LOMAGNA provincia di Lecco
Essi rivendicano le loro libertà in base ai principi nostri
e negano le nostre libertà in base ai principi loro.
GAETANO SALVEMINI
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sabato 27 marzo 2010

Torna l'ora legale (satira)

Stanotte torna l'ora legale ma grazie a un decreto interpretativo si potrà mantenere quella solare fino a martedì.
22 marzo 2010



Certe volte le Poste funzionano davvero bene (purtroppo!)....Parole, parole, parole da Papi Silvio



Roma, Marzo 2010









Caro S. (ha scritto al socio, non a me…lo sa che non c’è speranza con una bolscevica!),

le elezioni regionali nel Lazio ci vedono contrapposti ad una sinistra che, invece di misurarsi democraticamente col voto, semina menzogne, invidia e odio.



Ai nostri delegati è stato impedito di presentare la lista del Popolo della Libertà di Roma e della sua Provincia, con atti e comportamenti a ciò diretti. In quello che è accaduto non vi è stata responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e ai nostri funzionari, come invece si è cercato di far credere (Da chi? Ha tre reti, svariati giornali, il tg1 alle sue dipendenze…come mai i suoi mezzi d’informazione sono sempre più deboli degli altri????).





Tuttavia, ne sono certo, noi riusciremo a prevalere sui nostri avversari, che avrebbero preferito correre da soli, proprio come si usava nelle democrazie popolari sovietiche (Ora, questa frase, para para, è stata riportata da vari Tg oggi come se fosse stata appena pronunciata).



Nel Lazio abbiamo raddoppiato i nostri sforzi per far prevalere il nostro programma di governo e per far vincere la nostra candidata Renata Polverini.



Ora più che mai la sfida è tra noi e un’opposizione, che sa solo dire dei no ( e certo, se tu proponi solo leggi ad personam!Cosa dovevano fare…essere felici del Lodo Alfano, della distruzione della scuola pubblica, del tentativo di legare mani e piedi all’informazione con la legge sulle intercettazioni?), che sa solo diffondere veleni, pessimismo e catastrofismo (Chisto è ‘o paese do’ sole……..) e che a Roma vuole vincere impedendo a noi di partecipare al voto (veramente avete fatto tutto da soli…ah, già…ci si sono messi anche quei comunisti del Tar e del Consiglio di Stato).



La scelta di campo è oggi più che mai tra il Governo del fare ( esattamente cosa????) e l’opposizione delle critiche a vuoto, delle chiacchere e degli insulti (A me sembra, invece, che si facciano sentire anche troppo poco, guarda un po’!). Una sterile propaganda che non può nulla contro i nostri risultati concreti (???????????). Perché nonostante tutte le difficoltà, il mio Governo ha continuato a lavorare e bene per tutti gli italiani (eh, no! Questo con la minuscola non va bene!)



Abbiamo affrontato e risolto emergenze vecchie e nuove. Abbiamo affrontato e risolto lo scandalo dei rifiuti in Campania; siamo intervenuti dopo il terremoto in Abbruzzo con una rapidità ed efficienza senza precedenti (Peccato che lo sgombero della macerie dal centro storico è cominciato solo in questi giorni, un anno dopo, e, guarda caso, sotto elezioni); abbiamo salvato l’Alitalia dal fallimento e dalla svendita a gruppi stranieri ( sbaglio o proprio oggi c’era uno sciopero dei piloti?).



Stiamo combattendo contro la criminalità organizzata e le mafie ( Mangano, chi era costui??E i voti a De Girolamo???), con risultati di gran lunga superiori a quelli di tutti i governi precedenti ; abbiamo intensificato la lotta contro l’immigrazione clandestina, la microcriminalità, la violenza sulle donne (????????????).



La grave crisi economica è stata affrontata senza mettere le mani nelle tasche degli italiani ( ma distruggendo la scuola pubblica, aumentando il debito pubblico, rincarando e spese per aerei di Stato e auto blu etc.etc.), con misure sagge e lungimiranti ( ma che begli aggettivi, ma chi li trova???). Abbiamo aiutato le famiglie a basso reddito (con una social card che è costata un patrimonio e nemmeno funzionava) e gli anziani, abbiamo supportato le imprese con misure mirate,abbiamo assicurato un sostegno a chi ha perso il lavoro (forse era meglio far sì che non lo perdesse..) e introdotto nuove tutele per chi ne era completamente privo, come i precari e gli artigiani. Come promesso, nessun italiano ha perso un euro dei suoi risparmi. Anche il contrasto all’evasione tributaria e ai paradisi fiscali (ma i 64 conti off-shore di Mediaset che fine hanno fatto??)ha prodotto risultati molto concreti, fornendo all’erario nuove risorse da destinare al rilancio del’economia (che io sappia il gettito, invece, è diminuito), alle famiglie e alle imprese.



Altrettanto positivo il bilancio delle riforme strutturali avviate e in buona parte realizzate: pubblica amministrazione, scuola primaria e secondaria (!!!!!!!!!!!!!!!), università, enti di ricerca (infatti sono diminuiti i fondi), processo civile, piano casa (Dove???). Il nostro programma di Grandi Opere ( Ahhh, questo sì, scritto con la maiuscola!!), che era stato accantonato dal governo della sinistra, è stato sbloccato e rilanciato in tutto Italia ( e forse invece era il caso di pensare a posti come Giampilieri). Con i treni Frecciarossa si va da Roma a Milano in meno di tre ore ( e a carissimo prezzo!). Il passante di Mestre, prima strada costruita dopo 30 anni, è una realtà. Il Ponte sullo Stretto lo diventerà (e sai che guadagno quando gli acquedotti del meridione sono fatiscenti e l’acqua viene privatizzata!): i lavori sono finalmente iniziati ( che io sappia è stata posta solo la prima pietra).



Grazie a questo governo, l’Italia è tornata ad essere protagonista in Europa e nel mondo, ritrovando il ruolo che le spetta e che il G8 a L’Aquila ha confermato. Più del 50% del mio impegno riguarda i rapporti internazionali, dove la nostra diplomazia commerciale ha assicurato un forte ritorno alle imprese italiane che operano all’estero ( Se lo dici tu…).



Con noi lo Stato è tornato a fare lo Stato, garantendo la sicurezza e la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini.



Con questo positivo bilancio di risultati e con la pubblicazione allegata (Purtroppo sì…”Il Governo del Fare”), intendo rinnovare l’impegno assunto con Lei e con tutti gli italiani in occasione delle elezioni politiche 2008: lavorare per cambiare in meglio l’Italia, perché so bene che abbiamo ancora tanto da fare.



Per farlo dobbiamo voltare pagina nel Lazio, Domenica 28 e lunedì 29 marzo (Sempre qualche problema con le maiuscole…), votando per la candidata Presidente Renata Polverini. Lei può dare il Suo indispensabile contributo portando in regione quella moralità ( Ah,ah,ah….questa è buona! Com’era la storia delle case acquistate a due soldi in pieno centro storico???)del fare che tanti buoni frutti ha dato in questi primi venti mesi di governo ( A me sembrano cent’anni!). Dopo cinque anni di malgoverno regionale, è un’occasione da non sprecare mi raccomando!



Con gli auguri più cordiali



Silvio Berlusconi

da: http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=785540916a4a749c
<< Forse non si ha più paura dei marxisti, ma si ha ancora paura di certi non-marxisti che non hanno rinunciato all’eredità di Marx >>. (J. Derrida, Spettri di Marx)
Clicca per saperne di più
Vi ricordate di Nassiriya?

Dietro la pompa glorificatrice del momento per i Caduti, giunti a verificarne le responsabilità e rispondere alle parti civili (parenti delle vittime) di leggerezze ed inadiempienze, ecco cosa accade:


http://www.grnet.it/news/95-news/1056-nassiriya-arriva-il-lodo-salva-generali.html
BUONI AL POSTO DEI DIRITTI

Abbiamo letto un comunicato della Regione Lombardia, cui è stata data una grande pubblicità, nel quale è stabilito di erogare per quest’anno 1.300 euro alle famiglie “disagiate”.

“"Il Buono quest'anno sarà di 1.300 euro e verrà corrisposto in un'unica soluzione - ha spiegato il presidente Formigoni – Verrà assegnato a tutte le famiglie che sono residenti in Lombardia, che si fanno carico del pagamento della retta di un familiare, anziano o disabile, ricoverato in una struttura residenziale della Lombardia (RSA o CSS-Comunità socio sanitaria), e che
presentino almeno una delle seguenti due condizioni: avere nel proprio nucleo familiare almeno un figlio, anche in affido, minorenne e un indicatore della situazione di reddito familiare (ISR) non superiore a 22.000 euro; percepire ammortizzatori sociali a causa dell'interruzione o sospensione del rapporto di
lavoro".

La pratica dei buoni e dei voucher in Lombardia è una pratica che sta diventando abitudinaria.
La cosa strabiliante che si fa propaganda (in questo periodo elettorale) negando dei diritti acquisiti.
La legge (articolo 438 codice civile – decreto legislativo 109/98 e 130/01) stabilisce che i famigliari non devono pagare nulla in termini di rette per le RSA. Sono solo gli assistiti con il loro reddito ISEE che devono partecipare alla spesa (salvo che si tratte di persone gravemente ammalate in qual caso non devono versare nulla: cfr: DPCM 29/11/01 –1c- ) La differenza, se del caso, è a totale carico del comune. Il Comune deve utilizzare i finanziamenti per la spesa sociale che gli vengono dallo Stato attraverso le Regioni e se non bastano erogare fondi propri.La Regione deve coprire il 100% della spesa sanitaria e versare al comune quanto dovuto. Nella specifico siamo in attesa dell’emanazione di una sentenza da parte del TAR della Lombardia al seguito di un ricorso presentata da Medicina Democratica e Senza Limiti che contesta alla regione la distrazione di circa il 50% del Fondo (sociale) per la non autosufficienza stabilito da una legge finanziaria verso il fondo sanitario, quando avrebbe dovuto versare la totalità dell’importo (44 milioni per il 2008, 58 per il 2009) ai comuni. Non solo, ma pure siamo in attesa di altre 12 sentenze, sempre del TAR nei confronti di altrettanto comuni, contro i pagamenti delle rette (o di parte di esse) delle RSA da parte delle famiglie.
In sostanza, di fronte ad una serie di indagini scientifiche che affermano essere il mantenimento di una persona non autosufficiente o di un disabile grave una fonte di povertà per le famiglie, la Regione Lombardia per gentile concessione eroga 1300 euro annuali – a determinate condizioni -, quando , secondo i nostri calcoli- seguendo la legge -, le famiglie che hanno il problema dovrebbero ricevere circa 500 euro mensili in media.
ALLA FACCIA DEL DIRITTO E DEI BISOGNI SOCIALI E SANITARI!

Presid. Senza Limiti
Fulvio Aurora
Ed il resto verrà:

Lunedì 26 Ottobre 2009 07:57

LECCOPROVINCIA.IT
(http://www.leccoprovincia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2799&Itemid=3)



Un incontro del comitato Parco del Curone
Lunedì 26 Ottobre 2009 07:57 Alberto Saccardi .


Comunico che mercoledì 28 ottobre 2009, alle ore 21.00 presso la sede del Parco del Curone, Cascina Butto, il Comitato Civico “No al pozzo nel Parco del Curone” ha organizzato un incontro aperto a tutti i residenti del meratese, del casatese e a tutti gli amanti del Parco.
Nell’incontro verranno trattati i seguenti punti:

· La chiusura della pratica Po Valley


· La consegna delle firme raccolte

· Un’anteprima del libro bianco che il comitato sta completando, in cui si racconta l’esperienza dei mesi precedenti

· I prossimi passi che il Comitato Civico intendere intraprendere.



A fine serata vi sarà anche un piccolo concorso con premio a sorpresa avente come oggetto: Quanto pesano le 33.000 firme raccolte?

Alberto Saccardi
Soddisfazione del Comitato "No al Pozzo" sulla delibera provinciale
Domenica 19 Luglio 2009 06:30 Alberto Saccardi
Il Comitato “No al pozzo nel Parco del Curone” esprime soddisfazione per l’approvazione da parte del Consiglio Provinciale di un O.d.G. contro le perforazioni. La votazione avvenuta ieri ci conforta sia per la chiara presa di posizione a livello provinciale contro il progetto di trivellazione del Parco, con l’importante estensione a tutta la Brianza lecchese, sia per il carattere di unitarietà della decisione, frutto, come affermato dallo stesso Presidente Nava, della collaborazione e del confronto con il Comitato e tra le forze di maggioranza e minoranza.

Dopo la manifestazione di domenica alla Bagaggera (oltre 2000 persone, 26 amministrazioni comunali, una decina di associazioni, 1.300 firme alla petizione raccolte) e la scelta politica del consiglio provinciale, abbiamo un’ulteriore conferma della volontà della maggioranza dei cittadini e dei loro rappresentanti di impegnarsi per la salvaguardia del nostro territorio.

Siamo consapevoli che il percorso che abbiamo davanti è ancora lungo, ma la percezione di essere parte di un gruppo compatto rafforza il nostro impegno nel continuare a batterci in ogni modo perché non venga realizzato nessun pozzo né nel Parco, né fuori dal Parco.

Ricordiamo che le iniziative del Comitato continuano con la partecipazione nei prossimi

giorni alle assemblee pubbliche organizzate da diversi Comuni: questa sera a Montevecchia, il 17 a Olgiate Molgora, il 20 a Osnago, il 21 a Casatenovo.

da: LECCO.it
dal : Resoconto della seduta N. 235 del 08/07/2009 del Senato Italiano Lavori (area Assemblea); XVI legislatura



MAZZUCONI (PD). L'ordine del giorno G27.106 impegna il Governo a ritirare l'autorizzazione che sarebbe stata rilasciata dal Ministero per lo sviluppo economico ad una società australiana per svolgere attività di ricerca di idrocarburi in un'area sita nel parco regionale di Montevecchia e valle del Curone. Dal momento che a tale attività hanno espresso contrarietà anche il ministro Castelli ed altri esponenti della Lega Nord e visto che l'ordine del giorno recepisce una delibera dei sindaci dei Comuni limitrofi, invita il rappresentante del Governo a riformulare il proprio parere. (Vivi applausi dal Gruppo PD. Applausi ironici dal Gruppo PdL).


BODEGA (LNP). Rivendica il ruolo svolto dalla Lega Nord nella difesa del territorio e nel rispetto delle leggi locali. Ad ulteriore smentita delle dichiarazioni della senatrice Mazzucconi, è stato accolto l'ordine del giorno G100 che impegna il Governo a coinvolgere le autorità locali nel rilascio delle autorizzazioni per le attività di escavazione, soprattutto nelle aree vincolate dal punto di vista paesaggistico. Preannuncia pertanto che voterà contro l'ordine del giorno G27.106. (Applausi dal Gruppo LNP. Vivaci commenti dal Gruppo PD).


Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalle senatrici MAZZUCONI (PD) e INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G27.106 e approva l'articolo 27.




EPPURE QUALCUNO AVEVA DETTO:


Infrastrutture: Castelli, No Trivellazioni Nel Parco Del Curone

(ASCA) - Roma, 13 mag - ''La notizia secondo cui il Ministero delle Attivita' produttive avrebbe consentito ad una azienda australiana di effettuare perforazioni nel Parco del Curone e' ancora da verificare e in questo senso intendo chiedere informazioni ufficiali al Ministro Scajola''. Lo dichiara il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, senatore Roberto Castelli, aggiungendo che ''nel caso in cui questa notizia venisse confermata, va da se' che tutta la Lega sarebbe fortissimamente contraria. Il Parco del Curone e' un ambiente incontaminato, all'interno del quale gli abitanti non sono nemmeno liberi di scegliere le piante per il giardino della propria abitazione, perche' soggetti alle scelte del Parco. E' chiaro che queste trivellazioni sarebbero del tutto incompatibili con la bellezza del paesaggio. Se invece di volesse trivellare in aree a forte industrializzazione, come purtroppo sono alcune aree della Brianza (Milano: Pubblicità

I TEMI DEL GIORNO VIDEO NEWS | ULTIM'ORA BDB.MI - notizie) lecchese, nulla quaestio''
Senatrice Mazzucconi PD
Giovedì 09 Luglio 2009 05:49 Sen. Daniela Mazzucconi
TRIVELLAZIONI NEL PARCO DEL CURONE
La Senatrice Daniela Mazzuconi (PD) oggi ha presentato in commissione attività produttive, in occasione del dibattito sul disegno di legge in materia di energia, un ordine del giorno sulla questione delle trivellazioni nel Parco del Curone, dichiarando che la politica deve rispondere con atti concreti ai problemi dei territori e dei cittadini che vi abitano. L'ordine del giorno verrà discusso oggi anche nell'aula del Senato e sarà interessante vedere come si posizioneranno le varie forze politiche.

La Senatrice Mazzuconi auspica un'adesione ampia in modo che il Governo accolga l'ordine del giorno dando così una risposta agli enti locali coinvolti e a tutti i cittadini che si sono così prontamente mobilitati.

TESTO ORDINE DEL GIORNO

A.S. 1195


Il Senato,
Premesso che:

la Società Po Valley Operations Pty Ltd di Roma ha avuto autorizzazione dal Ministero per lo Sviluppo Economico per proseguire la ricerca di idrocarburi su un’area di circa 31 Kmq, che include buona parte del territorio del Parco di Montevecchia e Valle del Curone ed in particolare la valle del Curone e la Località Fornace di Bagaggera;
che all’interno del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, già istituito con legge regionale 77/83, è stata riconosciuta dalla Legge Regionale 13 del 7/4/2008 l’area di Parco Naturale, e che pertanto vi sono vietate le attività estrattive, in coerenza con quanto disposto dalla l.394/91, legge quadro dello Stato sulle aree protette;

che parte del Parco è altresì identificato come Sito di Interesse Comunitario n. IT2030006, e quindi oggetto di tutela da parte dell’Unione Europea nell’ambito di Rete Natura 2000, per l’unicità dei valori naturalistici ivi presenti nel contesto dell’Italia nord-occidentale;
che detta area protetta nasce da una programmazione di tutela del territorio di almeno 30 anni da parte delle Amministrazioni Comunali e dei cittadini del territorio interessato;
che oltre che un luogo di tutela naturalistica il Parco è oggi anche sede di un’agricoltura di qualità e di attività agrituristica, che concorrono all’economia della zona e al mantenimento del paesaggio;
che alcuni anni fa l’AGIP presentò un progetto per la realizzazione di un pozzo petrolifero nell’area della Fornace a Rovagnate, progetto che non venne autorizzato a causa delle criticità che produceva nell’ambiente in cui doveva essere realizzato e che venne bocciato dal Ministero dell’Ambiente con un devreto del 6 Giugno 2001;

che la società Po Valley Operation ha ripresentato progetto analogo denominato “Ossola”, che presenta tutte le criticità già sollevate dal progetto AGIP;
che il Ministero dello Sviluppo Economico, ignorando le prese di posizione degli Enti Locali, ha concesso alla Po Valley a soli tre giorni dalla decadenza della concessione, che scadeva il 30 Aprile, la riperimetrazione della zona interessata dalle perforazioni e la proroga di altri 16 mesi delle operazioni preliminari di studio e la ridenominazione dell’autorizzazione da “Ossola” a “Bernaga”, chiedendo alla Regione Lombardia l’attivazione della procedura di VIA;
che le criticità già sollevate per il progetto AGIP sono tutt’ora presenti ed amplificate nel progetto “Bernaga” che più non tiene conto dell’ultima classificazione a “Parco Naturale”;
che la nuova perimetrazione è collocata per più della metà nel territorio del Parco Naturale;
che l’attività estrattiva causerebbe un mutamento sostanziale nell’ecosistema e nell’economia agricola di qualità dell’intera zona;

impegna il Governo:

a rivedere la predetta autorizzazione, tenendo conto di quanto espresso dagli Enti Locali (Comuni di Missaglia, Montevecchia, Olgiate Molgora, Perego, Rovagnate, Cernusco Lombardone, Lomagna, Osnago, Sirtori, Viganò), dalla Provincia di Lecco e dal Consorzio di Gestione del Parco, allo scopo di tutelare un’area che rappresenta un polmone in un territorio altamente antropizzato e urbanizzato, considerando altresì il fatto che si tratta di una piccola “isola” collocata al centro della Lombardia, non collegata ai siti tradizionalmente considerati per le estrazioni petrolifere e di gas metano.

Mazzuconi, Della Seta
da : Leccoprovincia.it
Sala: squarciato il velo dell'ipocrisia sui Pozzi del Curone
Giovedì 09 Luglio 2009 17:22 Ambrogio Sala
Quanto è avvenuto al Senato ieri sulla votazione dell’ordine del giorno proposto dalla Sen. Mazzuconi è un’ulteriore riprova del detto che…. “Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare” o meglio il petrolio. E’accaduto quello che molti di noi pensavano, ma non osavano dire per non fare il processo alle intenzioni. Meglio attendere e provocare la risposta. La mozione aveva il pregio di essere chiara e “localistica”. Cioè non si imbarcava in discussioni sul ruolo degli Enti Locali nel processo decisionale se fare o no i pozzi.

Semplicemente prendeva atto delle dichiarazioni di esponenti governativi come Castelli, ma non solo. Ricordate cosa dicevano Lupi, Scajola, la Brambilla: CONTRO IL CONSENSO DEI COMUNI E DEL PARCO NON SI FA NULLA!
Bene! Le delibere dei Comuni c’erano e ci sono pure 15 mila cittadini che, sinora, hanno firmato il no alla trivellazione, a cambiare l’economia e la morfologia della valle del Curone. Il Governo e la maggioranza PDL e Lega potevano decidere tranquillamente decidere di revocare la procedura in corso. La vicenda finiva anche bene per il centrodestra.

In realtà il voto contrario ha dimostrato che:
il Governo è interessato a cercare il petrolio o il gas nella Valle del Curone, al di là di cosa pensano le popolazioni;
il Governo è talmente interessato a fare i pozzi e a farli alla svelta che non ha usato la solita “melina”: accolgo l’ordine del giorno e poi faccio quello che voglio;
la Lega ha la lingua “biforcuta”: contro in Brianza, a favore a Roma. Evidentemente il potere governativo vale, per Lei. Molto di più del territorio che raccontano di rappresentare e difendere;

l’on.le Lupi ed il PDL hanno “cacciato balle”, avevano distinto per il parere dei Comuni tra un provvedimento programmatorio obbligatorio e vincolante ed una situazione locale ed una situazione locale da tutelare. Il voto ha squarciato il velo dell’ipocrisia!
Cosa ci racconteranno i nuovi governanti della Provincia? Sanno cosa è accaduto o sono solo impegnati a dividersi “posti”.

Dal punto di vista elettorale è vero che il PDL ha vinto, ma ha perso il 23% dei voti rispetto all’anno prima. Una percentuale analoga a quella del PD! L’astensione non è più solo nel centrosinistra, ma comincia a pesare anche a destra.
Concludendo ritengo che solo mantenendo alta la tensione su questo tema si potranno tenere lontane le trivelle. Oggi, comunque il quadro è più chiaro: sappiamo dove sta il Governo e dove sta la Lega.

Ambrogio Sala
da : Leccoprovincia.it
I FATTI
In una Brianza sempre meno verde e sempre più' sfruttata e inquinata,il Parco Regionale di Montevecchia e.della Valle del Curane risulta essere uno dei rari polmoni verdi rimasti. Agli inizi di maggio, il ministro dello sviluppo economico Scajola ha concesso alla società australiana Po Valley Energy una proroga di 16 mesi per le attività esplorative del territorio alla ricerca di giacimenti di idrocarburi.
Già alla fine degli anni '90, Agip-Eni, dopo aver effettuato ricerche sulla stessa porzione di territorio, aveva tentato di ottenere l'autorizzazione per un pozzo esplorativo, ma grazie alla forte reazione degli Enti locali (Amministrazioni Comunali e Provincia), del Parco e dei cittadini, il progetto fu bocciato dal Ministero dell'Ambiente nel 2001.
Ora la Po Valley compra gli studi preliminari da Agip-Eni e, con un piano d'investimento di 20 milioni di euro, presenta un nuovo progetto, denominato "Bernaga", in un'area di circa 30 kmq nel parco del Curone. Le due aree individuate per la perforazione sono la vecchia cava in località Bagaggera e l'ex allevamento bovino, ormai dismesso, in territorio di Olgiate e Rovagnate; il giacimento sarebbe presente ad una profondità di 3.500 metri.
LE REAZIONI
Ad oggi la Provincia e 14 dei Comuni interessati (Brivio, Calco, Cernusco L, Imbersago, Lomagna, Merate, Montevecchia, Olgiate M., Osnago, Perego, Rebbiate, Rovagnate, Santa Maria Hoè, Casatenovo, Sirtori, Verderio I., Verderio S., Padernod'A., Bulciago), hanno espresso, con delibera, parere negativo alla perforazione .Lo stesso parere sfavorevole è stato dato anche dal Consorzio del Parco e dalle GEV (guardie ecologiche volontarie www.gevcurone.it). Durante la campagna elettorale e a tutt'oggi, tutti gli schieramenti politici sembrano d'accordo sul fatto che il parco vada lasciato cosi com'è. Immediata è stata anche la reazione di centinaia di cittadini che si sono ritrovati in assemblea il 19/05/2009 ed hanno costituito un comitato civico.
IL COMITATO (www.noalpozzo.org)
E' apartitico, civico, trasversale, democratico e aperto a tutti.
Ha l'obiettivo di difendere il parco, tutelare il paesaggio naturalistico ed agrario, sviluppare le attività agricole ed agrituristiche e soprattutto salvaguardare la salute dei cittadini. Ha il compito di:
- opporsi alle ricerche di idrocarburi ed alla realizzazione di eventuali pozzi esplorativi nel
territorio del parco ed aree adiacenti
supportare ì'attività istituzionale degli Enti locali
organizzare attività di mobilitazione ed approfondimento sulle tematiche che verranno
ritenute opportune (assemblee, petizioni, ecc.)
INIZIATIVE A CERNUSCO L.
Un gruppo di cittadini di Cernusco L. aderenti al comitato, ha deciso di organizzare:
• VENERDÌ 3 LUGLIO 2009 ORE 21.00, presso la sala consiliare, assemblea
pubblica in collaborazione con l'Amministrazione Comunale
• SABATO 4 LUGLIO 2009 DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 22.00
DOMENICA 5 LUGLIO 2009 DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 12.00
raccolta firme in via Lecco/piazza della Vittoria, inerente la petizione da trasmettere alla Regione Lombardia, al Ministero Sviluppo Economico ed al Parlamento Europeo
Comitato "NO AL POZZO NEL PARCO DEL CURONE" gruppo di Cernusco L.
Da : LECCOPROVINCIA.IT

L'informazione in provincia di Lecco



Mercoledì 01 Luglio 2009 14:06 on. Lucia Codurelli
Parco del Curone: lega e centrodestra contro territori ed enti locali. altro che federalismo!
“Quello che temevo purtroppo si è avverato. Ho sperato fino alla fine che il Governo riflettesse sulla bontà del mio emendamento. Evidentemente è più semplice e redditizio prendere in giro i cittadini che le multinazionali. Adesso ai cittadini del lecchese, nonostante le loro proteste, non resterà che aspettare la distruzione del Parco del Curone grazie alle trivellazioni per l’estrazione di idrocarburi, avallate da questo governo”.


Commenta così l’on. Lucia Codurelli il respingimento degli emendamenti del Pd che chiedevano l’esplicitazione, nel provvedimento 1441-ter, in discussione alla Camera, della “previa autorizzazione vincolante degli enti locali competenti del territorio, per l’autorizzazione alla perforazione, anche esplorativa, per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi.

“La mancata modifica di questo provvedimento si traduce oggi in una riduzione delle tutele di carattere ambientale ed urbanistico e nella sottrazione agli enti locali ogni competenza in materia. Una contraddizione che non era accettabile ieri per l’autonomia degli enti locali, ma che oggi suona come una beffa, alla luce del Federalismo appena approvato. Questo mancanza di ragionevolezza da parte del Governo conferma le mie supposizioni: la risposta fornita alla mia interrogazione n. 5/01408 dal sottosegretario on. Stefano Saglia (non vi è alcuna ipotesi di assegnazione di permessi ed autorizzazioni a perforare in assenza di previa intesa della Regione e senza aver sentito tutti gli enti locali interessati, né sarebbe possibile farlo in base alla legge) era becera propaganda elettorale.

