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RIFLESSIONI & PROVOCAZIONI |
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| Procurar Morte
Morte è si orrenda,
se data a creatura
a meno che s’attenda
per legge di Natura.
Solo di dar vita
ad ogni umano è dato,
possibilità infinita,
ma non di morte il fato!
Di giusta pena all’uopo,
se per sé vuole un Progresso,
ultimo al ravvedersi, scopo,
si doti ogni Civil consesso!
Tal come fu detto un giorno,
dall’Ente a Chi, primo Assassino :
“Vada egli errando intorno,
ma Nessun tocchi Caino!” |
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| All’ultimo piano
Notte, luna quasi piena d’agosto,
coi desideri repressi d’affidare al “sanlorenzo”,
ed il gatto che chiama per la sua libertà
d’uscire a competere in amore.
Accondiscendo di buon grado
e l’accompagno, dalla finestra,
con lo sguardo premuroso
che lo protegga da imprudenza
nel vagare sulla strada.
Sento una voce ,
femminile, che impartisce dettami
per raggiungere la casa.
Lui giunto, alla fine, dall’auto
scende e l’abbraccia.
Si apre all’ingresso la porta,
passi affrettati salgono,
le voci commentano le difficoltà del viaggio
ed il piacere ora di essere lì assieme.
L’invocato riposo tarda a venire:
non so quanto trascorra,
e di nuovo la voce del gatto,
ora da giù, mi chiede che vuole ritornare.
Rivestirsi , per scendere ,
aiutarlo per la porta dell’ingresso,
ma, appena apro il mio uscio, alta la coda,
lui è già dentro nella casa .
Ma il portone sbatte, io controllo,
qualcuno s’allontana
e manda , all’alto, baci:
il mio gatto, con miagolio di commento
mi racconta che Eros, me dormiente,
passando oltre il mio chiuso uscio,
si è compiaciuto, all’ultimo piano. |
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Novembre
Si è aperto, il Novembre,
cercando tra le tombe
il profondo passato che mi ha condotto all’esistenza.
E l’uno e l’altro Cimitero visitando,
riposo delle materne e paterne
ceneri di generazioni passate,
mi han condotto al pensiero
di quel che fui,
per quel che sono,
ciò che sarò.
E le immagini di cari,
pur se sconosciuti alla diretta esperienza,
mi ci son visto in rassomiglianza.
Ricordi di personalità,
dei chiusi in simulacri
che andavo onorando,
mi ci trovavo nei miei
e di parenti vivi,
impulsivi comportamenti.
Nulla ci si inventa di sé
che non dato
dall’amore, dall’altrui esistenza
che dicesi passato.
Ed il momento che ogni coscienza
coglie nell’essere attuale,
è atto virtuoso del discernimento
tra un bene e un male,
reduce un giorno al bene
di chi a noi succederà.
Ho chiesto poi,
tra l’invocato Suffragio
per quelle anime ad un Dio certo,
di avere illuminazione
del mio futuro, prossimo e finale:
“Cenere, forse venerata,
ma amore puro sarai
di fronte a chi di te avrà ricordo,
libero dai vincoli di carne
che ti priva di pienezza nell’agire!
Non pensare a che sarai,
ma sii, e vivi coi viventi
l’istante in pienezza
di buoni sentimenti,
vai, Noi del passato,
abbine certezza,
accanto ti saremo con la sopravvivenza
a ceneri che vedi qua sotto nel riposo.
Vivi, in generosità
e vattene felice!”
Così mi dissero coloro
che onoravo, ed io sceso
convinto fra le tombe
di conoscere il passato,
uscivo da quei luoghi più sicuro
per come vivere il presente,
e certo già dell’ascondito futuro.
Favole e gatti
Mi hanno scoperto a leggere d’Esopo le favole.
Non solo ma con Cicci, il piccolo felino
che mi è fratello al vivere, consideravo le parabole
all’odierno trascurate dall’uomo e dal bambino.
Il gatto, non crederete, era attento ai miei commenti,
ed io, con lui, vedevo nei racconti di animali
capaci di ragione e di parola, quei suggerimenti
che il Poeta scrisse definendoli morali.
Ahimè che tempi, chè per trovare buone ispirazioni,
mi debba rifugiare in compagnia di gatti
a leggere e mettermi su quelle considerazioni
che solo gli animali e favole han mantenuto intere.
