SARDEGNA

Agosto 2000

Con un budget (stavolta davvero..) più che limitato si tenta l'impresa di girare la Sardegna con mezzi... di fortuna! Confidare nei servizi pubblici nella "terra del mirto e del porceddu", significa partire già consci di affrontare un viaggio in autostop... Ma le speranze non muoiono mai, quindi, dove possibile, si fa conto sui servizi offerti dall'ARST, l'Azienda che possiede la maggior fetta dei trasporti pubblici sardi e sulla grande ipsilon seguita dalla linea ferroviaria. Certo, scoprirete che la domenica è giorno di riposo... anche per gli autisti dei bus, sicchè le già poche corse a disposizione dello sventurato appiedato, si riducono ad una e.. quanto all'amato treno.. o ci si lancia in una bella avventura col "trenino verde" o si cambia itinerario e si visita l'interno, perchè il treno... non fa la costa, ma taglia quasi per metà la nostra isola.

Questa è la premessa.. Appurate queste difficoltà, siamo riuscite a visitare tratti di costa senza turismo sguazzando per tutta la metà a nord, da Orosei sino ad Oristano. L'altra metà, sarà per un'altra volta!!

Da Golfo Aranci ci eravamo dirette a Porto Taverna, di fronte all'isola di Tavolara: siamo poco sotto la costa Smeralda e speriamo in un giorno di.. riposo dopo il viaggio. Ah! L'ho detto, mai dire riposo senz'auto! Giunte a Porto Taverna, ci troviamo di fronte ad un tappeto rosa che ricopre la nominata spiaggetta: "quarzo?" "Corallo!" No!!! Come nei peggiori films dell'orrore, ci rendiamo conto che è... carne: gente, tanta gente, mancano soltanto i grill sulla spiaggia e c'è di tutto. Un giro in autostop verso Budoni, ma la lunga spiaggia (bianca?) è, tanto per cambiare.. piena: l'atmosfera non è molto differente da quella di molte ben note località turistiche delle coste del continente....

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Levate le tende, giù verso Orosei !

OROSEI e dintorni

Siamo giunte a Cala Ginepro, nel golfo d'Orosei, percorrendo in autostop la Statale 125, l'Orientale Sarda. Meraviglia!!

                     

Stupenda atmosfera al Camping di Cala Ginepro, circondato per tre lati dal mare. Questo è effettivamente un angolo di Sardegna ancora abbastanza selvaggio, o meglio, certamente selvaggio, se si decide di percorrerselo a piedi, baia dopo baia lungo la costa. In effetti, sotto il sole cocente, pensavamo di morire!!

                         

Il tratto che risale sino a Capo Comino, offre veramente scorci molto suggestivi. Bidderrosa è una lunga spiaggia ancora incontaminata, superata la quale, Berchida! Il rio Berchida taglia la spiaggia in due lembi, lunghissimi entrambi. La sabbia è bianca, finissima ed è considerata una delle più belle del Mediterraneo (ì bella sì, ma non sono d'accordo..).

Non paghe del mare stupendo offerto da Cala Ginepro e delle lunghe marce alla scoperta delle baie nascoste, abbiamo deciso di raggiungere in bici, per pranzo (!), l' agriturismo "Su Meriacru" per mangiare il Porceddu: ma non è l'Olanda!! 40 gradi, ora di pranzo, km di saliscendi da far stancare anche una moto, ma è stato tutto appagato da quanto abbiamo trovato!!

                

I fenomeni carsici, tipici della Sardegna, si manifestano qui con tantissime grotte anche sotto la superficie del mare (foto sotto). La grotta del Bue Marino, con i suoi 5000 metri di sviluppo percorribile è ancora oggi solo parzialmente esplorata: il sifone principale si perde nelle viscere dell'entroterra. Un tempo habitat ideale della orse estinta Foca Monaca mediterranea, questa zona di mare deve la sua popolarità anche a questo stupendo e affettuoso mammifero diventato simbolo, tra mito e realtà, del paesino di Cala Gonone.

         

PENISOLA DEL SINIS (Oristano)

La penisola del Sinis è in assoluto il posto che mi è piaciuto di più. Si affaccia sul golfo di Oristano e rappresenta uno degli angoli più suggestivi della Sardegna. E pensare che quando sono andata ci si lamentava perchè non c'è ancora nessun albergo!! La natura qui è ancora selvaggia ed incontaminata e le persone mi sono piaciute molto di più che in altre province. Abbiamo alloggiato a Marina di Torregrande, bell'atmosfera, posto rilassante che ricordo con piacere.

Le spiagge del Sinis sono una meraviglia della natura. Ed il bello è che quando ci sono stata, gli unici turisti erano i locali. La spiaggia di Is Aruttas è davvero unica. Conosciuta dai locali come la "spiaggia dei chicchi di riso", i.. "chicchi" sono granelli di quarzo, candidi ed a volte rosati, levigati dal mare e lucidissimi.

