Bloggando il Corano: Sura 11, “Hud”
di ROBERT SPENCER (13, Gennaio, 2008)
Traduzione di PAOLO MANTELLINI
La Sura 11, “Hud,” (come la Sura 10) risale all'ultimo periodo Meccano, la prima parte della carriera profetica di Maometto. Il nome deriva dai Versetti 50-60, che raccontano la storia del profeta Hud che, secondo la tradizione Islamica, fu inviato la popolo Arabo di 'Ad circa nel 2400 prima di Cristo. La Sura 11 ripete, in termini ancora più forti, i moniti della Sura 10 a proposito del giudizio di Allah. Ciò, secondo un hadith, provocò molta ansia a Maometto. Una volta uno dei suoi più importanti seguaci, Abu Bakr, gli disse: "Oh Messaggero di Allah, in verità la tua capigliatura si sta tingendo di grigio". Maometto rispose che la Sura 11, insieme alle Sure 56, 77, 78, e 81, tutte riguardanti il giorno del Giudizio, "ha fatto diventare grigi i miei capelli".
Questa Sura, che fa diventare grigi i capelli, inizia (Versetti 1-24) con un riassunto di molti temi trattati nella Sura 10, inclusa la saggezza del Corano stesso (v. 1). Mujahid, Qatadah, e Ibn Jarir, tra gli altri, hanno spiegato che il Versetto significa che il Corano "è perfetto per i suoi vocaboli e chiarissimo quanto al suo significato. Perciò, è completo nella sua forma e nel suo significato". Perché, dice Ibn Kathir, “questo Corano è disceso [dal cielo], perfetto e dettagliato, all'unico scopo della sola adorazione di Allah, senza nessuno associato a lui". Il Corano è anche inimitabile: la sfida a comporre una Sura come questa è ripetuta nel Versetto 13. Vengono poi sottolineate: la necessità di adorare soltanto Allah (v. 2) e la dipendenza da Lui di tutte le creature (v. 6); l'inutilità degli idoli (v. 14); l'ingannevole fascino di questa vita (v. 15); l'orribile punizione (vv. 16, 22) che attende coloro che "inventano bugie contro Allah" (v. 18), e i deliziosi giardini che attendono i beati (v. 18),
Il Versetto 5 contiene una strana affermazione: "Appena si coprono coi loro abiti, Allah conosce ciò che nascondono e ciò che esprimono". Che cosa c'entra il coprirsi sotto gli abiti con il fatto che Allah li conosce? Bene, sembra che certe persone indossassero abiti per nascondersi da Allah, specialmente durante momenti di intimità: Ibn Abbas spiega che "c'erano persone che si vergognavano di togliersi gli abiti quando rispondevano ai richiami della natura all'aperto e quindi di esporsi nudi sotto il cielo. Essi si vergognavano anche di avere rapporti sessuali con le loro donne per paura di essere esposti al cielo. Ciò quindi fu rivelato riguardo a loro".
Poi seguono le storie di vari profeti, tutti riguardanti il loro rifiuto da parte di ostinati e perversi infedeli. I Versetti 25-49 raccontano la storia di Noè e dell'arca, con una significativa differenza rispetto al racconto biblico. In Genesi 6-9, Noè non ha nulla a che fare con gli infedeli; Dio gli dice: "Ho deciso di porre una fine a tutta la carne [l'umanità]; poiché la terra è piena di violenza a causa loro; ecco, io li distruggerò e con essi la terra" (Genesi 6-13), e gli ordina di costruire l'arca, ma non gli dice di di andare ad avvertire la gente del prossimo diluvio. Ma nel Corano, Noè avvicina la sua gente con un "chiaro monito" (v. 25) che devono "servire nessun altro se non Allah" (v. 26). Pertanto, la corruzione e la violenza di cui la gente è colpevole nel racconto biblico, nel Corano diventa esclusivamente l'idolatria o, più precisamente, lo shirk, l'attribuzione di "soci" ad Allah.