Il Centrodestra, Lega compresa, durante la campagna elettorale hanno molte volte rassicurato amministratori e cittadini che nulla sarebbe stato fatto senza il loro consenso. Oggi dopo il respingimento del mio emendamento, posso dire che non c’è stata e continua a non esserci coerenza su quanto si promette sul territorio e quanto si approva in aula. Ancora una volta abbiamo visto di cosa è capace questo Governo, con la complicità della Lega: a gran voce si invocano riforme costituzionali per aumentare poteri e autonomie degli enti locali, e poi nei fatti quei poteri e quelle autonomie le si annienta. Poiché ritengo importante proseguire in questa battaglia, ho presentato un ordine del giorno sul tema che verrà discusso stasera. Non resta che stare a vedere quello che succederà”.
Annunciato Pdl regionale di iniziativa comunale, sportello informazione legale per i cittadini, ricorso al TAR contro Regione Lombardia
ANZIANI E DISABILI: I FAMILIARI NON DEVONO CONTRIBUIRE ALLE RETTE DI RICOVERO. ASSOCIAZIONI, COMITATI E MUNICIPI LOMBARDI LANCIANO VERTENZA REGIONALE


Contro una situazione che lede un diritto e crea crescente sofferenza sociale, Medicina Democratica Onlus - Milano, Senza Limiti Onlus - Milano, Gruppo Assistenza Disabili - Cinisello B. (MI), ASVAP - Como, Comitato Parenti RSA Martinelli - Cinisello B., Comitato Ospiti e Parenti Fondazione La Pelucca - Sesto S. Giovanni (MI), Parenti e Amici Ospiti S. Erasmo Onlus - Legnano (MI), Comitato Ospiti e Parenti Casa di Ricovero S.M. Ausiliatrice - Bergamo, Federazione Anziani e Pensionati Acli – Milano hanno presentato oggi con una conferenza stampa alcune iniziative che si configurano come una vertenza regionale sulla non autosufficienza.



“La premessa”, ha dichiarato Pippo Torri di Senza Limiti Onlus, “è che i parenti dei ricoverati nelle strutture (RSA, RSD, CSS) dedicate agli anziani e ai disabili gravi non sono tenuti a pagare le relative rette, nemmeno in parte. I costi possono essere caricati, infatti, esclusivamente sul degente e, per la quota eventualmente eccedente le capacità economiche dello stesso, dal Comune di residenza.

“Lo stabilisce a chiare lettere”, ha proseguito Torri, “il Decreto legislativo 130/2000, ma la prassi spesso contraddice la legge e non poche famiglie sono ridotte in gravi condizioni di difficoltà per sostenere gli oneri di ricovero illegittimamente pretesi.

“Infatti, molti comuni - o per cattiva volontà, o perché privi di risorse - negano l’intervento di copertura e le strutture di ricovero si rivalgono sui familiari dei degenti.


“Abbiamo quindi attivato da tempo una battaglia legale attraverso ricorsi al TAR, che già in diversi casi hanno disposto l’annullamento delle disposizioni comunali in contrasto con la legge. Oggi mettiamo a disposizione dei cittadini uno sportello telefonico di informazione per promuovere analoghe iniziative in ogni situazione, in ogni comune in cui la legge venga disattesa”.

Questi i recapiti cui rivolgersi gratuitamente ad Associazione Senza Limiti Onlus e Medicina Democratica Onlus: Tel. 02.4984678 – Cell. 339.2516050 – 347.0045189 – E-mail: segreteria@medicinademocratica.org - senzalimiti@quipo.it

“Siamo inoltre promotori di un Progetto di legge Regionale di iniziativa comunale”, ha aggiunto Walter Fossati di medicina Democratica Onlus. “Già dieci consigli comunali di varie province hanno approvato il testo, lo Statuto regionale prevede che ne bastino cinque perché venga discusso dall’assemblea del Pirellone. Vi si stabilisce che attraverso il Fondo Regionale Non Autosufficienza - finora alimentato soltanto da finanziamenti nazionali - la regione Lombardia dovrà erogare contributi ai comuni per la copertura di almeno il 90% della quota delle rette eventualmente non coperta dalle risorse del ricoverato.

Fossati ha infine annunciato che le Associazioni, pochi giorni fa, hanno anche depositato ricorso al TAR contro Regione Lombardia: “Contestiamo le delibere di Giunta che hanno illegittimamente disposto l’utilizzo del Fondo Non Autosufficienza per coprire spese di carattere sanitario, quando il decreto nazionale precisa in modo esplicito che i fondi possono coprire i soli ‘costi di rilevanza sociale’ “.

Milano, 24 giugno 2009
Unire la sinistra

APPELLO

A fronte del dibattito apertosi in questo ultimo periodo all'interno della sinistra
italiana noi, militanti di base e semplici elettori, riteniamo di dover dire la
nostra e di non stare ad aspettare che i vertici si muovano.
Pur non nascondendo i nostri diversi percorsi politici e le nostre diverse
storie, pur nella salvaguardia delle diverse autonomie ed appartenenze, per
quanto ci riguarda emerge con tutta la sua forza una
necessità/opportunità di dare avvio ad un processo di aggregazione fra
le variegate componenti di sinistra, siano esse politiche o sociali, siano
esse gruppi associativi o singole soggettività.
Le sfide che abbiamo davanti e che dobbiamo affrontare richiedono molto
coraggio sia a livello locale che nazionale. Siamo di fronte alla
necessità/opportunità di una svolta politica per la riorganizzazione
complessiva delle forze di sinistra che va affrontata con l'intelligenza, il cuore,
la coerenza ed il coraggio da parte di tutte e tutti.
Anche nel nostro territorio, per quanto ci riguarda, dobbiamo e
possiamo raccogliere la spinta all'unità che attraversa il popolo di
sinistra, dando vita, a partire da contenuti condivisi, ad un percorso di
svolta.
Partendo quindi dai fondamentali impegni che a vario titolo e modo abbiamo
condiviso in questi anni per la difesa della pace contro l'egemonia esercitata
dalla guerra, per l'affermazione concreta dei valori scritti nella nostra
Costituzione nata dalla Resistenza, per la difesa dei diritti sociali di
uguaglianza e di civiltà, per la difesa dei diritti e delle conquiste dei lavoratori,
per la difesa dell'ambiente e della diversità di genere, per garantire che i beni
comuni, a partire dall'acqua, non vengano privatizzati, possiamo trovare e
coltivare una ricerca unitaria .
La sfida è difficile, ma indispensabile. Proviamoci.
Della perfetta SANITA’, della caritatevole ASSISTENZA

Ci sono luoghi pieni di ECCELLENZA, creati all’insegna del PRIVATO alfine di speculare sul PUBBLICO.
Molti di questi luoghi si fregiano d’essere attorno alla CAPITALE MORALE di uno stato che, credo, verrà definito dai posteri, così andando le cose, LA REPUBBLICA DELLE BANANE.

Ma non fu sempre così: ci fu un tempo in cui i, cosiddetti, PADRI FONDATORI scrissero una COSTITUZIONE in cui LA REPUBBLICA si doveva garantire nel dare ai suoi CITTADINI la CURA SANITARIA ed aiutare le CLASSI PIU’ deboli affinché fosse loro garantita la pubblica ASSISTENZA per un decoroso vivere.

Purtroppo quei luoghi detti d’ECCELLENZA, grazie a presunte garanzie da assegnare alla iniziativa privata, sono trappole infernali che dell’inferno sanno usare bene le armi, quali la menzogna, l’ingordigia del danaro e la perfetta finzione della attenzione alle necessità dell’uomo.

E’ così che, nella noncuranza di folle distratte da palinsesti circensi di TV e spettacoli, informati da abili notizie pretestuose di chissà quale correttezza giornalistica, si giocano nella penombra di Direzioni Ospedaliere, di Case di Cura per Anziani (magari cedute con il gioco delle Fondazioni ad abili impresari Privati) ignomignose partite per liquidare inesistenti e piccoli capitali di GENTE NORMALE con la scusa di CURARE e/o ASSISTERE anziani parenti.

Vien da pensare che, nelle intenzioni dei fagocitatori della Repubblica delle Banane, il DIRITTO DI ESSERE CITTADINI garantiti dalla FAMOSA COSTITUZIONE cessi quando non puoi più (apparentemente) procurare col diretto LAVORO ricchezza al PAESE.

MA NON PUO’ ESSERE COSI’.

C’è in questa Repubblica , chi addirittura aveva pensato a cancellare la COSTITUZIONE…,
ecco questi è a capo di quei famosi FANS della REPUBBLICA DELLE BANANE.

Ora mi chiedo quanti sono coloro che ambiscono divenire coltivatori (ovviamente sudditi e dipendenti) di questo REGNO DELLE BANANE ?

Luglio 2007,
ennesimo tentativo di dimissione forzata e invito alla sottoscrizione di un contratto Privato !
Sempre a proposito dei falsi Profeti, lupi mascherati da agnelli ecco una riflessione :

Enzo Bianchi: Per cattolici e laici la sfida dei giorni cattivi
La stampa, 18 febbraio 2007

Per quelli che sono impegnati a favore del dialogo tra credenti cristiani e non cristiani, tra cattolici e “laici”, per i cattolici stessi che credono al dialogo vissuto nell’ascolto dell’altro, nello sforzo di non disprezzare l’altro ma di operare con lui un confronto nella mitezza, questi sono – per usare un linguaggio biblico – “giorni cattivi”. Sì, c’è molta sofferenza, molto disagio, e c’è anche un “silenzio” non vigliacco ma consapevole e responsabile da parte di chi non vuole in alcun modo ferire la comunione ecclesiale. D’altronde da anni si poteva intuire l’accrescersi di questo scontro, unico sbocco alternativo possibile rispetto alla vittoria dell’ipotesi della religione civile, ipotesi accarezzata e vagheggiata purtroppo anche nel nostro paese cattolico, così alieno da tali esiti di matrice protestante evangelicale.

Eppure ci sono parole autorevoli, dichiarazioni di Benedetto XVI che dovrebbero servire da deterrente rispetto a questa situazione in cui di fatto sembra rinata la dialettica polemica tra clericali e anticlericali. La distinzione tra le competenze della religione e quelle della società politica, sancita dal concilio Vaticano II e ribadita da Giovanni Paolo II, è stata precisata più volte dall’attuale papa: “La chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare una società più giusta”, ma sempre, nella sua azione e nel suo magistero che vuole illuminare i cristiani e gli uomini che desiderano ascoltarlo, essa deve arrestarsi al “pre-politico e pre-economico”. Solo così è infatti possibile la profezia ispiratrice di soluzioni tecniche che spettano alla società, cioè ai cittadini cristiani e non cristiani, tutti chiamati a pari titolo, con gli stessi diritti e doveri, a concorrere alla costruzione della polis.

Lo stesso Benedetto XVI ha detto e ripetuto che “la chiesa non deve imporre ai non credenti una prospettiva di fede”, che essa “non vuole imporre a coloro che non condividono la fede prospettive e modi di comportamento che appartengono ad essa”, ma che la chiesa intende ribadire quello che reputa un cammino di umanizzazione, un vero servizio all’uomo. Sì, la chiesa ha il dovere e il diritto di intervenire pubblicamente in difesa dell’umanesimo in cui crede e non deve essere zittita nel suo annunciare a tutti il messaggio del Vangelo!

Sovente però alcuni cattolici sembrano voler costituire gruppi di pressione in cui la proposta non avviene nella mitezza e nel rispetto dell’altro, ma diventa intransigenza arrogante, e contrapposizione a una società giudicata malsana e priva di valori. No, non è con questo giudizio e disprezzo dell’altro ritenuto incapace di etica, non è misconoscendo la pluralità dei valori presenti anche nella società non cristiana che si può stare nella storia e tra gli uomini secondo lo statuto evangelico. Come ha ricordato di recente un cattolico di attestata fedeltà, Giorgio Campanini, da questo acuirsi della tensione tra cattolici e laici può solo derivare un costo altissimo: l’accusa verso la chiesa di atteggiamenti impietosi e arcigni, poco rispettosi delle scelte del singolo e dunque privi di saggezza pastorale.

Ma questa situazione provoca profonde divisioni nel corpo ecclesiale, elemento di cui non si tiene conto e che i laici peraltro non riescono a discernere. La nostra chiesa negli anni post-conciliari ha sofferto dapprima forti tensioni a causa della contestazione e della contrapposizione tra resistenze al concilio e posizioni rivoluzionarie, quindi scontri abbastanza nascosti ma reali e profondi nella stagione dei movimenti ecclesiali (anni ’80-’90); in questi ultimi anni si stava abbozzando una possibilità di convergenza, una volontà di comunione, ma ora tutto sembra precipitare, e questi beni acquisiti a fatica paiono realmente compromessi. L’abbiamo già detto: molti cattolici soffrono, non riescono a comprendere non tanto il fatto che vengano ribaditi principi che per la tradizione della chiesa non possono essere taciuti né sminuiti, ma il modo, lo stile che sembra prevalere in questo confronto tra cattolici e laici…

Ebbene, anche in questi “giorni cattivi” i cattolici ricordino che il futuro della fede non dipende mai da leggi dello stato, che anche a dispetto di leggi avverse ai cristiani o addirittura persecutorie verso di loro il cristianesimo ha conosciuto una grande crescita spirituale e numerica; ricordino che l’essere pusillus grex, “piccolo gregge” teso alla fedeltà al Vangelo ma anche attento agli uomini in mezzo ai quali vivono, e dunque ai segni dei tempi, permette loro di avere un “bel comportamento” e di essere messaggeri adeguati e fedeli all’annuncio che recano. I cristiani con le loro parole, le loro azioni e soprattutto con la virtù cardinale della moderazione, cioè della “temperanza”, devono favorire l’emergere di “quella legge inscritta nel cuore di ogni uomo”, l’emergere di quell’immagine di Dio che ogni essere umano, anche il non cristiano, porta in sé.

Anche nel suo difendere la famiglia, la chiesa, memore che proprio quella è immagine dell’alleanza tra Dio e il suo popolo, non può e non deve fomentare inimicizia, né tanto meno far sentire di non essere vicina nella misericordia, a quanti percorrono sentieri difficili ed enigmatici in cerca dell’amore, sovente contraddetto nelle vicende della vita… Compito e dovere della chiesa è mostrare attenzione alle sofferenze degli uomini, è far risaltare il bene e l’amore presenti anche in situazioni giudicate moralmente non conformi all’etica cattolica, è annunciare la buona notizia del Vangelo, che proclama l’amore più forte del peccato, la vita più forte della morte. Quanto poi ai cattolici impegnati in politica, è verissimo che alcune volte sembrano dimenticare l’ispirazione evangelica che dovrebbe plasmare la loro azione. Tuttavia occorre mostrare di aver fiducia in loro, non umiliandoli, non tenendoli “sotto tutela”, e senza mai prendere il loro posto: spetta infatti ad essi secondo la dottrina cattolica e l’etica della responsabilità cercare le soluzioni più adeguate, a livello più alto, al fine di costruire con gli altri cittadini non cristiani, in una situazione di pluralismo etico, culturale e religioso, la nostra società. La chiesa-gerarchia profetizza, annuncia, illumina, ma spetta poi ai fedeli cattolici operare le scelte politiche insieme agli altri cittadini.

Infine, vorrei ribadire l’invito ai cristiani a diffidare da chi sembra loro alleato nella difesa di valori in cui non crede, o da chi urla battagliero valori che sono centrali nel Vangelo, mentre in realtà smentisce ogni giorno con la propria vita quel che afferma. Come si fa ad accettare che qualcuno definisca “l’ascolto e l’accoglienza parole famigerate” e poi parli come cristiano in difesa della famiglia, per essenza luogo di accoglienza e di ascolto?

