parte i vv.130 e 131. Di 135 versetti

Il nome della sura deriva dal primo versetto.

L’esegesi riferisce che questa sura determinò la conversione di Umar ibn al-Khattâb, colui che sarebbe diventato uno dei più ardenti musulmani, amico e suocero dell'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) e, infine, secondo califfo con il prestigioso appellativo di “amir al muminin” (principe dei credenti). 

 

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1. Tâ-Hâ.

2. Non abbiamo fatto scendere il Corano su di te per renderti infelice,

3. ma come Monito per chi ha timore [di Allah],

4. sceso da parte di Colui Che ha creato la terra e gli alti cieli.

5. Il Compassionevole Si è innalzato sul Trono.

6. Appartiene a Lui quello che è nei cieli e quello che sta sulla terra, quello che vi è frammezzo e nel sottosuolo.

7. [È inutile che] parli ad alta voce, ché in verità Egli conosce il segreto, anche il più nascosto.

8. Allah, non c'è dio all'infuori di Lui! A Lui appartengono i nomi più belli.

9. Ti è giunta la storia di Mosè?

10. Quando vide un fuoco, disse alla sua famiglia: “Aspettate! Ho avvistato un fuoco, forse [potrò] portarvene un tizzone o trovare nei suoi pressi una guida”.

11. Quando vi giunse, sentì chiamare: “O Mosè,

12. in verità sono il tuo Signore. Levati i sandali, ché sei nella valle santa di Tuwâ.

13. Io ti ho scelto. Ascolta ciò che sta per esserti rivelato.

14. In verità, Io sono Allah: non c'è dio all'infuori di Me. AdoraMi ed esegui l'orazione per ricordarti di Me.

15. In verità, l'Ora è imminente anche se la tengo celata, affinché ogni anima sia compensata delle opere sue.

16. Non lasciare che ti ostacoli colui che non crede in essa ed è incline alle sue passioni, ché altrimenti periresti.

17. O Mosè, cosa tieni nella tua mano destra?”.

18. Disse: “È il mio bastone, mi ci appoggio, e faccio cadere foglie [degli alberi] per i miei montoni e mi serve anche per altre cose”.

19. Disse [Allah]: “Gettalo, Mosè”.

20. Lo gettò ed ecco che divenne un serpente che strisciava veloce.

21. Disse [Allah]: “Afferralo e non temere: gli daremo la sua forma originaria.

22. Stringi la mano sotto l'ascella: ne uscirà bianca, senza alcun male. Ecco un altro segno,

23. per mostrarti altri Nostri segni ben più grandi.

24. Vai da Faraone. In verità si è ribellato”.

25. Disse: “Aprimi il petto, Signore,

26. facilita il mio compito,

27. e sciogli il nodo della mia lingua,

28. sì che possano capire il mio dire;

29. concedimi in aiuto uno della mia famiglia,

30. Aronne, mio fratello.

31. Accresci con lui la mia forza,

32. e associalo alla mia missione,

33. perché possiamo renderTi gloria molto,

34. e perché possiamo ricordarTi molto;

35. e in verità, Tu sempre ci osserverai”.

36. Disse: “O Mosè, la tua richiesta è esaudita.

37. Già innanzi ti favorimmo,

38. quando ispirammo a tua madre quello che le fu ispirato:

39. “Mettilo in una cesta e gettala nell'acqua, così che le onde la riportino a riva ove lo raccoglierà un Mio e suo nemico"*. Ho posto su di te il Mio [sguardo] amorevole, affinché tu venissi allevato sotto il Mio occhio.

*[Terrorizzato da una profezia, Faraone faceva uccidere tutti i neonati maschi ebrei. Per salvare il suo bambino, ispirata da Allah (gloria a Lui l'Altissimo), la madre di Mosè lo pose in una cesta e lo affidò alle acque del Nilo. Lo sguardo d'amore del Creatore fece sì che la moglie di Faraone lo vedesse e lo amasse (alcuni affermano che alla vista del neonato la donna guarì dalla lebbra)]

40. Passava tua sorella e disse: "Posso indicarvi chi potrà occuparsene". E ti riportammo a tua madre, perché si consolassero i suoi occhi e più non si affliggesse. Uccidesti un uomo: ti cavammo d'impaccio e ti imponemmo molte prove. Rimanesti per anni presso la gente di Madyan. Poi venisti fin qui, o Mosè, per una predestinazione.

