Relazione di un viaggio in IN GHANA, TOGO E BENIN (3.11 - 16.11.05)
di SOLANIA RIVA (riva.solania@tiscalinet.it)
- GHANA -

3 Novembre
Siamo ad Accra.
Subito un giro orientativo della città, abbiamo visitato il museo etnografico, ricco di reperti storici archeologici, soprattutto provenienti dall' arte regno Ashanti.
Siamo passati poi nel quartiere dei fabbricanti di tombe. L'usanza è di costruire le tombe con le forme + strane, che rappresentano poi il mestiere e il lavoro svolto in vita dal morto.
Ed infine abbiamo visitato la parte + vecchia della città di Accra, quartiere di etnia Gho, specializzati nel commercio del pesce affumicato.
Proseguiamo verso Senya Bareku dove abbiamo pernottato al campo presso Fort Good Hope ( un tempo utilizzato per commercio degli schiavi.....).
.... e qui è iniziata la ns grande avventura...
decidiamo di andare a letto, anzi in tenda, nonostante i nuvoloni, tuoni e lampi che ci circondano. Dopo forse un'ora veniamo svegliate dai mille dubbi che assillano Mauri: "Simo, che dici, pioverà??...dai entriamo?? forse è meglio di sì?? forse è meglio di no??"
al chè, in men che non si dica, smontiamo tutto il campo e ci ritiriamo in un grande stanzone, dove possiamo sdraiarci. Poi non so come e perchè, riesco ad appisolarmi ed anche a riposare qualche ora.
4 Novembre
Percorriamo tutta la costa fino a raggiungere Elmina, x la visita del St' George Castle, dove europei di varie nazionalità sono passati e stanziati durante gli anni del colonialismo in Ghana. Punto strategico per l'attracco delle navi che salpavano verso le Americhe x il commercio degli schiavi. La visita del castello si è rivelata molto interessante ed istruttiva, la guida, un ragazzo ghaniano molto giovane ci spiega dettagliatamente. L' interno del castello- forte era diviso in aree differenti, a seconda di chi dovevano "ospitare"; gli schiavi uomini - donne venivano tenuti separati, ed ammassati in piccole stanze prive di aperture per lasciare filtrare aria e luce, vi erano solo delle piccole grate. I soldati e i generali avevano delle aree decisamente
più comode. Qui subivano ogni genere di soprusi e torture, violenze di ogni tipo, soprattutto le donne.

Gli schiavi seguivano un percorso ben definito, che terminava con la "Porta del non ritorno", ossia un' uscita stretta e bassa, dal quale gli schiavi passavano per salire sulle barchette che li avrebbero condotti + al largo dove c'era la nave che li aspettava...
Molti uomini non arrivavano nemmeno alla nave, morivano prima, x non parlare di tutti quelli che invece venivano gettati nell' oceano durante la traversata.
Ci sarebbe tanto altro da aggiungere e da dettagliare in merito alla visita del castello, e alla tratta degli schiavi, ma termino qui sottolineando che mi sono vergognata di essere bianca. Davvero da sprofondare sotto terra.
Giro veloce al porto x mercato pesce.
Nel pomeriggio arriviamo al Kakum National Park, famoso per i suoi 450 mt di ponti sospesi sopra la foresta pluviale, a circa 40 mt di altitudine. Nonostante la paura, con grande sorpresa riesco a fare l'escursione abbastanza tranquillamente, tanto che mi fermo pure x fare qualche scatto, e ad apprezzare la panoramica.

Notte al campo. Ci accingiamo a preparare le ns tende, quando scopriamo che non ci sono docce funzionanti, al che decidiamo di lavarci ugualmente con una canna dell'acqua; fin qui tutto ok, se non fosse che la canna era situata ai 4 venti, all'aria aperta e che non c'era niente x ...avere un po' di "privacy". Ci arrangiamo con gli asciugamani , nel mio caso gentilmente tenuto da Katia. *^_^*.
