Bloggando il Corano: Sura 2, “La Vacca”, Versetti 222-286
di ROBERT SPENCER (15, Luglio, 2007)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
I Versetti 222-242 della Sura 2 del Corano, “La Vacca”, contengono prevalentemente varie leggi riguardanti il matrimonio e il divorzio. Il coito durante il periodo mestruale è vietato (v. 222). Secondo un Hadith registrato dall'Imam Sahih Muslim e molti altri, gli Ebrei stanno dietro la rivelazione del Versetto 223: "Gli Ebrei erano soliti affermare che quando uno entra in sua moglie attraverso la vagina, ma da dietro, e lei rimane incinta, il bambino avrà un occhio strabico - o, secondo altri, sarà strabico da entrambi gli occhi. Per controbattere ciò, fu rivelato il Versetto 223: "Le vostre mogli sono il vostro campo, entrate nel vostro campo secondo il vostro desiderio". Questo Versetto è anche interpretato come un divieto del sesso anale. Qutb dice che l'uso della parola "campo" (in Arabo حَرْثٌ), con le sue "connotazioni di aratura e produzione, è molto adatta a un contesto di fertilità e procreazione" - o, come Maududi afferma "lo scopo di Allah nella creazione delle donne non è esclusivamente quello di fornire agli uomini il divertimento". E' anche quello di procurar loro dei figli.
Le prescrizioni sul divorzio evidenziano che, mentre le donne "hanno diritti simili a quelli (che gli uomini hanno) sopra di loro in benevolenza", tuttavia "gli uomini sono un grado sopra di loro" (v. 228). E' forse per questo che un uomo può divorziare dalle sue mogli dicendo semplicemente “Talaq” - io divorzio da te - mentre le donne non lo possono fare. Tale semplice procedura conduce a divorzi decisi in uno scatto d'ira, seguiti poi dalla riconciliazione - e il Corano lo prevede e cerca di evitarlo specificando che un marito che divorzia per tre volte dalla moglie non può riconciliarsi con lei fino a quando non abbia sposato un altro e e lui, a sua volta, non abbia divorziato da lei (v. 230). Ciò ha dato origine al fenomeno dei "mariti temporanei", che sposano e divorziano da donne divorziate tre volte per ordine di religiosi Islamici, anche ai nostri giorni, in modo che queste povere donne possano tornare ai loro mariti originari. Come ci si poteva immaginare, questa pratica ha dato origine ad abusi.
I Versetti 234 e 240 si occupano delle disposizioni testamentarie che gli uomini fanno in favore delle loro mogli; chi fosse interessato alla dottrina dell'abrogazione noterà che Ibn Kathir asserisce a proposito di v. 240 che "la maggioranza degli studiosi dicono che questa Ayah (2:240) fu abrogata dalla Ayah (2:234)”.
I Versetti 243-260 ritornano ai Figli di Israele, raccontando numerose storie Bibliche, nessuna molto dettagliatamente. Gli Ebrei rifiutano di combattere dopo che gli si è ordinato di farlo (v. 246) e si ribellano alla designazione di Saul come loro re (v. 247). Se Allah avesse voluto, le nazioni avrebbero creduto ai profeti che aveva mandato sulla terra, ma questa non era la sua volontà, benché le sue ragioni non vengano spiegate (v. 253). Secondo lo studioso Islamico Mahmoud Ayoub, il v. 255, noto come l Versetto del Trono (Ayat Al-Kursi), è "considerato dai Musulmani come uno dei più eccellenti Versetti del Corano. Pertanto ha giocato un ruolo molto importante nella pietà Musulmana. Maometto, il Profeta dell'Islam approva l'affermazione a proposito della sua potenza: "Ogni volta che vai a dormire, recita il Versetto ‘Al-Kursi’ (2.255) perché allora un guardiano proveniente da Allah ti proteggerà e Satana non si avvicinerà a te fino all'alba" e ne approva anche un'altra, che afferma che "é il più grande Versetto nel Libro di Allah". Qurtubi riporta che "quando il Versetto del Trono fu rivelato, tutti gli idoli e tutti i re della terra caddero prostrati e le corone dei re caddero dalle loro teste", e riferisce un detto di Maometto nel quale Allah espone a Mosé le numerose benedizioni che la gente riceverà se recita il Versetto del Trono - una ulteriore manifestazione dell'assunto che il Popolo del Libro ricevette almeno alcuni dei contenuti del Corano, ma perversamente li cancellò dalle loro Scritture.