Ovviamente, Maometto si rivolse alla sua gente con un monito chiarissimo (14:52) che non dovevano servire alcuno tranne Allah (3:64), e così, in questo racconto Noè è una specie di proto-Maometto, che diffonde un messaggio identico al suo. E questo è, infatti, il modo in cui l'Islam vede tutti i profeti Biblici. Essi, come Maometto, hanno predicato l'Islam – furono i loro seguaci a corrompere i loro insegnamenti, per creare l'Ebraismo e il Cristianesimo moderni. Anche l'accoglienza riservata a Noè assomiglia a come i Quraishiti pagani accolsero Maometto. Gli infedeli gli dicono che lui è semplicemente un uomo e accusano lui e i suoi seguaci di mentire (v. 27), e addirittura sostengono che lui falsifichi i messaggi che pretende di ricevere da Allah (v. 35). Noè ribatte dicendo che non ha importanza quello che lui riferisce a loro se Allah ha deciso di allontanarli dalla retta via (v. 34). Ovviamente, ciò ricalca quasi esattamente l'esperienza di Maometto: Allah gli ordina di dire agli infedeli di essere soltanto un uomo (18:110); essi lo accusano di mentire (42:24) e di falsificare il Corano (v. 13); e naturalmente Maometto insegna che se Allah vuole allontanare qualcuno dalla retta via, nessuno lo può guidare (7:186).
Quindi, in sostanza, Noè non è altri che un sosia di Maometto. Indirettamente, si enfatizza la sostanziale identità dei messaggi di tutti i profeti e l'ostinazione degli infedeli di fronte alla evidente verità di Allah. Uno di questi infedeli è il figlio di Noè, che rifiuta di entrare nell'arca e invece dice: "Io salirò su qualche montagna: essa mi salverà dall'acqua” (v. 43). Suo figlio muore nel diluvio e Noè ricorda ad Allah la sua promessa di salvare la sua famiglia (che avvenne nel Versetto 40): “O mio Signore! Sicuramente mio figlio è della mia famiglia!” (v. 45). Ma Allah gli risponde: “O Noè! Lui non appartiene alla tua famiglia: poiché la sua condotta è malvagia” (v. 46). Nell'Islam fede e incredulità sostituiscono addirittura i legami familiari. Ibn Kathir spiega: "Così, per suo figlio, era già stato deciso che sarebbe annegato, a causa della sua incredulità e la sua opposizione a suo padre".
La storia di Hud (Versetti 50-60) segue quasi lo stesso schema. Dice al popolo di 'Ad di pentirsi (v. 52), ma loro si lamentano che lui non ha portato segni chiari (v. 53), e così vengono distrutti – benché Hud e la sua gente vengano risparmiati (v. 58). I Versetti 61-68 ripetono lo stesso schema raccontando la vicenda di Salih, che fu mandato qualche tempo dopo Noè al popolo dei Thamud, che viveva nell'Arabia del Nord. Allah mostra un segno del suo potere: la "cammella di Allah è un segno per te” (v. 64) – che, secondo alcune tradizioni uscì miracolosamente da una montagna. Viene raccomandato ai Thamud di non farle alcun male, ma non ostante ciò loro la mutilano (v. 65) e vengono distrutti (v. 67), ad eccezione di Salih e dei credenti (v. 66).
I Versetti 70-83 ripetono la storia di Abramo, Sara e Lot. culminando nella distruzione delle innominate Sodoma e Gomorra (v. 82) con una forte allusione ad un innominato crimine di sodomia (v. 79). I Versetti 84-95 raccontano la storia di Shu’aib, profeta dei Madianiti, con un linguaggio molto simile, e con un esito identico, alla storia di Hud.
Infine, i Versetti 96-123 riassumono molti temi della Sura, con un accenno a Mosè e al Faraone (vv. 96-98). Sia chi rifiuta che chi accetta Allah dovrà affrontare un terribile giudizio, che condurrà gli infedeli all'inferno e i credenti in Paradiso (vv. 103-108). Allah diede a Mosè la Torah, ma ci sono dispute su ciò (v. 110), dispute che Allah avrebbe già risolto, se non fosse che ha deciso "di ritardare il castigo della vostra nazione", secondo il Tanwîr al-Miqbâs min Tafsîr Ibn ‘Abbâs. I credenti devono pregare e stare saldi (vv. 114-115), perché tutto questo è la volontà di Allah: "Se il tuo Signore ha voluto così, egli avrebbe potuto fare dell'Umanità un popolo solo: ma essi non smetteranno di litigare” (v. 118). E certamente i credenti devono confidare in Lui (v. 123).
La prossima settimana: Sura 12, “Giuseppe”: segni e simboli per chi cerca la verità.
