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Sportello

Il nome non inganni: non è uno "sportello" a disposizione (per quello c'è la sezione riservata agli ospiti) per ragionamenti e considerazioni. Questa pagina vuole essere una piccola finestrella aperta sul mondo che ci circonda intorno, su fatti vicini, grandi e piccoli, spesso pubblici e qualche volta quasi privati, e poi cose, luoghi, persone, spunti quotidiani che (quasi) sempre non hanno alcun nesso tra loro. È un modo e uno strumento per esprimere opinioni e offrire qualche ispirazione per riflessioni più serie.

"Contributi se rispettano i diritti umani"
Non è il titolo di un articolo di un giornale. È quanto appare sul sito ufficiale del Comune di Seregno e il didascalico paragrafetto che ne segue spiega: " Il Sindaco di Seregno Giacinto Mariani risponde, con una proposta provocatoria, al capogruppo regionale dei Verdi Carlo Monguzzi in merito alla polemica sui contributi alle associazioni che aderiscono agli ideali cristiani". Il sindaco avrebbe lanciato una sorta di sfida "in risposta alle polemiche strumentali sollevate da alcuni esponenti della sinistra, in particolare il capogruppo dei verdi in Consiglio Regionale Carlo Monguzzi, che hanno trovato spazio sulla stampa".

Il sindaco continua (virgolettato nel sito): "Se sul territorio ci sono delle associazioni musulmane le invito a chiedere al Comune dei contributi per le loro attività. Se si dichiareranno disposte a sostenere concretamente, soprattutto nei loro Paesi d’origine, gli ‘inviolabili diritti della persona’ io stesso darò loro i contributi", e poi ancora "Dal fondamentalismo, al terrorismo - prosegue il Primo Cittadino - fino all'imposizione alle donne di veli più o meno integrali, tanto per citare le violazioni più evidenti, si snoda una lunga serie di fatti che sembrano indicare l'incompatibilità dell'Islam con i diritti umani e, quindi, con la nostra società".

Se ce ne fosse bisogno il sindaco ricorda che nella modifica allo Statuto comunale voluta dalla sua Amministrazione si parla di "ideali cristiani che nel corso dei secoli hanno intessuto e hanno contraddistinto gli inviolabili diritti della persona costituendo l’identità della comunità seregnese". Poi conclude, cercando forse di aggiustare, un po' maldestramente, il tiro: "Il riferimento agli ideali cristiani – spiega Mariani - è una ripresa di quanto già inserito nello statuto del Comune in cui abbiamo voluto rimarcare, pur all’interno di un contesto che è laico e che tale deve restare, l'identità cristiana della Città. L’obiettivo è dare un segnale forte, di discontinuità con chi ci ha preceduto, sottolineare le radici cristiane e ribadire chi siamo e da dove veniamo. Tutto qui. I contributi saranno concessi su programmi e contenuti di spessore, senza nessuna pregiudiziale ideologica. Se fossi nelle associazioni non mi concentrerei, quindi, su questo aspetto, che non è altro che una adesione ai principi universali di rispetto dei diritti umani, ma sul presentare progetti di qualità. Su questo, infatti, andremo a erogare i contributi".

Per chi intende correttamente cosa debba essere il "contesto laico" della res publica l'intervento del sindaco di Seregno si potrebbe purtroppo commentare da sé. Al contrario, chi vuole continuare a credere alle "radici cristiane", facendo della storia un uso pubblico strumentale alla propria ideologia può anche plaudire al suo intervento. Una tale sequenza di affermazioni meriterebbero una profonda riflessione sull'uso "personale " che si può fare delle istituzioni e mi auguro che qualcuno, a cominciare dai seregnesi, lo faccia. Qui mi limito a qualche flash sui tanti spunti che mi vengono in mente.

Intanto l'erogazione di qualunque contributo in ogni comune civile e rispettoso del principio di trasparenza avviene - come obbliga da tempo la fondamentale legge 241/1990 - non per volontà del sindaco ma sulla base di regole che rispettino il principio di astrattezza e generalità delle norme. Di pessimi esempi di sindaci che intendono l'investitura popolare come una sorta di medievale scelta del comandante ce ne sono in giro anche troppi ...