Immediatamente dopo segue la famosa affermazione che "non c'è costrizione nella religione" (v. 256). I propagandisti dell'Islam in Occidente la citano frequentemente per contrastare l'opinione che l'Islam si è diffuso con la spada. Secondo uno dei primi Musulmani, Mujahid ibn Jabr, questo Versetto fu abrogato dal Versetto 9:29, nel quale viene ordinato ai Musulmani di combattere contro il Popolo del Libro. Altri, tuttavia, secondo lo storico Islamico Tabari, dicono che il Versetto 2:256 non fu mai abrogato, ma fu rivelato precisamente in riferimento al Popolo del Libro. Non bisogna forzarli ad accettare l'Islam, ma possono praticare le loro religioni fintanto che paghino la jizya (tassa pro capite) e "si sentano sottomessi" (9:29).
Molti ritengono che il Versetto 256 contraddica l'imperativo Islamico di muovere jihad contro i non credenti, ma, in effetti, non c'è contraddizione, perché lo scopo della jihad non è la conversione forzata dei non credenti, ma la loro sottomissione entro l'ordine sociale Islamico. Asad dice: "Tutti i giuristi Islamici (fuqahd’), senza alcuna eccezione, sostengono che le conversioni forzate sono nulle e senza valore in ogni caso, e che ogni tentativo di costringere un non credente ad accettare la fede nell'Islam è un gravissimo peccato: un verdetto che elimina la diffusa erronea credenza che l'Islam pone ai non credenti l'alternativa: o conversione o spada". E' proprio così: come fu formulata da Maometto medesimo, la scelta è: conversione, sottomissione come dhimmi, o la spada. Concordemente Qutb nega che il Versetto 256 contraddica l'imperativo di combattere fino a quando "la religione sia per Allah" (v. 193), dicendo che "l'Islam non ha usato la forza per imporre il suo credo". Piuttosto, "l'obbiettivo principale della jihad è stata la realizzazione di una società stabile nella quale tutti i cittadini, inclusi i fedeli di altre religioni, possano vivere in pace e sicurezza" - benché non con uguali diritti davanti alla legge, come enfatizzato da 9:29. Per Qutb questa "società stabile" è "l'ordine sociale Islamico", la cui realizzazione è il principale obiettivo della jihad.
In questa luce i Versetti 256 e 193 si accordano completamente senza problemi. I Musulmani devono combattere fino a quando "la religione sia per Allah", ma non obbligano nessuno ad accettare la religione di Allah. Essi obbligano all'obbedienza coloro che rifiutano di convertirsi così che molti di loro, in seguito, si convertono all'Islam per sfuggire ai regolamenti discriminatori e umilianti della dhimmitudine - ma quando si convertono, lo fanno liberamente. Solo alla fine del mondo Gesù, il Profeta dell'Islam, tornerà e Islamizzerà il mondo, abolendo il Cristianesimo e quindi la necessità della jizya che viene pagata dai dhimmi. Allora la religione sarà "per Allah" e non ci sarà ulteriore necessità della jihad.
I Versetti 261-286, per la maggior parte, esortano i credenti a fare l'elemosina, e condannano l'usura (vv. 275-281) - che è il fondamento dell'avversione Islamica verso le pratiche bancarie basate sugli interessi. Il Versetto 282 stabilisce che due donne sono equivalenti ad un uomo nel fornire una testimonianza. Maometto spiegò: "Ciò a causa della limitazione dell'intelligenza delle donne".
