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xenofollia ddl 733 decreto sicurezza 29.03.2009
webalice.it/placidoaltimari
placido altimari  29 marzo 2009  webalice.it/placidoaltimari

XENOFOLLIA
l'obiettivo primario della politica è mantenere la popolazione allarmata, e quindi ansiosa di essere guidata verso la sicurezza, minacciandola con una serie infinita di falsi allarmi, tutti immaginari.
Mencken Henry Louis (1880-1956)

Terra. Canale 5, giovedì 12 febbraio. Due giorni dopo la celebrazione della giornata della memoria, lo speciale del tg5 esplora l'intimo dramma delle popolazioni dalmate, costrette in un esodo verso la “patria” italiana. Uno dei tanti cui la paura, la violenza, la guerra, la fame, -o più semplicemente- la storia costringe. Storie personali, dove puoi rileggere il pathos degli albanesi in fuga dopo la conquista turca del 1435 e fraternamente accolti nella Sicilia citra et ultra. Quello dei nostri emigranti partiti al di là dell'oceano. Del boat-people del '78, dei profughi del Darfur e del sub-Sahara. Risalendo fino a Mosè, e discendendo fino a Lampedusa. Ossimoro di disperazione e speranza, ultima opzione di mite sopravvivenza. Conseguenza estrema della stupidità degli improvvisati padroni della storia, dei quali si è sovente passive vittime o indifferenti complici.
Fra le tante testimonianze raccolte, una in particolare ha suscitato in me sdegno e pietà insieme. Una anziana donna, a giustificazione dell'innocenza degli italiani rispetto ai crimini perpetrati dalle italiane forze di occupazione, rivendica: “che centriamo noi con la politica?”. La domanda, apparentemente innocua, giunge alla radice della responsabilità civile individuale. Esiste o non esiste una responsabilità civile individuale? Se esiste, allora nessuno è esonerato dal coinvolgimento nelle vicende politiche che costruiscono la storia. Né dal loro giudizio. Se invece non esiste, qualsiasi pretesa di dignità umana è contraddetta e annullata dall'inerte passività ad essa attribuita. Oggetti, e non soggetti della storia. Noi: cosa siamo?
1938: leggi razziali. Chiesi a mia madre, classe 1920, come avesse vissuto l'introduzione della discriminazione razziale. L'ingenuo ideale socialista, trasmesso dallo humus familiare, dal fascino dell'evangelo, e ammirato attraverso la sciocca critica di regime, non destò in lei la necessaria attenzione, e tutto si risolse in un modulo distribuito a scuola, dove ogni studente doveva dichiarare l'appartenenza alla razza ariana. Tutto qui. Lei lo dichiarò, e con lei tutte. Senza sapere cosa dichiarassero, né il perché lo dichiarassero. E per fortuna! “Ka s'annunca, s'à-komu ni jeva a finiri”. Già gli era stato sequestrato un libro di spagnolo durante la guerra civile del '36, ed era sorvegliata a vista dalla diligente professoressa di lettere. Mentre il fratello, costretto al semplice antifascismo salottiero di via Etnea, aveva avuto modo di sperimentare gli effetti dell'olio di ricino. È forse l'incoscienza l'ultima difesa alla tirannide?

Il 5 febbraio 2009 il ddl governativo 733 è stato confermato dal Senato. Non importa se, modificato alla Camera, possa acquistare i toni pacati e le solide argomentazioni umanitarie necessarie ad ogni infamia... Esso segna la cesura risolutiva fra la premessa (falsamente) ugualitaria della vigente legislazione e l'esplicita discriminazione voluta (o estorta) dalla xenofollia artatamente costruita dagli strumenti di comunicazione di massa. Nel suo art. 45 possono così sconvolgersi le certezze del diritto assodato, introducendo vessazioni di ordine fiscale (lettera b), penale (lettera a, c, g, i ), sanitario (lettera f), linguistico (lettera h), e amministrativo (lettera o). Nel suo art. 46 trova piena legittimazione l'occhio del grande fratello, autorizzando i Comuni all'esercizio della videosorveglianza. Nel suo art. 47 ci si inventa la patente residenziale a punti, qui eufemisticamente chiamato “accordo di integrazione”. Nel suo art. 52 vengono legittimate le “squadracce”, ribattezzate “associazioni volontarie al presidio del territorio”... Nel suo art. 50 è prevista la schedatura dei “senza fissa dimora”: la criminalizzazione della povertà non distingue nazionalità di provenienza.
Il popolo sovrano celebrerà il suo ennesimo “crucifige”, l'iter parlamentare sarà suggellato dall'imprimatur presidenziale, gli Enti e gli Uffici dello Stato provvederanno alla sua applicazione. In perfetta incoscienza. Come sempre oggetti, e non soggetti della storia. Noi: cosa siamo?

per approfondire

placido altimari  29 marzo 2009  webalice.it/placidoaltimari
placido solforico
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