Prima di dormire Mauri parte in quarta con le sue offerte: ti dò ...2500 milioni di € se sali sui ponti di notte......e questo "ti dò" ci accompagnerà x tuttoooooo il viaggio *^_^*
5 Novembre
Destinazione Kumasi. Durante il tragitto ci fermiamo a visitare:
- una fabbrica che produce Vino di Palma,...e attraverso la distillazione pure la grappa.
Interessante veder come con un metodo rustico ed essenziale riescono ad ottenere la grappa. Magari Voi mi direte: Solania , guarda che ovunque si fa in questo modo!!..bè, se così fosse, concedetemi l'errore e l'ignoranza, da buon'astemia....
- piantagione di cacao,...Grabiel ci apre una noce x mostrarci i semi di cacao, che son bianchi e ricoperti come da una gelatina.
Una volta raccolti, i semi vengono lasciati x circa 15 gg sul suolo, ricoperti dalle foglie della banana, poi vengono fatti essicare, tenendoli puliti in continuazione.
- Fabbrica di olio di palma, che viene utilizzato dai locali x la fabbricazione di sapone e per olio da cucina.
Nel pomeriggio arriviamo a Kumasi, capitale del Regno AShanti, anticamente una popolazione molto importante, anzi la + importante del Ghana. Giro della città e poi assistiamo alla cerimonia di un funerale. Qui quando muore uno, i parenti e gli amici gli fanno la festa. Indossano tuniche di color rosso e/o nero, abito utilizzato solo per le grandi occasioni. Durante la cerimonia, danzano, cantano e offrono doni alla famiglia e belle parole al morto. Noi appena arrivati, prima di avvicinarci, dobbiamo chiedere il permesso al capo famiglia e, una volta ottenuto, salutare i parenti del defunto; in fila indiana incominciamo i saluti, non so quante mani avrò stretto, comunque tanteeee .... così tante da avercene le scatole piene. Finalmente finite le mani *^_^* ci sediamo e inaspettatamente si alzano loro e holè, ricomincia la sfilata e le strette.
Apprezziamo comunque la cordialità e l'ospitalità che ci offrono, ovunque ci giriamo, riceviamo tanti sorrisi e saluti, soprattutto dai bambini e dalle donne. Noi, forse, non riusciamo a comprendere questa festa, che ha un' aria quasi grottesca, ma x la famiglia del defunto è motivo di orgoglio la presenza di così tanta gente al funerale, per non parlare della nostra di presenza.....
6 Novembre
Visita del mercato di Kumasi. Bellissimo, con i suoi mille colori, volti da immortalare in uno scatto, prodotti e odori tipici.....
Cerimonia Akwasidae......non mi dilungo, in quanto la delusione è totale e generale.
Forse ci aspettavamo qualcosa che in realtà non è, pensavamo ad una cerimonia pubblica, con tanta gente, abiti tradizionali, e chissà che altro; in realtà non è che una udienza privata che il rè concede ai suoi sudditi, che per l'invito ottenuto devono sentirsi privilegiati ed orgogliosi. x cui io dovrei sentirmi così.....*^_^* non commento.
Il momento + eccitante e divertente è quando Sonia mi fa notare che il tizio seduto difianco al rè è talmente preso dalla cerimonia che dorme come un sasso....*^_^*.
Alla ns udienza non era presente il rè ma il primo ministro, che fa le sue veci durante la sua assenza.
La cerimonia non è altro che canti - danze e strette di mano che il rè concede ad alcuni...
- Visita del museo.
Notte in hotel nei dintorni di Wenchia, soprannominato il ciulodromo...
Arrivati in stanza, scopriamo che alcuni non hanno l'acqua, così ci organizziamo x fare i turni nelle 3 camere che l'hanno. Risolto il problema della doccia, faccio 1a scoperta, che la sfiga non viene mai da sola ma sempre accompagnata.
oltre l'acqua, manca pure la corrente. tra candele e candeline,...ci arrangiamo; e dopo un'ora la luce ritorna.