41. Ti ho scelto per Me.

42. Va' con tuo fratello con i segni Miei e non trascurate di ricordarMi.

43. Andate da Faraone: in verità si è ribellato!

44. Parlategli con dolcezza. Forse ricorderà o temerà [Allah]”.

45. Dissero: “O Signor nostro, temiamo che si scagli contro di noi o che accresca la ribellione”.

46. Rispose: “Non temete. Io sono con voi: [tutto] odo e vedo.

47. Andate pure da lui e ditegli: In verità, siamo due messaggeri del tuo Signore. Lascia partire con noi i Figli di Israele e non tormentarli più. Siamo venuti da te con un segno da parte del tuo Signore. Pace, su chi segue la retta via.

48. In verità ci è stato rivelato, che il castigo sarà per chi nega e volge le spalle!"”.

49. Disse [Faraone]: “O Mosè, chi è il vostro Signore?”.

50. Rispose:“Il nostro Signore è Colui Che ha dato ad ogni cosa la sua propria natura e poi l'ha guidata sulla retta via”.

51. Disse: “Cosa ne è delle generazioni antiche?”.

52. Rispose: “La conoscenza di ciò è in una Scrittura presso il mio Signore. Il mio Signore non sbaglia e non dimentica”.

53. È Lui Che vi ha dato la terra come culla e vi ha tracciato sentieri e dal cielo fa scendere l'acqua, per mezzo della quale facciamo germinare diverse specie di piante.

54. Mangiatene e fatevi pascolare il vostro bestiame. Ecco segni per coloro che hanno intelletto.

55. Da essa vi abbiamo creati, in essa vi faremo ritornare e da essa vi trarremo un'altra volta.

56. Gli mostrammo tutti i Nostri segni, ma li ha tacciati di menzogna e rinnegati.

57. Disse: “O Mosè, sei venuto per cacciarci dalla nostra terra con la tua magia?

58. Allora ti opporremo una magia simile. Fissa per te e per noi un incontro in un luogo appropriato, noi non mancheremo e tu neppure”.

59. Rispose: “L'incontro sarà nel giorno della festa. Che la gente sia riunita al mattino”.

60. Si ritirò Faraone, preparò i suoi artifici e poi si presentò.

61. Disse Mosè: “Guai a voi, non inventate menzogne contro Allah: vi annienterebbe per punizione. Chi inventa menzogne è certamente perduto”.

62. Discussero in proposito [i maghi], in segreti conciliaboli.

63. Dissero: “Quei due sono sicuramente due maghi che vogliono cacciarvi dalla vostra terra con la magia e cancellare la vostra esemplare dottrina”.

64. “Riunite i vostri incantesimi e venite in fila. Chi avrà oggi il sopravvento sarà il vincitore.”

65. Dissero: “Getti tu, Mosè, o gettiamo noi per primi?”.

66. Disse: “Gettate pure!”. Ed ecco che gli parve che le loro corde e i loro bastoni si mettessero a correre, per effetto di magia.

67. Mosè ne fu intimorito nell'intimo.

68. Gli dicemmo: “Non aver paura. Avrai il sopravvento.

69. Getta quello che c'è nella tua mano destra: divorerà quello che han fatto, perché quello che han fatto è artificio di mago; e il mago, ovunque vada, non avrà riuscita”.

70. I maghi caddero in prosternazione e dissero: “Crediamo nel Signore di Aronne e di Mosè”.

71. Disse [Faraone]: “Crederete in lui, prima che io ve lo permetta? È certo lui il vostro maestro che vi ha insegnato la magia. Vi farò tagliare mani e piedi alternati e vi farò crocifiggere a tronchi di palma e capirete chi di noi è più duro e pertinace nel castigo”.

72. Dissero: “Non ti potremmo mai preferire a quello che ci è stato provato e a Colui Che ci ha creati. Attua pure quello che hai deciso. Le tue decisioni non riguardano che questa vita!

73. In verità noi crediamo nel nostro Signore, ché ci perdoni i nostri peccati e la magia che ci hai imposto. Allah è migliore e duraturo”.

74. Chi si presenterà empio al suo Signore, certamente avrà l'Inferno dove non morirà, né vivrà.

75. Chi [invece] si presenterà a Lui credente, e avrà compiuto opere buone... ecco coloro che avranno l'onore più grande,

76. i Giardini di Eden dove scorrono i ruscelli e in cui rimarranno in perpetuo. Questo è il compenso per chi si purifica.

77. In verità, ispirammo questo a Mosè: “Parti durante la notte, alla testa dei Miei servi e apri per loro una strada asciutta nel mare: non devi temere che vi raggiungano, non aver alcun timore”.

78. Li inseguì Faraone con i suoi armati e furono sommersi dalle onde.

79. Faraone sviò la sua gente e non la guidò [al bene].

80. O Figli di Israele, vi liberammo dal vostro nemico e vi demmo convegno sul lato destro del Monte. Facemmo scendere su di voi la manna e le quaglie.