Io leggo e mi miglioro, e giungo a creder matti
coloro che, seguendo altre vie, non le ritengan vere.
Canto di Maggio
Il cielo sa dirmi speranze ,
instabili promesse
di una calda estate.
Intanto freddi temporali
mantengono il ricordo
del tristo inverno,
appena passato.
Così la mia vita
è a Maggio;
a mezzo di epoche di generazione,
si induce il mio animo
a riprendere il cammino.
Chissà che il conteggio
dei restanti lustri
non continui sereno,
sino al passaggio
alla porta eterna del Dicembre!
Il bacio
"Fu l’espressione
del miglior benvenuto
al mondo…
dalla madre…
Appassionato
ed inesperto
fu il primo
che un’amata ti rivolse…
Uno dei molti
dalla compagna,
che imparò
a scordaresene…
Tenerissimo,
che i figli
ti rivolgono
al vederti,al lasciarti…
Sempre
desiderato,conforto,
quando ,se solitudine opprime,
ti giunge dall’ Amicizia!
Le valigie di cartone
"(La vera politica Italiana,
che ha fatto grande l’Italia :
immigrazione al nord…
emigrazione all’estero….)
Il treno muove,
pressan gli stantuffi,
a leva sulle ruote…
arranca e sale
verso un paese,
a costruire il futuro
dove miglior
si offre
l’occasione.
Povere cose,
nelle valigie di cartone….
Ma chiusa in una foto,
sgualcita per i baci,
un’era, una famiglia
che resta giù in preghiera.
Povere cose,
nelle valigie di cartone….
Trovi onestà,
semplicità, pazienza
per superar dolore,
dura fatica….
Povere cose,
nelle valigie di cartone….
Ma fu tesoro
che rese noi felici…
e il treno arranca
arriva alla stazione!
Altra gloria non v’è nel tuo progresso,
o Italia,
questa è tua sorte !
Povere cose,
nelle valigie di cartone….
per chi, poi, ve le pose
non c’era l’illusione
di dominar alcuno,
e per chi quassù le estrasse
solo onesta voglia a guadagnar,
non di fuggir da tasse !
"
TORNA A CASA, SOLDATO
"Torna a casa, soldato.
La tua Patria è lontana,
la tua famiglia è lontana,
il tuo cuore non è qui!
Chi ti ha chiamato qui ,soldato?
La mia sete di Libertà
o l’insano desiderio di potenza?
Fu il governo del Petrolio
che indusse i tuoi arroganti
e presuntuosi Governanti
a lottare contro il mio,
loro antico alleato!
Non accendere più i pretesti
per gesti inconsulti,
attesi da altri arroganti del potere
pronti a seminare terrore !
Lascia a me la possibilità
del riscatto della mia Libertà,
comunque sia, chiederò umilmente
rifugio presso di te,
se i miei nemici,
i nemici della Pace e della Libertà
prevarranno……ma ora..
torna ,torna a casa, soldato.
La tua Patria è lontana,
la tua famiglia è lontana,
il tuo cuore non è qui!
(pro domo sua pugnare licet,
numquam pro auri sacra fame! )"
Vesto di nulla
(vanitas vanitatum......)
Trasparenza
sottile,
l’ intera vita,
trapassata dall’inutilità
di qualunque agire,
in essa condotto.
E d’abito inadeguato,
si ricopre,
all’intemperie del tempo,
la povera umanità
entro cui
si dibatte l’anima!
Vesto di nulla!
Notte di quiete
Impossibile speranza,
notte passata,
mi hai condotto con dolcezza
nei meandri del giardino di Eden !
Dopo il giorno del Riposo
"Rimane
il sapore amaro
del dolce disporre del tempo,
ora,
fra il rincorrersi
delle preoccupazioni
che invadono l'anima."
Madre
(Non basta la Generazione biologica per essere madre, il compito materno (Genitoriale in genere)va ben oltre e spesso molti lo esercitano anche nel Lavoro istituzonale a cui sono dedicati.
L'accanimento terapeutico,a cui si sottopongono alcune donne, per poter Generare un figlio è minima cosa alla
"adozione responsabile di chi madre non ha più".
E molti,anche solo vivendo una "maternità e paternità Spirituale" contribuiscono al crescere di tanti "uomini"
vere Madri e Veri Padri......)