7 Novembre
Proseguiamo verso Nord, con destinazione Volta Nero. Lungo il tragitto ci fermiamo in una fabbrica di lavorazione della tapioca, dove qui ci lascio un sacco di foto e di vestiti per bimbi. Utilizzo la parola " fabbrica", altro non è che delle mezze baracche sul ciglio della strada dove le donne lavorano, e vendono direttamente il prodotto finale ottenuto.
- Visitiamo 2 moschee tipiche del Mali. Questa era una pista frequentata dai carovanieri del Mali, che si dirigevano verso il sud del Gahana, x il commercio di merci varie. Durante il loro tragitto avevano l'abitudine di fermarsi qualche gg x riposare, prima di riprendere il loro cammino, e qui qualcuno decideva di non ripartire e si stanziava. Ecco spiegata la loro presenza. -
Notte al campo nei pressi di una scuola.

Qui scopro come è bello il lavoro di gruppo, prepariamo tutti insieme il campo e i "bagni", ossia una sedia e una bacinella a testa, ed una tanica d'acqua x lavarci, il tutto accerchiato da una serie di zampironi.
Una di fianco all'altra ci laviamo alla bel e meglio,....prima però, faccio un giro di perlustrazione durante il turno degli altri 4, e vengo accolta calorosamente da Mauri mentre si fa un bidet rinfrescante....
ora tocca noi!!!
Appena terminato di "incipriarmi il naso" *^_^* faccio un'altra scoperta,...quanto potere ha una bacinella d'acqua. Non avrei mai pensato che dopo una giornata di caldo e sudore, anche un bicchiere di acqua può farti rinascere.
Ceniamo in dolce compagnia. Si è sparsa la voce del ns arrivo e, in men che non si dica, siamo letteralmente spiati da un notevole gruppo di curiosi. Nonostante l'imbarazzo accettiamo la cosa e ammettiamo che noi facciamo lo stesso quando piombiamo in casa loro. Purtroppo non abbiamo cibo da offrire a tutti, sono veramente tantissimi, svuotiamo le tasche, e tra caramelle, biscottini, crackers e stucchini vari portati dall' Italia, iniziamo la distribuzione e riusciamo a fare contenti la maggior parte del gruppo...
La mattina successiva, sveglia prima dell' alba x levare le tende, pensavamo di essere mattinieri, invece, pochi minuti e arrivano tutti gli scolari, con la loro divisa color marroncino; qui capiamo che ogni scuola che raggruppa + villaggi, ha la propria divisa, o meglio son tutte uguali, cambia solo il colore.
Fra gli studenti + grandi c'è qualcuno che mastica l' inglese, e ci dice che la scuola inizierà fra qualche ora, ma la ns presenza ha suscitato davvero tanta curiosità, effettivamente in queste zone non si vedono tanti bianchi..., e quindi i ragazzi sono partiti prima dalle loro case per vederci.
8 Novembre
Siamo già nella zona di etnia Lobi. Originari e provenienti dall'Etiopia,
- In Africa le immigrazioni partono tutte da Est, dirette verso Ovest.-
infatti le donne + anziane del villaggio portano il piattello labiale, piccolo e decisamente meno vistoso che i Mursi etnia originaria della Valle dell' Omo, Sud Etiopia.
Stanziati qui, dopo alcuni anni e a causa di guerre tribali fra loro , molti si spinsero
ulteriormente a Nord, verso l'attuale Burkina Faso.
Visitiamo il villaggio, ci accolgono calorosamente, tanto da assistere alla loro danza tipica accompagnata dalla musica del Balafon e altri strumenti.
.......
Nel pomeriggio arriviamo villaggio Dagarti, dove il ns arrivo è motivo di festa ed improvvisano una danza. Qui ogni occasione è buona per danzare e cantare, tutti partecipano ai balli, dai bimbi agli anziani.