Ogni azione amministrativa (e normativa, a qualunque livello) soggiace alla norma di chiusura dell'Ordinamento, che è il principio di uguaglianza, da cui discende il divieto a discriminare sulla base, fra l'atro, della religione ...

Il valore della reciprocità, già molto discutibile in sé visto da Occidente, è diventato tale per la Chiesa cattolica solo da quando il suo potere temporale ha finito di essere coercitivo e violento ...

Il richiamo alle radici e all'identità cristiana, spesso distorti in giro a livello di Bar Sport, da parte di coloro che sono più realisti del re nuoce profondamente alla stessa Chiesa e ai cattolici di buona volontà che stanno in tutti gli schieramenti politici ...

Chi viene in Italia ha il dovere di rispettare le nostre leggi, ma non è il caso di pretendere da persone già in difficoltà o fuggite da contesti quanto mai difficili, che si facciano carico della trasformazione dei loro paesi in democrazie occidentali quando spesso i nostri democratici governi su quelle difficoltà ci hanno speculato per decenni o buttato le bombe ...

In un "contesto che è laico e che tale deve restare", come dice il sindaco Mariani, non ci si richiama all'identità cristiana della città come valore guida per la propria azione amministrativa! Il rispetto per chi non è cristiano è dovuto, non omaggiato, se si vuole avere come guida i nostri principi costituzionali …

Chi siamo e da dove veniamo: l'Occidente è diventato democratico e tollerante in opposizione al principio teocratico. Se questo rimproveriamo all'Islam integralista, lo facciamo perché abbiamo acquisito ormai, per lo più, il rispetto della diversità. È uno strano concetto di democrazia - che è luogo delle differenze - quello che parte dal punto di vista cristiano e misura gli altri con il proprio metro ...

Certo gli integralismi sono sempre presenti, e ogni tanto riemergono con forza pure da noi e si manifestano anche con affermazioni come quelle che l'Islam è incompatibile con il rispetto dei diritti umani=nostra società. Come se questo principio che regge a fatica la nostra vita quotidiana non fosse il prodotto di una lunga, sofferta battaglia che abbiamo percorso, con molte vittime e molti sacrifici: la stessa lunga, sofferta battaglia che stanno percorrendo altri uomini di buona volontà in altre parti del mondo, anche a prezzo della loro vita …

Il principio di superiorità della nostra civiltà è il nostro oppio e porta a …. Mi fermo. Ogni flash ne produce molti altri. Ognuno, se vuole, ci aggiunga i suoi! [7 dicembre 2006]
 
Attraversamento scoiattoli
Non è molto tempo che a Seveso Altopiano, subito dopo il semaforo di via Cacciatori delle Alpi, è comparso un cartello stradale che prescrive di fare attenzione all'attraversamento degli scoiattoli, facendo quel tratto parte del percorso di attraversamento del Biulè, un corridoio verde fra gli insediamenti che collega l'oasi LIPU di Cesano Maderno con, appunto, l'Altopiano. Mi viene da pensare però che dalle nostre parti più che alberi si piantano di questi tempi cartelli, di tutti i tipi e molti veramente inutili, a cominciare dalle tante superflue ripetizioni di quelli previsti dal Codice della Strada (se ci fate caso…). Vada, per il costo di un cartello … qui magari avranno voluto far sapere che qualcuno ha fatto qualcosa per gli scoiattoli. Chissà cosa metteranno invece nel lecchese? Un flash di agenzia appena battuto fa sapere che per salvare la vita agli anfibi Bufo Bufo (i rospi) che scendono dalla montagna e vanno al lago la Provincia di Lecco ha deciso di stanziare quasi 50.000 euro per un "rospidotto" sulla Lecco-Bellagio. Ma un simile progetto, realizzato nel Meratese per le insistenze di una qualche associazione, non era stato un insuccesso poco tempo fa? Pensa poi che dicono che certi servizi sociali non hanno più i soldi, già alla fine di ottobre, per chi ha fame! Non voglio passare per antiecologista ma esiste anche un fondamentalismo verde che si ammanta di etichette buone come quella del volontariato. C'è volontariato e volontariato: fra assistere i malati terminali o i feriti in zona di guerra e occupare il proprio tempo libero misurando il pisello ai pinguini c'è una bella differenza! Tutti sulla stessa barca non va proprio bene, perché pende troppo da una parte … [26 ottobre 2006]
 