[Versioni Italiane del Corano possono essere trovate qui (versione dell'UCOII di Hamza Piccardo), qui (con recitazione .mp3 in Arabo, Italiano e altre lingue), qui e qui. Esistono anche molte edizioni a stampa del Corano in Italiano; N.d.T.]
Sura XI
Hûd
Pre-Eg. n° 52 a parte i vv.12, 17 e 114 . Di 123 versetti
Il nome della sura deriva dal versetto 50.
Hûd, insieme a Sâlih e Shuayb (pace su di loro), è uno dei profeti arabi. In questa sura vengono riferiti episodi che lo videro, al pari degli altri, protagonista di predicazioni che, per volontà dell'Altissimo, non ebbero l'esito felice di convertire le genti. Insieme a loro vengono citati Noè, Abramo, Lot e Mosè, di cui vengono accennate le ben note storie, stabilendo quel vincolo, tra le diverse dispensazioni profetiche, che tende a dimostrare come la rivelazione coranica tutte le comprenda e le riconosca.
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
1. Alif, Lâm, Râ. [Ecco un] Libro i cui segni sono stati confermati e quindi esplicati da un Saggio ben informato.
2. “Non adorate altri che Allah. In verità, sono per voi ammonitore e nunzio di una buona novella da parte Sua.”
3. Se chiedete perdono al vostro Signore e tornate a Lui pentiti, vi darà piena soddisfazione [in questa vita] fino al termine prescritto e darà ad ogni meritevole il merito suo. Se invece volgerete le spalle, temo per voi il castigo di un gran Giorno.
4. Ad Allah ritornerete. Egli è onnipotente.
5. È per nascondersi a Lui, che si ripiegano su se stessi? Anche se cercano di nascondersi sotto i loro vestiti, Egli conosce quello che celano e quello che fanno apertamente! In verità, [Egli] conosce il profondo dei cuori.
6. Non c'è animale sulla terra, cui Allah non provveda il cibo; Egli conosce la sua tana e il suo rifugio, poiché tutto [è scritto] nel Libro chiarissimo.
7. È Lui Che ha creato i cieli e la terra in sei giorni - allora [stava] sulle acque il Suo Trono - , per vagliare chi di voi agirà per il bene. E se dici: “Sarete resuscitati dopo la morte”, coloro che sono miscredenti certamente diranno: “Questa è magia evidente”.
8. E se allontaniamo il castigo da loro fino a un tempo prestabilito, certamente, diranno: “Cosa lo trattiene?”. Il giorno in cui arriverà, non potranno allontanarlo da loro e saranno circondati da quello che schernivano.
9. Se facciamo gustare all'uomo la Nostra misericordia e poi gliela neghiamo, ecco che, ingratamente, si dispera.
10. Se gli facciamo gustare una grazia dopo la sventura, dirà certamente: “I mali si sono allontanati da me” e diverrà esultante e borioso;
11. [tutti si comportano così] eccetto coloro che perseverano e compiono il bene. Essi avranno perdono e mercede grande.
12. Forse, vorresti tralasciare una parte di ciò che ti è stato rivelato e forse, il tuo petto è angustiato da quello che dicono: “Perché non è stato fatto scendere un tesoro su di lui, o perché non è accompagnato da un angelo?”. In verità, tu sei solo un ammonitore. Allah è il garante di tutto.
13. Oppure diranno: “Lo ha inventato”. Di': “Portatemi dieci sure inventate [da voi] simili a questa: e chiamate chi potete, all'infuori di Allah, se siete sinceri”.
14. E se non vi risponderanno, sappiate che [esso] è stato rivelato con la scienza di Allah e che non c'è dio all'infuori di Lui. Sarete musulmani?
15. Coloro che bramano gli agi della vita terrena, [sappiano che] in essa compenseremo le opere loro e nessuno sarà defraudato.
16. Per loro, nell'altra vita non ci sarà altro che il Fuoco e saranno vanificate le loro azioni.
17. [Cosa dire allora di] colui che si basa su una prova proveniente dal suo Signore e che un testimone da Lui inviato [gli] recita? Prima di esso c'era stata la Scrittura di Mosè, guida e misericordia, alla quale essi credono! E quelli delle fazioni che non ci credono, si incontreranno nel Fuoco. Non essere in dubbio al riguardo. È la verità che proviene dal tuo Signore, ma la maggior parte della gente non crede.