                

N.B.: a causa dei "turisti arraffoni"che asportavano i granelli di quarzo, la spiaggia negli ultimi anni stava scomparendo!! E' da qualche anno iniziata una campagna di sensibilizzazione e difesa. Ed eccone il manifesto: 'Da milioni di anni sto qui, nato negli abissi del mare, confuso tra i bianchi silenzi del Sinis. Per favore non portarmi via!' (Lamento di un granello di quarzo).

Proseguendo poco più a nord si raggiunge la spiaggia di Mari Ermi, ancora più selvaggia di Is Aruttas. Entrambe le spiagge sono protette dal parco geomarino del Sinis.

E qui uno dei ricordi più straordinari che ho.. La cena da ZIA BELLEDDA!! Già... volevamo mangiare bene ma chi l'avrebbe mai detto che saremmo finite a cena con una famiglia del luogo, dalla zia Belledda?? Siamo a Cabras, il "ristorante" è in realtà una casa privata, la "sua" casa. Ha iniziato a cucinare per i pescatori, poi la fama dei suoi piatti è cresciuta e così ha trasformato l'intera casa in un ristorante. In cucina 8 donne. I prezzi sono incredibilmente competitivi. Eccezionale la muggine, ma è buono tutto, il polpo, gli spaghetti con i ricci, la burrida,.. (qua e là foto della zia immortalata con i i vip che si godono i suoi manicaretti).

...verso  NORD

Lasciate con rammarico le coste del Sinis, eccoci proseguire verso nord. Solo una puntatina a Bosa Marina (sopravvalutata) per approdare ad Alghero. Ma quanta gente!!!! Incredibile, non un fazzoletto di spiaggia per sedersi. Comunque ho gustato con piacere il ... "passeggio": veramente strano ritrovarsi a "camminare" per metri con l'acqua che ti arriva alle ginocchia. Sembrava di trovarsi alle terme! Il paese  è vivace e mi è piaciuto molto.

ARCIPELAGO     MADDALENA

L' arcipelago della Maddalena è Parco Nazionale dal 1996. Oltre alle isole più grandi (Maddalena e Caprera), vi sono le isole di Budelli (la famosa "spiaggia rosa", nel 2000 era chiusa al pubblico per tutelarla), Razzoli e Santa Maria a nord, e Spargi a sud. Noi l'abbiamo raggiunto da Palau (che non offre nulla di bello). Alloggiavamo alla Maddalena.

L'isola di Caprera è veramente meravigliosa. Si raggiunge dalla Maddalena attraverso il Passo della Moneta (ponte-diga). Nonostante il sole cocente l'abbiamo girata in bici: sembra finta tanto è bella!!

                   

L'entroterra è spettacolare! "Colline" di granito rosa smussate dal vento si confondono con una suggestiva pineta sino a degradare a mare nella costa occidentale. Sembra di muoversi in una favola.. Noi poi abbiamo un po' esagerato.. Già ko per la sfacchinata, abbiamo voluto raggiungere la famosa spiaggia di Cala Coticcio a piedi!! La spiaggia, nota anche come "Thaiti" è raggiungibile (quasi ..) solo via mare. Una pazzia!! 40 gradi! Il sentiero è strettissimo alla ricerca della baia perduta, che abbiamo iniziato ad intravedere dopo circa 30 minuti. Di qui una piccola radura, poi di nuovo salita, discesa scoscesa, altri gradini in pietra e finalmente arrivate!

                      

Che dire? La baia (molto piccola) è carina, ma da qui a chiamarla Thaiti.... So che ha tanti estimatori, ma la Sardegna mi ha regalato spiagge più suggestive. Io Caprera l'ho adorata, ma non per Cala Coticcio. Forse anche perchè... quasi l'avevo rimosso..

....giunte finalmente a Cala Coticcio, ci ritroviamo senz'acqua e scopriremo ben presto che i pochi ardimentosi che non l'avevano raggiunta via mare, si tenevano strette, come fossero pepite d'oro, le bottigliette di acqua. Già, lì non c'era nulla. Pensavo di morire, è allucinante. Tornare indietro significava altre 3 ore....

S. TERESA  DI  GALLURA

Ultima tappa Santa Teresa con le sue onde. Magnifiche!! E' vero, ad agosto è affollata ma la meraviglia delle sue onde gigantesche ti fa dimenticare tutto: sono impetuose e la zona è comunque selvaggia, con le sue rocce a strapiombo sul mare.

                        

Ma ormai eravamo agli sgoccioli e la nave F.S. ci attendeva..

Il viaggio è durato quasi un mese, lungo la prima metà a nord,sino ad Oristano

Spostamenti: bus, piedi, bici ed autostop

Notti: campeggio.