 
Una visita un po' frettolosa
Non vorrei essere solo critico, ma certi dubbi uno non se li fa venire: vengono da soli.
Da anni la Provincia, con amministrazioni di diverso colore, promuove la conoscenza di ciò che di interessante c'è fuori Milano. E c'è moltissimo, da scoprire e da vedere, seppure in un paesaggio che per ovvie ragioni non facilita certo la scoperta e la lettura.
L'iniziativa "Conoscere Milano e la Provincia" si inserisce nel solco di questa tradizione, spesso però fatta solo di opuscoli e brochures, con informazioni qualche volta peraltro inattendibili. L'aggiunta quest'anno è però importante perché in certi sabati mattina puoi prendere l'autobus in Piazza Cairoli a Milano e andare in Provincia alla scoperta dei suoi tesori. Che meritano, eccome! Anche qui però viene da dire: bella l'idea di scoprire la Provincia di Milano, ma la mente che ha pensato itinerari, tempi e modalità deve essere un po' perversa. Perché? Le cose interessanti vanno apprezzate e godute, almeno quel tempo minimo che serve a serbarne un vago ricordo, e il programma mi pare esagerato.
Provo a pensare l'itinerario che ci riguarda. Itinerario 5: "Conventi e oratori, ville e giardini nel nord Milano". La brochure e il sito ufficiale spiegano: la nuova Bicocca, poi il Parco Nord con villa Torretta e Villa Manzoni; a Cinisello Villa Ghirlanda e il Museo della Fotografia; a Cusano il villaggio giardino; a Lentate sul Seveso le ville nobiliari e gli affreschi dell'Oratorio di Santo Stefano (ma non li stanno restaurando?); a Meda villa Antona Traversi e l'oratorio di San Vittore; ad Agliate Chiesa e Battistero. Partenza ore 9.30. Rientro 13.30. Dal centro al centro di Milano! Calcolo i tempi. Giù dall'autobus, su sull'autobus, giù dall'autobus, su sull'autobus, giù, su, … I dubbi mi vengono, non posso farci niente. Non è che si tratta di quelle visite tipo sightseeing, dove si guarda tutto dal finestrino dell'autobus, ammesso poi che l'autobus in certi posti riesca ad arrivare! E magari mi tocca passare il tempo ammirando la Milano-Meda e la nuova Valassina, che anche il sabato non sono mica male? Già, in quattro ore andata ritorno e visita di tutte quelle cose che messe insieme valgono almeno la gita di un giorno intero … Torno a pensare a come si può fare. Parco Nord, Cusano, Lentate, Meda, Agliate. Beh, Meda e Lentate sono vicine, ma uscire dal centro di Meda e arrivare ad Agliate … Un po' ci vuole. Anche di sabato mattina. Lo so bene, mi ci sono sposato ad Agliate! E poi quante volte sono tornato sul luogo del delitto … C'è qualche rotonda in più di venti anni fa, ma anche qualche semaforo, e certo più traffico. Penso che un sabato che riesco a prenotare un itinerario mi metto alla prova, ma mi pare che anche per gli altri valga l'invito giù dall'autobus, su sull'autobus, … Per qualcuno di quelli proposti forse è anche peggio! Il tutto assomiglia alla formula "tutta l'Europa in sette giorni" per turisti mordi e fuggi o poco ci manca. Se non fossi anche il presidente della Pro Loco direi che non vale la pena e invece mi tocca proprio pensare a qualche mente perversa! O solo furba nel promuovere certi prodotti?
[2 luglio 2006]
 
E che dire delle favole nel bosco!
Non per essere pesanti. Ma anche l'idea del Bosco delle favole (le domeniche dal 16 giugno al 9 luglio sempre al Bosco delle Querce - Programma "Foreste da Vivere " 2006 - ERSAF Regione Lombardia) è molto bella. Peccato che il posto scelto per raccontare le favole sia fortemente transitato dagli altri visitatori domenicali del parco, e in vario modo disturbato. Peccato che intorno alla narratrice, amici e conoscenti siano rumorosi. Peccato che se scappa la pipì al piccoletto bisogna attraversare a nuoto l'atrio dei vicini (indecenti) bagni dello chalet per accompagnarcelo. Peccato. Come sopra. [2 luglio 2006]
 