18. Chi è più ingiusto di colui che inventa una menzogna contro Allah? Essi saranno condotti al loro Signore e i testimoni diranno: “Ecco quelli che hanno mentito contro il loro Signore”. Cada sugli ingiusti la maledizione di Allah,
19. coloro che frappongono ostacoli sul sentiero di Allah, cercano di renderlo tortuoso e non credono nell'altra vita.
20. Non sono loro ad avere potere sulla terra e non avranno patrono alcuno all'infuori di Allah. Il loro castigo sarà raddoppiato. Non sapevano ascoltare e neppure vedere.
21. Hanno rovinato le anime loro e, quello che inventavano, li ha abbandonati.
22. Sono certamente quelli che, nella vita futura, saranno quelli che avranno perduto di più.
23. In verità, quelli che credono, compiono il bene e si umiliano di fronte al loro Signore, saranno i compagni del Giardino e vi rimarranno in perpetuo.
24. E’ come se fossero due gruppi, uno di ciechi e sordi e l'altro che vede e sente. Sono forse simili? Non rifletterete dunque?
25. Già inviammo Noè al popolo suo: “Io sono un nunzio esplicito,
26. affinché non adoriate altri che Allah. In verità, temo per voi il castigo di un Giorno doloroso”.
27. I notabili del suo popolo, che erano miscredenti, dissero: “A noi sembri solo un uomo come noi, e non ci pare che ti seguano altri, che i più miserabili della nostra gente. Non vediamo in voi alcuna superiorità su di noi, anzi, pensiamo che siate bugiardi”.
28. Disse: “Cosa direste, gente mia, se mi appoggiassi su una prova proveniente dal mio Signore e se mi fosse giunta, da parte Sua, una misericordia che è a voi preclusa, a causa della vostra cecità? Dovremmo imporvela, nonostante la rifiutiate?
29. O popol mio, non vi chiedo alcun compenso. La mia ricompensa è in Allah. Non posso scacciare quelli che hanno creduto e che incontreranno il loro Signore. Vedo che siete veramente un popolo di ignoranti.
30. O popol mio, chi mi verrà in soccorso contro Allah, se li scacciassi? Non rifletterete dunque?
31. Non vi dico di possedere i tesori di Allah, non conosco l'invisibile e neanche dico di essere un angelo. Non dico a coloro che i vostri occhi disprezzano, che mai Allah concederà loro il bene. Allah conosce quello che c'è nelle loro anime. [Se dicessi ciò] certo sarei un ingiusto!”.
32. Dissero: “O Noè, hai polemizzato con noi, hai polemizzato anche troppo. Fai venire quello di cui ci minacci, se sei sincero!”.
33. Disse: “Allah, se vuole, ve lo farà venire e voi non potrete sfuggirvi.
34. Il mio consiglio sincero non vi sarebbe d'aiuto, se volessi consigliarvi, mentre Allah vuole traviarvi. Egli è il vostro Signore e a Lui sarete ricondotti”.
35. Oppure dicono: “Lo ha inventato”. Di': “Se l'ho inventato, che la colpa ricada su di me. Non sono colpevole di ciò di cui mi accusate”.
36. Fu ispirato a Noè: “Nessuno del tuo popolo crederà, a parte quelli che già credono. Non ti affliggere per ciò che fanno.
37. Costruisci l'Arca sotto i Nostri occhi e secondo la Nostra rivelazione. Non parlarMi a favore degli ingiusti: in verità, saranno annegati”.
38. E mentre costruiva l'Arca, ogni volta che i notabili della sua gente gli passavano vicino, si burlavano di lui. Disse: “Se vi burlate di noi, ebbene, allo stesso modo ci burleremo di voi.
39. E ben presto saprete su chi si abbatterà un castigo ignominioso, su chi verrà castigo perenne”.
40. Quando giunse il Nostro Decreto e il forno buttò fuori*, dicemmo: “Fai salire una coppia per ogni specie e la tua famiglia, eccetto colui del quale è già stata decisa la sorte, e coloro che credono”.
*[“il forno buttò fuori”: il “forno” viene per lo più inteso come un riferimento alla superficie terrestre, e sembra voler dare l'idea che non si trattò di pioggia diluviale, ma di una catastrofe provocata dalla fuoriuscita di acque dalle profondità della terra]
Coloro che avevano creduto insieme con lui, erano veramente pochi.
