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PilloleProprio pillole. Piccoli e piccolissimi fatti, commenti a volo, distillati di saggi e articoli su cose, luoghi, persone. Mirycae. Spunti alla rinfusa che si sono trovati qui e là, fra cose dimenticate, come in un solaio, o nell'oceano immenso dei media. In mezzo, magari, qualche idea utile, uno spunto per i navigatori. 8 marzo 2007, su diversi quotidianisi legge della "Sindrome da iperattività globale", che uno studio del californiano Kaiser Permanente Medical Center Reale dà in forte aumento nel mondo. La cura con farmaci di questo disturbo - che colpisce soprattutto bambini e adolescenti ed ha come sintomi mancanza di attenzione, difficoltà a concentrarsi e a mandare a menoria, iperattività - sarebbe più che triplicata nel mondo nel periodo 1993-2003. La sindrome era conosciuta ma un tempo sembrava solo americana. Non siamo ai primi posti, ma oggi colpisce fortemente i paesi più evoluti. Qualcuno ritiene che sta solo aumentando nel mondo la sua diagnosi. E il conseguente trattamento farmacologico, che più d'uno indica come il sistema più sbrigativo per tenere a bada i bambini difficili. La campagna "Giù le mani dai bambini", promossa da varie associazioni, invita a trattare i problemi dell'infanzia con più cautela. A
volte potremmo pure fare a meno dell'ultimo studio americano, anche se
certamente utile a dare riscontro scientifico a ciò che ci
sta
passando sotto gli occhi ormai da tempo. Non sempre sostituisce la
capacità di osservazione del fenomeno (già) con
altri
strumenti. Basterebbe dare un'occhiata in famiglia o nelle nostre
classi della scuola primaria per cogliere la differenza con
dieci-quindici anni fa!
28 febbraio 2007, le agenzie riportano la notizia che Deamonte Driver, un bambino di 12 anni abitante nel Maryland (Usa), è morto per ascesso ai denti. Per salvarsi gli sarebbe bastata una visita dal dentista, ma sua madre non aveva nessuna assicurazione sanitaria che gli permettesse di coprire la spesa di 80 dollari. Quando il dolore di Deamonte si è fatto insopportabile era ormai troppo tardi: i batteri proliferati con l'ascesso avevano raggiunto il cervello, e il costo finale delle sue cure è ammontato a circa 250 mila dollari. Niente
di nuovo nella sanità americana. Come al solito, rivaluta la
nostra.
8 novembre 2006, mattino. Sul Corriere della Sera leggo a firma di Marsiglia Biagio che sono indagati due geometri del Comune di Milano. Un cartello di aziende si sarebbe aggiudicato "incarichi da 45 milioni eliminando la concorrenza. Offerte truccate per "parcheggi e piazze, danneggiati Comune, Provincia e MM". In manette anche due imprenditori. Troppo facili a volte le accuse e troppe le assoluzioni dopo lunghi calvari giudiziari per lasciarmi andare a un'opinione sommaria. L'articolo riferisce che i "numeri impressionanti" hanno spinto ieri la Cgil a chiedere al sindaco Moratti un tavolo urgente per "verificare il grado di trasparenza e legalità del settore". Mah! Il tempo e l'opera dei giudici faranno giustizia. Si spera. 8 novembre 2006, pomeriggio. Nel pomeriggio mi arriva sul programma di posta la NewsLetter del Portale del Comune di Milano: InfoDalComune n.44. Di solito guardo le news con attenzione ma quando ho tempo. Il titolino è però lì che mi provoca: Appalti trasparenti, premiato il Comune di Milano, e poi per continuare "Rigore e trasparenza hanno caratterizzato la gestione delle gare d'appalto per i lavori pubblici intrapresa dall'amministrazione comunale. Per questo l'Associazione Transparency International Italia (Associazione Internazionale contro la corruzione) conferirà al Comune di Milano il Premio TI-it, istituito come riconoscimento alle eccellenze in materia di trasparenza negli appalti pubblici, che sarà consegnato dall'Alto Commissario contro la corruzione il prossimo 5 dicembre a Torino. Tempestività, mancato feeling fra chi legge ciò dicono i media del Comune di Milano e che scrive e spedisce le Newsletter, o che altro?! Su diversi quotidiani di oggi 17.10.2006 ottobre Leggo che Bush firma la legge sui processi per terrorismo. Ovviamente Guantanamo. Vengono ammesse prigioni speciali della CIA e interrogatori duri (leggi torture). L'Unione Europea è critica e non meno lo è l'opposizione democratica negli USA per questa specie di abolizione dell'Habeas Corpus che permette di ricorrere contro la detenzione ritenuta ingiusta. Questo dopo secoli in cui abbiamo creduto che l'evoluzione sulla strada dei diritti umani e civili, pur con alti e bassi, fosse inarrestabile e irreversibile. Una decisione presa per "proteggere l'America", ma gli errori degli amici ci feriscono assai più di quelli di coloro cui siamo ostili o indifferenti. No comment