Nessuno dimentichi quanto, secondo la testimonianza contenuta nei diari del suo segretario, affermava Benito Mussolini: “Io sono cattolico e anticristiano”…
SALVARE LA COSTITUZIONE ITALIANA=SALVARE LA DEMOCRAZIA
CLICCA SUL MANIFESTO PER GLI  APPROFONDIMENTI
PER UN GOVERNO DI SINISTRA
Post Elezioni
( Pierguido Cane)

Con quel tanto di soddisfazione che ci ha gratificato dallo spoglio delle urne, anche se i malintenzionati non si arrendono mai, siamo tutti nell’attesa che il nuovo Governo si insedi.
Motivi seri intesi dagli elettori, distribuiti trasversalmente nell’appartenenza ai diversi schieramenti politici, per quanto l’imbonitore credesse di dare illusioni, hanno dato ora la fiducia ad altri che non devono deludere.
I primi accenni per costituire ora la spettanza degli incarichi agli eletti dello schieramento vincitore si sono già visti, ovviamente si dovrà fare in modo che le persone scelte siano le più in grado di esprimere quelle azioni di governo di cui l’Italia necessita.
Si deve perciò fare in modo che la Politica assuma quelle caratteristiche PROPRIE che le si addicano : soddisfare le esigenze vere di tutte le categorie di cui è costituita la Nazione, e, nelle difficili contingenze in cui versa l’economia e la moralità del paese, nessuna compagine meglio dei partiti , di vera origine Popolare, come quelli della Sinistra, può darvi risposta.
Occorre però che emerga in questa Sinistra il meglio e le vere intenzionalità che devono spingere a legiferare, ad amministrare .
Si deve far cessare l’intendere la Politica un “teatrale esibizionismo “ a copertura di uno star bene procurato a “chi fa politica”! Devono cessare quei giochi intesi a procurare “carriere”, questo sarebbe tradire e non riscoprire quei propositi di Libertà (vera!) di Giustizia e di Benessere.
In ciò sta in definitiva la dimostrazione che si agisca con la vera Moralità, quella che crea gli ambienti in cui sia possibile viverla a portata di tutti, a pretesa di tutti e da tutti , non quella paventata da altri che si mascherano dietro “etichette” alle quali poi non sanno dare contenuto “simbolico”.
A tutti quindi l’invito a non perdersi dietro le improvvisate per creare “gossip” e null’altro, e si invitino in continuazione i nostri paladini di Camera e Senato a non distrarsi né cedere alle corruzioni di vantaggi “populistici” o peggio ancora “privatistici” che potrebbero derivare nelle loro situazioni.
Per noi ora il primo o l’ultimo parlamentare eletto ha la stessa importanza e molta di più ne avrà , anche nel prossimo futuro, se sarà capace di dimostrare dedizione coesa al Progetto di Governo presentato in campagna elettorale.
Noi non abbiamo dubbi e siamo a loro sostegno, diversamente no.
CHIESA E POLITICA: NON POSSIAMO TACERE…
Lettera aperta all’On.le Bondi
In questi giorni è arrivato nelle parrocchie, comunità religiose, gruppi e movimenti, un opuscolo di Forza Italia in cui si presentano "I frutti e l'albero" con la dicitura:"Cinque anni di Governo Berlusconi letti alla luce della dottrina Sociale della Chiesa".
Come credenti da sempre impegnati nelle nostre comunità non possiamo tacere lo sconcerto e lo stupore per questa pubblicazione.
Non ci sembra che in questi ultimi tempi ci siano state date indicazioni sul ricompattamento dei cattolici in politica.
Vorremmo mantenerci attenti e ‘inquieti’ (come diceva don Mazzolari), appassionati alla vita reale e quotidiana. Un quotidiano che ci lega ai poveri, alla vita delle nostre famiglie, alla vita dei giovani, alla storia degli stranieri, alla fatica degli educatori, alle attese delle donne, all'impegno della società civile, alla testimonianza delle nostre comunità, all'ambiente che ci accoglie e alla terra che ci nutre, alla dignità di ogni cittadino, alla vita di tutte e di tutti.
Questo è quello che vorremmo, e questa appassionata inquietudine ci nasce dal confronto col Vangelo, con la Buona Novella per i piccoli, per i poveri, per gli ultimi, per l'umanità.
Questo è il nostro punto di vista.
Non possiamo accettare che alcun partito si presenti come garante della Dottrina Sociale della Chiesa? Non si può accettare anche alla luce delle indicazioni che ci sono venute dall’Encilica di Benedetto XVI, Deus Caritas Est, che distingue nettamente il ruolo della Chiesa e il ruolo della politica.
Lasciateci liberi, nella nostra intelligenza di credenti, cittadini ed elettori. Abbiamo visto, valuteremo e sapremo esprimerci. Non è questione di schieramenti, sia ben chiaro, la Chiesa non ha lo scopo di definire esplicitamente voto o orientamento politico ma di servire, alla luce del Vangelo, l'umanità che gli è stata affidata.
Non si tenti di comprarci. Rispettate la nostra libertà di coscienza.
Per questi motivi abbiamo pensato di scrivere questa lettera aperta all'onorevole Bondi.
8 marzo 2006
+ mons. Tommaso Valentinetti, Presidente di Pax Christi
LETTERA APERTA
all'On. SANDRO BONDI
Forza Italia
Camera dei Deputati
Palazzo Montecitorio
00186 R O M A
Onorevole Bondi,
abbiamo ricevuto l’opuscolo “I frutti e l’albero, cinque anni di governo Berlusconi letti alla luce della dottrina sociale della Chiesa” che, riteniamo, sia stato inviato a tutte le parrocchie e le comunità religiose in Italia. E’ giunto anche alla nostra Casa per la Pace in Firenze.
Non possiamo nascondere lo stupore o meglio, la nostra indignazione, non perché lei ci ha inviato pubblicità elettorale, cosa legittima e che molti fanno, ma per aver avuto l’ardire di affermare che molti provvedimenti dell’attuale Governo sono in “forte consonanza con la dottrina sociale della Chiesa”.
Si potrebbe e si dovrebbe discutere a lungo delle scelte di questo Governo ben più disinvolte di quelle indicate nell’opuscolo come fedeli alla Dottrina Sociale della Chiesa …. E facciamo solo alcuni esempi. Le leggi ad personam, il mancato provvedimento per i detenuti (nonostante le 26 interruzioni con applausi durante l’intervento di Giovanni Paolo II in Parlamento che chiedeva un atto in quella direzione), impoverimento di molte persone, legge Bossi-Fini (più repressiva che altro: dalla relazione della Corte dei conti per l’anno 2004, le spese per “misure di sostegno” risultano pari a 29.078.933 euro contro i 115.467.102 euro per quelle di contrasto, fra cui rientrano i costi per i cosiddetti CPT - Centri di permanenza temporanea), il mancato sostegno alla cooperazione internazionale (siamo l’ultimo tra i Paesi donatori Ocse, con lo 0,15% del PIL per il 2005), la riduzione drastica del Fondo per lo Sminamento Umanitario, l’incremento inarrestabile delle spese militari (una spesa pari a 478 dollari pro-capite annui, a fronte di appena 545 euro per stato sociale, contro i 1.558 di media UE), il sostegno alla guerra in Iraq motivata con continue menzogne, il tentativo di modificare la legge 185 e di impedire il controllo parlamentare del commercio delle armi, il mancato finanziamento e sostegno ai giovani in Servizio Civile (malgrado la Corte Costituzionale abbia stabilito che sia il servizio civile che quello militare concorrono alla difesa della Patria, al primo si assegnano 224 milioni di euro, ed al secondo 19.021 milioni di euro, più 1.200 milioni di euro per le missioni militari e vari fondi fuori bilancio della difesa per nuovi sistemi d’arma), la mancata cancellazione del debito dei paesi poveri (a cinque anni dalla storica assunzione di responsabilità nell'anno del Giubileo, inoltre, l'Italia può "vantare" di non avere nemmeno rispettato gli obblighi derivanti dalla legge 209/2000, che prevedeva una cancellazione di 6 miliardi di euro, mentre ad oggi ne sono stati cancellati solo 2,5 miliardi) e molte altre cose tra cui, cosa non secondaria, il coinvolgimento di autorevoli personaggi nella tristemente nota Loggia massonica P2. Ma non è solo di questo che ora vorremmo parlare.
Ci indigna l’arroganza, la mancanza di pudore, la presunzione nel presentarsi come interpreti fedeli del magistero, della Dottrina Sociale della Chiesa e delle radici cristiane; l’uso strumentale dei riferimenti religiosi per il proprio potere; il tentativo di blandire gli interlocutori con sdolcinati riferimenti al magistero della Chiesa.
È un’offesa alla serietà della politica. È un’offesa alla Dottrina sociale della Chiesa.
E, se permette, è un’offesa anche alla intelligenza degli elettori, e quindi anche nostra. Se vuole far campagna elettorale non utilizzi a proprio uso e consumo i riferimenti religiosi, cosa che purtroppo capita spesso a qualche autorevole esponente del suo gruppo politico.
In conclusione le proponiamo un testo che può aiutare tutti nella riflessione e nella conversione. Essendo stato scritto nel V secolo dopo Cristo, è al di sopra di ogni sospetto:
“ Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga..., non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro”
(Ilario di Poitiers, V sec. d. C.)
Pax Christi Italia
www.paxchristi.it
Pacato confronto Berlusconi-Diliberto 0-2 del 10 marzo 2006
(Pierguido Cane)

Qualcosa esattamente come Diliberto (a proposito della Legittima difesa e delle Toghe Rosse )già l'avevo pensato e scritto. Diliberto, preso per i capelli, obtorto collo , ha dovuto proprio dirlo al piazzista, che far Politica significa aver a cuore il Bene delle Persone, non il volume del proprio portafoglio. Altra cosa : si dice che le frottole sono buone sino a mezzogiorno, a quell'ora ci devessere pronto qualcosa di tangibile e di buona digestione in tavola, altrimenti.....Berlusconi è ancora del parere che basta far la media dei polli per dire che c'e n'è uno a testa. Non vuole gli si dica che per lui 10,100,1000 capponi non bastano e che forse qualcuno non gli spettava e che se l'è preso di prepotenza. Se altri non mangiano....allora tira in ballo la "LIBERTA'" di poter digiunare e crede di aver sempre capacità indiscriminatata di seduzione. Questo è essere "LIBERISTA" (diverso da Liberale !)Ieri sera non è riuscito di sicuro. IL RE ERA NUDO !e noi, con occhi innocenti, l'abbiamo visto!
Referendum: salviamo la costituzione  Ce l'abbiamo fatta!
Referendum: salviamo la costituzione
Ce l'abbiamo fatta!
Con la consegna di 830 mila (ben piu'delle 500 mila richieste) firme abbiamo fatto il primo passo per salvare la Costituzione.
Appuntamento a Giugno per buttare a mare, con il nostro NO, questo autentico "pasticcio costituzionale" che con la modifica di oltre 50 articoli della Costituzione, introduce un falso federalismo, mette in pericolo l'unita' nazionale, colpisce elementari diritti dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori e indebolisce i poteri di importanti Organi Costituzionali.
Ddl Senato 1899 - Modifica all'articolo 52 del codice penale in materia di diritto all'autotutela in un privato domicilio

Art. 1.

(Diritto all’autotutela in un privato domicilio)

1. All’articolo 52 del codice penale sono aggiunti i seguenti commi:

"Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o altrui incolumità;

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale".
L’illegittima Difesa
( di Pierguido Cane)
Cosa dice il VigenteLegislatore al Cittadino che chiede Sicurezza Difesa dei propri Diritti e Dignità per la sua Persona(ovviamente anche per chiunquessia…)e difesa della sua proprietà privata?

Queste le semplici conclusioni che sono IL SENSO che stà dietro la variazione alla Legge sulla legittima difesa.

1) Sicurezza : io sono Incapace, (anche se ho fatto la Pantomima di sottoscrivere un contratto “ in un Reality Show”) di tutelarti: il Carabiniere e il Vigile di quartiere era un modo di dire….sono stati tutti licenziati grazie all’art.18 così da creare altre occasioni di lavoro…!
2) In fondo puoi “sussidiariamente “ improvvisarti tu tutore dell’Ordine (poi se le Forze dell’Ordine si accorgeranno che così facendo saranno loro stesse dequalificate, …).
3) Amico, non Comunista spero…,sai che il Mercato per essere rilanciato ha bisogno che tu spenda? Vai ,fai pur debiti con gli strozzini ma comprati qualche bella pistola (ce ne sono di meravigliose che una opportuna letteratura da Edicola ti illustrerà!) e se sarai bravo forse stroncherai qualche “vita” senza incorrere a tua volta nella eventuale condanna che ti riserverò se a mio parere riterrò tu abbia ecceduto.
4) Caro Amico, sai il Danaro ed i Guadagni sono la cosa più Importante e vera della Vita : questa è la vera Antropologia che stà alla base di tutto!
5) Pensa, anche da parte della Gerarchia Cattolica hai forse VISTO UNA LEVATA DI SCUDI CHE ABBIA CONTRASTATO QUESTA VISIONE CHE TI STIAMO PROPONENDO ?
6) Vedi come va tutto liscio senza pretendere un Laico Stato ?Come vedi si ha sempre il modo di far tacere una Libera Chiesa…quando a noi non serve!
7) Caro Amico la Vita umana (oggi del ladro che entra furtivo nella tua casa, …e domani la tua …)vale meno delle cose o delle ragioni che io ti do!

Altro non v’è da proporre o pensare in questo momenti, e purtroppo, già molti non pensano più!
IL RE E' NUDO !
Si narra che un re spendesse tutto il suo denaro per vestire in modo ricercato e raffinato.
Un giorno si presentarono a corte due funzionari (in realtà due imbroglioni), i quali sostenevano d’esser capaci di tessere e cucire un abito di stoffa magnifica e preziosissima (in realtà inesistente). Si trattava - precisarono al re i due imbroglioni - di una stoffa incantata, che tutti i sudditi avrebbero potuto ammirare, e che sarebbe tuttavia parsa invisibile solo a coloro che non riconoscevano l’autorità del sovrano.
Il re cadde nell’imbroglio e si fece confezionare dai due funzionari la preziosissima stoffa. Quando, finalmente, giunse il momento di sfoggiare il vestito incantato, non ci fu alcun oltraggio al pudore: da un lato il re sfilò in mezzo al suo fedelissimo popolo pavoneggiandosi nel suo superbo vestito e, dall’altro, tutti i sudditi videro quella tela fatta di nulla e quel vestito fatto di vuoto come un abito meraviglioso. Tutti i sudditi tranne un bambino il quale, come i bambini usano fare, semplicemente vide con i propri occhi che la Sacra Maestà Imperiale girava completamente nuda in mezzo a una enorme folla la quale, chissà per quale motivo, faceva finta che fosse vestito. Andersen
RIGUARDO ALLE VICENDE MILANESI
L' attenzione per le esigenze sociali della giunta Attuale


La voce dei Clochard:

IL FREDDO E' VERAMENTE ARRIVATO.
PER LE STRADE IL GHIACCIO SI SCIOGLIE SOLO VERSO MEZZOGIORNO,E MOLTI FRATELLI DI STRADA SU QUEL GHIACCIO SONO COSTRETTI, DA UNA GIUNTA CIECA E FALSA, A PASSARCI LA NOTTE.