41. Disse allora [Noè]: “Salite, il viaggio e l'ormeggio sono in nome di Allah. In verità il mio Signore è perdonatore misericordioso”.
42. [E l'Arca] navigò, portandoli tra onde [alte] come montagne. Noè chiamò suo figlio, che era rimasto in disparte: “Figlio mio, sali insieme con noi, non rimanere con i miscredenti”.
43. Rispose: “Mi rifugerò su un monte che mi proteggerà dall'acqua”. Disse [Noè]: “Oggi non c'è nessun riparo contro il decreto di Allah, eccetto [per] colui che gode della [Sua] misericordia”. Si frapposero le onde tra i due e fu tra gli annegati.
44. E fu detto: “O terra, inghiotti le tue acque; o cielo, cessa!”. Fu risucchiata l'acqua, il decreto fu compiuto e quando [l'Arca] si posò sul [monte] al-Jûdî*, fu detto: “Scompaiano gli empi!”.
*[ al-Jûdî”: secondo buona parte dell'esegesi, è nome di una delle cime del massiccio vulcanico armeno, noto come Ararat]
45. Noè invocò il suo Signore dicendo: “Signore, mio figlio appartiene alla mia famiglia! La Tua promessa è veritiera e tu sei il più giusto dei giudici!”.
46. Disse [Allah]: “O Noè, egli non fa parte della tua famiglia, è [frutto di] qualcosa di empio. Non domandarmi cose di cui non hai alcuna scienza. Ti ammonisco, affinché tu non sia tra coloro che ignorano”.
47. Disse: “Mi rifugio in Te, o Signore, dal chiederti cose sulle quali non ho scienza. Se Tu non mi perdoni e non mi usi misericordia, sarò tra i perdenti”.
48. Fu detto: “O Noè, sbarca con la Nostra pace, e siate benedetti tu e le comunità [che discenderanno] da coloro che sono con te. [Anche] ad altre comunità concederemo gioia effimera e poi verrà loro, da parte Nostra, un doloroso castigo.
49. Questa è una delle notizie dell'ignoto, che ti riveliamo. Tu non le conoscevi e neppure il tuo popolo prima di ora. Sopporta dunque con pazienza. In verità, i timorati [di Allah] avranno il buon esito”.
50. Agli ‘Âd [mandammo] il loro fratello Hûd. Disse: “O popol mio, adorate Allah, non c'è dio all'infuori di Lui. Voi siete degli inventori di menzogne.
51. O popol mio, non vi domando nessuna ricompensa, essa spetta a Colui Che mi ha creato. Non capirete dunque?
52. O popol mio, implorate il perdono del vostro Signore e tornate a Lui pentiti, affinché vi invii piogge abbondanti dal cielo e aggiunga forza, alla vostra forza. Non voltate colpevolmente le spalle”.
53. Dissero: “O Hûd, non ci hai recato nessuna prova, non vogliamo abbandonare i nostri dèi per una tua parola e non crediamo in te.
54. Possiamo solo dire che uno dei nostri dèi ti ha reso folle”. Disse: “Mi sia testimone Allah, e siate anche voi testimoni, che rinnego tutto ciò che associate
55. all'infuori di Lui. Tramate tutti contro di me, non fatemi attendere.
56. Invero, io confido in Allah, mio Signore e vostro Signore. Non c'è creatura che Egli non tenga per il ciuffo*. Il mio Signore è sul retto sentiero”.
*[ Traduzione letterale, significa: “non c'è creatura che sfugga al Suo volere e al Suo controllo”]
57. [Anche] se volgerete le spalle, io vi ho comunicato quello per cui vi sono stato inviato. Il mio Signore sostituirà il vostro popolo con un altro, mentre voi non potrete nuocerGli in nulla. In verità, il mio Signore è il Custode di tutte le cose.
58. E quando giunse il Nostro decreto, salvammo, per misericordia Nostra, Hûd e con lui quelli che avevano creduto. Li salvammo da un severo castigo.
59. Questi furono gli ‘Âd, negarono i segni del loro Signore, disobbedirono ai Suoi messaggeri e avevano obbedito agli ordini di ogni protervo tiranno.
60. Furono perseguitati da una maledizione in questo mondo e nel Giorno della Resurrezione. In verità gli ‘Âd non credettero nel loro Signore. Scompaiano gli ‘Âd , popolo di Hûd!