In pochi minuti la ns presenza attira tutto il villaggio che si riunisce intorno a noi. E qui ci sbizzarriamo con le foto e con le chiacchierate.
9 Novembre
Giornata di spostamento verso Bolgatanga, nord-est del Ghana, per raggiungere zona etnia Gurunsi.
Originari del Chad, si sono stanziati qui e anche in Burkina Faso.
Tipici per le case con i muri affrescati.
Le decorazioni vengono fatte dalle donne, che gestiscono anche la casa e la famiglia, mentre il marito ha solo il compito di coltivare i campi. Strano, dato che di solito le donne contano niente, e tutto viene deciso e stabilito dal marito- padrone.
L'ingresso alla casa è un muretto, mentre quello x i locali è molto basso e particolare, costruiti appositamente x contrastare ed evitare le frecce dei nemici.
Ogni simbolo ha il suo significato, ad es: Occhio rappresenta l'allevatore, le reti il pesce/ pescatore, il serpente è il feticcio a protezione della casa, 2 bastoni che in casa vi sono degli anziani. Quando un figlio si sposa, costruisce la propria dimora ampliando la casa padronale.
Notte al campo ...
Arriviamo nel posto scelto x piazzare il campo tendato e subito Grazia improvvisa una danza-mascherata,....muoio dal ridere;... finita la pacchia!! dobbiamo muoverci a metter le tende, preparare i bagni ecc.
.......
10 Novembre
Visita villaggio Talensi.
L'interno della grande casa è costruito a labirinto, x difesa dai nemici.
Vi è un cortile o "piazzetta pubblica" dove vengono risolte ogni genere di dispute; solo il grande padre può parlare, che è poi anche il capo-famiglia. Quando arriva una giovane sposa, prima di sistemarsi nella propria dimora col marito, trascorre qualche tempo in una zona particolare della grande casa, per apprendere diciamo così, gli usi e costumi della sua nuova famiglia. Dovrà imparare come ci si comporta, e i compiti che qui le mogli devono svolgere. Sempre all'interno della grande casa, Vi è la tomba del primo Padre con feticci che servono a protezione.

- Salita dell'Altopianto del Tongo x visita all' Oracolo Santo che vive lì.
Il Feticcio vive in solitudine e comunica solo con una persona che fa da tramite con tutti gli abitanti del villaggio.
La gente si reca giornalmente per chiedere che il feticcio esaudisca i propri desideri, guarisca malattie ecc, portando con sè animali da sacrificare. Infatti durante il tragitto passiamo per un punto ben preciso che funge da altarino dove vengono sacrificati gli asini. Ce ne accorgiamo x la presenza di numerosi teschi.
In ogni "altare " vengono sacrificati animali differenti.
Per arrivare dinnanzi all'oracolo, è obbligatorio spogliarsi di tutto il superfluo....scarpe, collanine, orologio e haimè persino vestiti, bisogna rimanere solo con pantaloncini, anche le donne.
...solo Grazia, zio Mauri e Simo decidono di salire fino al Feticcio..... forse forse avevano dei desideri da farsi esaudire...*^_^*
Nel pomeriggio arriviamo a Bolgatanga, visita del mercato dei souvenirs.
...E qui mi dò alle spese pazze.
Arriviamo al confine col Togo e lo oltrepassiamo.
Notte al campo presso Dapaong.
11 Novembre
- TOGO -
Ci troviamo nel Nord del Togo, zona di etnia Moba.
Costruiscono le casa a forma di capanna, con il tetto di paglia a forma conica, legato all'estremità con una padella, x evitare che il vento porti via la paglia. Tutte le case sono protette da un muro di cinta comune.
-Visita di un villaggio - campo di cotone, di etnia Tchocosì; in questa popolazione, il marito può avere + mogli, ognuna ha la sua stanza-casa.