81. “Mangiate le ottime cose di cui vi abbiamo provveduto e non ribellatevi o la Mia collera sarà su di voi, e colui sul quale si abbatte la Mia collera è destinato all'abisso!”

82. In verità, Io sono Colui che assolve chi si pente, crede, compie il bene e poi segue la retta via.

83. “Cos'è che ti ha spinto a sopravanzare il tuo popolo, o Mosè?”

84. Rispose: “Essi sono sui miei passi. Mi sono affrettato verso di Te, o Signore, per compiacerTi”.

85. Disse: “In tua assenza abbiamo tentato la tua gente e il Sâmirî* li ha traviati”.

*[Molte e diverse le ipotesi esegetiche sulla natura e le caratteristiche di questo personaggio, il cui nome sembra piuttosto indicare più un'origine geografica che un vero nome proprio. Alcuni lo hanno considerato come il capostipite delle genti che in seguito abitarono quella regione nell'altopiano centrale della Palestina, che fu appunto chiamata Samaria e che i giudei consideravano ritualmente impuri]

86. Ritornò Mosè al suo popolo pieno di collera e dispiacere, disse: “O popol mio, non vi ha fatto il vostro Signore una bella promessa? [L'attesa] del patto era troppo lunga per voi? Avete voluto che fosse su di voi la collera del vostro Signore e così avete mancato alla promessa che mi avevate fatto?”.

87. Dissero: “Non è per nostra volontà che abbiamo mancato alla promessa. Eravamo appesantiti dai gioielli di quella gente.* Li abbiamo buttati, il Sâmirî li ha gettati

*[Riferisce la tradizione islamica (Tabarî XVI, 199) che i Figli di Israele scambiarono i loro beni immobili con oggetti di valore facili da trasportare, gioielli ed ornamenti d'oro e d'argento]

88. e ne ha tratto un vitello dal corpo mugghiante”. E [tutti] dissero: “È il vostro dio, il dio di Mosè. [Mosè] ha dimenticato [di informarvene]!”.

89. Che? Non vedevano che quello non poteva rispondere e non poteva apportar loro né danno, né giovamento?

90. Già Aronne li aveva avvertiti: “O popol mio, siete caduti nella tentazione! Il Compassionevole è veramente il vostro Signore. Seguitemi allora, e obbedite ai miei ordini”.

91. Risposero: “Non cesseremo di adorarlo, finché Mosè non sarà di ritorno”.

92. Disse [Mosè]: “O Aronne, cosa ti ha impedito, quando li hai visti sviarsi?

93. Perché non mi hai raggiunto? Hai disobbedito ai miei ordini?”.

94. Rispose: “O figlio di mia madre, non prendermi per la barba o per i capelli. Temevo che avresti detto: "Hai creato una divisione tra i Figli di Israele e non hai obbedito alle mie parole"”.

95. Disse [Mosè]: “E tu, Sâmirî,  qual era il tuo disegno?”.

96. Rispose: “Ho visto quello che non hanno visto*, ho preso un pugno di polvere dalla traccia dell'Inviato e l'ho gettata, questo mi ha suggerito l'animo mio”.

*[“Ho visto quello che non hanno visto”: secondo una tradizione attribuita ad Ali ibn Abî Tâlib (che Allah sia soddisfatto di lui), il Samiri avrebbe visto Gabriele (pace su di lui) che precedeva a cavallo la marcia degli ebrei ed ebbe l'ispirazione diabolica di prendere un pugno di polvere calpestata dagli zoccoli dell'animale, per gettarla in seguito su qualcosa che, in tal modo, si sarebbe trasformata in quello che lui avrebbe voluto]

97. “Vattene - disse [Mosè] - "Per [tutta] la vita dovrai avvertire: Non toccatemi". Sei destinato ad un incontro cui non potrai mancare! Guarda il dio che hai adorato assiduamente: lo bruceremo e disperderemo [le ceneri] nel mare.

98. In verità, il vostro Dio è Allah, al di fuori del Quale non c'è divinità alcuna. Egli tutto abbraccia nella Sua Scienza.”

99. Così ti raccontiamo le storie del passato. È un Monito da parte Nostra che ti abbiamo dato.

100. Chiunque se ne allontana, nel Giorno della Resurrezione porterà un fardello,

101. resteranno perpetuamente in quello stato. Che atroce fardello, nel Giorno della Resurrezione!

102. Nel Giorno in cui sarà soffiato nel Corno, riuniremo in quel Giorno i malvagi, [e avranno] gli occhi bluastri.

103. Bisbiglieranno tra loro: “Non siete rimasti [nella tomba] che dieci [giorni]”.

104. Conosciamo meglio [di chiunque altro] quello che diranno, quando il più ragionevole di loro, dirà: “Siete rimasti solo un giorno”.