61. E [mandammo] ai Thamûd, il loro fratello Sâlih. Disse loro: “O popol mio, adorate Allah. Non c'è dio all'infuori di Lui. Vi creò dalla terra e ha fatto sì che la colonizzaste. Implorate il Suo perdono e tornate a Lui. Il mio Signore è vicino e pronto a rispondere”.
62. Dissero: “O Sâlih, finora avevamo grandi speranze su di te. [Ora] ci vorresti interdire l'adorazione di quel che adoravano i padri nostri? Ecco che siamo in dubbio in merito a ciò verso cui ci chiami!”.
63. Disse: “O popol mio, cosa pensate? Se mi baso su una prova evidente, giuntami dal mio Signore, Che mi ha concesso la Sua misericordia, chi mai mi aiuterebbe contro Allah, se Gli disobbedissi? Voi potreste solo accrescere la mia rovina.
64. O popol mio, ecco la cammella di Allah, un segno per voi. Lasciatela pascolare sulla terra di Allah e fate sì che non la tocchi male alcuno, ché vi colpirebbe imminente castigo”.
65. Le tagliarono i garretti. Disse: “Godetevi le vostre dimore [ancora per] tre giorni, ecco una promessa non mendace!”.
66. Quando giunse il Nostro decreto, per Nostra misericordia salvammo Sâlih e coloro che avevano creduto, dall'ignominia di quel giorno. In verità, il Tuo Signore è il Forte, l'Eccelso.
67. Il Grido* investì quelli che erano stati ingiusti e li lasciò bocconi nelle loro case,
*[“Il Grido”: “as-sayha”, lo stesso termine è utilizzato nel vers. 94 della stessa sura. Nella sura VII, nei racconti paralleli delle vicende dei Thamûd e dei Madianiti, ai verss. 78 e 91 il Corano utilizza anche “ar-rajfa” che abbiamo reso con cataclisma, si tratta di due momenti consecutivi dello stesso evento distruttivo: un grido disumano, terribile e agghiacciante (“as-sayha”) e poi il cataclisma, interno alla natura umana, che questo grido provoca (“ar-rajfa”).]
68. come se non le avessero mai abitate. In verità i Thamûd non credettero nel loro Signore? Periscano i Thamûd!
69. Giunsero, presso Abramo, i Nostri angeli con la lieta novella, * Dissero: “Pace”, rispose “Pace!” e non tardò a servir loro un vitello arrostito.
*[“la lieta novella”: quella della nascita di Isacco]
70. Quando vide che le loro mani non lo avvicinavano, si insospettì ed ebbe paura di loro. * Dissero: “Non aver paura. In verità, siamo stati inviati al popolo di Lot”.
*[ Abramo non aveva compreso la natura angelica di quelle creature e fu turbato dal fatto che si astenevano dal cibo. L'ospite che non accetta il cibo, dà segno di cattiva disposizione d'animo verso il suo anfitrione]
71. Sua moglie era in piedi e rise. Le annunciammo Isacco e dopo Isacco, Giacobbe.
72. Ella disse: “Guai a me! Partorirò vecchia come sono, con un marito vegliardo? Questa è davvero una cosa singolare!”.
73. Dissero: “Ti stupisci dell'ordine di Allah? La misericordia di Allah e le Sue benedizioni siano su di voi, o gente della casa! In verità, Egli è degno di lode, glorioso”.
74. Quando Abramo fu rassicurato e apprese la lieta novella, cercò di disputare con Noi, [a favore] del popolo di Lot.
75. Invero Abramo era magnanimo, umile, incline al pentimento.
76. “O Abramo, desisti da ciò, che già il Decreto del tuo Signore è deciso. Giungerà loro un castigo irrevocabile.”
77. E quando i Nostri angeli si recarono da Lot, egli ne ebbe pena e si rammaricò della debolezza del suo braccio. Disse: “Questo è un giorno terribile!”.
78. La gente del suo popolo andò da lui tutta eccitata. Già avevano commesso azioni empie. Disse [loro]: “O popol mio, ecco le mie figlie, sono più pure per voi.* Temete Allah e non svergognatemi davanti ai miei ospiti. Non c'è, fra voi, un uomo di coscienza?”.