OGGI E'IL 4/01/06 E LE VARIE ASSOCIAZIONI CHE SI DOVREBBERO OCCUPARE DEI SENZA FISSA DIMORA CITTADINI, NON SONO ANCORA PASSATE A DISTRIBUIRE I SACCHI A PELO INVERNALI, UNICO RIPARO NOTTURNO PER MIGLIAIA DI PERSONE RESPINTE PER INSUFFICIENZA DI POSTI DA UN'EMERGENZAFREDDO INSUFFICIENTE E MAL GESTITA.

I MORTI DI ROMA E DI CREMONA, DOVREBBERO FAR CORRERE AI RIPARI L'ASSESSORE TIZIANA MAIOLO, CHE INVECE SA SOLO ATTACCARE IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PENATI DOPO L'APERTURA DEGLI UFFICI NELLA NOTTE IN CUI I RIFUGIATI DI VIA LECCO ERANO STATI SGOMBERATI, SALVANDO LORO LA VITA.

EBBENE CARO ASSESSORE, I CLOCHARD ALLA RISCOSSA DICONO "BASTA", "NON CI STIAMO A VEDERE I NOSTRI FRATELLI ED AMICI MORIRE DI FREDDO E DI STENTI, MENTRE LEI SI PAPPA IL MILIONE DI EURO MESSO A DISPOSIZIONE DAL GOVERNO PER L'EMERGENZA DEI MIGRANTI E NON UTILIZZATO, VISTO CHE I RIFUGIATI SONO STATI OSPITATI NEI POSTI GIA ADIBITI A PIANO FREDDO (RIDUCENDOLI ULTERIORMENTE).

LA PREGHIAMO, CARO ASSESSORE, DI ASSUMERSI DELLE RESPONSABILITA' PESANTI E CHE COMPETONO ALLA CARICA CHE LEI RICOPRE IN COMUNE. NOI ABBIAMO TENTATO IN TUTTI MODI DI AVERE UN DIALOGO CON LEI, MA LA SUA LATITANZA VERSO I NOSTRI NUMEROSI INVITI, CI HA SPINTO A COMINCIARE QUELLA CHE DIVENTERA' LA VERA LOTTA DI GENTE CHE NON HA NIENTE DA PERDERE SE NON LA VITA,E CHE PER QUESTO MOTIVO LA DIFENDE CON I DENTI STRETTI.

ATTENZIONE ASSESSORE A NON CONFONDERE QUESTE RIGHE CON DELLE MINACCE, IL NOSTRO E' SOLO L'ULTIMO AVVERTIMENTO VERSO CHI NON CI AIUTA ED INVECE DOVREBBE FARLO".

WAINER MOLTENI
PORTAVOCE DEI CLOCHARD ALLA RISCOSSA
ED EX OCCUPANTI DI VIA MAGGIANICO.
By Dario Fo at 2006-01-08 10:56 | blog di Dario Fo |


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Dall'Unità del 13 Ottobre 2005

Fatti, non parole


Di Marco Travaglio



Premesso che, per quanto ci riguarda, i vizi privati delle persone dovrebbero restare privati. Premesso che ha ragione Furio Colombo, quando invita i voyeur del mezzobustismo televisivo a lasciare in pace Lapo Elkann, Paolo Calissano e tutti quelli come loro.
Premesso che i fatti privati diventano pubblici solo quando qualche protagonista ricopre cariche pubbliche. Ecco, premesso tutto questo, ci permettiamo di segnalare qualche nuovo spunto a «Porta a Porta» e a «Matrix», casomai fossero a corto di argomenti e volessero proprio insistere sul filone «droga e vip» per risollevare un po¹ i loro deprimenti indici d’ascolto.
Potrebbero raccontare per la prima volta l¹appassionante storia del pusher, tale Martello, che entrava e usciva dal ministero delle Finanze e, quando lo acciuffarono, risultò molto amico del viceministro delle Finanze Gianfranco Micciché.
Lo stesso Micciché che il presidente della Provincia di Palermo Ciccio Musotto, suo compagno di partito, definì «uomo di gran fiuto, e non solo politico». Poi potrebbero trasmettere le telefonate intercettate nel 1980 fra il noto mafioso e trafficante di droga Vittorio Mangano, già «fattore» nella villa di Arcore, e il suo amico Marcello Dell’Utri, oggi senatore della Repubblica e membro del consiglio dŒEuropa. Soprattutto quella in cui Mangano proponeva a Dell’Utri, il 14 febbraio ¹80, «il secondo affare per il suo cavallo».
Nello stesso periodo, come rivelò Paolo Borsellino a due giornalisti francesi due mesi prima di morire ammazzato, Mangano ordinava «cavalli» (una volta addirittura «un cavallo e mezzo») a un altro mafioso di nome Inzerillo. Ma non intendeva quadrupedi di razza
equina: intendeva «partite di droga».
Due mesi dopo Mangano fu arrestato, inquisito da Falcone e Borsellino e condannato al maxi-processo a 11 anni e rotti di carcere per mafia e droga. Volendo poi, per par condicio, pareggiare i conti con il rampollo di casa Agnelli, ci sarebbe la storia del rampollo di casa Dell’Utri, di cui solo tre quotidiani italiani (e nessuna tv) hanno parlato: il Giorno, il Corriere e l’Unità. Chissà come mai. Il 31 ottobre 2003, alle 6 del mattino, la Citroen Saxo su cui viaggia ad altissima velocità il giovane Marco Dell’Utri, 23 anni, si scontra in via Moscova a Milano con un’altra auto, guidata da una donna di 34 anni, V.P., che non gli ha dato la precedenza.
Dopo lo schianto, la donna finisce al Fatebenefratelli in gravissime condizioni. Resterà in coma per un anno, e oggi sta ancora male. Dell’Utri junior rimane illeso.
Ma nella Saxo i vigili trovano un ago da siringa monouso, uno specchietto, un cucchiaino, della polvere bianca e del liquido residuo.
Il verdetto del laboratorio chimico è immediato: cocktail di cocaina e caffeina, potenziato con eccitante.
Il sospetto è che il giovane non fosse lucido al momento dell’incidente. Ma i vigili si scordano di sottoporlo all’esame tossicologico, e persino alla prova del palloncino, lasciandolo tornare a casa. Si limitano a segnalare il caso alla Prefettura.
Il fascicolo non viene inviato subito in Procura: vi giunge solo la sera del 4 novembre, quando l¹auto non può più essere sequestrata. Pochi fogli preceduti da un rapporto a dir poco scarno, venti righe che non riportano né il luogo né le modalità dell’incidente, né la circostanza se la donna fosse a piedi o a bordo di un¹auto.
Il pm di turno, Francesco Greco, chiede conto del ritardo e delle omissioni dei vigili, per valutare se si configuri un reato perseguibile d’ufficio (guida sotto l’effetto di stupefacenti), o soltanto a querela della parte offesa (lesioni colpose).
Alla fine la Procura chiede il rinvio a giudizio di entrambi i conducenti per concorso di colpa. Quanto alla droga, propone l’archiviazione perché l¹esame sulla polvere bianca non ha seguito le procedure previste e dunque è inutilizzabile e irripetibile.
La difesa del giovanotto sostiene che lo specchietto era della sorella, la polvere bianca era un «residuo di yogurt» e l'ago non era di una siringa, ma serviva «per le flebo al gatto, affetto da leucemia, nei tragitti con il veterinario».
Il pm definisce «bizzarro» che «il chimico individuato dalla Polizia Municipale e il difensore dell'indagato dialogassero sulla qualità della sostanza analizzata (medicine per gatti, si è detto) quando ancora la notizia non era stata comunicata alla Procura».

Ora siamo certi che due campioni della libera informazione, due scavezzacollo come Mentana e Vespa, daranno presto il giusto spazio all’episodio.
L’audience è assicurata.
Rinascita
(Pierguido Cane)

Soffuso e leggero
si muove nei cuori
un nuovo pensiero.

Le menti distratte
da frottole inutili
alfin son chiamate
alla buona Ragione.

Serpeggia scontento,
nel volgo,
ormai conscio d’imbrogli.

Fiducia si attende
da’ nuovi promessi
in liste discusse con tanto parlare..

la Gente che soffre
sa che l’attende
un nuovo calvario per risalire

la china discesa con l’operare
dei pochi oligarchi tronfi
di un loro esclusivo benessere.

Vi prego ,
nella nuova rinascita,
non illudete pur voi
la mia gente!
Magistrati
(Pierguido Cane)

La Giusta Giustizia,
se liberi,
potranno esercitare.

A Toghe Rosse
li additano,
coloro che , ipocriti,
solo mezze verità sanno narrare…
ma….Rosse Toghe,
infatti, dal sangue colorate,
e nel Dovere cadute,
quelle sì,
riesco a ricordare !
Si credeva Dio
(Pierguido Cane)

Un tipo ben piazzato ho visto presenziare,
con passo da cow-boy, in ampie conferenze.
Sembrava il PadreEterno, capace di creare
per tutti, e per nessuno, senza interferenze
il felice libero governo dei popoli,
Lui & gli Amici,assunti ormai al potere
per via degli interessi , lì a governare…
a scimmiottare Iddio nella presunta onnipotenza..

Poi venner morti fra gli amici…..e passi.
Poi aumenti nel petrolio,al costo della vita ….e passi.
Ma Katrina &Compagni imperversando,
dall’ira mossi di un eco-governo dissennati,
han distrutto una perla di musica e di storia
in quello stato dove felice è la baldoria.
Ma la cuccagna ormai è terminata
e resta una città in preda al non governo
di tutti e di nessuno, visto che il dio,
nell’Olimpo di Washinton, non sa fare i miracoli
sempre promessi in quelle conferenze.
E lui attende che qualcun altro risolva
il caos con la sua vita,
nell’anonimato,
fra uso di armi per libero uso,
(come anche da noi le han predicate…).

Quel che si crede dio, sonnecchia e non sa fare,
lui e gli amici di altri continenti,
son solo presuntuosi e ricchi prepotenti
caduti ormai nel loro trionfalismo,
smacchi su smacchi, e la lor religione,
sa ormai di eresia a Giustizia,Pace e alla Ragione !
Questa guerra non ha a che fare con le armi di distruzione di massa. Questa guerra non è per la democrazia nell'Iraq. Questa guerra è per qualcos'altro.

Per quanto riguarda il terrorismo: Saddam Hussein è un crudele dittatore, ma l'idea che sia legato a Bin Laden è ridicola.

Saddam è il capo della sezione irachena del Baath, un partito fortemente laico. Bin Laden è un fondamentalista islamico e Al Qaeda si propone di distruggere i partiti laici nella nostra regione. Per le armi di distruzione in massa: quando Saddam impiegava gas venefici letali contro gli iraniani (e contro i curdi loro alleati in Iraq), gli Stati Uniti lo appoggiavano.

Allora l'America era interessata a fermare gli iraniani. Oggi vi sono armi chimiche e biologiche nella maggior parte dei pesi della regione, compresi l'Egitto, la Siria e Israele e uno di questi ha armi nucleari. Per la democrazia: agli americani non gliene importa niente. Alcuni dei loro migliori amici nel mondo islamico sono dittatori, alcuni più crudeli di Saddam, altri meno. Come dice un vecchio adagio americano: «E' un figlio di puttana ma è nostro».

Allora, per che cosa è questa guerra? In una parola: petrolio. C'è un forte odore di petrolio nell'aria.

Chi non lo percepisce non può capire che cosa sta succedendo. Se si capisce questo, le iniziative di Bush e compagni, ancorché ciniche e ipocrite, diventano del tutto logiche. Gli obiettivi di guerra americani sono: stabilire il controllo americano sulle immense riserve di petrolio irachene, tra le più grandi del mondo; assicurare il controllo americano sulle vicine, imponenti riserve petrolifere del Mar Caspio; rafforzare l'indiretto controllo americano sul petrolio di altri Stati del Golfo, come l'Arabia Saudita, il Kuwait e l'Iran. Il controllo della maggior parte delle riserve mondiali affrancherà, alla lunga, gli americani dai condizionamenti del mercato petrolifero.

La loro mano, e la loro soltanto, determinerà le tabelle, loro e loro soltanto fisseranno i prezzi per il mondo intero. Se vorranno farli salire, saliranno, se vorranno farli scendere scenderanno. Con un semplice gesto, saranno in grado di assestare un colpo devastante alle economiche della Germania, della Francia e del Giappone. Nessun paese sarà in grado di resistere alle loro pressioni, in ogni campo. Non sorprende che la Germania e la Francia si oppongano alla guerra. Essa è contro di loro.
Certo, Bush cercherà di insediare qualche genere di governo indigeno, per camuffare e legittimare in qualche modo l'occupazione americana. C'è un certo numero di volontari, pronti a servire da quisling. Forse Bush preferisce un qualche nuovo Saddam Hussein, un dittatore da loro nominato. Ma la guerra è guerra. Di solito, comincia con qualche piano ben preparato, ma anche il "migliore" dei piani, sostenuto dalla più grande potenza militare, può andare storto. Le masse arabe possono insorgere contro governi sostenuti dagli americani, corrotti, apatici.

I turchi possono perpetrare un massacro nel nord dell'Iraq per stroncare i curdi una volta per tutte e nessuno può dire come finirà. I luoghi santi sciiti nel sud dell'Iraq, prossimi all'Iran, possono essere causa di incidenti. Come influirà tutto questo su Israele? O, per usare la vecchia espressione: «E' buono per gli ebrei?».

Le relazioni tra Bush e Sharon sono quasi simbiotiche. Dal punto di vista di Sharon la massiccia presenza degli Stati Uniti nella nostra regione rafforza Israele e lo metterà in grado di realizzare la sua agenda nascosta. Ma, come si dice in ebraico, «la coda grassa della pecora contiene una spina»: l'occupazione permanente dell'Iraq trasforma gli Stati Uniti in una potenza "araba", con un interesse vitale per la stabilità e la tranquillità della regione.

Essi vorranno impedire con ogni mezzo che il caos si diffonda nei paesi arabi, prima, durante e dopo la guerra. Sharon e i suoi generali, al contrario, sono interessati al maggior caos possibile, per servirsene nel senso del transfer di milioni di palestinesi oltre il Giordano. Tra Bush e Sharon c'è un netto conflitto di interessi.