105. Ti chiederanno [a proposito] delle montagne; di': “Il mio Signore le ridurrà in polvere

106. e ne farà una pianura livellata,

107. dove non vedrai asperità o depressioni”.

108. In quel Giorno, seguiranno indefettibilmente colui che li avrà chiamati e abbasseranno le voci davanti al Compassionevole. Non sentirai altro che un mormorio.

109. In quel Giorno si potrà godere dell'intercessione solo con il permesso del Compassionevole e da parte di coloro le cui parole saranno da Lui accette.

110. Egli conosce quello che li precede e quello che li segue, mentre la loro scienza non può comprenderLo.

111. Si umilieranno i loro volti davanti al Vivente, Colui Che esiste di per Se stesso e per il Quale sussiste ogni cosa, mentre chi sarà carico di peccati si perderà,

112. e chi sarà stato credente e avrà compiuto il bene, non temerà alcun danno o ingiustizia.

113. Lo facemmo scendere [sotto forma di] Corano arabo, nel quale formulammo esplicite minacce. Chissà che non divengano timorati o che sia per essi un monito.

114. Sia esaltato Allah, il Re, il Vero. Non aver fretta di recitare, prima che sia conclusa la rivelazione, ma di': “Signor mio, accresci la mia scienza”.

115. Già imponemmo il patto ad Adamo, ma lo dimenticò, perché non ci fu in lui risolutezza.

116. E quando dicemmo agli angeli: “Prosternatevi davanti ad Adamo”, tutti si prosternarono, eccetto Iblis, che rifiutò.

117. Dicemmo: “O Adamo, in verità quello è un nemico manifesto, per te e per la tua sposa. Bada a che non vi tragga, entrambi, fuori dal Paradiso, ché in tal caso saresti infelice.

118. [Ti promettiamo che qui] non avrai mai fame e non sarai nudo,

119. non avrai mai sete e non soffrirai la calura del giorno”.

120. Gli sussurrò Satana: “O Adamo, vuoi che ti mostri l'albero dell'eternità e il regno imperituro?”.

121. Ne mangiarono entrambi e presero coscienza della loro nudità. Iniziarono a coprirsi intrecciando foglie del giardino. Adamo disobbedì al suo Signore e si traviò.

122. Lo scelse poi il suo Signore, accolse il suo pentimento e lo guidò

123. e disse: “Scendete insieme! Sarete nemici gli uni degli altri. Quando poi vi giungerà una guida da parte mia... chi allora la seguirà non si svierà e non sarà infelice”.

124. Chi si sottrae al Mio Monito, avrà davvero vita miserabile e sarà resuscitato cieco nel Giorno della Resurrezione.

125. Dirà: “Signore! Perché mi hai resuscitato cieco quando prima ero vedente?”.

126. [Allah] Risponderà: “Ecco, ti giunsero i Nostri segni e li dimenticasti; alla stessa maniera oggi sei dimenticato”.

127. Compensiamo così il trasgressore che non crede ai segni del suo Signore. In verità, il castigo dell'altra vita è più severo e durevole.

128. Non è servito loro da lezione che facemmo perire le generazioni, nelle cui dimore, oggi. si aggirano? In verità, in ciò vi sono certo segni per coloro che hanno intelletto.

129. Se non fosse stato per una precedente parola del tuo Signore e per un termine già stabilito, già [tutto questo] sarebbe avvenuto.

130. Sopporta dunque con pazienza quello che dicono, glorifica e loda il tuo Signore prima del levarsi del sole e prima che tramonti. GlorificaLo durante la notte e agli estremi del giorno, così che tu possa essere soddisfatto.

131. Non volgere lo sguardo ai beni effimeri che abbiamo concesso ad alcuni di loro, per metterli alla prova. Il compenso del tuo Signore è certamente migliore e più duraturo!

132. Comanda la preghiera alla tua gente e assiduamente assolvila. Non ti chiediamo alcun nutrimento: siamo Noi a nutrirti! Il felice esito è nel timore di Allah.

133. Dicono: “Perché mai non ci porta un segno da parte del suo Signore?”. Non è forse giunta a loro la Prova che era [annunciata] nelle antiche scritture?

134. Se per castigo li avessimo fatti perire prima della sua venuta, avrebbero certamente detto: “O Signor nostro, perché non ci hai inviato un messaggero? Avremmo seguìto i Tuoi segni, prima di essere umiliati e coperti di abominio”.

135. Di': “Tutti aspettano, aspettate allora, e ben presto saprete chi sono i compagni della retta via e chi sono i ben guidati”.  

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