*[“ecco le mie figlie”: certamente Lot non ha intenzione di offrire le sue figlie per placare la libidine dei sodomiti e l'espressione va intesa nel senso di: “Le donne e non gli uomini devono essere l'oggetto del vostro desiderio sessuale”. Dicendo: “esse sono più pure per voi”, esclude comunque qualsiasi rapporto che non sia compreso in una forma matrimoniale]
79. Dissero: “Sai bene che non abbiamo alcun diritto sulle tue figlie, sai bene quello che vogliamo!”.
80. Disse: “Se potessi disporre di forza contro di voi, se solo potessi trovare saldo appoggio...”.
81. [Gli angeli] dissero: “O Lot, noi siamo i messaggeri del tuo Signore. Costoro non potranno toccarti. Fa' partire la tua gente sul finire della notte, e nessuno di voi guardi indietro (eccetto tua moglie, ché in verità, ciò che accadrà a loro, accadrà anche a lei).nIn verità, la scadenza è l'alba; non è forse vicina l'alba?”.
82. Quando poi giunse il Nostro Decreto, rivoltammo la città sottosopra e facemmo piovere su di essa pietre d'argilla indurita,
83. contrassegnate dal tuo Signore. Ed esse non son mai lontane dagli iniqui!
84. E ai Madianiti [mandammo] il loro fratello Shuayb. * Disse: “O popol mio, adorate Allah. Non avete altro dio, all'infuori di Lui. Non truffate sul peso e sulla misura. Vi vedo in agiatezza, ma temo per voi il castigo di un Giorno che avvolgerà.
*[“il loro fratello Shuayb”: vedi VII, 85 e nota]
85. O popol mio, riempite la misura e [date] il peso con esattezza, non defraudate la gente dei loro beni e non spargete disordine sulla terra, da corruttori.
86. Quello che permane presso Allah è meglio per voi, se siete credenti. Io non sono il vostro custode”.
87. Dissero: “O Shuayb! Abbandonare quello che adoravano i nostri avi, non fare dei nostri beni quello che ci aggrada... è questo che ci chiede la tua religione? Invero tu sei indulgente e retto!”.
88. Disse: “O popol mio, cosa pensate se mi baso su una prova evidente giuntami dal mio Signore, Che mi ha concesso provvidenza buona? Non voglio fare diversamente da quello che vi proibisco, voglio solo correggervi per quanto posso. Il mio successo è soltanto in Allah, in Lui confido e a Lui ritornerò.
89. O popol mio, non vi spinga nell'abiezione il contrasto con me, [al punto che] vi colpisca ciò che colpì il popolo di Noè, la gente di Hûd e il popolo di Salih; il popolo di Lot non è lontano da voi.
90. Chiedete perdono al vostro Signore, volgetevi a Lui. Il mio Signore è misericordioso, amorevole”.
91. Dissero: “O Shuayb, non capiamo molto di quello che dici e invero ti consideriamo un debole tra noi. Se non fosse per il tuo clan ti avremmo certamente lapidato, poiché non ci sembri affatto potente”.
92. Disse: “O popol mio, il mio clan vi sembra più potente di Allah, al Quale voltate apertamente le spalle? In verità, il mio Signore abbraccia [nella Sua scienza] tutto quello che fate.
93. O popol mio, fa' [pure] quello che vuoi, ché anch'io lo farò: ben presto saprete chi sarà precipitato nel castigo abominevole, chi sarà [stato] il mendace. Aspettate! Ché anch'io aspetterò insieme con voi”.
94. E quando giunse il Nostro Decreto, per misericordia Nostra salvammo Shuayb e coloro che avevano creduto insieme con lui. Il Grido sorprese gli iniqui: l'indomani giacevano bocconi nelle loro dimore,
95. come se mai le avessero abitate. Periscano i Madianiti, come perirono i Thamûd!
96. In verità inviammo Mosè, con i Nostri segni e con autorità evidente,
97. a Faraone e ai suoi notabili. Essi obbedirono all'ordine di Faraone, anche se l'ordine di Faraone era iniquo.
98. Nel Giorno della Resurrezione precederà il suo popolo come gregge e li abbevererà nel Fuoco: che orribile abbeverata!