"A chi madre va detto il dolce nome,
se non a chi oltre la vita
t’assiste al crescer con amorose cure ?
E sempre l’avrai
attenta al capezzale
di sé dimentica
te primo avrà entro il suo cuore!
Non v’è funzione al mondo
più grande e misteriosa,
e ognuna donna sa quanto preziosa
l’opera sia di madre quando in fondo
al generare ti sia concesso
amar oltre natura
qualcun ,a guida sua, nel suo progresso.
"
Donna gravida.
( a Giuliana
per la prima volta
in dolce attesa)
"Va cambiando,
luna dopo luna,
l’esterior del tuo sembiante.
Scopri del corpo tuo
non più esser padrona;
e la tua mente,
sempre più attenta
all’Esserino che contieni,
a nuove capacità
è contenta.
Madre diventi,
al nuovo Uomo,
a te per sempre,
dal destin legato!
Rimani donna
all’uomo
che scelta comune
già ha affrancato !
Nuovo passo si fa
nella tua vita,
e scelta ardita
vita stessa al mondo da
ad eternare un atto ,già iniziato,
che l’Essere Suprem chiamò “Creato”.
Io sono io
Altri non sono:
“io sono io”
che vago
nella selva
a riscoprir la vita.
Non ambisco
l’altrui essenza,
ed altri non invidio.
Son ora fatto
solo per l’Azione
e per la Conoscenza!
Ma null’altro
porterò,
laggiù nell’oltretomba
se non affetti
buoni e resterò,
a conforto, nel cuore
di chi, rimasto in vita,
rivivere dovrà l’esilio
in questa percorrenza
di questa terra,
di cui nessun afferra
avere appartenenza !
Pietà
Un uno scisso,
anima eterna
aliena da dolore
e lui,
povero corpo nato a dissolversi.
Abbiate di lui pietà
quando inerme
e parte incapace senz’anima
vi chiederà di uscire
alla sua eterna quiete.
Morte
Ultima Tu, o morte,
vera transumanza,
tra le infinite porte!
Passo dolce di danza,
conduci a riposar
in quella stanza
dove d'amar sol
vale possanza!
PierforMors2005
Coscienza
Voce,
non tacitata,
risorgi
negli anfratti
dell’anima.
Felicità
(Sono felice della mia infelicità.
Guai se non lo fossi! )
Se ogni giorno
non si concludesse,
con l’insoddisfazione per le cose umane
come potrei il dì seguente
aver di vita il desiderio?
In una storia che percorri,
in cui sei segno,
se vuoi,di ammirabile destino,
ricominciar da capo,
riprendere il cammino,
scoprire che nessuno
più di te sia clandestino.
E puoi,se ti compiaci
di docilità all’essere supremo,
pascer su pascoli di terre mai pensate:
scoprir, con lo stupore estremo
e in armonia con creature amate ,
giorni sereni,leggero peso alle fatiche.
La morte ed il dolore
dimentichi, anzi sopporti
con quella audacia
di chi sa di aver vittoria,
nel preferirsi vinto più che la gloria
del tempo presto in contumacia.
Del devi il giogo allora scopri spezzato,
immerso in una libertà che riconduce
poter, voler a quella sola luce
che è nell’essere da cui sei stato amato.
Faro che la tenebra illumina
in cui si era gettato il tuo Dionisio bambino
Non ti importa poi dove ti conduce,
è “ il come ti rapporti “
in ogni uomo,in ogni evento in vita
se vedi e sai presente
l’Essere
non l’ente
il tuo vivere felice!
Con gli altri allora sai di ritracciare
del nostro tempo gli interrotti sentieri ;
ricostruir fiducia,prudenza nel pensare,
riscoprir l’intendersi dietro il parlare;
creare l’armonia, il perdonare…….
Mia quotidiana Infelicità
ecco il tuo pungolo!
Non è mortale anzi è vitale!
Sii tu beata a viver dentro me,
non voglio altra beatitudine che il tuo tormento.
E a chi pieno fosse di un sapere
o della sola ragione o dell’avere,
o gongolante di un supremo potere
si illude ancor nel declamare :
L’ ESSERE è morto,
io lo posso rimpiazzare !
dico con certezza non mi parlate di felicità,
quella sì è morta.
Risorgere ed amare
è l’unica Felicità
di chi ben vive,ogni giorno.