Fra la gente del villaggio, compare un bambino-albino,...attratti dalla sua presenza chiediamo a Gabriel come è considerato e visto dalla gente locale, ci spiega che qui avere un albino in famiglia è considerato di buon auspicio, un porta fortuna.
Lungo il ns percorso incontriamo donne etnia Peul,....impegnate nel bucato.
E' un insieme di colori e visi meravigliosi da fotografare, x cui ci fermiamo e diamo libero sfogo....
Nel pomeriggio visita villaggio Tamberna, che costruiscono la casa, chiamata tata, a forma di fortezza, ossia una serie di torri collegate da un muro spesso e con una sola porta. All'ingresso ci sono dei feticci che servono per proteggere la casa.
All'interno c'è una grande terrazza che serve per cucinare e per essicare mais e miglio.
Le torri sono sormontate da un tetto a forma di cono con della paglia, adibito a granaio.
Veniamo accolti dal marito e dalla sua giovane sposa (sotto), con tanto di prole, 4 x l'esattezza, e il quinto in arrivo.
Quando un figlio si sposa, si usa che lanci una freccia partendo dalla casa in cui vive, e il punto in cui cade sarà il posto dove costruirà la sua nuova dimora.

*Sono molto cordiali e qui la mia attenzione viene catturata da un animaletto strano in argilla, mi dicono rappresenti il bufalo, che subito acquisto, seguito anche da una pipa, funzionante, datami come resto.
-Visitiamo un'altra casa -tata Tamberna, anche questa è uno splendore.
Sopra la porta di ingresso, ci sono delle corna,..qui Gabriel ci spiega che rappresentano un po' l'albero genealogico ossia la successione della famiglia, fra il padre- primogenito- secondo figlio- e via via con i figli del primo ecc... 
La giornata sta per finire, ma noi abbiamo ancora un sacco di visite da fare e soprattutto dobbiamo entrare in Benin...
....sbrigata la burocrazia, piombiamo nella visita di un villaggio Somba, nei dintorni di Natitingou, chiamati anche Betamaribè.
La casa anche qui si chiama Tata- somba, che significa casa dell'uomo nudo, in quanto un tempo non si vestivano.
I Tamberna e i Somba sono per così dire lontani parenti, provenienti entrambi dal nord Togo.
Qui le varie famiglie costruiscono la Tata nella campagna, sparse qua e là,..ciò denota il loro carattere individualista, e nello stesso tempo li tiene lontani dall'influenza degli altri villaggi.
La casa ha la forma di capanne piccole e rotonde a più piani, simili a castelli.
Il piano terra è usato x tenere gli animali, a metà vi è la cucina e al piano rialzato è usato come terrazza, x granai, e x le camere da letto.
Anche qui i tetti hanno forma conica e fatti di paglia, e vengono legati all'estremità da un bastone a forma di boomerang.
Sulle pareti esterne della casa, ci sono delle decorazioni verticali e orizzontali, simili alle scarificazioni che la gente ha sul viso e che servono per sottolineare l'appartenenza ad una famiglia piuttosto che ad un' altra.
Ci mostrano alcuni suppellettili o meglio dei cappelli ornati da grandi corna di bufali o solo da conchiglie. I primi vengono donati dallo sposo alla sua futura moglie, mentre i secondi rappresentano l'iniziazione.
12 Novembre
Villaggio Taneka, costruito alle pendici delle colline. Il villaggio ha un grande capo spirituale e un rè.
La gente di questo villaggio proviene da etnie differenti, e parlano vari dialetti, ma la lingua comune è la Fon. Ogni casa- quartiere ha il proprio capo spirituale, che fa riferimento a quello supremo. Costui veste solo di una pelle di capra, vive nella parte alta del villaggio, ed Ha una pipa lunga anche oltre un metro, dal quale non se ne separa mai. Ha un posto riservato, che non è altro che una tomba sormontata da pietre, dove sono seppelliti i vari capi.