Questo è quanto per "La Vacca". La prossima settimana: l'inizio della Sura 3, "La Famiglia di Imran", e perché i credenti non devono prendere i non credenti come amici e protettori.
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura II
Al-Baqara
(La Giovenca)
Post - Eg. n. 87, di 286 versetti.
Il nome della sura deriva dal vers. 67.
Il vers. 281 è stato rivelato durante il pellegrinaggio dell'addio (10/632)
222 Ti chiederanno dei mestrui. Di': "Sono un'impurità . Non accostatevi alle vostre spose durante i mestrui e non avvicinatele prima che si siano purificate. Quando poi si saranno purificate, avvicinatele nel modo che Allah vi ha comandato ". In verità Allah ama coloro che si pentono e coloro che si purificano.
223 Le vostre spose per voi sono come un campo . Venite pure al vostro campo come volete , ma predisponetevi ; temete Allah e sappiate che Lo incontrerete. Danne la lieta novella ai credenti!
224 Con i vostri giuramenti non fate di Allah un ostacolo all'essere caritatevoli, devoti e riconciliatori fra gli uomini . Allah è Colui che tutto ascolta e conosce.
225 Allah non vi punirà per la leggerezza nei vostri giuramenti, vi punirà per ciò che i vostri cuori avranno espresso . Allah è perdonatore paziente.
226 Per coloro che giurano di astenersi dalle loro donne, è fissato il termine di quattro mesi . Se recedono, Allah è perdonatore, misericordioso.
227 Ma se poi decidono il divorzio, in verità Allah ascolta e conosce.
228 Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli , e non è loro permesso nascondere quello che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in Allah e nell'Ultimo Giorno. E i loro sposi avranno priorità se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori . Allah è potente, è saggio.
229 Si può divorziare due volte. Dopo di che, trattenetele convenientemente o rimandatele con bontà; e non vi è permesso riprendervi nulla di quello che avevate donato loro , a meno che entrambi non temano di trasgredire i limiti di Allah . Se temete di non poter osservare i limiti di Allah, allora non ci sarà colpa se la donna si riscatta . Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate. E coloro che trasgrediscono i termini di Allah, quelli sono i prevaricatori.
230 Se divorzia da lei [per la terza volta] non sarà più lecita per lui finché non abbia sposato un altro. E se questi divorzia da lei, allora non ci sarà peccato per nessuno dei due se si riprendono, purché pensino di poter osservare i limiti di Allah. Ecco i limiti di Allah, che Egli manifesta alle genti che comprendono.
231 Quando divorziate dalle vostre spose, e sia trascorso il ritiro, riprendetele secondo le buone consuetudini o rimandatele secondo le buone consuetudini . Ma non trattenetele con la forza, sarebbe una trasgressione e chi lo facesse mancherebbe contro se stesso. Non burlatevi dei segni di Allah. Ricordate i benefici che Allah vi ha concesso e ciò che ha fatto scendere della Scrittura e della Saggezza, con i quali vi ammonisce. Temete Allah e sappiate che in verità Allah conosce tutte le cose.
232 Quando divorziate dalle vostre spose, e sia trascorso il termine, non impedite loro di risposarsi con i loro mariti , se si accordano secondo le buone consuetudini. Questa è l'ammonizione per coloro di voi che credono in Allah e nell'Ultimo giorno. Ciò è più decente per voi, e più puro. Allah sa e voi non sapete.
233 Per coloro che vogliono completare l'allattamento, le madri allatteranno per due anni completi . Il padre del bambino ha il dovere di nutrirle e vestirle in base alla consuetudine. Nessuno è tenuto a fare oltre i propri mezzi. La madre non deve essere danneggiata a causa del figlio e il padre neppure. Lo stesso obbligo per l'erede . E se, dopo che si siano consultati, entrambi sono d'accordo per svezzarlo, non ci sarà colpa alcuna. E se volete dare i vostri figli a balia, non ci sarà nessun peccato, a condizione che versiate realmente il salario pattuito, secondo la buona consuetudine. Temete Allah e sappiate che in verità Egli osserva quello che fate.