E a chi vive d’intorno
maggiore eredità
custodire e lasciare
sperar non posso
per ogni giorno,
per ogni sera,
ad ogni era.
Voci dell’Eco
Ripensando al passato,
come fra dedali profondi,
si alzano voci di ricordi.
Voci di pace , di dolore,
di amore ,tanto dato ,ricevuto.
Di torti subiti e di cui chiedere scusa.
Di perdono che pensavi avesse
chiuso la bocca del tuo orgoglio ferito.
Invece come eco,
come presenza tormentante,
ritornano le voci
a infliggere, a struggerti.
Ti riportano a fatti che pensavi cancellati,
invece l’eco ripresenta
il dolore di un tempo,
e tu lontano e cambiato,
ti rodi e vorresti
gridare a tua volta
la rabbia, inutile ,
che non ripresenta
le lontane opportunità
nei labirinto della vita,
laggiù dove la voce dell’eco era nata.
Non fare….
Non fare: resto immobile dinanzi alla polvere sui mobili,
alle briciole cadute ,all’unto della pentola……al disordine
Passano le ore del giorno,
passa un altro giorno….
Attorno lascio trascurate
le cose che servono alla vita.
Nel vivere quotidiano
il tralasciar la consuetudine usata,
vedovo ti lascia
delle preoccupazioni .
E la mia inoperosità
assilla l’ anima ,
strutturata dai doveri.
L’anima, dentro,frustata,
ricerca un varco,
reclama una sortita
che forse gli è negata.
Come onde i pensieri si infrangono
sulla battigia della mente.
Poi so che qualcosa si realizzerà,
non altro il piacere
di quel sacro ozio sconosciuto
che permette alla mente di vagare
e costruire dai pensieri il Pensiero.
E riesci a leggere quel che accade in luce diversa,
con tempi non tempi ,
con voglia
di dare ai trascurati sentimenti
nuova vita.
Ed ecco allora
ape operosa,
riprendi l’Agire
e non più il Fare !
In ogni Donna
Un giorno hai voluto
aprire il guscio
della nostra noce
perché il comune
gheriglio nascosto
dell’unione
ti pareva mai godibile.
E,
parte di guscio
sei andata via,
e,
parte di guscio,
mi hai secato da te.
Più non so ora
dove sia il gheriglio,
chi ne fruisca.
Né tu,
né io.
Geme la mente,
il cuore,
tutto l’esistEnte
di quel secato guscio;
in ogni donna
riserva una attenzione
di cure
un dì prestate,
all’inscindibile gheriglio,
a coltivar di Genesi promessa. |
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{TESTO}
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| Reietti
Noi, che un non felice passato
ha gettato
sulla spiaggia
della solitudine,
viviamo reietti
dal comune sentire.
Noi, ghetto
popolato
di strana composita
nuova umanità,
siamo forse preludio
o riscoperta
di vera antropologia,
soffocata dal fariseismo
dei dogmi e delle consuetudini.
Noi, questi erranti
fra l’ipocrita Koinè
e la disattenzione dei felici,
dopo il deserto cammino,
con stupore
del mondo di perbenismo,
dal padrone dei cuori
saremo condotti
alla terra promessa.
Mi hai detto
Un giorno,
quando e dove
nessuno più lo sa,
confidasti al mio cuore
l’eterna promessa d’affetti.
Un giorno,
altro, preciso
nei nostri ricordi,
lacerasti quel cuore
strappando il velo del tempio costruito.
Ogni giorno,
inanellato nel tempo
che della nostra vita rimane,
tormenti la serenità
dell’esistere , con la tua indifferenza.
Mi hai detto,
ma l’eco dei giorni
ha distorto il tuo dire
rifacendolo proprio
negli spazi dell’eternità.
Il Nodo
"Ho un groppo, alla gola
quando rivedo
quel che con te
sarebbe stata la vita.
E tu possibilità hai negato.
Poi sciolgo quel nodo,
e accetto ciò che di vita rimane,
così, come viene."
Ti amo perchè
Senza perchè
è il mio amore,
per altri e per te.
Mi struggo nel piangerti
ed attenderti invano,
non c'è più ragione,
ma tu sai che t'amo!
E' questo che vale
e che a te pur consola,
e, via me, nulla ti cale
sentendoti sola. |
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