Nel villaggio c'è una casa disabitata, dove un tempo veniva utilizzata x fare circoncisione maschi e anche infibulazione, oggi vietata dallo stato.
Proseguimento verso Abomey....
13 Novembre
Mattinata riservata alla visita del palazzo reale regno D'Abomey, dove hanno regnato 12 rè. Ognuno ha ingrandito ed abbellito il palazzo costruendo la propria dimora.
La visita è molto interessante, e il palazzo in sè e i vari suppellettili interni mi affascinano tanto. ( peccato che sia vietato scattare foto).
Proseguimento verso Ganviè, sud Benin.
Arriviamo al molo dove una barchetta ci porterà a Ganviè, in questa città costruita su palafitte, dove la vita si svolge interamente sulle barche.
Abitata da oltre 3000 persone, la città è davvera caratteristica, affascinante e ricca di colori e odori, ma soprattutto di gente.
Facciamo un giro con una barchetta tipica. La gita è davvero fantastica, la città è talmente particolare che cattura tutti, e qui gli scatti vanno via come il pane.
La gente che incontriamo durante il ns giretto sembrerebbe contenta di vederci, x non parlare dei bambini che ci salutano dalle finestre delle palafitte o dalle loro barchette. Nonostante sia già quasi l'ora del tramonto, la città brulica di vita, è un via vai continuo, tutti impegnati con le loro commissioni o lavori.
La popolazione parla lingua Fon. La città è invasa da un immenso tappeto verde, con fiorellini detti " Giacinto d'acqua"....che termineranno il loro corso vitale non appena l'alta marea porterà all'inerno della laguna acqua salata.
Dormito hotel-palafitta,...piccole le stanzette, anzi, + che piccole, basse, ma davvero caratteristiche.
14 Novembre
Arrivo a Oudhai, centro del paese per il Vudu, nonchè porto molto importante negli anni del colonialismo, in quanto tutti gli schiavi provenienti dal Togo e dal Benin, arrivavano qui per essere imbarcati x le Americhe.
- Visita al Forte-museo un tempo portoghese, dove avveniva appunto il commercio
degli schiavi.
- Visita al monumento sulla spiaggia che rappresenta "La porta del non ritorno"
- Visita tempio adorazione pitone....e qui non posso non citare lo straordinario
coraggio dimostrato da zio Mauri che x una foto si fa abbracciare da un pitone;
rimango a bocca aperta!!!....ma il mio stupore raggiunge il top quando pure Grazia
segue le orme dello zio, e lei per ben due volte, temeva che la prima foto non fosse
uscita bene.....
- visita piazza dove avveniva la vendita degli schiavi.
Proseguimento verso il confine per rientrare in Togo. Qui la burocrazia è davvero esagerata, stiamo 2 ore, forse anche + in dogana prima di ottere tutti i doc necessari per oltrepassare la linea di confine. Però l'attesa non è vana, in quanto è un via vai pazzesco di "pendolari", x cui ...come dicono dalle mie parti: "mi lustro gli occhi"!!
Entrati in Togo visitiamo subito il villaggio dei feticci....nei dintorni del lago Togo.
Il paesaggio circostante è davvero bello e mi piace un sacco, un po' meno, anzi tanto meno il villaggio.
Arriviamo e subito vediamo facce strane che si aggirano x il villaggetto, addirittura un ragazzo è tenuto alla catena, e qui capisco che deve avere problemi mentali. Purtroppo in Africa è tipico tenere legati chi soffre di questi disturbi, è già fortunato che non l'abbiamo incatenato fuori dalla casa in strada.