234 E coloro di voi che muoiono lasciando delle spose, queste devono osservare un ritiro di quattro mesi e dieci [giorni]. Passato questo termine non sarete responsabili del modo in cui dispongono di loro stesse, secondo la buona consuetudine. Allah è ben informato di quello che fate.
235 Non sarete rimproverati se accennerete a una proposta di matrimonio, o se ne coltiverete segretamente l'intenzione . Allah sa che ben presto vi ricorderete di loro. Ma non proponete loro il libertinaggio : dite solo parole oneste. Ma non risolvetevi al contratto di matrimonio prima che sia trascorso il termine prescritto.
Sappiate che Allah conosce quello che c'è nelle anime vostre e quindi state in guardia. Sappiate che in verità Allah è perdonatore, magnanimo.
236 Non ci sarà colpa se divorzierete dalle spose che non avete ancora toccato e alle quali non avete stabilito la dote . Fate loro comunque, il ricco secondo le sue possibilità e il povero secondo le sue possibilità, un dono di cui possano essere liete, secondo la buona consuetudine. Questo è un dovere per chi vuol fare il bene.
237 Se divorzierete da loro prima di averle toccate ma dopo che abbiate fissato la dote, versate loro la metà di quello che avevate stabilito, a meno che esse non vi rinuncino o vi rinunci colui che ha in mano il contratto di matrimonio. Se rinunciate voi, è comunque più vicino alla pietà. Non dimenticate la generosità tra voi. In verità Allah osserva quello che fate.
238 Siate assidui alle orazioni e all'orazione mediana e, devotamente, state ritti davanti ad Allah.
239 Ma se siete in pericolo, [pregate] in piedi o a cavallo. Poi, quando sarete al sicuro, ricordatevi di Allah, ché Egli vi ha insegnato quello che non sapevate.
240 Quelli di voi che moriranno lasciando delle mogli, [stabiliscano] un testamento a loro favore, assegnando loro un anno di mantenimento e di residenza. Se esse vorranno andarsene, non sarete rimproverati per quello che faranno di sé in conformità alle buone consuetudini . Allah è potente e saggio.
241 Le divorziate hanno il diritto al mantenimento, in conformità alle buone consuetudini . Un dovere per i timorati.
242 Così Allah manifesta i Suoi segni affinché possiate capire.
243 Non hai forse visto coloro che uscirono dalle loro case a migliaia per timore della morte? Poi Allah disse:"Morite!". E poi rese loro la vita. Allah è veramente pieno di grazia verso gli uomini, ma la maggior parte di loro non sono riconoscenti.
244 Combattete sulla via di Allah e sappiate che Allah è audiente, sapiente.
245 Chi fa ad Allah un prestito bello, Egli glielo raddoppia molte volte. E' Allah che stringe [la mano e la] apre . A Lui sarete ricondotti.
246 Non hai visto i notabili dei Figli di Israele quando, dopo Mosè, dissero al loro profeta : "Suscita tra noi un re, affinché possiamo combattere sul sentiero di Allah"? Disse: "E se non combatterete quando vi sarà ordinato di farlo?". Dissero: "Come potremmo non combattere sulla via di Allah, quando ci hanno scacciato dalle nostre case, noi e i nostri figli?". Ma quando fu loro ordinato di combattere, tutti voltarono le spalle, tranne un piccolo gruppo. Allah ben conosce gli iniqui.
247 E disse il loro profeta: "Ecco che Allah vi ha dato per re Saul". Dissero: "Come potrà regnare su di noi? Noi abbiamo più diritto di lui a regnare, e a lui non sono state concesse ricchezze!". Disse: "In verità Allah lo ha scelto tra voi e lo ha dotato di scienza e di prestanza". Allah dà il regno a chi vuole, Egli è immenso, sapiente.