Notturno alle Querce
9 giugno. L'idea è bella e il titolo accattivante: "Notturni alla Querce". Happening di musica, musicoterapia, arteterapia, video installazioni e giochi lungo tutto il percorso del parco, in occasione dei 250 anni dalla nascita di Mozart: così recitano i flash di presentazione dell'evento sui vari media. Attira l'idea di trascorrere una serata di questo caldo inizio dell'estate 2006 ascoltando Mozart e altra musica sotto gli alberi del bellissimo Parco delle Querce che sorge su quello che fu terreno di diossina trenta anni fa. La gente che col buio se ne va per viali e sentieri è la premessa per una spettacolo diverso. Gli artisti sono bravi … Dato un occhio qui e là ci fermiamo ad ascoltare il gruppo da camera e le voci, convinti di poter trascorrere una piacevolissima serata. Ma la convinzione dura poco, anzi pochissimo. Dire che l'artista che trenta metri più in là suona il banjo e il gruppo blues, un po' più lontano, disturbano è un eufemismo. Sarà colpa dell'amplificazione! Ma non è niente in confronto del via vai di passeggini, squillare di telefonini, gridare e sghignazzare, di una piccola folla da sagra paesana che passa vicino, dietro, davanti, a noi, agli artisti. Per ascoltare dovresti arrivare almeno sotto le gonne della violoncellista, ma evidentemente non si può e non è il caso. Forse non ci si può aspettare il silenzio da chi ha colto l'occasione di farsi quattro passi al parco con la famiglia allargata, perché fa caldo, lì si sta bene e fanno pure qualcosa … Passi. Ma poi ci si mette pure un gruppo di alunni con portatore di cartello con scritta II B, evidentemente delle medie, con adulti accompagnatori, forse insegnanti. Stanno evidentemente tutti in un gioco e se ne vanno di qua e di là con qualche scopo, ma vista l'età l'interesse è tutto per l'ultimo modello di schermo del telefonino, che al buio si vede così bene! Risolini e risatine coprono la bravissima cantante impegnata nell'aria che volevamo tanto ascoltare, ma come si fa a colpevolizzare ragazzini di dodici anni o poco più? Siete mai stati in una seconda media? Potrei continuare … Possiamo rimanere, ma forse è meglio andare a fare qualcos'altro da qualche altra parte. A prendere un gelato al bar, almeno sappiamo che andiamo al bar …Abbiamo ancora in mano il programma: ci sono tutti i logo che si mettono in queste circostanze: la Provincia dì Milano, il Progetto Monza Brianza, i comuni di Seveso e di Meda, e poi Agenda 21 locale, l'ERSAF, Foreste di Lombardia, Fondazione Cariplo. E poi lo sponsor, e anche se a pagare fosse stato solo lui pure il ritorno d'immagine non mi sembra brillante. E se si è speso del pubblico denaro una riflessione sull'organizzazione va fatta. Non per spocchia, ma visto che di questo mi occupo me ne viene sempre più la conferma che una valutazione ex-post sulla qualità degli eventi che si organizzano è necessaria. Mettersi dalla parte dell'utente costa fatica mentale, vero! L'idea era più che buona e la serata si prospettava interessante, peccato che siamo dovuti andar via così presto. [10 giugno 2006]
 