Sul Corriere.it dell'11.9.2006 leggo che "Sempre più funzionari del reparto antiterrorismo della Cia si stanno dotando di piani assicurativi privati, i cui costi sono rimborsati dal governo, per coprire eventuali spese legali in caso di denunce nei loro confronti". No comment Gianni Santucci su Corriere.it del 28 luglio 2006 scrive a proposito del fatto che i tassisti milanesi hanno preso di mira l'editorialista del Corriere Giavazzi, favorevole alle liberalizzazioni. Di più: riferisce della disavventura di Marco M., 37 anni, tecnico informatico, che passando davanti al posteggio dei taxi di piazza Cinque giornate e avendo notato un foglio appeso alla vetrata, con la testata del Corriere e la foto del professor Giavazzi insieme al disegno di una mano con un fiocchetto al dito indice, si era indignato. Quel disegno stava a significare che i tassisti se l'erano legata al dito, e poi su quel foglio c'era l'invito, esplicito: "Passando sotto casa del nostro amico, rivolgetegli un saluto con qualche colpo di clacson". "Giorno e notte". "Ora e per il resto della sua vita". In calce al manifesto indirizzo e numero di telefono del professore. Dopo averlo letto e giudicato "incivile", Marco M. aveva staccato il manifesto e ne era nata una disputa con un tassista sceso dall'auto, e poi le spinte, le minacce, le provocazioni da entrambe le parti, la zuffa di fronte alla folla, poi i carabinieri, l'ambulanza. Dal professor Giavazzi la solidarietà al suo sconosciuto difensore. Santucci ricorda che "Lo scorso anno Giangiacomo Schiavi, ex capocronista e ora titolare della rubrica delle lettere in cronaca di Milano, venne indicato come "soggetto pericoloso" in centinaia di volantini sparsi per la città..." Il motivo? Sempre quello di avere opinioni contrarie al pensare comune dei tassisti. Non sempre condivido ciò che scrive Giavazzi sul Corriere, ma certo fra gli economisti che fanno opinione è una delle menti più lucide. La democrazia e la libertà hanno sempre dei prezzi molto alti, pagati quotidianamente dagli uomini di buona volontà e da quelli che ci rimettono del proprio per garantire la libertà di opinione a tutti. Anche a quelli che sono liberi di essere intolleranti.
Su corriere.it del 24 luglio 2006 Leggo che Steven Rambam, titolare e amministratore delegato della Pollorium Inc., la più grande compagnia statunitense privata di investigazioni on-line, è finito in manette. Avrebbe dovuto relazionare sul palco della "Hope hacker conference" sul tema "La privacy non esiste" e dimostrarlo, ma non ne ha avuto il tempo: "Quattro agenti dell'Fbi, con tanta discrezione quanta efficacia, lo hanno accompagnato sottobraccio all'uscita e lo hanno arrestato", prima che salisse sul palco e fra lo stupore degli astanti.Cosa avrebbe avuto da dire Steven Rambam sul palco? Sembra che fosse stato invitato alla conferenza per stupire il pubblico di hacker con le sue indagini sulla privacy. Un suo assistente aveva accettato di sottoporsi al suo esperimento e in meno di cinque ore di ricerca sui database pubblici e privati aveva estrapolato dal Web ben 500 pagine che lo riguardavano: "Tutto quello che ho fatto è stato dargli il mio nome e la mia e-mail. Lui ha scoperto dove vivo, tutte le macchine che ho guidato. Ha trovato tutti i miei amici e le loro fotografie, fino ad arrivare a qualcuno che, in Alabama, usava il mio numero di Sicurezza Sociale dal 1983". Dopo l'arresto sono cominciate le supposizioni e le ricerche su dove avessero portato Rambam. No comment
Su Repubblica.it del 19 luglio 2006 leggo il titolo "I 'mobility manager': "Troppe auto facciamole pagare molto di più". Nell'articolo di Maurizio Ricci le parole di Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility, l'associazione che raccoglie i mobility manager, quelli che in azienda organizzano il modo in cui i dipendenti vanno a lavorare: …. "Ci vogliono meno macchine " …. bisogna disincentivare l'auto, scoraggiarne il possesso". L'articolo per fortuna è meno tranchant del titolo, e anche Bertuccio. Non si potrebbero abolire i titolisti? I giornali, forse, venderebbero qualche copia in meno, ma ne guadagnerebbero in onestà intellettuale (e i giornalisti in considerazione).