248 E disse il loro profeta:"Il segno della sovranità sarà che verrà con l'Arca . Conterrà una presenza di pace da parte del vostro Signore, nonché quel che resta di ciò che lasciarono la famiglia di Mosè e la famiglia di Aronne. Saranno gli angeli a portarla. Ecco un segno per voi, se siete credenti".
249 Mettendosi in marcia con le sue truppe Saul disse: "Ecco che Allah vi metterà alla prova per mezzo di un fiume: chi ne berrà non sarà dei miei, eccetto chi ne prenderà un sorso con il palmo della mano". Tutti bevvero, eccetto un piccolo gruppo. Poi, dopo che lui e coloro che erano credenti ebbero attraversato il fiume, gli altri dissero: "Oggi non abbiamo forza contro Golia e le sue truppe!". Quelli che pensavano che avrebbero incontrato Allah dissero: "Quante volte, con il permesso di Allah, un piccolo gruppo ha battuto un grande esercito! Allah è con coloro che perseverano .
250 E quando affrontarono Golia e le sue truppe dissero: "Signore, infondi in noi la perseveranza, fai saldi i nostri passi e dacci la vittoria sul popolo dei miscredenti".
251 E li misero in fuga con il permesso di Allah. Davide uccise Golia e Allah gli diede la sovranità e la saggezza e gli insegnò quello che volle . Se Allah non respingesse alcuni per mezzo di altri, la terra sarebbe certamente corrotta, ma Allah è pieno di grazia per le creature.
252 Questi sono i Segni di Allah che ti recitiamo secondo verità. Invero tu sei uno degli inviati.
253 Tra i messaggeri, a taluni abbiamo dato eccellenza sugli altri . A qualcuno Allah ha parlato, e altri li ha elevati a gradi superiori. A Gesù, figlio di Maria, abbiamo dato prove chiare e lo abbiamo coadiuvato con lo Spirito di Santità . E se Allah avesse voluto, quelli che vennero dopo di loro non si sarebbero uccisi tra loro, dopo aver ricevuto le prove. Ma caddero nel disaccordo: alcuni credettero e altri negarono. Se Allah avesse voluto, non si sarebbero uccisi tra loro; ma Allah fa quello che vuole.
254 O voi che credete, elargite di quello che vi abbiamo concesso, prima che venga il Giorno in cui non ci saranno più commerci, amicizie e intercessioni. I negatori sono coloro che prevaricano.
255 Allah! Non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto . Non Lo prendon mai sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole. Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l'Altissimo, l'Immenso .
256 Non c'è costrizione nella religione . La retta via ben si distingue dall'errore. Chi dunque rifiuta l'idolo e crede in Allah, si aggrappa all'impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente.
257 Allah è il patrono di coloro che credono, li trae dalle tenebre verso la luce. Coloro che non credono hanno per patroni gli idoli che dalla luce li traggono alle tenebre. Ecco i compagni del Fuoco in cui rimarranno in eterno.
258 Non hai visto colui che per il fatto che Allah lo aveva fatto re, discuteva con Abramo a proposito del suo Signore ? Quando Abramo disse:"Il mio Signore è Colui che dà la vita e la morte", rispose [l'altro]: "Sono io che dò la vita e la morte!". E Abramo: "Allah fa sorgere il sole da Oriente, fallo nascere da Occidente". Restò confuso il miscredente: Allah non guida i popoli che prevaricano.
259 O colui che passando presso una città in completa rovina [disse]: "Come potrà Allah ridarle la vita dopo che è morta?". Allah allora lo fece morire per cento anni, poi lo resuscitò e gli chiese:"Quanto [tempo] sei rimasto?". Rispose:"Rimasi un giorno o una parte di esso"."No, disse Allah, sei rimasto cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua acqua, sono intatti; poi guarda il tuo asino, [Ti mostriamo tutto ciò] affinché tu divenga un segno per gli uomini. Guarda come riuniamo le ossa e come le rivestiamo di carne". Davanti all'evidenza disse: "So che Allah è onnipotente ".
