SE UN GIORNO
(Pier Morandi)
dietro nei vicoli di notti stanche chiudono tutti bar
non è più tempo per i ‘cani randagi’ fuori dal Blue Lagoon
là Mr Tambourine non suona più “it’s all over now”
e Jack e Neil inseguono la solitudine
se un giorno, ritorni, aspettami
e portami, riportami via con te
lo schermo è bianco, “nel corso del tempo” muove molto più di un film
il sole cala, la Senna scorre, Henry è seduto là
chiude il suo libro fuma foglie morte, guarda e poi se ne va
c’è una “trazione nella pioggia” chiama e tu sai il perché
se un giorno, ritorni, aspettami
e portami, riportami via con te
il viso indiano dipinto al sole guarda le nuvole
la sua memoria rossa come la terra sangue di giacche blu
e Allen Ginsberg dietro l’angolo consegna le lettere
urla misteri vende poesie brucia le pagine
se un giorno, ritorni, aspettami
e portami, riportami via con te
dentro al rumore chiusa nella mente trovi una strada che
porta a una soglia poi a uno spazio aperto vuoto un giardino zen
e quando il tempo sarà buio e confuso, nasconderà la via,
prendi la strada fra i suoi alberi, seguila, porta qui
se un giorno, ritorni, aspettami
e portami, riportami via con te
se un giorno, ritorni, aspettami
e portami, riportami via con te
i riferimenti, nell'ordine: gli Homeless, Dylan e il Greenwich Village degli anni '60, 'Sulla Strada', Wim Wenders, Henry Miller, 'Traction in the Rain', gli indiani d'America, Allen Ginsberg, lo Zen.
posizione S.I.A.E. 170473