Estremista ma personalmente prudente, Sharon sa di non dovere, in nessuna circostanza, suscitare l'ira di Bush. Agirà con cautela. E' molto, molto paziente e molto, molto ostinato. Cercherà di ottenere da Bush il permesso di "trasferire" (almeno parte dei) palestinesi, di uccidere Arafat (se si può fare con Saddam, perché non con Arafat?) e di spezzare la schiena dei palestinesi. Dal canto suo, Bush vorrà che Israele resti calmo, molto calmo. All'occasione, potrà usare Israele per tenere calmi, molto calmi, anche gli arabi.

Tutto questo giova a Israele? Dal punto di vista economico, sociale e della sicurezza, la risposta è no. Entriamo nell'era dell'avventurismo, con l'avventuriero numero uno al timone del nostro Stato. La terra tremerà nella nostre regione e nessuno può prevedere i pericoli che si approssimano. Una cosa è certa: non ci sarà la pace. Non sono di quelli che parlano della guerra con equanimità. Ho visto la guerra, conosco il suo volto.

Vedo le migliaia che morranno, le decine di migliaia che resteranno feriti e mutilati, le centinaia di migliaia che diventeranno profughi, le famiglie distrutte, il mare delle lacrime e delle umane sofferenze. Sono con i milioni che, in tutto il mondo, dicono no.


di Uri Avnery (del movimento israeliano Blocco per la pace) - 13 febbraio 2003
Ricordo di Robertino
(Roberto Pirovano)

Si assimila spesso la vita ad un viaggio.
Un viaggio di tante tappe cosparse di fatti ,da ricordare o dimenticare, quando ci si ritrova alla posta per riprendere fiato.
Ma la pregnanza del cammino della vita è data dall’incontro, dalla convivenza, dai rapporti con i compagni che ti affiacano sulla strada.
Roberto ha camminato con me per una buona tappa, Fratello Scout , intraprendente Lupetto sempre pronto a farti sentire la sua presenza, affettuosa ed interessata alla tua persona.
Sicuramente sapeva di possedere una vocazione artistica particolare e di non poterla apertamente esprimere con chicchessia senza essere frainteso per l’ incapacità di un banale interlocutore.
Ciononostante si dava al rapporto con gli altri con fiducia , apparentemente malizioso, ma al fondo solo capace di mettere sè al servizio altrui.
Durante la sua adolescenza, ci si incontrava di tanto in tanto scambiandoci confidenze e pareri, dalla scuola alla vita della comunità di paese, in un piacevole ed aperto rapporto in cui eri accetto ed a tuo agio, indipendentemente dal gap dell’età o per il fatto che essendo tu stato un suo educatore, continuava a chiamarti ’Akela , esattamente come ti si rivolgeva per ogni chicchessia quando era un vivacissimo Lupetto.

Al colmo della sua adolescenza, la fiamma della sua inesauribile vitalità è stata bruscamente interrotta proprio sulla strada e la creatività che avrebbe sicuramente manifestato nel campo artistico è stata invalsa con la sua scomparsa.

Forse però la memoria che resta in chi l’ha conosciuto sarà tanto capace nel trovare bella ispirazione nelle mostre concorso che si celebrano ogni anno dalla sua scomparsa.

Anche così egli trova occasione per essere fra noi.
Ed ora , dopo le primarie....cosa ci proporrà il " teatrino della Politica ?"
NEWSLETTER DEL 31 AGOSTO 2005 - Il Patto Etico – La “Proposta 102”



Cari Amici,

questa estate, a seguito delle vicende della Banca d'Italia e delle scalate finanziarie, si è tornato spesso a parlare della "questione morale", e della necessità di emanare un "codice etico" per ridare trasparenza e legalità alle istituzioni, alla politica ed all'economia..

Siccome la questione non può e non deve rimanere solo una chiacchiera estiva e siccome molti - sia nel centrodestra che nel centrosinistra - sono refrattari all'introduzione di tale codice, ho deciso di rompere gli indugi e proporre direttamente - a nome dell'Italia dei Valori - un "progetto di legge di iniziativa popolare" (in modo che siano direttamente i cittadini a proporre quella legge che il Parlamento si ostina a non voler fare).

Prima di dare il via alla relativa raccolta firme, è però doveroso da parte mia sottoporre la proposta a tutti coloro che vogliono confrontarsi con questo argomento, dando i propri suggerimenti, esprimendo le proprie valutazioni ed aggiungendo ulteriori punti a quelli da me finora individuati.

Allego al riguardo un file contenente la bozza del "PATTO ETICO", composto da 102 punti. Fatemi sapere cosa ne pensate e se siete disponibili a sostenere questa nuova battaglia di legalità dell'Italia dei Valori. Potete inviare i vostri contributi all'email dipietro@italiadeivalori.it o inviare un fax al n.ro 02.45498412 o scrivere a Italia dei Valori, via F. Casati 1/a 20124 Milano.

Colgo l'occasione per ricordare che il prossimo 16 ottobre si svolgeranno le Primarie dell'Unione per individuare il candidato Premier del centrosinistra.

Anch'io mi sono candidato alle Primarie e l'ho fatto non contro qualcuno ma proprio per rilanciare e far affermare - all'interno della coalizione e nel paese - la priorità della "questione morale" come base programmatica.

Il "Patto etico" dell'Unione deve servire proprio per smentire le accuse di chi afferma che della sua dirigenza non ci si può fidare.

Beh, per certi casi finora è stato così, perchè anche il centrosinistra spesso ha applicato due pesi e due misure, nel senso che un conto sono i valori a cui si richiama, un altro è quello che concretamente fa la propria classe politica.

E’ necessario quindi passare al vaglio i nostri amministratori, i nostri futuri candidati ed escludere ad esempio coloro che sono stati condannati con sentenza passata in giudicato. Il centrosinistra deve darsi tale codice anche perché, nel momento in cui la destra frana, saranno molti quelli che da quella parte cercheranno di cambiare sponda politica: non sappiamo chi rischiamo di imbarcare. Mentre Berlusconi se lo conosci lo eviti, rispetto ai tanti 'berluschini' potenzialmente in arrivo o che già si occultano tra le pieghe dell'Unione, si rischiano brutte sorprese, se non ci si attrezza per tempo.



Antonio Di Pietro

Presidente Italia dei Valori



- PATTO ETICO E PRIORITA’ PROGRAMMATICHE-



(Antonio Di Pietro per le “Primarie” del 16 ottobre 2005)

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A – TRASPARENZA E LEGALITA’ NELLE ISTITUZIONI :



1. Va istituita l’Anagrafe patrimoniale dei Pubblici dipendenti e degli Amministratori pubblici, la cui gestione deve essere affidata ad un’apposita Agenzia indipendente, al fine di poter monitorare nel corso di tutta la loro carriera l’evoluzione patrimoniale diretta ed indiretta di coloro che operano per conto della Pubblica Amministrazione ed intervenire – anche con la risoluzione d’ufficio del rapporto di lavoro o d’impiego - nei casi in cui l’interessato non sappia o non voglia dare spiegazioni in ordine ai suoi guadagni ovvero nei casi in cui si riscontrino falsità nelle predette dichiarazioni.

2. Coloro che sono stati condannati alla reclusione per reati dolosi con sentenza penale passata in giudicato non devono essere candidati alle assemblee elettive Parlamento compreso).

3. Coloro che sono stati condannati per reati dolosi con sentenza penale passata in giudicato non devono poter assumere incarichi di governo locale o centrale fino ad eventuale sentenza di riabilitazione.

4. Coloro che sono stati condannati ala reclusione con sentenza penale passata in giudicato per reati dolosi non devono poter assumere incarichi dirigenziali né di legale rappresentanza o di controllo né rapporti di consulenza negli enti pubblici e nelle società di gestione a prevalente partecipazione pubblica.

5. Coloro che sono stati rinviati a giudizio per reati dolosi gravi non possono assumere incarichi di governo locale o centrale fino alla definizione dei processi in corso.

6. I dipendenti della Pubblica Amministrazione locale e centrale, di qualsiasi grado, che sono stati definitivamente condannati alla reclusone per reati dolosi devono decadere dal rapporto di lavoro o di impiego e da qualsiasi altro rapporto comunque remunerato. La stessa sanzione accessoria deve essere applicata ai dipendenti di enti pubblici ovvero di società a prevalente partecipazione pubblica.

7. Le cause di legittimità relative alla ineleggibilità ed incompatibilità dei parlamentari e dei consiglieri regionali devono essere decise dalla Corte di Cassazione, al posto della Giunta per le elezioni (per evitare, come è avvenuto per le liste civetta e non solo che detto Organo parlamentare abusi delle sue funzioni in palese conflitto di interessi).

8. Le autorizzazioni a procedere (per l’arresto, le intercettazioni telefoniche e le perquisizioni) a carico dei parlamentari devono essere decise dalla Corte Costituzionale, al posto della Giunta per le autorizzazioni a procedere (per avere decisioni di stretta legalità invece di soluzioni dettate da ragioni politiche, come spesso è avvenuto finora);

9. Nelle decisioni a prevalente interesse pubblico i provvedimenti degli amministratori degli enti locali devono essere adottate di concerto con gli organi elettivi al fine di dare maggiore democraticità e collegialità alle decisioni (per evitare personalismi e favoritismi da parte di sindaci e Presidenti di Provincia e Regioni);

10. Le funzioni dei segretari comunali devono essere riqualificate ridando ad essi il ruolo di “garanti della legalità” e per tale ragione essi devono essere nominati dal Prefetto a seguito di pubblico concorso e di graduatorie oggettive e non più scelti dai sindaci (che spesso ricorrono alle prestazioni di coloro che sono più disponibili ad assecondarli anche quando prendono decisioni contra legem).

11. Il controllo degli atti e delle delibere degli enti locali deve essere ripristinato. Una volta c’erano i Co.Re.Co., oggi potrebbero essere delle apposite Autority regionali, (per prevedere un filtro di legittimità contro abusi e sperperi incontrollati da parte delle Amministrazioni locali).

12. La gestione operativa della Sanità va affidata a manager indipendenti e professionalmente preparati che non siano scelti dalla politica (come ora avviene con sfacciata lottizzazione e favoritismi). In particolare i Direttori generali delle ASL e degli ospedali vanno indicati dall’Ordine dei medici o da specifica Autorità in base alle specifiche competenze professionali.



B – LEGALITA’ NEI RAPPORTI CON L’AMMINISTRAZIONE PUBLICA



13. Coloro che sono stati condannati alla reclusione per reati dolosi con sentenza penale passata in giudicato non possono stipulare contratti né partecipare a gare della Pubblica Amministrazione né di Enti pubblici di gestione o società di capitali a prevalente partecipazione pubblica.

14. I rapporti con la Pubblica Amministrazione devono essere limitati a chi è stato deputato a trattare o intervenire per la società (per evitare, come spesso accade, l’intervento figura di faccendieri, millantatori e intermediari vari che si inseriscono nei rapporti per fini di indebito lucro).

15. Le imprese che operano con la Pubblica Amministrazione devono vietare qualsiasi comportamento, da chiunque a suo nome e per suo conto posto in essere, consistente nel promettere od offrire direttamente od indirettamente denaro od altre utilità a Pubblici Ufficiali e/o Incaricati di Pubblico Servizio. Alle società coinvolte deve essere impedita la possibilità di partecipare a gare, stipulare contratti o continuare a fare affari con la Pubblica Amministrazione

16. Le imprese e i legali rappresentanti delle società sono solidalmente e oggettivamente responsabili dei comportamenti dei propri dipendenti o collaboratori volti ad ottenere, da parte della Pubblica Amministrazione, della Comunità Europea o di altro Ente pubblico, qualsiasi tipo di contributo, finanziamento, mutuo agevolato o altro provento dello stesso tipo, per mezzo di dichiarazioni e/o documenti allo scopo falsificati o seguito di artifici o raggiri volti ad indurre in errore l’ente erogatore.





F - RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA:



17. I finanziamenti pubblici ai partiti devono essere se non abrogati, almeno ridotti del 50% (giacchè i contributi che attualmente i partiti ricevono direttamente o indirettamente sono davvero troppo elevati, specie con gli ultimi discutibili interventi legislativi effettuati).

18. L’accesso al finanziamento pubblico da parte dei partiti deve essere limitato solo alle formazioni politiche che superano lo sbarramento previsto dalla legge per la ripartizione della quota proporzionale e non come adesso che è previsto per tutti i partiti che raggiungono l’1% (onde ridurre il numero complessivo dei partiti e limitare la proliferazioni di pseudopartiti aventi solo lo scopo di lucrare tali finanziamenti).

19. Le indennità di carica ed i gettoni di presenza nelle Amministrazioni statali, regionali e territoriali, negli enti pubblici e nelle società a prevalente capitale pubblico devono essere ridotte di almeno il 50%;

20. Il numero dei parlamentari deve essere ridotto (per esempio di almeno il 30%, giacchè attualmente l’Italia pur essendo molto più piccola degli Stati Uniti ha quasi il doppio di parlamentari).

Il numero dei consiglieri regionali deve essere anch’esso complessivamente ridotto e deve essere quantificato in modo oggettivo con legge nazionale, proporzionalmente agli abitanti per ciascuna regione.
Il numero dei sottosegretari non deve poter superare il doppio di quello dei ministri.
Deve essere vietato alla Pubblica Amministrazione locale e centrale nonchè agli Enti pubblici ed alle società a prevalente capitale pubblico di far ricorso a consulenze o incarichi esterni per l’espletamento delle attività di istituto, con conseguente obbligo di utilizzare le professionalità presenti fra i pubblici impiegati (onde evitare le tante consulenze di favore, con costi spropositati che si stanno facendo in questi periodo).
Tutti i benefit e gli extra non aventi diretta e comprovata attinenza con il ruolo e l’incarico svolto dai politici, amministratori e funzionari pubblici sono revocati (tessere autostradali, ingrasso stadi e cinema, biglietti aerei e ferroviari, tessere telefoniche, indennità e gratifiche di varia natura, etc.).
Le leggi elettorali per le elezioni regionali devono essere emanate con legge dello Stato e non da ogni singola regione (per evitare, come è accaduto finora, che i singoli Consiglieri Regionali adottino scelte più per favorire se stessi che per fare l’interesse pubblico).
I candidati nei collegi maggioritari devono poter essere individuati a seguito di “primarie di collegio” (per evitare la spartizione lottizzatoria dei seggi fra le segreterie dei partiti, come avviene finora).
Parimenti (e per le stessa ragioni) i candidati sindaci ed i candidati Presidenti (del Consiglio, della Regione e delle Province) devono poter essere scelti attraverso le Primarie.
Le nomine nei Consigli di Amministrazione degli Enti pubblici e delle società a prevalente partecipazione pubblica devono avvenire non più per spartizione politica (come avviene finora) ma su base professionale valutata previamente da apposite Autority indipendenti.
I “servizi di scorta” devono essere complessivamente rivisti ed assegnati solo per motivi di sicurezza e non di accompagnamento in relazione alla carica o al ruolo istituzionale ricoperto (come troppo spesso avviene ancora, con grave dispendio di denaro ed energie umane).