260 E quando Abramo disse:"Signore, mostrami come resusciti i morti ", Allah disse:"Ancora non credi?". "Sí, disse Abramo, ma [fa] che il mio cuore si acquieti". Disse Allah:"Prendi quattro uccelli e falli a pezzi, poi mettine una parte su ogni monte e chiamali: verranno da te con volo veloce. Sappi che Allah è eccelso e saggio".
261 Quelli che con i loro beni sono generosi per la causa di Allah, sono come un seme da cui nascono sette spighe e in ogni spiga ci sono cento chicchi. Allah moltiplica il merito di chi vuole Lui. Allah è immenso, sapiente.
262 Quelli che con i loro beni sono generosi per la causa di Allah senza far seguire il bene da rimproveri e vessazioni, avranno la loro ricompensa presso il loro Signore, non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
263 Le buone parole e il perdono sono migliori dell'elemosina seguita da vessazioni. Allah è Colui che non ha bisogno di nulla, è indulgente.
264 O voi che credete, non vanificate le vostre elemosine con rimproveri e vessazioni, come quello che dà per mostrarsi alla gente e non crede in Allah e nell'Ultimo Giorno. Egli è come una roccia ricoperta di polvere sulla quale si rovescia un acquazzone e la lascia nuda. Essi non avranno nessun vantaggio dalle loro azioni. Allah non guida il popolo dei miscredenti.
265 Coloro che invece elargiscono i loro averi per la soddisfazione di Allah e per rafforzarsi, saranno come un giardino su di un colle: quando l'acquazzone vi si rovescia raddoppierà i suoi frutti. E se l'acquazzone non lo raggiunge, sarà allora la rugiada. Allah osserva quello che fate.
266 Chi di voi vorrebbe possedere un giardino di palme e vigne, dove scorrono i ruscelli e dove crescono per lui ogni specie di frutti e, colto dalla vecchiaia con i figli ancora piccoli, [vorrebbe vedere] un uragano di fuoco investirlo e bruciarlo ? Così Allah vi dichiara i Suoi segni, affinché meditiate.
267 O voi che credete, elargite le cose migliori che vi siete guadagnati e di ciò che Noi abbiamo fatto spuntare per voi dalla terra. Non scegliete appositamente il peggio, ciò che [voi] accettereste soltanto chiudendo gli occhi . Sappiate che Allah è Colui che non ha bisogno di nulla, il Degno di lode.
268 Satana vi minaccia di povertà e vi ordina l'avarizia, mentre Allah vi promette il perdono e la grazia, Allah è immenso, sapiente.
269 Egli dà la saggezza a chi vuole. E chi riceve la saggezza, ha ricevuto un bene enome. Ma si ricordano di ciò solo coloro che sono dotati di intelletto.
270 Quali che siano i beni che darete in elemosina, o i voti che avete fatto, Allah li conosce. E per gli iniqui non ci saranno soccorritori.
271 Se lasciate vedere le vostre elargizioni, è un bene; ma è ancora meglio per voi, se segretamente date ai bisognosi; [ciò] espierà una parte dei vostri peccati. Allah è ben informato su quello che fate.
272 Non sta a te guidarli, ma è Allah che guida chi vuole. E tutto quello che darete nel bene sarà a vostro vantaggio, se darete solo per tendere al Volto di Allah . E tutto quello che darete nel bene vi sarà restituito e non subirete alcun torto.
273 [Date] ai poveri che sono assediati per la causa di Allah, che non possono andare per il mondo a loro piacere. L'ignorante li crede agiati perché si astengono dalla mendicità. Li riconoscerai per questo segno, che non chiedono alla gente importunandola . E tutto ciò che elargirete nel bene, Allah lo conosce.
274 Quelli che di giorno o di notte, in segreto o apertamente, danno dei loro beni, avranno la ricompensa presso il loro Signore, non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
275 Coloro invece che si nutrono di usura resusciteranno come chi sia stato toccato da Satana. E questo perché dicono: "Il commercio è come la usura!". Ma Allah ha permesso il commercio e ha proibito l' usura. Chi desiste dopo che gli è giunto il monito del suo Signore, tenga per sé quello che ha e il suo caso dipende da Allah. Quanto a chi persiste, ecco i compagni del Fuoco. Vi rimarranno in perpetuo.