Continuamo la ns visita all'interno, dove vengono tenuti i feticci veri e propri; qui ci viene presentato il capo-spirituale, o + volgarmente chiamato lo stregone. Gabriel ci spiega un po' come avviene un rito, e qual'è il compito del feticista. Costui si avvale di assistenti che durante il loro tirocinio, dura 7 anni, non possono mai alzare la testa e guardare in faccia la persona al quale stanno parlando. I feticci sono davvero macabri, e mi incutono un certo fastidio, nonostante io non credo al vudu e a questi riti; ma il loro aspetto è talmente terrificante e mostruoso che preferisco non scattare troppe foto.
Nel pomeriggio proseguiamo x queste zone, ripeto troppo belle, qui i miei occhi vanno in estasi, e arriviamo nel villaggio, dove è in corso una danza-vudu per festeggiare la nascita di 2 gemelli. Il Vudu non viene praticato solo per riti malefici, ma anche x festeggiare un evento importante. Qui ci accolgono con calore, soprattutto i bimbi, tanti bimbi; ci sediamo e seguiamo con interesse e curiosità le danze, fin quando una donna cade in trance,...poi un'altra, ed infine un'altra ancora.
Pur non essendo una messainscena turistica, io sono titubante in merito alla caduta in trance delle donne... comunque in Benin i riti vudu, feticci e sacrifici di animali hanno molto seguito. Anche x questo argomento ci sarebbe da aggiungere altro, ma non posso dilungarmi, in quanto forse è meglio che l'approfondimento venga tenuto da chi ne sa più di me, o da chi segue queste credenze.
15 Novembre
Questo purtroppo è l'ultimo gg del ns viaggio.
Arriviamo a Lomè dove subito facciamo tappa al mercato locale dei feticci, dove la gente del posto si reca per acquistare suppellettili vari, portafortuna, infusi, ecc, insomma tutto l'occorrente per i loro riti e credenze.
...e poi proseguiamo verso il mercato locale, caraterizzato dalla presenza di merci tipici e anche souvenirs di ogni genere. Qui c'è un sacco di gente, di colori, di prodotti e anche un caldo e umidità pauroso.
.....Lo shopping parte male, non compriamo niente,..forse x' troppa gente, forse x' troppo poco tempo a disposizione, o forse x' talmente tante cose tutte insieme che rimaniamo un po' interdetti, almeno x me è così.
.........
16 novembre
E' davvero finita, ancora poche ore e poi via per il lungo volo di rientro verso casa....
xò prima abbiamo la tappa tanto attesa al mercato dei souvenirs di Accra.
Qui tutti diamo libero sfogo alle spese pazze,....è un insieme di oggettini e ricordini davvero niente male, tanto che li prenderei tutti, se non fosse che sono quasi rimasta a bolletta.
Compro la maschera, borsettine colorate e poi contratto x una collana, ma la contrattazione non va a buon fine.
Poi seguo le amiche nell'acquisto dei vestiti tipici locali che utilizzeranno x la loro mitica festa-cena -etnica.
Le contrattazioni mi prendono assai, tanto che fremo anchio durante l'acquisto; inoltre gli abiti sono semplicemente meravigliosi, dei colori davvero stupendi, tessuti talmente belli che mi vien voglia di comprarne uno anche x me, se non fosse che io non ho nessuna occasione di indossarlo....
...termina lo shopping e pure la vacanza!!!
Sono un po' triste, x' fra poche ore sarò di nuovo in Italia,...e avrò solo le foto e i mille ricordi in testa...
meno male che zio Mauri ci solleva il morale con i suoi premurosi consigli e con i suoi "Ti dò",...il prezzo delle scommesse ormai è alle stelle, ma io ho la testa dura e non cedo alle tentazioni *^_^*....
.......ore 17.30...salutiamo Gabriel, gli autisti e carichi dei ns bagagli e zainetti, entriamo in aeroporto....dove io ho il coraggio di spendere gli ultimi spiccioli x l'acquisto di un centrotavola coloratissimo e una statuetta.
ore 20.05....l'aereo decolla e,......That's all Folks!!
*^_^*
- impostazione pagina e fatica al pc.... di Susy - ![]()