G - TUTELA DEI CONSUMATORI E DEI PICCOLI RISPARMIATORI:



30. Va istituito un’Autority nazionale per la tutela dei diritti del consumatore, del piccolo risparmiatore e del contribuente, con contemporanea previsione dell’istituto della “class action” per tutelare i loro diritti davanti ad ogni autorità, giudiziaria compresa (al fine di permettere la tutela dei diritti delle categorie più a rischio contro soprusi, truffe e ingiustizie).

31. Ai rappresentanti di piccoli azionisti e dei risparmiatori deve essere riservato il diritto ad essere inseriti – quanto meno come osservatori - nei consigli di amministrazione e negli organi di controllo delle società quotate in borsa.

32. L’emissione di bond deve essere riservato solo a società quotate in Borsa (per evitare di affidare i soldi dei piccoli risparmiatori ad affaristi senza scrupoli che poi non li possono restituire).

33. Nel prospetto informativo relativo alla singola emissione di bond deve essere indicato dettagliatamente e chiaramente la destinazione dei capitali raccolti con la conseguenza, in caso di violazione, dell’obbligo dell’immediato rimborso al risparmiatore (per impedire che imprese chiedano soldi per investire in una specifica operazione e poi li destinino in scopi del tutto estranei o addirittura se ne approprino per fini personali, come pure è accaduto e accade).

34. Deve essere vietato alla società che ha emesso i bond di riacquistarli direttamente sul mercato (si eviterebbe così la possibilità per l’emittente di danneggiare i piccoli risparmiatori, speculando sui propri titoli obbligazionari magari divulgano o facendo divulgare informazioni sensibili in grado di influenzare il mercato).

35. Deve essere vietato alle banche di promuovere l’emissione dei bond ma solo di collocarli. Deve altresì essere vietato alle banche di collocare i bond e contemporaneamente svolgere attività di Advisor sulle operazioni e sul capitale delle società emittenti ( per evitare collusioni di interessi tra banche e imprese e soprattutto per evitare che il denaro raccolto dai bond serva solo alle banche per rientrare dei loro crediti in violazione della par condicio creditorum).

36. Deve essere vietato la collocazione di bond da parte di banche che hanno quote sociali e partecipazioni in imprese che fanno ricorso al prestito obbligazionario attraverso i bond (sempre per evitare possibili ed evidenti conflitti di interessi).

37. Va migliorata la lotta al carovita, con la revisione dei panieri Istat e la loro differenziazione per fasce di reddito da determinare con sindacati e associazioni di consumatori (con uno specifico per gli ultra 65enni).

38. Va rivista la tassa di successione che deve essere esenti solo per i piccoli e medi patrimoni e non per i grandi patrimoni (in applicazione piu’ rigorosa del principio della progressività del sistema fiscale).



E - CONFLITTI DI INTERESSE:



39. Chi esercita attività esecutive (es. Governo) o di controllo (es. Autority, magistrati di ogni giurisdizione) non può essere titolare di attività finanziarie o d’impresa, né esercitare direttamente o indirettamente atti di gestione delle stesse, pena la non eleggibilità o la decadenza dall’incarico (per evitare ogni conflitto di interesse).

40. Chi esercita attività elettive (parlamentari, consiglieri, regionali, provinciali o comunali) non può esercitare attività economiche o svolgere affari con gli enti presso cui esercita il proprio mandato, nè direttamente nè indirettamente, pena la decadenza dall’incarico;

41. I parlamentari non possono partecipare alle sedute nè esercitare il diritto di voto con riferimento a richieste di autorizzazione a procedere o altri provvedimenti che interessano se stessi (per evidente conflitto di interesse).

42. Gli eletti e gli amministratori pubblici devono astenersi dalle loro funzioni in ogni caso in cui sono o possono risultare in conflitto di interessi con il provvedimento da adottare, pena la decadenza dall’incarico.



F – PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE:



43. Nel settore dell’informazione privata (specie quella a rilevanza e tiratura nazionale), bisogna contrastare il dominio oligopolistico di imprenditori che esplicano attività diverse da quelle proprie dell’editoria, quantomeno stabilendo il divieto in capo agli stessi di quote sociali maggioritarie o di controllo delle aziende editoriali (al fine di evitare i palesi conflitti di interessi che si verificano ora a causa di proprietari che svolgono anche altre attività interessate ad un certo tipo di informazione , anche quanto contrario alla verità).

44. Con riferimento all’informazione pubblica, la nomina degli amministratori e dei dirigenti della RAI deve avvenire da parte dell’Autority per l’Informazione di concerto con i Comitati di redazione dei giornalisti (per eliminare o quanto meno ridurre il controllo e l’influenza della politica nell’informazione).

45. I giornalisti del servizio pubblico devono essere individuati per pubblico concorso e non per chiamata diretta (come avviene ora, spesso su indicazione lottizzatoria dei partiti).

46. L’accesso all’informazione deve essere garantito a tutti in regime di reale e leale “par condicio”, sia nelle reti pubbliche che in quelle private a tiratura nazionale (come ha anche raccomandato – finora inutilmente - il Capo dello Stato nel suo messaggio alle Camere). La legge Gasparri va pertanto completamente modificata perchè essa si limita solo a legalizzare ciò che prima era illegale, e cioè il conflitto di interessi di taluni)



G – LEGALITA’ NELLE ATTIVITA’ ECONOMICHE E D’IMPRESA:



47. Occorre rifinanziare il Fondo antiraket ed antiusura per liberare le piccole e medie imprese specie del Meridione d’Italia, dallo strangolamento degli usurai e dal ricatto della criminalità organizzata.

48. Le imprese quotate in borsa non possono avere partecipazioni nè svolgere attività di gestione e controllo di società aventi sede sociale nei c.d. paradisi fiscali. Parimenti società off-shore non possono acquistare quote nè assumere la gestione o il controllo di società quotate in borsa (per evitare il noto ricorso a questi sistemi per operazioni finanziarie occulte e comunque poco trasparenti).

49. Deve essere vietato alle società di revisione di svolgere servizi di consulenza alle società sottoposte al loro controllo nè direttamente nè attraverso società controllate o collegate o comunque ad esse riferibili (per evitare commistioni fra controllati e controllori).

50. Il mandato delle società di revisione deve essere a termine ed al massimo rinnovabile per una sola volta (per rompere l’attuale oligopolio detenuto da quattro-cinque società di revisione che impediscono l’allargamento di soggetti controllori).

51. Le società di revisione devono essere pagate direttamente dalla Borsa Valori tramite un fondo creato ad hoc al quale concorrono le società quotate proporzionalmente al loro fatturato (per evitare che il controllore sia pagato dal controllato così finendo spesso a “libro paga”).

52. L’individuazione della società di revisione per ciascuna società quotata in Borsa deve essere riservata alla Consob (per evitare che il controllato scelga il proprio controllore).

53. Alla Consob deve essere riservato anche la nomina di un componente del collegio sindacale (per monitorare e riferire in tempo reale all’Autorità di controllo eventuali anomalie).

54. Gli incarichi di professionisti e manager delle società quotate in borsa devono essere limitati di norma a non più di 3 (legale rappresentante, consigliere di amministrazione o sindaco di società non appartenenti allo stesso gruppo) per evitare proliferazione di incarichi in capo alla stessa persona con possibili conflitti di interessi e scarsità di rendimento.

55. Devono essere ridimensionate le stock option e premi in azione agli amministratori ed ai dirigenti di società quotate e soprattutto devono essere vietato provvedere ai relativi versamenti estero su estero (come ora spesso avviene per sfuggire al fisco ed ai controlli).

56. I sindaci delle società di capitale devono essere nominati da una Autorità esterna (es. la CCIA) (per impedire che gli amministratori si scelgano i loro controllori fra i propri amici o conniventi, cosa che oggi avviene quasi sempre).

57. Coloro che sono stati condannati alla reclusione per reati dolosi con sentenza penale passata in giudicato vanno interdetti dall’esercizio di attività professionali per cui è richiesta la licenza o l’abilitazione, salvo i casi di intervenuta riabilitazione;

58. Per tutto il periodo di esecuzione della pena, il condannato non deve poter esercitare l’attività di amministratore nè qualsiasi altra attività di gestione, rappresentanza e controllo della persona giuridica (associazioni no-profit comprese);

59. L’amministratore, il dipendente o il collaboratore esterno che, nell’espletamento od a causa della propria attività, riceva omaggi o altra forma di benefici non consentiti, dovrà assumere ogni opportuna iniziativa al fine di rifiutare detti omaggi o benefici ed informarne immediatamente le autorità competenti (Organismo di controllo di cui al D. Lgs. 231/0, se esistente ovvero l’autorità giudiziaria).

60. L’amministratore, il dipendente od il collaboratore esterno che venga a trovarsi in situazioni che possano, o ritenga che possano essere rilevanti sul piano della violazione di regole penalmente o civilmente rilevanti (secondo i principi espressi dal decreto legislativo 231/01) deve informare immediatamente le competenti autorità, ivi compresa quella giudiziaria.

61. Deve essere vietato destinare a finalità diverse da quelle per cui sono stati concessi, contributi, sovvenzioni o finanziamenti ottenuti dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle Comunità europee anche se di modico importo e/o valore.

62. Le imprese non possono farsi rappresentare nei rapporti e nella conduzione di qualsiasi attività o rapporto con la Pubblica Amministrazione da soggetti terzi o dipendenti quando, in base alle informazioni disponibili, si possa configurare un conflitto d’interessi.

63. Deve essere vietato compiere qualsiasi atto, simulato o fraudolento, diretto a influenzare la volontà dei componenti l’Assemblea dei soci per ottenere la irregolare formazione di una maggioranza e/o una deliberazione differente da quella che si sarebbe prodotta.

64. Va punita – anche con il licenziamento nei casi gravi - la diffusione intenzionale di notizie false sia all’interno che all’esterno delle società, concernenti le società stesse, i suoi dipendenti, i collaboratori ed i terzi che per esso operano, con la piena consapevolezza e conoscenza della loro falsità.

65. Gli organi della società, i loro membri ed i dipendenti, in occasione di verifiche e di ispezioni da parte delle Autorità pubbliche competenti, devono mantenere un atteggiamento di massima disponibilità e di collaborazione senza ostacolare in nessun modo le funzioni degli Organi ispettivi e di controllo. In caso di affermazioni false o di ingiustificate reticenze, essi devono poter essere chiamati a rispondere davanti all’Autorità giudiziaria.

66. Chiunque investe in scalate e acquisti di azioni e titoli ha l’obbligo, se richiesto dalle Autorità di controllo, di dimostrare la provenienza lecita dei relativi fondi. In caso di inosservanza, i titoli possono essere sequestrati.

67. I produttori, italiani ed esteri, e gli importatori devono indicare, oltre all’attuale etichettatura, l’origine dei principali materiali utilizzati e l’origine delle principali lavorazioni nonché la denominazione del produttore, distributore o importatore con relativa iscrizione alla Camera di Commercio anche attraverso codice a barre.

68. I produttori extra Comunità europea devono certificare, se vogliono importare i loro prodotti in Italia, il rispetto delle norme UE in materia ambientale, di tutela della salute, di sicurezza dei lavoratori con conseguenti sanzioni per gli inadempienti (divieto di commercio, sequestro dei beni, ritiro della licenza di importatore o distributore, multa alla società solidalmente con gli amministratori pari al valore delle merci importate).

69. Deve essere istituito un Albo delle ditte che localizzano all’estero (con l’istituzione di un’Autority di controllo) per sanzionare – con multe e/o divieto di commercializzare i propri prodotti in Italia – coloro che sfruttano il personale nelle nazioni povere ovvero commettono altri abusi (quali la contraffazione, la concorrenza sleale o l’inquinamento ambientale).

70. La tassazione delle grandi rendite finanziarie deve essere perequata a quella sul lavoro (per evitare sperequazioni sul piano dell’equità e per rilanciare l’occupazione e le attività industriale).

71. Il fenomeno del terrorismo e della criminalità organizzata e mafiosa va combattuto soprattutto sul terreno finanziario prosciugandone le fonti illecito di denaro. In particolare i trasferimenti di denaro attraverso canali non bancari vanno regolamentati, le norme antiriciclaggio della UE vanno ampliate per intero, i beni immobiliari ed i capitali sospetti devono essere congelati, va introdotto un codice di condotta per sorvegliare le transazioni finanziarie dirette ad enti di beneficenza, va ampliata ed armonizzata meglio la capacità investigativa europea nel settore finanziario.

72. Nei settori di primaria importanza per l’economia del paese (es. Trasporti, Energia, Telecomunicazioni) bisogna indire gare periodiche e più aperte alla concorrenza per l’affidamento dei relativi servizi (per evitare il ritorno di fatto ai Monopoli ed agli oligopoli che strozzano il libero e trasparente mercato).

73. E’ necessario aprire le banche al capitale straniero, concedendo l’autorizzazione alla fusione soltanto sulla base dell’impatto competitivo e dando a esclusiva competenza all’Antitrust per le relative valutazioni, verifiche e controlli (per poter meglio competere sul mercato globale e per operare con maggiore trasparenza e rispetto delle regole di mercato).

74. Bisogna limitare la concentrazione delle partecipazioni industriali nelle banche, imponendo altresì agli imprenditori con partecipazioni in istituti di credito di rivelare i prestiti ottenuti da questi;

75. E’ necessario proibire alle banche di controllare fondi di investimento;

76. Bisogna sottomettere le obbligazioni bancarie alle stesse regole di trasparenza in vigore per il resto del mercato.

77. Va abolito il segreto bancario su tutte le transazioni.



H – TRASPARENZA ORGANI GIUDIZIARI E DI CONTROLLO:



78. L’individuazione e la nomina dei magistrati negli incarichi direttivi deve essere rimessa totalmente nelle mani dell’Organo di autogoverno della magistratura (C.S.M.), senza alcuna interferenza del Ministro della Giustizia (per evitare pressioni o dipendenze gerarchiche che minano l’indipendenza della magistratura)

79. Deve essere completato il divieto totale - per tutti i magistrati in sevizio di qualsiasi grado e giurisdizione - di assumere incarichi fuori ruolo o di consulenza né arbitrati extragiudiziari di qualsiasi tipo.

80. I magistrati in servizio non devono più poter essere candidati a cariche elettive nei luoghi dove esercitano la loro giurisdizione ed alla fine del loro mandato non devono poter tornare ad esercitare la giurisdizione negli stessi luoghi per un periodo di almeno 5 anni.