276 Allah vanifica l'usura e fa decuplicare l'elemosina. Allah non ama nessun ingrato peccatore.
277 In verità coloro che avranno creduto e avranno compiuto il bene, avranno assolto l'orazione e versato la decima, avranno la loro ricompensa presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
278 O voi che credete, temete Allah e rinunciate ai profitti dell' usura se siete credenti
279 Se non lo farete vi è dichiarata guerra da parte di Allah e del Suo Messaggero; se vi pentirete, conserverete il vostro patrimonio. Non fate torto e non subirete torto.
280 Chi è nelle difficoltà, abbia una dilazione fino a che si risollevi. Ma è meglio per voi se rimetterete il debito, se solo lo sapeste!
281 E temete il giorno in cui sarete ricondotti verso Allah. Allora ogni anima avrà quello che si sarà guadagnato. Nessuno subirà un torto.
282 O voi che credete, quando contraete un debito con scadenza precisa, mettetelo per iscritto; che uno scriba tra di voi lo metta per iscritto, secondo giustizia. Lo scriba non si rifiuti di scrivere secondo quel che Allah gli ha insegnato; che scriva dunque e sia il contraente a dettare, temendo il suo Signore Allah e badi a non diminuire in nulla. Se il debitore è deficiente, o minorato o incapace di dettare lui stesso, detti il suo procuratore secondo giustizia. Chiamate a testimoni due dei vostri uomini o in mancanza di due uomini, un uomo e due donne, tra coloro di cui accettate la testimonianza, in maniera che, se una sbagliasse l'altra possa rammentarle. E i testimoni non rifiutino quando sono chiamati. Non fatevi prendere da pigrizia nello scrivere il debito e il termine suo, sia piccolo o grande. Questo è più giusto verso Allah, più corretto nella testimonianza e atto ad evitarvi ogni dubbio; a meno che non sia una transazione che definite immediatamente tra voi: in tal caso non ci sarà colpa se non lo scriverete. Chiamate testimoni quando trattate tra voi e non venga fatto alcun torto agli scribi e ai testimoni; e se lo farete, sarà il segno dell'empietà che è in voi. Temete Allah, è Allah che vi insegna. Allah conosce tutte le cose .
283 Se siete in viaggio e non trovate uno scriba, scambiatevi dei pegni. Se qualcuno affida qualcosa ad un altro, restituisca il deposito il depositario e tema Allah il suo Signore. Non siate reticenti nella testimonianza, ché invero, chi agisce così, ha un cuore peccatore. Allah conosce tutto quello che fate.
284 Ad Allah appartiene tutto ciò che è nei cieli e sulla terra. Che lo manifestiate o lo nascondiate, Allah vi chiederà conto di quello che è negli animi vostri. E perdonerà chi vuole e castigherà chi vuole. Allah è onnipotente.
285 Il Messaggero crede in quello che è stato fatto scendere su di lui da parte del suo Signore, come del resto i credenti: tutti credono in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri. "Non facciamo differenza alcuna tra i Suoi Messaggeri". E dicono:"Abbiamo ascoltato e obbediamo. Perdono, Signore! E' a Te che tutto ritorna".
286 Allah non impone a nessun'anima al di là delle sue capacità . Quello che ognuno avrà guadagnato sarà a suo favore e ciò che avrà demeritato sarà a suo danno. "Signore, non ci punire per le nostre dimenticanze e i nostri sbagli. Signore, non caricarci di un peso grave come quello che imponesti a coloro che furono prima di noi. Signore, non imporci ciò per cui non abbiamo la forza. Assolvici, perdonaci, abbi misericordia di noi. Tu sei il nostro patrono, dacci la vittoria sui miscredenti ".