99. Una maledizione li perseguiterà in questo mondo e nel Giorno della Resurrezione. Che detestabile dono ricevono!
100. Queste sono alcune delle storie delle città che ti raccontiamo: alcune sono ancora ritte e altre falciate.
101. Non facemmo loro alcun torto, esse stesse si fecero torto. Gli dèi che invocavano all'infuori di Allah, non li hanno in nulla protetti quando giunse il Decreto del loro Signore: non fecero altro che accrescerne la rovina.
102. Castiga così il tuo Signore, quando colpisce le città che hanno agito ingiustamente. È, invero, un castigo doloroso e severo.
103. Ecco un segno per chi teme il castigo dell'altra vita. Sarà un Giorno in cui le genti saranno radunate.
104. Non lo posticiperemo che sino al suo termine stabilito.
105. Nel giorno in cui avverrà, nessuno parlerà senza il Suo permesso. E ci saranno allora gli infelici e i felici.
106. E gli infelici saranno nel Fuoco, tra sospiri e singhiozzi,
107. per rimanervi fintanto che dureranno i cieli e la terra, a meno che il tuo Signore non decida altrimenti, ché il tuo Signore fa quello che vuole!
108. Coloro invece che saranno felici, rimarranno nel Paradiso fintanto che dureranno i cieli e la terra, a meno che il tuo Signore non decida altrimenti. Sarà questo un dono senza fine.
109. Non essere in dubbio a proposito di quello che essi adorano: non adorano se non come adoravano i loro avi. Daremo loro la loro spettanza, senza diminuzione.
110. Già demmo a Mosè la Scrittura, e sorsero divergenze in suo proposito. Se non fosse stato per un Decreto precedente del tuo Signore, già sarebbe stato giudicato tra loro. E su di essa sono in dubbio profondo.
111. In verità il tuo Signore darà a tutti il compenso delle opere loro. Egli è perfettamente al corrente di quello che fanno.
112. Sii dunque retto come ti è stato ordinato, tu e coloro che si sono convertiti insieme con te. Non prevaricate, ché Egli osserva quello che fate.
113. Non cercate il sostegno degli ingiusti: [in tal caso] il Fuoco vi colpirebbe, non avrete alcun alleato contro Allah e non sarete soccorsi.
114. Esegui l'orazione alle estremità del giorno e durante le prime ore della notte.* Le opere meritorie scacciano quelle malvagie. Questo è un ricordo per coloro che ricordano.
*[ Per gli arabi “il giorno” sottintende le ore di luce, per cui le sue “estremità” indicano il tempo dell'orazione del mattino (dopo la prima luce, prima del levarsi del sole), e quello del pomeriggio inoltrato (prima che il sole sia tramontato). Le preghiere delle prime ore della notte sono, evidentemente, quella del tramonto (appena il sole è calato) e quella della notte (quando sono cadute le tenebre). Non viene citata, in questo caso, la preghiera del mezzogiorno (che si esegue dopo che il sole ha raggiunto il suo culmine e ha cominciato a declinare). La definizione delle cinque orazioni venne stabilita dopo la rivelazione della sura XVII]
115. Sii paziente, ché Allah non manda perduta la mercede di coloro che fanno il bene.
116. Perché mai, tra le generazioni che vi precedettero, le persone virtuose che proibivano la corruzione della terra (e che salvammo) erano poco numerose, mentre gli ingiusti si davano al lusso di cui godevano e furono criminali?
117. Mai, il tuo Signore annienterebbe ingiustamente le città, se i loro abitanti agissero rettamente.
118. Se il tuo Signore avesse voluto, avrebbe fatto di tutti gli uomini una sola comunità. Invece non smettono di essere in contrasto tra loro,
119. eccetto coloro ai quali il tuo Signore ha concesso la Sua misericordia. Per questo li ha creati. Così si realizza la Parola del tuo Signore: “In verità riempirò l'Inferno di uomini e di dèmoni assieme”.
120. Ti raccontiamo tutte queste storie sui messaggeri, affinché il tuo cuore si rafforzi. In questa [sura] ti è giunta la verità insieme con un ammonimento ed un monito per i credenti.
121. Di' a coloro che non credono: “Agite per quanto vi è possibile, ché anche noi agiremo.
122. E aspettate, ché anche noi aspetteremo!”.
123. Appartiene ad Allah l'invisibile dei cieli e della terra, a Lui si riconduce l'ordine totale. AdoraLo dunque e confida in Lui. Il tuo Signore non è disattento a quello che fate.