Su Corriere.it del 17 luglio 2006 Andrea Soffiantini scrive che l'onorevole Luca Volontè ha mandato ai circa ventimila parroci italiani una tale richiesta: "Mandatemi entro luglio le vostre giaculatorie, voglio raccoglierle in un volumetto", e che l'iniziativa, pensata allo scopo "di tenere viva un'importante tradizione popolare", avrebbe raccolto circa tremila adesioni e incassato una cinquantina di proteste. C'è stato infatti chi non ha accolto bene l'iniziativa: un parroco di Genova sembra che si sia stupito che la richiesta arrivasse "da uno che ha votato l'ex Cirielli" e don Giorgio De Capitani, parroco a Rovagnate, qui vicino in Brianza, abbia dichiarato: "Quando ho letto la lettera pensavo a uno scherzo — dice — e ancora adesso, se ci penso, mi sembra una cosa ridicola. Sul giornale della parrocchia ho scritto che l'onorevole forse si è messo in testa di conquistare le nostre simpatie. Ma per quanto mi riguarda posso assicurare che non ci riuscirà. Perché non raccoglie tutte le barzellette che il suo padrone, a cui si è inchinato per 5 anni, ha seminato ovunque? I cristiani non possono stare a destra. Ho 68 anni e non cambierò certo ora le mie idee". ……….. No comment
Su Repubblica.it del 14 giugno 2006 Viene riportato che in Svizzera i nani da giardino vanno letteralmente a ruba. Nel senso che vengono proprio asportati dai giardini elvetici. In un mese una sessantina di loro sono state rubate in varie località della zona meridionale del Cantone Friburgo. Tutti i furti sono stati rivendicati dal Fronte di liberazione dei nani da giardino. Quelli liberati a Friburgo lo scorso autunno, un'ottantina, erano stati "posti in libertà "in modo da poter assistere alla corsa Morat-Friburgo". Il Fronte per la liberazione dei nani da giardino è apparso alla fine degli anni Novanta, dapprima in Francia poi in altri Paesi europei, negli Stati Uniti e in Canada. Il Flng-Francia sostiene che 4.205 nani da giardino sono finora stati liberati. La "popolazione" europea di nani sarebbe stimata in circa 30 milioni di statuine…. Il movimento è attivo oltre che in Svizzera, anche in Francia e in Italia. Ogni tanto anche nella nostra zona ci sono strani furti. Mi ricordo di aver letto sul Giorno di qualche anno fa di nani asportati dal giardino dell'asilo delle suore da qualche parte qui in Brianza. Nei loro siti Internet gli aderenti si fanno fotografare mascherati dopo le loro imprese. Esiste perfino un inno per la liberazione del nanetto. In fondo ognuno ha nella vita una missione da compiere. O, se volete, ognuno occupa a modo suo il tempo!
Gian Antonio Stella su Corriere.it del 22 marzo 2006 Nell'ennesima salace denuncia delle vergogne italiche parla della "Laurea in offerta speciale per i dipendenti del Viminale", ricordando che era dai tempi di Solforio, il personaggio di Alto Gradimento inventore del "pacco operaio, pacco del lavoratore", che non si vedevano "offerte simili". Quali? La nuova legge che prevede che le Università possano riconoscere dei "crediti", maturati facendo per anni un certo lavororendendo superfluo l'imposizione di un esame. L'innovazione, come sanno bene gli addetti ai lavori, ha però una voragine, nella quale ci si sono inflilate molte Università, spesso le più discusse, che hanno cominciato a cercare clienti anziché studenti. Gian Antonio Stella ritiene però che nessuno "… però, per quanto se ne sa, ha messo all'amo le esche che ha messo la "Libera Università degli studi S. Pio V", di Roma, nella convenzione firmata con il Ministero degli Interni. … la "S. Pio V" ha sede in via delle Sette Chiese (e ti pareva...) ed era già finita sui giornali. Prima per i nomi dei professori via via coinvolti, da Rocco Buttiglione a Salvo Andò, da don Giacomo Tantardini a Ferdinando Adornato…… E infine per le polemiche sollevate nell'ottobre 2003 da un sontuoso finanziamento: un milione e mezzo di euro l'anno corrispondente…….. a dieci volte la somma media stanziata per le fondazioni private di ricerca………Nella convenzione col Viminale, infatti, la "S. Pio V" offre a quelli che una volta si chiamavano gli impiegati di concetto la possibilità di ottenere una laurea triennale in Scienze Politiche e Sociali facendo soltanto una manciata di esami……Di quelli che gli studenti considerano da sempre, a torto o a ragione, "facili". ……. E tutti gli altri, quelli più difficili? Abbonati. Ancora più ghiotta, però, è l'offerta agli aspiranti dottori che al Viminale hanno raggiunto grazie ai concorsi interni (più volte bocciati e sanzionati dai giudici, ma inutilmente) posizioni per le quali sulla carta sarebbe stato necessaria la laurea……..di esami, ne vengono abbonati 18. E che esami! Praticamente tutti, ma proprio tutti, quelli che i giuristi di lingua spagnola chiamano troncales perché costituiscono il tronco di un percorso universitario e mediamente tolgono il sonno agli studenti bravi e volonterosi inchiodandoli al tavolino …Alla faccia di chi attende da anni i concorsi per occupare i posti destinati ai laureati veri …….". Liberi di incazzarci, quelli che abbiamo perso il sonno sui troncales |