81. I magistrati, se eletti al Parlamento o se assumono incarichi governativi, devono dimettersi dalla magistratura,

82. La proprietà della Banca d’Italia è riservata allo Stato (per evitare che il controllore sia di proprietà dei controllati, come avviene finora).

83. La nomina del Governatore della Banca d’Italia deve essere effettuata dal Parlamento e l’incarico deve essere limitato ad un tempo massimo di 7 anni e deve poter essere revocato con la stessa maggioranza parlamentare con cui è stato nominato;

84. Le decisioni degli Organi di controllo (Banca d’Italia, Consob etc) devono essere collegiali ad opera di un Consiglio direttivo ove tutti i consiglieri sono responsabili delle loro decisioni (per evitare poteri eccessivi in capo ad un solo soggetto, con il rischio di decisioni inopportune o pilotate);

85. La tutela della concorrenza deve essere trasferita dalla Banca d’Italia all’Antitrust;

86. Deve essere fatto divieto a tutti coloro che fanno parte di incarichi direttivi in enti di controllo (Consob, Banca d’Italia; Autorità di qualsiasi natura) di assumere direttamente o indirettamente per almeno 5 anni impieghi retribuiti dalle aziende già sottoposte al loro controllo.



F – PER RIDARE COMPETITIVITA’ AL SISTEMA PAESE:



87. Occorre innanzitutto la “certezza del diritto e delle pene”: quindi divieto assoluto di procedere a nuovi indulti, amnistie, prescrizioni condoni di varia natura, in modo che ognuno sappia che – se viola la legge – non può poi sperare di farla franca.

88. Sul piano operativo, bisogna operare un forte impegno per risanare i conti pubblici (attraverso la riduzione degli sprechi, l’eliminazione di elargizioni di contributi clientelari sotto qualsiasi forma, la lotta all’evasione fiscale, la sburocratizzazione delle procedure).

89. Sul piano legislativo, si deve provvedere ad un folto disboschimento della legislazione attuale attraverso l’adozione di “Codici di settore” e la drastica riduzione delle oltre 150 mila leggi attualmente esistenti;

90. Occorre rilanciare lo sviluppo del Mezzogiorno prevedendo, fra le altre cose: la lotta alla criminalità organizzata, la riduzione dei differenziali di costo per le imprese (tassi passivi bancari, energia, trasporti e logistica), il rinvio del progetto del Ponte di Messina a favore di opere infrastrutturali più urgenti (come lo sviluppo dei collegamenti con l’area mediterranea, balcanica e dell’Est europeo), lo sviluppo della filiera agroalimentare e dell’industria del turismo (con incentivi pubblici specifici per potenziare e migliorare i servizi, valorizzare il patrimonio culturale e ambientale, estendere la stagione di afflusso turistico, aumentare l’indotto dei servizi).

91. E’ necessario introdurre un nuovo credito di imposta a carattere permanente destinato alle imprese che investono in ricerca e sviluppo, prevedendo altresì un trattamento di imposta privilegiato per start up e alta tecnologia.

92. Sarebbe opportuno promuovere il lancio di un piano europeo per lo Sviluppo attraverso l’emissione di bond europei (Euobond), sicuramente appetibili agli investitori internazionali anche grazie alla forza dell’euro sul dollaro, al fine di finanziare un preciso programma di investimenti europeo volto alla innovazione, alla ricerca, alla formazione permanente, alle grandi reti europee di comunicazione e alle infrastrutture per l’ambiente (Global coordinator del Piano dovrebbe essere la Banca Europea degli Investimenti).

93. Occorre ridurre la dipendenza dai combustibili solidi per l’approvvigionamento dell’energia attraverso il ricorso a fonti alternative (solare, eolica, biomassa), i veicoli alternativi (biocombustibile, idrogeno, elettrici) e lo sfruttamento energetico dei rifiuti non riciclabili.

94. Occorre un forte impegno politico di concerto con le associazioni di categoria per promuovere i prodotti tipici del Made in Italy (agroalimentre, impiantistica e meccanica strumentale)

95. Al fine di sostenere le imprese, occorre detassare gli utili reinvestiti in attività che producono nuovi posti di lavoro, ed inoltre si deve maggiormente supportare le imprese che esportano nei mercati emergenti, agevolare fiscalmente chi investe in innovazione tecnologica.

96. L’azione di politica fiscale dovrà comprendere il sostegno alle fasce più deboli, la riduzione del cuneo fiscale, il riequilibrio tra tassazione dei redditi da lavoro e investimenti finanziari, la lotta all’evasione fiscale, la ridefinizione del sistema degli incentivi alle imprese a favore di meccanismi più qualitativamente selettivi.



D – TUTELA DEL LAVORO E IMMIGRAZIONE:



97. L’istituto dell’apprendistato va modificato con la previsione, per le aziende (specie se artigiane) del pagamento da parte dello Stato dello stipendio dell’apprendista per i primi 12 mesi (anche sotto forma di sconto fiscale) a condizione che, alla fine dell’apprendistato, il lavoratore venga assunto regolarmente.

98. Bisogna favorire la mobilità dei lavoratori dai settori in crisi a quelli in espansione, con una riforma dei sussidi di disoccupazione e dei regimi di protezione dell’impiego.

99. E’ opportuno riconoscere agli stranieri extracomunitari residenti stabilmente sul territorio ed in regola con il permesso di soggiorno il diritto di voto attivo e passivo alle elezioni amministrative.

100. Gli attuali Centri di permanenza temporanei (CPT) riservati agli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno vanno sostituiti con strutture di accoglienza non carcerarie e attuando una riduzione drastica dei tempi di permanenza (che sono purtroppo necessari per identificare chi entra illegalmente) provvedendo alla loro espulsione in caso di impossibilità ai addivenire alla loro regolarizzazione

101. Deve essere prevista l’erogazione di nuovi servizi alle fasce sociali più deboli, un nuovo sistema di ammortizzatori sociali ed una differenziazione delle tariffe in base al reddito.

102. La precarietà va affrontata con un aumento delle indennità di disoccupazione, la trasformazione dei contratti di formazione lavoro in contratti a tempo indeterminato, l’incremento delle detrazioni per i figli a carico.
Prima o poi ci saremmo arrivati. Alcuni anni fa ,quando si ventilava il divieto di percorrenza nel parco a cavallo, mi ero preoccupato…..nel parco ,praticamente ci trascorrevo con il mio cavallo il miglior tempo della giornata. Nel pieno rispetto e collaborazione con la struttura. Non che a piedi non l’avessi già percorso: addirittura ci portai per organizzarvi passeggiate un amico e contitolare di una rinomatissima Associazione Trekking…che ora vanta nel Catalogo “Nei Sentieri del Curone e Montevecchia” ed ha portato a conoscenza di chissà quante scuole il nostro territorio, valorizzandolo.

Ecco la parola giusta, e deleteria per dar contro alla “normalizzazione” che la limitazione (a mio parere eccessiva) impone.

Certo perché per anni (torniamo ad una trentina di anni fa) il parco era frequentato da soli Motociclisti al boom del cross…..ed non altro.che sicuramente il loro scorazzare ,riaprendo sentieri,ha smosso l’inerzia e l’abbandono di una zona divenuta incoltivata . Poi la nascita del Parco……poi le G.E.V. (io stesso ho frequentato il corso…)e il boom delle mountain bike che guarda caso hanno saccheggiato i sentieri proponendo per prime il veto alla percorrenza a cavallo, quasi concorrente o limitatore delle prodezze ciclistiche.

Ora “per valorizzare” (?) si pongono limitazioni…..da parte di chi ?

Semplice , e lo potrete controllare, da chi tende, anche per il parco, esasperare una Filosofia organizzativa : nei tracciati, nelle varie aree, di tipo “giardino dei ciliegi” e non polmone di “vita per “la vita delle persone”.

Quindi limitare,circoscrivere percorsi…..militarizzare…..facendo sentire sempre più distante l’ambiente dalla natura di cui è composto.

In questa natura ci stiano compresi gli animali, quale i cavalli…….cosa meglio del vivere il binomio-uomo-cavallo nell’ambiente naturale?

Chi propone tali politiche (ALTRO è EDUCARE AL RISPETTO E NON CONSUMO DELLA NATURA) non farà che SVALORIZZARE il PARCO, rendendolo anche indigesto agli stessi Abitanti dei comuni limitrofi (perché mantenere un parco, se poi l’accesso diviene un pericolo continuo di possibili infrazioni di norme solo limitanti?) .

Il proliferare ad esempio di Maneggi e Scuderie nella zona è , non solo economicamente , servito alla valorizzazione del Parco stesso…..ora , invece di confrontarsi in un colloquio costruttivo con queste realtà (anche economiche !) si passa al Burocratese…..e così si dà il via a far sì che a poco a poco ci restino solo le Guardie….

. Ma , passerà il tempo ed anche questa moda passerà, e vedrete ben presto , (così in modo più accelerato.!!). si ritornerà a riavere l’abbandono,nelle frequentazioni e conseguentemente il lucroso “sfruttamento edilizio del territorio”……. ( Pierguido Cane)
Fiere Estive :Quando sulla tradizione prevale il..Business
( di Pierguido Cane)

Sono appena reduce dalla visita ad una Fiera Zootecnica delle nostre contrade; mi piace celebrarle tutte, sia per interessi specifici che le motivano sia per leggervi lo “status vivendi”della gente.



Dico Fiera per non dire in altri casi Saga o Festa…..comunque spesso luoghi di grande frequentazione da parte della popolazione di ogni età.



Si tratta di “Kermesse” dove il numero dei visitatori è garantito in partenza, non fosse altro per il ricordo tradizionale a cui fanno riferimento…o perché a chi rimane a casa, nella torrida estate che si stà vivendo, un luogo di incontro fa piacere nella serata.



Per elaborare giudizi più obiettivi,mi faccio accompagnare solitamente da amici il cui parere conosco essere il più discosto dal mio, per cui quel che vorrei osservare ora sento di poterlo condividere con chi più attento di me.



L’accesso alla Manifestazione : giustamente và riconosciuto un rimborso alla organizzazione,…….ma il trend del costo, rapportato agli anni precedendi, (Dio benedica l’€ ! ) è sempre in crescita (esponenziale a quando ?).



Gli Espositori , d’altra parte dovranno (sarebbe interessante sentire i loro pareri!!!) pur “pagar pedaggio” e non credo che anche per loro la situazione sia in “decrescere”.



Dulcis in fundo, le Ristorazioni offerte hanno prezzi mai visti…il cui “RICAVO” ( calcolabile come nei problemi a livello delle Elementari…….) esonda la ragionevole possibilità di onesto divertimento da parte “delle famiglie”.



Certo, mi si dirà, “semel in anno..”oppure “l’aria di vacanza tutto ti fa permettere”.



Chi propone la ristorazione, sa ,che in quelle occasioni, si può chiudere un occhio e che quindi aggiungendo un cartello con lista prezzi a caratteri microscopici,una volta nella ressa della coda alle casse…..tutto passa.



Peccato che qualcuno rifiuti una salamella a “ 4€” o “medie alla spina equivalenti a mezza dozzina(e più) di 66cc. di ottima birra acquistata al mattino.



Non invoco per’altro un controllo prezzi…sicuramente , come per tante cose nella nostra “legislazione”c’è scappatoia (o clientelismo ?)

Anche per queste occasioni.



L’ultima appello è alla considerazione di chi spende.



Perché non Ri-Prendere coscienza in modo sereno del proprio potere di acquisto, rapportato( non alle tasse non detratte !) ma agli “stipendi congelati”, comunque tassabilissimi alla fonte ,approfittando anche di queste occasioni ?



Penso che proprio partendo dal Divertimento, il Diritto alla partecipazione del quale sembra essere l’ ultima conquista della nostra Società , partirà il rigetto all’ingiustificata ed incapace “valutazione dei listini prezzi” imposti .
DA MERATE ONLINE 8/Luglio/2005

La ``Festa della Birra`` di
Lomagna porta sporcizia
e rumore. Ora chiedo:
perché permettere ciò?


A Lomagna, precisamente in Via Silvio Pellico, ci sono un parco giochi (per bimbi e ragazzi) e un campo sportivo (attivo da pochi anni). E’ un parco dei più belli della zona (per dimensioni, verde, attrezzature e giochi), ma è sfruttato poco e soprattutto è abbandonato a se stesso. Poca cura, manutenzione, pulizia, controllo e sorveglianza (sia diurna, sia notturna).
I “clienti” del parco sono bambini, ragazzi ed adulti, sia civili, sia incivili; ma questi ultimi abusano di tutto quello che c’è all’interno ed all’esterno del parco stesso. Di giorno lo usano come pattumiera e di notte come sala giochi (per non dire di peggio); entrano anche in orari di chiusura da aperture fatte apposta, rompendo le recinzioni di plastica e di metallo.
Questo parco, con i suddetti problemi di tutti i giorni (l’elenco sarebbe troppo lungo da scrivere adesso), è affollato da “clienti” civili e usato da tutt.
Dopo questo preambolo, doveroso, mi chiedo:

- Perché inserire, per 10 giorni, la Festa della Birra? Anche se lo scopo è quello di fare beneficenza, chi paga i danni che il parco subisce (da 9 anni): i cittadini e i bambini di Lomagna?

- Perché permettere agli organizzatori e musicisti di posteggiare le auto all’interno del parco (lato vecchi orti, dietro tendone musica, vicino giochi e dietro la cucina)?

- Perché permettere di modificare le già precarie strutture, con l’installazione di cucine e tavoli da ristorazione (sopra i campi da pallavolo e pallacanestro)?

- Perché permettere di abusare e sporcare delle strutture adibite a giochi per bambini da adulti?

- Perché permettere di lordare il parco (anche le strade adiacenti e non pulirle per una settimana intera), soprattutto i giochi (sabbiera, piramide, altalene, ecc…), con i bicchieri di birra e altri materiali?

La birra e il suo odore rimangono attaccati ai giochi e alla sabbia.
- Perché permettere ai “clienti” di disturbare ed infastidire le persone che vivono vicino alla Festa della Birra, anche alcune ore dopo la chiusura della Festa stessa?
- Perché permettere di posizionare i bagni (trasportabili) vicino ai giochi per i bambini?
- Perché permettere una festa del genere in un luogo così pubblico, invece che in un altro in cui crei meno problemi?

Adesso chiedo all’attuale Amministrazione, ai Consiglieri di Minoranza, agli Organizzatori e a tutti i Cittadini di Lomagna: PERCHE?

In Fede

Gianluca Pellegrini
è ormai alla serata finale la festa della birra

che fa divenire Lomagna per una decina di giorni un luogo di riferimento per la popolazione GIOVANILE ( e non!)
di tutta la zona...

e come sempre nascono commenti.

Se ti va invia il TUO....
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