Che cos'è l'opposizione?
Bella domanda! Riecheggia il tormentone "che cos'è la maggioranza?" che un divertente onorevole Schifani-Marcoré qualche anno fa ci ripeteva ogni domenica sera dallo schermo di Italia 1. Che cos'è la maggioranza lo abbiamo visto nella passata legislatura, e speriamo di non dovere vederlo allo stesso modo anche in questa. Qui mi interessa di più sottolineare invece "che cos'è l'opposizione?", o meglio cosa dovrebbe essere, e mi è sembrato di poterlo fare, meglio di come possono le infinite pagine di specifica letteratura sul tema, attraverso le parole di un tale commendatore Vincenzo Picardi. Vincenzo Picardi, chi era costui? Non per scimmiottare il Carneade manzoniano, ma questo nome non mi faceva venire in mente niente e nessuno, né quando l'ho letto per la prima volta, e sono passati più o meno trenta anni, né quando sono andato a ripescarlo in cantina qualche giorno fa. Chi era Picardi, anzi il commendatore Picardi, quando il titolo valeva ancora qualcosa? Vincenzo Picardi fu un deputato del Regno, e il suo nome sta in calce a una relazione presentata al Consiglio Comunale di San Piero Patti il 25 febbraio 1885. Trent'anni fa Internet non c'era, ma anche adesso di Vincenzo Picardi non sono riuscito a saperne molto di più. Confermato che fosse deputato del Regno, ho trovato qualche altra traccia qui e là: da una bibliografia della Biblioteca A. Mai di Bergamo risulta autore di un saggio su Mario Rapisardi, a Roma c'è una via intitolata a Vincenzo Picardi, pare autore di una corrispondenza triestina dell'epoca, ecc. Piccole cose per farne una persona che lascia tracce di sé, seppure nella microstoria. E allora cosa c'entra il commendatore Vincenzo Picardi con la domanda "che cos'è l'opposizione"? C'entra, perché le sue parole, che ho trovato nell'opuscolo qui sotto (file PDF scaricabile), mi sembrano semplici e significative, più di mille trattati. E ne suggerisco la lettura e la riflessione a quanti fanno parte dell'opposizione, nel Comune di Meda, in tutti gli altri Comuni d'Italia, in Provincia, in Regione, in Parlamento. Di qualunque colore sia l'opposizione. Nel corso della vita votiamo tante volte. A volte il nostro voto serve a formare maggioranze, altre volte non serve, e stiamo dall'altra parte. Ma anche quando abbiamo votato per l'opposizione dobbiamo poter contare su di essa. Il perché lo dice in poche parole il commendatore Vincenzo Picardi, a un sindaco che si lamentava proprio degli attacchi dell'opposizione. A un sindaco che pure lo aveva incaricato di una relazione e che per quella relazione, non sempre a lui favorevole, lo pagherà e lo ringrazierà: "non è chi non veda come quel manifesto conteneva delle dichiarazioni, e delle proteste che il partito d'opposizione faceva contro il contegno del partito opposto, cui trovavasi confidate le sorti dell'amministrazione, questa circostanza ben considerata attenua grandemente la importanza di quelle frasi, perché ne spiega nettamente il significato. I partiti di opposizione hanno la missione di sindacare gli atti e la condotta dei partiti che amministrano, e il cui indirizzo i partiti di opposizione per fermo non approvano. E però il partito che amministra non può dal partito di opposizione attendersi dei voti di plauso, anzi per lo più delle volte raccoglie censure. … Il Cav. Benfatta [il sindaco n.d.r.] , messa da parte l'onorabilità della sua persona, non poteva sperare ne pretendere che il partito d'opposizione non si dichiarasse pronto a sorvegliare e a censurare, se fosse surto il bisogno, gli atti della di lui amministrazione, ispirati a concetti e obbiettivi che il cav. Benfatta e i Consiglieri che lo seguono in massima buona fede potevano ritenere lodevoli, e che il partito opposto con pari lealtà di convinzioni può giudicare nocivi e censurabili."

L'opuscolo in Portable Document Format (PDF, 447 kb)

Con una annotazione importante: Vincenzo Picardi scriveva nel 1885, e siamo a San Piero Patti, provincia di Messina, Monti Nebrodi. Sicilia, da poco destinataria di nuove leggi a seguito dell'unificazione amministrativa del Regno d'Italia, poco più e poco meglio che borbonica. Sembra che i nuovi principi vengono appresi in fretta, molto più in fretta di quanto non siano ancora diventate oggi patrimonio comune, "mission" di ogni opposizione, le parole "trasparenza", "correttezza amministrativa", "controllo", ecc.. A garanzia del nostro voto e della vera democrazia. Per non aver accolto certi principi, purtroppo, assistiamo a oppositori che sanno fare proposte politiche ma non controllano, e così finisce come diceva quel tale (Severgnini, sul Corsera di giugno): in Italia, di questi tempi, ogni volta che smuovi una tenda rischi di trovare un porcile! E sembra che sono passati inutilmente più di 120 anni dalle parole di Vincenzo Picardi. [8 giugno 2006]